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Ocean's One

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  1. Cari amici, vorrei condividere con voi quanto vissuto negli ultimi episodi delle mie vacanze, accomunati dal grande denominatore che vedete nel titolo. Tutto iniziò l’anno scorso a Marina di Campo, città natale di Teseo Tesei. Avevo cercato insistentemente un monumento a Lui dedicato, per poi scoprire che una nuova opera sarebbe stata installata soltanto diversi mesi più tardi. Naturale quindi che quest’anno ho chiuso il cerchio e sono ritornato a Marina di Campo, per rendere i dovuti onori. https://i.postimg.cc/6pPXrJVJ/Teseo-01-A.jpg https://i.postimg.cc/9fqj1814/Teseo-01-B.jpg https://i.postimg.cc/gJFb7VBg/Teseo-01-C.jpg https://i.postimg.cc/RhGrqjCY/Teseo-01-D.jpg https://i.postimg.cc/hvKWDSnx/Teseo-01-E.jpg https://i.postimg.cc/ydmCCDMs/Teseo-01-F.jpg Il monumento, disegnato da Luca Polesi, è un SLC stilizzato ed ha un’impostazione molto moderna, ma secondo me non fuori luogo. Celebrare l’ingegno e la determinazione di Teseo Tesei attraverso la sua “creatura” mi sembra una scelta più che condivisibile. _________ Ma non è tutto. Nel miei viaggi sui luoghi dell’Eroe ho toccato anche Malta, visitata all’inizio di quest’anno . Ve ne parlo solo ora perché volevo che il mio tributo fosse completo, inclusa la visita a Marina di Campo. Ho visitato Malta nell’ambito di un viaggio organizzato, che prevedeva una giornata a La Valletta con una ricca visita al museo di Forte Sant’Elmo, che si trova a brevissima distanza dall’Ingresso del Grand Harbor, dove i nostri Uomini diedero la loro vita per la Patria. inizio quindi con l’esterno dell’antico Forte. Qui si trova anche uno dei pezzi di artiglieria che, molto probabilmente, ha aperto il fuoco contro i nostri MAS della Decima. https://i.postimg.cc/D0h957Y0/Teseo-02.jpg https://i.postimg.cc/Dfdk0b8X/Teseo-03.jpg Il museo copre un periodo storico molto più ampio della sola 2GM, partendo dal Grande Assedio del 1565 e passando dai Cavalieri e dall’occupazione francese in diverse sale a tema. https://i.postimg.cc/7hNpWjpV/Teseo-04.jpg https://i.postimg.cc/MK6kQKQr/Teseo-05.jpg La parte della 2GM è ampia ed incentrata sulle gesta a difesa dell’Isola. È presente, anche se incompleto, il Gloster Gladiator “Faith”, del trio Fede, Speranza e Carità che difese l’isola nei primi difficili mesi di guerra. https://i.postimg.cc/gkNCqFyc/Teseo-06.jpg https://i.postimg.cc/TYYSP7zz/Teseo-07.jpg https://i.postimg.cc/nV1gpbPK/Teseo-08.jpg Ho scoperto che i Maltesi hanno una venerazione sconsiderata per la petroliera Ohio dell’operazione “Pedestal” (ovvero la nostra battaglia di Mezzo Agosto), perché i rifornimenti apportati salvarono letteralmente l’isola disperata nel terribile 1942. Oltre a filmati, ricostruzioni, crest ed anche merchandizing (ma, no, la T-shirt dell’Ohio non l’ho presa!!! ) ci sono alcuni pezzi di pregio, fra qui la campana della portaerei Indomitable, colpita gravemente proprio in quel periodo. https://i.postimg.cc/HxwKrfsg/Teseo-09.jpg https://i.postimg.cc/X7HPBK3p/Teseo-10.jpg Fin qui, me l’aspettavo. La guida, molto preparata sul periodo antico, teneva sulla 2GM un atteggiamento molto “albionico”, celebrando Malta sopravvissuta e vincitrice della guerra insieme agli Alleati. Ci sta, lei è Maltese e la sua gente è stata salvata... Invece, ci sta un po’ meno che venga