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U.L.C.C.

Comune di 2a classe
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Risposte pubblicato da U.L.C.C.

  1. Convinto fino ad ora di aver fatto la Forrestal come esordio, rispolverando nella mia memoria di modellista , guarda caso, il mio primo modello fu proprio una petroliera della Revell. Parlo di oltre mezzo secolo fa e non ricordo il nome, ma era una tipo T2, molto somigliante all'attuale mia Salomè. Già da allora mi scorreva il petrolio nelle vene. :s68:

     

    Ciao e buo anno a tutti

  2. Ciao Luciano, come saprai certamente da Anteo, il nostro club modellistico di Pontassieve può essere fortemente interessato alla partecipazione a Marina di Grosseto, pertanto quando saprai qualcosa di preciso faccelo sapere subito. Intanto prendiamo nota del periodo, prossimamente in occasione dell'assemblea del Club.

    Alla prox. e buon anno

  3. Mi associo a Mauro, a me sembrano delle gran bufale, dove spendi un sacco di quattrini e non hai un modello di pregio. Se poi perdi un fascicolo buonanotte al secchio, il modello non lo finisci. Lo so per esperienze di amici. Meglio una scatola di montaggio, almeno sai quanto spendi.

  4. Salve a tutti i comandanti ai quali auguro un buon proseguimento ed un felice anno nuovo.

     

     

    PONTE E SOVRASTRUTTURA DI POPPA

     

    Dato che è da questi due elementi che dipendeva la riuscita estetica del modello, anche durevole nel tempo, è stata necessaria una progettazione ponderata dei diversi componenti.

     

    COPERTA - Doveva essere completamente estraibile, all’infuori di una piccola porzione dell’estrema prua, per accedere facilmente a tutti i componenti interni. Come materiale era da escludere il compensato per esperienza negativa con il predente modello e quindi optai per il plexiglass per diverse ragioni. Con una leggera scartata è pronto per la verniciatura, si può fresare, forare e filettare per l’applicazione delle strutture di coperta, si incolla molto facilmente, non si svergola nel tempo ed è notoriamente impermeabile. Inoltre è abbastanza pesante (spessore 4 mm) da aderire ai bagli anche senza l’aiuto di viti; infatti la coperta, divisa in tre sezioni di circa un metro, è semplicemente appoggiata ai bagli sottostanti e quindi si può togliere facilmente anche quando il modello si trova in acqua. Viene fermata con delle viti solo per il trasporto in furgone, contro i sobbalzi.

    La coperta è fatta di tre pezzi: la parte centrale in piano di 5 cm per tutta la lunghezza ed i due spioventi di destra e sinistra con 3 gradi di pendenza. I tre pezzi sono incollati tra loro ed a dei supporti sagomati che incastrano nei bagli di profilato a sezione C.

    Il difetto di questo materiale, l’unico per questo uso, è di essere sensibile alla temperatura.La dilatazione sotto il sole d’estate è molto evidente ed ho dovuto lasciare una fuga adeguata tra un pannello e l’altro. Comunque non è un’inconveniente.

     

    La sovrastruttura di poppa è appoggiata alla sezione poppiera della coperta in corrispondenza di una grande apertura. Anch’essa è costruita interamente in plexiglass di 4 mm ridotti ad 1 mm all’interno in corrispondenza degli oblò.

     

     

     

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    alla prox

    buon anno a tutti

  5. PROPULSIONE

     

    Una volta applicato il rivestimento in vetroresina, ho stretto la parte inferiore dell’ultima ordinata di poppa tra due piastre metalliche opportunamente sagomate. Quella esterna, in ottone massiccio, aveva saldata una pinna con incastrato un tubo lavorato al tornio passante fino alla piastra interna di acciaio massiccio. Il tubo, conglobato con lo scafo ed il supporto per il timone accoglie l’astuccio portaalbero completo di bronzine e smontabile.

     

    Per costruire le eliche ho fatto fondere le pale in quantità opportuna e ne ho realizzate 5 esemplari da 5 e 6 pale di 85 e 92 mm di diametro con l’aiuto di un divisore costruito apposta per l’occasione. Con questo dispositivo si possono montare eliche fino 95mm di diam.e da 2 a 6 pale L’albero è in acciaio da 8 mm.

