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About andreavcc

- Birthday 12/11/1970
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eccoci con la prova del tubo da 44cm dopo qualche tentativo eccoci con il piombo necessario dentro il wtc per ottenere un buon galleggiamento... .... e dopo qualche tentativo eccoci aver calibrato peso e posizione di una zavorra mobile per ottenere una spinta appena positiva.... Con 295 grammi di piombo riusciamo nell'intento. Considerando la spinta idrostatica possiamo dire che al modello con tubo da 44cm serviranno 268 cc di cassa di zavorra. Al dottor Ocean's la valutazione della sovrapressione interna di un cilindro da 42 cm netti dei tappi in lunghezza e un ID di 56mm... Dimenticavo la foto del modello pesato per il galleggiamento... Ed ora qualche mia considerazione... Secondo me il top sarebbe avere un'apertura a "Z" con il wtc appoggiato sul semiscafo inferiore, motore esterno in acqua come anche due servi stagni necessari per muovere i timoni poppieri, il tutto nell'abbondante spazio che si avrebbe a poppavia del wtc. Si può notare nell'ultima foto postata una piccolissima parte di elastico giallo che serviva a tenermi il wtc il più possibile in avanti. Da quel punto alla poppa lo scafo è vuoto completamente. Purtroppo per noi non è così... il tubo così corto diminuisce i volumi disponibili per la tech rack e credo che le chiusure debbano sopportare sovrapressioni decisamente più alte dovute al riempimento della siringa. Potrebbe essere possibile impiegarlo con un sistema d'immersione diverso che non comporti aumenti di pressione interna ma questa scelta avrebbe altre ripercussioni progettuali quindi mi lascerò andare e mi farò tentare da quella vocina che mi sussurra 55.... 55....
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🤔grazie del tuo tempo in realtà i tappi hanno un diametro di 56mm, ma comunque spannometricamente avrei detto di meno... pensavo a tre o quattro barre M3 che corrono lungo tutto il wtc e tengono chiuso in tutto uscendo letteralmente dal tappo anteriore per poi montarci due dadi ciechi e relativi piccoli oring di tenuta. Le userei anche per montarci i moduli disegnati in 3D. Al meeting in Austria ho visto un modellista garantire la chiusura dei tappi di un wtc a pressione interna senza fori, ma con due flange esterne che grazie a tre barre filettate disposte a 120 gradi tengono i tappi al loro posto.... stesso concetto ma senza fori passanti. Quest'ultima idea sarebbe ottima se riuscissi ad avere la chiusura dello scafo sulla lunghezza e non con un taglio... Lo stesso problema ce l'ho sul 212 ed un dado filettato trattiene insieme il tutto, ed effettivamente chiudere il wtc con siringa a metà dimezza la spinta/trazione sugli organi di tenuta.
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Finalmente il lungo braccio logistico inizia a farmi arrivare i materiali richiesti! Il tubo da 60mm è arrivato quindi possiamo procedere con un paio di prove "pratiche". Il buon Ocean's mi invitava a considerare che le "costole" con le quali dovrei conferire rigidità allo scafo esterno, e che dovranno sostenere l'intero wtc a modello assiemato, mi alzano di ben due millimetri il wtc sul livello del galleggiamento. Per evitare questa condizione l'unica via, dettata dalla forma della carena, è accorciare l'intero wtc a 44 cm. Così facendo il disclocamento in emersione sarebbe di 1150 gr approssimativi perchè consideriamo la parte emersa del wtc che non contribuisce al galleggiamento. Anche qui potete vedere che per ottenere un beneficio bisogna accettare un compromesso, ma di tubo me n'è arrivato un metro quindi decido per provare in acqua sia il tubo da 55cm che quello da 44cm. Il sistema d'immersione che vorrò adottare è a syrinx ingens, ovvero una gran siringa che viene riempita da una pompa peristaltica. Sperimentiamo quindi praticamente quanto volume d'acqua dovremo far entrare in siringa per poter immergere lo Xia e vedere anche la sovrapressione che andremo a creare all'interno del wtc. Dopo aver affettato finemente il tubo per i supporti che chiamerò costole.... inizio con l'opzione che preferisco, il tubo da 56cm. Si è vero che è più alto sul galleggiamento ma non riesco a rinunciare a ben 12 cm lineari. Eccovi delle immagini del modello in acqua con all'interno le due costole e il tubo da 56 opportunamente zavorrato con piombo