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Quel Fil Di Fumo...


gichiano

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Mi piacerebbe che in questa discussione fossero accolte le più grandi "sbuffate" fotografate o reperite in libri e riviste dagli amici di Betasom in ambito navale.

 

Per adesso incomincio proponendo dei grandi fumatori quali Impavido e Intrepido.

 

x1f6zo.jpg

 

rlcajl.jpg

 

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seydlitzbadlydamaged.jpg

 

Il "mio" SEYDLITZ con l' acqua al trincarino dopo lo Jutland.

 

hmsinvfalklands.jpg

 

L' INVINCIBLE, a tiraggio forzato, dà la caccia a Von SPEE alla vigilia delle Falcklands.

Edited by Alfabravo 59
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Una "storiella navale" a proposito di fumo.

Un giorno una certa nave ammiraglia avvertì un altra della propria divisione che stava facendo molto fumo.

Il segnale fu trasmesso con un (troppo) semplice "Fate fumo!"

:s03: "Lo stiamo già facendo!" :s03: fu la (stupita) risposta!

 

1126668jpgprut.jpg

 

Incr. Russo PRUT.

Edited by Alfabravo 59
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:s55: Buongiorno a Tutti!

 

:s03: Questo "Sovremenny" li batte tutti! :s03:

 

sovremenny.jpg

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A proposito di fumo, sui piani del Bartolomeo Colleoni ho scoperto un dettaglio curioso: gli specchietti per i fumi; questa è la vista laterale di una caldaia

 

caldaiacolleoni.jpg

 

Contrassegnati dal numero 27 sono due oggetti sui lati della parte superiore della cassa: da un lato si distingue una lampadina, dall'altro lo specchietto vero e proprio; due fori (protetti probabilmente da vetri) liberavano la linea di visuale fra la lampadina e lo specchietto. Questo sistema permetteva ai fuochisti di avere un'idea della quantità di fumo prodotta dalla combustione, guardando se la luce della lampadina era oscurata o meno.

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Per me, una delle più belle di sempre.

 

 

battleshipparis.png

 

 

per risparmiare va a olio di balena o a carbone?

 

 

Compagnia di FUMATORI :s03:

2rm4l8x.jpg

 

 

Ecco, appunto...scusate :s19: Ma già che ci sono ne approfitto e chiedo lumi....Quelle fumate, molto coreografiche, volendo (e in certi casi), da che dipendono? Sono volute (mi pare di ricordare qualcosa del genere, ma bianche , non nere, come forma di saluto accompagnato dalla sirena) o sono problemi, o che altro?

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Ecco, appunto...scusate :s19: Ma già che ci sono ne approfitto e chiedo lumi....Quelle fumate, molto coreografiche, volendo (e in certi casi), da che dipendono? Sono volute (mi pare di ricordare qualcosa del genere, ma bianche , non nere, come forma di saluto accompagnato dalla sirena) o sono problemi, o che altro?

 

Per le navi a carbone, la fumata è congenita: è il carbone stesso che crea tali quantità di fumo, e ci sarebbe da stupirsi a vedere una nave pre-1920 senza tali pennacchi.

Per le navi con caldaie a nafta invece la fumata è dovuta a problemi nella combustione, e sopravviene nei momenti in cui il rapporto fra combustibile ed aria immessi nella caldaia è sbilanciato. Difatti la fumata era quasi inevitabile nei momenti in cui venivano ordinati bruschi aumenti di potenza ed all'accensione.

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Per le navi a carbone, la fumata è congenita: è il carbone stesso che crea tali quantità di fumo, e ci sarebbe da stupirsi a vedere una nave pre-1920 senza tali pennacchi.

 

E fin qua ci siamo: a suo tempo, ho letto, riletto e poi riletto e inconsapevolmente memorizzato Gian Burrasca e quindi il suo viaggio in treno....

 

 

Per le navi con caldaie a nafta invece la fumata è dovuta a problemi nella combustione, e sopravviene nei momenti in cui il rapporto fra combustibile ed aria immessi nella caldaia è sbilanciato. Difatti la fumata era quasi inevitabile nei momenti in cui venivano ordinati bruschi aumenti di potenza ed all'accensione.

Quindi la maggior parte di quelle che vediamo sono in situazione ,diciamo per abbreviare, problematica....benché esteticamente immaginifica.

Ma la faccenda della fumata bianca di saluto, è una mia personale allucinazione, od esiste? ( a parte Santa Sede....)

