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Classe 600 Serie Platino (1940)


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Sommergibili classe " 600 " serie "Platino" (o anche "Acciaio")

 

cl.600-serie.PLATINO.I.sommergibili.Italiani.1963_1024.jpg
da "I sommergibili italiani" di Paolo M. Pollina - USMM - 1963, per g.c. Sergio Mariotti

 

Caratteristiche generali della classe "600" serie "Platino" (o anche "Acciaio"):

Tipo: Sommergibile di piccola crociera

Dislocamento:
- in superficie: 710,00 t (piccole differenze nel tonnellaggio fra le unità costruite da cantieri diversi)
- in immersione: 870,00 t
Dimensioni:
- Lunghezza: 60,18 m
- Larghezza: 6,45 m
- Immersione: 4,75 m
Apparato motore superficie: 2 motori Diesel FIAT (per i sommergibili costruiti dal Cantiere Tosi MM.TT. Tosi), 2 eliche
- Potenza: 1.400 cv (1.500 cv per le unità costruite dalla Tosi con motorizzazione "Tosi")
- Velocità max. in superficie: 14,0 nodi (lievi variazioni in velocità ed autonomia fra i sommergibili dotati di motori diversi)
- Autonomia in superficie: 2.300 miglia a 14 nodi - 5.000 miglia a 8,5 nodi
Apparato motore immersione: 2 motori elettrici di propulsione C.R.D.A. (per i sommergibili dal Cantiere Tosi MEP Ansaldo)
- Potenza: 800 cv
- Velocità max: 7,7 nodi
- Autonomia in immersione: 7 miglia a 7 nodi - 80 miglia a 3 nodi
Armamento:
- 4 tls AV da 533 mm, 4 siluri da 533 mm
- 2 tls AD da 533 mm, 2 siluri da 533 mm (le unità costruite dalla Tosi ebbero 4 tls da 533 mm con 4 armi)
- 1 cannone da 100/47 mm
- 4 mitragliatrici 13.2 binate
Equipaggio: 4 ufficiali, 40 tra sottufficiali e marinai
Profondità di collaudo: 80 m

 

1941_cl.600_serie.Platino_Sommergibili.italiani.fra.le.2GM-1990_1024.jpg
da "Sommergibili italiani fra le due G.M." di A. Turrini - MariStat/UDAP - 1990, per g.c. Sergio Mariotti

 

Unità della classe "600" serie "Platino" (o "Acciaio"):

Regio sommergibile PLATINO
Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 20.11.1940, Varo: 01.06.1941, Consegna: 02.10.1941, Radiazione: 01.02.1948

Regio sommergibile ACCIAIO
Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 21.11.1940, Varo: 22.06.1941, Consegna: 30.10.1941, Affondato: 13 luglio 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile COBALTO
Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 26.11.1940, Varo: 20.08.1941, Consegna: 30.10.1941, Affondato: 12 luglio 1942, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile NICHELIO
Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 01.07.1941, Varo: 12.04.1942, Consegna: 30.07.1942, Radiazione: 01.02.1948

Regio sommergibile ASTERIA
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 16.10.1940, Varo: 25.06.1941, Consegna: 08.11.1941, Affondato: 17 febbraio 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile GIADA
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 16.10.1940, Varo: 10.07.1941, Consegna: 06.12.1941, Radiazione: 01.06.1966

Regio sommergibile GRANITO
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 09.11.1940*, Varo: 07.08.1941, Consegna: 03.01.1942, Affondato: 9 novembre 1942, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile PORFIDO
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 09.11.1940*, Varo: 23.08.1941, Consegna: 24.01.1942, Affondato: 6 dicembre 1942, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile AVORIO
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 09.11.1940*, Varo: 06.09.1941, Consegna: 25.03.1942, Affondato: 9 febbraio 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile ALABASTRO
Cantiere: C.R.D.A., Monfalcone
Impostazione: 12.03.1941, Varo: 18.12.1941, Consegna: 09.05.1942, Affondato: 14 settembre 1942, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile BRONZO
Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 02.12.1940, Varo: 28.09.1941, Consegna: 02.01.1942, Affondato: 12 luglio 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile VOLFRAMIO
Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 16.12.1940, Varo: 09.11.1941, Consegna: 15.02.1942, Affondato: 8 settembre 1943, Radiazione: 18.10.1946

Regio sommergibile ARGENTO
Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 30.04.1941, Varo: 22.02.1942, Consegna: 16.05.1942, Affondato: 3 agosto 1943, Radiazione: 27.02.1947

* Ho riportato la data che mi sembra la più corretta presa da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1990, mentre sul testo "I sommergibili italiani" di Paolo M. Pollina - USMM - 1963, come anche su "Sommergibili italiani fra le due G.M." dello stesso A. Turrini - MariStat/UDAP - 1990, viene riportata come data d'impostazione 09.09.1940.

Generalità di classe
Questa serie di sommergibili della classe "600", di dislocamento leggermente superiore alle serie precedenti, fu ordinata e costruita durante il secondo conflitto mondiale per rimpiazzare le unità similari perdute in misura elevata.
A questi sommergibili vennero apportate rispetto ai precedenti, alcune modifiche che l'esperienza di guerra aveva dimostrato molto utili; in particolare fu adottata una torretta di minori dimensioni e più funzionale, sul modello di quella dei sommergibili tedeschi tipo "VII" che aveva dato ottima prova; l'armamento antiaereo fu migliorato e potenziato con la sistemazione di mitragliere binate su affusti a scomparsa; le sistemazioni per l'assetto silenzioso furono realizzate già in sede di costruzione e risultarono pertanto più sicure ed efficienti delle precedenti. Anche il settore delle apparecchiature ausiliarie segnò un miglioramento dovuto al perfezionamento degli impianti preesistenti e all'introduzione di nuove apparecchiature per il lancio e contro la localizzazione radar.
D'altra parte la crescente penuria di metalli speciali impose soluzioni di ripiego in alcuni servizi importanti per cui frequentemente si verificarono su questi battelli inconvenienti di una certa importanza dovuti a deficienza di materiali.
La quasi totalità dell'unità della serie ebbe vita brevissima e pertanto il loro rendimento in servizio non può essere paragonato nel tempo a quello delle serie precedenti.
Il Giada, unica unità efficiente rimasta in possesso della Marina Italiana dopo la firma del trattato di pace, nel 1952-53 effettuò importanti lavori di rimodernamento che ne alterarono notevolmente la sagoma.
Le modifiche apportate furono in gran parte intese a migliorare le prestazioni in immersione poiché il battello doveva essere prevalentemente adibito all'addestramento di unità di superficie alla caccia antisommergibile; così venne abolito il cannone, la falsa torre fu sostituita con altra di nuovo tipo e il ponte di coperta fu abbassato e liberato da ogni sporgenza.
Inoltre furono aboliti i lanciasiluri poppieri, sostituiti i periscopi con altri di maggior lunghezza e sistemato un radar rientrabile di tipo americano.

