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Missioni Della Regia Marina Sul Danubio (1920-24)


danilo43

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Facendo seguito alla discussione avviata da GM Andrea in http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=41426 riporto la storia perlopiù sconosciuta delle due missioni effettuate da unità sottili della Regia, da Taranto al Mar Nero, la seconda delle quali al comando del CC Eligio Giacopini, effettuò l'avventurosa risalita del grande fiume balcanico raggiungendo successivamente Belgrado – Budapest - Vienna - Mauthausen – Linz. http://www.marinaiditalia.com/public/uploads/2010_06_22.pdf

 

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Si ringrazia il socio ANMI di Bologna Giuliano Giacopini per aver permesso la riproduzione dell’Album di Famiglia le cui didascalie sono di pugno del Comandante Eligio Giacopini

 

Negli anni ‘20, la Gran Bretagna e la Francia mantenevano stazioni navali con piccole unità militari per affermare la libertà di navigazione sulla grande via d’acqua. Nel 1920, l’Italia volle essere anch’essa presente con proprie unità militari allorquando il Ministro della Marina, Ammiraglio Sechi propose al Governo di assegnare 2 navi alla Divisione del Levante basata a Costantinopoli (Turchia) con la missione di stazionare sul Danubio per curare l’immagine e gli interessi italiani, fintanto che navi inglesi e francesi permanessero in quelle regioni.

 

 

La prima missione

 

Furono prescelte 2 navi della serie di 71 torpediniere costiere classe PN: la 69 PN al comando del TV Ferdinando Casardi e la 57 AS al comando del 1a TV Pellegrino Matteucci (caratteristiche delle navi in Tabella). Le navi partirono da Taranto il 19 giugno 1920 ed arrivarono Costantinopoli il 28 giugno. La 69 PN venne subito distaccata sul Danubio ed il 6 Luglio lasciò Costantinopoli e, dopo aver transitato per Costanza e Sulina, imboccò il corso del fiume, superò Galatz (Romania) ed il 21 luglio arrivò a Braila (Romania). Il 17 agosto la 69 PN lasciò Braila e diresse verso le Porte di Ferro, poste nell’ultimo tratto romeno e caratterizzate da cateratte e rapide impetuose, che la nave superò con molta abilità. Il 21 agosto la 69 PN raggiunse Turnu Severin (Romania), ma l’improvviso calo delle acque del fiume obbligò la 69 PN a proseguire oltre per Moldova (Romania), ove il 12 settembre fu raggiunta dalla 57 AS proveniente da Costantinopoli.

Il 16 settembre, le 2 torpediniere raggiunsero Budapest (Ungheria) ed ormeggiarono davanti al Palazzo Reale, lungo la banchina Buda, in attesa di procedere per Vienna. La sosta a Budapest si prolungò per circa un anno, sia a causa dell’incertezza sull’atteggiamento del Governo austriaco, sia a causa delle preoccupazioni sulla navigabilità invernale del fiume. Il 17 maggio esse raggiunsero Galatz. La 57 AS dovette poi proseguire per Costantinopoli e rientrare in Italia. La 69 PN, invece, si spostò a Braila ove stazionò per circa un anno. Il 21 aprile 1922, trascorsi 22 mesi dall’inizio della missione, la 69 PN riprese da sola la sua crociera. La nave sostò a Budapest dal 1 al 8 maggio, quindi si fermò qualche giorno a Bratislava (Cecoslovacchia) ed, infine, arrivò a Vienna il 12 maggio 1922, dove fu accolta con calore dalla comunità italiana e dalla popolazione. La nave arrivò fino a Linz, raggiungendo il record di 2132 km percorsi sul Danubio da una nave militare proveniente dal mare. Il 9 giugno, la 69 PN lasciò Belgrado e diresse per Braila e, quindi, per Costantinopoli. Infine, il 10 luglio 1922, arrivò a Messina, concludendo la sua missione durata 2 anni e 22 giorni.

 

 

La seconda missione

 

 

Dopo che la Conferenza di Losanna del 20 novembre 1922 sanzionò la sovranità italiana sul Dodecaneso, si riproposero i termini per una seconda missione italiana sul Danubio, allorquando circolò nel Ministero della Marina un promemoria preparato dal Capitano di Corvetta Casardi, che evidenziava la miglior conoscenza dell’idrografia del fiume e delle esigenze logistiche di supporto.

