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Che Fine Ha Fatto Il Vittorio Veneto ?


svalbard

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Si incagliò il 22 Aprile 1997 durante l'operazione Alba in Albania; è rimasta poi in servizio fino alla radiazione avvenuta nel 2003.

 

Ora credo che sia in qualche banchina di Taranto nella speranza (ohimè temo sempre più vana), di essere bonificata dall'amianto e traformata in nave museo

fonte: http://it.wikipedia....io_Veneto_(550)

Edited by peguy
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Faccio parte dell'Associazione che si prefigge di sistemare il Veneto a nave museo.

Dopo un primo momento con delle speranze in particolare della Regione Puglia e comune di Taranto, il progetto è rimasto in stallo per anni.

Ultimamente però si stanno delineando delle future e nuove prospettive di musealizzazione della nave.

Per scaramanzia aspettiamo a cantare vittoria e dare specifiche.

Attualmente l'unità è ormeggiata nel Mar Piccolo a Taranto.

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Curiosando sulla storia del Vittorio Veneto, ho trovato questo articolo: http://www.marescienza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=206:tra-le-navi-da-affondare-anche-la-vittorio-veneto&catid=6:politica-del-mare&Itemid=7

 

Si parla del suo affondamento deliberato, insieme ad altre 18 unità, per "[...]ripopolamento della fauna marina e meta di attrazione per il turismo subacqueo.[...]": è una proposta fondata?!

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Era stata una delle ipotesi per salvare questa unità dal diventare strumento di cura per l'uomo che non porta la barba. Ma scartata dal notevole costo di bonifica per diventare una zona di ripopolamento ittico e faunistico, nonchè un punto di immersione per diving della zona.

A tal proposito fantasticamente un mio amico, Pasquale Semeraro, appassionato sub, anni fa scrisse un libro che si può scaricare liberamente:

 

http://www.fanaticwrecker.eu/files/Wrecker.pdf

 

In cui, con una buone dose di giallo e notevoli nozioni tecniche, racconta dell'affondamento del Veneto proprio come ipotizzato in questo topic, avvincendo il lettore dall'inizio alla fine.

vi consiglio di leggerlo!

 

Per quanto riguarda invece l'affondamento controllato di unità ex MM, anche il Parco delle Cinqueterre ne avrebbe fatto richiesta per farla adagiare di fronte alla costa ligure.

Si parla del Carabiniere e qualche altra unità minore. Ma per il momento tutto rimane a livello di ipotesi.

 

Anni fa, anche il comune di Portovenere fece un progetto che prevedeva l'inabissamento dell'ex Caio Duilio, ma poi nulla si mosse in particolare per il notevole costo di bonifica e il povero ex incrociatore ha svolto il suo ultimo incarico radendo migliaia di persone...

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su Discovey Channel e sul canale Focus (56 DTV) spesso mandano le immagini dell'affondamento della Oriskany (spero di aver scritto giusto) che fu inabissata volontariamente aprendo con esplosivo fori nello scafo e su specifiche valvole in comunicazione col mare, la nave fu bonificata per 4 anni mi pare, con fondi pubblici e privati, ora è un reef artificiale ed è meta di migliaia di sub, anche perchè rimane a meno di 40m di profondità. Se lo fanno in Italia la affondano con tutto quello che c'è sopra...io mi auguro per noi e per il mare di no e che la bonifichino prima!!certo tenerla come nave museo ormeggiata sarebbe ancora più bello!

