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Classe 600 Serie Platino (1940)


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#1 sonar

sonar
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Inviato 28 febbraio 2007 - 08:43

Sommergibili classe " 600 " serie "Platino" (o anche "Acciaio")


Immagine inviata
da "I sommergibili italiani" di Paolo M. Pollina - USMM - 1963, per g.c. Sergio Mariotti


Catteristiche generali della classe "600" serie "Platino" (o anche "Acciaio"):

Tipo: Sommergibile di piccola crociera

Dislocamento:
- in superficie: 710,00 t (piccole differenze nel tonnellaggio fra le unità costruite da cantieri diversi)
- in immersione: 870,00 t
Dimesioni:
- Lunghezza: 60,18 m
- Larghezza: 6,45 m
- Immersione: 4,75 m
Apparato motore superficie: 2 motori Diesel FIAT (per i sommergibili costruiti dal Cantiere Tosi MM.TT. Tosi), 2 eliche
- Potenza: 1.400 cv (1.500 cv per le unità costruite dalla Tosi con motorizzazione "Tosi")
- Velocita max. in superficie: 14,0 nodi (lievi variazioni in velocità ed autonomia fra i sommergibili dotati di motori diversi)
- Autonomia in superficie: 2.300 miglia a 14 nodi - 5.000 miglia a 8,5 nodi
Apparato motore immersione: 2 motori elettrici di propulsione CRDA (per i sommergibili dal Cantiere Tosi MEP Ansaldo)
- Potenza: 800 cv
- Velocita max: 7,7 nodi
- Autonomia in immersione: 7 miglia a 7 nodi - 80 miglia a 3 nodi
Armamento:
- 4 tls AV da 533 mm, 4 siluri da 533 mm
- 2 tls AD da 533 mm, 2 siluri da 533 mm (le unità costruite dalla Tosi ebbero 4 tls da 533 mm con 4 armi)
- 1 cannone da 100/47 mm
- 4 mitragliatrici 13.2 binate
Equipaggio: 4 ufficiali, 40 tra sottufficiali e marinai
Profondità di collaudo: 80 m

Immagine inviata
da "Sommergibili italiani fra le due G.M." di A. Turrini - MariStat/UDAP - 1990, per g.c. Sergio Mariotti


Unità della classe "600" serie "Platino" (o "Acciaio"):

Regio sommergibile PLATINO
Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 20.11.1940, Varo: 01.06.1941, Consegna: 02.10.1941, Radiazione: 01.02.1948

Regio sommergibile ACCIAIO
Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 21.11.1940, Varo: 22.06.1941, Consegna: 30.10.1941, Affondato: 13 luglio 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile COBALTO
Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 26.11.1940, Varo: 20.08.1941, Consegna: 30.10.1941, Affondato: 12 luglio 1942, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile NICHELIO
Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 01.07.1941, Varo: 12.04.1942, Consegna: 30.07.1942, Radiazione: 01.02.1948

Regio sommergibile ASTERIA
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 16.10.1940, Varo: 25.06.1941, Consegna: 08.11.1941, Affondato: 17 febbraio 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile GIADA
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 16.10.1940, Varo: 10.07.1941, Consegna: 06.12.1941, Radiazione: 01.06.1966

Regio sommergibile GRANITO
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 09.11.1940*, Varo: 07.08.1941, Consegna: 03.01.1942, Affondato: 9 novembre 1942, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile PORFIDO
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 09.11.1940*, Varo: 23.08.1941, Consegna: 24.01.1942, Affondato: 6 dicembre 1942, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile AVORIO
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 09.11.1940*, Varo: 06.09.1941, Consegna: 25.03.1942, Affondato: 9 febbraio 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile ALABASTRO
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 12.03.1941, Varo: 18.12.1941, Consegna: 09.05.1942, Affondato: 14 settembre 1942, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile BRONZO
Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 02.12.1940, Varo: 28.09.1941, Consegna: 02.01.1942, Affondato: 12 luglio 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile VOLFRAMIO
Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 16.12.1940, Varo: 09.11.1941, Consegna: 15.02.1942, Affondato: 8 settembre 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile ARGENTO
Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 30.04.1941, Varo: 22.02.1942, Consegna: 16.05.1942, Affondato: 3 agosto 1943, Radiazione: 27.02.1947

* Ho riportato la data che mi sembra la più corretta presa da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999, mentre sul testo "I sommergibili italiani" di Paolo M. Pollina - USMM - 1963, come anche su "Sommergibili italiani fra le due G.M." dello stesso A. Turrini - MariStat/UDAP - 1990, viene riportata come data d'impostazione 09.09.1940.