 

1940_cl.Platino-Bob.Napp-2004.1024.jpg

 

Attività di classe
Le unità di questa serie entrarono in servizio, con il ritmo medio di due sommergibili al mese, fra l'ottobre 1941 ed il maggio 1942; dopo un periodo di serrato addestramento furono man mano inviate alle basi d'impiego che furono prevalentemente Cagliari ed, in misura minore, Trapani e Messina. Quando i bombardamenti aerei sulle basi suddette aumentarono di frequenza e d'intensità, i sommergibili furono spesso decentrati in porti minori e sorgitori vari sia della Sardegna che della Sicilia.
Il loro impiego bellico ebbe esclusivamente carattere offensivo, inteso prevalentemente alla formazione di linee o zone di sbarramento contro forze navali e convogli avversari diretti al rifornimento di Malta.

 


Platino_1940.jpg

Disegni di Aldo Cherini da https://www.cherini.eu/mmi/index.html


Smg.Bronzo-dx-Volframio_primavera-1942_A.Fraccaroli_via-M.Brescia_800.jpg

I sommergibili Volframio e Bronzo nella primavera del 1942, collezione A. Fraccaroli via M. Brescia.

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  • 2 years later...

Dist.smg.RM.(trasp).png

Regio sommergibile

PLATINO

Nec Flectar nec frangar

(Non mi piego, e non mi spezzo)

 

 

Cantiere: O.T.O., La Spezia

Impostazione: 20 novembre 1940

Varo: 1 giugno 1941

Consegnato : 2 ottobre 1941

Radiazione: 1 febbraio 1948

 

Attività operativa

Fu la prima unità della serie ad essere consegnata alla Regia Marina. Nel gennaio 1942, dopo un intenso addestramento, venne dislocata ad Augusta al comando del tenente di vascello Innocenzo Ragusa.

Il 3 gennaio 1942, effettuò una missione di agguato offensivo nelle acque a levante di Malta; rientrò alla base senza aver conseguito contatti col nemico.

Dopo altre missioni, il 15 marzo salpò da Augusta per portarsi ad operare nelle acque di Gaudo ed il giorno 17, nel pomeriggio, 100 miglia al largo della Cirenaica, fu attaccata da un aereo Bristol "Blenheim", con tre bombe che caddero vicino allo scafo. La pronta reazione di fuoco dell'unità riuscì a far desistere l'attaccante che si allontanò con un incendio a bordo.

Il 13 novembre 1942, al comando del tenente di vascello Roberto Rigoli, penetrò nella Baia di Bougie e alle ore 03.46 lanciò quattro siluri contro il piroscafo alla fonda. A causa del basso fondale alcuni siluri si insabbiarono mentre almeno uno di essi andò a segno; l'esito non fu accertato. Risultò in seguito che l'azione portò al danneggiamento del piroscafo britannico Narkunda di 16.632 tsl.

Al comando del tenente di vascello Vittorio Patrelli Campagnano, avvistò, verso la mezzanotte del 29 gennaio 1943, un convoglio scortato navigante nelle acque di Capo Cavallo (Algeria) e diretto a levante. Portatosi prontamente all'attacco in superficie, alle ore 00.17 del 30 lanciò quattro siluri contro una sezione di unità della scorta e contro un piroscafo di media portata. L'esito dell'attacco non poté essere rilevato perché l'unità, sottoposta ad immediata caccia, fu costretta ad immergersi. Fonti britanniche riportano che nel corso di questa azione andò perduta la corvetta Samphire di 1015 t.

Il 17 febbraio l'unità avvistò, in vicinanza di Capo Bougaroni, un convoglio scortato costituito da due piroscafi, diretto a levante; l'attaccò col lancio di quattro siluri e si allontanò in immersione. Anche in questo caso l'esito non venne accertato.

Dopo altre missioni offensive, con esito negativo, l'8 settembre 1943 il Platino, in ottemperanza all'ordine ricevuto, lasciò la zona di agguato e diresse su Bona, dove arrivò il giorno 11. Inviato a Malta, partecipò a missioni addestrative con reparti aeronavali britannici; il 7 ottobre rientrò a Napoli e, nel gennaio 1944, fu dislocato a Brindisi da dove effettuò cinque missioni di trasporto e sbarco operatori-informatori sulla costa occidentale del Golfo di Venezia, presso Rimini, a Cortellazzo ed a Chioggia. L'ultima missione, compiuta in collaborazione con gli Alleati, fu quella effettuata dal 21 al 29 giugno 1944, quando il battello trasportò nella zona di Ravenna, controllata dalle forze tedesche, operatori r.t., armi e munizionamento per i partigiani.

Al termine del conflitto l'unità fu disarmata e demolita. L'attività bellica del Platino fu di 13 missioni offensive, 17 di trasferimento tra porti nazionali e, nel periodo di cobelligeranza, 5 di trasporto operatori, armi e munizioni in zone controllate dal nemico: furono percorse oltre 25 000 miglia.

 

Racconti di bordo del R. smg Platino LINK

 

Smg.PLATINO_durante.varo_Sommergibili.italiani.fra.le.2.GM-1990_800.jpg

Il sommergibile Platino durante il varo, il 1° giugno 1941, da "Sommergibili italiani fra le due G.M." di A. Turrini - MariStat/UDAP - 1990, per g.c. Sergio Mariotti

 

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Il Platino pronto per la consegna, collezione A. Turrini da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999 

 

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(Archivio Marcello Risolo)

 

06-10 Platino1941-4ja-1941 Parodi_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

Smg.PLATINO_lento.moto_Sommergibili.in.Guerra-1994_800.jpg

 

Smg.PLATINO_falsatorre.xx_I.sommergibili.Mediterraneo-1963_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

Smg.PLATINO_manovra.Cagliari.inizio-1943_In.guerra.sul.mare-2005_800.jpg

Il sommergibile Platino in manovra nell'avamporto di Cagliari all'inizio del 1943, da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005

 

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Smg.PLATINO_ormeggio.Cagliari-29.01.1993_I.sommergibili.italiani.1940-1943_2013-14_800.jpg

 

 

Smg.PLATINO_falsatorre.Brindisi-26.01.1944_In.guerra.sul.mare-2005_800.jpg

Brindisi 26 gennaio 1944. Particolare della falsa torre del Platino con l'insegna del "drago alato",  il battello si appresta ad effettuare la sua prima missione di rilascio di sabotatori dell'esercito statunitense nel periodo della co-belligeranza con gli alleati, g.c. V. Petrelli-Campagnano da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005

 

 

 

 

 

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Regio sommergibile

ACCIAIO

 

 

Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 21 novembre 1940
Varo: 22 giugno 1941
Consegnato : 30 ottobre 1941
Affondato: 13 luglio 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

 


