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Sommergibili E Mezzi D'assalto Subacquei Italiani


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Titolo: SOMMERGIBILI E MEZZI D'ASSALTO SUBACQUEI ITALIANI - TOMO I° e TOMO II°

Autori: A. Turrini, O. Miozzi, M. Minuto

Editore: Ufficio Storico della M.M. (USMM), Roma

Anno: 2010

Pagine: 514 (Tomo I) e 448 (Tomo II) , centinaia di fotografie in b/n e a colori, schemi e diagrammi; 13 tavole fuori testo

Dimensioni: cm 26 x 29 - rilegati

Prezzo: Euro 95,00

reperibilità: facile (tramite l'Ufficio vendite dell'USMM - sconto del 30% per il personale in servizio e i soci ANMI e UNUCI)

 

2is8o75.jpg

 

Facendo seguito al volume del 1963 di P.M. Pollina I sommergibili italiani, per la medesima serie “Le navi d’Italia” l’Ufficio Storico della Marina Militare (USMM) ne aveva pubblicato nel 1999 una nuova edizione in due tomi, completamente aggiornata e dal medesimo titolo, opera di A. Turrini e O. Miozzi (ufficiali, rispettivamente, del Genio Navale e del Corpo di Stato Maggiore).

Essendo ormai esaurita da tempo anche l’edizione del 1999, sono stati recentemente inseriti in catalogo i due volumi della terza edizione, dei cui autori fa ora anche parte il t.v. Manuel Minuto, ufficiale sommergibilista della M.M. Questa nuova edizione riprende, in buona parte, l’impostazione generale di quella del 1999: è stata peraltro aggiunta una innovativa sezione finale (dovuta, per l’appunto, al t.v. Minuto e riferita ai mezzi d’assalto subacquei), da cui il titolo modificato dell’intera opera. La veste editoriale e grafica è stata curata da Valerio M. Gay, noto illustratore di opere a soggetto navale ed autore – egli stesso – di altri volumi nella medesima serie dell’USMM.

La descrizione delle singole classi di battelli italiani è preceduta da un’ampia introduzione (ben 132 pagine) ove sono tratteggiati le origini e lo sviluppo dell’arma subacquea nelle varie Marine mondiali sino ai giorni nostri. E’ stata poi attuata la scelta di suddividere la trattazione dell’argomento in tre periodi principali (sino al 1918, dal 1919 alla fine della seconda guerra mondiale e dal 1945 ad oggi), in modo da poter meglio inserire classi ed unità nei relativi contesti progettuali, tecnici, e storico-operativi.

Dal Delfino – primo battello italiano, entrato in servizio nel 1895 – sino ai moderni sottomarini classe “Todaro” del tipo “U212A”, la Marina italiana ha sempre prestato grande attenzione alla sua componente sommergibilistica, giungendo ad allineare, nell’imminenza del secondo conflitto mondiale, un centinaio di unità che ne facevano una tra le più consistenti forze subacquee a livello mondiale.

L’impostazione dei vari capitoli (dedicati, ciascuno, ad una classe o a battelli di cui venne realizzato un singolo esemplare) è quella – già sperimentata – degli altri volumi della serie “Le navi d’Italia”: ad una descrizione tecnica, più stringata per le unità meno importanti e maggiormente dettagliata per le classi più numerose e significative, fanno seguito le note sull’attività operativa di ciascun battello. I dati tecnici e le date di varo, immissione in servizio e radiazione o perdita sono raggruppati all’inizio dei singoli capitoli, insieme ad un numero di profili pari al numero di unità realizzate, in modo da consentire al lettore anche una percezione “visiva” della consistenza delle varie classi di sommergibili entrati in servizio nella Marina italiana.

L’impianto iconografico è quantitativamente vasto e ricco di elementi: i semplici ma efficaci disegni al tratto inseriti nel testo sono stati realizzati da V.M. Gay, mentre per le numerose e belle tavole ripiegabili fuori testo sono stati utilizzati piani originali rivenienti dal vasto archivio dell’Associazione Navimodellisti Bolognesi, come pure tavole a colori del compianto Elio Andò che – seppur non recentissime – mantengono inalterata nel tempo la loro precisione tecnica come pure l’ “immediatezza” dovuta all’essere state realizzate, all’epoca, esclusivamente a mano.

In generale, i due volumi risentono del background tecnico dell’ing. Turrini, e gli aspetti tecnici, in taluni casi, risultano quindi maggiormente approfonditi rispetto a quelli operativi. La preponderanza di elementi tecnici è riscontrabile pure nel corredo fotografico, e le immagini “di cantiere” – comprendenti anche fasi della costruzione o dettagli degli interni dei battelli – surclassano quantitativamente e qualitativamente quelle riferibili all’attività in servizio. Numerose fotografie tra le prime sono inoltre riprodotte con generose dimensioni, consentendo di visualizzare specifici dettagli ed elementi strutturali, mentre le fotografie “operative”, spesso note o già conosciute, sono invece talvolta riprodotte con misure ridotte e inferiore qualità.

