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La Patria Chiamò

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Luca Barisonzi e Paola Chiesa

LA PATRIA CHIAMO'

Mursia editore, 2011, Euro 12,00

 

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Il giovane caporal maggiore Luca Barisonzi è un giovane lombardo di 21 anni che ha scelto la carriera militare. Passaggio obbligato di questi tempi per chi indossa la divisa è un servizio all’estero. A Luca tocca l’Afghanistan.

Parte nel settembre 2010, con un po’ di timore, come del resto tutti coloro che prestano servizio in questa tormentata zona del mondo. Partecipa alle varie attività di controllo del territorio, tra le quali anche dei turni di servizio nella base italiana (COP) di Bala Murghab.

Durante uno di questi turni, nello sperduto avamposto Columbus, a circa 10 chilometri dalla COP Highlander, il 18 gennaio 2011, un soldato afghano, probabilmente un infiltrato di Al Qaeda, spara all’improvviso e a tradimento a due nostri militari. Muore così l’alpino Luca Sanna di 33 anni e resta gravemente ferito un altro alpino, Luca Barisonzi.

Luca resterà paralizzato per tutta la vita, ma sta affrontando questa disgrazia con dignità e con fierezza.

La sua è la storia di un ragazzo come tanti, di un alpino come pochi, che insegna cosa significhino davvero oggi parole come coraggio, fratellanza, onore, spirito di servizio.

La cronaca di quanto accaduto è stata raccontata in modo puntuale e coinvolgente da Paola Chiesa, consentendo a tutti noi italiani non solo di essere fieri di avere dei militari come Luca, ma anche di aiutarlo economicamente, in quanto una parte del ricavato dalle vendite del libro sarà destinato a coprire i costi delle sue cure ed assistenza.

Chunque vesta od abbia vestito la divisa, chiunque sia vicino alle nostre Forze armate non può fare a meno di acquistarlo e leggerlo.

Edited by malaparte
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La sua è la storia di un ragazzo come tanti, di un alpino come pochi,

 

Senza ancora avere acquistato e letto il libro, mi chiedo se magari non sia il caso di invertire i termini: ragazzo come pochi, alpino come tanti.... :s06:

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Appena letto, quasi tutto, in treno; dato che la lettura è senz'altro scorrevole.

Ovviamente auguro a Luca Barisonzi e alla sua ragazza Sarah, ed ai familiari di Luca, di continuare ad avere la stessa forza d'animo che manifestano oggi; francamente, non sarà facile, ma davvero lo auguro.

Credo che sarebbe un bell'esempio per tutti noi. Comunque, lo è già.

 

Alcune frasi dal libro:

 

L'Afghanistan non mi ha indurito. Mi ha migliorato.

 

 

Non mi aspettavo onestamente così tanta vicinanza anche da chi qualche mese fa ignorava la mia esistenza. Ed io ignoravo la loro. Non me l'aspettavo dagli italiani. Credevo in ciò che facevo convinto, però, di essere uno dei pochi. Invece mi sono accorto che ci sono veramente tante, tante, tante persone che credono in noi soldati.

 

 

Ricordo che anche ml'acquisto di questo libro contribuisce al progetto "Una casa per Luca" (teso a creare una casa tecnologicamente adatta alle sue condizxioni, progetto promosso dall' Associazione Nazionale Alpini e divulgato in vari modi, per es. http://www.ana.it/page/progetto-una-casa-p...ioni-2011-05-02

 

 

EDIT. Vedo ora che nel link che ho allegato c'è anche la fotostory della costruzione, che è in corso :s20:

Edited by malaparte

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Mi sono informata: il contributo dato a Luca Barisonzi dall' acquisto corrisponde ai diritti d'autore, cioè in genere (non so come funzioni per Eco ecc.) il 6% - 8% (si avete capito bene; sei per cento, che aumenta a otto oltre, mi pare, le cinquemila copie) del prezzo del libro, che la giornalista Paola Chiesa ha generosamente ceduto all'iniziativa.

Ora, fate i conti sul 6% di 12 euro.... :s06: :s06:

Però poi moltiplicatelo per un milione (se ha venduto un milione di libri Mauro Corona....e per pudore non cito altri, ben peggio...) :s10:

Quindi: SOTTO!

:s01:

Edited by malaparte

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Leggo sul Corriere Sera della Lombardia, ma la notizia è riportata anche qui

http://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/2012/...uca_tetto.shtml

che ieri, dopo solo un anno (!!!) è stata consegnata la casa domotica a Luca Barisonzi.

