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Articolo Da "storia Militare" - Mese Febbraio


Alagi

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GLI INCROCIATORI DA BATTAGLIA DELLA ROYAL NAVY

 

Una rassegna fotografica dedicata a un tipo di nave molto particolare e ormai scomparso

(dal n.ro 59 - agosto 1998 - di "STORIA Militare")

 

Sono ormai trascorsi ottant'anni (*) dalla fine del primo conflitto mondiale, e la "Grande Guerra" inizia ad assumere caratteri e valenze tipici dei fatti di un passato non più prossimo. Se, da un lato, venne combattuto un conflitto realmente planetario (tra le cui conseguenze vanno considerati il disequilibrio europeo che condusse alla seconda guerra mondiale, i successivi decenni di "guerra fredda" e, quindi, gli attuali assetti strategici e politici del mondo contemporaneo), dall'altro i fatti avvenuti tra il 1914 e il 1918 portarono non solo alla fine della "belle époque", ma a quella di un corso storico eurocentrico ben più vasto, dalle origini già rintracciabili nelle contrapposizioni tra Papato e Impero o tra le potenze statali dei secoli del Rinascimento.

La "Grande Guerra" fu però anche un momento di grande progresso tecnologico, e gli aspetti navali del conflitto - in particolare - sancirono l'affermazione del sommergibile, delle nave da battaglia monocalibra, degli apparati propulsori a turbina e delle comunicazioni radiotelegrafiche. Tra le nuove tipologie di unità progettate e costruite dalla Royal Navy nell'imminenza della guerra assume particolare importanza l'incrociatore da battaglia.

Con l'avvento di Sir John Fisher alla carica di Primo Lord del Mare (tra il 1904 e il 1911), l'entrata in servizio nel 1906 della Dreadnought configurò, in termini concreti, il progetto cunibertiano per una nave da battaglia monocalibra. La concezione che Fisher aveva della "capital ship" era però molto più estrema ed egli, infatti, volle fortemente la costruzione di un congruo numero di incrociatori da battaglia, ovvero di unità maggiori che, a scapito dei valori della protezione, riunissero in un unico scafo l'armamento principale di una corazzata e la velocità di un incrociatore.

La Royal Navy immise in servizio sedici unità complessivamente che, dall'Invincible (1908) all'Hood (1920), non mancarono di suscitare commenti e passioni diametralmente opposte durante il corso di tutta la loro vita operativa. Ad alcuni successi iniziali dei "battlecruisers" britannici (battaglia delle Falkland), fecero seguito il danneggiamento del Lion al Dogger Bank e le perdite dell'Invincible, dell'Indefatigable e del Queen Mary allo Jutland (31 maggio/1° giugno 1916): tali fatti, insieme all'affondamento dell'Hood venticinque anni dopo ad opera della Bismarck, farebbero propendere, ad una prima analisi, per un giudizio nel complesso negativo su questo tipo di unità. Cionondimeno, gli incrociatori da battaglia inglesi (e tedeschi) della "Grande Guerra" possono venire considerati tra i progenitori delle unità costruite a cavallo tra gli anni Trenta e il secondo conflitto mondiale, espressioni finali della nave da battaglia con bilanciate caratteristiche di armamento, protezione ed elevata velocità.

Lungi dal voler tracciare un approfondito profilo tecnico-operativo degli incrociatori da battaglia inglesi, presentiamo in queste pagine una serie di fotografie, in buona parte inedite, che ne evidenziano la linea armoniosa ed aggressiva nonché l'armamento, equivalente nel calibro a quello delle coeve navi da battaglia. Riteniamo perciò che l'interesse dei soggetti, abbinato alla rinnovata qualità delle riproduzioni fotografiche della rivista (**), possa contribuire a riportare i lettori ad un'epoca ormai trascorsa, ma, anche per questo, unica ed irripetibile nella storia delle costruzioni navali e della guerra sul mare.

 

Maurizio Brescia

 

(*) Ormai quasi novanta, dato che l'articolo è stato pubblicato una decina d'anni fa. (n.d.r.)

(**) All'epoca (1998) "Storia Militare" aveva da poco iniziato a stampare in bicromia, procedimento ancora oggi adottato al fine di mantenere elevata la qualità delle riproduzioni fotografiche. (n.d.r.)