Attività operativa
Dopo un breve ma intenso periodo addestrativo, al comando del tenente di vascello Ottorino Beltrami, l'unità raggiunse la base di Augusta ed il 23 marzo 1942 partì per la sua prima missione di guerra consistente in un agguato al largo delle coste cirenaiche. Rientrò ad Augusta il 9 aprile senza aver avuto contatti con unità nemiche.
Il 10 novembre, in missione nelle acque di Algeri, avvistò, stando in superficie, un'unità, riconosciuta per un incrociatore della classe "Leander"; da una distanza di 1.300 metri lanciò, in successione, due salve di due siluri. Sottrattosi all'immediata reazione con una rapida immersione, non poté osservare l'esito dell'attacco, che risultò essere stato negativo.
Nella notte del 7 febbraio 1943, in agguato nella zona di mare prospiciente Capo Bougaroni, avvistò un'unità militare contro la quale lanciò due siluri. Nell'azione risultò affondato il trawler Ternani, di 409 t standard.
Il 10 luglio 1943 l'Acciaio partì dalla Maddalena, al comando del tenente di vascello Vittorio Pescatore, per portarsi in agguato presso la costa nord della Sicilia, allo scopo di contrastare eventuali azioni di sbarco. Dopo la partenza l'unità non dette più notizie. Fonti ufficiali britanniche affermano che l'Acciaio fu affondato il 13 luglio, nelle acque a nord dello Stretto eli Messina, dal sommergibile britannico Unruly. Non vi furono superstiti.
In guerra l'Acciaio compì 9 missioni offensive e 15 di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 13.848 miglia.

 

L'amico LColombo aggiunge una nuova informazione sulle probabili cause, alternative, dell'affondamento del sommergibile Acciaio.

Qualche anno lo storico navale Platon Alexiades ha rintracciato negli archivi dell'USMM un rapporto di missione del sommergibile Brin in cui si menziona un attacco, infruttuoso, da parte di un sommergibile nemico che per orario e posizione combacia alla perfezione con quello dell'Unruly cui è stato a suo tempo attribuito l'affondamento dell'Acciaio. Il Brin evitò i siluri con la manovra e questi esplosero contro la costa: quella fu l'origine delle esplosioni avvertite a bordo dell'Unruly (che dopo il lancio non aveva potuto osservare l'esito dell'attacco a causa di una temporanea perdita d'assetto). Ne consegue che l'Acciaio non fu affondato dall'Unruly.

E' possibile che sia rimasto vittima di un attacco aereo il 12 luglio 1943, quando un Lockheed Hudson britannico attaccò con lancio di razzi un sommergibile sorpreso in superficie vicino alla zona d'agguato dell'Acciaio. Il sommergibile s'immerse mentre l'aereo scendeva in picchiata lanciando razzi, il pilota britannico al buio e per via della manovra effettuata non ebbe modo di osservare se gli ultimi razzi lanciati andarono a segno, ma osservò poco dopo un'ampia chiazza di nafta.

L'aereo era il velivolo "Q" del 608th Squadron RAF, pilotato dal sottotenente R. F. Burling. Questi avvistò un sommergibile che procedeva in superficie con rotta stimata 110° e velocità 6-8 nodi, a nove miglia di distanza, alle 00.20 del 12 luglio, in posizione 39°40' N e 05°14' E. Lanciatosi in picchiata, l'Hudson lanciò otto razzi da una quota di 150 metri. I primi cinque mancarono il bersaglio, che intanto si stava immergendo, "sorvolandolo" di 6-12 metri, mentre l'esito del lancio degli ultimi tre non fu osservato perché nel frattempo l'aereo aveva oltrepassato il punto in cui si trovava il battello. Tornato sul posto, osservò una chiazza di nafta di 45 metri per 550.

 

Smg.ACCIAIO-PLATINO_allestimento_RID-via.M.Risolo_800.jpg

(via M. Risolo)

 

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Il sommergibile Acciaio in navigazione, via M. Risolo.

 

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Sommergibile Acciaio in navigazione a tutta forza, da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

 

Smg.ACCIAIO_entrata.servizio-01.1942_G.Celeste-via.I.sommergibili.italiani.1940-1943_2013-14_800.jpg

Sommergibile Acciaio in navigazione, poco dopo la sua entrata in servizio nel gennaio 1942, g.c. G. Celeste da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier

 

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Regio sommergibile

COBALTO

 

 

Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 26 novembre 1940
Varo: 20 agosto 1941
Consegnato : 18 marzo 1942
Affondato: 12 agosto 1942
Radiazione: 18 ottobre 1946


Attività operativa
Il periodo addestrativo di questa unità fu piuttosto lungo e solo nel luglio 1942, salpato dalla base di Augusta, effettuò la sua prima missione di guerra operando nelle acque dell'Isola La Galite senza avvistare unità nemiche.
Durante la sua seconda missione di guerra l'unità, al comando del tenente di vascello Raffaele Amicarelli, operò nelle acque tunisine a nord di Biserta, per attaccare, con altre unità, forze navali nemiche provenienti da Gibilterra e dirette a Malta (Battaglia di Mezzo Agosto).
Alle ore 11.30 del giorno 12, in contatto idrofonico, manovrò per attaccare navi da battaglia passando internamente alla scorta dei caccia: quando si trovò in posizione favorevole al lancio fu investito da una scarica di bombe che lo spinsero violentemente verso il basso e causarono avarie agli organi di comando ed infiltrazioni d'acqua nella parte poppiera dello scafo. Costretto ad emergere, venne subito centrato nella zona della torretta da un proiettile nemico e subito dopo speronato dal cacciatorpediniere britannico Ithuel, quando erano state già attivate le azioni per l'autoaffondamento.

 

E significativo dell'avvenimento riportare uno stralcio del rapporto di missione del comandante Amicarelli:

 

Alle ore 13.45 rilevamento polare 350° avvisto un Ct e ad intervallo di pochi secondi altri 11 Ct. Essi coprono il settore da rilevamento polare 350° a rilevamento polare 20°. Il beta è 0°. Distanza stimata: 18.000-20.000 m. Sono apparentemente in linea di fronte, più probabilmente su di un grande arco di cerchio e compiono frequenti ampie accostate indipendenti. All'estremo limite dell'orizzonte numerosi fumi.

Mare calmissimo, cielo sereno, visibilità perfetta. Molti aerei in volo. La mia posizione stimata è 30 miglia a nord-est della Galite. Data la posizione delle forze nemiche, deduco trattarsi della forza navale pesante e decido tentare l'attacco contro una delle unità maggiori ...

Scendo a 50 m per sottrarmi alla ricognizione aerea, dò gli ordini di approntamento e informo l'equipaggio che si va all'attacco. Vengo due o tre volte a quota periscopica. I Ct lanciano bombe di profondità, ma apparentemente non hanno rilevato la mia presenza.

Alle ore 14.00 circa, rumore di eliche che si avvicinano, scadono verso poppa, si allontanano, ritornano, si allontanano di nuovo...

I siluri sono pronti: l'equipaggio è al posto di combattimento.

Vengo a quota periscopica mentre inizio l'accostata verso nord.

Metto fuori il minimo di periscopio necessario: a 300 m al traverso a dritta c'è un Ct in violenta accostata verso di me. Rientro il periscopio e sono a 18 m, quando la prima salva mi raggiunge esplodendo sopra lo scafo. La torretta sussulta come dovesse spezzarsi, il battello è spinto in basso violentemente. Lo fermo a circa 120 m,  ma non governa bene. I timoni di poppa sono incatastati, il battello si appesantisce e scende appoppato ...