Alcuni dati significativi: l' ANA ha raccolto 130 volontari, anche dalla Sicilia, che hanno lavorato a Gravellona per 7.200 ore; ha raccolto donazioni, spesso anonime, per 820.000 euro. Come fa notare l' ANA, "anche in momenti di crisi glio Italiani mettono mano al portafogli, se sanno che ci si può fidare e degli Alpini ci si può fidare"

 

La casa è di 270 mq a piano terra, 140 al primo piano.

E' domotica, una specie di casa telecomandata, cioè bastano comandi vocali o sfioramento di schermo su PC della carrozzella per alzare o abbassare serrande, azionare rubinetti, far funzionare luci o elettrodomestici, ecc.

Il cap. Barisonzi potrà abitarvi fin quando ne avrà bisogno, e la casa è in grado di ospitare 6 disabili.

Ora Luca Barisonzi, dopo terapia in Svizzera, riesce ad usare parzialmente il braccio destro; ha ricevuto da Napolitano la Croce d' Onore; ha sfilato a Bolzano, facendo il saluto alle autorità; so che recentemente è stato per la Festa dell' Esercito anche alla caserma Teuliè di MI, dove ha ricevuto una decina di minuti di applausi in piedi.

 

Un'altra ciosa: pur sapendo che per lui la cosa NON servirà, si è impegnato come testimonial per l'acquisto al Niguarda di un Lokomat, che permetta a chi è meno grave di lui la possibiliotà di movimento

 

http://milano.corriere.it/milano/notizie/c...427208414.shtml

 

Ecco, sarebbe giusto che anche queste cose andassero in prima pagina e in prima serata.

Edited by malaparte

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E' davvero un risultato straordinario! Del quale essere orgogliosi.

 

Ecco, sarebbe giusto che anche queste cose andassero in prima pagina e in prima serata.
Concordo.

Purtroppo però in Italia le belle notizie non fanno quasi mai notizia. :s06:

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Ecco, sarebbe giusto che anche queste cose andassero in prima pagina e in prima serata.

 

hai perfettamente ragione, Valeria.

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mi permetto di segnalarvi la pagina Facebook di Luca,

la sto leggendo, ed ho i brividi.

Vi annoio con un mio breve (spero...) intervento.

Sono figlio di un ex Alpino, ma mio padre fu Alpino a Tarvisio per soli 24mesi e mi ha sempre parlato con gli occhi lucidi di quel periodo, ha fatto diverse adunate degli Alpini,ed era fiero del suo cappello e della sua penna nera, ma devo dirvelo sono passati oltre 10 anni, ma la più bella Adunata l'ho vissuta in prima persona, fu nella nostra Ascoli Piceno nel 1999 se non sbaglio, e mio padre volle seguirla, nonostante fosse paralizzato da un ictus e costretto su una carrozzina!! Scusate ragazzi, ma l'esempio di ostinata tenacia che mi trasmise quell'evento, vedere mio padre fiero di sfoggiare la sua penna è un ricordo troppo bello. Mi sembra ieri, che lo sentivo ripetere "quando sai che una cosa la devi fare, anche se non hai voglia, Tasi e Tira!" rivederlo camminare dopo 3 anni di paralisi e cure di ogni tipo, fu una emozione grandissima! Lui mi diceva, "non potevo arrendermi a stare su quella sedia, ho fatto l'Alpino e gli Alpini non mollano mai!"Difatti vederlo fare fisioterapia anche quando non aveva più le forze, non so, io non ce l'avrei fatta.

Purtroppo mio padre nel 2009 ci ha lasciati, ma la cosa più bella, fu vedere i suoi amici Alpini alla cerimonia funebre, rendergli gli onori e recitare la preghiera dell'Alpino. Hanno una unione, un cameratismo ed una amicizia superiore agli altri, certo, senza nulla togliere a nessuno, sia chiaro.

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Bene. Ce l'ha fatta. Ce l'hanno fatta, lui e i compagni.(da qualche settimana il condometeo non era favorevole, e seguivamo trepidanti...)

http://invisibili.corriere.it/2014/08/17/missione-compiuta-luca-alpino-e-tetraplegico-sul-monte-rosa

 

E 4500 metri slm non sono uno scherzo.

Edited by malaparte

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