     

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  6. Sicuro che ho ancora i piani, se ti interessano ne posso fare una copia e farteli avere

     

    Come la Lucina, anche questo non è un modello molto gettonato, neppure in Francia. Si vede che le petroliere sono proprio snobbate dai modellisti. Eppure sono, secondo me, le navi più importanti, perchè trasportano qualcosa (il petrolio) che fa girare il mondo, o nò?

    E' vero che talvolta causano dei disastri ecologici, ma ce ne sono tante in giro e qualche incidente è inevitabile. Ma intendiamoci, la responsabilità non è delle navi, bensì delle compagnie e di chi le comanda. Non è solo un punto di vista, il mio.

     

    Bussolino, la tua residenza attuale è temporanea o dovrai tornare in Italia?

     

    Ringrazio i comandanti per gli apprezzamenti.

    Ho restaurato il modello proprio questa estate, sto preparando la relazione.

    Alla prox

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    PETROLIERA SALOME’

     

    Si tratta di una petroliera francese di 18.000 tpl, di mt. 165x22 varata il 24.2.1940 con il nome di SALOME’ per la Comp. Auxiliaire de Navigation, Le Havre. Nel maggio seguente, mentre era in allestimento nei cantieri francesi di Dunkirk, fu requisita dalla Marina Tedesca con il nome di BRESGAU.

     

    Nel Luglio 1941 fu trasferita a rimorchio in Rotterdam per le prove in mare ed entrò in servizio fino al 27/09/44 quando fu allagata ed autoaffondata fuori Flushing.

    Fu ricuperata e resa galleggiante nel 1946 quindi rimorchiata in Francia per il ricondizionamento e rammodernamento. Riprese il mare sotto la C.A.N. con il suo nome originario SALOME’.

    Fu ceduta ne 1959 alla Compagnia Pacific Bulk Carrier di Panama e rinominata OCEANIC CONFIDENCE; nel medesimo anno fu trasferita alla Comp. Chinese Maritime Trust con il nome di LEE YOUNG.

    Fu demolita nel 1976 a Taiwan.

     

    Ho costruito il modello negli anni ’73-’75 e la costruzione dello scafo fu fatta con il sistema semplice ad ordinate e fasciame che non presenta particolare difficoltà.

     

    L’allestimento sui ponti di coperta riproduce la nave dopo il ammodernamento in base a documentazioni di navi simili di quel periodo. Le sovrastrutture sono tutte in compensati di vari spessori, da 3 a 0,3 mm. L’allestimento interno in un primo tempo comprendeva anche una cisterna centrale per simulare il pieno carico, poi fu tolta in quanto presentava difficoltà di bilanciamento, sostituita da due batterie supplementari.

    I due motori erano indipendenti con tre velocità avanti e tre indietro, le ancore funzionanti indipendenti a comando radio, impianto fumogeno, pompe acqua.

     

     

     

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  8. bussolino, la tua foto mi è oltremodo interessante e storica e la metto nel mio archivio. Io sono stato a visitare un centro per corsi di pilotaggio di petroliere nel 2004, lo avrai osservato nel mio sito. Si trova nei pressi di Grenoble ed è stata per me una esperienza unica, pensa che il direttore del centro volle la Lucina in acqua nel lago insieme ad i suoi modelli. Hanno parecchi modelli di petroliere di tutte le taglie, in scala 1:25.

     

    www.portrevel.com

     

    Cos'è, ti ho contagiato la follia dei grandi modelli?

     

    alla prox

     

     

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  9. SUPERPETROLIERA LUCINA - COSTRUZIONE DELLO SCAFO

     

    Per la costruzione del modello, date le dimensioni ( cm 342x52x30), decisi di realizzarlo divisibile in due metà, il che avrebbe facilitato il trasporto pur complicando le prove in acqua. Inoltre dovevo soddisfare diverse esigenze e principalmente:

    - le fiancate ed il fondo della parte centrale perfettamente dritte

    - l’interno completamente liscio e sgombro da qualsiasi sporgenza

    - l’indeformabilità nel tempo dello scafo

    - la robustezza necessaria per i carichi interni

     