Edited by malaparte
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Ecco, appunto...scusate :s19: Ma già che ci sono ne approfitto e chiedo lumi....Quelle fumate, molto coreografiche, volendo (e in certi casi), da che dipendono? Sono volute (mi pare di ricordare qualcosa del genere, ma bianche , non nere, come forma di saluto accompagnato dalla sirena) o sono problemi, o che altro?

 

Per le navi a carbone, la fumata è congenita: è il carbone stesso che crea tali quantità di fumo, e ci sarebbe da stupirsi a vedere una nave pre-1920 senza tali pennacchi.

Per le navi con caldaie a nafta invece la fumata è dovuta a problemi nella combustione, e sopravviene nei momenti in cui il rapporto fra combustibile ed aria immessi nella caldaia è sbilanciato. Difatti la fumata era quasi inevitabile nei momenti in cui venivano ordinati bruschi aumenti di potenza ed all'accensione.

 

Mi permetto di implementare quanto riportato da Secondo Marchetti in materia di caldaie a nafta, fermo restando che è corretto il fatto che bruschi aumenti di potenza o l'accensione portano all'emissione di fumo da parte di una caldaia.

- Il fumo risulta nero o scuro in presenza di troppa nafta polverizzata, ed occorre quindi ridurre la quantità di combustibile manovrando opportunamente le pompe e i polverizzatori.

- Il fumo risulta bianco quando viene pompata troppa aria in caldaia: oltre a sottoporre a stress le strutture interne, troppa aria e poca nafta riducono di conseguenza la pressione del vapore, con un'ovvia riduzione nella potenza successivamente erogata dalle turbine.

 

Tuttavia, soprattutto durante le due guerre mondiali, in assenza di apposite apparecchiature fumogene (o in implementazione a queste), da apposite tubolature correnti verticalmente alle facce anteriori o posteriori dei fumaioli veniva fatta uscire aria combusta ricca di ossigeno, in modo da poter stendere una cortina fumogena densa e bianca.

 

In condizioni operative ottimali, quando viene raggiunto un ottimale bilanciamento tra l'aria immessa in caldaia dalle turbopompe e la nafta polverizzata dai polverizzatori, dal fumaiolo deve uscire un fumo trasparente o quasi. :s02:

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Io conosco vari e complicati lavorii di bandiere, di fischietti e di cannonate, non mi risultano saluti a base di cromatici giochi di fumo.

A meno di non voler considerare navali le fumate del Vaticano, che nel suo campo non si può negare sia una ragguardevole corazzata.

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Sul fare fumo e sul perche’ del fumo.

 

Negli apparati motori termici l’ “effetto fumo” si genera nelle variazioni di regime, in particolare negli apparati motori a vapore (caldaie, sia carbone che a nafta) si verificava nelle variazioni di andatura e quindi nei continui cambi sulle motrici, tipico quelle in fase di manovra, soprattutto se prolugata.

Si verificava anche quando non si cambiavano tempestivamente i bruciatori che – con la nafta densa – si sporcavano e si otturavano, con l’ effetto che il combustibile “pisciasse” in caldaia invece di essere nebulizzato.

Per il controllo della combustione lo strumento, per nulla straordinario come citato in precedenti interventi, era un sistema di specchi sullo scarico di ciascuna caldaia che si controllava con una sorta di periscopio da parte del personale di guardia sul fronte caldaia; Solo sulle ultimissime navi, dove lo strumento comunque si mantenne, si cerco’ (vista l’ introduzione del controllo a distanza degli apparati per ovvi motivi di assetto NBC) di introdurre fotocellule per la “lettura” della trasparenza dei gas di scarico

La regolazione dell’ attivita’ di combustione, soprattutto con i “bruciatori con spinta a vapore” delle ultimissime navi (Ardito ed Audace ) e l’ utilizzo (nelle ultime fasi) di combustibili “leggeri” ridusse l’ effetto fumo

 

Altra fumata tipica nera, derivava dalla soffiatura delle caldaie: a periodi fissi, teoricamente ogni quattr’ ore di attività continua si soffiavano (con getti di vapore) le superfici delle caldaie, ed in particolare degli economizzatori, per eliminare i depositi di fuliggine, che diminuivano notevolmente anche il rendimento delle caldaie.

Teoricamente (perché generavano molti inconvenienti e sporco, con rimbrotti del comandante in seconda) si sarebbero dovute soffiare le caldaie prima di ogni spegnimento

La soffiatura delle caldaie, esigenza assoluta (e responsabilità del GN, Genio Navale, con il DM, Direttore di macchina) era spesso fonte di attrito con lo SM, con chi era in comando in plancia.