Dopo la seconda salva il motore di dritta precipita; ritengo che l'elica sia stata colpita e fermo il motore. Il battello è molto appoppato e scende ...

Lo sorreggo con manovre d'acqua, ma inutilmente: la pressione all'interno e quasi insopportabile. Molte lampadine sono saltate, il locale manovra è scarsamente illuminato. Gli apparati r.t. sono in pezzi. L'equipaggio è tranquillissimo ...

Un'altra esplosione, questa volta più lontana e a quota maggiore. Sento che il battello rallenta la sua discesa, si ferma e ricomincia salire, prima lentissimamente poi sempre più velocemente mentre sbanda sulla sinistra ...

Lo sbandamento sta per raggiungere i 90° quando il battello si raddrizza di colpo.

Siamo in superficie. I portelli sono deformati e solo dopo molti sforzi il guardiamarina Romito Stelio riesce ad aprire quello della torretta.

L'armamento del pezzo che è sulla torretta salta in plancia e corre ad armare il pezzo. Io seguo, e vedo al traverso dritta, distanza 300-500 m un Ct inglese che a tutta forza dirige su di me per speronarmi, mentre apre il fuoco con cannone e mitragliere.

Dò ordine di aprire gli sfoghi d'aria, di abbandonare la nave per evitare che l'equipaggio sia massacrato. La gente esce ordinatamente dai portelli di prua e torretta. La prua è alta sul mare, lo scafo è già sotto dalla torretta a poppa e si sta riempiendo d'acqua.

Il nemico sospende il fuoco e sperona ad alta velocità colpendo la nave al traverso sulla dritta.
Molta gente è sbalzata in mare dall'urto violentissimo, tra cui il sottoscritto ...
Quando riaffioro il sommergibile è distante solo pochi metri e quindi posso ritornare immediatamente a bordo.
Le due navi sono rimaste incastrate per diversi secondi, e le ci­me pendono da prua. Tre marinai si arrampicano sul Ct mentre quattro marinai inglesi si lasciano cadere in torretta in pieno equipaggiamento.

L'ordine di aprire gli sfoghi d'aria non è stato rice­vuto dall'Ufficiale in 2a essendo l'interfonico fuori uso ed il porta­
voce stagno bloccato ...
Comunque la camera di manovra è già piena d'acqua, e solo pochi metri di scafo e mezza torretta emergono, alle ore 17.02 del 12 agosto il
Cobalto si dispone in verticale ed affonda.
Il Ct
Ithuriel ha messo nel frattempo in mare delle imbarcazioni per raccogliere i naufraghi...
A bordo dell'
Ithuriel sono ricevuto con correttezza militare. So­no allontanato dai miei uomini ed alloggiato in una cabina ufficia­li dove ricevo la visita dell'ufficiale in 2a che mi consegna una lettera del comandante dell'unità.

È una lettera cavalleresca con espressioni di rallegramenti per il tentativo di attacco e le condo­glianze per la perdita della mia nave e dei miei uomini. Debbo considerarmi con tutto il personale, ospite, non prigioniero.

(tratto da "Uomini sul fondo" di G.Giorgerini - Mondadori - 1994)

 

Nello scontro perirono il sottotenente Giovanni Gardella ed il marinaio Mario Volpe; il cacciatorpediniere britannico subì gravi avarie. L'equipaggio fu fatto prigioniero.

 

Il Cobalto aveva effettuato 2 missioni offensive ed una di trasferimento, per complessive 1604 miglia di navigazione in guerra.


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03-06 Cobalto1942001C-20luglio1941 aaa_800.jpg

(via M. Risolo)

 

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(via M. Risolo)

 

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Il sommergibile Cobalto si appresta a rientrare in porto, collezione A. Turrini  da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

 

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Un gruppo di sommergibili all'ormeggio a La Spezia nella primavera del 1943. Da sinistra: Rismondo (già iugoslavo Osvetnik), Cobalto, H. 2, Bajamonti (già iugoslavo Smeli) e Colonna, da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier.

 

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Il caccia britannico Ithuriel ripreso all'attacco del sommergibile Cobalto, il 18 agosto 1942 a nord di Biserta, foto Imperial War Museum (IWM A 11411)

 

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Fotografia scattata dall'HMS Ithuriel che mostra il Cobalto che passa a sinistra del cacciatorpediniere dopo essere stato speronato, foto Imperial War Museum (IWM AP 13356C)

 

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Il sommergibile Cobalto sta lentamente affondando di poppa, dettaglio dello squarcio nella falsatorre del battello colpito dall'artiglieria del caccia britannico Ithuriel, foto Imperial War Museum (IWM HU 53129)

 

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I superstiti del sommergibile Cobalto a bordo dell'Ithuriel, foto Imperial War Museum (IWM A 11413)

 

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Altra immagine dei superstiti del sommergibile Cobalto sul ponte dell'Ithuriel, foto Imperial War Museum (IWM A 11414)

 

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I superstiti del sommergibile Cobalto vengono imbarcati su altra unità per essere trasferiti verso il campo di prigionia, foto Imperial War Museum (IWM A 11412)

 

 

 

 

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Regio sommergibile

NICHELIO

 

 

Cantiere: O.T.O., La Spezia
Impostazione: 1 luglio 1941
Varo: 12 aprile 1942
Consegnato : 30 luglio 1942
Radiazione: 1 febbraio 1948


