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Mas 500


dasboot

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IERI A VERONA HO VISTO LO SCAFO CON IL PONTE MONTATO DEL MAS 500 3° SERIE IN SCALA 1/35!!

ALLO STAND ITALERI.

PARLANDO CON I RESPONSABILI MI HANNO CONFERMATO CHE IL KIT USCIRA' TRA LUGLIO E SETTEMBRE!!

PER QUANTO RIGUARDA IL PAVENTATO MODELLO DELLO SCIRE'............NESSUNA SPERANZA!

ACCONTENTIAMOCI. :s10:

DB

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se si trovasse in una scala più grande sarebbe bello da veder navigare a velocità sostenuta, magari anche con qualche particolare ben riprodotto, certo 1/35 è sempre una scala decente per i particolari, ma se si trovasse più grande si potrebbe pensare a motorizzarlo con 2 scoppio...sai che spasso...

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comunque quelli dell'italeri potevano sforzarsi un pelino di più per l'allestimento dello stand... non si riusciva nemmeno a capire che non erano dei "miseri" commercianti intenti a vendere i kit.... e poi, ma dai, i cataloghi cartacei in vendita.... alla faccia della crisi... che fanno, raschiano il fondo del barile?

Edited by maxmodifica
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Finalmente una data quasi certa :s01:

Comunque penso che sarà un interessante esperimento di RCzzazione, dato che il modello dovrà avere una disposizione dei pesi interni ben studiata, cosa resa complicata dal fatto che i motori dovranno andare a centronave se non verso prua, ma la maggior parte del peso, quindi le batterie, dovrebbero necessariamente essere a poppa se si vorrà rispettare l'assetto del MAS vero. Inoltre ci sarà da risolvere il problema del timone che era comandato da dei frenelli, credo che il meglio sarà ricreare lo stesso sistema mettendo un tamburo sul servo e rinviando i frenelli a prua. Si vedrà :s01: io lo comprerò sicuramente!

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Das, posso pregarti di scrivere in minuscolo? sul wen le maiuscolo sono sinonimo di maleducazione, significando la volonta di "urlare" quanto scritto...

 

chiedo umilmente scusa :s06: non era mia intenzione e non lo sapevo! :s07:

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comunque quelli dell'italeri potevano sforzarsi un pelino di più per l'allestimento dello stand... non si riusciva nemmeno a capire che non erano dei "miseri" commercianti intenti a vendere i kit.... e poi, ma dai, i cataloghi cartacei in vendita.... alla faccia della crisi... che fanno, raschiano il fondo del barile?

 

Ciao Max... e ringrazia Dio che ancora si arranca su qualcosa...

Ricordo al Model Expo di Novegro (Milano),.. anni fa.. lo stand Italeri era qualcosa di maestoso.. imperiale.... ma poi la crisi... :s06: :s07: :s06:

 

Che si parli ancora di modellismo,. che si organizzino ancora eventi come quello di Verona non può che farmi piacere.. ma spero in tempi migliori.. :s02:

 

Per quanto riguarda le scatole di sommergibili italiani la vedo male a parte qualche riproduzione in 1/700 in resina (e grazie a Dio) che ha realizzato qualche anima Santa.. per il resto non c'è speranza...

ma del resto bisogna guardare al commercio più che alla passione!! :s14: :s12: :s07:

 

Ma tanto sognare non costa niente!!

ciao

marco

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in effetti c'è un a cosa che non riesco a comprendere, sicuramente perche non conosco i meccanismi del mercato. Nessuna ditta ha sfruttato la pubblicità del Toti a Milano o del Sauro a genova per produrre i relativi modelli, magari accordandosi proprio con il museo stesso.

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in effetti c'è un a cosa che non riesco a comprendere, sicuramente perche non conosco i meccanismi del mercato. Nessuna ditta ha sfruttato la pubblicità del Toti a Milano o del Sauro a genova per produrre i relativi modelli, magari accordandosi proprio con il museo stesso.

