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  1. Yesterday
  2. danilo43

    Quiz: Indovina Il Relitto

    Affondato in Mediterraneo, non nel Mar Rosso...
  3. darth

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Buongiorno a tutti, vi propongo una tipologia di mezzo che mi fa letteralmente impazzire, mi è sempre piaciuto. Come vedete dalla foto siamo in Italia ma non fatevi tratte in inganno, c'è il trucco. Vi chiedo il modello del mezzo in primo piano e se volete il modello delle mitragliatrici con cui erano armate. Buona caccia
  4. Totiano

    Le Navi Di Carta Della Marina Militare

    strano che sia passato tra le maglie dei controlli. In ogni caso dovrei essere riuscito a bloccarlo e, il posti cui si riferisce Ocean's è nascosto
  5. inhocsignovinces

    Quiz: Indovina Il Relitto

    SS Thistlegorm?
  6. Ocean's One

    Le Navi Di Carta Della Marina Militare

    Io il link non lo cliccherei. Chi è costui?
  7. Last week
  8. moreno1975

    Sdo Surs (Ex Nuova Unità Ussp)

    Un evento lungamente atteso!
  9. ammiraglia88

    a bordo con i racconti di un sommergibilista

    Sono quasi "in pari" ... questo è della scorsa settimana. Sempre Bruno che ci racconta: -------------- Dovremmo essere prossimi alla fine del racconto che per tante puntate ci ha tenuto entro il locale Batteria Avanti. Stiamo passando davanti al locale Marescialli. Se dovessi rendere l’onore dovuto a questo gruppo di uomini che hanno servito il proprio immemore Paese per tutta la vita (e per loro è il caso di dirlo) in pace e in guerra, non mi basterebbero i prossimi dieci capitoli, anche perché sarei un ingrato se non ricordassi anche quei marescialli che hanno accompagnato con affetto e fermezza i miei primi passi in Marina. Dei tanti che vorrei ricordare, ora ne citerò solo due, rimandando forse ad altra occasione il compito di togliere gli altri dalla nebbia della dimenticanza cha avvolge le azioni e i volti degli uomini valorosi ma semplici. L’onore di essere citato per primo spetta a Capo B***, Cannoniere che più Cannoniere non si può. Venne ad accoglierci al cancello dell’Accademia in quell’elegantissima divisa corta estiva che il perverso desiderio di imitare gli Americani ha fatto abbandonare. Il suo doppio era Capo R***, Romagnolo, Vittorio di nome. Formavano una coppia formidabile. Capo B**** le sparava grosse, aveva sempre per le mani una qualche vedova e propinando al compagno le sue improbabili avventure, sottolineava i passaggi salienti con un intercalare assertivo Vittò! Ahe! Questo intercalare con l’Ahe! ripetuto tre volte, divenne il grido del nostro Corso. Torniamo al Torricelli. Già l’ho detto: durante i miei cinque anni d’imbarco sui due sommergibili molte persone sono cambiate, uomini diversi hanno ricoperto la stessa funzione. La necessità di semplificare il racconto mi obbliga ad appiattire le prospettive, mettendo tutti assieme nello stesso spazio e nello stesso tempo, uomini e avvenimenti diversi. L’alloggio Marescialli era occupato dai quattro sottufficiali più anziani del battello. Di norma il più anziano di tutti era il così detto Contabile di Macchina, che non era per nulla un contabile. Conosceva il battello come le sue tasche, a lui rispondevano meccanici, motoristi e fuochisti e lui rispondeva al Direttore. In immersione sedeva davanti all’albero di Natale e alla tastiera idraulica. Di ciò parlerò diffusamente in Camera di Manovra. Seguiva il Capo Silurista, aggregato nel sistema ai Cannonieri, poi c’era l’immancabile Nostromo che sui sommergibili non ha granché da fare. Da ultimo, ma non ultimo, il Capo Elettricista. Era Toscano della Toscana più profonda, dove nulla va bene e tutto è da rifare. Stava rintanato nel locale Quadri Elettrici a poppa, da dove amministrava l’energia disponibile per la propulsione e i servizi di bordo. Non calzava mai scarpe o stivali, ma un paio di pantofole di pezza con le quale si muoveva senza fare alcun rumore. Parlare di quadri elettrici e del Capo Elettricista mi ricorda quanto le nostre sensazioni e la valutazione delle distanze siano condizionate dai luoghi, dal tempo, dalle circostanze e persino dagli stati d’animo. Valutata su un disegno, la distanza fra Camera di Manovra e Quadri Elettrici, era di una trentina di metri. Camminando in coperta, erano due passi. In porto, andare dalla Camera di Manovra al Locale Quadri già voleva dire attraversare gli alloggi dell’equipaggio posti sopra la Batteria Addietro e due Locali Motori: un bel pezzettino. Quando ero Direttore, durante le lunghe navigazioni in immersione mi ero imposto di fare un giro fino ai quadri ogni sera. Lasciavo la Camera di Manovra con passo deciso. Passata la porta stagna che immetteva nel locale Equipaggio, la mia baldanza evaporava. I marinai liberi dal servizio dormivano nella luce rossastra che rompeva appena l’oscurità. Il locale sembrava non finire mai. Avanzavo nella quasi oscurità lungo i locali igienici dell’Equipaggio che sembrava si fossero raddoppiati di numero. Dopo un tempo che mi pareva lunghissimo, arrivavo finalmente alla porta stagna che separava il locale Equipaggio da quello dei Motori