distorta l’immagine del nemico parlando della Malta 2. Fra i reperti recuperati dal MAS 452 viene messo in bella vista il fascio littorio, ritengo per lanciare un chiaro messaggio su chi dei belligeranti fosse dalla parte della ragione. Per giunta, l’oggetto è esposto come un trofeo, in un crest con data relativa alla cattura del suddetto MAS. https://i.postimg.cc/rsPx9wf2/Teseo-11.jpg Va bene, posso anche accettare che si voglia ancora infierire sul “nemico”, dopo 80 anni e anche di fronte ad un pubblico di italiani. Quello che però non ho accettato è stato il commento sui seguenti pezzi: https://i.postimg.cc/vBGrYj4k/Teseo-12.jpg https://i.postimg.cc/tTDhY5PT/Teseo-13.jpg Sembrano siluri da 450, forse prelevati da un MAS catturato, qualcuno li riconosce? Incredibilmente, la guida li ha definiti come i “maialini” usati dagli italiani nel fallito attacco. Basta. Sono intervenuto. Al quarto giorni di visita la guida già mi conosceva bene, mentre certo non lasciavano dubbi il mio giubbotto Marina Militare e le mie precedenti domande “tecniche” su Gloster Gladiator, Ohio e Pedestal. Ergo, ho educatamente chiesto alla guida se potessi spiegare io la Malta 2. Lei ha acconsentito, dimostrandosi addirittura interessata a conoscere una verità che, probabilmente, nessuno le aveva mai illustrato nei giusti termini. Aperte dal web alcune foto dei veri SLC, ne ho spiegato i dettagli, già noti a parte del pubblico (bravi, Italiani!). Ho tenuto anche a rimarcare che la Malta 2 avrebbe potuto benissimo essere un successo, come lo fu l’attacco a Suda da parte di barchini similari contro l’incrociatore York. Gli Italiani non erano dei puri incoscienti, non erano delle “squadre suicide” che attaccavano “nonostante Malta avesse i radar” (che, comunque, vorrei vedere a beccare un MTM o un SLC...). I nostri erano gente preparata e dotata di immenso coraggio, che fu fermata solo da una serie di sfortunati eventi, prima fra tutte il maldestro crollo della campata del ponte dove si sacrificarono Tesei e Pedretti. Quando poi ho citato che questi stessi “maiali”, inventati proprio da Tesei, furono i protagonisti della grande impresa di Alesaandria, quella ventina di Italiani si è illuminata: diversi di loro già lo sapevano, avevano una conoscenza pregressa dei fatti “della Valiant”, letti sui libri o visti nei film. Insomma, la Storia rimane nelle menti e nei cuori e l’orgoglio italico ne è emerso, mentre non importa se allora eravamo dalla parte sbagliata! Infine, abbiamo visitato il barchino. In effetti, la guida avrebbe voluto riprendere lei la spiegazione, ma prima mi ha prudentemente chiesto se quello fosse un MAS. Al mio scuotere della testa, ha convenuto che dovessi proseguire io. Questo barchino non è uno degli esemplari dell’azione, andati tutti distrutti, ma un MTM catturato in seguito. I miei compatrioti hanno fatto mille domande sul funzionamento del mezzo, sul rilascio del pilota con lo zatterino, sulla carica e sul sistema di detonazione, ma anche sul motore a benzina, qui estratto dallo scafo ed appoggiatovi sopra (ma perché?) Eccovi un paio di foto, ma solo un paio: la presentazione mi ha portato via quasi tutto il tempo... https://i.postimg.cc/SQT64gk1/Teseo-14.jpg https://i.postimg.cc/RVWcZw0S/Teseo-15.jpg Infine, al termine della visita mi sono preso un momento solo per me. Un minuto di raccoglimento alla vista di ciò che rimane del vecchio