-
Posts
3,491 -
Joined
-
Last visited
About Ocean's One

- Birthday 05/07/1965
Profile Information
-
Gender
Male
-
Location
Milano
Recent Profile Visitors
60,604 profile views
Ocean's One's Achievements
-
Andrea, Te l’ha detto anche il Dir: questi calcoli e questa sperimentazione sono una vera delizia! Per aiutarti nella scelta, ora faccio il calcolo della sovrapressione per lo scafo corto da 44cm. Ricordo che lo confrontiamo con il caso del WTC lungo, che faceva 1,48 bar interni a cassa piena) - WTC lungo 440 mm al netto dei tappi - WTC di diametro interno 54 mm (vero che forse è 56mm, ma tengo 54 per fare il paragone con il caso precedente. Se poi sarà 56mm i.d., staremo dalla parte della ragione) - Volume interno lordo WTC = 1007 cc - supponiamo un 30% del volume interno occupato da struttura e componenti - Volume interno netto WTC = 1007 x 0,7 = 705 cc (a siringa vuota) - 205 g = 205 cc di acqua imbarcata nella siringa - volume interno netto WTC a siringa piena = 705- 205 = 500 cc Sovrapressione: Sappiamo che il prodotto pressione x volume è costante per i gas (supponendo lo scafo sempre alla stessa temperatura dell’acqua esterna). p1 = 1 bar v1 = 705 cc p2 = X v2 = 500 cc p1 x v1 = p2 x v2 1 x 705 = X x 500 X = 1 x 705 / 500 = 1,41 bar Come vedi, la sovrappressione ora è minore. E’ un caso più favorevole, perché il volume portato via dalla cassa piena decresce più rapidamente di quanto faccia il volume interno del WTC. Sotto questo punto di vista, la soluzione del WTC corto è quindi favorevole, come del resto lo è anche in termini di riduzione del volume necessario per la cassa di immersione. Ciononostante, anche a me arriva la “vocina” che dice 56 cm… Perché? Ma perché avere più spinta idrostatica è sempre una buona cosa! Al limite ci metti più zavorra, mente con un modello pesante e con poco galleggiamento devi ricorrere al vile polistirolo, che funziona ma non è una soluzione molto elegante. Se vuoi fare il purista e scegliere il WTC corto, cosa ammirevole, ti invito a fare bene i conti di pesi e spinte. Vediamo il caso immerso (ma giungeremo alle stesse conclusioni anche per il caso emerso) - il WTC corto ha volume totale di 1250 cc - lo scafo esterno è quasi neutro, ma aggiunge 50-60 g di peso per la densità delle plastica leggermente maggiore di 1 - la cassa di immersione imbarca un peso di 205 g di acqua - il WTC pesa 165 g (250 g se spessore pareti = 3 mm) + 50 g i tappi - gli altri componenti li conosci tu Ad ogni modo, contro 1250 g di spinta del WTC ne abbiamo già 470 per i soli elementi di cui sopra, ad essere buoni. Volendo tenere 300 g di zavorra in chiglia per una sufficiente altezza metacentrica, restano 400-450 g per i componenti interni. Bastano? Non lo so (e comunque dovremo verificare meglio l’altezza metacentrica con la zavorra effettiva. Il WTC lungo aggiungerebbe 350 g di spinta, contro l’aggiunta di soli 80 g di acqua di zavorra, quindi il bilancio dei pesi sarebbe più favorevole. A meno che… troviamo l’uovo di Colombo: al WTC corto si potrebbe aggiungere un mini-WTC di diametro inferiore (40-45 mm) tutto sotto al galleggiamento ed anche completamente vuoto? Lascerebbe quasi tutto invariato, aggiungendo però un po’ di spinta, che ti consentirebbe maggiore libertà nella gestione dei pesi. Non so, io la butto lì, anche se complica un po’ il tutto. (e se no, usa il vile polistirolo, ma non dire che te l’ho detto io! )
-
@andreavcc grazie dell’aggiornamento. In realtà, prima di fare i conti della sovrapressione, mi sorge un dubbio e ti vorrei chiedere un chiarimento. La cosa che mi sorprende è che la necessità di acqua di zavorra nel primo e nel secondo caso sia molto simile: 280 g contro 268 g. Io ricordo che il tubo da 56 mm doveva necessariamente emergere sopra alla waterline, mentre quello da 44 mm poteva starsene completamente sotto, riducendo molto la necessità di imbarcare acqua per l’immersione. Per far emergere il WTC nel primo caso servono almeno 100 g di spinta aggiuntiva, che dovrebbero invece sparire con il tubo più piccolo. Qui non succede: come mai? Ti chiedo quindi conferma che nella prova odierna il WTC sia rimasto completamente sott’acqua anche alla massima emersione. Oppure invece non era fissato bene e ha voluto spontaneamente muoversi e salire all’interno dello scafo leggero, uscendo