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andreavcc started following Sistemi D'immersione Per Sub Rc and Soggetto "esotico" rc
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Grazie del costante supporto matematico Ocean's, e perché no anche delle idee che di volta in volta suggerisci. Anche se non sembra le valuto per bene ogni singola volta, non fermarti mai! Anche l'idea del piccolo wtc è geniale per ottenere ancora spinta idrostatica in un wtc corto ma ti divide in due il wtc che già verrà diviso dalla cassa di zavorra... calcola i centri di spinta dei compartimenti per capire se in una delle due condizioni del battello c'è uno squilibrio... tappi eccentrici da stampare a cui affidare la solidità del wtc quando fuori dall'acqua stai maneggiando il modello ed a prora c'è una lipo col suo peso distante 50cm dal punto di unione wtc/scafo... la vocina... come dici tu complica un po il tutto... Ma ecco il corriere con le megasiringhe.... quella da 300cc è veramente enorme. Entra nel wtc ma per poco... a stento riuscirei a far passare i cavi elettrici della lipo. Sento ancora la vocina... l'ascolto e butto la siringa nel cassetto. Monterò un sistema d'immersione aspirato, con cassa d'immersione realizzata sfruttando la sezione interna del wtc montando due paratie solidali tra loro grazie ad un cilindro cavo dove far passare i cablaggi. Inferiormente avremo un foro per la libera circolazione, 2 pompe peristaltiche piccoline (trovate in Cina tanto per restare in tema con il sottomarino) muoveranno l'aria dentro e fuori dalla cassa attraverso uno snorkel, analogamente a quanto fatto col tipo XXIII. Proverò la pompa di Maximus ma questa opzione non mi convince troppo. Bonus: nessuna sovrapressione interna, sistema semplice che comandi con un esc a cui collegare le pompe. Due pompe raddoppiano la portata dei fludi, se poi le montiamo contrapposte il momento generato dai motori, per quanto siano essi piccoli, si annullano. Data la "generosa" cubatura interna monterò un sistema di backup o meglio fail safe con un piccolo compressorino che in emergenza possa sottrarre aria dall'interno del wtc pompandola nella cassa di zavorra. Malus: ho speso soldi in un siringone che non userò. La posizione della cassa di zavorra dovrà essere precisa al millimetro. L'assetto dovrà essere sempre appena positivo. Quindi ora disegnerò in 3d la flangia di supporto del motore e il tappo di poppa con la tech-rack ottenendo un'idea chiara e definitiva di volumi e ingombri all'interno del wtc. Solo dopo andremo a squartare il modello.
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A questo punto... meglio così 😞
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Andrea, Te l’ha detto anche il Dir: questi calcoli e questa sperimentazione sono una vera delizia! Per aiutarti nella scelta, ora faccio il calcolo della sovrapressione per lo scafo corto da 44cm. Ricordo che lo confrontiamo con il caso del WTC lungo, che faceva 1,48 bar interni a cassa piena) - WTC lungo 440 mm al netto dei tappi - WTC di diametro interno 54 mm (vero che forse è 56mm, ma tengo 54 per fare il paragone con il caso precedente. Se poi sarà 56mm i.d., staremo dalla parte della ragione) - Volume interno lordo WTC = 1007 cc - supponiamo un 30% del volume interno occupato da struttura e componenti - Volume interno netto WTC = 1007 x 0,7 = 705 cc (a siringa vuota) - 205 g = 205 cc di acqua imbarcata nella siringa - volume interno netto WTC a siringa piena = 705- 205 = 500 cc Sovrapressione: Sappiamo che il prodotto pressione x volume è costante per i gas (supponendo lo scafo sempre alla stessa temperatura dell’acqua esterna). p1 = 1 bar v1 = 705 cc p2 = X v2 = 500 cc p1 x v1 = p2 x v2 1 x 705 = X x 500 X = 1 x 705 / 500 = 1,41 bar Come vedi, la sovrappressione ora è minore. E’ un caso più favorevole, perché il volume portato via dalla cassa piena decresce più rapidamente di quanto faccia il volume interno del WTC. Sotto questo punto di vista, la soluzione del WTC corto è quindi favorevole, come del resto lo è anche in termini di riduzione del volume necessario per la cassa di immersione. Ciononostante, anche a me arriva la “vocina” che dice 56 cm… Perché? Ma perché avere più spinta idrostatica è sempre una buona cosa! Al limite ci metti più zavorra, mente con un modello pesante e con poco galleggiamento devi ricorrere al vile polistirolo, che funziona ma non è una soluzione molto elegante. Se vuoi fare il purista e scegliere il WTC corto, cosa ammirevole, ti invito a fare bene i conti di pesi e spinte. Vediamo il caso immerso (ma giungeremo alle stesse conclusioni anche per il caso emerso) - il WTC corto ha volume totale di 1250 cc - lo scafo esterno è quasi neutro, ma aggiunge 50-60 g di peso per la densità delle plastica leggermente maggiore di 1 - la cassa di immersione imbarca un peso di 205 g di acqua - il WTC pesa 165 g (250 g se spessore pareti = 3 mm) + 50 g i tappi - gli altri componenti li conosci tu Ad ogni modo, contro 