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Heeresgeschichtliches -Museo Militare- Vienna


malaparte

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Della parte marinara ho già accennato qui.....

Ma  è un museo davvero grande e completo. Qui presento qualcosa delle parti dedicate alla storia delle altre Armi.

Si trova del parco del Belvedere.  Devo dire che, a differenza di altri musei viennesi, non costa neanche molto ( a Vienna i musei, per i turisti, costano di solito un rene...però i viennesi possono fare un abbonamento annuale a 49 Euro e andare dove vogliono quando vogliono, il che mi pare saggia iniziativa).

Ho scoperto che è il primo museo  al mondo nato appositamente per la storia militare.

IMG_20211025_101900.jpgIMG_20211025_102124.jpg

 

L'ingresso è un cincino scenografico....

 

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E il primo signore ad accoglierti in cima allo scalone è ovviamente questo

 

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Si accede alle sale, tramite un semplice vestiboloIMG_20211025_103235.jpg

 

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Non è solo una collezione di armi, ma anche museo d'arte.

Questo quadro mi ha sorpreso: guardate chi c'è al centro della scena

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E' un'opera di Wilhelm Richter del 1858, rappresentante una scena della Fanteria austriaca in Lombardia. Come mai un africano in mezzo ai fanti ungheresi (almeno, tali mi sembrano). Qualcuno (io ho una mezza idea di chi potrebbe essere....) me lo sa spiegare?

Aggiungo un altro paio di quadri che rappresentano la tragicità della guerra:

IMG_20211025_114924.jpg

IMG_20211025_115043.jpg

 

Per ora è tutto, ci aggiorniamo (anche perché voglio controllare che il post funzioni....)

 

 

 

Edited by malaparte
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Sull'africano sto indagando....

intanto però anticipo una cosa che pensavo di inserire dopo, ma sono troppo contenta!!!!! Allora: mi ero in...****** ata  ...come una iena quando ho visto uno dei famosi volantini lanciati dalla spedizione aviatoria su Vienna a cui partecipò anche D'Annunzio ; è che la didascalia lo classificava come infamous e beruechtingten, insomma infame, famigerato, insomma orrendo.

Dato che non mi risulta che la spedizione abbia bombardato asili od ospedali, ho scritto alla direzione del museo chiedendo spiegazioni di tali offensivi aggettivi (facendo anche notare che semmai sono stati loro austriaci a bombardare l'ospedale di Venezia...)

Molto cortesemene, nel giro di un paio di giorni mi è arrivata risposta. Hanno riconosciuto che gli aggettivi sono pesanti e verranno sostituita da un più generico "widely-known", famoso. Se qyalcuno avrà occasIMG_20211025_124441.jpgIMG_20211025_142708.jpgione di andare, prego di verificare

 

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Brava Valeria 👍 In merito al quadro non ho trovato alcuna spiegazione, salvo il titolo del quadro di Wilhelm Richter: 

" Campo della pace vicino a Somma " (lombardo), 1858 ,olio su tela, firmato e datato. Che abbia un significato simbolico ? 

Ma non credo che all'epoca avessero una così particolare sensibilità.

 
 
 
Edited by danilo43
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Mah...credo che lascerò passare un po' di tempo, per non sembrare troppo assillante e poi chiederò direttamente al Museo.

Intanto, aggiungo qualche altra immagine:

IMG_20211025_121625.jpg

 

Di questo avevo già visto una versione simile, forse a Redipuglia o a Trento...

 

IMG_20211025_122504.jpg

 

Un sistema di ascolto per individuare l'arrivo di aerei nemici. Progettato nel 1918 , sistema Waetzmann e costruito nell'Arsenale di Pola.

IMG_20211025_123515.jpg

 Obice SAkoda del 1916, 38 cm, peso dei proiettili, tiro a 15000 mt max., peso dei proiettili 740 kgIMG_20211025_123625.jpg Biplano Albatros B-II, tra i più diffusi modelli da ricognizione, prodotti dalla Albatros in Germania e in Austria. In totale,furono  prodotti 5200 aerei per Esercito e Marina austroungariche

 

 

 

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On 3/11/2021 at 22:05, malaparte said:

Dato che non mi risulta che la spedizione abbia bombardato asili od ospedali, ho scritto alla direzione del museo chiedendo spiegazioni di tali offensivi aggettivi (facendo anche notare che semmai sono stati loro austriaci a bombardare l'ospedale di Venezia...)