per arrivare ad un galleggiamento accettabile. Segnato sullo scafo con il pennarello blu non è la linea di galleggiamento ma bensì una linea incisa sul modello che si può vedere nell'immagine successiva proprio al di sotto la WL... Giusto per avere un riferimento su un modello visivamente piatto.... p.s. le costole le ho volutamente mettere intere per avere la peggior condizione possibile. Nulla toglie che possano essere asportata la parte al di sopra del galleggiamento... A questo punto aggiungiamo la zavorra "mobile" data da un blocco di piombo del peso di 305 grammi considerando che 1/11 del suo peso verrà perso per via della spinta idrostatica ricevuta dall'acqua ... si... son riuscito a catturare il momento in cui il display si spegneva..... Con l'aggiunta di questa zavorra il modello resta appena positivo quindi, a conti fatti, imbarcando circa 278 grammi d'acqua riesco a far immergere il modello!! qui possiamo apprezzare anche la posizione che il centro della zavorra dovrà avere rispetto al wtc. ... aggiungendo soli cinque grammi.... il modello si appoggia dolcemente sul fondo. e qui il modello senza la zavorra mobile per avere un'idea del peso da raggiungere una volta terminato. Chiederei a Ocean's di quanto sarebbe l'aumento della pressione interna al wtc con questo volume d'acqua imbarcato, grazie 🙂 Ad onor del vero, questa prova mi è servita solo per avere un'idea approssimativa dei pesi e dei volumi richiesti e/o necessari. So bene che l'assenza dei piani mobili a poppa e di quelli in torretta mi sfalsano i conti perchè la loro presenza si traduce in altri volumi e pesi e la cosa può cambiare in maniera sensibile i conti nonchè la posizione del baricentro e del metacentro. Manca anche il tappo poppiero che sarà solidale alla poppa del modello. Ma intanto ho assaggiato la stabilità metacentrica "con mano", non altissima ma accettabile se in emersione riesco a trattenermi dall'eccedere con i giri dell'elica. Una volta che saremo andati avanti con i lavori potremo ripetere la prova per avere dei dati più precisi. Potrei quindi iniziare a squartare il modello montando i piani di controllo ed avendo certezza della posizione del wtc da 56cm all'interno ma prima va fatta la prova con il tubo da 44cm poggiato sullo scafo leggero.... P.P.S. nella parte interna dello scafo superiore ho tolto la plastica eccedente al di sotto dei due tubi che il kit permette di poter montare aperti.... Come potete vedere questi due cilindri formano una... o meglio due bolle d'aria in immersione. Ma dato che la loro presenza non è mai certa voglio chiuderli con qualcosa che sia più leggero dell'acqua così da avere una piccola spinta che bilancerò con della zavorra fissa. Pensavo ai microbaloons con un poco di resina UV ma..... avete altri suggerimenti per soluzioni valide ma più casarecce?
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andreavcc started following Sistemi D'immersione Per Sub Rc
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... senza parole... ma con un paio di domande: Il fatto che il baricentro si sposta di un poco in avanti in immersione, ed indietro in emersione è in buona sostanza legata alla posizione e spinta idrostatica (acquisita o perduta) dei volumi dell'opera morta? Per costruire questo sistema hai assoluto bisogno di sapere "esattamente" quali sono i volumi delle varie parti al di sopra del galleggiamento, e dove sono i relativi centri di spinta in relazione al centro geometrico del wtc. Come puoi ottenerli guardando chessò uno skipjack ad esempio? È irrilevante quale sia il diametro del wtc, il volume dislocato, pesi dei vari componenti montati all'interno. Per il software l'importante è avere i dati numerici che gli servono e che il wtc sia in equilibrio metacentrico quando in emersione ed, aggiungo, che il wtc sia totalmente immerso. Giusto? Che origine ha questo wtc, se lecito chiedere?
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Di modelli piccoli il mercato non manca, dal kilo in 1/144 al tipo VII che può ospitare wtc di 50mm e non oltre seppur di una certa lunghezza.... intanto mentre qualcuno si rimette in forma godendosi il sole.... ... sullo scafo adibito a test e valutazioni continuano i... test e valutazioni. giusto per non precludermi alcuna via mentre attendo il tubo dal commercio, continuo a testare la chiusura a "z". Troppo comoda per rinunciarvi così...