1250 g di spinta del WTC ne abbiamo già 470 per i soli elementi di cui sopra, ad essere buoni. Volendo tenere 300 g di zavorra in chiglia per una sufficiente altezza metacentrica, restano 400-450 g per i componenti interni. Bastano? Non lo so (e comunque dovremo verificare meglio l’altezza metacentrica con la zavorra effettiva. Il WTC lungo aggiungerebbe 350 g di spinta, contro l’aggiunta di soli 80 g di acqua di zavorra, quindi il bilancio dei pesi sarebbe più favorevole. A meno che… troviamo l’uovo di Colombo: al WTC corto si potrebbe aggiungere un mini-WTC di diametro inferiore (40-45 mm) tutto sotto al galleggiamento ed anche completamente vuoto? Lascerebbe quasi tutto invariato, aggiungendo però un po’ di spinta, che ti consentirebbe maggiore libertà nella gestione dei pesi. Non so, io la butto lì, anche se complica un po’ il tutto. (e se no, usa il vile polistirolo, ma non dire che te l’ho detto io! )
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@Totiano ogni volta che vorrai saremo qui e ne avremo piacere! @Ocean's One al suo occhio nulla sfugge! In effetti del movimento sull'asse del wtc c'è stato portando i dati numerici a livelli confusionari e la cosa non le è sfuggita. Ammetto che a me invece si, ormai "innamorato" dell'opzione 56cm... Ho comunque ripetuto la prova questa volta fissando più saldamente il wtc allo scafo inferiore, anche se.... sarebbe più opportuno dire il contrario dato che lo scafo inferiore resta solidale al wtc :) Inoltre il 44 è riferito alla lunghezza del tubo che resta da 60mm esterni. Con una lunghezza minore riesce, grazie alla forma della carena, a restare il più in basso possibile. Non rimarrà completamente immerso con il modello in superficie, ma solo 10 millimetri di tubo dovranno emergere insieme allo scafo. Impiegando il tubo da 56cm di lunghezza si ha un guadagno di 12 cm lineari ma dovremo far emergere altri 3 mm di tubo per via della rastrematura della poppa che tenderà a far stare il wtc più alto sulla WL. Anche per questo serviranno le costole, per tenerlo parallelo all'asse dello scafo e scaricare il peso con il modello fuori dall'acqua. Come detto l'opzione migliore è un WTC con OD 50mm ID44mm e se la dea commercio assiste ID 46mm. WTC fattibile quest'ultimo ma esclude l'opzione "siringa" per via dei ridotti volumi interni e in più complica la disposizione dei vari componenti con una sezione così piccola. Avanti con le immagini della nuova prova: ecco il semiscafo superiore col suo peso. E' vero che gli mancano alcuni particolari ma ricordo che queste valutazioni sono solo "iniziali" e mi servono per avere una idea abbastanza vicina alla realtà solo per le prime valutazioni. Altre prove seguiranno in futuro quando avremo montato i timoni, tiranterie etc etc anche per meglio definire la posizione della cassa di zavorra. Ocean's a mio avviso la percentuale di plastica sopra la WL potrebbe essere maggiore del 30-40%, ipotizziamo un 50% perchè gran parte resta fuori ebbene 200/1,2=166,66 grammi di cui "circa" 84grammi di opera morta ... ai quali dovremo aggiungere quella parte di wtc da far emergere che come detto, con un tubo di 44cm di lunghezza, dovrà spuntare dall'acqua per un'altezza di 10mm. ^^^^^^^^ Eccoci alla prova in acqua. Dopo aver "piombato" il wtc nella sua posizione e dopo qualche piccolo aggiustamento con un paio di piombi sotto lo scafo eccoci ad una WL quasi corretta, ha la poppa un poco troppo alta ma poco male veramente. ^^^^^^^^^^^^ Ecco il modello appena appena positivo dopo aver aggiunto la zavorra mobile di 225 grammi Consideriamo l'undicesimo del peso perso per la spinta idrostatica... (225/11) *10=204,54 grammi di acqua da imbarcare in una cassa di zavorra. Come detto mancano parti in plastica che con il loro peso e volume possono ridefinire questo valore di qualche grammo ma saremo più precisi in seguito. Quindi, a conti fatti possiamo dire.... Medesimo WTC da OD60mm ID56mm ma con differenti lunghezze: -Caso 1 da 56cm: ben 13mm di tubo dovranno emergere dall'acqua per via della sua posizione rispetto allo scafo. Necessari 280 grammi d'acqua da "imbarcare" per avere un assetto appena negativo. -Caso 2 da 44cm: "solo" 10mm di tubo dovranno emergere dall'acqua. Necessari 205 grammi d'acqua in cassa di zavorra per avere un assetto appena negativo. Ottanta grammi di differenza riguardo la cassa d'immersione... sono in attesa che arrivino le siringhe per valutare in cosa si traduce praticamente questa differenza... ma l'alternativa al sistema d'immersione è già valutata... Un sistema aspirato che vedremo meglio se sarà l'opzione scelta.
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Un saluto a tutti, ho da poco installato GWX 3.0 GOLD ma quando lancio il programma, questo non completa l'apertura e si chiude, il tutto per un paio di volte, principalmente con la campagna. Non riesco a capacitarmi come possa succedere, senza il mpd. installato andava tutto bene. Avete qualche consiglio? Grazie per i consigli.