Molto cortesemene, nel giro di un paio di giorni mi è arrivata risposta. Hanno riconosciuto che gli aggettivi sono pesanti e verranno sostituita da un più generico "widely-known", famoso. S

 

Brava Valeria! Fa specie che nessuno se ne sia mai accorto, però..

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Io invece non mi meraviglio. Intanto i Musei Militari sono senz'altro frequentati più dagli studenti austriaci che dai turisti italiani. Poi il turista italiano magari non sta a controllare la didascalia (anche se ho sentito io stessa commentare fra loro due siciliani che sembravano veramente esperti di divise 800esche, ma quando ho pensato di "agganciarli" non li ho più trovati). Terzo, il turista italiano considera D'Annunzio comr ultranazionalista e , se ne sa qualcosa, propagandista in favore della giravolta antiaustriaca del 1915 (esattamente quello che mi ha scritto la Direzione del Museo) quindi gli sta bene se lo trattano da infame. Infine, i turisti italiani raramente sono, nel bene e nel male, rom.....lle ( o "fumantina", come diceva un amico toscano).

Per quanto riguarda il "Mistero dell'Africano", Vincenzo Leopard mi ha trovato queste info  (avevo ragione a dire che secondo me erano ungheresi, ma allora è ancora peggio....)  Somma è Somma Lombarda.

accampamento della fanteria imperial regia d’Ungheria numero 33 “FZM (Feldzeugmeister) Franz Graf (conte di) Gyulay
"Il dipinto raffigura un accampamento della fanteria imperial regia d’Ungheria numero 33 “FZM (Feldzeugmeister) Franz Graf (conte di) Gyulay” probabilmente durante la guerra combattuta tra l’Austria, l’impero francese di Napoleone III e il regno di Piemonte e Sardegna.
Il dipinto sembra essere identico ad un’opera di Richter che fu presentata nel 1859 all’esposizione annuale della Galleria dell’Accademia nell’edificio di Sant’Anna a Vienna e offerto in vendità per 235 fiorini (si veda Wurzbach, Biographies Lexikon des Kaiserthums Oesterreich (lessico biografico dell’impero austriaco), volume 26, pagina 65sg.). Il titolo citato da Wurzbach nel suo articolo biografico su Wilhelm Richter si chiama “Friedenslager bei Somma” (accampamento di pace vicino Somma).

 

Edited by malaparte
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  • 2 weeks later...

Mentre indagavo sull'africano "ungaro-viennese", l'amico Gian Carlo Stella, espertissimo studioso africanista, mi ha detto che anche nel nostro Risorgimento combattevano "mori". Uno era il cap.Michele Amatore dell'esercito sabaudo  . Stella mi ha mandato il link, ovviamente con all'erta riguardo a wikipedia, ma è indicativo https://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Amatore.

 

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La presenza di mori naturalizzati austriaci è riscontrabile già nella Vienna del 18° secolo.  Angelo Soliman, ad esempio, ebbe molti contatti con la casata degli Asburgo, seguì i principi di cui era al servizio sui campi di battaglia venendo nominato capitano dal feldmaresciallo conte Moritz von Lacy, carica che Soliman non volle accettare. Nel 1768 sposò la nobile Magdalena Christiani von Kellerman. Malgrado la fine indecorosa riservatagli post mortem la sua memoria venne riabilitata. Ebbero un'unica figlia,  Josephine nata nel 1773, i cui  discendenti sono annoverati come dignitari di corte  e componenti dell'esercito austriaco fino al 1918.  La  storia completa la trovate qui https://rollettmuseum.at/wp-content/uploads/2017/12/Katalogblatt_Nr._48_Angelo_Soliman.pdf    ma purtroppo è in tedesco,  è però leggibile  ed esaustiva la traduzione Google di Wikipedia.de    https://de.wikipedia.org/wiki/Angelo_Soliman

Avevo fatto un pensierino sulla possibile discendenza del militare ritratto nell'opera di Wilhelm Richter ma mi pare troppo scuro per essere  un pronipote della coppia, frutto di  altri matrimoni misti .

Screenshot (399).jpgSoliman.jpg

Edited by danilo43
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Sapevo che Danilo avrebbe dato indicazioni . A lui alludevo quando ho scritto che avevo idea di chi avrebbe potuto essere....