Termici Avanti. Un altro mondo. Provenendo dalla semioscurità silenziosa degli alloggi, le normali luci non particolarmente brillanti che illuminavano il locale sembravano fari abbaglianti. Se si navigava ‘sulle batterie’, nel due locali Motori Termici si sentivano solo i secchi Tac o i più tenui Tac, Tac, dei corpi metallici che, raffreddandosi dopo lo spegnimento dei motori, riprendevano lentamente le loro dimensioni originali. Il personale di guardia che non aveva nulla da fare, stava appollaiato su sgabelli di fortuna. “Buona sera, Direttore”. “Buona sera, ragazzi. Tutto apposto?” “Tutt’apposto”. Attraversavo i due locali fermandomi ogni tanto a scambiare quattro parole con quei ragazzi ai quali volevo bene e che forse ricambiavano. Quando sbarcai, mi regalarono una maniglia della tastiera assetto che conservo sulla libreria del mio studio, fra i cimeli più cari che ho. Mai nella mia vita le differenze di condizione sociale hanno contato così poco. Dopo tanti anni ancora ringrazio la sorte che mi ha fatto vivere questa esperienza. Anche in mutande, se lo meritavi, eri il capo, altrimenti nessun gallone dorato ti poteva togliere la patente di uomo da nulla. Se invece si navigava a Snorkel, uno dei due locali era una bolgia infernale nella quale l’uso della parola era inutile. Per attirare l’attenzione di qualcuno, gli si buttava fra i piedi una chiave inglese. Il resto della conversazione erano gesti, mimica facciale, ammiccamenti di assenso o di diniego. Alla fine, passata l’ultima porta stagna, entravo nel regno del Capo elettricista. Era stato come la traversata del Mar Rosso. Una meta raggiunta dopo un lungo viaggio, attraverso tappe ormai lontane, irreali, costellato d’incontri consueti eppure vissuti ogni volta come se fosse la prima. Buona sera, Capo, Buona sera Direttore. Ho detto quasi tutto sui locali attraversati. Dopo il capitolo dedicato a Camera di Manovra e Torretta, basteranno due parole per liquidare la Camera Lancio Addietro che è come quella Avanti ma con quattro tubi di lancio invece di sei. Più a prora dell’alloggio Marescialli c’era il camerino del Comandante. Era del tutto simile agli altri alloggi Ufficiali, ma c’era una sola cuccetta. Non avendo mai varcato la porta immateriale della tenda che assicurava un minimo di riservatezza, non posso dirne altro. Poi c’era il Quadrato Ufficiali con annesso Riposto. Nel corso dei grandi lavori alla Spezia, approfittando della distruzione totale del quadrato per il cambio delle batterie, avevo provveduto al suo restyling. Feci rivestirle pareti di acciaio inossidabile con pannelli di legno di noce. In Galleria, a Milano, acquistai una riproduzione del Nudo Rosa di Modigliani in grandezza naturale, che collocai sulla parete alle spalle del Comandante. In questa veste il quadrato era più adatto alla cerimonia della cena e alle attività ricreative come le intendevamo noi. Presiedeva il Comandante, G***, detto il Pilotauro perché era un pilota di Marina prima che questa possedesse portaerei e si sganciasse dalla tirannia dell’Aeronautica. Di norma, mentre gli altri cenavano, l’Ufficiale più giovane, in piedi, leggeva poesie di Omar Khayyam. Vi domanderete chi era costui. Era un Arabo, anzi, un Tagico vissuto attorno al X secolo che s’intendeva di matematica, geometria, astronomia e che componeva poesie. Le sue quartine sono dedicate soprattutto al motivo del vino e all'esaltazione del mondo bacchico, ma contengono anche temi più profondi. Quando non ascoltavamo poesie, discutevamo di argomenti vari, evitando quelli vietati, cioè Servizio e donne. Gli argomenti che restavano erano forzatamente non banali. Si mangiava come si mangia su un sommergibile, cioè da schifo, ma si beveva spesso champagne (che costava poco), si fumavano Senior Service di contrabbando, talvolta si cenava indossando il frac sopra il maglione, come segno di scherno alle disposizioni della Squadra che ne aveva imposto la presenza a bordo. Quando era il turno di avvicendare le razioni “K”, era festa grande. C’era dell’ottimo prosciutto di San Daniele in confezioni sigillate, Bottiglie di Chianti e soprattutto, scatole di latta stagnata che contenevano gallette che non sapevano di sommergibile. La cena spesso finiva con un giro di China Martina offerto da chi aveva qualcosa da farsi perdonare. Dopo cena il quadrato si trasformava nel tempio del Bridge. Partite interminabili come le discussioni che seguivano. Oltre il quadrato, verso prora, c’era il riposto Ufficiali, un angusto buco dove le nostre due ordinanze preparavano i piatti di portata, lavavano le stoviglie, preparavano il caffè e nelle grandi occasioni calzavano guanti bianchi e servivano a tavola. Una sera venne a cena da noi l’Ammiraglio Mimbelli. I due ragazzi, molto emozionati, si davano da fare con piatti, bicchieri, zuppiere bottiglie e caraffe. Fu servita una zuppa preparata dal cuoco dell’equipaggio che da borghese gestiva un ristorante. Non male. Terminato il primo giro, R***, proprio lui, si avvicinò all’Ammiraglio con la zuppiera e chiese: Ne vuole ancora Ammiraglio? No, grazie. Ne prenda, tanto se no la buttiamo via.
  10. ammiraglia88