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Sarebbe bellissimo, certo molti decisori nel tempo hanno fatto rovinare anche i Caravaggio, quello che manca è la sensibilità, ma io spero, perchè sarebbe una eccezionale attrazione turistica e al sottoscritto riderebbe il cuore rivisitarla anche se oramai "in casa di riposo" ma con tutti gli artigli al proprio posto come una volta. Fatemi sapere se bisognerà fare una petizione o dell'altro, sarò trà i primi a firmarla

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Ok, grazie per le info circa lo stato attuale e i progetti per l'unità. Chiedo tuttavia: l'eventuale trasformazione in nave museo trova fondamento in particolari caratteristiche tecniche che ignoro? Perché dal punto di vista della "storia" non ricordo eventi o missioni, sia pure non belliche, tali da giustificare la conservazione dell'ex ammiraglia; anzi, le circostanze che determinarono la radiazione non furono particolarmente...gloriose. E a questo riguardo pongo nuovamente la domanda: l'incidente è stato oggetto di una inchiesta, e se si, quale ne è stato l'esito ?

Ben vero che è stato musealizzato il Toti, ma in questo caso c'è una ragione, trattandosi, per quel che so, della prima unità della prima classe di smg. costruiti dopo la guerra, e dunque di un simbolo della ricostruzione della Marina. Così come sarà giusto musealizzare il Vespucci, se e quando verrà radiato, nave che rappresenta la continuità della storia della Marina dall'anteguerra ad oggi e che comunque merita la conservazione per le caratteristiche costruttive e la ineguagliabile bellezza (e pensare che il gemello Cristoforo Colombo fu ceduto ai russi a parziale indennizzo dei danni di guerra...; tra l'altro, esiste ancora il Colombo?

svalbard

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Come dici tu, il Colombo fu disgraziatamente ceduto alla Russia quale preda di risarcimento di guerra. Fu ingloriosamente trasformato in nave carboniera e venne distrutta da un incendio dalle dubbie cause. Inutile dire quanto sia stato ignobile il suo destino.

 

Riguardo il Vittorio Veneto, da quello che apprendo leggendo in Internet il Comandante si assunse la responsabilità, si può supporre che la cosa finì lì.

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Ok, grazie per le info circa lo stato attuale e i progetti per l'unità. Chiedo tuttavia: l'eventuale trasformazione in nave museo trova fondamento in particolari caratteristiche tecniche che ignoro? Perché dal punto di vista della "storia" non ricordo eventi o missioni, sia pure non belliche, tali da giustificare la conservazione dell'ex ammiraglia; anzi, le circostanze che determinarono la radiazione non furono particolarmente...gloriose. E a questo riguardo pongo nuovamente la domanda: l'incidente è stato oggetto di una inchiesta, e se si, quale ne è stato l'esito ?

Ben vero che è stato musealizzato il Toti, ma in questo caso c'è una ragione, trattandosi, per quel che so, della prima unità della prima classe di smg. costruiti dopo la guerra, e dunque di un simbolo della ricostruzione della Marina. Così come sarà giusto musealizzare il Vespucci, se e quando verrà radiato, nave che rappresenta la continuità della storia della Marina dall'anteguerra ad oggi e che comunque merita la conservazione per le caratteristiche costruttive e la ineguagliabile bellezza (e pensare che il gemello Cristoforo Colombo fu ceduto ai russi a parziale indennizzo dei danni di guerra...; tra l'altro, esiste ancora il Colombo?

svalbard

Come ti hanno già accennato i nostri cari amici, il Colombo fu una delle Unità che vennero cedute alla Russia per i danni subiti. Il Colombo assunse il nome di DUNAY (credo si scriva così). Credo che meriti leggerne la storia. Il link ti porta al sito della nostra carissima amica "Ammiraglia" che gli dedica una bella ed interessante pagina. Credo comunque che lo stesso interesse sia stato rivolto, in passato anche da BETASOM (cerca bene!).

Per il Vittorio Veneto... che dire, una intera città (Taranto) lo ha sempre coccolato, curato e ammirato... come dici tu, non ha mai avuto una storia particolare, quindi perchè musealizzarlo? Beh! forse, per la sua mole, potrebbe essere utilizzata non solo come museo di se stesso, ma anche come museo della Marineria Tarantina che da quelle parti mi sembra di ricordare che manchi.