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Molto interessante il video
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E' una discussione interessantissima e olto tecnica, grazie di cuore. Intervengo solo questa volta per i complimenti, prometto che rimango in religioso silenzio attendendo le novità!
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Grazie @Totiano realtà molto interessanti soprattutto negli scenari attuali... l'Ucraina docet...tra l'altro consiglio a tutti, il video/podcast LA GUERRA DEI DRONI (parte 2) | Stories Video di Cecilia Sala dall’Ucraina che tratta delle scelte obbligate di questa nazione che hanno rivoluzionato la guerra moderna passando in pochi anni da strumenti di "sorveglianza" ad armi di massa economiche ed autonome...
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completo l'info con le News di RID che aggiunge qualche notizia in più sulle ragioni anche tecniche della scelta del Canada... @Totiano mi dici qualcosa in più su "il nostro Mameli"... Canada: colpo grosso per i sottomarini U-212CD14/07/2026 | Giuliano Da Frè Svolta “tedesca” per il Canadian Patrol Submarine Project (CPSP), mirato non solo a sostituire i 4 battelli classe VICTORIA in servizio da oltre 20 anni, ma anche a triplicare la consistenza della forza subacquea della Royal Canadian Navy. Il 6 luglio, infatti, il governo canadese ha annunciato di aver selezionato il sottomarino Type-212CD offerto dalla tedesca TKMS, con l’obbiettivo di avviare entro un decennio la sostituzione dei sottomarini in servizio. Non va infatti dimenticato che VICTORIA, WINDSOR, CORNER BROOK e CHICOUTIMI, entrati in servizio tra 2000 e 2004, sono i battelli diesel-elettrici tipo UPHOLDER costruiti per la Marina Inglese nel 1983-1990, e disarmati dopo pochi anni di servizio, per poi essere venduti al Canada nel 1998. Unità problematiche, avendo trascorso più tempo in cantiere per modifiche e riparazioni, che in mare, e col CHICOUTIMI quasi subito danneggiato da un incendio e divenuto operativo solo nel 2015. Attualmente, sono interessati da un programma SELEX (Submarine Life Extension), per prolungarne la vita sino al 2035-2040, che lascia mediamente la flotta canadese con un solo battello pienamente operativo. Con il Canadian Patrol Submarine Project (CPSP), avviato nel 2021, la RCN ha rilanciato il vecchio piano degli anni ’80, mirato a dotarsi di 12 battelli: e se all’epoca si era parlato di una opzione nucleare (brevemente riemersa anche col CPSP), ora si è deciso di puntare su modelli AIP di nuova generazione; con il Premier Mark Carney che ha inoltre parlato di “almeno 12 battelli”, aprendo la strada a possibili opzioni. Dall’estate 2025 la gara si è ristretta ai battelli sudcoreani KSS-III Batch-II di Hanwha Ocean, e ai 212CD di TKMS, alla fine risultati selezionati. Una scelta anche politica, forse, per rafforzare il legame del Canada con la gamba “europea” della NATO, favorendone una delle aziende leader, in alternativa all’asse transpacifico cui guardano gli Stati Uniti di Trump, coinvolgendo l’industria sudcoreana. D’altra parte, tanto il Type-212CD, quanto il KSS-III Batch-II (che resta comunque la carta di riserva, nel caso in cui il contratto con TKMS non venga finalizzato entro il 2027) sono battelli AIP appartenenti alla fascia alta di questa tipologia, con dimensioni generose, prestazioni avanzate in termini di autonomia e furtività, e margini di customizzazione col coinvolgimento della cantieristica canadese. Alla luce dell’aggravarsi della situazione internazionale, inoltre, si punta ad accelerare la consegna dei battelli, rispetto alla scadenza originaria del 2034, coi primi 4 realizzati direttamente da TKMS (anche a rischio di rallentare la costruzione di quelli destinati a Norvegia e Germania, disposte a cedere i 2 già impostati, e a garantire supporto addestrativo e logistico) con un limitato coinvolgimento iniziale dell’industria canadese, mentre per i lotti successivi verrebbe attivata una linea di coproduzione e manutenzione nazionale, poiché il progetto ha un valore complessivo di circa 62 miliardi di euro – 100 miliardi di dollari canadesi. I sottomarini Type-212CD, lunghi 74 m da 2.800 t di dislocamento, risultano più piccoli dei battelli sudcoreani (di 15 m più lunghi, dislocamento sino a 4.000 t), che dispongono infatti di celle a lancio verticale per missili cruise. I 212CD però sfoderano una capacità considerata strategica per la RCN, per garantire di operare anche sotto la calotta artica: ossia una maggiore autonomia di navigazione in immersione, superiore ai circa 20 giorni assicurati dal KSS-III Batch-II. Il battello tedesco infatti impiega un più avanzato apparato AIP di quarta generazione, con batterie al litio-ferro-fosfato (LiFePO4), che consente una autonomia di 41 giorni di missione, di cui almeno 21 in immersione continuativa.
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Insomma, grande tecnologia..