    a bordo con i racconti di un sommergibilista

    ecco le immagini
  11. ammiraglia88

    a bordo con i racconti di un sommergibilista

    Altra puntata con Bruno ... Camminando verso poppa oltre la doccia, sul lato dritto s’incontrano gli alloggi Ufficiali. Alloggi è una parola grossa per definire ciò che noi chiamavamo Il Loculo del LucumoneEtrusco. Si trattava di cubicoli lunghi forse due metri e mezzo. La larghezza non superava il metro e mezzo. Che cosa c’era in questo spazio? Il disegnetto (vedi sotto) mostra una sezione del battello all’altezza del quadrato Ufficiali. I cubicoli sono a sinistra. Si vedono due cuccette, una sopra l’altra, larghe una settantina di centimetri, una scrivania con una sola sedia e all’altra estremità, (non visibile) un lavandino e due stipetti. La mia cuccetta era quella superiore del primo loculo. Sopra la mia cuccetta s’intravede una parte dei tubi dell’impianto idraulico che mi hanno tormentato durante la degenza che vi ho raccontato in uno dei capitoli dedicati a B***. A poppavia dell’ultimo alloggio si trovava l’Ufficio Cifra, l’unico locale a bordo munito di porta con chiave. Che cosa ci fosse oltre quella porta, lo sapevano solo il Comandante e un Secondo Capo che ne conservava le chiavi ed entrava e usciva da quel locale con aria circospetta, tirandosi dietro la porta. Arrivati alla porta stagna, ci giriamo e torniamo verso prora. In mezzo al corridoio c’è un portello a raso che dà accesso al locale batteria. Quando passate, assicuratevi che sia chiuso. Non fate come il direttore del Da Vinci. Quando imbarcai su quel battello, mi accompagnò in un giro esplorativo. Giunto al portello della batteria si voltò verso di me che seguivo, avvertendomi: “Quando passa, si assicuri che questo portello sia chiuso.” Il portello era aperto e il Direttore, voltato verso di me, fece un passo in più e scomparve alla mia vista. Lasciamo il Da Vinci e torniamo sul Torricelli. Scendiamo attraverso il portello e vediamo che cosa si nasconde in questo locale. Nella figurina qui sopra si vedono sei rettangoli. Ogni rettangolo è un elemento della batteria, a sezione quadrata con seicento millimetri di lato, un metro di altezza e un peso di una tonnellata. In ogni locale delle batterie sono sistemate ventun file di elementi per un totale di centoventisei. Ora sono costretto a darvi qualche numero. Chi s’intende di elettrotecnica salti queste spiegazioni. Gli elementi di una batteria di questo tipo, qualunque sia la loro dimensione, forniscono una tensione di circa due volt. (La batteria della vostra macchina è composta di sei elementi collegati in serie e quindi fornisce una tensione di dodici volt). I centoventisei elementi della nostra batteria sono pure collegati in serie. Ai capi della batteria sarà quindi disponibile una tensione di circa duecento cinquantadue volt, circa il doppio di quella che arriva alle prese di casa nostra. Ci interessa sapere quanta energia può essere stipata in quegli elementi. Qui devo fare ricorso al cosiddetto paragone idraulico che rende bene l’idea (vedi disegno-schema sotto). A sinistra è rappresentato un bidone che contiene diciottomila seicento chili di acqua. Se lo sollevo da terra di due metri, devo spendere (e poi avrò a disposizione) un’energia di 18600 kg x 2 m = 37.200 kg x m che poi potrò utilizzare come voglio, ad esempio, con una semplice turbina collegata a una pompa, per sollevare da terra di quasi un metro 37.200 kg di Acqua (dico quasi perché una parte dell’energia andrà comunque perduta in attriti vari.) A destra è invece rappresentato uno dei nostri elementi. Gli Ampere ora (A x ora) corrispondono nel paragone al peso dell’acqua, i Volt, (V) all’altezza da terra del recipiente. L’energia stoccata in tutti gli elementi quando sono pieni, sarà dunque di 18.600 x 2 x 126 = 4.687.000 V x A x ora Il V x A si chiama Watt (W). Poiché il Watt è una quantità molto piccola, si usa normalmente un suo multiplo mille volte più grande, che tutti conoscono: il kilowatt. Altrettanto