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andreavcc

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  1. Ciao raga, l'idea KISS è la migliore anche secondo il mio parere... con la soluzione commerciale hai un motore adeguato all'elica. Invito comunque a tenere in mente che i brushless più kv promettono, minore potenza hanno soprattutto in un fluido denso come l'acqua. Di certo Ocean's non avrà l'esigenza scenica di una elica che gira lenta come su un modello di SSBN ma un motore da 20k rpm che faccia girare un'elica generosa in acqua ti drena la batteria, ti intiepidisce l'Esc e a 20k rpm non ci arriva lo stesso. Poi nel dubbio, se i motori scelti sono quelli verdi in cima alla tabella personalmente abbinerei un esc da 40 amp... tanto per tenerlo "fresco" durante il lavoro e garantire partenze fulminee senza che vada in protezione. 😉
  2. Gepard, parlando con lui circa il suo invidiatissimo kilo, ormai un pò di anni orsono mi diceva di questa modifica apportata, e il ricordo mi riporta a sorridere... 🙂 eravamo io e il mastromaestro dasboot a Verona che lo guardavamo mettere il modello in acqua quando ad un tratto uno zampillo d'acqua esce sottile e prepotente dalla vela prima che il modello si immergesse. Fu in quel momento che il mastromaestro fece una battuta a Saccenti che portò ilarità generale (tra i due c'è una amicizia da anni) ma sto andando O.T. scusate...
  3. Mi riferivo ad una ultima modifica che ha apportato dopo il 2005, anno in cui mise in rete il modello 😉
  4. Mi spiace leggere della scarsa tenuta dei tappi, leggendo delle bolle d'aria che escono mi vien da pensare che il problema sia dovuto dalla scarsa tenuta degli o ring sulle loro sedi, è così? Eccovi il link del kiletto: http://www.nonsolovele.com/DAATTIVITASOMMERGIBILI/classe Kilo_saccenti.htm Chiedo venia per la gaffe mnemonica ma lo ricordavo a singolo scafo... io non voglio minare alcuna corrente di pensiero sia chiaro, ma vaglierei bene la soluzione di gepard per nulla campata in aria. Se non erro una delle ultime modifiche che ha apportato al modello il Saccenti è proprio l'aggiunta di quel piccolo tubicino di cui ti parla gepard... solo che lui ha una sacca in un comparto in sovrapressione che quindi tenderà a svuotarsi di continuo (la sicurezza...). Quando lo vede troppo leggero gli da una pompatina e via. Tu con un comparto di dimensioni adeguate non avresti neanche quel fastidio. Risolvi prima i problemi di tenuta e poi valuta 😉
  5. Buon pomeriggio ragazzi, silente vi seguo sempre 😉 Carino il kilo del link gepard, però anche lui ha un assetto "bagnato", un peccato... Fin'ora l'unico kilo ad immersione statica che io abbia visto, privo di sistema a gas ma con un assetto in emersione fedele agli originali, è quello costruito da Paolo Saccenti. Un modello a singolo scafo con chiusura a baionetta della parte posteriore. Un lavoro degno di nota...
  6. Sub acrobatici? Questo argomento mi riporta indietro nel tempo... quanti bei progetti mai realizzati, quante fantasie 😊 L'idea anni fa stuzzicò anche me, poi per un motivo o per l'altro... ben sappiamo come vanno le cose. Comunque caro Ocean's per la propulsione io suggerirei gli idrogetti e/o eliche intubate. Ottime spinte che se unite a ugelli orientabili su forme fusiformi ti danno uno scafo altamente performante. Aggiungo un link lievemente datato con la convinzione che il dottor Ocean's saprà catturare mentalmente alcuni fotogrammi molto interessanti, e come d'abitudine ne tirerà fuori un nuovo sprone e cento idee
  7. Personalmente ritengo che questa discussione vuole essere la raccolta di idee e di progetti che ogni modellista ha "in scaletta" e che forse un giorno realizzerà. Se poi il modellista deciderà di iniziare un progetto specifico beh... ben venga un qualcosa di dedicato così da avere una discussione specifica per un determinato progetto, consultabile da chi cerchi in futuro, determinate info sul progetto. Inoltre discussioni come questa resterebbero ciò per cui nascono... una sana raccolta di idee, più o meno fattibili 😉
  8. Buongiorno a tutti! Anche io ieri sera ho visto lo spot della bismarck. In realtà devo confessarvi che tra me e la hachette c'è una sorta di collegamento psionico... io penso ad un modello, loro lo fanno e lo vendono, ed io immancabilmente non lo faccio 😁 Comunque si signori, avete catturato appieno il mio pensiero sul modello e la gestione delle torri anche se poi, continuando a leggere mi vengono i brividi... Motori passo passo, sensori di posizione angolare... tutte cose di cui non ho idea di come funzionino, ma in effetti nulla di trascendentale e/o insuperabile se non con un poco di studio. Gepard, circa i telemetri di prua (sul cielo della centrale di tiro corazzata) e quella poppiera io li immagino ruotare asserviti costantemente al telemetro principale esattamente come le torri, ma magari con degli angoli di brandeggio maggiori, oppure a ben pensarci che gli angoli debbano essere i medesimi delle torri? P.S. gepard, hai un link dei motori tanto per avere un idea di cosa siano?