Purtroppo, proprio nella componente fotografica e nelle didascalie vanno rilevate talune imprecisioni o manchevolezze che, con maggiore attenzione, potevano essere evitate: citiamo, ad esempio, l’assenza di immagini di Bragadin e Corridoni sul finire dell’attività operativa, privi del caratteristico “nasone” (ma anche nel testo non si trovano riferimenti a questa significativa variazione estetica), come pure errati “crediti” fotografici con – nella fattispecie – foto rivenienti dalla collezione di A. Fraccaroli arbitrariamente “assegnate” ad altri archivi.

Nel complesso, Sommergibili e mezzi d’assalto subacquei italiani è una realizzazione ben bilanciata e costituisce, ad oggi, l’unica opera di riferimento generale sui sommergibili italiani, in particolare per quanto riguarda i battelli entrati in servizio prima della seconda guerra mondiale o successivamente a quel conflitto, con il "corpus" centrale del volume dedicato - ovviamente - ai numerosi e significativi battelli della Regia Marina in servizio tra il 1940 e il 1945.

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è un testo fondamentale e credo lo stiano a dimostrare tutte le volte che lo tiro in ballo.

 

L'aggiunta dei mezzi d'assalto credo fosse doverosa e lo rende un'opera praticamente nuovo a tutti gli effetti, e con il piacere di sapere che vi ha lavorato anche un betasommiano. speriamo nn si esaurisca troppo in fretta...

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e No !!!! mmmmm ...

questa notizia proprio prima della settimana di ferragosto no !!!

ora passerò tutta la settimana a cercare un modo per averli !!!!

e sicuramente all'USSMM non risponderà nessuno !!!

 

Informazione preziosissima....

 

Claudio / Darth

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  • 5 weeks later...
Non vorrei dire sciocchezze ma credo che ad agosto l'USMM sia chiuso...

 

L'ordine che ho inoltrato il 26.08.2010 è stato ricevuto ed evaso. Ne deduco che l'Ufficio acquisti (diversamente dall'USMM) è aperto anche ad agosto :s68: . Non vi descriverò quale tortura sia avere i due volumi sulla scrivania senza poterli aprire :s03: ...

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:s44:

sono estremamente felice di stringerli tra le mani !!!!

 

stamane ho deciso di fare il grande passo e sono andato ad acquistarli,

ho attraversato tutta Roma e mi sono recarto alla caserma "Paolucci"

(vi assicurro che Roma è già unn pianto per il traffico :s58: ).

 

Mi sono perso all'interno della caserma, ma sono stato prontamente "soccorso" dal

personale militare!! :s41:

alla fine ho trovato la palazzina che ospita l'uffico storico, una volta arrivato all'ufficio vendite

avevano già i libri messi da parte !!!

tutto nella massima efficienza !!!!

 

Ora ne sono felicemente in possesso :s67:

che dire ... sono bellissimi !!!!

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:s44:

sono estremamente felice di stringerli tra le mani !!!!

 

stamane ho deciso di fare il grande passo e sono andato ad acquistarli,

ho attraversato tutta Roma e mi sono recarto alla caserma "Paolucci"

(vi assicurro che Roma è già unn pianto per il traffico :s58: ).

 

Mi sono perso all'interno della caserma, ma sono stato prontamente "soccorso" dal

personale militare!! :s41:

alla fine ho trovato la palazzina che ospita l'uffico storico, una volta arrivato all'ufficio vendite

avevano già i libri messi da parte !!!

tutto nella massima efficienza !!!!

 

Ora ne sono felicemente in possesso :s67:

che dire ... sono bellissimi !!!!

 

Caro Darth dopo una lunga sofferenza pomeridiana finalmente anch'io posso associarmi al tuo gaudio...anche se converrai che il battello ritratto a pag. 353 del I Tomo è il Marcantonio Bragadin(o) e non il Marcantonio Colonna come indicato nella didascalia :s41: .

Edited by Corto Maltese
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visto quello che mi è successo in passato ho adottato una regola,

(mancato rientro di libri prestati, ogni volta che ci ripenso :s05: :s68: :s42: )

io aggiungerei che non si prestano nemmeno !!!

Edited by darth
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  • 3 months later...
visto quello che mi è successo in passato ho adottato una regola,

(mancato rientro di libri prestati, ogni volta che ci ripenso :s05: :s68: :s42: )

io aggiungerei che non si prestano nemmeno !!!

 

Parole sante!!

 

Ho ricevuto i due volumi in regalo a Natale e devo dire che li trovo stupendi. bellissima la parte iconografica e di grande interesse il testo.. complimenti agli autori e all'Uffico Storico

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io aggiungerei che non si prestano nemmeno !!!

 

In un mondo ideale, si dovrebbe addirittura avere il tatto di NON chiedere il prestito, onde evitare all'amico l'imbarazzo del rifiuto.

 

(vedo che ci sono parecchi maniaci del libro...bene, bene, sono in buona compagnia) :s03:

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In un mondo ideale, si dovrebbe addirittura avere il tatto di NON chiedere il prestito, onde evitare all'amico l'imbarazzo del rifiuto.