    Fase 1 - Per prima cosa ho costruito una doppia ordinata centrale accoppiata con 11 viti di 6 mm (foto ) in alluminio fresato. L’ho fissata poi all’interno di uno scalo di costruzione realizzato a forma di U ( a guisa di bacino) in tubolare rettangolare di alluminio della lunghezza di cm 180 con una geometria esatta al millimetro. Ho posizionato poi le 20 ordinate della parte centrale distanziate dalle barre dello scalo con tacchetti di 8 mm in modo da facilitare l’estrazione dello scafo dallo scalo. Ho incastrato alle ordinate i longheroni di sezione ad L di compensato da 4 mm sporgenti alle ordinate 3 mm all’interno e 4 all’esterno. Ho aggiunto poi le diagonali in ogni riquadro procedendo poi a stendere tra i longheroni i pannelli di compensato di 3 mm a 5 strati del tipo modellistico formando così la parte centrale dello scafo con ordinate e fasciame interno.

     

    Fase 2 – Ho proceduto all’estrazione dallo scalo dei due quarti centrali che ho diviso. Poi ho ricollocato la parte prodiera nello scalo con l’ordinata di metallo ad una estremità ed ho completato l’ossatura ed il fasciame fino alla prua.

     

    Fase 3 – Idem come nella fase 2 ma verso poppa.

     

    Fase 4 - Ottenuti così due semiscafi di cm 170 già robusti ed autoportanti, ho provveduto ad applicare il fasciame esterno con lo stesso sistema di quello interno, ma con compen-sato di 4 mm, con il risultato di uno scafo indeformabile con pareti e fondo scatolati di 15 mm di spessore, praticamente un doppio scafo. Su tutta la lunghezza ho applicato un trincarino di piatto d’alluminio da mm 15x5 dove poggiare e fermare i bagli a supporto del ponte di coperta.

     

    Una volta riassemblate le due metà, ho rivestito l’interno e l’esterno di vetroresina. Un lavorone, ma ne è valsa la pena, specialmente nell'interno. Con l'acqua che entre ed esce da 20 cisterne qualche piccola perdita è inevitabile. . Se avete qualche curiosità non esitate a chiedere, avrò piacere di rispondere.

    Vi rimando alle foto sotto. Alla prox.

     

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    Domani altrefoto sull'argomento

  10. Grazie a Marcuzzo per l'apprezzamento.

     

    Ciao bussolino, belle le foto del Normandie. Conosco bene il modello ed il suo costruttore, abbiano navigato insieme (modellisticamente parlando) all'expo di Fossano ed una manifestazione di Agrate Milanese; un modello superlativo.

     

    L'altro modello che vedi nel furgone è la riproduzione 1;100 di una petroliera francese del 1939 che ho realizzato negli anni '70 (avrai visto le foto nel sito) e che proprio questa estate ho restaurato. Ha dimensioni più "umane" (cm 165) e lo scafo è stato costruito nel modo tradizionate ad ordinate, chiglia e fasciame che non presenta difficoltà. Penso di aprire un topic anche per questa.

    Sto preparando un'altra puntata della Lucina

    alla prox

     

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    Agrate Brianza

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    dal ponte del Normandie

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    stessa scala di riduzione

  11. Vi ringrazio tutti per l’interesse, comprensibile date le dimensioni del modello che è la riproduzione navigante 1:100 di una superpetroliera francese degli anni ’70, anni in cui si sviluppò il gigantismo in questo tipo di nave. Infatti la chiusura del canale di Suez costrinse le navi a fare il periplo dell’Affrica e dalle 100.000 ton. (taglia Suez) si passò alle 300.000 in modo che con un solo viaggio (40gg +40gg + carico e scarico) si portava il petrolio di tre navi piccole (si fa per dire).

    Mi hanno sempre affascinato le grandi navi ed in particolare, perché no?, le petroliere, tanto che prima di questa avevo fatto un altro modello di “superpetroliera” francese di 18.000 t. del 1939. Sono stato ormai in molti saloni di modellismo in Italia ed all'estero ma ho notato che le petroliere sono snobbate dai modellisti navali, forse perchè sono causa, a torto, di tanti disastri ecologici. Secondo me sono le più importanti per il semplice motivo che trasportano qualcosa che fa girare il mondo, o no? (si accettano contestazioni)

    Dato che ebbi la fortuna di avere i piani di cantiere 1:50 e molte foto dei particolari sul ponte di coperta, ho scelto la scala 1:100 per poter realizzare una buona percentuale di particolari. Perciò la prima fase fu nel 1982 di ridurre i piani ad 1:100 con un tecnigrafo. Poi seguì la progettazione del modello.