Ponte di Sant’Elmo. https://i.postimg.cc/CLMq6tt6/Teseo-16.jpg Ora c’è un nuovo ponte a campata unica, costruito pochi anni fa, ma nel mezzo rimane il basamento con parte delle colonne che sorreggevano il vecchio ponte a due campate, dove trovarono la morte il Magg.G.N. Teseo Tesei ed il suo secondo uomo, 2º Capo Palombaro Alcide Pedretti. Le due colonne sono ormai a pezzi, ma negli anni cinquanta erano ancora abbastanza integre ed unite dai due tiranti ad “X”, quasi a celebrare quella Decima che tanto diede in questa sfortunatissima impresa. https://i.postimg.cc/NGkXDYNH/Teseo-17.jpg Onori a tutti Loro. Onori a Lui. https://i.postimg.cc/2yGBSFqw/Teseo-18.jpg
  2. Come ho scritto, i dati delle batterie sono molto interessanti. Abbiamo due sottobatterie da 60V - 170Ah cad. In pratica, possiamo pensare alle normali batterie da auto 12V-50 Ah allestite in quattro serie da cinque. Totale 20 batterie per gruppo, totale 300 kg contando 15 kg/batteria. Una volta la resa delle batterie era minore di adesso, ma si tratta pur sempre di piombo e mi sono tenuto qualche margine, come l’amperaggio in eccesso e i moduli da 50Ah, quando avrebbero potuto essere da 85Ah, per esempio. Ad ogni modo, questo è solo per fare una verifica dei pesi, perché la documentazione già dice 350 kg/sottobatteria, ovvero 700 kg totali. Non poco! Il maiale era fatto per metà di batterie, ma ce lo potevamo aspettare. _________ Calcolo ora il momento raddrizzante (*) che queste batterie danno, con il loro baricentro messo a 10 cm sotto l’asse. MRaddr(Batt) = 700 * 0,1 = 70 kgm (*) p.s. per i pignoli, questo è il momento raddrizzante massimo, quello effettivo è quello massimo moltiplicato per il seno dell’angolo di sbandamento) C’è poi il momento raddrizzante del motore, che è anche lui a 10 cm sotto l’asse per via del riduttore. Stimo 50 kg di peso. MRaddr(Mot) = 50 * 0,1 = 5 kgm Infine, la carica. Dal disegno in sezione, essa (o esse) sono appoggiate sul fondo è il loro baricentro è a 5 cm sotto l’asse MRaddr(Carica) = 230 * 0,05 = 11,5 kgm La somma dei tre momenti raddrizzanti fa 86,5 chilogrammetri. MRaddr(tot) = 70+5+11,5 = 86,5 kgm Questa è la riserva di stabilità del mezzo. I momenti ribaltanti di equipaggio e di tutta l’altra “roba” emersa non devono eccedere questo limite, pena lo sbandamento del mezzo. Dalle ipotesi di @gepard dei 170 kg degli operatori, 90 kg sono fuori dall’acqua e il loro baricentro è circa 60 cm sopra all’asse del siluro. Quindi ne nasce il momento ribaltante: MRibalt(Oper) = 90 * 0,6 = 54 kgm Contribuisce allo sbandamento anche il peso delle strutture di scafo emerso: paraonde, lamiere di cassetta strumenti, cassa rapida, bombole di riserva, cassetta attrezzi con attrezzi. Diciamo 50 kg ad altezza 40 cm dall’asse. Il momento ribaltante degli accessori è: MRibalt(Acces) = 50 * 0,4 = 20 kgm Notate che non ho ancora fatto emergere alcuna parte dello scafo cilindrico. Nella situazione attuale, il momento ribaltante totale è di 74 chilogrammetri: MRibalt(tot) = 54+20 = 74 kgm Come vedete, ci stiamo ma abbastanza a pelo! abbiamo 86 kgm di momento raddrizzante e 74 di ribaltante. Sì pretendessimo di far emergere anche parte dello scafo cilindrico, perdendo quindi il suo contributo di stabilità, il momento ribaltante totale potrebbe eccedere il limite ed il mezzo diventare instabile. Ma questo quando succederà, con precisione? Prossimo calcolo...