Attività operativa
Il Nichelio dopo un breve ma intenso addestramento preliminare, fu trasferito alla base di Augusta, in forza al X Gruppo.
II 28 settembre l'unità diede inizio alla sua attività bellica, portandosi ad operare nelle acque di Capo Carbon; il giorno 11 ottobre avvistò due unità leggere ritenute due corvette in perlustrazione, che non poté attaccare essendo stato a sua volta scoperto.
Il 17 gennaio 1943, stando in navigazione in superficie, l'unità fu oggetto di attacco aereo, con lancio di bombe: la pronta ed efficace reazione delle armi di bordo costrinse l'aereo ad allontanarsi, visibilmente danneggiato.
Schierato con altre unità in agguato nelle acque a sud della Sicilia in seguito allo sbarco anglo-americano sulle coste sudorientali dell'isola, la sera del 14 luglio 1943, al comando del tenente di vascello Claudio Celli, nelle acque dello Stretto di Messina, stando in navigazione in superficie, fu attaccato alle ore 22.30 da tre moto-siluranti britanniche che, manovrando per portarsi in posizione favorevole al lancio, aprirono un fitto fuoco di mitragliera contro il battello, la cui pronta reazione con le armi di bordo provocò il grave danneggiamento della MTB 641. Il Nichelio riuscì a disimpegnarsi con rapida immersione.
Proseguendo nella missione, l'unità si trasferì nelle acque di Capo Passero; il giorno 15, verso le ore 13.00, avvistò un piroscafo (8000 tsl circa) scortato da due corvette, contro il quale, da una distanza inferiore ai 1000 metri, lanciò un siluro colpendo il bersaglio, che fu visto fortemente appoppato ed in procinto di affondare.
L'8 settembre 1943 l'unità si trovava schierata, in funzione antisbarco, nel Basso Tirreno, quando ricevette l'ordine di portarsi in superficie e dirigere su Bona con a riva i prescritti segnali di riconoscimento. Accompagnata da motosiluranti britanniche, entrò invece a Salerno, quindi si trasferì a Malta da dove, il 6 ottobre, ripartì per Napoli.
Partecipò alla guerra di liberazione compiendo sette missioni speciali, svolgendo una intensa attività addestrativa antisom per i reparti aeronavali britannici, e venendo anche impiegata per uscite addestrative per gli allievi delle Scuole di Taranto.
Le sette missioni, compiute nel periodo 26 novembre 1943-27 luglio 1944, operando dalla sede di Brindisi, furono le seguenti.
Tra il 26 novembre e il 3 dicembre 1943, al comando del tenente di vascello Claudio Celli, sbarcò tre gruppi di operatori sulla costa dell'Alto Adriatico occupata dai Tedeschi, operazione che ripeté, tra il 18 e il 30 gennaio 1944, al comando del tenente di vascello Gaspare Cavallina.
Successivamente il comando fu assunto dal tenente di vascello Ugo Esmenard. Fra il 25 febbraio e il 2 marzo 1944 il Nichelio sbarcò degli operatori a nord di Pesaro e tra il 5 marzo e il 3 aprile ne sbarcò altri in Istria (un gruppo presso Umago ed un gruppo presso Rovigno). Tra il 21 e il 25 aprile sbarcò degli operatori e del materiale bellico nell'Isola Zante: tra il 24 aprile e il 23 maggio sbarcò operatori e materiali a Zante e altri operatori a Cefalonia, operazione ripetuta tra il 21 e il 27 luglio 1944. Nell'espletamento di questa settima missione venne recuperata una lancia con a bordo un Sergente di Marina ed un civile, fuggiti da Valona.
Dalla sua entrata in servizio al termine del conflitto, il Nichelio compì 10 missioni offensive, 12 di trasferimento tra porti nazionali, 7 di cobelligeranza con gli Anglo-Americani e numerose uscite addestrative, percorrendo complessivamente 23 000 miglia.
II 7 febbraio 1949, in ottemperanza alle clausole armistiziali, fu ceduto all'Unione Sovietica nel porto di Valona, in conto riparazioni danni di guerra. Ribattezzato Z 14, rimase in servizio fino al 1960.

 

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Varo del sommergibile Nichelio, collezione A. Turrini da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

 

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Il sommergibile Nichelio in allestimento presso i Cantieri O.T.O. del Muggiano, presso La Spezia all'inizio dell'estate del 1942; in secondo piano due 
motozattere della serie MZ. 758-763 in costruzione negli stessi cantieri,
 da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

 

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Imbarco siluri sul sommergibile Nichelio a Taranto nell'estate 1944, collezione E. Bagnasco da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti.

Da altra fonte - www.ssociazionevenus.it - la didascalia riporta  una più probabile data per l'operazione di imbarco siluri (almeno per lo scrivente) verso la fine del 1942, senza citare però, il luogo dove è stata effettuata...

 

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Particolare del Nichelio all'ormeggio a La Spezia per lavori nel febbraio 1943, g.c. G. Galloni da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier


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Il sommergibile Nichelio ormeggiato al molo S. Vincenzo a Napoli nell'aprile 1943
"In Guerra sul Mare. Navi e Marinai Italiani nel Secondo Conflitto Mondiale", Erminio Bagnasco, Ermanno Albertelli Editore, 2005

 

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(Archivio Marcello Risolo)

 

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Il sommergibile Nichelio nel Golfo di Salerno il 9 settembre 1943. L'unità al comando del tenente di vascello Claudio Celli, in ottemperanza alle clausole armistiziali si consegna alle unità alleate. La foto è stata scattata dall'USS Ancon nave ammiraglia della flotta alleata nel Golfo di Salerno e ritrae anche l'HMS ML-488, una delle motosiluranti che ha preso in consegna il Nichelio. (Foto USNavy NH 80-G-54621)

 

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Altra immagine del sommergibile Nichelio nel Golfo di Salerno il 9 settembre 1943 sempre fotografata dall'USS Ancon (Foto USNavy NH 80-G-K-353)

 

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Il C.te del Nichelio il TV Claudio Celli (al centro nella foto) scende dall'USS Ancon con l'ufficiale britannico comandante dell'MTB dopo aver chiarito la posizione dell'unità italiana con l'ammiraglio Hewitt al comando delle forze navali alleate a Salerno il 9 settembre 1943 (per maggiori dettagli leggere sotto).

(Foto USNavy NH80-G-87397)

 

Curiosità, il sommergibile Nichelio è stata la prima nave italiana a entrare in contatto con le forze alleate. Quello che segue è un estratto da Dark Navy: The Italian Regia Marina and the Armistice of 8 September 1943 di Enrico Cernuschi & Vincent P. O'Hara;

 

"Nelle ore successive all'armistizio c'erano stati molti scontri tra forze italiane e tedesche, ma il primo incontro tra unità navali italiane e alleate si è verificato solo pochi minuti dopo le 08:00 del 9 settembre, quando il sommergibile italiano Nichelio è emerso al largo di Salerno in conformità con gli ordini che aveva ricevuto la sera prima, e in pochi minuti tre lance a motore della Royal Navy le si avvicinarono.

Una delle barche britanniche si avvicinò e il suo comandante gridò "Siete prigionieri". Ha poi gettato una Union Jack infagottata sulla vela del sottomarino e ha cercato di spiegare a gesti che si aspettava che gli italiani alzassero questa bandiera sopra la loro. Il capitano italiano ignorò la pantomima, riavvolse il pacco e lo gettò indietro. Due volte la bandiera è passata dalla lancia a motore al sottomarino e viceversa. Le tensioni crebbero e le mitragliatrici furono equipaggiate su entrambi i lati. Al terzo lancio la bandiera cadde in acqua, si aprì e affondò mentre entrambe le parti osservavano in silenzio. Allora il capitano italiano disse che voleva parlare con l'ammiraglio al comando. Gli inglesi decisero che era una buona idea e scortarono il sottomarino accanto all'ammiraglia dell'ammiraglio Kent Hewitt, la USS Ancon. Il capitano italiano disse al suo XO di affondare la barca se non fosse tornato dopo due ore e, allacciata una pistola per sottolineare che non era prigioniero di nessuno, salì a bordo dell' Ancon . I timori del tenente si rivelarono infondati quando l'ammiraglio Hewitt diede il benvenuto al sommergibilista italiano e accettò la sua parola che non avrebbe intrapreso atti ostili non provocati. Nessun marinaio alleato è salito a bordo del Nichelio , mentre agli italiani è stato permesso di visitare l'Ancon, compreso il cane del sottomarino, che ha ricevuto applausi dai marinai americani e, insieme all'equipaggio del Nichelio , ha dimostrato di apprezzare il cibo americano."

da https://www.reddit.com/r/WarshipPorn

 

 

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Il Nichelio in una foto del 1944 scattata in Mediterraneo, g.c. G. Galloni da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier

 

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(Archivio Marcello Risolo)

 

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Sottomarino S-42 (ex italiano Nichelio) della Marina sovietica a Feodosia nel 1950, foto dal libro di Olkhovatsky O.N. e Chagovets N.F. "Sottomarino Feodosia". Dopo la capitolazione dell'Italia e la fine della seconda guerra mondiale, il sottomarino entrò nel gruppo di unità destinati ad essere inviato in URSS in conto riparazioni. Il 6 febbraio 1949, il Nichelio con la designazione Z-14, fu trasferito a Valona (Albania) e il 24 febbraio entrò a far parte della Marina dell'URSS con la designazione I-42 (dal 16 giugno 1949 - S -42), in servizio presso la la flotta del Mar Nero. Il 17 febbraio 1956 fu ritirata dal servizio e il 9 novembre 1956 fu riqualificato come sottomarino da addestramento. Il 12 marzo 1958, il sottomarino fu messo disarmo, e successivamente radiato dalla Marina sovietica ed inviato alla demolizione.