 

http://www.ammiraglia88.it/NAVI_SVELATE/COLOMBO/colombo.html

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Beh, il Vittorio ha rappresentato per anni l'orgoglio della nostra marina e del nsotro paese, anch'essa simbolo della rinascita del nostro paese, (e oggi abbiamo proprio tatno bisogno di questi simboli).

Certo non abbiamo partecipato, per fortuna, a nessuna guerra guerreggiata, ma durante il suo servizio, ricoridamoci che c'è stata una guerra fredda combattuta anche nel mediterraneo, nonchè parecchie situazioni di guerra che comunque videro coinvolta in qualche modo anche la marina (es Libano, Somalia etc.)

Tra l'altro non dimentichiamo anche quando fu mandata nel '79 insieme al Doria e allo Stromboli a salvare i profughi vientamiti che tutti resingevano, atto umanitario che salvò la vita di centinaia di persone e diede prestigio al nostro paese.

Quindi: lunga vita al Veneto!

Edited by peguy
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Tenete presente che più una nave museo è grande, più alti sono i costi per il suo mantenimento. Immaginate solo quanta corrente elettrica e quanta pittura può ingurgitare ogni mese una nave come il Veneto e tenete anche presente il costo del carenaggio, alcune associazioni che gestiscono navi-museo negli Stati Uniti, pur col supporto degli aderenti e gli introiti dei biglietti, non possono permetterselo. In più, le spese di musealizzazione: per essere interessante per l'uomo qualunque la nave non deve solo essere sicura (senza amianto, con percorsi di visita sicuri, a prova di bambino e d'imbecille), deve anche avere delle attrattive più ludiche, come hanno fatto per il Sauro a Genova.

Non dico che non valga la pena provare, al peggio si prolungherà la vita del Veneto fino ad esaurimento dei fondi dell'associazione che lo gestirà e questo già varrebbe la fatica; sono però perplesso sulla sostenibilità a lungo termine dell'iniziativa.

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Sono d'accordo con Secondo Marchetti.

Premesso che i costi sarebbero esagerati (e per questo motivo negli USA stanno per chiudere anche "navi museo" molto più piccole, a livello di motosiluranti e cacciasommergibili...), il Veneto in sé e per sé sarebbe una "scatola vuota" da riempire con installazioni multimediali, esposizioni ecc., con costi analoghi se non superiori a quelli della manutenzione e dell'imprescindibile "messa a noma".

 

Bisogna guardare in faccia la realtà: a mio avviso, la trasformazione del Veneto in nave museo è assolutamente irrealizzabile, e investire denaro nell'avvio delle procedure di una velleitaria musealizzazione sarebbe come gettarlo dalla finestra.

Inoltre, con questi chiari di luna, né il Ministero della Difesa né tantomeno la Marina dispongono dei fondi per la sua musealizzazione (che, si badi bene, oltre ai "costi fissi" iniziali comporterebbe quelli ripetuti annualmente: dalla manutenzione, alle assicurazioni, al personale ecc.).

Purtroppo, inoltre, la location di Taranto non aiuta: la città ha ben altri problemi, a partire dall'ILVA, e le scarse risorse locali vanno quindi giustamente indirizzate in altre direzioni.

 

Inoltre, ed è un personalissimo parere, a mio avviso il Veneto non ha quel valore storico-tecnico che avevano altre unità: forse anche all'epoca della radiazione del vecchio incrociatore lanciamissili Garibaldi non sussistevano i presupposti per una sua conservazione museale ma - trattandosi di un'unità che aveva fatto la guerra per poi diventare, dopo la trasformazione, il primo incrociatore lanciamissili a livello europeo - avrebbe rappresentato una scelta ben più valida in questo senso.

Si è pure persa (ma, analogamente, la situazione politica dell'epoca forse non lo permetteva) la possibilità di trasformare in nave-museo una delle vecchie corvette classe "Gabbiano", anch'esse veterane del secondo conflitto mondiale e trait d'union tra la Regia Marina e la rinnovata Marina Militare del secondo dopoguerra.