  3. Assolutamente rilevante, @Iscandar ci sono 230 kg di tritolite (mix di tritolo + pentrite), che verrebbero esattamente compensati da un metro di scafo, visto che la spinta di quest’ultimo è di 233 kg/m. In realtà la lunghezza della testa sarà un po’ di più, credo 1,20-1,40 metri, per compensare anche il peso del “ferro” che c’è attorno. La carica era quindi neutra o meglio appena appena negativa, ma risultava comunque gestibile dal secondo uomo senza sforzi insostenibili. Ma anche il battello risultava abbastanza neutro sia prima che dopo lo sgancio della carica, come è giusto che sia. (P.S. ho sentito invece che i mini-sommergibili giapponesi, una volta lanciati i due siluri diventavano troppo positivi e facevano un’emersione non voluta, con tutte le conseguenze del caso.) ____________ Next steps del lavoro. @S513 Di casse avremo modo di parlare intensamente; lasciami elaborare i due disegni che hai mandato e ne tirerò fuori in po’ di numeri, da cui fare ipotesi sull’utilizzo delle varie casse. Tuttavia, ora è sorta un’opportunità inattesa, visto che sulla tua documentazione ho trovato anche il peso delle batterie, da cui calcolare le capacità dell’SLC di autoraddrizzarsi con a bordo gli operatori. Calcolo, cogito, ergo posto! Ci sentiamo a brevissimo.
  4. Beh, però hai lasciato scritte le cineserie...
  5. Io pensavo ad un’altra cosa, che avrebbe anche potuto starci: una bambolina di gas sulla nave, che ne sprizza una grande quantità davanti al modello fermo poco prima che arrivi il siluro. Poi accensione e fuoco, o con il siluro, o con una scintilla nascosta generata sulla nave stessa. Del resto, si vede che è una deflagrazione da gas/carburante e non una detonazione da esplosivo. Se però vogliamo pensare male, allora io direi che anche la velocità del siluro è stata accelerata! Insomma, a noi modellisti “storici” piace ancora credere che la realtà si possa riprodurre, e non generare...
  6. Fabio, il tastierista è il depositario della scienza dell’assetto. Quindi concordo sui tuoi due si! (Domani mi metto a fare qualche conto sulle casse. Ciao!)
  7. Che potenza di fuoco! La proverbiale solidarietà della Base mi viene incontro con utilissime info. @Totiano Molto bene, grazie. Allora aspetto tue ulteriori info in bassa frequenza. @S513 Utile foto dell’SLC in galleggiamento senza equipaggio. Come scrivi, il galleggiamento appare circa a mezzo scafo, ma avrei dei dubbi. Innanzitutto, con 233 litri/metro di volume, per far emergere per metà 5 metri di scafo servono 580 kg di spinta, ovvero 580 litri di cassa di zavorra. Troppi, non ci sarebbe posto per nient’altro all’interno del siluro. Inoltre, far emergere così tanto il mezzo non ha senso, perché l’elica non lavorerebbe. Mi chiedo se in questa foto l’ SLC non sia privo di motore, di carica esplosiva o di parte delle batterie. I conti che seguono vi faranno capire meglio la situazione. @gepard Hai assolutamente ragione. L’equipaggio aggiungerà circa 170 kg di peso ma solo 80 kg di spinta in emersione. Abbiamo quindi 90 kg di spinta mancante che dovranno essere forniti dal mezzo stesso. Vorrei ora estendere il tuo ragionamento, perché a questi 90 kg dovremmo aggiungere la spinta persa dalle bombole di riserva emerse (20 litri = 20 kg?), quella della cassa di rapida immersione (direi 30 litri = 30 kg), quella della cassetta stagna degli strumenti (facciamo 15 litri = 15 kg?) ed anche quella di un centinaio di kg di ferro vario che, emergendo, perdono 1/8 = 15 kg di spinta, approssimando. Totalone: 170 kg di “roba varia” da tirare fuori dall’acqua in emersione. Ora, mi piacerebbe che questi 170 kg corrispondessero alla differenza fra le condizioni con e senza equipaggio, ma come ho detto dubito che quest’ultima sia verosimile in foto. Quindi per ora non