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In effetti l'anello di supporto farebbe alzare ancora di più il già alto wtc. Grazie Ocean's questo dettaglio mi era sfuggito. Certo, volendo appoggiare il wtc allo scafo dovrei fare dei supporti disassati rispetto allo scafo ma nulla di ché. Riguardo il sistema d'immersione che dire... lo vuoi proprio esotico sto modello!! 😄 Il sistema che hai descritto mi ricorda un wtc che, se non erro, servì per equipaggiare uno skipjack 1/72. Il costruttore aveva reso entrambe gli endcaps mobili e controllabili proporzionalmente dalla radio, e così aumentava o diminuiva il "volume" del wtc permettendo in primis l'immersione statica, e poi con il controllo separato poteva regolare a suo piacimento l'assetto orizzontale del modello. Purtroppo non trovo la pagina web che vidi ma diamine continuerò a cercare. Non avermene ma personalmente non credo che potrei mai optare per un sistema del genere su questo scafo. Si potrebbe optare per realizzarne uno ma quando il tubo ti concede ampi spazi per lavorare. Considera che un sistema a pistone dovrà avere degli switch di fine corsa e un'elettronica di gestione collegata alla rx fosse anche un volgare speed controller (e speed controller forward+reverse benchè per motori spazzolati capaci di una bella manciata di ampere non sono piccoli), una vite senza fine che occupa spazio al centro del tubo, un motore dall'opportuno peso che si muove dentro insomma.... Già lo Xia sta iniziando il suo percorso "in salita", altezza metacentrica scarsa, spazi risicati... implementare un sistema così innovativo e soprattutto da collaudare con gli interrogativi che ne conseguiranno circa tenute et similia credo possa essergli letale. Ma ti invito a continuarne la valutazione, l'idea è valida a patto però, secondo me, che entrambe le estremità siano mobili e che il diametro del wtc sia dagli 80mm in su per poter meglio sopportare pressione e depressione dovuta al movimento dei caps.
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Grazie mille! questi fili sono ottimi nel modellismo statico per replicare le matasse di cavi e/o tubi nei pozzetti dei carrelli, oppure gli interni dei sommergibili con tutti i loro cavi e tubi vari. Bisogna solo trovarne di un bel numero di diametri vari.
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grazie S513 dell'info, hai mica un link? Nel frattempo il buon Mario Dremelio si è messo all'opera... Semi scafi puliti dalle parti in più nel lato interno Quando si parla di banane... solo sei millimetri tra una metà e l'altra.... quasi perfetto...... Ho anche montato la torretta e praticate aperture per un agevole uscita dell'aria durante l'immersione. Domani farò delle aperture nella carena
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Grazie Ocean's, due etti e mezzo in acqua... non male. Dovrei avere anche io qualcosa con cui fare un wafer di piombo. Devo solo trovarlo ma terrò a mente la tua offerta 😉 Ricordate quando vi parlavo di scafi a banana? Per ovviare a questo problema provai tempo fa ad ammorbidire i semiscafi con acqua caldissima, quasi bollente, nell'intento di riuscire a far quadrare l'unione delle due parti con lo scopo di poter adottare poi una chiusura chiamata a Z che possiamo vedere praticato sul seawolf della foto che segue: come si può apprezzare questo tipo di chiusura ci permette di installare il wtc molto comodamente. Albero di trasmissione e tiranterie varie sono accessibili facilmente per la manutenzione e l'installazione. Tutto insomma è più semplice, a patto che i semi scafi combacino ma come già detto non è il nostro caso. Quindi come fare? Se la trumpeter vuole i semi scafi incollati allora la accontenterò tagliando lo scafo verticalmente, magari usando una linea preesistente come una saldatura o simile, così da avere una linea da seguire nel taglio. Eccovi un'immagine del taglio in questione: In questo modo dovrò costruire un wtc che resta solidale al cono di poppa dove peraltro ci sono i piani di governo, e la parte anteriore dello scafo ospiterà al suo interno il tubo da OD 60mm. Per avere un'unione solida tra WTC e cono di poppa mi dovrò inventare il tappo posteriore del wtc come una sorta di cono che dovrà essere incollato alla parte poppiera dello scafo, un po come d'abitudine sugli scafi della engel kg. Un portello praticato nella parte inferiore dello scafo poppiero mi permetterà l'accesso al motore che vorrei esterno al wtc, e alla tiranteria dei timoni. Sto valutando se sia il caso di praticare un altro taglio a prua per poter agevolmente inserire zavorra fissa nella prua estrema laddove il wtc non arriva. Il tubo mostrato con la ferramenta è un tubo in lexan con ID da 60mm e OD 66 trovato in rete e mi servirà, affettato opportunamente, per avere dei rinforzi circolari da incollare saldamente all'interno dello scafo