On 3/11/2021 at 17:12, malaparte said:

Della parte marinara ho già accennato qui.....

 

 Qualcuno (io ho una mezza idea di chi potrebbe essere....) me lo sa spiegare?

 

 

 

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  • 2 weeks later...

Arrivata risposta dal  Museo a mia domanda in proposito.

Si trattava a quanto pare di una specie di manifesto propagandistico,

Ho usato per semplicarnimi la vita la traduzione google, correggendola, ma ovviamente quacosa è scappato. Poi manderò l'originale inglese.

 

Il nostro capo della sezione "Arte", Dr. Walter Albrecht, ha recentemente scritto un testo su questo dipinto,

tradotto come segue:

Wilhelm Richter, che studiò sotto i famosi pittori Leopold Kupelwieser (1796-

1862) e Johann Nepomuk Ender (1793-1854) all'Accademia di Vienna, fu uno dei

i pochi pittori militari del XIX secolo che hanno effettivamente partecipato agli eventi di persona. Come artista di guerra Richter aveva già preso parte alla campagna nel Nord Italia nel Quartier Generale dell'Esercito Imperiale Austriaco nel 1848/49, nonché nella campagna del 1859 negli stessi luoghi.

Richter attribuisce particolare importanza nella sua rappresentazione e composizione dell'immagine soprattutto alla diversità e la multinazionalità dell'esercito imperiale-reale. Il dipinto raffigura non solo fanti, ma anche truppe di cacciatori, lancieri, artiglieri e,abbastanza interessante, un membro dell'esercito prussiano all'estrema destra dell'immagine.

Il centro dell'immagine è dominato da un gruppo di musicisti gitani, uno dei quali, che suona il violino, è anche un soldato dell'esercito imperiale-reale. Probabilmente era stato appena reclutato,perché nella storia del reggimento si dice che il reggimento "a quel tempo [1858]ricevette le prime reclute dal distretto di Arad, che erano per lo più rumeni, ragione per cui il loro addestramento, dal momento che gli ufficiali non parlavano la lingua, ha causato un sacco di difficoltà".

Lo spettatore del dipinto è particolarmente colpito da un soldato nero seduto sulla scatola, che purtroppo non è menzionato da nessuna parte nella storia del reggimento.

Non è noto come sia potuto entrare nel reggimento di fanteria imperiale-reale.

Lo scopo del dipinto è ovvio, tuttavia, poiché si legge quasi come una pubblicità poster per il reclutamento per l'esercito imperiale-reale.

 

 

L'attenzione è anche sull'intimità: inizia dal bordo sinistro dell’immagine con un simpatico cane, che conduce lo spettatore attraverso i musicisti verso i soldati che hanno bevanda abbondante, più a destra una graziosa vivandiera viene corteggiata . Sul fondo il soldato prussiano si trova sul bordo destro dell'immagine, mentre frigge comodamente qualcosa in padella. Il messaggio è: unisciti all'esercito, porta il tuo cane o uno strumento, se

puoi farne uno, perché è divertente, ci si può sbronzare, ci sono anche belle donne,

non devi morire di fame, vieni in giro per il mondo, per esempio qui nel nord

Italia.

 

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Edited by malaparte
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On 4/11/2021 at 23:05, danilo43 said:

..." Campo della pace vicino a Somma " (lombardo), 1858 ,olio su tela, firmato e datato. Che abbia un significato simbolico ? 

Ma non credo che all'epoca avessero una così particolare sensibilità.

 

Non quello a cui pensavo io ma, anche se più prosaico, un significato simbolico c'era eccome !

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Il cagnottolo (che nella mia foto è stato tagliato) si vede qui, in basso a sx. Però qualcosa non mi torna: se il concetto di base è un "che bello stare nell'imperial regio esercito!" (vi ricordate il celebre "Vieni in Marina, girerai il mondo" ?) perchè quasi tutti hanno un'espressione malinconica, soprattutto poi l'africano? Strano che Walter Albrecht non ne faccia cenno. Forse un avviso da parte di Richter? Tipo: "mi hanno chiesto un lavoro propagandistico, ma guardate che poi in realtà...".

austrian-infantry-camp-in-lombardy-wilhelm-richter.jpg

Edited by malaparte
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