esprimo commenti e condivido con voi i numeri che ho trovato. Poi ci ragioneremo meglio. Eccovi il disegno seguente, con tre casi di diversa altezza emersa del corpo cilindrico dell’ SLC. Per tutti, definisco la larghezza al galleggiamento L e l’altezza sul galleggiamento H della parte cilindrica. Per i miei conti serve poi l’angolo sotteso al galleggiamento: maggiore sarà quest’angolo, maggiore sarà la parte emersa del siluro e la spinta positiva che servirà per ottenere tale emersione Caso 1) Angolo tot = 60 gradi Sezione totale = 23,3 dm2 Sezione emersa = 0,6 dm2 Riserva di spinta solo siluro = 2,5% Spinta totale sui 5m = 30 kg Troppo poco. Certamente non era così. Caso 2) Angolo tot = 90 gradi Sezione totale = 23,3 dm2 Sezione emersa = 2,3 dm2 Riserva di spinta solo siluro = 10,0% Spinta totale sui 5m =115 kg Ci potrebbe stare, ma probabilmente è di più. Caso 3) Alfa = 120 gradi totali Sezione totale = 23,3 dm2 Sezione emersa = 4,3 dm2 Riserva di spinta solo siluro = 18,5% Spinta totale sui 5m = 215 kg Ci potrebbe stare. Per il solo siluro questa avrebbe più senso rispetto alla foto con il galleggiamento a mezza nave, che forse era in assetto troppo leggero. Per inciso, se da questo caso 3) togliamo i 170 kg che abbiamo ipotizzato sopra, finiremmo al caso 1) con il siluro quasi sommerso, come in effetti sembra nelle foto con equipaggio. Prossime valutazioni in seguito, anche con il vostro aiuto. Ora urge capire meglio le casse: Cassa AV: la chiamano Assetto ma è la principale. Quanto è lunga? Cassa Assetto AD. Dov’è? Capacità? Cassa Rapida Immersione: dovrei dire che serve per l’assetto negativo, mentre per la normale immersione resta vuota. Oppure no?!? Capacità 30 litri, ad occhio. E con questo, ci sono molti spunti per le nostre future cogitazioni. Cogito, ergo Sub.
  8. Orpo che sabongia! @Iscandar grazie della dedica, prode nostromo. Certamente sarà una bella ispirazione anche per l’ SLC in 1:6... p.s. faccio un annuncio: qualcuno dispone di una Valiant in 1:6?
  9. Comandanti, Dopo una prima, velocissima ricerca in rete posso condividere qualche conto con voi. Parliamo di pesi e volumi, così da valutare le capacità del natante di generare spinta positiva. (N.b. Per tutti i conti parlo in dm2, litri e chili) VALUTAZIONE GENERALE Il siluro da 533 ha una sezione di 23,3 dm2; il suo volume é quindi di 23,3 litri ogni 10 cm di lunghezza, ovvero di 233 litri/metro. Anche il suo peso, in assetto neutro, sarà quindi di 233 kg/metro. Supponendo una carica singola di lunghezza 1.20m (ditemi se è di più, ma comunque si perde un po’ di volume nella prora arrotondata), il suo peso sarebbe di circa 280 kg, ovvero 230 di carica e 50 di “ferro” attorno. Quadra. Poi potrei supporre una lunghezza totale della sezione cilindrica pari a circa 5 metri, al netto della coda che, almeno parzialmente, sarà a libera circolazione. Ne risulta 233 kg/m x 5m = 1165 kg. Aggiungiamoci poi la spinta dei componenti esterni ma stagni (bombole di riserva, cassa stagna strumenti, cassa rapida immersione, ma anche quel poco volume che si prendono tutte le lamiere e i piccoli componenti esterni come i tubi) e secondo me arriviamo a quasi 1300 litri = 1300 kg. Poi, per gli ultimi 100 kg potrei pensare che ci si riferisca alla versione con testa doppia, che era più lunga e generava più volume e più peso. Anche qui sembra quadrare. Ora almeno peso e volumi in immersione sono abbastanza a posto. RISERVA DI SPINTA Qui andiamo sul delicato. A parte la foto molto dubbia postata dal Dir, io trovo qualcosa tipo questo. Con gli operatori, il corpo del siluro sembra rimanere sott’acqua ed emergono solo gli uomini dalla vita in su (di più il pilota) È verosimile? Quanti chili di spinta servono per ottenere ciò? Ne parliamo al prossimo giro, ciao!