quindi fuori dall’acqua alla waterline corretta? Il vantaggio del WTC più piccolo dovrebbe essere proprio questo: rimanere sempre sott’acqua e consentirti di ridurre notevolmente la capacità della cassa di immersione. Se si perde questo vantaggio, allora conviene nettamente rimanere sul tubo più grande. Oltre a questa conferma, ti chiederei anche di provare a pesare il solo semi scafo superiore di plastica, senza nient’altro. Dividendo per la densità di 1,2 puoi ottenere il volume del semiscafo superiore in centimetri cubici. Dopodiché, potremmo assumere che il 30-40% di questo volume sia emerso alla waterline corretta. Vediamo che numero viene fuori da questo calcolo: assomiglia a 250-280 cc, oppure è qualcosa più vicino a 100 cc? Nel secondo caso, è chiaro che sta emergendo anche il WTC. Grazie di verificare. Sai, è bene sapere queste cose il prima possibile.
-
Andrea, è una grande soddisfazione vederti procedere così spedito in tutte queste impeccabili valutazioni Bravissimo, anche se ormai ti conosciamo bene…! _________ Adesso ecco alcuni passi per il calcolo della sovrapressione. - WTC lungo 540 mm al netto dei tappi (giusto?) - WTC di diametro interno 54 mm - Volume interno lordo WTC = 1236 cc - suppongo (ma parliamone se vuoi) un 30% del volume interno occupato da struttura e componenti - Volume interno netto WTC = 1236 x 0,7 = 865 cc (a siringa vuota) - 280 g = 280 cc di acqua imbarcata nella siringa - volume interno netto WTC a siringa piena = 865 - 280 = 585 cc Sovrapressione: Sappiamo che il prodotto pressione x volume è costante per i gas (supponendo lo scafo sempre alla stessa temperatura dell’acqua esterna). p1 = 1 bar v1 = 865 cc p2 = X v2 = 585 cc p1 x v1 = p2 x v2 1 x 865 = X x 585 X = 1 x 865 / 585 = 1,48 bar Abbiamo quindi una sovrapressione di quasi mezzo bar. Questo sarebbe un modello perfetto per navigare sempre a 5 metri di profondità!!! Però in tutte le altre situazioni la pressione spingerebbe i tappi all’infuori con una forza di circa 10 kg, per cui la chiusura dovrà essere molto solida. Oppure, molto meglio, dovresti chiudere il WTC con la siringa mezza piena, così al massimo ci sono 5 kg in spinta o trazione. Non ottimale, ma forse ancora gestibile… Cosa ne pensi?
-
Inutile dire quanto mi faccia piacere la partecipazione a questa discussione tecnica. @andreavcc Rispondo subito alla tua ultima domanda: il WTC dell’esempio è notevolmente ispirato a quello di un modello “esotico” di un SSBN classe “Xia”, ultimamente postato su questo forum! Diametro 60/54 mm, lunghezza 560 mm, peso e volumi di conseguenza. Ma forse l’avevi capito… Rispondo ora alle tue domande. SPOSTAMENTO DEL BARICENTRO Mi chiedi se questo effetto consegua alla spinta idrostatica (acquisita o perduta) dei volumi dell'opera morta. Questo è verissimo, ma spiega solo la differenza fra la curva verde e la curva grigia del mio grafico. In realtà, anche la stessa curva grigia non è piatta, pur escludendo gli effetti dell’opera morta ed essendo valida solo in immersione Già in questa condizione si capisce che il pistone di estremità ha bisogno di correzioni, fattibili ma mai completamente esaustive, visto che lasciano un’escursione residua di qualche millimetro. (Modo Pippone Fisico = ON) Perché quanto sopra? Il volume di acqua imbarcato cresce proporzionalmente alla corsa del pistone, mentre il braccio di leva di questo volume rispetto al baricentro decresce con la corsa stessa del pistone. Il loro prodotto, che è il momento destabilizzante, ha quindi un andamento a parabola. Il momento correttivo, che consegue al contrappeso di peso fisso, è invece proporzionale al braccio di leva, e quindi dipende linearmente dalla corsa del pistone. Conclusione: non posso correggere al 100% una parabola sottraendole una retta, quindi la differenza ci sarà sempre e la possiamo solo minimizzare: qui l’ho fatto e i pochi mm residui sono probabilmente accettabili. (Modo Pippone Fisico OFF) Dopodiché c’è l’effetto “appruante” della perdita di spinta dell’opera morta, che è più estesa a prora e quindi quando emersa porta il modello ad appruarsi. Ma con la scelta opportuna del contrappeso noi otteniamo che sulla curva verde il baricentro sia nella centrale sia per modello alla massima emersione che immersione. CONOSCENZA ESATTA DEI VOLUMI DELL’OPERA MORTA Tu mi