Fonte www.deepstorm.ru

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Regio sommergibile

ASTERIA

 

 

Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 16 ottobre 1940
Varo: 25 giugno 1941
Consegnato : 8 novembre 1941
Affondato: 17 febbraio 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Il battello, solo nella primavera del 1942 (13-25 maggio), effettuò la sua prima missione di guerra al largo delle coste cirenaiche subendo, il giorno 15, una dura caccia da parte di un cacciatorpediniere britannico che, dopo un tentativo di
speronamento, sottopose il sommergibile ad un prolungato lancio di bombe di profondità i cui effetti non ridussero l'efficienza operativa del battello.
Il 14 luglio il battello, al comando del tenente di vascello Pasquale Beltrame, avvistò ed attaccò un'unità, che giudicò essere un cacciatorpediniere, contro il quale lanciò due siluri; uno fallì il bersaglio, mentre del secondo fu udita l'esplosione. L'esito è incerto, in quanto non esiste traccia di affondamento nella documentazione britannica.
Il 13 novembre, al comando del tenente di vascello Dante Morrone, nelle acque di Capo Carbon avvistò due piccole unità militari contro le quali lanciò due siluri, che non colpirono. Sottoposto a caccia subì lievi avarie ma riuscì a sottrarsi all'azione.
Alle ore 12.45, mentre stava ritornando nella zona di agguato, venne attaccato da un aereo Lockheed "Hudson" che sganciò, da bassissima quota, alcune bombe; la pronta reazione di fuoco del sommergibile impedì ulteriori attacchi e determinò il sicuro danneggiamento dell'aereo, che fu visto allontanarsi con incendio ai motori. Non avendo riportato danni pregiudicanti l'assetto, l'unità proseguì nella missione.
Il 17 febbraio 1943 nelle acque di Capo Carbon L'Asteria avvistò due unità leggere in ricerca antisom, che tentò subito di attaccare, ma venne a sua volta attaccato e sottoposto ad un intenso lancio di bombe di profondità. Dopo sette ore di caccia, costretto ad emergere per l'esaurimento dell'aria compressa e impossibilitato quindi ad eseguire manovre di dosaggio di quota, fu immediatamente centrato dal fuoco dei due caccia britannici Wheatland e Easton e costretto all'autoaffondamento, avvenuto alle ore 10.00 circa 25 miglia a nordovest di Bougie.
L'equipaggio venne tratto in salvo dai due cacciatorpediniere, ma cinque marinai perirono nell'affondamento.
L'Asteria compì 9 missioni offensive e 8 operative cli trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 10 842 miglia.



01-10 Asteria1941_Bacino.Monfalcone_M.Risolo_800.jpg

02-10 Asteria1941-2g-GIADA_1941_M.Risolo_800.jpg

 

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Il sommergibile Asteria in livrea mimetica subito dopo la consegna alla Regia Marina
da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999.

 

04-10 Asteria1941-4v-27nov1941_M.Risolo_800.jpg

 

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Pola, 25 febbraio 1942. Il sommergibile Asteria sta venendo all'ormeggio «sugli elettrici» al rientro da un'uscita di addestramento; sulla destra il Giada. I due battelli, appartenenti all'ultima serie della classe «600», sono stati consegnati alla Marina dai CRDA rispettivamente l'8 novembre e il 6 dicembre dell'anno precedente e stanno completando 
l'addestramento dell'equipaggio e la messa a pun­to delle apparecchiature di bordo.

"Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

 

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07-10 Asteria1941-falsatorre.danneggiata_M.Risolo_800.jpg

 

 

Acque di capo Carbon, 17 febbraio 1943. Il som­mergibile Asteria in affondamento mentre i superstiti attendono di essere salvati dalle due unità in­glesi HMS Wheatland e HMS Easton che lo hanno sottoposto ad una intensa e precisa caccia durata sette ore. L'Asteria, per i danni subiti, è stato costretto a venire in superficie ed autoaffondarsi.

Di seguito, in sequenza, le  immagini dell'affondamento del sommergibile Asteria riprese da bordo del caccia britannico Wheatland , fonte IWM (Imperial War Museum).

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Foto Imperial War Museum IWM A-16686

 

HMS.WHEATLAND-Smg.ASTERIA_affonda-17.02.1943_IWM_A-16687_800.jpg

Foto Imperial War Museum IWM A-16687

 

09-10 Asteria1941_affond.17.02.1943_I.sommergibili.italiani.1940-1943_2013-14_800.jpg

 

HMS.WHEATLAND-Smg.ASTERIA_affonda-17.02.1943_IWM_A-16688_800.jpg

Foto Imperial War Museum IWM A-16688

 

HMS.WHEATLAND-Smg.ASTERIA_affonda-17.02.1943_IWM_A-16689_800.jpg

Foto Imperial War Museum IWM A-16689

 

Di seguito, in sequenza, altre  immagini sempre relative all'affondamento del sommergibile Asteria, ma in questo caso sono i superstiti del battello che vengono fatti scendere dal caccia britannico Easton a La valletta, fonte IWM (Imperial War Museum).