  10. @Totiano certo che ci devo andare, a Milano! E poi, sai, sembra che In quel museo ci sia anche un battello... Invece, sulla foto in galleggiamento, concordo con te che possa essere un falso. Ho fatto alcuni conti e, per uscire così tanto, effettivamente si farebbe molta fatica. Piu avanti condivido meglio. @S513 Fabio, il mondo è piccolo. Abitando noi a 5 km di distanza, lo è ancora di più! Tutto vero sull’indirizzo; se vuoi ne parliamo in pm. Dati “assurdamente” tecnici: si, saranno tali, ma con un po’ di conti si riescono a trarre conclusioni anche da una semplice foto. Ho scritto il massimo che desidero, ma anche qualche info parziale mi consentirebbe di compiere le giuste scelte di progetto. Se almeno ci fosse uno spaccato fatto bene dell’ SLC, mi darebbe molto itile. Filmato: immagini interessanti; forse si vede il mezzo in galleggiamento senza uomini. Quello sarebbe un ottimo punto di partenza. ciao!
  11. Comandanti, buongiorno. Mi accingo a parlarvi di un nuovo progetto, anche se sarebbe meglio dire una nuova idea, per la quale chiedo il vostro supporto. Certamente me la cavo nel progettare un battello R/C, ma sui “maiali” ne so troppo poco. In particolare, oltre ai piani precisi, mi serviranno soprattutto informazioni dettagliate sul comportamento in acqua che il modello dovrà tenere: linea di galleggiamento, capacità di emergere, ma ancor più di farlo con i manichini dei due operatori, assetto normale di navigazione (presumo piuttosto appoppato, o sbaglio?) velocità e sensibilità al riempimento delle casse. Per queste (o questa singola cassa?) mi serviranno anche indicazioni su posizione, volume e conseguente riserva di spinta. Insomma, un mare di roba, e ce la potrò fare solo con il vostro aiuto. Mi devo correggere: non dico “potrò” ma “potremo”, perché in effetti saremo in due. Il mio caro amico Luigi, al quale ho parlato diverse volte di Betasom, vuole lanciarsi nell’impresa. Io mi sono candidato come supporto tecnico, ma buona parte del lavoro sarà il suo. Luigi è modellista da sempre e si è specializzato in elicotteri e droni, ma non disdegna il navale in tutte le sue forme. Per darvi un’idea, ecco i suoi modelloni in legno e lamierino in corso di realizzazione: una Vosper e un’altra unità a me ignota… Come vedete, l’autocostruzione regna sovrana (inclusa la stampa 3d), e nemmeno un grosso SLC sarà un problema. Per vostra info, Luigi ha appena riparato proprio un modello statico di Siluro a Lenta Corsa di un conoscente: non conosco la scala esatta, ma direi che siamo all’incirca sull’1:8. Lo vedete qui: Questo lavoretto ha scatenato la fantasia del mio amico e così ha preso forma l’idea dell’SLC navigante, sogno al quale mi sono accodato senza esitare. Tuttavia, già alle prime valutazioni abbiamo capito che ci manca troppa info. Siamo a chiedervi