 

Bibliografia

(nota - La bibliografia sull'argomento é quanto mai vasta ed approfondita: presentiamo, di seguito, una scelta di volumi operata avendo tenuto presente - nella maggioranza dei casi - anche una certa facilità di reperimento sul mercato delle pubblicazioni specializzate)

AA.VV., The Eclipse of the Big Gun, Londra, Conway Maritime Press, 1992

Burt, R.A., British Battleships 1919-1939, Londra, Arms and Armour Press, 1993

Burt, R.A., British Battleships of World War One, Annapolis, USNI, 1987

Hodges, P., The Big Gun, Londra, Conway Maritime Press, 1981

Le Fleming, H.M., Warships of World War 1, Londra, Ian Allan, 1961

Northcott, M.P., Ensign 8 - Renown & Repulse, Londra, Battle of Britain Prints, 1978

Parkes, O., British Battleships, Annapolis, USNI, 1990

Raven, A. e Roberts, J., British Battleships of World War Two, Londra, Arms and Armour Press, 1976

Roberts, J., The battlecruiser Hood, Anatomy of the ship series, Londra, Conway Maritime Press, 1982

Roberts, J., Battlecruisers, Londra, Chatham Publishing, 1997

 

 

Nota sull'iconografia: tutte le immagini dell'articolo rivengono dalla mia collezione e fanno parte del "Lascito Hinschliffe" le cui vicende sono descritte in questo topic di Betasom:

http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=19751

 

 

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L'incrociatore da battaglia Indomitable poco tempo dopo la sua entrata in servizio, avvenuta il 20 giugno 1908. La fotografia é sicuramente anteriore all'estate del 1910 quando, tra luglio e agosto, nel corso di un ciclo di lavori presso l'Arsenale di Chatham, l'altezza del fumaiolo anteriore verrà aumentata per evitare ricadute di fumo sulla plancia. Sono visibili due delle quattro torri binate da 305/45 che costituiscono l'armamento principale dell'unità.

 

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Malta, estate 1913. L'Inflexible, nave di bandiera del 2nd Battlecruiser Squadron della Mediterranean Fleet, del quale fanno parte anche l'Invincible e l'Indomitable. Si noti l'assenza delle reti parasiluri e la banda bianca sul fumaiolo anteriore che contraddistingue l'unità nell'ambito del reparto di appartenenza. Il rimorchiatore a ruote in primo piano é l'HMS Cracker, mentre la "pre dreadnought" ormeggiata di poppa all'Inflexible é, con ogni probabilità, la King Edward VII.

 

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L'Inflexible all'ancora in una base inglese pochi mesi prima dell'inizio del conflitto 1914-1918. Le linee generali dell'unità ricalcano, sotto numerosi aspetti, quelle della Dreadnought e delle successive classi di navi da battaglia; ad esclusione di alcune eccezioni (classi "Iron Duke", "Queen Elizabeth" rimodernate, incrociatore da battaglia Tiger) lo stile dei fumaioli delle unità maggiori britanniche - a sezione pressoché rettangolare con i lati prodieri e poppieri arrotondati - resterà inalterato sino alla classe "King George V" del 1937-1942. Sul cielo di ciascuna torre da 305/45 sono installati due cannoni da 102/41 che, insieme ad altri otto pezzi dello stesso calibro posizionati sulle sovrastrutture, costituiscono l'armamento secondario antisilurante

.

 

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I tre incrociatori da battaglia della classe "Indefatigable" (Indefatigable, Australia e New Zealand - qui vediamo l'unità capoclasse in una fotografia scattata nell'imminenza del conflitto), avrebbero dovuto rappresentare un sensibile miglioramento rispetto ai precedenti "Invincible". Ne risulteranno, al contrario, soltanto una versione ingrandita e dall'armamento appena leggermente potenziato (quattro torri binate da 305/50 anziché da 305/45), mentre la posizione maggiormente sfalsata delle due torri laterali - pur permettendo di portare in punteria al traverso tutti i calibri principali - non consente comunque un tiro efficace in caccia e in ritirata con più di due torri contemporaneamente. La ridotta protezione (155 mm per la cintura corazzata e 178 mm per le barbette, al pari degli "Invincible") sarà tra le cause della perdita dell'Indefatigable allo Jutland ad opera del preciso ed efficace tiro dell'incrociatore da battaglia tedesco Von der Tann.