  9. Il Dir ha ragione, la tua mente vulcanica è sempre in eruzione 😀 La prima idea, quella della squadra navale è simpatica. Ad un meeting in Austria ho avuto modo di vedere dal vivo (non mi sono permesso di toccarlo per una sorta di timore reverenziale) uno di quattro battelli sottomarini pensati e costruiti "anche" per poter eseguire queste manovre di gruppo. Dico "anche" perché l'elettronica di bordo può consentire la navigazione seguendo la bussola, ovvero puoi dire al modello "naviga in direzione SSE con profondità X centimetri" ad esempio, oppure si può pilotare il modello normalmente per poi dargli il comando home e lui ritorna seguendo lo stesso sentiero. Ovviamente con immersione statica e controllo elettronico di assetto e profondità. La cosa stupefacente e che parliamo di dispositivi elettronici degli anni fine ottanta/inizio novanta... si avete letto bene. Se vorrete potrei cercare le foto che feci e dare info in più tempo permettendo... La seconda idea è molto particolare, ma a mio gusto il cannone ad acqua non è molto esaltante. Preferirei l'infrarosso ma temo che condizioni di luce neanche troppo particolari possano disturbare in qualche modo i ricevitori. Sicuramente avrete visto sul web che ci sono o quantomeno c'erano gruppi di appassionati ( anche se il termine per definirli potrebbe essere un altro...) soprattutto negli States che costruivano dei modelli di corazzate armate di cannoni ad aria compressa capaci di sparare sfere in acciaio con lo scopo di affondare letteralmente la nave avversaria. Ovviamente i modelli hanno un livello di dettaglio prossimo allo zero assoluto, e si affidavano ai dati storici per replicare gli spessori delle corazzature con della balsa. Beh ecco io sarei più portato ad apprezzare questi modelli che montano sistemi d'arma a caricamento semiautomatico capaci di lanciare nello spazio delle palle di acciaio da torri brandeggiabili. Volendo lanciarmi in un'idea del genere però, dato lo scarso livello di dettaglio opterei per imbarcazioni simil fantasy che si accostino a quelli che furono i monitori, prime e vere progenitrici delle corazzate. Il mio progetto futuro che realizzerò chissà quando è questo: il modello della Bismarck, 1/350 o ancora meglio 1/200 dotato di un sistema di puntamento dal funzionamento molto prossimo a quello vero, provate a immaginare.... Il cielo grigio plumbeo si riflette sulle acque del lago donando loro lo stesso colore. La superficie è increspata dalla leggera brezza e dalla pioggia. La bismarck naviga lentamente con degli sbuffi densi di fumo dal fumaiolo che rimangono bassi per l'aria umida. Dal radiocomando con uno stick fai ruotare il telemetro della centrale di tiro verso il bersaglio, ed una volta inquadrato, tramite uno switch dai il comando alle torri di allinearsi. Eccole tutte e quattro iniziare il lento movimento di brandeggio fino ad allinearsi nella medesima direzione, quando arrivano a 10 gradi dell'allineamento la velocità di rotazione si riduce. Con un altro switch si ordina alla "centrale di tiro" di attivare una sorta di trasduttore di movimento per mantenere stabili nella direzione le torri e il telemetro stesso mentre la corazzata inizia a manovrare per evitare l'immaginario fuoco nemico in arrivo. Inevitabilmente le manovre portano il bersaglio fuori dal settore di tiro delle torri poppiere e queste dopo pochi secondi iniziano a brandeggiare per tornare a zero... beh eccovi il mio sogno nel cassetto 😉.