Normalmente, se si poteva e si aveva buona intesa, alla richiesta della macchina, alle ore prefissate (a meno di non essere impegnati in operazioni), si sarebbe dovuto mettere la nave con prora al vento in modo che le consistenti quantita’ di fuliggine (grumi pesanti ed untuosi) non si depositassero in coperta (con conseguenti isterismi da posto di lavaggio).

 

Altro motivo di fumo nero, e non solo per le navi a vapore, era (ma seppur ridotto ancora e') il pericolosissimo incendio al fumaiolo, tipica emergenza soprattutto delle corvette tipo Ape o Gabbiano (con motori a due tempi e perdita di olio).

L’ accumulo di depositi nei condotti di scarico, soprattutto alle basse andature ( nel caso di caldaie una riduzione di soffiate per il quieto vivere quotidiano con il comandante in seconda) portava inevitabilmente, soprattutto quando si passava ad andature sostenute, all’ autoaccensione dei depositi all’ interno di tali condotte, incendi che dovevano essere immediati controllati, mantenendo andature sostenute in maniera che l’ incendio non “scendesse” verso le “macchine” (motori diesel, TAG o caldaie) mettendo la prua al vento, ed attivando le squadre antincendio affinché nebulizzassero acqua sull’ esterno delle condotte( ed all’ interno della camicia rappresentata dai fumaioli.

Emergenze che spesso duravano ore (bisognava che l’ incendio si smorzasse spontaneamente) e, comportanto anche il rischio di esplosioni delle condotte, o fuoriuscita di rottami incandescenti, sottomettevano a stress l’ equipaggio ( e soprattutto le squadre anticendio e la gente di macchina che doveva operare con maschere antigas e - quando c' erano - autorespiratori): emergenze che pero’ si affrontavano con grande preveggenza da parte dei ‘vecchi” di bordo, che riuscivano a carpirne i segni premonitori, a cominciare da un tipico acre odore di bruciato.

 

Molti aneddoti di bordo, riguardo alle soffiature ed agli incendi al fumaiolo: uno in particolare che riguarda il Garibaldi incr Giuseppe, durante una uscita con un Presidente della repubblica, e sara’ oggetto di un prossimo topics.

Certamente vigeva una regola aurea, ed una speranza: che l’ incendio – come per fortuna quasi sempre avveniva – si verificasse in navigazione, ed intervenisse solo personale di bordo: le poche volte che su qualche unita’ si verifico’ in banchina, e peggio in porti mercantili, con l’ intervento (pericolosissimo) dei vigili del fuoco, fu un disastro, con scene da tragicommedia.

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Il "Veneto" in svaporazione...almeno credo!

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Una foto dell'incrociatore Monteccuccoli ripreso nel 1949 mentre naviga con le sole caldaie di poppa. Da notare come imbarchi ancora il radar di scoperta aerea inglese L.W.S. sull'alberetto del torrione.

709wg8.jpg

Non so se monti a prua il paramine per una semplice esercitazione oppure perchè vi fosse ancora pericolo di incontrarne in quelle acque.

Edited by gichiano
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Visto l'elevata valenza fotografica e documentale di questo topic, provvedo a spostarlo tra le "Discussioni in evidenza". :s02:

Edited by Alagi
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Due diversi tipi di fumo fuoriescono da quest'altra immagine del Garibaldi a Taranto.

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Questa foto permette di fare un pò di "Fumaiologia navale applicata" :s03: : qualcuno è in grado di spiegarmi i "diversi tipi di fumo" ed alcuni particolari visibili della cappa in primo piano?

:s20: Come sempre, COMPLIMENTI e GRAZIE, GICHIANO! :s20:

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Questa foto permette di fare un pò di "Fumaiologia navale applicata" :s03: : qualcuno è in grado di spiegarmi i "diversi tipi di fumo" ed alcuni particolari visibili della cappa in primo piano?

Il leggero fumo grigio del secondo fumaiolo dovrebbe provenire dagli scarichi della cucina.

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Il Taranto dopo il riammodernamento del 1937.

szaavo.jpg

 

Il cacciatorpediniere Alpino in guerra in un dipinto del pittore Barghigiani.

2nqups7.jpg

 

Camicia Nera in una colorazione digitale di un vecchio numero di Storia Militare.

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