 

A mio avviso, una soluzione che riunirebbe insieme il rapporto costo/efficacia/fattibilità con la grande tradizione italiana nel campo delle veloci unità siluranti, sarebbe quella di musealizzare uno degli aliscafi tipo "Sparviero" che giacciono da anni a Brindisi, veri e propri eredi dei Mas e delle motosiluranti italiani delle due guerre mondiali. Mas e motosiluranti che - non dimentichiamolo - con l'affondamento del Sentz Istvan nel 1918 e del Manchester nel 1942 conseguirono i migliori risultati assoluti a livello mondiale, trattandosi delle due più grandi navi colate a picco, in entrambi i conflitti, da unità di questa tipologia.

Edited by Alagi
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Pur drammaticamente realistico in quello che dicono i com.ti Alagi e Secondo Marcetti, voglio spezzare non una lancia, che sarebbe troppa cosa, ma almeno una piccola freccia nei confronti del Veneto.

 

Sicuramente i costi di musealizzazione saranno alti, propro per lo smaltimento dei materiali considerati nocivi (vedi amianto e questa nave come le altre della sua epoca abbonda), nonchè di misure di sicurezza per ottemperare alla legge n.626 in materia di anti-infortunistica. Per la pitturazione, diciamo che si potrebbe ovviare allungando i tempi di manutenzione. Il Sauro per esempio credo che abbia intervalli di pitturazione di 10 anni). Eventualmente sopporteremo un unità navale sempre più grigio chiara!

 

Ma superati questi non piccoli problemi, va tenuto conto che la nave, con le nuove prospettive si muoverà da Taranto per approdare ad altra città più performante logisticamente e raggiungibile dal un utenza maggiore, ma che per ora permettetemi di tacere causa scaramanzia.

Inoltre per mantenere alto il livello di interesse e di conseguenza fruibilità della nave una volta musealizzata, al suo interno (specie nel copioso hangar) saranno allestite mostre temporanee di varia natura.

E' pur vero che il povero Veneto non ha il fascino e carico storico bellico di più blasonate unità della nostra MM, ma al momento questo abbiamo...ci siamo fatti affettare il Garibaldi, il Duca degli Abruzzi, San Marco , San Giorgio ecc. Comunque è pur sempre una importante ex unità navale, che magari il grosso pubblico non ha mai avuto modo di vedere da vicino, figuriamoci salirci a bordo!

 

Per quanto riguarda l'ipotesi di musealizzare altre unità navali, specialmente piccole, tipo come fa presente Alagi gli aliscafi classe Nibbio, diciamo c'è chi ci ha già pensato, ma il momento non è dei migliori. Speriamo che la situazioni cambi prima che madre natura (ruggine) faccia il suo corso.

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Mi sembra ottima - e forse realizzabile a costi ragionevoli, l'idea di musealizzare lo Sparviero (potrebbe trovare spazio anche al Museo della Scienza di Milano accanto al Toti), in considerazione della originalità, delle soluzioni tecniche e perché no della rarità di quel genere di unità (a quanto ne so, esistono aliscafi U.S., peraltro di ben maggior tonnellaggio e con sistemi d'arma ben più,,,pungenti). Quanto al Veneto, concordo sulla sostanziale irrealizzabilità del progetto in ragione dei costi, del tutto incompatibili con gli attuali chiari di luna del Paese e della Marina.