  10. Come minimo!! 😁 comunque a suo dire ci ha messo una settimana piena per stampare, e considerando gli 80 euro a bobina moltiplicato per cinque che dice di aver usato ha speso solo di PLA 400 euretti. Un pò troppi per uno scafo che, dato l'infill scarso, se esposto troppo al sole potrebbeaprire micro vie d'acqua e "inzupparsi" con conseguenze tragiche... Certo è che un mastodonte del genere non passa inosservato a nessuno, aggiungendo 800 euro spannometrici di elettronica/servi/motore e ferramenta varia ottieni un modello degno di nota quantomeno ma.... è affidabile?!? A voi le debite conclusioni...
  11. Che dire Gepard, splendidamente Italico, almeno fino all'anagramma... un nome che riporta al mare, ad antiche glorie, a destrezza nella navigazione. Personalmente non potrei che essere d'accordo 😉
  12. ... mi associo! 😁 la prossima volta che avrò bisogno ti chiederò la cortesia. Per la stampa di scafi di prova provo a mettere in moto il cervello che con questi caldi....... 🤣 P.S. questo l'ho visto oggi. Quanto può costare questo scafo? e viene realizzato solo con un infil del 10% ?!? mah....
  13. Vincenzo, per l'acquisto della sacca ti consiglio questo sito. E' in oriente quindi i tempi di spedizione non sono proprio immediati, ma il venditore è affidabile ed è munito di un po di chincaglieria utile ai nostri scopi 😉
  14. Grazie dei vostri interventi, e al dottor Ocean's come sempre chiaro ed esaustivo. Ho visto video circa alcuni lavori fatti con la stereolitografia restando a bocca aperta per il livello di dettaglio, veramente impressionante. Ma in effetti, come Ocean's ha intuito, io mi riferivo alla stampa a filamento fuso. Nomi quali Ota Gerza e Bob Martin pubblicizzano alla grande i loro scafi prodotti con l'FFF e sono nomi che non vogliono e possono permettersi di pubblicizzare roba scartina. Al secondo ho addirittura chiesto lumi commentando un suo video esponendo le mie perplessità ma a tutt'oggi non ho ricevuto alcuna risposta, e sarebbe stato interessante averne una soprattutto da lui che tratta modelli "generosi" in quanto a dimensioni. Per questo chiedo lumi perché o c'è un segretuccio per rendere a tenuta la stampa, oppure usano una densità al 100% con uno scafo abbastanza costoso in termini di materiali... Non posso che darti ragione... proprio in questi giorni mi son rivolto ad un servizio di stampa on line per un paio di semplici supporti per un tipo XXIII 1/35 da poco terminato, alla modica somma di €25. Lo immaginate un tipo VII in scala 1/48?
  15. Buongiorno con la possibilità di avere stampanti 3D a costi accessibili già da tempo, si può vedere ovunque l'uso di questo ausilio nell'hobby modellistico, e nello specifico mi riferisco alla costruzione dei nostri amati battelli sommergibili RC. Mediante software per il disegno/progettazione 3D si possono progettare supporti per i servi, flange di supporto per motori, e quant'altro "l'allegro modellista" necessiti per assemblare una tech-rack da impiegare nel wtc ottenendo dei pezzi a basso costo ed in tempi ridotti senza dover ricorrere all'uso di lamine di metallo da tagliare, sagomare e forare per poter assemblare i vari congegni necessari al funzionamento del modello, con il beneficio di un assemblaggio rapido poichè già in sede di disegno si può "vedere" le varie parti in movimento e gli ingombri che questi hanno rispetto ad altri pezzi, risparmiandoci anche le modifiche in corso d'opera dovute a modifiche varie ed eventuali. Ultimamente però ho avuto modo di vedere molti modellisti anche molto conosciuti nel settore, usare la stampa 3d non solo per quanto già detto, ma anche per la creazione di congegni e supporti vari quali ad esempio supporti per i wtc e congegni per sistemi di lancio siluri che magari vedono il loro impiego fuori dal wtc. Oltre a questo pare sempre più in voga l'uso della stampa 3D addirittura per stampare interi scafi! Di certo c'è che con un poco di passione e molto tempo si possono ottenere modelli inediti, a volte molto personalizzati e fantasy senza dover essere più vincolati all'uso dei kit che il mercato modellistico offre in commercio ma a me, che non conosco appieno né la tecnica di stampa né i materiali impiegati comunemente, sorgono dei dubbi circa l'impiego "in acqua"... Queste parti stampate, oltre a problemi noti quali dilatazioni termiche se il modello è troppo esposto al sole che contrastano con l'uso di parti fotoincise per dettagliare gli scafi, hanno una permeabilità all'acqua che andrebbe a pregiudicare l'assetto del modello? oppure ci sono piccoli trucchetti che permettono di avere delle parti completamente impermeabili senza però l'uso di materiali e/o tecniche particolari peraltro pericolose?