Generalità di classe
Questa serie, di dislocamento leggermente superiore alle serie precedenti, fu ordinata e costruita durante il secondo conflitto mondiale per rimpiazzare le unità similari perdute in misura elevata.
A questi sommergibili vennero apportate rispetto ai precedenti, alcune modifiche che l'esperienza di guerra aveva dimostrato molto utili; in particolare fu adottata una torretta di minori dimensioni e più funzionale, sul modello di quella dei sommergibili tedeschi tipo "VII" che aveva dato ottima prova; l'armamento antiaereo fu migliorato e potenziato con la sistemazione di mitragliere binate su affusti a scomparsa; le sistemazioni per l'assetto silenzioso furono realizzate già in sede di costruzione e risultarono pertanto più sicure ed efficienti delle precedenti. Anche il settore delle apparecchiature ausiliarie segnò un miglioramento dovuto al perfezionamento degli impianti preesistenti e all'introduzione di nuove apparecchiature per il lancio e contro la localizzazione radar.
D'altra parte la crescente penuria di metalli speciali impose soluzioni di ripiego in alcuni servizi importanti per cui frequentemente si verificarono su questi battelli inconvenienti di una certa importanza dovuti a deficienza di materiali.
La quasi totalità dell'unità della serie ebbe vita brevissima e pertanto il loro rendimento in servizio non può essere paragonato nel tempo a quello delle serie precedenti.
Il Giada, unica unità efficiente rimasta in possesso della Marina Italiana dopo la firma del trattato di pace, nel 1952-53 effettuò importanti lavori di rimodernamento che ne alterarono notevolmente la sagoma.
Le modifiche apportate furono in gran parte intese a migliorare le prestazioni in immersione poiché il battello doveva essere prevalentemente adibito all'addestramento di unità di superficie alla caccia antisommergibile; così venne abolito il cannone, la falsa torre fu sostituita con altra di nuovo tipo e il ponte di coperta fu abbassato e liberato da ogni sporgenza.
Inoltre furono aboliti i lanciasiluri poppieri, sostituiti i periscopi con altri di maggior lunghezza e sistemato un radar rientrabile di tipo americano.

Immagine inviata


Attività di classe
Le unità di questa serie entrarono in servizio, con il ritmo medio di due sommergibili al mese, fra l'ottobre 1941 ed il maggio 1942; dopo un periodo di serrato addestramento furono man mano inviate alle basi d'impiego che furono prevalentemente Cagliari ed, in misura minore, Trapani e Messina. Quando i bombardamenti aerei sulle basi suddette aumentarono di frequenza e d'intensità, i sommergibili furono spesso decentrati in porti minori e sorgitori vari sia della Sardegna che della Sicilia.
Il loro impiego bellico ebbe esclusivamente carattere offensivo, inteso prevalentemente alla formazione di linee o zone di sbarramento contro forze navali e convogli avversari diretti al rifornimento di Malta.

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Modificata da magico_8°/88, 19 febbraio 2011 - 07:12 .

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O mar sempiterno, salute!
Sui gorghi
dell'equoreo tuo regno,
mi risfavillano i sogni
che bimbo sognai.


#2 Totiano

Totiano
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Inviato 15 dicembre 2009 - 01:54

Regio sommergibile PLATINO
Nec Flectar nec frangar
(Non mi piego, e non mi spezzo)



Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 20 novembre 1940
Varo: 1 giugno 1941
Consegnato : 2 ottobre 1941
Radiazione: 1 febbraio 1948

Attività operativa
Fu la prima unità della serie ad essere consegnata alla Regia Marina. Nel gennaio 1942, dopo un intenso addestramento, venne dislocata ad Augusta al comando del tenente di vascello Innocenzo Ragusa.
Il 3 gennaio 1942, effettuò una missione di agguato offensivo nelle acque a levante di Malta; rientrò alla base senza aver conseguito contatti col nemico.
Dopo altre missioni, il 15 marzo salpò da Augusta per portarsi ad operare nelle acque di Gaudo ed il giorno 17, nel pomeriggio, 100 miglia al largo della Cirenaica, fu attaccata da un aereo Bristol "Blenheim", con tre bombe che caddero vicino allo scafo. La pronta reazione di fuoco dell'unità riuscì a far desistere l'attaccante che si allontanò con un incendio a bordo.
Il 13 novembre 1942, al comando del tenente di vascello Roberto Rigoli, penetrò nella Baia di Bougie e alle ore 03.46 lanciò quattro siluri contro il piroscafo alla fonda. A causa del basso fondale alcuni siluri si insabbiarono mentre almeno uno di essi andò a segno; l'esito non fu accertato. Risultò in seguito che l'azione portò al danneggiamento del piroscafo britannico Narkunda di 16.632 tsl.
Al comando del tenente di vascello Vittorio Patrelli Campagnano, avvistò, verso la mezzanotte del 29 gennaio 1943, un convoglio scortato navigante nelle acque di Capo Cavallo (Algeria) e diretto a levante. Portatosi prontamente all'attacco in superficie, alle ore 00.17 del 30 lanciò quattro siluri contro una sezione di unità della scorta e contro un piroscafo di media portata. L'esito dell'attacco non poté essere rilevato perché l'unità, sottoposta ad immediata caccia, fu costretta ad immergersi. Fonti britanniche riportano che nel corso di questa azione andò perduta la corvetta Samphire di 1015 t.
Il 17 febbraio l'unità avvistò, in vicinanza di Capo Bougaroni, un convoglio scortato costituito da due piroscafi, diretto a levante; l'attaccò col lancio di quattro siluri e si allontanò in immersione. Anche in questo caso l'esito non venne accertato.
Dopo altre missioni offensive, con esito negativo, l'8 settembre 1943 il Platino, in ottemperanza all'ordine ricevuto, lasciò la zona di agguato e diresse su Bona, dove arrivò il giorno 11. Inviato a Malta, partecipò a missioni addestrative con reparti aeronavali britannici; il 7 ottobre rientrò a Napoli e, nel gennaio 1944, fu dislocato a Brindisi da dove effettuò cinque missioni di trasporto e sbarco operatori-informatori sulla costa occidentale del Golfo di Venezia, presso Rimini, a Cortellazzo ed a Chioggia. L'ultima missione, compiuta in collaborazione con gli Alleati, fu quella effettuata dal 21 al 29 giugno 1944, quando il battello trasportò nella zona di Ravenna, controllata dalle forze tedesche, operatori r.t., armi e munizionamento per i partigiani.
Al termine del conflitto l'unità fu disarmata e demolita. L'attività bellica del Platino fu di 13 missioni offensive, 17 di trasferimento tra porti nazionali e, nel periodo di cobelligeranza, 5 di trasporto operatori, armi e munizioni in zone controllate dal nemico: furono percorse oltre 25 000 miglia.

