La caratteristica prinmcipale dei progetti Laurenti non era solo il doppio scafo resistente, ma il fatto che lo scafo interno fosse sagomato per ospitare al meglio i macchinari e la presenza di una libera circolazione che poteva essere resa stagna per gradagnare riserva di spinta nella parte superiore tra i 2 scafi. Questo favoriva la velocità e la tenuta al mare ma sfavoriva la quota massima operativa, motivo del suo tramonto nel primo dopoguerra.
Purtroppo i dettagli dei porgetti non ci sono stati tramandati, per quanto ne so, per cui possiamo solo fare delle supposizioni alle giuste domande che poni. Non credo fosse un travaso verso casse interne, non evrebbe senso visto che il peso sarebbe rimasto invariato a meno dell'inutile complicazione diuna seconda pompa per sbarcare l'acqua dalla seconda cassa fuoribordo.
Il contatto con il mare farebbe entrare l'acqua per la depressione crata dalla pompa che sta esaurendo i doppi fondi per cui la manovra logica è che avvenga in prossimità superficie o con battello parzialmente emerso, con uno sfogo aria in comunicazione con l'interno del battello che permetta di non mandare in depressione le casse. Una alternativa è che le pompe pom##no aria nelle casse permettendo 'esaurimento dalle stesse valvole di allagamento, come accade quando si manda aria in pressione. In enrambii casi si ha il vantaggio di non sprecare aria compressa e limitar el'usura del compressore, molto piu delicato di una mera pompa,