 

(vedo che ci sono parecchi maniaci del libro...bene, bene, sono in buona compagnia) :s03:

Da parte mia, quando ricevo una "domanda di prestito", se la persona è meritevole mi offro di fotocopiare le pagine che interessano [o in rari casi, l'intero volume].

Viceversa, oppongo un cortese ma più che fermo rifiuto. :s31:

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Da parte mia, quando ricevo una "domanda di prestito", se la persona è meritevole mi offro di fotocopiare le pagine che interessano [o in rari casi, l'intero volume].

Viceversa, oppongo un cortese ma più che fermo rifiuto. :s31:

Non presto libri !!! :s05:

Al più, se proprio non posso farne a meno, ... li regalo. :s01:

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  • 2 months later...

Oggi ero in libreria militatre per fare qualche acquisto, mi è scivolato fra le mani il tomo II di questo volume.

Mi sono subito fiondato sui mezzi d'assalto per vedere come erano esposti e................. noto una cosa che mi ha fatto pensare (evito di condividere il pensiero). Non è mia intenzione additare nessuno dato che non ho avuto tempo di leggerlo ne mi ricordo le didascalie, ma le foto degli SLC sono fasulle, esemplari ricostruiti (anche malissimo) e inseriti in un volume di questo calibro!

Vorrei gentilmente una conferma da chi ha questo libro: le foto dei Siluri a Lenta Corsa del Vittoriano e del Museo Storico (del secondo quella col mezzo fuori dal cilindro per metà) sono commentate come pezzi originali? se si, anche se non ho letto il capitolo, la parte sui mezzi d'assalto potevano evitare di aggiungerla..se no, perchè inserirle dato che ci sono 4 esemplari originalissimi + 1 riprodotto come Dio comanda? (quello che la MMI si porta a spasso, presente anche recentemente a Monfalcone).

 

:s68:

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Ciao a tutti,

se ricordo bene sul SLC del Vittoriano c'è una targhetta di ottone che dovrebbe riportare il nome del sottouff. che lo ha restaurato e l'anno, mi pare il 1986

per cui si potrebbe dedurre che per il restauro abbia usato i piani di costruzione (spero non quelli dell'ANB), lavoro sicuramente molto apprezzabile e

sopratutto fatto da un singolo per sua volontà.

 

Mentre quello che la MMI porta in giro nelle varie celebrazioni e mostre, ricordo che era esposto in una delle feste per la vittoria della WWI, presso il Circo Massimo a Roma, è una riproduzione, che se non sbaglio è ospitata presso la scuola incursori di Varignano.

(mi pare di aver visto delle foto della visita della fam. del figlio del C.te Borghese presso la scuola Incursori).

 

In particolare ne parlai proprio 2 anni fa, con un sott.ufff. degli Incursori che era presente presso lo stand della MMI, al quale domandai quale fosse

quello originale; la risposta fu che "quello che si avvicina di più a quelli efettivamente utilizzati è quello che è presente presso il Sacrario delle Bandiere

presso il Vittoriano".

 

Come considerazione del tutto personale la cosa mi fece pensare e si potrebbe dedurre che nessuno di quelli attualmente esistenti puo considerarsi originale.

 

Ultima cosa: se ricordo bene ce ne dovrebbe essere uno in Sicilia (senza testata), esposto all'aperto, come monumento in memoria di un operatore SLC, ci dovrebbe essere anche un post qui sulla base, ma non ricordo la città.

 

Domande :

e se proprio questo fosse l'unico originale ??

Quello catturato a Gibilterra qualcuno sa che fine ha fatto ? (museo albionico o ispanico?)

Quelli nei cilindri dello Scirè che fine hanno fatto?

 

P.S.

 

se servono le foto di quello del Vittoriano, a qualche amico della base, fatevi sentire, io un salto lo faccio volentieri !!!

 

Saluti

Claudio / Darth

Edited by darth
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Non ho informazioni dettagliate riguardo il mezzo del Vittoriano, tuttavia, avendo visto oggi le immagini del posto di guida (tralasciando lo scudo, i timoni e il resto) posso dire con discreta certezza che quell'esemplare e molto lontano dagli originali. Da lodare lo sforzo del signolo per il restauro, nessun dubbio.

Di SLC originali, per quanto ne so, ce ne sono 4:

 

- Museo storico Venezia, serie 200 (quello al piano terra)

- Museo tecnico La Spezia

- Comsubin Varignano

- Museo della scienza e della tecnica Milano

 

Questi mezzi sono tutti in ottimo stato (tranne la cassetta strumenti, che è presente integra solo in quello del Varignano) e sono gli esemplari che più si avvicinano all'originale (basta paragonare le foto, non ci vuole un incursore, con tutto il rispetto), la colorazione di quello veneziano è la più credibile.

 

I seguenti SLC sono riproduzioni:

 

- Vittoriano

- Museo storico venezia (quello che esce dal cilindro)

- Parco Taormina

- Museo oceanografico Montecarlo

 

Il mezzo catturato a Gibilterra dovrebbe essere quello del Varignano.

Riguardo lo Scirè...mi piacerebbe saperlo! :s10:

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