 

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L'Australia e il New Zealand, facilmente distinguibili dall'Indefatigable per l'assenza della coffa a mezza altezza del tripode poppiero, furono finanziati dai due "dominions" di cui portavano il nome. Mentre il New Zealand farà regolarmente parte della Royal Navy, l'Australia (qui raffigurato in una fotografia del 1920) presterà servizio con la Royal Australian Navy, di cui sarà la nave ammiraglia a partire dal 1919. Il 19 aprile 1924, in ottemperanza alle riduzioni delle forze navali previste dal Trattato di Washington, verrà affondato con tutti gli onori militari una ventina di miglia ad Est di Sydney. Si noti sulla fiancata dello scafo, al di sotto della torre laterale sinistra da 305/50, una piastra di corazzatura per la protezione della zona adiacente alle strutture interne della torre stessa.

 

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L'incrociatore da battaglia Lion nel 1916. Le unità della classe "Lion" (Lion, Princess Royal e Queen Mary) costituiscono un miglioramento rispetto ai precedenti "Invincible" e "Indefatigable". Infatti, le quattro torri binate dei calibri principali (343/45) sono disposte più razionalmente sulla mezzeria, lo spessore massimo della cintura corazzata é stato portato a 229 mm (con un dislocamento di oltre 29.000 tonnellate) e i 70.000 hp dell'apparato motore permettono di mantenere una velocità di 26 nodi. Nel 1913 il tripode prodiero, inizialmente installato su tutte le unità della classe a poppavia del fumaiolo anteriore, é stato spostato a proravia di quest'ultimo perché il calore e gli scarichi della combustione rendevano inabitabile la coffa per la direzione del tiro, danneggiando nel contempo le ottiche dei sistemi di puntamento.

 

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Il Lion in navigazione di guerra, probabilmente nel 1918. Sul cielo delle torri "Q" (centrale) e "Y" (poppiera) é da qualche tempo installata una piattaforma per il decollo di un aeroplano e, sulla torre poppiera, é visibile un Sopwith 2F.1 "Camel"; in lontananza si intravede un cacciatorpediniere della classe "V". All'epoca in cui la fotografia é stata scattata soltanto il Lion e il Princess Royal sono ancora in attività: allo Jutland il Queen Mary, inquadrato dal fuoco degli incrociatori da battaglia germanici Seydlitz e Derfflinger, é letteralmente esploso trascinando con se' 1.276 uomini su un equipaggio di 1.285.

 

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Il Tiger nell'ottobre del 1914, pochi giorni dopo l'entrata in servizio. La costruzione del Tiger, prevista nel programma navale del 1911, é stata influenzata dalle soluzioni adottate per l'incrociatore da battaglia giapponese Kongo, realizzato anch'esso in cantieri inglesi. La disposizione dell'armamento principale (otto pezzi da 343/45) è ormai quella "classica", con due torri binate a prora e due a poppa; l'armamento secondario é composto da dodici pezzi da 152/45 e, rispetto alle precedenti classi di incrociatori da battaglia inglesi, risultano incrementati il dislocamento, la potenza dell'apparato motore, la velocità e la protezione massima (rispettivamente: 35.000 tonn, 108.000 hp, 29 nodi e 228 mm alla cintura)

.

 

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Portsmouth, settembre 1928. L'incrociatore da battaglia Tiger adibito a nave scuola cannonieri, ruolo che ricoprirà sino al giugno del 1929 quando, nel Battlecruisers Squadron della Flotta dell'Atlantico, sostituirà l'Hood, avviato ad un lungo periodo di lavori. Sono evidenti le modifiche apportate all'alberatura tra la fine del 1916 e l'inizio del 1917: installazione di una nuova e più grande coffa per la direzione del tiro al vertice del tripode e spostamento del relativo alberetto tra il secondo ed il terzo fumaiolo, utilizzando come base la preesistente struttura verticale del picco di carico per la messa a mare delle imbarcazioni. Nel maggio del 1931, al rientro in servizio dell'Hood dopo un periodo di lavori, il Tiger verrà radiato e venduto per la demolizione.

 

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Nel 1914, il richiamo in servizio dell'ammiraglio Fisher da' l'avvio a nuovi piani per la costruzione di unità che, inizialmente progettate per l'appoggio di fuoco ad operazioni anfibie nel Baltico, troveranno scarso impiego nelle vicende navali della Grande Guerra. Il Courageous - qui ripreso nel settembre 1917 - ed il gemello Glorious, armati con due sole torri binate da 381/42 e scarsamente protetti (76 mm alla cintura), dopo un breve periodo di servizio nella loro veste originaria, verranno trasformati in portaerei nella seconda metà degli anni Venti. Saranno entrambi affondati nelle fasi iniziali della seconda guerra mondiale.

