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U- Boot


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Titolo: U-BOOT. STORIE DI UOMINI E DI SOMMERGIBILI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Autore: Valzania Sergio

Casa editrice: Mondadori

Anno di edizione: 2011

Pagine: 276 (240 in formato ebook)

Prezzo originale: euro 20,00

Reperibilita: facile (anche e-book)

 

9788804606550g.jpg

 

Di seguito la recensione reperibile in rete:

 

Nel corso della Seconda guerra mondiale la Germania ha costruito e utilizzato oltre 1100 sommergibili, più di 750 dei quali sono andati perduti, quasi tutti affondati dagli alleati. Si calcola che dei circa 50.000 uomini imbarcati sui sommergibili U-boot solo 6000 siano sopravvissuti alla guerra. Sergio Valzania racconta la tragica sconfitta della marina tedesca nella celebre battaglia dell'Atlantico, una lotta difficilissima che durò quasi cinque anni e continuò a essere combattuta anche dopo che era ormai stata persa in maniera irrimediabile. Valzania ricostruisce gli aspetti militari della battaglia, le caratteristiche tecniche e le condizioni di vita all'interno dei sommergibili, ma l'attenzione è rivolta anche alle piccole storie degli uomini che hanno combattuto la guerra sottomarina. Migliaia di giovanissimi tedeschi, dell'età media di circa vent'anni, che per anni hanno vissuto in condizioni infernali e che, per la maggior parte, hanno sacrificato la vita. Una tragedia che ancora oggi è circondata dall'alone del mito.

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Anche se non l'ho ancora terminato (ma sono a buon punto) pubblico la mia personale recensione e opinione sul libro in questione.

 

Il libro descrive l'andamento generale della Battaglia dell'Atlantico dal punto di vista degli U-Boote, soffermandosi anche su singoli avvenimenti che delineano il quadro della situazione dei sommergibili e dei loro equipaggi.

 

E' un libro molto appassionante che coglie il lato umano di questa amalgama di macchina e di uomo, in un contesto pesante di guerra e di sacrificio. La narrazione comincia dal passato di sommergibilista di Doenitz, le sue scelte come capo del BDU e le conseguenze. Tattica e risultati sul campo si mescolano ai racconti sugli episodi dei singoli equipaggi; il risultato è coinvolgente tanto che ci si sente euforici per i successi narrati e amareggiati per i fallimenti e le tragedie descritte. Ritornano nomi famosi come Laconia, Admiral Graf Spee , Otto Kretschmer e tanti altri.

 

Non mancano i riferimenti ai sommergibilisti Italiani e a Betasom, seppure marginali.

 

Personalmente mi colpisce come questo tipo di libri susciti in me sentimenti simili tra loro: è difficile non provare rispetto per uomini e mezzi che si sono solo sentiti nominare. L'onore è un qualcosa di costantemente presente, il distacco tra questi Uomini (notare la "u" maiuscola) di mare e i criminali che macchieranno per sempre la loro reputazione e quella di una nazione intera è così netto da non poter fare, in tutta onestà, alcuna accomunanza.

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Sto finendo di leggere in questi giorni il LIBRO di Doenitz ...

Il libro di Valzania sarà il prossimo acquisto.

 

Credo sarà un ottimo corollario: nel libro di Valzania ci sono parecchi riferimenti a Doenitz, dal punto di vista professionale, storico e personale.

 

Forse il mio prossimo libro potrebbero essere le memoria di Doenitz :s02:

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  • 3 weeks later...

Dopo troppe esperienze negative, e dato che lo spazio in casa è sì abbastanza ampio, ma già parecchio occupato, e comunque non è iperbolico, ho deciso che prima di acquistare testi li “testo”: li prendo in biblioteca, e poi semmai li compro. U-boot lo comprerò, perché ho voglia di sottolinearlo ( a matita!!!!! Guai a chi fa diversamente!!!!! :s42: ), di scrivere sul frontespizio ( a matita!!!!!) il riferimento a certe pagine che mi interessano, di metterci linguette ecc.

Lo so, molti di voi arricceranno il naso, perché NON è un testo specifico. Pochi dislocamenti, nessuna tavola sinottica dei tipi, calibri degli armamenti ridotti allo stretto necessario, valvole appena accennate.

Quel che fa per me. E, credo, per altri, anche frequentanti questo forum, ma che magari non osano…voglio dire che almeno spero di non essere sola.

Lo so , ci sono alcune imperfezioni che - a forza di dai e dai- anche io afferro: inglesi al posto di polacchi, per esempio. Ma non sono determinanti, al momento, e a parer mio.