 

Purtroppo il mercato del plastimodellismo è globale: per produrre un dato soggetto, bisogna che questo sia internazionalmente riconosciuto, altrimenti c'è il rischio che l'investimento non sia remunerativo. Il Toti ed il Sauro credo siano poco conosciuti negli ambienti modellistici al di fuori dei confini nazionali, quindi nessuno ha pensato di riprodurlo in plastica. E talvolta non basta nemmeno la fama! Pensare che persino i Daphné francesi, che a parer mio sono anch'essi bellissimi battelli, venduti a non so più quante Marine, con una storia di combattimenti reali, di successi e di drammi alle spalle, a parte un improbabile ed ormai introvabile Heller in 1/400 e la recente riproduzione in resina della L'Arsenal, non hanno ancora visto un modello a grande diffusione a loro dedicato :s12:

 

Purtroppo, malgrado la montagna di scatole già disponibili sul mercato (ma la metà non contano perché sono Bismarck o Yamato :s03: ), il modellismo navale è ancora una terra incognita: pensate anche solo al periodo ante-1940, che è ancora tutto da sviluppare e da sfruttare... per questo che vedo verde quando mi fanno una riedizione di un modello già esistente :s58:

 

Questo MAS da parte della Italeri lo trovo già una scelta molto coraggiosa, dato che sui nostri MAS all'estero hanno poche idee e ben confuse :s11:

Non possiamo che sperare che ottenga il successo che merita, assieme alla Roma della Trumpeter: così finalmente le sette sorelle si renderanno conto che la Regia Marina ha un ottimo potenziale e potremo sperare di veder apparire qualche altro modello delle nostre navi alla portata di tutti.

 

(@ Luca: in 1/35, un IV Serie sarebbe lungo circa 53 cm: problema della distribuzione dei pesi a parte, ce ne sarebbe abbastanza per un radiocomando agevole, a parer mio :s01: )

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@ secondo, si di spazio ve ne è visti i nuovi radiocomandi in 2,4GHz, praticamente miniaturizzati, e relativi servo e regolatori, ora sempre più piccoli, ma rimane sempre un micromodello una volta che lo metti in acqua, ovviamente è una mia personale considerazione.

 

@ totiano, secondo te, sarebbe possibile prendere accordi con il museo per misurare accuratamente il Toti?

non so se si può dire: ma siccome a me piace la sua linea,visto che è visitabile, volevo approfittare per farlo in grande scala, potrebbe capitare anche, se ci sono i presupposti, che ne venga fuori un piccolo ristretto lotto.

 

ciao Luca

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in effetti c'è un a cosa che non riesco a comprendere, sicuramente perche non conosco i meccanismi del mercato. Nessuna ditta ha sfruttato la pubblicità del Toti a Milano o del Sauro a genova per produrre i relativi modelli, magari accordandosi proprio con il museo stesso.

 

C'è anche da dire una cosa..

viviamo in una società dove i media la fanno da padroni.. sappiamo tutto di tutti e tutto di tutto... anche se non vogliamo. (questo è il mio caso nei confronti di quella stupidata del grande fratello)..

 

Mi ricordo che quando scoppiò la prima guerra del Golfo.

case come la Tamiya, Hasegawa, Fujimi e quant'altro,.. sfornarono alla fine del conflitto modelli a tutto spiano di "Abrams", "Hummer" comparirono i primi mezzi inglesi... addirittura l'Hasegawa introdusse un'edizione del "Tornado" di Cocciolone e Bellini.. cambiando le decal su un Tornado IDS che era già in produzione... ma il premio per il più tempista spettò alla Verlinden che fece uscire una serie di figurini e mezzi americani in resina ancor prima che la guerra finisse...

 

ED i fatturati andarono alle stelle...

 

Verosimilmente successe la stessa cosa per la seconda guerra Del Golfo dove troviamo inoltre la potente Dragon che sfornò mezzi che fino ad allora erano introvabili..

 

La ditta in quesitone poi.. ebbe buona ragione di sfruttare la scia di Hollywood quando uscì nelle sale "Salvate il soldato Ryan" ed incrementò la produzione dei suoi soldatini in 1/35 a carattere americano...

 

La stessa cosa toccò a Revell quando nei cinema fu proiettato "Titanic"... uscirono ben 3 varianti del Titanic in 3 scale diversa.. ( anche se quella in 1/570 era già in produzione)...