 

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Il Glorious nel 1918. L'unica azione di una certa importanza, a cui il Glorious e il Courageous (insieme al Repulse) presero parte, fu lo scontro presso l'isola di Helgoland del 17 novembre 1917: entrambe le unità - ibride, con caratteristiche ambigue (erano definite "light battlecruisers") e dalla potenzialità assai dubbia - furono comunque ben presto dotate di piattaforme per il decollo di leggeri apparecchi da caccia, sistemate sul cielo delle torri di grosso calibro.

 

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Ricalcandone le caratteristiche e l'aspetto generale, il Furious avrebbe dovuto rappresentare una versione dei precedenti "Glorious" armata con due torri singole da 457 mm. Riceverà invece la sola torre poppiera mentre, sul castello di prora, é stato realizzato un ponte di volo al di sotto del quale si trova un hangar in grado di ospitare una decina di aeroplani: in questa particolare configurazione l'unità é qui ritratta, probabilmente a Rosyth, nella seconda metà del 1917. Nell'inverno 1917/1918 anche la torre poppiera verrà sbarcata e sostituita con un ponte di volo: soluzione peraltro provvisoria poiché il blocco plancia/tripode/fumaiolo é fonte di turbolenze che causano gravi difficoltà agli aerei in fase di appontaggio. Tra il 1922 e il 1925 il Furious sarà il primo dei tre "light battlecruisers" ad essere trasformato in una vera e propria portaerei e, in quest'ultima veste, presterà servizio con la Royal Navy sino alla fine della seconda guerra mondiale.

 

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I programmi di emergenza stilati dalla Royal Navy allo scoppio della prima guerra mondiale prevedevano anche due nuovi incrociatori da battaglia dalle caratteristiche maggiormente bilanciate: saranno questi i due "Renown" (Renown e Repulse) che, con un dislocamento di oltre 32.000 tonnellate, imbarcheranno tre torri binate da 381/42, una protezione di 152 mm alla cintura ed un apparato motore in grado di imprimere una velocità massima di 32 nodi. Nella prima metà degli anni Venti, entrambe le unità saranno dotate di controcarene per migliorare la protezione antisiluro, mentre la cintura corazzata verrà ampliata nelle dimensioni e nello spessore (228 mm). Qui vediamo il Renown, con a bordo il Duca e la Duchessa di York diretti in Australia per una visita ufficiale, in entrata a Malta nel gennaio 1927.

 

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Il Renown in linea di fila con altre unità maggiori della Royal Navy nel corso di alcune esercitazioni di tiro con i grossi calibri, verso la metà degli anni Trenta, precedentemente al periodo di lavori (1936-1939) in cui l'unità verrà rimodernata radicalmente. Il gemello Repulse - già sottoposto ad importanti lavori di modifica alcuni anni prima - sarà l'ultimo incrociatore da battaglia inglese ad andare perduto per eventi bellici, il 10 dicembre 1941, colpito da aerei giapponesi durante un tentativo di contrasto agli sbarchi in atto sulla costa nord-orientale della penisola di Malacca.

 

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Portsmouth, agosto 1939. Una delle ultime fotografie che ritraggono l'incrociatore da battaglia Hood in tempo di pace; pochi giorni dopo, insieme al Renown, a due incrociatori e a quattro cacciatorpediniere, prenderà parte alla sua prima missione di guerra (7/12 settembre) per la ricerca del traffico nemico tra l'Islanda e le Isole Faroer. Tra le due guerre, l'armamento dell'Hood (otto pezzi da 381/42) ed il suo aspetto maestoso ed aggressivo ne hanno fatto l'unità più famosa della Royal Navy presso il grosso pubblico. Sarà quindi enorme l'emozione suscitata in Inghilterra dall'affondamento dell'unità, avvenuto il 24 maggio 1941 nel Canale di Danimarca durante il noto scontro con la Bismarck ed il Prinz Eugen. L'Hood é stato l'ultimo incrociatore da battaglia inglese: entrato in servizio nel 1920, é probabilmente la migliore nave del tipo, progettata sfruttando le esperienze maturate con le precedenti unità; la protezione orizzontale, però, é ancora del tutto deficitaria e sarà tra le cause principali della sua perdita.

 

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  • 3 weeks later...

Leggo l'articolo solo ora....causa resettazione di Windows, ed imperdonabile dimenticanza...Complimenti Alagi! Indementicabile cavalleria della flotta....

 

Luca

Edited by brin
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