L’ordine di operazione emesso dal Ministero della Marina nel febbraio 1924 evidenziava che gli obiettivi della nuova missione erano di mostrare la bandiera, di rendere omaggio agli italiani morti nel campo di Mauthausen e di rendere visite di amicizia ai popoli contro cui si era combattuto durante la Grande Guerra. Furono prescelte 2 navi costiere di poco maggiori delle 2 precedenti, ma con velocità, autonomia ed equipaggio del tutto similari: la torpediniera 75 OLT (costruita dai Cantieri Orlando di Livorno), al comando del TV Eligio Giacobini (n.d.d43: Giacopini) e la cannoniera Giovannini di poco maggiore (costruita dalla Pattison di Napoli), al comando del CC. Carlo Cattaneo. Esse furono immediatamente sottoposte ai lavori di modifica per rendere gli alberi abbattibili ed idonei a passare sotto i ponti del Danubio. Il 21 marzo 1924, le 2 navi lasciarono definitivamente l’Italia ed il 26 marzo raggiunsero Costantinopoli. Da qui ripartirono il 1° aprile per Sulina sulle foci del Danubio e, quindi, per Galatz, dove arrivarono il 5 aprile. A Galatz la sosta si prolungò per una settimana, dal 5 al 12 aprile, per consentire alla OLT 75 di effettuare una radicale riparazione del sistema di governo e consentire agli equipaggi delle 2 navi di preparasi a riprendere la traversata verso Braila e, quindi, verso Giurgiu, per poi affrontare le temute Porte di Ferro. Partendo separatamente da Giurgiu, la Giovannini il 24 aprile e la 75 OLT il 25 mattina, le 2 navi superarono separatamente e con molta abilità le Porte di Ferro e proseguìrono tranquillamente nel tratto ungherese, ricongiungendosi a Orsova il 26 aprile e proseguendo poi insieme per Budapest, con arrivo il 1° maggio, e Bratislava, con arrivo il 2 maggio 1924. La sosta a Bratislava si prolungò per 12 giorni per eseguire lavori di riparazione delle macchine della 75 OLT. Ciononostante, il 15 maggio, poco dopo aver lasciato Bratislava per Vienna, la 75 OLT subì una ulteriore avaria alla caldaia 2 e tentò di ancorarsi in mezzo al fiume, ma le difficoltà per la forte corrente ed il fondale ghiaioso, obbligarono l’unità a proseguire per Vienna con una sola caldaia. La nave giunse a Vienna nella sera del 15 maggio e vi sostò per 10 giorni, Venne ormeggiata nel canale interno del Danubio, ad un livello più basso del fiume, per permettere ulteriori riparazioni. Il 25 maggio, la 75 OLT lasciò la capitale con entrambe le caldaie per procedere verso Passau e Ratisbona, Il 26 maggio essa raggiunse Linz, compiendo 2132 km di percorso fluviale e decise di non proseguire oltre per la latente inaffidabilità delle macchine. Il 28 maggio svolse a Mauthausen la cerimonia commemorativa ed il 29 maggio si ricongiunse a Vienna con la Giovannini. A Vienna le 2 navi attesero che la piena del Danubio calasse ed il 14 giugno partirono per Bratislava ed il 16 giugno arrivarono a Budapest, dove era stato distaccato dall’Italia il personale tecnico con le parti di ricambio per riparare definitivamente le 2 caldaie della 75 OLT. Il 2 Luglio le navi lasciarono Budapest per Belgrado. La buona stagione e la ristabilita efficienza dei motori, consentirono una navigazione tranquilla e veloce verso il Mar Nero. Le navi sostarono a Belgrado dal 8 al 21 luglio, quindi a Braila dal 5 al 14 agosto e poi a Galatz dal 14 al 26 agosto. Il 26 agosto, arrivando a Sulina, le 2 navi completarono la crociera fluviale e diressero per Costantinopoli. Il 10 settembre, le torpediniere iniziarono il ritorno verso l’Italia che si concluse a Brindisi il 26 settembre. Il 24 settembre 1924, mentre le 2 torpediniere passavano il Canale di Corinto per entrare nello Ionio, il Ministro della Marina, Ammiraglio Thaon De Revel, ringraziò “le 2 piccole navi che hanno portato l’omaggio riverente della Patria alle tombe dei morti in terra straniera e che hanno fatto sventolare la nostra bandiera vittoriosa per il grande fiume balcanico”. Ma già alla fine del 1924, la Marina avviava il programma di profonda trasformazione del proprio strumento navale per ben più ampie ambizioni, relegando le minuscole torpediniere a compiti ausiliari. Da allora, nessun’altra nave militare italiana ha più risalito il Danubio.

 

 

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Una gita sul Danubio, con nave militare,la farei volentieri... dev'essere stata un'esperienza memorabile, per chi vi ha preso parte. Ho avuto la fortuna di risalire il rio guadalquivir,per raggiungere Siviglia,in occasione dell'expo '92.stare al timone del Palinuro è stata una grossa fatica opportunamente,condivisa in modo alternato con un altro nocchiere.per fortuna non ci sono rapide come porte di ferro sul danubio! Questo per dire grazie a danilo43 per aver riaggiornato il post di GM Andrea.

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