Poiché comunque apprendo che il Veneto è a Taranto e gli aliscafi a Brindisi, chiedo se qualcuno dispone di documentazione fotografica recente, successiva cioè alla messa a riposo, da poter postare e downloadare

Infine, per quel che attiene all'incidente del Veneto, è ben singolare che sia finito sotto processo il Comandante di una corvetta (non ne ricordo il nome) "colpevole"... di una collisione con una carretta del mare mentre tentava di abbordarla per trasbordare i migranti, e nulla sia accaduto per l'arenamento della ex ammiraglia, evento che ha causato, verosimilmente per negligenza, un danno enorme in termini di denaro e di indebolimento della flotta. Mah, in questo sventurato Paese può accadere anche questo.

svalbard

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Dimenticavo: a proposito di visita delle nostre navi, ho tentato per due volte di visitare il Cavour a Civitavecchia, ma ho dovuto desistere per quelle mche a mio avviso sono precauzioni a dir poco eccessive. In sintesi, non è possibile recarsi a piedi sottobordo, ed è invece obbligatorio utilizzare un servizio di bus navetta alla cui stazione di partenza si forma una coda di centinaia di persone, il che, in estate, equivale ad una attesa di circa un'ora sotto il sole... Francamente, non credo che eventuali terroristi possano avere come obiettivo il Cavour, e comunque, se così fosse, il trasferimento in bus non eliminerebbe il rischio, atteso che nelle due occasioni di cui sopra ho notato che non venivano richiesti documenti, né tanto meno effettuate perquisizioni. Per contro, ben più agevole è stata la visita del Vespucci, con una breve attesa sottobordo sino al formarsi di un gruppo di una ventina di persone.

svalbard

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Vedi Svabard per quanto riguarda il sapere o meno se un Comandante sia stato messo sotto inchiesta per l'arenamento del Veneto, avvenuto per un improvviso ed imprevedibile colpo di vento e non per sbadataggine, esiste una terminologia che si chiama "classificato" per quanto riguarda argomenti di puro carattere militare.

Quindi non possiamo e non dobbiamo sapere di queste argomenti.

 

Per quanto riguarda l'esempio a cui fai riferimento e che riguarda l'inabissamento di una vedetta albanese carica di clandestini che volevano raggiungere le nostre coste, è un argomentazione spinosa, ma che purtroppo in quel frangente ci furono 81 vittime. La nostra nave era la corvetta Sibilla che in quel 28 marzo 1997 stava eseguendo disposizioni del nostro Governo in merito alla limitazione di arrivi di nuovi immigrati. Purtroppo il fato volle che si fosse questa disgrazia, per questo il Comandante fu portato in causa e reso pubblico il suo operato.

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Mah, in questo sventurato Paese può accadere anche questo.

svalbard

 

 

in questo "sventurato Paese" le Forze armate sono obbligate ad aprire una indagine per ogni incidente (e lo fanno), anche di proprozioni ben piu modeste. se vuoi un dato di fatto, l'allora comandante non è diventato ammiraglio (cosa scontata quando si comandava il Veneto). sono sicuro che questi dati ti saranno sufficienti.

 

Parliamo di musealizzazioni. al momento il Veneto è l'unica unità preservata per la musealizzazione con propulsione a vapore (Ardito ecc non sono piu valutabili) e già questo ne fa un buon motivo di musealizzazione visto è ormai estinta. E' stato il primo incrociatore portaelicotteri (seriamente portaelicotteri) italiano. Doria e Duilio erano ottimi ma avevano meno elicotteri. Se ben ricordo era citato ad esempio da Marine estere molto blasonate, a cominciare dagli USA.

E' però vero che i costi saranno elevati e non è certo il caso che la musealizzazione sia statale, penso che sarà privata e quindi anche motivata a fare guadagni.

 

Sicuramente piu fattibile per gli aliscafi e, in effetti, uno è stato preservato per la musealizzazione e, soldi permettendo, sara presto trasferito nella sua ultima sede. A proposito di questi, gli aliscafi USA sono presto andati in disarmo e non erano molto piu pungenti di uno Sparviero che ha avuto omologhi giapponesi (si, ho detto giapponesi). Ho in mente il Flagstaff (1×40mm - 1×81mm - 2×13 mm), il Tucumcari (1x40mm,4x13mm, 1x 81 mm) e i Pegasus (2 lanciatori quadrupli x Harpoon e 1 x 76 mm ma a fronte di 5 volte il dislocamento degli Sparviero). Peraltro gli Sparviero operavano in coppia con tutti i vantaggi in piu rispetto al singolo.