anteriore. Quindi scafo anteriore solido, pratiche guide per farci scorrere il wtc all'interno ma purtoppo altro lexan che col suo peso sarà più alto del galleggiamento di oltre un centimetro. E' anche vero che potrei tagliare via la parte alta dell'anello risparmiando peso, vedremo in corso d'opera. Ecco una "bozza" dei tubi all'interno di uno scafo da esperimenti: Questo è quanto ho di chiaro al momento sulla costruzione di questo modello. Tutto il resto è nebbioso come anche sistema d'immersione da adottare! In origine, stanco di modelli che per immergersi ci impiegano anche due minuti, avevo valutato il sistema aspirato che abbiamo trattato qui: Una pompa oleodinamica per modelli rc di macchine movimento terra dovrebbe riempire e svuotare una cassa d'immersione di 200cc in pochissimo, a patto di avere dei tubi con diametro interno decente. D'altro canto ha il suo peso, ingombro e andrebbe montata in verticale per evitare che all'azionamento si possa vedere il modello che si inclina su un fianco. Nulla toglie che mi è possibile adottare il sistema multi compressore adottato per il tipo XXIII oppure montare una pompa peristaltica + vescica ottenendo l'ennesimo modello lento ad immergersi (anche se ho una peristaltica di Maximus modellbau che mi dicono molto veloce).... Un sistema a gas in Merriman style?!? Mah Credo però che fare queste valutazioni senza avere la certezza degli spazi a disposizione all'interno del wtc e della dimensione ed anche la posizione della cassa di zavorra sia poco produttivo e aumenti l'effetto nebbia. Quindi la prossima settimana inizierò a lavorare sullo scafo, poi cercherò di disegnare il tappo di poppa del wtc in 3D per poi farlo stampare. Quando avremo lo scafo completo di wtc potremo metterlo "a mollo" e testare praticamente spinte e pesi necessari. Chiarito quello potremo procedere col resto. Ovviamente se ci sono considerazioni o idee alternative da trattare ne sarei ben felice 😉 a presto
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Grazie Ocean's del tuo intervento sempre di spessore. Se c'è una cosa che non manca a questo modello è proprio il senso di sfida verso chi lo vuole assemblare. Giusto ieri sera pensavo alla zavorra fissa che mi ha sempre "raddrizzato" quei modelli un pò sensibili metacentricamente parlando... e qui l'ennesima difficoltà, l'intercapedine tra i due scafi, resistente e falso scafo, non è molto. Solo cinque millimetri dove poter installare del piombo, non esattamente ciò che si desidererebbe ma tant'è... Appena avrò qualche minuto vi anticiperò il sistema di chiusura dello scafo che intenderei adottare, anche qui con le dovute difficoltà.... ehm sfide da affrontare 😀
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Ah ecco 😄, mi risultava vagamente familiare. Gli scafi "gibbosi" come il Lafayette o come questo Xia mi son sempre piaciuti, tant'è che per molto tempo fui propenso ad acquistare il modello del Lafayette della Engel KG ma il costo era ed è troppo elevato per cui alla fine ho sempre desistito. Dottor Ocean's, vogliamo parlare del WTC per questo modello? faccio molto affidamento alle sue cognizioni ingegneristico/matematiche. Come previsto dalle leggi di Murphy: la strada più semplice non è mai la più facile, la strada più facile è sempre quella minata. Come possiamo vedere da quest'immagine la linea del galleggiamento non è molto alta sullo scafo. Nulla di eccezionale se paragonato ad un Seawolf o ad uno Skipjack ma ciò che complica la vita è come sempre la dimensione. Il Seawolf è decisamente più largo dello Xia di ben 13mm e più, un'enormità. Lo skipjack con la sua scala 1/72 è addirittura enorme. Se lo Xia fosse stato stampato in scala 1/72 avemmo gioco facile con gli spazi offerti anche se 160cm di lunghezza sarebbero stati impegnativi per altri versi. Partendo dal presupposto che il wtc ideale è sempre sommerso, anche a modello emerso, qui le dimensioni del modello ci sono di ostacolo, e non pochissimo. Decidiamo il diametro del wtc: Abbiamo uno scafo largo sette centimetri e di uno spessore di due millimetri, quindi volendo vedere quanti millimetri abbiamo dalla chiglia al galleggiamento dobbiamo sommare 35 mm dello scafo inferiore con i 17mm misurati dal lembo dello scafo superiore al galleggiamento. Con 52 mm ai quali togliere i 2 mm di spessore eccoci il primo dato, il wtc ideale dev'essere di 50mm di diametro. Con un tubo così avremo le migliori premesse ma purtroppo in commercio si possono trovare facilmente dei tubi da 50 con un diametro interno da 44mm, e nella migliore delle ipotesi quelli con diametro interno da 46mm, troppo impegnativo un wtc così piccolo alla mia età. Personalmente sotto i 60mm di diametro esterno non vorrei scendere, eccoci quindi alle prime noie... In questo scafo un tubo con OD da 60mm ci sta bene riuscendo ad ospitarne per una lunghezza di 56cm, non male con un volume dislocato di 1,58 litri ma così facendo un centimetro circa di WTC resterà più alto del galleggiamento con perdita della spinta idrostatica con modello emerso. Inoltre quel centimetro di lexan "fuori" dall'acqua, col suo peso, quanto negativamente influirà sull'altezza metacentrica e quindi sulla stabilità del modello? Ma le cattive notizie non sono mica finite 😄 Ora stacco che altri doveri mi distolgono da queste disquisizioni ma tornerò con altre news circa il sistema di chiusura dello scafo per il quale utilizzeremo quel tubo corto mostrato in foto insieme alla ferramenta 🙂