segnali giustamente che il calcolo dei volumi emersi è difficile per molti modelli di forma arrotondata e poco geometrica. È vero, ma in questi casi si può fare una prova pratica, che io consiglio sempre: prima della realizzazione del modello, tu assembla il solo scafo esterno e piombalo quanto basta per renderlo negativo. Poi appendilo con un paio di fili sottili ad un dinamometro (bilancia digitale) a gancio come questa: https://www.delphinpesca.it/bilancia-digitale-delphin-minio?gad_source=1&gad_campaignid=23451307403&gbraid=0AAAAA_pEkJPKONKF8i4H2wzwqoek6qfws&gclid=EAIaIQobChMI6ZLl_sPKlQMV8p6DBx3pOxO9EAQYBSABEgJRyfD_BwE#v_page_id=2910 Leggi il peso in completa immersione, poi solleva il modello progressivamente fuori dall’acqua: l’incremento del peso letto corrisponde alla perdita di spinta di ciascuna sezione. Va bene, ma manca ancora la posizione longitudinale dei suddetti centri di spinta. Se non si riesce ad averne un’idea empirica guardando i volumi, allora bisogna ripetere l’operazione di cui sopra appendendo il modello a due dinamometri e non a uno solo, e facendo un po’ di conti sui bracci di leva. Fattibile. POSIZIONE DEI COMPONENTI INTERNI Guardando bene, il SW ci fornisce anche indicazioni su questo punto. Infatti, ci indica la posizione del baricentro del WTC al netto del contrappeso mobile del pistone. Nel nostro caso risultano 110 mm dietro il centro geometrico, ma questa quota potrebbe diminuire se spostassimo più indietro il contrappeso, per esempio usando una zavorra mobile sul fondo del WTC. Ad ogni modo, il SW definisce per bene anche questo punto. UTILITÀ’ IN CASO DI WTC PARZIALMENTE EMERSO Contrariamente a quanto si possa pensare, il SW funziona anche in questo caso. E’ proprio ciò che ho fatto nella simulazione di esempio. Se guardi il volume emerso “C”, questo è lungo come tutto il WTC ed ha baricentro in linea con il centro del WTC: in effetti è proprio la porzione di WTC emersa nel caso del tuo modello, con waterline e volume che risultano dalle valutazioni fatte nel tuo thread. ___________ Andrea, spero di aver risposto a tutte le tue questioni. Pensando ad un caso pratico, però, immagino che nessuno abbi voglia di fare un affinamento dell’assetto al 100% basandosi solo sui calcoli. Vero. Ecco allora gli aggiustamenti che puoi fare sul campo: - limite di corsa del pistone - entità del contrappeso - posizione zavorra fissa - entità zavorra fissa Su altri modelli ci sono solo due regolazioni (posizione ed entità zavorra fissa), perché la posizione della cassa/sacca di immersione è stata “congelata” alla costruzione; qui invece hai un’ulteriore libertà, potendo definire l’entità del contrappeso. Esempio: il tuo modello è orizzontale in immersione ma è appruato in emersione, magari a causa della vela troppo a prua? In un modello normale non potresti correggere, a meno di perdere il bilanciamento in immersione oppure di squartare il modello per spostare la cassa di zavorra. Nella mia idea potresti semplicemente aumentare il contrappeso e ridurre la zavorra fissa: in immersione non cambia nulla, in emersione i pesi sono più indietro e l’appruamento viene corretto. Forse questa mia idea qualche piccolo vantaggio ce l’ha…
-
Ultimo aggiornamento per questo studio di fattibilità. Oggi condivido con voi i risultati di una simulazione fatta in Excel su dati arbitrari (ma molto simili al progetto "esotico" di @andreavcc ) Per eventuali interessati il file Excel è disponibile, oppure posso farlo girare io e condividere i risultati. Ecco le tabelle dei calcoli. La prima tabella contiene gli input geometrici (caselle verdi) Si può definire il WTC, la corsa del pistone e l'entità e la posizione del contrappeso. Per tentativi, giudicando i risultati della simulazione, si può arrivare a definire il corretto dimensionamento del contrappeso mobile. Il sistema calcola automaticamente il baricentro del WTC escluso il contrappeso, per avere l'assetto orizzontale in immersione. Dopodiché si può definire "cosa far emergere". In questo schema l'opera morta è stata divisa in tre zone: la vela (A), una struttura intermedia come la carenatura dei silos di lancio (B), la parte superiore dello scafo o del WTC (C). Ciascuna zona ha volume e centro di spinta impostabili. Dopodiché arrivano i risultati della simulazione. Oltre ad una