 

Se cerchi su betasom troverai le foto che cerchi e spero che, impiegandole in altri siti ti ricorderai di citare la fonte

 

MI dispiace per la tua visita al Cavour, anche se mi fa piacere ci fosse tanta gente (però non ricordo lamentele da queli di betasom che ci sono stati)Non conosco la logistica di Civitavecchia, ma se c'era un pulmann un motivo ci sarà ben stato e, probabilmente, indipendente dal Cavour e invece connesso alla port security. Ma è una parere personale e come tale non lo do per certo e assodato a priori.

Edited by Totiano
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Tormentone museale e dell’ amianto

 

Nel mese di ottobre ho avuto modo di vedere, con tristezza, il Veneto abbandonato al suo ormeggio in Arsenale; già allora avevo riflettuto sulle purtroppo fantasiose ipotesi museale, soprattutto quando i progetti sul tappeto in effetti enucleano la nave dal suo aspetto navale e la proiettano verso un ibrido, tra attrazione turistica e centro multi servizi.

 

Una nave ha una dignità e deve avere un significato la sua conservazione: come parte interessata, per la mia formazione, non posso che essere indignato per la mancata conservazione di una corvetta classe Gabbiano, per quello che hanno rappresentato per intere generazioni, come raccordo tra la Marina della guerra e la Marina moderna. Ben venga la conservazione di un aliscafo, sia per quanto rappresenta in termini di tecnica nazionale sia per la relativa semplicità della sua conservazione e collocazione.

 

Ben diverso è il discorso su quanto debba rappresentare una nave e la sua musealizzazione: se ci fossero fondi e ci fosse una prospettiva, la nave da conservare , per quanto essa abbia rappresentato in campo tecnologico la scelta dovrebbe cadere sull’ Ardito, la più sofisticata soluzione come sistema degli apparati motore a vapore, molto ma molto più avanzata del Veneto (esperienza diretta su ambedue le unità), e forse l’ unità che più ha proiettato internazionalmente la Marina.

 

Il tema di fondo è però, oltre quello delle risorse, il tormentone della bonifica: la Marina è stata vittima e continua ad essere vittima delle interpretazioni giudiziarie sul tema: è stata privata anzitempo di unità ancora valide ed oggi non si riesce a dipanare il bandolo del destino finale.

 

L’ amianto, certamente pericoloso, lo è nella lavorazione (polveri associate) ma nelle unità da musealizzare sarebbe totalmente incapsulato e la nocività minima, per non dire assente: bonificare una nave per musealizzarla, oltre al costo assurdo, ne snaturerebbe aspetto e condizioni. Prova ne è l’ esperienza altrui: come molti dei colleghi cerco ogni occasione per vistare unità conservate all’ estero; nessuna delle unità conservate negli Stati Uniti od Inghilterra od in Canada è stata bonificata (dalle portarei alle unità da sbarco) e mai magistratura locale è intervenuta per proibirne le viste o gli eventi che vi si celebrano). Non si può dire che neppure che ci troviamo nel terzo mondo e non si abbia cura della salute ed attenzione alla prevenzione, con le migliaia di scolaresche che visitano tali cimeli.

 

La stessa considerazione vale per il destino finale: non chiudiamo gli occhi di fronte alla del tutto ipotetica “bonifica” in fase di demolizione o preparazione alla stessa, una speculazione che tra l’ altro riguarda una delle fasi più dannose per la diffusione delle polveri di amianto ; consideriamo inoltre che uno dei sistemi per trattare ed inertizzare l’ amianto è proprio quello del trattamento in “umido”, per cui la logica conclusione è quello dell’ affondamento “pilotato” delle unità radiate, sia come reef artificiale sia come paradiso di sub e relittari (che comunque si immergono costantemente su navi certamente non bonificate …). Come marinaio preferirei ricordare la mia nave nel suo elemento, e sapere dov’ è, sapere che magari un giorno anche noi la raggiungeremo … piuttosto che vederla arrugginire al molo ed in rada, gemendo sui corpi morti, o ricordarne qualcuna mentre mi faccio la barba (anche se le lamette non sono più di moda) ….