supporto, fiduciosi nella vostra proverbiale disponibilità e competenza. Oltre ai classici piani dettagliati, per calcolare bene l’assetto ci servirà sapere: - volumi stagni e volumi a libera circolazione, con una stima numerica la più precisa possibile - in alternativa al punto precedente, peso emerso e dosato, da cui calcoleremo i volumi - volume della o delle casse di zavorra e relativa posizione - assetto con gli operatori. Sarà la parte più difficile: di quanto poteva emergere un SLC con gli operatori seduti sopra? Non credo che il corpo del siluro arrivasse a pelo d’acqua, avrebbe voluto dire far emergere 80-100 kg di testa, busto e braccia dei due uomini, direi troppo per non avere sbandamenti. O sbaglio? - ma soprattutto, ci sono delle foto dell’SLC in navigazione in completa emersione? Non in affioramento durante un’azione bellica, ma proprio in completa emersione. - altro punto interessante: qual era l’assetto dopo aver sganciato la carica? Si, perché la carica bellica DEVE essere sganciabile, almeno singola se non doppia… (e poi mille altre domande che verranno in seguito. Grazie in anticipo per le vostre risposte!) Dopo qualche vostro input iniziale, il primo passo sarà confermare la scala: 1:6 o 1:8 sono le più papabili, ma anche 1:5 o 1:10 si potrebbero utilizzare. Tutto dipende dalla dimensione del WTC che potremo inserire nel corpo del siluro, e quindi dal volume e dal peso disponibile per elettronica, batterie e propulsione. Il diametro utile di 500 mm nel vero SLC diventa 50 mm in 1:10 e 100 mm in 1:5, che sono i due estremi presi in considerazione. Probabilmente la scala 1:6, con 80 mm utili per il WTC stagno nel modello, sarà la scelta migliore, ma dovremo valutare. Oltretutto, poi dovremo trovare i figurini degli operatori; per ora penso ai piloti per le riproduzioni di moto statiche, che probabilmente in 1:6 ci sono. Anche se, cosa stranissima, dovremo fare anche gli operatori a libera circolazione!!! Così in emersione ci sarà meno sbandamento. Mille cose da decidere, vediamo come si può andare avanti in questo studio di fattibilità. Non facile, ma Memento audere semper. Grazie a tutti!
  12. Dopo l’ipotesi di tendali del Dir, la mia idea di portaerei va scemando. Anche perché qui vedo uno scafo chiodato e quindi dovrei cercare fra le portaerei ottenute come conversione dalle navi della 1GM, ma nessuna fra Argus, Hermes, Eagle, Corageous, Langley sopravvisse al siluramento. Ergo, ci sta una corazzata chiodata. @Iscandar ma com’era lo scafo del VV?
  13. Mah… indubbiamente è una grossa unità, almeno un incrociatore se non di più. In realtà mi sembra anche di vedere sulla sommità il ponte che si estende lateralmente verso l’esterno di un paio di metri, supportato da una serie di colonne verticali. Ergo, portaerei? O mi sto sognando tutto?