Racconti di bordo del R. smg Platino
LINK

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Modificata da magico_8°/88, 19 febbraio 2011 - 06:23 .


#3 Totiano

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Inviato 15 dicembre 2009 - 01:57

Regio sommergibile ACCIAIO



Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 21 novembre 1940
Varo: 22 giugno 1941
Consegnato : 30 ottobre 1941
Affondato: 13 luglio 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Dopo un breve ma intenso periodo addestrativo, al comando del tenente di vascello Ottorino Beltrami, l'unità raggiunse la base di Augusta ed il 23 marzo 1942 partì per la sua prima missione di guerra consistente in un agguato al largo delle coste cirenaiche. Rientrò ad Augusta il 9 aprile senza aver avuto contatti con unità nemiche.
Il 10 novembre, in missione nelle acque di Algeri, avvistò, stando in superficie, un'unità, riconosciuta per un incrociatore della classe "Leander"; da una distanza di 1.300 metri lanciò, in successione, clue salve di due siluri. Sottrattosi all'immediata reazione con una rapida immersione, non poté osservare l'esito dell'attacco, che risultò essere stato negativo.
Nella notte del 7 febbraio 1943, in agguato nella zona di mare prospiciente Capo Bougaroni, avvistò un'unità militare contro la quale lanciò clue siluri. Nell'azione risultò affondato il trawler Ternani, di 409 t standard.
Il 10 luglio 1943 l'Acciaio partì dalla Maddalena, al comando del tenente di vascello Vittorio Pescatore, per portarsi in agguato presso la costa nord della Sicilia, allo scopo di contrastare eventuali azioni di sbarco. Dopo la partenza l'unità non dette più notizie. Fonti ufficiali britanniche affermano che l'Acciaio fu affondato il 13 luglio, nelle acque a nord dello Stretto eli Messina, dal sommergibile britannico Unruly. Non vi furono superstiti.
In guerra l'Acciaio compì 9 missioni offensive e 15 di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 13.848 miglia.

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L'Acciaio in arrivo a maddalena,1942

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#4 Totiano

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Inviato 15 dicembre 2009 - 02:01

Regio sommergibile COBALTO



Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 26 novembre 1940
Varo: 20 agosto 1941
Consegnato : 30 ottobre 1941* o 18 marzo 1942**
Affondato: 12 agosto 1942
Radiazione: 18 ottobre 1946

* da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999
**da "I sommergibili italiani" di Paolo M. Pollina - USMM - 1963

Attività operativa
Il periodo addestrativo di questa unità fu piuttosto lungo e solo nel luglio 1942, salpato dalla base di Augusta, effettuò la sua prima missione di guerra operando nelle acque dell'Isola La Galite senza avvistare unità nemiche.
Durante la sua seconda missione di guerra l'unità, al comando del tenente di vascello Raffaele Amicarelli, operò nelle acque tunisine a nord di Biserta, per attaccare, con altre unità, forze navali nemiche provenienti da Gibilterra e dirette a Malta (Battaglia di Mezzo Agosto).
Alle ore 11.30 del giorno 12, in contatto idrofonico, manovrò per attaccare navi da battaglia passando internamente alla scorta dei caccia: quando si trovò in posizione favorevole al lancio fu investito da una scarica di bombe che lo spinsero violentemente verso il basso e causarono avarie agli organi di comando ed infiltrazioni d'acqua nella parte poppiera dello scafo. Costretto ad emergere, venne subito centrato nella zona della torretta da un proiettile nemico e subito dopo speronato dal cacciatorpediniere britannico Ithuel, quando erano state già attivate le azioni per l'autoaffondamento.
Nello scontro perirono il sottotenente Giovanni Gardella ed il marinaio Mario Volpe; il cacciatorpediniere britannico subì gravi avarie. L'equipaggio fu fatto prigioniero.
Il Cobalto aveva effettuato 2 missioni offensive ed una di trasferimento, per complessive 1604 miglia di navigazione in guerra.

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Modificata da magico_8°/88, 19 febbraio 2011 - 09:56 .


#5 Totiano

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Inviato 15 dicembre 2009 - 02:05

Regio sommergibile NICHELIO



Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 1 luglio 1941
Varo: 12 aprile 1942
Consegnato : 30 luglio 1942
Radiazione: 1 febbraio 1948