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... le circostanze che determinarono la radiazione non furono particolarmente...gloriose. E a questo riguardo pongo nuovamente la domanda: l'incidente è stato oggetto di una inchiesta, e se si, quale ne è stato l'esito ?

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Il VITTORIO VENETO venne radiato "per raggiunti (e superati! :laugh: ) limiti d' età" e non in seguito all' insabbiamento davanti a Valona: anzi, dopo il disincaglio, se ne andò verso TAranto con tutta la potenza delle proprie macchine!

Edited by Alfabravo 59
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... è ben singolare che sia finito sotto processo il Comandante di una corvetta (non ne ricordo il nome) "colpevole"... di una collisione con una carretta del mare mentre tentava di abbordarla per trasbordare i migranti...

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Il C. F. Fabrizio LAUDADIO non stava abbordando la nave Albanese, ma, in OTTEMPERANZA al blocco navale decretato dal ns Governo di concerto con quello Albanese, cercava d' impedirne la rotta verso l' Italia.

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Tormentone museale e dell’ amianto

 

L’ amianto, certamente pericoloso, lo è nella lavorazione (polveri associate) ma nelle unità da musealizzare sarebbe totalmente incapsulato e la nocività minima, per non dire assente: bonificare una nave per musealizzarla, oltre al costo assurdo, ne snaturerebbe aspetto e condizioni. Prova ne è l’ esperienza altrui: come molti dei colleghi cerco ogni occasione per vistare unità conservate all’ estero; nessuna delle unità conservate negli Stati Uniti od Inghilterra od in Canada è stata bonificata (dalle portarei alle unità da sbarco) e mai magistratura locale è intervenuta per proibirne le viste o gli eventi che vi si celebrano). Non si può dire che neppure che ci troviamo nel terzo mondo e non si abbia cura della salute ed attenzione alla prevenzione, con le migliaia di scolaresche che visitano tali cimeli.

 

La stessa considerazione vale per il destino finale: non chiudiamo gli occhi di fronte alla del tutto ipotetica “bonifica” in fase di demolizione o preparazione alla stessa, una speculazione che tra l’ altro riguarda una delle fasi più dannose per la diffusione delle polveri di amianto ;

 

Ricordiamo il calvario per la rottamazione del Clemenceau?

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Sorry !! è partita la risposta prima di completarla

Le vicende della demolizione (non rottamazione) della Clemenceau sono ben note e devono far riflettere sul destino finale, il cui minimo rischio è l' affondamento guidato o pilotato. La bonifica non riguarda o non dovrebbe riguardare più l' amianto (per l' effetto in acqua, trttandosi poi di un materiale,minerale, non solubile ) ma liquami e combustibili.

Quella della demolizione (dove e come ?) è una non soluzione, una dilazione ipocrita nell' attuale situazione normativa, che non dovrebbe essere interpretata per l' affondamento

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Il VITTORIO VENETO venne radiato "per raggiunti (e superati! :laugh: ) limiti d' età" e non in seguito all' insabbiamento davanti a Valona: anzi, dopo il disincaglio, se ne andò verso TAranto con tutta la potenza delle proprie macchine!

 

Confermo. Dopo l'incidente di Valona il successivo Comandante che, fra l'altro non fu neanche l'ultimo, fu un certo Giuseppe DE GIORGI......

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Confermo. Dopo l'incidente di Valona il successivo Comandante che, fra l'altro non fu neanche l'ultimo, fu un certo Giuseppe DE GIORGI......