  14. Mi sa proprio di sì, evidentemente... So che era facile, ma mi perdurava l’entusiasmo per il quiz precedente, e così ho ceduto... Ora, mi perdoni il Dir, ma io darei la vittoria all’amico IHSV, che ha beccato subito il museo tecnico di Zagabria, dove staziona il CB-20. Se anche non ha citato espressamente il nome dell’unità, era scontato. Il timone torna ad @inhocsignovinces
  15. Il siluro da 450 mm, lanciato con cotanto ardimento dal CB 3, colpì il battello nemico a centronave, annullando in un secondo tutti gli sforzi compiuti dall'URSS per dotarsi di una propulsione AIP per sottomarini. Dopo quell'episodio, l'Unione Sovietica preferì esplorare altre strade, rinunciando alla propulsione Walter per passare al nucleare con i suoi futuri battelli. Onori al piccolo CB 3! p.s. se poi sembra strano che nel 1943 venga affondato un sottomarino varato nel 1952, beh, consentitemi una certa licenza poetica...! ___________ Per il nuovo quiz, rimaniamo sul tema:
  16. Il comandante del CB 3 stava perdendo le speranze, dopo che il primo siluro aveva mancato il suo bersaglio. Nel frattempo, il battello sovietico aveva percepito la minaccia e stava iniziando la manovra di immersione. Eppure, il Comandante del CB aveva quasi identificato il battello nemico, visto in una precedente foto inviata dall’agente infiltrato: ne appariva un battello simile ai recentissimi Typ XXI tedeschi, di cui iniziavano a circolare le prime immagini, ma con un solo asse elica anziché due. L’innovativo battello sembrava essere l’unico della sua classe, visto che l’altro sommergibile mostrato nella foto dell’agente appariva differente sotto molto aspetti. Ma ciò che impressionò maggiormente l’equipaggio furono i rumori percepiti dall’idrofonista: il battello sovietico non aveva affatto arrestato la propulsione termica, che funzionava perfettamente anche sott’acqua. Inoltre il motore, che emetteva un ronzio più simile ad una turbina che a un diesel convenzionale, lo spingeva ad una velocità vicina ai 20 nodi, anche in immersione. Si trattava di un bersaglio difficilissimo per il piccolo sommergibile italiano, ma era esposto con un beta favorevole e non bisognava perdere tempo. “Fuori due!”, ordinò il Comandante. “i Sovietici hanno realizzato quest’unico esemplare di S-99 (*) che ha una propulsione prodigiosa, ma la sua tecnologia non lo salverà dal nostro italico siluro!” (*) o classe Whale per la perfida Albione
  17. Grazie. Ad ogni modo non vorrei monopolizzare il gioco, ci sono anche gli altri CB della nostra Flottiglia…
  18. Diciamo un coso seminabile o lanciabile, che quando arriva a terra apre le alette per mettersi dritto. Poi, da lì a capire cos'è...
  19. Va be', non si può aspettare oltre, anche se non sono ancora sicuro: Classe Leninets ? Direi Serie XI oppure XIII. Ma non ci giurerei...
  20. @inhocsignovinces, non sai che gioia mi dai. Mi sento come l'equipaggio del nostro CB-3 che ha avvistato il sovietico S-32 nel Mar Nero e passa all'attacco. Di slancio, colto dall'entusiasmo per la scoperta del bersaglio, vorrei proprio dire classe Srednaya, come l' S-32. Però non lo faccio. Il battello in foto ha sei TLS, mentre gli Srednaya a prora ne hanno solo quattro. Il mio piccolo CB ha solo due siluri e devo usarli con parsimonia, quindi non lancio ed aspetto una migliore soluzione di tiro.
  21. Non so... però hai detto che ti sei ispirato al mio quiz. Allora forse sono battellI sovietici della 2GM o appena dopo? Mi ispira il colore dell’opera viva, che dovrebbe essere un verde abbastanza chiaro, ma soprattutto la linea bianca di demarcazione del galleggiamento, che non è così comune. Ho cercato anche delle similitudini per il tagliareti sul dritto di prora, e magari anche per il piccolo rigonfiamento per il sonar subito sotto, ma senza molto successo. Però ci provo lo stesso, tovarish! CCCP?
  22. Ebbene, il buon IHSV ha affondato il bersaglio, dopo che tutti i precedenti missili antinave erano andati a vuoto. (N.B. Trattandosi di una unità della flotta del Mar Nero, capite bene che preferisco parlare di missili antinave e non di siluri...! ) Si tratta proprio dell’ Azov, classe Kara modificato. La zona inquadrata mostra i sei lanciatori verticali dei missili S-300 (SA-N 6), Installati per la prima volta su questa unità, a titolo sperimentale. Dopodiché, come sappiamo, gli stessi lanciatori sono stati utilizzati sulle unità classe Slava (Moskva) e Kirov. Credo addirittura che si sia trattato della prima unità su cui fu installato un VLS, anche prima dei Ticonderoga, che all’epoca utilizzavano ancora le rampe binate brandeggiabili. Go, IHSV!
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