marea di numeri che servono per i calcoli, vorrei portare la vostra attenzione sulle caselle che sfumano dal verde all'arancione e che mostrano la percentuale di emersione delle tre zone A, B, C dell'opera morta, in funzione della percentuale di riempimento del volume del pistone, mostrato nella prima riga. Vediamo quindi che il grosso volume C, pari alla porzione emersa del WTC nel modello di Andrea, richiede il riempimento da 0 al 60% del pistone per poter finire sott'acqua. Dopodiché, fra il 70 e il 90% di riempimento del pistone avviene l'immersione della zona B (carenatura dei silos di lancio) mentre l'ultimo 10% di corsa del pistone farà immergere anche la vela. Con queste info possiamo fare una verifica delle fasi di questa immersione graduale, avendo conferma della corretta scelta della corsa del pistone. Tutto ciò ancora non basta, perché dobbiamo anche valutare la stabilità longitudinale. Abbiamo detto che il SW calcola automaticamente la posizione del baricentro affinché il modello risulti orizzontale in immersione, ma cosa succederà in emersione? In questa tabella uso la convenzione di supporre costante il volume del WTC, trattando il pistone come peso aggiuntivo e non come riduzione di volume (cosa lecita). Quindi, a fronte di un centro di spinta che non si muove, dove "migrerà" il baricentro? Se va in avanti (valori positivi secondo la mia convenzione mostrata nella seconda figura) il modello emerso sarà appruato. Se va indietro (valori negativi) il modello emerso sarà appoppato. La riga "posizione baricentro teorico" in tabella qui sopra mostra proprio l'escursione del baricentro complessivo a seconda del grado di riempimento del pistone. Questa riga non è ancora sufficiente, perché mostra solo l'effetto del riempimento del pistone e dello spostamento del contrappeso. In realtà, il modello che emerge perde gradualmente spinta idrostatica a causa dei volumi via via emersi. Di conseguenza, lo spostamento reale del baricentro deve tener conto della mancanza di questa spinta, che viene ancora una volta trattata come peso aggiuntivo dei volumi emersi non più compensati (n.b. riferiti a densità 1 e non al peso della plastica!) Quindi, la migrazione del baricentro che ci interessa è stata calcolata nell'ultima riga "posizione baricentro con contributi volumi emersi" I numeri in verde sono quelli a cui dobbiamo guardare. Vediamo innanzitutto che a modello emerso (0% pistone, 100% opera morta emersa), il baricentro si è spostato solo di 0,1 mm. Quindi, anche in emersione il modello galleggerà orizzontale se lo impostiamo con i numeri di cui sopra, già ottimizzati grazie a questo SW. Adesso, per maggiore chiarezza, posso anche mettere in grafico le escursioni del baricentro nei due casi appena descritti. Come leggiamo le due curve? Innanzitutto la curva verde, il risultato reale: sia per pistone vuoto (0%) che per pistone completamente pieno (100%) il baricentro è vicinissimo allo zero, con il modello che galleggia orizzontale nelle due situazioni estreme. Dopodiché pensiamo all'immersione, percorrendo la curva verde da sinistra a destra, per valori di riempimento del pistone che passano da 0 al 100%. Vediamo che nelle situazioni intermedie la posizione del baricentro è positiva di 3-4 mm: il baricentro avanza quindi di poco, rendendo il modello un po' appruato. La cosa ci sta, visto che all'immersione statica adesso aggiungiamo anche un poco di immersione dinamica grazie al leggero appruamento. Dopodiché passiamo alla curva grigia, per modello completamente immerso e senza più contributi dell'opera morta emersa. Se svuotiamo il pistone partendo da una condizione di immersione in profondità, in pratica percorriamo la curva grigia da destra (pistone 100% pieno) a sinistra (0% pieno). Qui vediamo che nelle posizioni intermedie i valori sono un po' negativi: di conseguenza durante la risalita il baricentro di sposterà di 2-3 mm indietro e il modello tenderà ad appopparsi, cosa utile all'emersione visto che che aggiunge anche un po' di effetto dinamico. Conclusione: gli spostamenti del baricentro sono comunque limitati a qualche millimetro, il comportamento è sensato durante l'immersione e l'emersione. Il tutto nonostante un solo pistone posto a prora. In teoria, la cosa funziona. Ora ci mancherebbe una prova pratica... Ciao!