 

E non voglio dire altro... :laugh: :laugh: :laugh:

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OK. Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti nella discussione per gli utili chiarimenti e le notizie fornite.

Sulla questione dell'amianto non mi esprimo, non avendo sufficienti cognizioni tecniche; mi limito a osservare che le nostre FFSS (oggi Trenitalia) hanno ceduto alla ferrovie della ex Jugoslavia tonnellate di carrozze amiantate, e non risulta che in quei Paesi si sia verificata un'epidemia di morti per amianto (a quanto si disse e scrisse il pericolo sussisteva solamente in caso di incidente con sventramento delle lamiere e conseguente esposizione e polverizzazione dei pannelli di amianto). Del resto, ben vero che in altri Paesi le navi musealizzate non sono state bonificate e che ciò non ha dato origine ad interventi della magistratura, ma i PM italiani sono....una razza a parte, e si può giurare che il Guariniello di turno aprirebbe immediatamente una costosa indagine destinata a protrarsi per anni, non disdegnando di sequestrare l'unità, il cantiere e quant'altro. E qui mi ricollego alla domanda che avevo posto circa le inchieste sull'incidente del Veneto: intendevo criticare non già l'operato della Marina (giustamente mi si fa osservare che l'esito della inchiesta è "classificato", bensì il pesante intervento della magistratura nel caso della corvetta Sibilla: doverosa l'apertura di un fascicolo in presenza di 81 vittime, ma non ci voleva poi molto per chiuderla rapidamente con l'archiviazione, in presenza: a) della causa di giustificazione costituita dall'aver agito nell'adempimento di un dovere (disposizioni governative); b) della evidente non volontarietà della collisione; c) dell'assenza di qualsivoglia prova di imperizia o imprudenza nella manovra. E invece si andò avanti come bulldozers in nome del diritto (dura lex sed lex...), dimenticando che, come dicevano i romani, "summum ius, summa iniuria". Inevitabile il paragone con quanto avvenne per l'incidente della funivia del Cermis, vicenda del cui iter giudiziario dovetti occuparmi per motivi di lavoro: i top gun: a) in primo luogo vennero consegnati agli USA, verosimilmente, anchde se non formalmente, in cambio della estradizione in Italia di Silvia Baraldini; b) se la cavarono in patria con una pressoché simbolica condanna a 6 mesi, condizionalmente sospesa....

Chiedo scusa per la digressione fuori topic, e ancora ringrazio tutti gli intervenuti

svalbard

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  • 1 year later...

Senza aprire nuove discussioni, approfitto di questa per riportare una curiosa notizia di due giorni fa: Tentano furto su un incrociatore in disarmo, quattro arresti a Taranto

 

Ovviamente si parla proprio del Vittorio Veneto, la C.P. e i Carabinieri hanno fermato un basista a bordo di un natante nei pressi dell'incrociatore e, qualche ora più tardi, di altre tre persone nascoste a bordo della stessa nave.

 

Mi chiedo cosa cercassero, visto che la Marina avrà certamente rimosso tutte le apparecchiature e le proprietà di valore: rame? Metalli vari?

 

 

 

Fonte: Quotidiano di Puglia, "Tentano furto su un incrociatore in disarmo, quattro arresti a Taranto"

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Non è la prima volta che fatti del genere si siano verificati; quello che sorprende è che sia accaduto in Arsenale; negli anni Ottanta e Novanta le unità in disarmo venivano ormeggiate sotto il ponte di Punta Penna e venivano puntualmente prese d'assalto con la fiamma ossidrica per recuperare ferro e metalli preziosi.

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... quello che sorprende è che sia accaduto in Arsenale;

Infatti il VENETO mi pare che si trovi in una zona abbastanza centrale di Marinarsen TA, non certo periferica come è accaduto anche a La SPezia ad ARDITO ed AUDACE qualche mese fa

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