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Jules Verne, uomo di mare


malaparte

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Bene, aggiungiamo un altro tassello ai già numerosi post su Jules Verne qui sul forum. Sto rileggendo un libro che ho  in casa e che ricordavo vagamente di avere letto, senza probabilmente capirci un’acca, tantissimi decenni fa, perché mi era rimasto impresso  solo che l’autore, Alberto Savinio, ha un linguaggio meraviglioso che già allora mi aveva affascinato, anche se delle persone di cui parlava non sapevo nulla; per cui l’ho ripreso.  Per inciso, trattasi di famoso pittore, fratello di famoso pittore, tal De Chirico; Alberto Savinio è uno pseudonimo. Comunque, è “Narrate, uomini, la vostra storia”, Bompiani, 1942, una serie di biografie di persone che l’A. ha spesso conosciuto personalmente.

Torniamo a Verne. Uno pensa al Nautilus ecc. No, non parlo di questo. Verne scriveva di mare nella fantasia perché era uomo di mare nella realtà.  Nel 1869, a più di quarant’anni, affronta i mari del nord, mica sempre pacifici: Scozia, Ebridi, Mare del Nord.  Gli piace tanto che affronta l’Atlantico con il Great Eastern, definito da Savinio “immenso zatterone a ruote” https://it.wikipedia.org/wiki/Great_Eastern. dall’esperienza nasce “La città galleggiante”. I diritti d’autore cominciano ad essere importanti, e acquista il primo yacht, il Saint Michel. Di Saint Michel ne avrà tre, progressivamente aumentati di importanza.

Savinio riferisce che con l’ultimo, il Saint Michel III, al porto di Nantes, “che ha la prua affilata come una matita”,  al primo beccheggio l’ormai troppo anziano Verne cadde e dovette rassegnarsi. Il battello fu, dice Savinio, acquistato dal Principe del Montenegro.

In giro nel web si trovano molti riferimenti, con immagini dei Saint Michel.Per esempio

http://www.julesverne.ca/jvstmich.html

http://verne.jules.free.fr/80mots/mot.php3?mot=Yacht

 

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 Dal sito https://www.altomareblu.com/saint-michel-jules-verne/ un bel disegno del Saint Michel III

Saint-Michel-III.jpg

 

Dallo stesso sito apprendo che in tempi abbastanza recenti venne costruita una fedele replica di uno dei Saint Michel.  Lo scafo costruito seguendo le tecniche tradizionali fu varato nel 2009. Dai disegni costruttivi si tratta però del Saint Michel II. 

Nel tuo testo si accenna a come era stato rinominato  lo yacht ceduto al principe del Montenegro ?

saint-michel-varo.jpg

 

Edited by danilo43
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Molto molto interessante! Dall'articolo linkato risulta che nel 1913  Marco Martinolich (1847-1927), titolare dell'omonimo cantiere di Lussino,  noto come costruttore di alcune delle più belle barche della storia,  acquisì lo yacht e ne divenne ultimo proprietario ,  La chicca sta nel fatto che Marco è il nonno materno dell'ammiraglio Tino Straulino, nato a Lussino nel 1914. Un intreccio di storie. Chissà, anche se nella sua biografia  "Il padrone del vento"   non viene menzionato,  ma è probabile che. qualora lo yacht fosse sopravvissuta alla guerra, il piccolo Tino  potrebbe essere stato  ospite dell'imbarcazione di famiglia ed anche da questo potrebbe essere nata la sua passione per il mare. 

https://www.geni.com/people/Giuseppe-Marco-Martinolich/6000000025879589983

https://www.geni.com/people/Marina-Straulino/6000000022429509821

Edited by danilo43
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Ma pensa un po'. Aggiungo che probabilmente il mio primo post non era stato chiaro.  Verne ovviamente navigò col Saint Michel III. L'incidente che lo convinse a rinunciarci non è chiaro, in base a Savinio, quando avvenne. Dice che in quella occasione era claudicante (senza, discretamente, aggiungere dettagli). In effetti, è noto che in tarda età aveva acciacchi per diabete ecc., e per di più un nipote psicolabile gli sparò, riducendolo su una carrozzella. Savinio infatti accenna probabilmente alla cosa, con le frasi (non hanno consequenzialità temporale rispetto al paragrafo precedente, nè ovviamente si danno indicazioni cronologiche) :

Appena in piedi, claudicante e più ingrugnato che mai, Verne torna a Nantes, cerca l'ombra leggera della mamma, il fantasma notarile del babbo. Nei porti, i fantasmi si raccolgono sul molo. Al molo pure è attraccato il Saint Michel III. Con una ultima speranza in corpo, Verne sale la scaletta apposita che il capitano Ollivier ha fatto fabbricare per il piede difettoso del padrone. La nave esce al largo. Al primo beccheggio il lupo di mare va a gambe all'aria. E' finita!

 

Ah ahhah: inorridite pure, ma si parla di scaletta!!!! 😀 Tiè!!!

 

 

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