Attività operativa
Il Nichelio dopo un breve ma intenso addestramento preliminare, fu trasferito alla base di Augusta, in forza al X Gruppo.
II 28 settembre l'unità diede inizio alla sua attività bellica, portandosi ad operare nelle acque di Capo Carbon; il giorno 11 ottobre avvistò due unità leggere ritenute clue corvette in perlustrazione, che non poté attaccare essendo stato a sua volta scoperto.
Il 17 gennaio 1943, stando in navigazione in superficie, l'unità fu oggetto di attacco aereo, con lancio di bombe: la pronta ed efficace reazione delle armi di bordo costrinse l'aereo ad allontanarsi, visibilmente danneggiato.
Schierato con altre unità in agguato nelle acque a sud della Sicilia in seguito allo sbarco anglo-americano sulle coste sudorientali dell'isola, la sera del 14 luglio 1943, al comando del tenente di vascello Claudio Celli, nelle acque dello Stretto di Messina, stando in navigazione in superficie, fu attaccato alle ore 22.30 da tre moto-siluranti britanniche che, manovrando per portarsi in posizione favorevole al lancio, aprirono un fitto fuoco di mitragliera contro il battello, la cui pronta reazione con le armi di bordo provocò il grave danneggiamento della MTB 641. Il Nichelio riuscì a disimpegnarsi con rapida immersione.
Proseguendo nella missione, l'unità si trasferì nelle acque di Capo Passero; il giorno 15, verso le ore 13.00, avvistò un piroscafo (8000 tsl circa) scortato da due corvette, contro il quale, da una distanza inferiore ai 1000 metri, lanciò un siluro colpendo il bersaglio, che fu visto fortemente appoppato ed in procinto di affondare.
L'8 settembre 1943 l'unità si trovava schierata, in funzione antisbarco, nel Basso Tirreno, quando ricevette l'ordine di portarsi in superficie e dirigere su Bona con a riva i prescritti segnali di riconoscimento. Accompagnata da motosiluranti britanniche, entrò invece a Salerno, quindi si trasferì a Malta da dove, il 6 ottobre, ripartì per Napoli.
Partecipò alla guerra di liberazione compiendo sette missioni speciali, svolgendo una intensa attività adcestrativa antisom per i reparti aeronavali britannici, e venendo anche impiegata per uscite adcíestrative per gli allievi delle Scuole di Taranto.
Le sette missioni, compiute nel periodo 26 novembre 1943-27 luglio 1944, operando dalla sede di Brindisi, furono le seguenti.
Tra il 26 novembre e il 3 dicembre 1943, al comando del tenente di vascello Claudio Celli, sbarcò tre gruppi di operatori sulla costa dell'Alto Adriatico occupata dai Tedeschi, operazione che ripeté, tra il 18 e il 30 gennaio 1944, al comando del tenente di vascello Gaspare Cavallina.
Successivamente il comando fu assunto dal tenente di vascello Ugo Esmenard. Fra il 25 febbraio e il 2 marzo 1944 il Nichelio sbarcò degli operatori a nord di Pesaro e tra il 5 marzo e il 3 aprile ne sbarcò altri in Istria (un gruppo presso Umago ed un gruppo presso Rovigno). Tra il 21 e il 25 aprile sbarcò degli operatori e del materiale bellico nell'Isola Zante: tra il 24 aprile e il 23 maggio sbarcò operatori e materiali a Zante e altri operatori a Cefalonia, operazione ripetuta tra il 21 e il 27 luglio 1944. Nell'espletamento di questa settima missione venne recuperata una lancia con a bordo un Sergente di Marina ed un civile, fuggiti da Valona.
Dalla sua entrata in servizio al termine del conflitto, il Nichelio compì 10 missioni offensive, 12 di trasferimento tra porti nazionali, 7 di cobelligeranza con gli Anglo-Americani e numerose uscite addestrative, percorrendo complessivamente 23 000 miglia.
II 7 febbraio 1949, in ottemperanza alle clausole armistiziali, fu ceduto all'Unione Sovietica nel porto di Valona, in conto riparazioni danni di guerra. Ribattezzato Z 14, rimase in servizio fino al 1960.

Immagine inviata
Il sommergibile Nichelio ormeggiato al molo S. Vincenzo a Napoli nell'aprile 1943
"In Guerra sul Mare. Navi e Marinai Italiani nel Secondo Conflitto Mondiale", Erminio Bagnasco, Ermanno Albertelli Editore, 2005

Modificata da magico_8°/88, 19 febbraio 2011 - 10:13 .


#6 Totiano

Totiano
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Inviato 15 dicembre 2009 - 02:11

Regio sommergibile ASTERIA



Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 16 ottobre 1940
Varo: 25 giugno 1941
Consegnato : 8 novembre 1941
Affondato: 17 febbraio 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Il battello, solo nella primavera del 1942 (13-25 maggio), effettuò la sua prima missione di guerra al largo delle coste cirenaiche subendo, il giorno 15, una dura caccia da parte di un cacciatorpediniere britannico che, dopo un tentativo di
speronamento, sottopose il sommergibile ad un prolungato lancio di bombe di profondità i cui effetti non ridussero l'efficienza operativa del battello.
Il 14 luglio il battello, al comando del tenente di vascello Pasquale Beltrame, avvistò ed attaccò un'unità, che giudicò essere un cacciatorpediniere, contro il quale lanciò due siluri; uno fallì il bersaglio, mentre del secondo fu udita l'esplosione. L'esito è incerto, in quanto non esiste traccia di affondamento nella documentazione britannica.
Il 13 novembre, al comando del tenente di vascello Dante Morrone, nelle acque di Capo Carbon avvistò due piccole unità militari contro le quali lanciò due siluri, che non colpirono. Sottoposto a caccia subì lievi avarie ma riuscì a sottrarsi all'azione.
Alle ore 12.45, mentre stava ritornando nella zona di agguato, venne attaccato da un aereo Lockheed "Hudson" che sganciò, da bassissima quota, alcune bombe; la pronta reazione di fuoco del sommergibile impedì ulteriori attacchi e determinò il sicuro danneggiamento dell'aereo, che fu visto allontanarsi con incendio ai motori. Non avendo riportato danni pregiudicanti l'assetto, l'unità proseguì nella missione.
Il 17 febbraio 1943 nelle acque di Capo Carbon L'Asteria avvistò due unità leggere in ricerca antisom, che tentò subito di attaccare, ma venne a sua volta attaccato e sottoposto ad un intenso lancio di bombe di profondità. Dopo sette ore di caccia, costretto ad emergere per l'esaurimento dell'aria compressa e impossibilitato quindi ad eseguire manovre di dosaggio di quota, fu immediatamente centrato dal fuoco dei due caccia britannici Westland e Easton e costretto all'autoaffondamento, avvenuto alle ore 10.00 circa 25 miglia a nordovest di Bougie.
L'equipaggio venne tratto in salvo dai due cacciatorpediniere, ma cinque marinai perirono nell'affondamento.
L'Asteria compì 9 missioni offensive e 8 operative cli trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 10 842 miglia.