    Per avere un’idea della costruzione potrete visitare il mio sito (vedi profilo) dove si trovano le foto delle fasi di costruzione dello scafo avvenuta in tre tempi dato che il locale a disposizione era abbastanza piccolo.

    Può sembrare una struttura un po’ complicata, ma fu dettata da due esigenze, la prima di avere l’interno completamente libero da sporgenze e rinforzi vari in modo da poterlo rivestire di vetroresina ed avere il massimo spazio possibile per le cisterne di carico, e la seconda per avere uno scafo indeformabile nel tempo ( e così è stato).

    Certamente non è possibile esaurire l’argomento in poche righe ed alla prox entrerò nei dettagli della costruzione e del materiale e sarò lieto di rispondere se vorrete qualche chiarimento.

     

    A presto :s01: :s01:

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    la prima ordinata

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    avanti tutta

  12. A Totiano :s06: :s06:

     

    Hai ragione, ma ho cercato di rispondere alle domande.

    Forse, anzi senz'altro non sono ancora entrato negli ingranaggi del Forum.

    Pensi che possa aprire un topic sulla petroliera, visto che desta un certo interesse?

    Non vorrei sembrare un presuntuoso.

    Mi potresti consigliare?

  13. Ho visto il tuo topic della Calypso, vai come un treno, lavori a cottimo?

    Stai facendo un bel modello, complimenti, hai scelto un buon kit.

    Ho qualche foto di un modello francese di una Calypso molto dettagliata, se sei d'accordo

    te le posso postare nel tuo topic, ci potresti prendere spunto per aggiungere qualche particolare.

     

    A proposito del trasporto della petroliera..............

     

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  14. Buongiorno Vespucci, il modello è scala 1:100 con cm 342x52 e con un peso a vuoto di kg 130.

    Lo tengo in garage e lo trasporto con un Ducato minibus dove al momento tolgo i sedili; la petroliera mi stà giusta giusta

    tra il cruscotto e la porta posteriore. Puoi vedere la foto nel Topic di Anteo sul viaggio a Bordeaux.

     

    Quando naviga ed è in velocità non la posso fermare in poco spazio, si comporta come quelle vere, ha uno spazio

    d'arresto notevole, per questo devono essere gli altri modelli a scansarla e non viceversa. Per poter governare deve

    avere un dislocamento di almeno 200 kg.

     

    Hai fatto la Calipso? Un bel modello interessante, ho visto che in Francia (è ovvio) è un modello molto gettonato.

    Non lo hai ancora varato? Che scala hai adottato?

  15. A Totiano

    Buongiorno, i campionati di modellismo navale navigante, per le riproduzioni, F2 abc, si svolgono in due fasi, l'esame a terra con i soliti criteri per i modelli statici e le prove in acqua (2).

    il percorso è costituito da 6 porte delimitate da due boe distanti tra loro di un metro e posizionate con uno schema a triangolo equilatero di 30 metri: 3 porte ai vertici e tre a metà lato. Un lato del triangolo è parallelo alla pedana.

    Il modello deve entrare nella porta di fronte alla pedana dove parte il cronometro (7 minuti) e poi percorrere due volte ogni porta secondo uno schema obbligatorio ed uscire dalla porta iniziale in retromarcia, dopodichè tornare in banchina per la prova di attracco che consiste nell'arrestarsi per tre secondi in un canale di larghezza variabile secondo la grandezza del modello. La difficoltà maggiore è quella di infilare la porta opposta alla pedana in quanto si trova ad oltre 30 metri di distanza ed è ortogogale rispetto al punto di vista, praticamente si vede solo una boa ed è difficile calcolare la distanza di ingresso.

    Le penalità vengono applicate se tocchi le boe o non passi nella porta o sfori il tempo.

    Queste erano le regole di quando gareggiavo io e forse qualche dettaglio è cambiato, ma il sistema è il medesimo.

    spero di essere stato esauriente, ciao

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