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Foto Imperial War Museum IWM A-14787

 

Westland-Easton_La.Valletta.prigionieri-1_IWM_A-14788_800.jpg

Foto Imperial War Museum IWM A-14788

 

 

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Regio sommergibile

GIADA

 

 

Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 16 ottobre 1940
Varo: 10 luglio 1941
Consegnato : 6 dicembre 1941
Radiazione: 1 giugno 1966

Attività operativa
Dislocato a Cagliari, dopo un lungo periodo addestrativo compì la prima missione di guerra nella prima metà del giugno 1942, operando dal 5 al 18 nella zona di mare compresa tra le Baleari e la costa algerina, per contrastare l'operazione "Vigorous" intesa a far giungere rifornimenti all'Isola di Malta.
Al comando del tenente di vascello Gaspare Cavallina, il giorno 14 avvistò un convoglio composto da diciotto navi tra militari e mercantili. Avendo riconosciuto tra le unità una portaerei del tipo "Eagle" diresse in superficie all'attacco di questa lanciando alle ore 05.05, da 2.500 metri, una salva di quattro siluri che non colpirono il bersaglio. Sottoposto subito a dura caccia, riuscì a sganciarsi in immersione.
Nell'agosto, durante la battaglia di Mezzo Agosto, volta a contrastare l'operazione "Pedestal", l'Alto Comando dei sommergibili predispose uno schieramento di cinque battelli nelle acque a sud delle Baleari. All'alba del 12 agosto, il Giada rilevò agli idrofoni unità dirette verso ponente. Mentre dirigeva verso di esse navigando in superficie, venne individuato da un aereo North American che bombardò il sommergibile mentre questi stava rapidamente immergendosi. Lo scoppio di due bombe provocò alcuni danni alle apparecchiature interne ed una via d'acqua nella zona poppiera dello scafo, costringendo il Giada ad interrompere l'immersione e ad affrontare in superficie l'aereo, che fu costretto a desistere dall'azione essendo stato probabilmente danneggiato.
Impossibilitato ad immergersi, il Giada fu, poco tempo dopo, nuovamente attaccato da un aereo "Sunderland" con lancio di bombe e mitragliamento: la pronta e precisa reazione di fuoco valse ad abbattere l'aereo. Nell'azione trovò la morte il sottocapo cannoniere Francesco Nacca; altri membri dell'equipaggio riportarono ferite. Per le gravi avarie, il Giada fu costretto a riparare temporaneamente a Valencia, sia per sbarcare la salma del caduto, sia per riparare macchinari indispensabili per la navigazione, come il timone verticale, rimasto danneggiato durante il combattimento; dopo sette ore di permanenza in quel porto, riparate sommariamente le avarie più gravi, l'unità riprese il mare per il rientro alla base.
Il 23 gennaio 1943, nelle acque a ponente di Capo Bougaroni, il Giada avvistò un grande piroscafo, probabilmente un trasporto truppe, scortato da due caccia britannici; portatosi all'attacco lanciò una salva di quattro siluri e si disimpegnò con rapida immersione. L'esito della azione non è noto. L'unità subì poi un attacco aereo, riportando solo qualche danno allo scafo.
All'atto dell'armistizio, il Giada, in ottemperanza agli ordini ricevuti, diresse su Bona, dove giunse il giorno 11, e successivamente si trasferì a Malta.
Il 6 ottobre partì per Taranto, dove effettuò un turno di lavori e nell'aprile 1944 fu inviato a Colombo per l'addestramento di reparti aeronavali degli Alleati. Nell'ottobre 1944 rientrò a Taranto dove rimase inattivo fino al termine del conflitto.


Dopo la firma del trattato di pace fu posto in disarmo e trasformato in un pontone di carica con la denominazione di V. 2.
Nel periodo 1952-1953 fu sottoposto a grandi lavori, che comportarono l'installazione di un radar, l'eliminazione delle artiglierie e dei tubi lanciasiluri poppieri, la modifica della torretta, la sostituzione dei periscopi con altri di maggior lunghezza; vennero anche migliorate le prestazioni in immersione. Il battello fu così reso particolarmente idoneo alla caccia dei sommergibili e all'addestramento delle nuove generazioni di sommergibilisti. Venne radiato il 1° giugno 1966.
Durante il conflitto compì 15 missioni offensive e 16 operative di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 15.656 miglia.

 


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Monfalcone, 10 luglio 1941. Il sommergibile Giada, appena sceso in mare dagli scali dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico, viene rimorchiato alla banchina allestimento, collezione F. Petronio da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005

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Immagine tratta da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier, via M. Risolo.

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Collezione A. Turrini, da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999, via M. Risolo.

 

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Fiume, 19 maggio 1942. Battelli in addestramento alla Scuola Sommergibili: il Giada in manovra e all'ormeggio il Topazio (a sinistra) e lo Jalea, da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier.

 

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Taranto, probabilmente estate del 1945. Assemblea dell'equipaggio a poppa del sommergibile Giada. Il battello è uno dei pochi ancora in armamento, la maggior parte è passata in disarmo con la fine delle ostilità e, sullo sfondo, se ne distinguono alcuni (tra cui l'Onice il Diaspro ed altri), ammassati nella darsena Farinati. Collezione F. Petronio da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005.



NOTA: il battello subirà radicali trasformazioni nel dopoguerra, tali da trasformarlo in un battello differente a cui è stato dedicato un nuovo post reperibile a questo LINK

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Regio sommergibile

GRANITO

 

 

Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone

Impostazione: 9 settembre 1940

Varo: 7 agosto 1941

Consegnato : 3 gennaio 1942

Affondato: 9 novembre 1942

Radiazione: 18 ottobre 1946

 

Attività operativa

Compì la sua prima missione di guerra dal 6 al 14 agosto 1942, nella zona a levante dell'Isola La Galite, durante la battaglia di Mezzo Agosto. All'alba del giorno 14 l'unità, al comando del tenente di vascello Leo Sposito, mentre si trovava in agguato nelle acque degli Scogli Fratelli, avvistò una formazione nemica contro la quale lanciò cinque siluri, con esito non accertato.

L'8 novembre salpò da Augusta per raggiungere, passando per lo Stretto di Messina, le acque algerine, col compito di contrastare lo sbarco delle forze anglo-americane in Algeria, in collaborazione con altre unità.

Dopo le ore 10.15 del giorno 9 non si ebbero più sue notizie. Dalla documentazione britannica risulta che l'unità fu affondata alle ore 15.00 del 9 novembre dai siluri lanciati dal sommergibile Saracen. Nell'affondamento perì l'intero equipaggio, composto da 5 ufficiali, 13 sottufficiali e 29 sottocapi e comuni.

Il Granito compì 4 missioni offensive e operative di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 3.839 miglia.

 

 

Smg.GRANITO_costruzione-02.1941_Sommergibili.e.mezzi.d.assalto.subacquei.italiani-2010_800.jpg

In evidenza l'ossatura dello scafo resistente del Granito in costruzione nel febbraio 1941, collezione A. Turrini da "Sommergibili e mezzi d'assalto subacquei italiani" di A. Turrini, O. Miozzi, M. Minuto - USMM - 2010

 

Smg.GRANITO_pronto.varo-07.11.1941_Sommergibili.in.Guerra-1994_800.jpg

Il sommergibile Granito, pronto al varo sugli scali dei C.R.D.A. di Monfalcone il 7 agosto 1941, da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

 

Smg.GRANITO_subito.dopo.varo_Sommergibili.e.mezzi.d.assalto.subacquei.italiani-2010_800.jpg

Monfalcone, 7 agosto 1941. Il sommergibile Granito, appena sceso in mare dagli scali dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico, viene rimorchiato alla banchina allestimento, collezione A. Turrini da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999 

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(Archivio Marcello Risolo)

 

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Il sommergibile Granito, in bacino il 6 novembre 1941 da "Sommergibili italiani fra le due G.M." di A. Turrini - MariStat/UDAP - 1990, per g.c. Sergio Mariotti

 

Smg.GRANITO-PORFIDO-TRITONE_Monfalcone.primavera-1942_Sommergibili.in.Guerra-1994_800.jpg