Avrete capito che è senz’altro un testo “divulgativo”. Però anche Vedetta Atlantica ha una presentazione “divulgativa”, ma valida :s10: . Ecco, a me sembra che Valzania abbia scritto un testo divulgativo, ma valido. Non l’ho ancora letto tutto, lo ammetto: sono a pag. 111 su 262. Però, dai, è una buona proporzione. E se mi azzardo a scriverne ed a consigliarlo prima ancora di averlo finito, la faccenda è dovuta a questi motivi:

1- Tempo che magari mi arrivi in libreria (son mica sicura che in Padania Interna un libro che parla di marineria, per di più tedesca, benché edito nelle “Scie” Mondadori, sia subito disponibile al banco), dicevo, tempo che mi arrivi in libreria magari mi è passata la voglia -o il tempo- di parlarne; anche perché pare che oggi sia la fine del mondo, so mica se faccio in tempo… :s11:

2- Leggere un libro sapendo che intanto c’è qualcun altro che conosci che lo sta leggendo, è sempre più piacevole;

3- Ci sono un sacco di episodi, curiosità, aneddoti iunteressanti

4- Ho bell’e capito (anche grazie a quello che ho imparato dal forum) che permette di tracciare la storia del sommergibilismo tedesco a linee schematiche, ma molto chiare e sostanzialmente corrette

Mi piace anche la bibliografia ragionata a fine testo, bibliografia che comprende anche un’ entusiastica brevissima recensione del film di Petersen U- Boat 96 (Das Boot).

 

Peccato per la mancanza di note. Uno scrittore che ho conosciuto, ed al quale avevo fatto notare questa seria menda, mi ha risposto che è una strategia dell’ Editore per questa collana. In effetti, penso spesso con travaglio (altro che i mal di pancia oggi di moda!) al conoscente che mi disse “Se devo leggere un libro con le note, piuttosto lascio perdere.”…. :s06: :s06:

Edited by malaparte
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  • 3 weeks later...

Già che ho parlato, a proposito di questo testo (anche se non è elemento caratterizzante di questo testo, ma della collana Le Scie) della carenza editoriale riguardante la mancanza di note, vorrei aggiungere un altro neo editoriale: i titoli dei capitoli.

Poiché si tratta di un saggio, non di un romanzo, credo possa essere destinato anche a una consultazione successiva alla lettura completa. Ora, penso per questo tipo di libri i titoli dei capitoli debbano essere indicativi del contenuto, per una più rapida utilizzazione. Invece qui spesso i titoli sono suggestivi ed evocativi, ma decisamente poco indicativi. Per esempio, come farò, con la mia cronica smemoratezza, a ricordare tra un anno, se ne avessi bisogno, che il capitolo titolato "Ulisse, Achab, Don Chisciotte" tratta in realtà di Admiral Scheer, San Demetrio, Atlantis, Laconia?

D'accordo, faccio come in altre occasioni: annotazioni a matita sulle pagine bianche all' inizio, annotazioni all'indice per ogni capitolo, ecc....ma l'editore e l'autore potrebbero semplificarmi la vita.

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Già che ho parlato, a proposito di questo testo (anche se non è elemento caratterizzante di questo testo, ma della collana Le Scie) della carenza editoriale riguardante la mancanza di note, vorrei aggiungere un altro neo editoriale: i titoli dei capitoli.

Poiché si tratta di un saggio, non di un romanzo, credo possa essere destinato anche a una consultazione successiva alla lettura completa. Ora, penso per questo tipo di libri i titoli dei capitoli debbano essere indicativi del contenuto, per una più rapida utilizzazione. Invece qui spesso i titoli sono suggestivi ed evocativi, ma decisamente poco indicativi. Per esempio, come farò, con la mia cronica smemoratezza, a ricordare tra un anno, se ne avessi bisogno, che il capitolo titolato "Ulisse, Achab, Don Chisciotte" tratta in realtà di Admiral Scheer, San Demetrio, Atlantis, Laconia?

D'accordo, faccio come in altre occasioni: annotazioni a matita sulle pagine bianche all' inizio, annotazioni all'indice per ogni capitolo, ecc....ma l'editore e l'autore potrebbero semplificarmi la vita.

Potrebbe essere interessante farlo sapere direttamente all'autore, che ne pensi?

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  • 2 months later...

alla fine mi sono lasciato convincere e l'ho acqistato anch'io.

è decisamente ben narrato, riesce ad essere avvincente o, comunque, a catturare il lettore.

 

ci sono, però, in effetti, alcune fastidiose imprecisioni. un esempio è la definizione del modello di battello tedesco: perchè lo chiama Typo? o è l'italiano "tipo" o il tedesco "typ" o l'inglese "Type". o nel funzionamento dei battelli quando si addentra a spigare il funzionamento dell'assetto o della propulsione. o anche quando afferma che non c'erano mezzi per rigenerare l'aria. piccole cose da addetti al settore che guastano il piacere finale della lettura ai più preparati ed è un vero peccato.

 

dovessi dare un consiglio non è il primo libro della lista, ma puo essere interessante per un neofita che voglia iniziare a conoscere quel mondo.

 

aggiungo anche un rimpianto: perchè parlare dei sacrifici dei sommergibilisti tedeschi invece di quelli italiani?

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