Immagine inviata

Immagine inviata

Immagine inviata
Il sommergibile Asteria in livrea mimetica subito dopo la consegna alla Regia Marina
da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

Modificata da magico_8°/88, 18 febbraio 2011 - 07:35 .


#7 Totiano

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Inviato 15 dicembre 2009 - 02:28

Regio sommergibile GIADA



Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 16 ottobre 1940
Varo: 10 luglio 1941
Consegnato : 6 dicembre 1941
Radiazione: 1 giugno 1966

Attività operativa
Dislocato a Cagliari, dopo un lungo periodo addestrativo compì la prima missione di guerra nella prima metà del giugno 1942, operando dal 5 al 18 nella zona di mare compresa tra le Baleari e la costa algerina, per contrastare l'operazione "Vigorous" intesa a far giungere rifornimenti all'Isola di Malta.
Al comando del tenente di vascello Gaspare Cavallina, il giorno 14 avvistò un convoglio composto da diciotto navi tra militari e mercantili. Avendo riconosciuto tra le unità una portaerei del tipo "Eagle" diresse in superficie all'attacco di questa lanciando alle ore 05.05, da 2.500 metri, una salva di quattro siluri che non colpirono il bersaglio. Sottoposto subito a dura caccia, riuscì a sganciarsi in immersione.
Nell'agosto, durante la battaglia di Mezzo Agosto, volta a contrastare l'operazione "Pedestal", l'Alto Comando dei sommergibili predispose uno schieramento di cinque battelli nelle acque a sud delle Baleari. All'alba del 12 agosto, il Giada rilevò agli idrofoni unità dirette verso ponente. Mentre dirigeva verso di esse navigando in superficie, venne individuato da un aereo North American che bombardò il sommergibile mentre questi stava rapidamente immergendosi. Lo scoppio di due bombe provocò alcuni danni alle apparecchiature interne ed una via d'acqua nella zona poppiera dello scafo, costringendo il Giada ad interrompere l'immersione e ad affrontare in superficie l'aereo, che fu costretto a desistere dall'azione essendo stato probabilmente danneggiato.
Impossibilitato ad immergersi, il Giada fu, poco tempo dopo, nuovamente attaccato da un aereo "Sunderland" con lancio di bombe e mitragliamento: la pronta e precisa reazione di fuoco valse ad abbattere l'aereo. Nell'azione trovò la morte il sottocapo cannoniere Francesco Nacca; altri membri dell'equipaggio riportarono ferite. Per le gravi avarie, il Giada fu costretto a riparare temporaneamente a Valencia, sia per sbarcare la salma del caduto, sia per riparare macchinari indispensabili per la navigazione, come il timone verticale, rimasto danneggiato durante il combattimento; dopo sette ore di permanenza in quel porto, riparate sommariamente le avarie più gravi, l'unità riprese il mare per il rientro alla base.
Il 23 gennaio 1943, nelle acque a ponente di Capo Bougaroni, il Giada avvistò un grande piroscafo, probabilmente un trasporto truppe, scortato da due caccia britannici; portatosi all'attacco lanciò una salva di quattro siluri e si disimpegnò con rapida immersione. L'esito della azione non è noto. L'unità subì poi un attacco aereo, riportando solo qualche danno allo scafo.
All'atto dell'armistizio, il Giada, in ottemperanza agli ordini ricevuti, diresse su Bona, dove giunse il giorno 11, e successivamente si trasferì a Malta.
Il 6 ottobre partì per Taranto, dove effettuò un turno di lavori e nell'aprile 1944 fu inviato a Colombo per l'addestramento di reparti aeronavali degli Alleati. Nell'ottobre 1944 rientrò a Taranto dove rimase inattivo fino al termine del conflitto.
Dopo la firma del trattato di pace fu posto in disarmo e trasformato in un pontone di carica con la denominazione di V. 2.
Nel periodo 1952-1953 fu sottoposto a grandi lavori, che comportarono l'installazione di un radar, l'eliminazione delle artiglierie e dei tubi lanciasiluri poppieri, la modifica della torretta, la sostituzione dei periscopi con altri di maggior lunghezza; vennero anche migliorate le prestazioni in immersione. Il battello fu così reso particolarmente idoneo alla caccia dei sommergibili e all'addestramento delle nuove generazioni di sommergibilisti. Venne radiato il 1° giugno 1966.
Durante il conflitto compì 15 missioni offensive e 16 operative di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 15.656 miglia.