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@andreavcc grazie dell’aggiornamento. In realtà, prima di fare i conti della sovrapressione, mi sorge un dubbio e ti vorrei chiedere un chiarimento. La cosa che mi sorprende è che la necessità di acqua di zavorra nel primo e nel secondo caso sia molto simile: 280 g contro 268 g. Io ricordo che il tubo da 56 mm doveva necessariamente emergere sopra alla waterline, mentre quello da 44 mm poteva starsene completamente sotto, riducendo molto la necessità di imbarcare acqua per l’immersione. Per far emergere il WTC nel primo caso servono almeno 100 g di spinta aggiuntiva, che dovrebbero invece sparire con il tubo più piccolo. Qui non succede: come mai? Ti chiedo quindi conferma che nella prova odierna il WTC sia rimasto completamente sott’acqua anche alla massima emersione. Oppure invece non era fissato bene e ha voluto spontaneamente muoversi e salire all’interno dello scafo leggero, uscendo quindi fuori dall’acqua alla waterline corretta? Il vantaggio del WTC più piccolo dovrebbe essere proprio questo: rimanere sempre sott’acqua e consentirti di ridurre notevolmente la capacità della cassa di immersione. Se si perde questo vantaggio, allora conviene nettamente rimanere sul tubo più grande. Oltre a questa conferma, ti chiederei anche di provare a pesare il solo semi scafo superiore di plastica, senza nient’altro. Dividendo per la densità di 1,2 puoi ottenere il volume del semiscafo superiore in centimetri cubici. Dopodiché, potremmo assumere che il 30-40% di questo volume sia emerso alla waterline corretta. Vediamo che numero viene fuori da questo calcolo: assomiglia a 250-280 cc, oppure è qualcosa più vicino a 100 cc? Nel secondo caso, è chiaro che sta emergendo anche il WTC. Grazie di verificare. Sai, è bene sapere queste cose il prima possibile.
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eccoci con la prova del tubo da 44cm dopo qualche tentativo eccoci con il piombo necessario dentro il wtc per ottenere un buon galleggiamento... .... e dopo qualche tentativo eccoci aver calibrato peso e posizione di una zavorra mobile per ottenere una spinta appena positiva.... Con 295 grammi di piombo riusciamo nell'intento. Considerando la spinta idrostatica possiamo dire che al modello con tubo da 44cm serviranno 268 cc di cassa di zavorra. Al dottor Ocean's la valutazione della sovrapressione interna di un cilindro da 42 cm netti dei tappi in lunghezza e un ID di 56mm... Dimenticavo la foto del modello pesato per il galleggiamento... Ed ora qualche mia considerazione... Secondo me il top sarebbe avere un'apertura a "Z" con il wtc appoggiato sul semiscafo inferiore, motore esterno in acqua come anche due servi stagni necessari per muovere i timoni poppieri, il tutto nell'abbondante spazio che si avrebbe a poppavia del wtc. Si può notare nell'ultima foto postata una piccolissima parte di elastico giallo che serviva a tenermi il wtc il più possibile in avanti. Da quel punto alla poppa lo scafo è vuoto completamente. Purtroppo per noi non è così... il tubo così corto diminuisce i volumi disponibili per la tech rack e credo che le chiusure debbano sopportare sovrapressioni decisamente più alte dovute al riempimento della siringa. Potrebbe essere possibile impiegarlo con un sistema d'immersione diverso che non comporti aumenti di pressione interna ma questa scelta avrebbe altre ripercussioni progettuali quindi mi lascerò andare e mi farò tentare da quella vocina che mi sussurra 55.... 55....
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🤔grazie del tuo tempo in realtà i tappi hanno un diametro di 56mm, ma comunque spannometricamente avrei detto di meno... pensavo a tre o quattro barre M3 che corrono lungo tutto il wtc e tengono chiuso in tutto uscendo letteralmente dal tappo anteriore per poi montarci due dadi ciechi e relativi piccoli oring di tenuta. Le userei anche per montarci i moduli disegnati in 3D. Al meeting in Austria ho visto un modellista garantire la chiusura dei tappi di un wtc a pressione interna senza fori, ma con due flange esterne che grazie a tre barre filettate disposte a 120 gradi tengono i tappi al loro posto.... stesso concetto ma senza fori passanti. Quest'ultima idea sarebbe ottima se riuscissi ad avere la chiusura dello scafo sulla lunghezza e non con un taglio... Lo stesso problema ce l'ho sul 212 ed un dado filettato trattiene insieme il tutto, ed effettivamente chiudere il wtc con siringa a metà dimezza la spinta/trazione sugli organi di tenuta.
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Andrea, è una grande soddisfazione vederti procedere così spedito in tutte queste impeccabili valutazioni Bravissimo, anche se ormai ti conosciamo bene…! _________ Adesso ecco alcuni passi per il calcolo della sovrapressione. - WTC lungo 540 mm al netto dei tappi (giusto?) - WTC di diametro interno 54 mm - Volume interno lordo WTC = 1236 cc - suppongo (ma parliamone se vuoi) un 30% del volume interno occupato da struttura e componenti - Volume interno netto WTC = 1236 x 0,7 = 865 cc (a siringa vuota) - 280 g = 280 cc di acqua imbarcata nella siringa - volume interno netto WTC a siringa piena = 865 - 280 = 585 cc Sovrapressione: Sappiamo che il prodotto pressione x volume è costante per i gas (supponendo lo scafo sempre alla stessa temperatura dell’acqua esterna). p1 = 1 bar v1 = 865 cc p2 = X v2 = 585 cc p1 x v1 = p2 x v2 1 x 865 = X x 585 X = 1 x 865 / 585 = 1,48 bar Abbiamo quindi una sovrapressione di quasi mezzo bar. Questo sarebbe un modello perfetto per navigare sempre a 5 metri di profondità!!! Però in tutte le altre situazioni la pressione spingerebbe i tappi all’infuori con una forza di circa 10 kg, per cui la chiusura dovrà essere molto solida. Oppure, molto meglio, dovresti chiudere il WTC con la siringa mezza piena, così al massimo ci sono 5 kg in spinta o trazione. Non ottimale, ma forse ancora gestibile… Cosa ne pensi?