  16. Buona sera a tutti, Vincenzo, leggendo gli ultimi aggiornamenti mi era venuto in mente lo stesso pensiero... Trovare un modo per dire al pressostato qual'è la pressione minima e massima, al di là di come di volta in volta tu vorrai chiudere il wtc.... questo ti permette una gestione "più sciolta" della chiusura del cilindro. Quindi ricapitolando tu chiudi il cilindro con la sacca gonfia a metà , e poi la svuoti completamente. A operazione completata con uno switch dici a arduino "pressione minima" , oltre questa disabilita il comando emersione. Poi metti il modello in acqua e sempre manovrando la pompa in manuale cerchi il giusto riempimento, ed una volta ottenuto dici con lo switch "pressione massima", oltre questo valore inibire il comando immersione. Dopo di che ti rimane il gusto del pilotaggio a cuor leggero sicuro che il tuo direttore di macchina Mar_ino Sub gestirà la cosa al meglio 😉
  17. Attendiamo allora la prova della pompa per vedere se ci sono problemi di pressione. Per l'elettronica non saprei cos'altro aggiungere... praticamente hai già messo tutto. Siamo quasi alla guida autonoma di terzo livello 😁
  18. Grazie mille a tutti, alla grande Marco, pronto per altre avventure modellistiche 😉
  19. Ben trovato anche al buon Gepard, la sua considerazione sulla pressione interna non è di poco conto. La pressione interna aumenta e organi di tenuta (se non erro delle camere a grasso), caps e pompa vengono messi alla prova in maniera seria... di quanti cm cubi d'acqua hai bisogno per immergerti? quant'è il volume interno disponibile all'interno del wtc?
  20. wow hai un bel pò di lavoro che ti attende 😁 e a mio modesto parere hai anche indovinato in un certo qual modo, la sequenza corretta dei modelli -seawolf -VIIC -Skipjack il primo ti darà più spazio interno e meno problemi anche perchè l'opera morta è decisamente minore di quella del kilo. Il tipo VII avrà bisogno di un wtc di diametro limitante ma si sviluppa bene in lunghezza. Lo skipjack ha delle dimensioni che ti permettono di inserire all'interno anche una moka per far bella figura con gli altri modellisti presenti alla regata 😁 Ma tornando al kilo, io in elettronica sono sotto zero, quindi mi limiterò a seguirvi silenzioso... 😉
  21. Ebbene si.... chi non muore si rilegge! Dopo tanto tempo, troppo forse, rieccomi in base a far capolino... Dopo un piccolo problemino di salute e una drastica evoluzione lavorativa che mi hanno portato via il tempo e la fantasia rieccomi qui con voi fiducioso di poter essere nuovamente presente così come un tempo. Senza quindi dilungarmi troppo vorrei proporre un brindisi augurando a voi comandanti, e a Betasom le migliori glorie e fortune! Quindi in alto i calici e 🥂 cin cin!
  22. Ciao a tutti, e complimenti a Vincenzo per il gioiellino che sta prendendo forma! Con la sapiente e paziente guida del dott. Ocean's le premesse ci sono tutte, unite poi alle capacità di Vincenzo nell'elettronica beh che dire.... Come hai avuto modo di vedere il kilo con immersione statica è un modello semplice ma solo in apparenza per via della scarsità di spazi e volumi, ma faccio il tifo per te! 😉 Ultimamente il mio lavoro ha subito dei cambiamenti (vedremo se e quanto positivi 🙄) e cercherò di essere un po più presente nel forum. Se potrò essere utile in qualcosa sarà per me un piacere 😀
  23. Ocean's, Scusa per la poca chiarezza nella domanda, che era riferita proprio al Delfino. E come sempre hai centrato il bersaglio! Proprio lo spessore dei supporti ha suscitato la domanda poiché sembra evidente che siano di impaccio alla rotazione dei piani di controllo. Riguardo al sistema di controllo automatico che dire... eccezionale!
  24. Il tipo XXIII è in scala 1/35, un cucciolotto di un metro di lunghezza deve assolutamente essere RC 😉. Non mancherò di aggiornarvi a lavori ultimati, ma ora torniamo alla tua "opera" e deliziaci come sempre p.s. di quanti gradi ruotavano i timoni di profondità?
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