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ma si, probabilmente avevano in mente qualcosa del genere mentre progettavano il modello ed in corso d'opera hanno deciso altrimenti. Forse con delle altre stampate poi eliminate intendevano fornire al modellista gli interni da assemblare per poi virare velocemente verso qualcosa di più economico, chissà.... dove hai trovato questo modello?? è molto particolare... Non ho mai avuto sottomano un modello del Los Angeles sicchè non ne ho confidenza ma avrei scambiato questo scafo con un Lafayette, forse per via della forma a poppavia della vela 🙂
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incrociamo le dita signori! le carte del nostro mazzo non sono le migliori... approfondiremo poi perchè. Diamo un'occhiata al soggetto: ecco il contenuto della scatola, e come potete vedere il modello in sé non è assolutamente nulla di complicato "staticamente parlando". Due semiscafi con una lunghezza di circa 83 centimetri e una larghezza di 7 centimetri. Due stampate con tutte le parti necessarie per il governo, i mast, l'elica e i supporti per esporre il modello completato. Abbiamo anche la vela stampata in un pezzo unico alla quale vanno montati i timoni di profondità. Lo scafo è in stirene e si presenta "solido" al tatto con i suoi due millimetri di spessore. Come potete vedere all'interno abbiamo ben dodici cilindri cavi necessari per tenere allineati i due semi scafi durante l'assemblaggio. Trumpeter conosce il problema dato dallo stampaggio di pezzi così lunghi ponendo rimedio. Purtroppo però a noi questo rimedio non aiuta ed anzi occupa spazio vitale, saranno quindi barbaramente asportati senza alcuna pietà. Curioso il fatto che la Trumpeter si sia presa la briga di stampare i dodici fondelli dei tubi di lancio (non saprei come altro chiamarli, perdonatemi) nel semi scafo inferiore mentre, in corrispondenza troviamo sul semi scafo superiore solo due tubi i cui portelli possono essere assemblati in posizione aperta o chiusa... che dire... Anche questo dettaglio che sembrerebbe così di poco conto, modellisticamente equivale al mignolino del piede sbattuto sulla zampa del comò... fonte di dolore e non solo! Secondo Trumpeter si può decidere di montare i due portelli in posizione aperta perdendo però, almeno a mio avviso, quell'eleganza della linea dello scafo. Oppure si può optare per i portelli chiusi, peccato che la precisione dello stampo dei due portelli lascerà una minima fessura e non eguaglierà mai la "finezza" che i portelli stampati hanno. Quindi?? dovrò passare un'incisore sui portelli stampati per adeguarli ai due portelli incriminati? magari rovinando il dettaglio del modello?? uhmmmmmmmmm.... perdonate lo sfogo e passiamo alla ferramenta... ecco parte del materiale necessario per rendere dinamico il modello tra cui elica in ottone, un cardano, una flangia di tenuta nel caso si opti per il motore interno al wtc, due guarnizioni di tenuta per i tiranti della timoneria. Seguono un paio di esc, un motore brushless di cui non ricordo esattamente i KV ma solitamente li cerco con un numero quanto più basso possibile di modo da avere giri massimi non troppo alti e sopra tutto con una coppia a bassi giri più alta. C'è un interruttore elettronico per accendere e spegnere il modello senza dover necessariamente aprire il wtc, un tubo... e la pompa brushless che "probabilmente" sarà impiegata per il sistema d'immersione. Mancano alcune cose come servi, ricevente ed altri ammennicoli... A questo punto credo si debba accennare al WTC (WaterTight Compartment) tirando in ballo il dottor Ocean's ma vorrei chiarire che il tutto è in divenire! quindi nessuna strada è preclusa nella costruzione di questo modello, anzi... Ho un'idea sul sistema d'immersione da adottare ma non è detto che sarà il migliore. Probabilmente dopo averlo testato insieme a voi con opportune prove, verrà anche accantonato per impiegarne un'altro chissà... Lo stesso motore per la propulsione personalmente lo monterei esterno al wtc ma non è detto che andrà così. Dovremo valutare gli spazi a disposizione a poppavia del wtc. Insomma non pongo limiti alla provvidenza anche perchè come già accennato la lotta per convertire st'ammasso di plastica in un gioiello rc sarà dura...