noto è il kilowattora che compare sulle nostre bollette. L’energia stoccata in ciascuna batteria quando è carica sarà dunque di 4.687 kilowattora. Abbiamo detto che possiamo usare questa energia come vogliamo, per esempio, variando i kW assorbiti. Se, ad esempio, assorbiremo 468,7 kW, occorreranno dieci ore per vuotare la batteria. Se pretenderemo di ricavarne 4.687, dopo un’ora saremo a secco. Questa è la scarica dell’ora usata per valutare lo stato di una batteria. Per dare un’idea delle quantità in gioco, un contatore domestico è previsto per un assorbimento massimo di 3 kW. Una batteria del Torricelli sarebbe stata in grado di alimentare per un’ora alla massima potenza circa 1.500 abitazioni, le due batterie, una piccola città con tremila abitazioni che consumano tutte a tutta birra. Fine della sezione didattica. La gestione delle batterie è un fattore decisivo per l’efficacia operativa di un sommergibile. Sarà inutile sprecare energia per avvicinare in immersione un bersaglio se quando arriveremo in zona, avremo il fiatone elettrico, cioè se non avremo più energia per sviluppare la massima velocità durante l’attacco e il successivo disimpegno. Ho studiato questo problema e ho trovato una soluzione che mi ha fatto guadagnare due decorazioni che conservo gelosamente. Ne parleremo, forse, quando saremo in Camera di Manovra. Il capitolo Batterie non sarebbe completo se non vi raccontassi il cambio di quelle del Torricelli. Quando ero Direttore, andammo alla Spezia per un turno di grandi lavori, i primi effettuati in quell’Arsenale nel dopo-guerra. Era previsto il cambio delle batterie, giunte a fine vita. Anticipo che per permettere la circolazione dell’aria che teneva freschi gli elementi, questi erano distanziati da coppie di cunei di legno forzati lungo gli spigoli. Questa notizia ci servirà in seguito. Tutto era nuovo, compresa la ditta fornitrice delle batterie che non ne costruiva più da almeno trent’anni. Detta a parole, l’operazione era semplice: si apriva un portello imbullonato sullo scafo resistente, si toglievano i vecchi elementi e si mettevano quelli nuovi. La procedura doveva essere inventata. Fra i due portelli e i rispettivi locali batterie c’erano i copertini sui quali posavano gli alloggi Ufficiali ed Equipaggio: gli arredi dovevano essere rimossi e i copertini fatti a pezzi e portati a terra. Sopra i due portelli c’era la coperta costituita da centine d’acciaio sulle quali posavano doghe di legno distanziate fra loro di circa un centimetro. La lunghezza di ogni doga era diversa e dipendeva dalla sua posizione in coperta. Tracciammo allora una mappa della coperta, numerando tutte le posizioni, poi marcammo tutte le doghe e infine le smontammo, ammucchiandole in banchina. Il rimontaggio sarebbe stato un puzzle micidiale. Tolti i primi cunei di distanziamento, ci si presentò una visione da incubo: gli elementi non erano rigidi, ma si spanciavano sotto il loro stesso peso. In un futuro non lontano avremmo dovuto rimettere al suo posto l’ultimo elemento della nuova batteria. Le notti che seguirono furono una sequenza di incubi alla fine dei quali la lotta con l’ultimo elemento finiva sempre con una sconfitta, intervallati da periodi di lucidità durante i quali immaginavo procedure vincenti che svanivano al risveglio. Il problema si presentò subito quando cercammo di completare la prima fila di elementi. Sistemati tutti i cunei distanziatori, l’ultimo elemento visibilmente non poteva entrare. Li togliemmo tutti e avvicinando gli elementi fino a farli toccare, c’era spazio sufficiente per l’ultimo elemento. Tutti gli elementi entrarono con relativa facilità. Una volta inseriti, distanziarli correttamente non fu un lavoro facile: dovevano essere spostati agendo a colpi di mazza sui cunei. Provando e riprovando, trovammo la sequenza giusta d’inserimento dei cunei e alla fine stanchi ma soddisfatti, collegammo tutti gli elementi e partimmo con la prima carica. (…) Un saluto a tutti Bruno
  12. inhocsignovinces