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NOTA: il battello subirà radicali trasformazioni nel dopoguerra, tali da trasfromarlo in un battello differente a cui è stato dedicato un nuovo post reperibile a questo LINK

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#8 Totiano

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Inviato 15 dicembre 2009 - 02:33

Regio sommergibile GRANITO



Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 9 settembre 1940
Varo: 7 agosto 1941
Consegnato : 3 gennaio 1942
Affondato: 9 novembre 1942
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Compì la sua prima missione di guerra dal 6 al 14 agosto 1942, nella zona a levante dell'Isola La Galite, durante la battaglia di Mezzo Agosto. All'alba del giorno 14 l'unità, al comando del tenente di vascello Leo Sposito, mentre si trovava in agguato nelle acque degli Scogli Fratelli, avvistò una formazione nemica contro la quale lanciò cinque siluri, con esito non accertato.
L'8 novembre salpò da Augusta per raggiungere, passando per lo Stretto di Messina, le acque algerine, col compito di contrastare lo sbarco delle forze anglo-americane in Algeria, in collaborazione con altre unità.
Dopo le ore 10.15 del giorno 9 non si ebbero più sue notizie. Dalla documentazione britannica risulta che l'unità fu affondata alle ore 15.00 del 9 novembre dai siluri lanciati dal sommergibile Saracen. Nell'affondamento perì l'intero equipaggio, composto da 5 ufficiali, 13 sottufficiali e 29 sottocapi e comuni.
Il Granito compì 4 missioni offensive e operative di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 3.839 miglia.

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#9 Totiano

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Regio sommergibile PORFIDO



Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 9 settembre 1940
Varo: 23 agosto 1941
Consegnato : 24 gennaio 1942
Affondato: 6 dicembre 1942
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Dopo la consegna, il battello, al comando del tenente di vascello Giovanni Lorenzotti venne dislocato a Cagliari, e passato un periodo di addestramento effettuò la sua prima missione di guerra durante la battaglia di Mezzo Agosto, senza tuttavia poter entrare in contatto con unità nemiche.
Partito da Cagliari la sera del 2 dicembre 1942 per una missione di agguato al largo di Bona, alle ore 01.50 del giorno 6, trovandosi in superficie, avvistò un sommergibile, risultato poi essere il britannico Tigris; quasi contemporaneamente vide le scie di due siluri dei quali uno poté essere evitato ma l'altro colpì nei locali motori. In 20 secondi il Porfido scomparve in mare e solo 4 dei 48 componenti dell'equipaggio poterono salvarsi.
L'unità aveva compiuto 5 missioni offensive e 8 operative di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 4.549 miglia.

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#10 Totiano

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Regio sommergibile AVORIO



Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 9 settembre 1940
Varo: 6 settembre 1941
Consegnato : 25 marzo 1942
Affondato: 9 febbraio 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Varato il 6 settembre 1941 nei C.R.D.A. di Monfalcone, fu consegnato alla Marina il 25 marzo 1942 ed effettuò la sua prima missione di guerra durante la battaglia di Mezzo Agosto, senza tuttavia poter effettuare lanci contro il nemico. In tale circostanza l'unita, al comando del tenente di vascello Mario Priggione, salpò da Cagliari il giorno 6 agosto per portarsi in una zona di mare e 20 miglia dalle coste tunisine ed il giorno 12 avvistò un convoglio che non poté attaccare perché fu sottoposto a caccia.
Il 24 novembre, in missione nelle acque di Capo Carbon, l'Avorio avvistò una unita leggera; manovrando opportunamente si portò ad una distanza inferiore agli 800 metri, lanciò tre siluri e si disimpegnò con rapida immersione. Circa 40 secondi dopo il lancio furono udite chiaramente le esplosioni delle armi ma non fu possibile accertare il risultato dell'attacco di cui non vi è cenno nella documentazione britannica.
Nella notte del 9 gennaio 1943, alle ore 23.47, fu costretto, per sottrarsi all'offesa di un aereo ad una rapida manovra di immersione nel corso della quale, per la non tempestiva chiusura del trombino di aerazione dei motori termici, imbarcò una notevole quantità d'acqua. Costretto a riemergere, ingaggiò combattimento con l'aereo attaccante che, colpito dal fuoco delle armi di bordo, dovette allontanarsi visibilmente colpito in parti vitali. Anche l'Avorio fu costretto ad interrompere la missione e a rientrare alla base.
Il 24 gennaio l'unità, mentre dirigeva verso la rada di Bougie, avvistò alle 01.16, nelle vicinanze di Capo Carbone, e affondò coi siluri, il trawler britannico Stronsav di 545 t.
Salpato da Cagliari il 6 febbraio 1943, al comando del tenente di vascello Leone Fiorentini, per una missione di agguato sottocosta fra Bona e Philippeville, insieme con altre unità, avvistò a distanza ravvicinata una piccola nave nemica apparentemente isolata e in perlustrazione antisom. Nonostante l'immediata immersione, l'Avorio fu inquadrato da una scarica di bombe che, per le avarie prodotte, lo costrinsero a riemergere ed a combattere con il cannone, subito controbattuto dal preciso fuoco dell'unità avversaria che uccise vari membri dell'equipaggio, tra cui il Comandante, l'ufficiale in seconda e l'ufficiale di rotta.
Si provvide allora all'autoaffondamento, che avvenne nei pressi di Capo Bougaroni così lentamente che una imbarcazione dell'unità nemica poté attraccare al battello con l'intenzione di catturarlo; ma non poté, in quanto l'Avorio, subito dopo essere stato preso a rimorchio, affondò. Nell'azione perirono 20 componenti dell'equipaggio e 26 vennero recuperati dalla nave nemica, la corvetta canadese Regina.
L'Avorio compì complessivamente 7 missioni offensive e 6 operative di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo 5.676 miglia.