-
Passo ora a qualche ipotesi di esecuzione del principio base, illustrato nella prima figura in alto. Il pistone di estremità deve indietreggiare, portando indietro anche una certa massa affinché il baricentro resti sempre sulla perpendicolare del centro di spinta. E) Questa semplice soluzione prevede che sia il motore a muoversi, solidale con la faccia del pistone. Se il peso del motore non basta, occorre applicare altra zavorra al motore stesso o direttamente sul pistone. I cavi di alimentazione del motore del pistone si muovono, quindi devono essere ben guidati per evitare interferenze co altre parti. F) Tenendo il motore fisso si può invece rendere mobile la stessa zavorra del modello, posta sul fondo del WTC. Certamente in questo caso il peso spostato può essere anche considerevole, visto che ha anche funzione di zavorra per la stabilità. G) Questa soluzione migliora la configurazione F) per avere più altezza metacentrica e più stabilità. Il pistone sposterebbe una zavorra esterna, opportunamente guidata. Le barrette di accoppiamento pistone-zavorra richiedono però uno spazio un po' maggiore a prora. H) Questa è la configurazione con il solo end-cap prodiero mobile. Il motore del pistone si muove insieme all'end cap. Eventualmente, non fosse sufficiente il peso del solo motore, il sistema si potrebbe migliorare aggiungendo anche la zavorra mobile in configurazione F) oppure G) Queste sono possibili esecuzioni pratiche dell'idea. Al prossimo post vi mostrerò anche qualche calcolo.
-
Torno su questa ottima discussione per proporvi una mia idea in tema di sistemi di immersione: il PISTONE DI ESTREMITA'. Tante volte abbiamo commentato le caratteristiche dei pistoni (Engel) che, insieme ad affidabilità e funzionamento rigoroso, possiedono alcune caratteristiche critiche. La prima è ovviamente lo spazio necessario, eccessivo sul diametro specie per i modelli piccoli. La seconda, più subdola, è la necessità di posizionare il pistone in modo rigoroso, altrimenti l'immersione e/o l'emersione avverrebbero con un assetto sbagliato, appruato o appoppato. Se su un grosso modello ci possiamo permettere di posizionare il pistone quasi dove vogliamo, o addirittura di metterne due, su un battello molto piccolo la cosa non è possibile. Addirittura, ci converrebbe avere un pistone "integrale" che scorre nello stesso tubo WTC, in modo da sfruttare al massimo il piccolo diametro disponibile. Questa soluzione però non consentirebbe di avere connessioni fra la parte anteriore e quella posteriore del WTC, che risulterebbero separate dalla zona dove il pistone lavora. Allora, verrebbe voglia di spostare il pistone più avanti possibile, in modo da avere tutta l'elettronica, la batteria e i motori raggruppati nella zona poppiera: naturalmente ciò non è possibile, perché se il pistone non sta nella sua posizione teoricamente corretta sono guai grossi per l'assetto. Anche la soluzione con due end-caps estensibili, già sperimentata, simmetrica ed intrinsecamente bilanciata, porta al problema di avere le uscite dell'asse elica e dei rinvii dei timoni su una calotta che si muove, con notevoli problemi meccanici. Invece, sarebbe veramente comodo avere un singolo pistone all'estremità anteriore del WTC, e basta. Questo impone di trovare una soluzione al notevole sbilanciamento che questo pistone