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Finalmente il lungo braccio logistico inizia a farmi arrivare i materiali richiesti! Il tubo da 60mm è arrivato quindi possiamo procedere con un paio di prove "pratiche". Il buon Ocean's mi invitava a considerare che le "costole" con le quali dovrei conferire rigidità allo scafo esterno, e che dovranno sostenere l'intero wtc a modello assiemato, mi alzano di ben due millimetri il wtc sul livello del galleggiamento. Per evitare questa condizione l'unica via, dettata dalla forma della carena, è accorciare l'intero wtc a 44 cm. Così facendo il disclocamento in emersione sarebbe di 1150 gr approssimativi perchè consideriamo la parte emersa del wtc che non contribuisce al galleggiamento. Anche qui potete vedere che per ottenere un beneficio bisogna accettare un compromesso, ma di tubo me n'è arrivato un metro quindi decido per provare in acqua sia il tubo da 55cm che quello da 44cm. Il sistema d'immersione che vorrò adottare è a syrinx ingens, ovvero una gran siringa che viene riempita da una pompa peristaltica. Sperimentiamo quindi praticamente quanto volume d'acqua dovremo far entrare in siringa per poter immergere lo Xia e vedere anche la sovrapressione che andremo a creare all'interno del wtc. Dopo aver affettato finemente il tubo per i supporti che chiamerò costole.... inizio con l'opzione che preferisco, il tubo da 56cm. Si è vero che è più alto sul galleggiamento ma non riesco a rinunciare a ben 12 cm lineari. Eccovi delle immagini del modello in acqua con all'interno le due costole e il tubo da 56 opportunamente zavorrato con piombo per arrivare ad un galleggiamento accettabile. Segnato sullo scafo con il pennarello blu non è la linea di galleggiamento ma bensì una linea incisa sul modello che si può vedere nell'immagine successiva proprio al di sotto la WL... Giusto per avere un riferimento su un modello visivamente piatto.... p.s. le costole le ho volutamente mettere intere per avere la peggior condizione possibile. Nulla toglie che possano essere asportata la parte al di sopra del galleggiamento... A questo punto aggiungiamo la zavorra "mobile" data da un blocco di piombo del peso di 305 grammi considerando che 1/11 del suo peso verrà perso per via della spinta idrostatica ricevuta dall'acqua ... si... son riuscito a catturare il momento in cui il display si spegneva..... Con l'aggiunta di questa zavorra il modello resta appena positivo quindi, a conti fatti, imbarcando circa 278 grammi d'acqua riesco a far immergere il modello!! qui possiamo apprezzare anche la posizione che il centro della zavorra dovrà avere rispetto al wtc. ... aggiungendo soli cinque grammi.... il modello si appoggia dolcemente sul fondo. e qui il modello senza la zavorra mobile per avere un'idea del peso da raggiungere una volta terminato. Chiederei a Ocean's di quanto sarebbe l'aumento della pressione interna al wtc con questo volume d'acqua imbarcato, grazie 🙂 Ad onor del vero, questa prova mi è servita solo per avere un'idea approssimativa dei pesi e dei volumi richiesti e/o necessari. So bene che l'assenza dei piani mobili a poppa e di quelli in torretta mi sfalsano i conti perchè la loro presenza si traduce in altri volumi e pesi e la cosa può cambiare in maniera sensibile i conti nonchè la posizione del baricentro e del metacentro. Manca anche il tappo poppiero che sarà solidale alla poppa del modello. Ma intanto ho assaggiato la stabilità metacentrica "con mano", non altissima ma accettabile se in emersione riesco a trattenermi dall'eccedere con i giri dell'elica. Una volta che saremo andati avanti con i lavori potremo ripetere la prova per avere dei dati più precisi. Potrei quindi iniziare a squartare il modello montando i piani di controllo ed avendo certezza della posizione del wtc da 56cm all'interno ma prima va fatta la prova con il tubo da 44cm poggiato sullo scafo leggero.... P.P.S. nella parte interna dello scafo superiore ho tolto la plastica eccedente al di sotto dei due tubi che il kit permette di poter montare aperti.... Come potete vedere questi due cilindri formano una... o meglio due bolle d'aria in immersione. Ma dato che la loro presenza non è mai certa voglio chiuderli con qualcosa che sia più leggero dell'acqua così da avere una piccola spinta che bilancerò con della zavorra fissa. Pensavo ai microbaloons con un poco di resina UV ma..... avete altri suggerimenti per soluzioni valide ma più casarecce?