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Bersaglio colpito! A te Darth
  13. darth

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Buongiorno a tutti, Il carro dovrebbe essere l' MBT 70 mentre il missile lanciato MGM 51 nella foto il test di lancio un bell armamentario di strumentazione sopra la torretta per il test del lancio !!!
  14. danilo43

    Quiz: Indovina Il Relitto

    Affermativo. Perduta nel corso della cosidetta guerra dei convogli...
  15. inhocsignovinces

    Quiz: Indovina Il Relitto

    Si vedono ruote dietro il pezzo..nave da trasporto?
  16. inhocsignovinces

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Grazie Stecol...ora procediamo con un quiz doppio. Si richiedono nome del Tank e del missile.
  17. stecol

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Detto più propriamente Pansarvärnsgevär fm/42 (abbreviato Pvg fm/42) .... Fucilone controcarri senza rinculo svedese Qui abbiamo anche la "cartuccetta" che utilizzava ..... raffrontata con un colpo da 20x110 Hispano-Suiza . A Te la mano inhocsignovinces.
  18. inhocsignovinces

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Stoccaggio munizioni?
  19. inhocsignovinces

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Ho 2 opzioni: o è una cerbottana Zulù contro gli elefanti oppure un Carl Gustav M42 20x180mm svedese
  20. Iscandar

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Lo strano "strumento" dovrebbe essere un fucile anticarro un parente del PTRD-41?
  21. Iscandar

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    @Ocean's One mi quiz es tu quiz, no guaio
  22. Ocean's One

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Lo sapevo che non dovevo scrivere! Scusa, @Iscandar , temo di aver dato inavvertitamente l’ok a Stecol sul tuo quiz. Dovevi farlo tu. Sorry. Ora ti devo un giro di Spalletti per farmi perdonare (sperando che un giro basti, altrimenti persevero)
  23. stecol

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Comandanti, Vi propongo questo strano "strumento":
  24. Ocean's One

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    ... con il New Zealand in secondo piano. (Stecol e implacabile! Giusto, @Iscandar ?)
  25. stecol

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Sopwith 1 1⁄2 Strutter al decollo da una piattaforma provvisoria posta sulla torre "P" dell'Incrociatore da battaglia HMAS Australia nel 1918
  26. danilo43

    Quiz: Indovina Il Luogo

    Italia !
  27. Iscandar

    Quiz Foto: Le Altre Forze Armate

    Estratto da https://www.warhistoryonline.com/instant-articles/the-a-1-skyraider-including-the-toilet-bomb.html Continuiamo con i "lanciati dalle navi"
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