genererebbe: eccovi quindi la mia idea teorica. n.b. Come probabilmente avete visto, questa non verrà applicata sul progetto "esotico" dell'amico @andreavcc , che utilizza un modello già difficile di per sé. La sperimentazione della mia idea dovrà avvenire altrove, nella speranza che ciò avvenga velocemente. Per intanto, condivido con voi la trattazione teorica. _________________ Riferiamoci alla figura qui sotto e supponiamo un WTC con singolo pistone all'estremità prodiera. (A) Il modello galleggia emerso ed orizzontale. La spinta idrostatica (verde) ed il peso (rosso) sono applicati su due punti allineati sulla stessa verticale. La spinta è leggermente superiore al peso, quindi il modello emerge di una certa quantità, fino a trovare l'equilibrio emerso ed orizzontale. B) Si allaga il pistone di estremità e l'equilibrio viene perso Evidentemente, se a questo punto il pistone indietreggia allagando la parte estrema del WTC, il volume diminuisce e il centro di spinta si sposta indietro. Così facendo, centro di spinta e baricentro non sono più sulla stessa verticale, il modello si apprua e l'assetto orizzontale immerso viene perso. (si giunge alla stessa conclusione anche supponendo il volume invariato ma il peso di una massa di acqua aggiunta a prora) Questo problema va risolto. C) SOLUZIONE: il pistone, indietreggiando, spinge indietro un peso opportunamente calcolato A questo punto, il centro di spinta si è spostato indietro, ma anche il baricentro lo segue, perché una certa massa è stata spinta indietro dall'azione del pistone stesso. Centro di spinta e baricentro sono nuovamente coincidenti e il modello è stabile in immersione con assetto orizzontale. Naturalmente ora occorre calcolare bene il peso da spostare e tutta la geometria del sistema, ma in principio la cosa è fattibile. La cosa più semplice sarebbe avere la massa che indietreggia solidale con il pistone e che si muove della stessa quantità; addirittura questa massa potrebbe essere costituita dallo stesso motore del pistone. Il tutto, chiaramente, da verificare bene nei prossimi calcoli. D) Nota: quanto sopra equivale in pratica ad avere un WTC più corto Al netto delle sottili pareti del WTC, la condizione "C" equivale alla "D", in cui abbiamo nuovamente un WTC con centro di spinta e baricentro coincidenti, posti entrambi a metà lunghezza. Questo è quanto, per ora. Ora devo provare la mia soluzione a suon di calcoli e, prima ancora, ascoltare i vostri commenti se ne avete. Grazie dell'attenzione, ciao!
-
Certamente, Andrea, nessun problema. Del resto, ad un modello difficile non andrebbero aggiunte altre incertezze, concordo con te su questo. Solo che sarei proprio curioso di estendere il concetto del pistone a modelli più piccoli, non solo con qualche calcolo teorico ma magari anche su un modello vero. Chissà, magari un SLC, la mia idea mai ultimata… Ho però una precisazione da fare: io non vorrei realizzare due end-caps mobili, ma solo quello di prua. A poppa ci deve essere un tappo fisso da cui escono tutti i servizi. Con due end-caps mobili sono d’accordo che il tutto si complichi un po’ troppo per un modello piccolo, è per quello che penso alla soluzione “eretica” con un solo fondo mobile. Facciamo che sposto la trattazione sul thread dei sistemi di immersione, qui è bene parlare della tua idea esotica… Ciao!