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US Centcom ha chiarito come un drone navale Corsair abbia tratto in salvo l'equipaggio di un AH64 abbattuto al largo dell'Oman https://www.twz.com/sea/this-is-the-corsair-drone-boat-that-plucked-the-downed-apache-crew-out-of-the-gulf-of-oman
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L'underwater è diventato un grande mercato , Fincantieri è diventato molto potente e possiamo solo sperare che si mantenga ai vertici della tecnologia. Giusto per capire cosa ha acquisito Fincantieri: NextGeo è un fornitore internazionale di servizi di geoscienza marina e di supporto alla costruzione offshore che opera principalmente nel settore dell’energia, con un particolare focus sulle energie rinnovabili. Fondata alla fine del 2014, NextGeo è identificato come un grande protagonista nel proprio settore, in grado di fornire soluzioni di alta qualità ed efficienti dal punto di vista dei costi che coprono l’intero ciclo di vita degli asset e dei progetti, dall’ideazione iniziale durante la fase di progettazione, passando per l’ingegnerizzazione, l’installazione, l’ispezione e la manutenzione, fino alla dismissione. Next Geo | Going deeper, sailing further WSense offre soluzioni per monitorare in tempo reale gli ambienti marini e oceanici fino a 3.000 metri di profondità. Questi sistemi permettono di fornire informazioni importanti per la Blue Economy. 𝗪∙𝗦𝗘𝗡𝗦𝗘 | We Give Voice to the Ocean – 𝘜𝘯𝘥𝘦𝘳𝘸𝘢𝘵𝘦𝘳 𝘞𝘪𝘳𝘦𝘭𝘦𝘴𝘴 𝘊𝘰𝘮𝘮𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘧𝘰𝘳 𝘉𝘭𝘶𝘦 𝘌𝘤𝘰𝘯𝘰𝘮𝘺 Graal Tech studia, realizza e lancia sul mercato sistemi meccatronici sottomarini dal 1998. L’azienda ha iniziato la sua attività come spin-off dell’Università degli studi di Genova, fino a diventare un attore importante nel campo della Ricerca e Sviluppo, portando valore ai propri clienti tramite la realizzazione di soluzioni robotiche configurabili. L’obiettivo di Graal Tech è la realizzazione di strumenti meccatronici innovativi che sappiano a soddisfare i bisogni dei nostri clienti. Home - graal Defcomm, startup italiana specializzata nelle soluzioni unmanned per il settore marittimo, Defcomm | Enhance Defense Connectivity Today
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Inutile dire quanto mi faccia piacere la partecipazione a questa discussione tecnica. @andreavcc Rispondo subito alla tua ultima domanda: il WTC dell’esempio è notevolmente ispirato a quello di un modello “esotico” di un SSBN classe “Xia”, ultimamente postato su questo forum! Diametro 60/54 mm, lunghezza 560 mm, peso e volumi di conseguenza. Ma forse l’avevi capito… Rispondo ora alle tue domande. SPOSTAMENTO DEL BARICENTRO Mi chiedi se questo effetto consegua alla spinta idrostatica (acquisita o perduta) dei volumi dell'opera morta. Questo è verissimo, ma spiega solo la differenza fra la curva verde e la curva grigia del mio grafico. In realtà, anche la stessa curva grigia non è piatta, pur escludendo gli effetti dell’opera morta ed essendo valida solo in immersione Già in questa condizione si capisce che il pistone di estremità ha bisogno di correzioni, fattibili ma mai completamente esaustive, visto che lasciano un’escursione residua di qualche millimetro. (Modo Pippone Fisico = ON) Perché quanto sopra? Il volume di acqua imbarcato cresce proporzionalmente alla corsa del pistone, mentre il braccio di leva di questo volume rispetto al baricentro decresce con la corsa stessa del pistone. Il loro prodotto, che è il momento destabilizzante, ha quindi un andamento a parabola. Il momento correttivo, che consegue al contrappeso di peso fisso, è invece proporzionale al braccio di leva, e quindi dipende linearmente dalla corsa del pistone. Conclusione: non posso correggere al 100% una parabola sottraendole una retta, quindi la differenza ci sarà sempre e la possiamo solo minimizzare: qui l’ho fatto e i pochi mm residui sono probabilmente accettabili. (Modo Pippone Fisico OFF) Dopodiché c’è l’effetto “appruante” della perdita di spinta dell’opera morta, che è più estesa a prora e quindi quando emersa porta il modello ad appruarsi. Ma con la scelta opportuna del contrappeso noi otteniamo che sulla curva verde il baricentro sia nella centrale sia per modello alla massima emersione che immersione. CONOSCENZA ESATTA DEI VOLUMI DELL’OPERA MORTA Tu mi segnali giustamente che il calcolo dei volumi emersi è difficile per molti modelli di forma arrotondata e poco geometrica. È vero, ma in questi casi si può fare una prova pratica, che io consiglio sempre: prima della realizzazione del modello, tu assembla il solo scafo esterno e piombalo quanto basta per renderlo negativo. Poi appendilo con un paio di fili sottili ad un dinamometro (bilancia digitale) a gancio come questa: https://www.delphinpesca.it/bilancia-digitale-delphin-minio?gad_source=1&gad_campaignid=23451307403&gbraid=0AAAAA_pEkJPKONKF8i4H2wzwqoek6qfws&gclid=EAIaIQobChMI6ZLl_sPKlQMV8p6DBx3pOxO9EAQYBSABEgJRyfD_BwE#v_page_id=2910 Leggi il peso in completa immersione, poi solleva il modello progressivamente fuori dall’acqua: l’incremento del peso letto corrisponde alla perdita di spinta di ciascuna sezione. Va bene, ma manca ancora la posizione longitudinale dei