La Bismarck dal canto suo.. avrà ancora molto da dire... se è vero (voci di corridoio) che J. Cameron sta lavorando ad un film sulla Bismarck... ma è molto aleatoria la cosa...

 

come possiamo vedere.. ( e brutto a dirsi) le guerre muovono un'economia non solo di armi vere ma anche quelle riprodotte... "lavorando" su teste di modellisti ove la fantasia è in continua evoluzione...

 

poi ci sarebbero le conversioni dei kit.... ma qua facciamo notte..

ciao

marco

Edited by drakkar
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Sarà l'appetito vista l'ora o la debolezza :s68:

domanda: qualcuno di voi conosce piu' o meno il costo per realizzare degli stampi per un modello medio in plastica ???

 

da base artica, marco

in revell per mettere in campo un modello tipo il VIIc u-boot in 1:72 si parla di 350.000€ ma siamo su produzioni indusriali )poi fatte in cina)

se teniamo conto che poi alla vendita la ditta produttrice ha un ricavo lordo del 50-60% sul prezzo al consumatore si fa presto a far 2 conti se e come conviene fare e mettere sul mercato un modello. purtroppo materiale italiano e troppo sconosciuto x i mercato di grossa recezzione tipo germania usa e giappone.

 

da wikipendia:

La controllata tedesca, Revell è stato temporaneamente società a responsabilità limitata, ma ora funziona come una GmbH & Co. KG. Nel 2006 ha separato dalla società madre americana e divenne indipendente, anche se entrambe le società continueranno a collaborare strettamente. La società tedesca è ora indipendente REVELL è guidata da Hans-Ulrich Remfert. Per molto tempo per essere in Germania, indipendentemente sviluppato modelli. Tuttavia, la produzione è stata spostata dalla Germania verso l'Europa orientale e in Asia. La filiale inglese della Revell esisteva già dall'inizio degli anni Novanta più. Alle operazioni europee in Germania, sono stati riassunti.

 

2005, 170 dipendenti guadagnato il tedesco Revell GmbH & Co. KG, ha indicato che un fatturato di 46.4 million euro [9]. Da allora, le vendite calano - valutati contro la tendenza del mercato - continua (2006: 44,8 e il 2007: 44,0 milioni di euro) [1]. Pura modello di ricavi con un ben 29 milioni di euro, il tedesco Revell GmbH & Co. KG è quindi più a lungo prima l'ex madre negli Stati Uniti REVELL-equivalenti () MONOGRAM a circa 30 milioni di euro. Il numero dei dipendenti tedeschi è sceso al 150 [1].

 

Per il 2008 non è previsto un aumento del fatturato. REVELL comunque rimane con i circa 78-80 per cento del mercato stesso [1], leader nel settore plastico in Germania.

 

L'attuale gamma comprende kit Revell per tutti i tipi di modelli di ruolo (in particolare aerei, navi, veicoli) e finito e vari modelli di altri giocattoli. La vasta gamma del modello in plastica Revell in grado di garantire, tra l'altro, che le forme kit società con vari produttori di altri scambi (compresi Italeri, Hasegawa, Zvezda) e le loro forme ha comprato (Matchbox). I leader nelle vendite ciascuna con diversi 100.000 copie vendute

 

saluti marco

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si potrebbe risparmiare usando tecniche diverse dall'iniezione di composti termoplastici, mah...a scapito di qualità, oppure, avere prodotti ottimi usando le resine, ma per piccoli lotti, quindi produzioni artigianali e non industriali.Credo che il problema sia il costo della materia prima, dovrebbero trovare una alternativa, esempio materiali ricavati da riciclaggio o da composti vegetali/naturali.

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@ totiano, secondo te, sarebbe possibile prendere accordi con il museo per misurare accuratamente il Toti?

non so se si può dire: ma siccome a me piace la sua linea,visto che è visitabile, volevo approfittare per farlo in grande scala, potrebbe capitare anche, se ci sono i presupposti, che ne venga fuori un piccolo ristretto lotto.

 

 

avrai tutta la mia disponibilità e se non entriamo a Milano (che ha sempre tempi ristretissimi a disposizione dei visitatori) vuol dire che andremo sul dandolo a venezia (e li problemi di tempo significa solo avere condimeteo avverse...)

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