-
@andreavcc Inutile dire quanto interesse susciti in me questo modello. Ho riflettuto su quanto hai postato e vorrei darti alcuni commenti, in particolare quelli che condizionano le scelte di progetto che farai a breve. 1) Anelli OD66-ID60 Ottima idea, ti chiederei solo di verificare la posizione verticale del WTC. Se è completo su tutta la circonferenza, l'anello aggiunge 3mm al diametro del WTC e di conseguenza lo alza della stessa quantità. Io avevo capito che, appoggiato sul fondo dello scafo esterno, il WTC da 50 mm stava tutto sotto al galleggiamento, mentre quello da 60 fuoriusciva già di circa 10 mm. Ora, se sotto al WTC da 60 mm aggiungi altri 3 mm per questi anelli, la parte emersa del WTC diventa di 13 mm, che è un po' troppo perché aggiunge un'altra cinquantina di grammi alla capacità del sistema di immersione. Io invece metterei il WTC da 60 mm proprio a contatto del fondo dello scafo leggero, con gli anelli da 66-60 mm sagomati ad U rovesciata in contatto solo sui lati e sulla parte superiore. Anche se più complesso, è necessario per non avere un WTC troppo fuori dall'acqua in emersione. La zavorra poi troviamo il modo di metterla, fosse anche divisa fra prora e poppa dove non c'è il WTC, grazie anche alla versatilità del filo di piombo segnalato da @S513 2) Sistema di immersione Vedo che non hai ancora fatto una scelta definitiva, il che mi lascia la possibilità di proporti qualcosa. Certamente saprai giudicare pregi e difetti dei sistemi esistenti, ma vogliamo pensare a qualcosa di nuovo? Me lo sono sognato l'altra notte non è detto che sia fattibile; in ogni caso, tu sei l'interlocutore giusto con cui condividere le mie pensate, mentre Betasom è il posto giusto per farlo. Sto parlando di un sistema a pistone. Probabilmente tu hai già scartato questa soluzione perché troppo ingombrante, ma ho pensato a diverse semplificazioni. Innanzitutto, farei un pistone "integrale" che lavora direttamente nel tubo del WTC. E' vero che le tenute sarebbero da studiare bene, ma così potremo sfruttare tutti i 23 cm2 della sezione interna, che ci danno 230 g con una corsa di 10 cm, il che sembra accettabile in un WTC lungo 56 cm. Il problema (apparente) è che il pistone andrebbe fissato abbastanza a centro nave, o meglio sotto l'opera morta da far emergere, dividendo lo scafo in due parti senza possibilità di connessioni elettriche interne, il che probabilmente imporrebbe una prora completamente vuota e tutta l'elettronica messa a poppa e troppo sacrificata. Allora io vorrei proporti un "WTC con pistone di estremità", come in mostrato questo schizzo ancora in divenire. La posizione del pistone all'estrema prora è la più utile per sfruttare al meglio lo scafo interno. Dei 56 cm ce ne saranno 10 di pistone "prodiero" (senza nemmeno il tappo anteriore del WTC, se vogliamo), poi altri 15-20 per il motore e l'asta del pistone, ma ti rimarrebbero almeno 25 cm per il resto dell'elettronica (o anche di più se riesci a mettere qualcosa attorno alla barra filettata del pistone). L'obiezione, ovvia, è che l'acqua imbarcata all'estrema prora non farà immergere il modello orizzontale ma lo farà appruare tantissimo! Questo è vero, ma la cosa si potrebbe compensare avendo un peso opportunamente calcolato che si sposta verso poppa quando l'acqua viene imbarcata. Questo peso potrebbe essere lo stesso motore del pistone, montato sulla sua faccia posteriore ed in grado di spostare sé stesso ed il pistone attraverso la barra filettata rotante che si impegna su una madrevite fissa all'interno del WTC. Lo vedi in grigio scuro nel mio disegno. Il tutto è ancora in divenire e sono appena partito a fare qualche calcolo per capire se la cosa sia fattibile. Se sì, potrei brevettarlo (ma stavolta non lo faccio! ) oppure condividerlo con tutti voi, magari postando l'idea nella discussione dei Sistemi di Immersione per Sub RC. Andrea, dimmi tu. Potresti avere interesse per questa soluzione? Vado avanti ad ipotizzarla? Fosse anche solo per vedere cosa viene fuori a livello teorico, io lo farei...
-
@andreavcc resto in attesa. Per intanto, per tua info: lamierino di piombo spessore 1mm un foglietto da 50x500mm pesa circa 270g. Tu ne prendi un paio, li arrotondi un po’ con le mani e li disponi nella cavità fra i due scafi, nella zona inferiore. Se vuoi te li posso dare io.