suddetti centri di spinta. Se non si riesce ad averne un’idea empirica guardando i volumi, allora bisogna ripetere l’operazione di cui sopra appendendo il modello a due dinamometri e non a uno solo, e facendo un po’ di conti sui bracci di leva. Fattibile. POSIZIONE DEI COMPONENTI INTERNI Guardando bene, il SW ci fornisce anche indicazioni su questo punto. Infatti, ci indica la posizione del baricentro del WTC al netto del contrappeso mobile del pistone. Nel nostro caso risultano 110 mm dietro il centro geometrico, ma questa quota potrebbe diminuire se spostassimo più indietro il contrappeso, per esempio usando una zavorra mobile sul fondo del WTC. Ad ogni modo, il SW definisce per bene anche questo punto. UTILITÀ’ IN CASO DI WTC PARZIALMENTE EMERSO Contrariamente a quanto si possa pensare, il SW funziona anche in questo caso. E’ proprio ciò che ho fatto nella simulazione di esempio. Se guardi il volume emerso “C”, questo è lungo come tutto il WTC ed ha baricentro in linea con il centro del WTC: in effetti è proprio la porzione di WTC emersa nel caso del tuo modello, con waterline e volume che risultano dalle valutazioni fatte nel tuo thread. ___________ Andrea, spero di aver risposto a tutte le tue questioni. Pensando ad un caso pratico, però, immagino che nessuno abbi voglia di fare un affinamento dell’assetto al 100% basandosi solo sui calcoli. Vero. Ecco allora gli aggiustamenti che puoi fare sul campo: - limite di corsa del pistone - entità del contrappeso - posizione zavorra fissa - entità zavorra fissa Su altri modelli ci sono solo due regolazioni (posizione ed entità zavorra fissa), perché la posizione della cassa/sacca di immersione è stata “congelata” alla costruzione; qui invece hai un’ulteriore libertà, potendo definire l’entità del contrappeso. Esempio: il tuo modello è orizzontale in immersione ma è appruato in emersione, magari a causa della vela troppo a prua? In un modello normale non potresti correggere, a meno di perdere il bilanciamento in immersione oppure di squartare il modello per spostare la cassa di zavorra. Nella mia idea potresti semplicemente aumentare il contrappeso e ridurre la zavorra fissa: in immersione non cambia nulla, in emersione i pesi sono più indietro e l’appruamento viene corretto. Forse questa mia idea qualche piccolo vantaggio ce l’ha…
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... senza parole... ma con un paio di domande: Il fatto che il baricentro si sposta di un poco in avanti in immersione, ed indietro in emersione è in buona sostanza legata alla posizione e spinta idrostatica (acquisita o perduta) dei volumi dell'opera morta? Per costruire questo sistema hai assoluto bisogno di sapere "esattamente" quali sono i volumi delle varie parti al di sopra del galleggiamento, e dove sono i relativi centri di spinta in relazione al centro geometrico del wtc. Come puoi ottenerli guardando chessò uno skipjack ad esempio? È irrilevante quale sia il diametro del wtc, il volume dislocato, pesi dei vari componenti montati all'interno. Per il software l'importante è avere i dati numerici che gli servono e che il wtc sia in equilibrio metacentrico quando in emersione ed, aggiungo, che il wtc sia totalmente immerso. Giusto? Che origine ha questo wtc, se lecito chiedere?
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Chapeau!! 🤯
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Ultimo aggiornamento per questo studio di fattibilità. Oggi condivido con voi i risultati di una simulazione fatta in Excel su dati arbitrari (ma molto simili al progetto "esotico" di @andreavcc ) Per eventuali interessati il file Excel è disponibile, oppure posso farlo girare io e condividere i risultati. Ecco le tabelle dei calcoli. La prima tabella contiene gli input geometrici (caselle verdi) Si può definire il WTC, la corsa del pistone e l'entità e la posizione del contrappeso. Per tentativi, giudicando i risultati della simulazione, si può arrivare a definire il corretto dimensionamento del contrappeso mobile. Il sistema calcola automaticamente il baricentro del WTC escluso il contrappeso, per avere l'assetto orizzontale in immersione. Dopodiché si può definire "cosa far emergere". In questo schema l'opera morta è stata divisa in tre zone: la vela (A), una struttura intermedia come la carenatura dei silos di lancio (B), la parte superiore dello scafo o del WTC (C). Ciascuna zona ha volume e centro di spinta impostabili. Dopodiché arrivano i risultati della simulazione. Oltre ad una marea di numeri che servono per i calcoli, vorrei portare la vostra attenzione sulle caselle che sfumano dal verde all'arancione e che mostrano la percentuale di emersione delle tre zone A, B, C dell'opera morta, in funzione della percentuale di riempimento del volume del pistone, mostrato nella prima riga. Vediamo quindi che il grosso volume C, pari alla porzione emersa del WTC nel modello di Andrea, richiede il riempimento da 0 al 60% del pistone per poter finire sott'acqua. Dopodiché, fra il 70 e il 90% di riempimento del pistone avviene l'immersione della zona B (carenatura dei silos di lancio) mentre l'ultimo 10% di corsa del pistone farà immergere anche la vela. Con queste info possiamo fare una verifica