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#11 Totiano

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Inviato 15 dicembre 2009 - 02:51

Regio sommergibile ALABASTRO



Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 12 marzo 1941
Varo: 18 dicembre 1941
Consegnato : 9 maggio 1942
Affondato: 14 settembre 1942
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Varato nei C.R.D.A. di Monfalcone il 18 dicembre 1941, il 9 maggio 1942 venne consegnato alla Regia Marina ed il 13 settembre dello stesso anno salpò da Cagliari per la sua missione di guerra, per sostituire altra unità in agguato fra Maiorca ed Algeri.
Dopo la partenza non diede più sue notizie. Dalla documentazione britannica si è appreso che l'unità fu affondata alle ore 16.20 del giorno 14 settembre 1942, nella zona di mare a nord di Bougie, da un aereo del 202° Stormo della RAF.
Non vi furono superstiti.

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Il sommergibile Alabastro in navigazione, lungo la costa sorrentina nell'estate 1942
da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

Modificata da magico_8°/88, 17 febbraio 2011 - 02:37 .


#12 Totiano

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Inviato 15 dicembre 2009 - 02:56

Regio sommergibile BRONZO



Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 2 dicembre 1940
Varo: 28 settembre 1941
Consegnato : 2 gennaio 1942
Catturato: 12 luglio 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Bronzo
Varato nei Cantieri Tosi di Taranto il 28 novembre 1941, fu consegnato alla Regia Marina il 21 gennaio 1942. Dislocato a Cagliari, partì per la sua prima missione di guerra, al comando del tenente di vascello Cesare Buldrini, il 13 giugno dello stesso anno. Durante la navigazione fu attaccato da un aereo dal quale riuscì a disimpegnarsi con rapida immersione.
Durante la battaglia di Mezzo Agosto, in missione nel Canale di Sicilia, avvistò, il 12 agosto, un grande piroscafo navigante a lento moto e con un principio d'incendio a poppa: lanciò in rapida successione tre siluri, uno dei quali colpì il bersaglio al centro, affondandolo. Si trattava del piroscafo Empire Hope, già colpito da offesa aerea nell'attacco avvenuto alle ore 20.30 dello stesso giorno. Durante la navigazione notturna del 18 agosto per il rientro alla base, il Bronzo, mentre navigava in superficie al largo di Capo Spartivento diretto a Cagliari, fu fatto segno al lancio di un siluro da parte di un sommergibile avversario, che tuttavia non lo colpì. Con rapida manovra il Bronzo diresse a tutta forza sul punto dal quale era stato lanciato il siluro ed urtò violentemente contro un corpo immerso, probabilmente lo stesso sommergibile attaccante, riportando una bugna, senza poter rilevare i danni inflitti all'avversario.
La sera del 10 settembre 1942, al largo delle coste algerine, avvistò una formazione di incrociatori scortati da due caccia. Portatosi prontamente all'attacco eseguì il lancio di quattro siluri, di cui non poté accertare il risultato, in quanto fu costretto ad immergersi; furono udite due forti esplosioni.
L'11 luglio 1943 l'unità, al comando del tenente di vascello Antonio Gherardi, in trasferimento a Pozzuoli e diretta verso lo Stretto di Messina per portarsi nelle acque antistanti Siracusa, fu fatta segno all'attacco di un sommergibile avversario, all'altezza di Capo Vaticano; i quattro siluri lanciati furono evitati.
Proseguì la sua navigazione ed alle ore 06.00 del giorno 12, trovandosi nella zona di agguato in immersione, percepì rumori di motori; a bordo si ritenne che fossero unità nazionali perché non era nota l'avvenuta occupazione di Siracusa da parte degli Anglo-Americani. Alle ore 13.00 l'unità si portò a quota periscopica e si trovò in mezzo ad una formazione navale; ritenendola nazionale emerse in vicinanza dei dragamine britannici Boston, Cromarty, Poole e Seabam. Fu accolto da un nutrito fuoco di artiglieria e di mitragliera sotto il quale caddero gli ufficiali e gli uomini saliti in coperta; l'unità rimase perciò senza comando ed il dragamine Seaham poté catturarla. Nell'azione perdettero la vita il Comandante e l'ufficiale in seconda, 2 sottufficiali e 4 marinai.
Nel 1944 l'unità fu consegnata alla Francia, che la denominò Narval, e rimase in servizio nella Marina francese fino al 1948. Radiata, fu in seguito demolita.
L'attività bellica del Bronzo fu di 10 missioni offensive e 3 operative di trasferimento tra porti nazionali; furono percorse complessivamente 10.963 miglia in guerra.

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la mascotte
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Dettaglio della falsa torre del sommergibile x in una foto dell'agosto 1942; con il binocolo al collo il C.te dell'unità T.V. Cesare Buldrini.
(foto 1° gruppo A.N.M.I. Milano via "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994)

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Il sommergibile Bronzo al rimorchio del dragamine britannico Seaham, che dirige verso il porto di Siracusa dopo la cattura.
da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005

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Il sommergibile Bronzo ormeggiato in banchina a Siracusa, dopo essere stato catturato da unità alleate il 12 luglio 1943.
(foto Imperial War Museum via "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994)

Modificata da magico_8°/88, 17 febbraio 2011 - 03:47 .