-
Carissimo Andrea, lieto di poterti aiutare. in realtà, dovrei dire solo lieto di generare informazione, perché non è detto che questa sia nel verso che tu e noi tutti speriamo… L’hai già detto tu: il WTC deve stare tutto sott’acqua e quindi dev’essere di soli 50 mm di diametro. Però ti vorrei invitare lo stesso ad analizzare l’opzione “eretica” dei 60 mm. (esotico ed eretico, andiamo bene!) Innanzitutto il volume dislocato è 1560 cc, come hai scritto tu, contro i soli 1100 cc del diametro 50 mm. Direi che 450 grammi in più non sono proprio pochi, perché se diventano in buona parte zavorra fissa contribuiranno molto a recuperare la perdita di altezza metacentrica che tu temi. C’è però anche il tema della spinta aggiuntiva imposta dal WTC parzialmente emerso. Ho fatto alcuni veloci calcoli: far emergere il WTC di 10 mm comporta una perdita di spinta di 2,1 g per centimetro di lunghezza, ovvero quasi 120 g in totale. Non è proprio poco, ma forse è ancora gestibile. Se fai una cassa di immersione integrale sfruttando tutta la sezione interna del WTC (23 cm2), ti serviranno circa 5 centimetri di lunghezza per far emergere questa porzione di WTC). Diciamo che in totale questa cassa potrebbe essere lunga 8-10 cm, comprensivi di quanto sopra, più una quota parte per far emergere l’opera morta. La cosa che mi consola è che, a livello di peso, tu guadagni 450 grammi rispetto al WTC da 50mm: se anche ne usi 120 per la capacità aggiuntiva del WTC e magari altrettanti per il un sistema di immersione più complesso, probabilmente finisci lo stesso in vantaggio rispetto al WTC piccolo. Certo che bisognerebbe pensare per bene ad una cassa di zavorra da almeno 200 cc, che resta comunque una bella sfida. E qui, mi sembra di capire, di sfide tecniche ce ne sono proprio tante…
-
Ero curiosissimo allora, lo sono ancora di più adesso. Vai, Andrea, coinvolgici in questa tua nuova esperienza!
-
Un po’ troppi radar per essere 2GM. O sbaglio?
-
Robbe U47 - conversione per immersione statica
Ocean's One replied to Marco60's topic in Modellismo Dinamico
Aggiornamento dopo la nuova uscita al laghetto Malaspina di domenica scorsa. Premetto che il modello era stato ricontrollato e, finalmente, era stata trovata la piccola via d’acqua che lo affliggeva. Si trattava del passaggio a scafo del cavo del servo esterno dei timoni avanti, non completamente sigillato. Ora Luigi l’ha siliconato nuovamente e le infiltrazioni sono cessate, anche grazie al rimpiazzo dell’ O-ring principale e l’uso di un po’ di olio di silicone sulle tenute. Secondo punto era la batteria 2S, che ha rimpiazzato la 3S. E’ vero che nel video precedente la 2S sembrava un po’ fiacca, ma ci siamo ricordati che Luigi aveva ridotto il canale del gas al 70% per gestire meglio la 3S, senza poi ripristinarlo al 100%. La cosa è stata fatta in questa occasione, ed ora potete vedere il risultato in questo video. Il bilanciamento del modello era positivo di 350 g: non è molto, ma l’immersione così risulta molto naturale, con lunghi tratti percorsi sott’acqua, con il pitch controller che lavora bene a mantenere il modello abbastanza orizzontale. ___________ Dopodiché, c’è stato il divertimento. Alcuni ragazzini, sprezzanti del pericolo, navigavano con le loro barchette R/C un po’ troppo vicine, chiedendosi dove fosse il sommergibile. E' finita così: Inoltre, dobbiamo dire che al laghetto c’è stata quasi tutta la KRIEGSMARINE !!! Infatti era presente il grande Paolo Saccenti, che ci ha deliziato con un paio di modelli, naturalmente crucchi e naturalmente della 2GM. Eccovi quindi il suo ottimo Typ IId ad immersione statica in 1:24. Qui la situazione in cui nostro Typ VII e il suo Typ II defilano controbordo. (peccato solo la diversità di scala, per cui i due modelli risultavano molto più simili dimensionalmente di quanto avrebbero dovuto, visto che il Typ II era più piccolo. Ed ecco il Typ IId fuori dall’acqua. Infine, per non farsi mancare nulla, Paolo Saccenti ha sfoggiato anche un piccolo Typ XXIII, in scala simile al nostro battello (forse 1:48). Insomma, Typ IId, VIIb e XXII: Karl Doenitz avrebbe potuto esserne fiero…! _____________ EDIT: @andreavcc (che immagino avrai già saputo di questo episodio dai tuoi canali in bassa frequenza) Era presente anche il MastroMaestro @dasboot , che saluta te e tutti, pur ammettendo di non avere più tempo di fare modelli impegnativi come i sub R/C. Speriamo in tempi migliori e un po' più di tempo libero anche per lui...