delle fasi di questa immersione graduale, avendo conferma della corretta scelta della corsa del pistone. Tutto ciò ancora non basta, perché dobbiamo anche valutare la stabilità longitudinale. Abbiamo detto che il SW calcola automaticamente la posizione del baricentro affinché il modello risulti orizzontale in immersione, ma cosa succederà in emersione? In questa tabella uso la convenzione di supporre costante il volume del WTC, trattando il pistone come peso aggiuntivo e non come riduzione di volume (cosa lecita). Quindi, a fronte di un centro di spinta che non si muove, dove "migrerà" il baricentro? Se va in avanti (valori positivi secondo la mia convenzione mostrata nella seconda figura) il modello emerso sarà appruato. Se va indietro (valori negativi) il modello emerso sarà appoppato. La riga "posizione baricentro teorico" in tabella qui sopra mostra proprio l'escursione del baricentro complessivo a seconda del grado di riempimento del pistone. Questa riga non è ancora sufficiente, perché mostra solo l'effetto del riempimento del pistone e dello spostamento del contrappeso. In realtà, il modello che emerge perde gradualmente spinta idrostatica a causa dei volumi via via emersi. Di conseguenza, lo spostamento reale del baricentro deve tener conto della mancanza di questa spinta, che viene ancora una volta trattata come peso aggiuntivo dei volumi emersi non più compensati (n.b. riferiti a densità 1 e non al peso della plastica!) Quindi, la migrazione del baricentro che ci interessa è stata calcolata nell'ultima riga "posizione baricentro con contributi volumi emersi" I numeri in verde sono quelli a cui dobbiamo guardare. Vediamo innanzitutto che a modello emerso (0% pistone, 100% opera morta emersa), il baricentro si è spostato solo di 0,1 mm. Quindi, anche in emersione il modello galleggerà orizzontale se lo impostiamo con i numeri di cui sopra, già ottimizzati grazie a questo SW. Adesso, per maggiore chiarezza, posso anche mettere in grafico le escursioni del baricentro nei due casi appena descritti. Come leggiamo le due curve? Innanzitutto la curva verde, il risultato reale: sia per pistone vuoto (0%) che per pistone completamente pieno (100%) il baricentro è vicinissimo allo zero, con il modello che galleggia orizzontale nelle due situazioni estreme. Dopodiché pensiamo all'immersione, percorrendo la curva verde da sinistra a destra, per valori di riempimento del pistone che passano da 0 al 100%. Vediamo che nelle situazioni intermedie la posizione del baricentro è positiva di 3-4 mm: il baricentro avanza quindi di poco, rendendo il modello un po' appruato. La cosa ci sta, visto che all'immersione statica adesso aggiungiamo anche un poco di immersione dinamica grazie al leggero appruamento. Dopodiché passiamo alla curva grigia, per modello completamente immerso e senza più contributi dell'opera morta emersa. Se svuotiamo il pistone partendo da una condizione di immersione in profondità, in pratica percorriamo la curva grigia da destra (pistone 100% pieno) a sinistra (0% pieno). Qui vediamo che nelle posizioni intermedie i valori sono un po' negativi: di conseguenza durante la risalita il baricentro di sposterà di 2-3 mm indietro e il modello tenderà ad appopparsi, cosa utile all'emersione visto che che aggiunge anche un po' di effetto dinamico. Conclusione: gli spostamenti del baricentro sono comunque limitati a qualche millimetro, il comportamento è sensato durante l'immersione e l'emersione. Il tutto nonostante un solo pistone posto a prora. In teoria, la cosa funziona. Ora ci mancherebbe una prova pratica... Ciao!
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Passo ora a qualche ipotesi di esecuzione del principio base, illustrato nella prima figura in alto. Il pistone di estremità deve indietreggiare, portando indietro anche una certa massa affinché il baricentro resti sempre sulla perpendicolare del centro di spinta. E) Questa semplice soluzione prevede che sia il motore a muoversi, solidale con la faccia del pistone. Se il peso del motore non basta, occorre applicare altra zavorra al motore stesso o direttamente sul pistone. I cavi di alimentazione del motore del pistone si muovono, quindi devono essere ben guidati per evitare interferenze co altre parti. F) Tenendo il motore fisso si può invece rendere mobile la stessa zavorra del modello, posta sul fondo del WTC. Certamente in questo caso il peso spostato può essere anche considerevole, visto che ha anche funzione di zavorra per la stabilità. G) Questa soluzione migliora la configurazione F) per avere più altezza metacentrica e più stabilità. Il pistone sposterebbe una zavorra esterna, opportunamente guidata. Le barrette di accoppiamento pistone-zavorra richiedono però uno spazio un po' maggiore a prora. H) Questa è la configurazione con il solo end-cap prodiero mobile. Il motore del pistone si muove insieme all'end cap. Eventualmente, non fosse sufficiente il peso del solo motore, il sistema si potrebbe migliorare aggiungendo anche la zavorra mobile in configurazione F) oppure G) Queste sono possibili esecuzioni pratiche dell'idea. Al prossimo post vi mostrerò anche qualche calcolo.
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