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Rieccoci qui, ho da poco terminato un modello statico terrestre che in origine doveva essere un modello veloce, ossia un modello costruito da scatola messo su una base in legno nudo e crudo, al solo scopo di far bella mostra di sé. Ma in corso d'opera la sua traiettoria è cambiata di molto diventando protagonista in un diorama, quindi com'è facile immaginare i tempi di realizzo si sono amplificati decisamente impegnandomi per un pò di mesi. Ora però, da buon modellista, non posso di certo fermarmi... del resto il mio carniere di modelli da montare o da rivedere è decisamente più che nutrito, l'occhio spazia su un cubo di scatole di certo non piccolo... sicchè che modello fare ora?? Credo sia il caso di alternare con lo statico appena terminato, un buon modello rc navigante sarebbe perfetto. Ultimamente sento un certo richiamo arrivare da unità di superficie, modelli per così dire rilassati e rilassanti, facili da costruire e sfiziosi da far navigare con la prua che solca la superficie... Di questo genere ho in attesa una corvetta classe Flower in 1/72 accanto ad una Bismarck in scala 1/350 (alla quale abbinare una funzione diciamo speciale) e "probabilmente" da affiancare alla Bismarck un Prinz Eugen sempre in 1/350. Ma al dottor Ocean's avevo in un certo senso promesso un modello di sub esotico, non tanto per il tipo di soggetto di tipo chessò... di fantasia oppure steampunk ma bensì esotico perchè il soggetto e un sottomarino di costruzione orientale... laddove il sole sorge. Opto quindi per uno sub che ancora devo costruire e quindi scelgo lui, sarà un osso duro, lo so bene... Si tratta del modello in scala 1/144 del Tipo 092 "Xia Class" , un lanciamissili balistici della marina cinese che da quanto ho potuto capire non ebbe grande successo ne tecnico ne tantomeno operativo. Spero che il mio modello rc abbia più fortuna. Il modello in scatola è prodotto dalla trumpeter, marchio che non stampa modelli molto.... dritti, anzi tutt'altro. Più simili a banane, gli scafi prodotti possono andare bene per dei modelli statici in cui i semi scafi vanno incollati insieme con qualche litro di colla. Ma se devi farne un modello rc sarebbe auspicabile avere dei semi scafi che combacino almeno un poco... ecco quindi che il malcapitato modellista debba ricorrere ad espedienti come il surriscaldamento controllato dello scafo tramite il phon montato e tenuto insieme con nastro isolante con lo scopo di drizzarlo. Altri lo immergono in acqua quasi bollente e poi lo lasciano raffreddare poggiandolo lungo il lato di contatto con l'altro semiscafo su un piano freddo come il piano di lavoro in marmo della cucina... espedienti tutti già provati anche da me essendomi cimentato già in "qualche" modello trumpeter. Solo di 092 se ho già fusi un paio quando, due o tre anni fà, decisi di realizzare questo modello rc. Ma dopo la seconda scatola danneggiata irrimediabilmente accantonai il progetto rinviandolo a momenti più felici. Tra eventi familiari poco piacevoli e la fretta che si sa essere pessima consigliera, non era proprio il caso di continuare a buttare via i soldi. Ma ora eccoci qui! pronti, carichi e con qualche idea in più il ché non guasta mai 😉 Restate con le antenne estratte a presto
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Robbe U47 - conversione per immersione statica
andreavcc replied to Marco60's topic in Modellismo Dinamico
Attendiamo gli aggiornamenti allora, ebuon divertimento 😉