#13 Totiano

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Inviato 15 dicembre 2009 - 03:03

Regio sommergibile VOLFRAMIO (fino al 09.11.1941 STRONZIO)



Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 16 dicembre 1940
Varo: 9 novembre 1941
Consegnato : 15 febbraio 1942
Affondato: 8 settembre 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Impostato il 16 dicembre 1940 nei Cantieri Tosi di Taranto con il nominativo di Stronzio fu varato il 9 novembre 1941 con il nome di Volframio. Dopo un adde-stramento preliminare, il 15 febbraio 1942 passò in forza a Maricosom ed effettuò la sua prima missione il 7 agosto con un agguato offensivo. Durante lo svolgimento dell'operazione britannica "Pedestal" che culminò nella battaglia di Mezzo Agosto, rilevò agli idrofoni il passaggio delle forze avversarie ma non riuscì a entrare in contatto visivo con le stesse.
Trasferito nella sede di Cagliari, il 2 febbraio 1943, al comando del tenente di vascello Giovanni Manunta, effettuò una missione di trasporto incursori. Salpato da Cagliari con a bordo una pattuglia di arditi guastatori (un ufficiale e dieci militari), da sbarcare nel tratto di costa algerina compreso fra Capo Carbon e Capo Sigli, e giunto nella zona nella notte del 6, fu costretto, a causa delle avverse condizioni meteo, a rinviare le operazioni di sbarco. L'operazione, ritentata il giorno 8, venne nuovamente sospesa perché il Volframio fu intercettato e sottoposto a violenta caccia da parte di unità britanniche, per cui dovette rientrare alla base.
Una nuova missione venne tentata il 30 maggio, quando l'unità, salpata dalla Maddalena, ebbe il compito di sbarcare, tra il 5 e l'8 aprile, una pattuglia di guastatori; ma anche questa missione, a causa delle avverse condizioni del mare, non venne portata a compimento.
Il 9 settembre 1943 l'unità, ai lavori alla Spezia, fu autoaffondata dall'equipaggio. Successivamente recuperata dai Tedeschi, affondò in porto alla Spezia nel 1944, durante un attacco aereo anglo-americano.
Complessivamente l'unità compì 8 missioni offensive, 2 di trasporto reparti incursori e 7 di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo 13.040 miglia in guerra.

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Sommergibile Volframio in affioramento, da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

Modificata da magico_8°/88, 28 dicembre 2011 - 10:06 .


#14 magico_8°/88

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Inviato 29 gennaio 2010 - 02:51

Regio sommergibile ARGENTO



Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 30 aprile 1941
Varo: 22 febbraio 1942
Consegnato : 16 maggio 1942
Affondato: 3 agosto 1943
Radiazione: 27 febbraio 1947

Attività operativa
Varato il 22 febbraio 1942 nei Cantieri Tosi di Taranto, fu consegnato alla Regia Marina il 15 maggio 1942. In data 10 agosto passò in forza a Maricosom per il IV Gruppo con sede a Taranto; effettuò la sua prima missione di guerra nell'ultima decade di settembre.
Al comando del tenente di vascello Renato Frascolla e dislocato a Cagliari, effettuò missioni di agguato nelle acque a sud della Sardegna e lungo le coste dell'Africa settentrionale. La sera del 21 gennaio 1943, stando in navigazione in superficie, fu attaccato da un aereo. La pronta reazione di fuoco causò l'abbattimento dell'attaccante, che precipitò in mare esplodendo.
Il 21 agosto salpò dalla Maddalena per portarsi in agguato nelle acque della costa orientale della Sicilia ed il giorno 23, in navigazione verso lo Stretto di Messina l'unita, al comando del tenente di vascello Leo Masina, fu fatta segno al lancio di tre siluri da parte di un'unita similare nemica, che non andarono a segno per la pronta manovra dell'Argento.
Nel prosieguo della stessa missione, il giorno 25 ricevette l'ordine di effettuare una ricognizione verso il Golfo della Sirte e poi rientrare alla base.
Nella notte del 3 agosto, mentre navigava in superficie sulla rotta di ritorno, nelle acque di Pantelleria, avvistò luci sospette ed una unita che dirigeva su di esso. Fallita una contromanovra di attacco, l'Argento si immerse per sfuggire alla caccia, ma non riuscì a disimpegnarsi e fu sottoposto ad un violento bombardamento da parte del cacciatorpediniere statunitense Buck. Per le avarie subite fu costretto ad emergere e si autoaffondò sotto il preciso fuoco dell'unità nemica, che recuperò poi l'intero equipaggio, ad eccezione di quattro marinai deceduti nel corso dell'azione.
L'attività bellica dell'Argento fu di 10 missioni offensive e 3 operative di trasferimento tra porti nazionali: furono percorse complessivamente 10.745 miglia in guerra.

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Il sommergibile Argento subito dopo il varo, da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

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Il sommergibile Argento in manovra per ormeggiare nel porto di Cagliari nel tardo autunno 1942, da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

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Modificata da magico_8°/88, 14 febbraio 2011 - 08:40 .

"La sconfitta reclama ad alta voce perchè esige spiegazioni;
mentre la vittoria, come la carità , nasconde un gran numero di peccati."


Alfred T. Mahan

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