Monfalcone, primavera 1942. I sommergibili Gra­nito, a sinistra, e Porfido in allestimento presso i C.R.D.A. accanto al Tritone, affiancato alla ban­china. I due battelli inalberano già la bandiera di bompresso essendo stati ufficialmente consegnati alla Marina nel gennaio precedente, da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

 

04-05 Granito1942-2g_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

05-05 Granito1942-4da-pag_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

Smg.GRANITO_rientro.Cagliari-15.08.1942_In.guerra.sul.mare-2005_800.jpg

 Cagliari 15 agosto 1942. Rientro da un operazione in Mediterraneo del sommergibile Granito, accolto dal personale della base, collezione F. Petronio da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005

 

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Regio sommergibile

PORFIDO

 

 

Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone

Impostazione: 9 settembre 1940

Varo: 23 agosto 1941

Consegnato : 24 gennaio 1942

Affondato: 6 dicembre 1942

Radiazione: 18 ottobre 1946

 

Attività operativa

Dopo la consegna, il battello, al comando del tenente di vascello Giovanni Lorenzotti venne dislocato a Cagliari, e passato un periodo di addestramento effettuò la sua prima missione di guerra durante la battaglia di Mezzo Agosto, senza tuttavia poter entrare in contatto con unità nemiche.

Partito da Cagliari la sera del 2 dicembre 1942 per una missione di agguato al largo di Bona, alle ore 01.50 del giorno 6, trovandosi in superficie, avvistò un sommergibile, risultato poi essere il britannico Tigris; quasi contemporaneamente vide le scie di due siluri dei quali uno poté essere evitato ma l'altro colpì nei locali motori. In 20 secondi il Porfido scomparve in mare e solo 4 dei 48 componenti dell'equipaggio poterono salvarsi.

L'unità aveva compiuto 5 missioni offensive e 8 operative di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo complessivamente 4.549 miglia.

 

Smg.PORFIDO.a.sx-AVORIO_in.allestimento_Sommergibili.italiani-1999_800.jpg

I sommergibili Porfido (a sinistra) e Avorio (a de­stra) fotografati il 25 ottobre 1941 in allestimento presso i C.R.D.A. di Monfalcone. Questi cantieri, 
assieme agli O.T.O. del Muggiano, saranno anche durante il conflitto tra i maggiori produttori di sommergibili. 

(coll. A. Turrini da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999)

 

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Sommergibile Porfido alla banchina lavori del cantiere di Monfalcone, da "I sommergibili di Monfalcone" di A. Turrini, supplemento Rivista Marittima n. 11 novembre 1998 

 

Smg.GRANITO-PORFIDO-TRITONE_Monfalcone.primavera-1942_Sommergibili.in.Guerra-1994_800.jpg

Monfalcone, primavera 1942. I sommergibili Gra­nito, a sinistra, e Porfido in allestimento presso i C.R.D.A. accanto al Tritone, affiancato alla ban­china. I due battelli inalberano già la bandiera di bompresso essendo stati ufficialmente consegnati alla Marina nel gennaio precedente, da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

 

Smg.PORFIDO_a.dx.allestim_I.smg.di.Mfcone-suppl.RM.n11-1998_A.Turrini-via Betasom.jpg

Sommergibile Porfido alla banchina, già consegnato alla Regia Marina: all'esterno un altro sommergibile della stessa classe, da "I sommergibili di Monfalcone" di A. Turrini, supplemento Rivista Marittima n. 11 novembre 1998, via Marcello Risolo

 

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Il 100/47 mod. OTO 1938 qui a bordo del sommergibile Porfido dell'ultima serie dei "600 t". Sostituì il 102/35 sui battelli costieri italiani, e anche su alcuni degli 
oceanici, a partire dal 1933. La velocità iniziale era di 840 m/sec, la gittata superava i 12.600 metri e il ritmo di fuoco poteva raggiungere gli 8 colpi al 1', 

da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier

 

06-07_Smg.PORFIDO_dettaglio.cannone_M.Risolo_800.jpg

 

04-07 Porfido1942-3s-1942 aaa Parodi_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

Smg.PORFIDO_addestr.Pola-1942_I.sommergibili.italiani.1940-1943_2013-14_800.jpg

Il Porfido in addestramento nelle acque di Pola nei primi mesi del 1942, collezione F. Petronio da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier

 

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Il Porfido a Monfalcone nell' estate 1942, per effettuare gli ultimi piccoli lavori prima di raggiungere la sua dislocazione operativa a Cagliari, collezione F. Petronio da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005

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Regio sommergibile

AVORIO

 

 

Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone

Impostazione: 9 settembre 1940

Varo: 6 settembre 1941

Consegnato : 25 marzo 1942

Affondato: 9 febbraio 1943

Radiazione: 18 ottobre 1946

 

Attività operativa

Varato il 6 settembre 1941 nei C.R.D.A. di Monfalcone, fu consegnato alla Marina il 25 marzo 1942 ed effettuò la sua prima missione di guerra durante la battaglia di Mezzo Agosto, senza tuttavia poter effettuare lanci contro il nemico. In tale circostanza l'unita, al comando del tenente di vascello Mario Priggione, salpò da Cagliari il giorno 6 agosto per portarsi in una zona di mare e 20 miglia dalle coste tunisine ed il giorno 12 avvistò un convoglio che non poté attaccare perché fu sottoposto a caccia.

Il 24 novembre, in missione nelle acque di Capo Carbon, l'Avorio avvistò una unita leggera; manovrando opportunamente si portò ad una distanza inferiore agli 800 metri, lanciò tre siluri e si disimpegnò con rapida immersione. Circa 40 secondi dopo il lancio furono udite chiaramente le esplosioni delle armi ma non fu possibile accertare il risultato dell'attacco di cui non vi è cenno nella documentazione britannica.

Nella notte del 9 gennaio 1943, alle ore 23.47, fu costretto, per sottrarsi all'offesa di un aereo ad una rapida manovra di immersione nel corso della quale, per la non tempestiva chiusura del trombino di aerazione dei motori termici, imbarcò una notevole quantità d'acqua. Costretto a riemergere, ingaggiò combattimento con l'aereo attaccante che, colpito dal fuoco delle armi di bordo, dovette allontanarsi visibilmente colpito in parti vitali. Anche l'Avorio fu costretto ad interrompere la missione e a rientrare alla base.

Il 24 gennaio l'unità, mentre dirigeva verso la rada di Bougie, avvistò alle 01.16, nelle vicinanze di Capo Carbone, e affondò coi siluri, il trawler britannico Stronsav di 545 t.

Salpato da Cagliari il 6 febbraio 1943, al comando del tenente di vascello Leone Fiorentini, per una missione di agguato sottocosta fra Bona e Philippeville, insieme con altre unità, avvistò a distanza ravvicinata una piccola nave nemica apparentemente isolata e in perlustrazione antisom. Nonostante l'immediata immersione, l'Avorio fu inquadrato da una scarica di bombe che, per le avarie prodotte, lo costrinsero a riemergere ed a combattere con il cannone, subito controbattuto dal preciso fuoco dell'unità avversaria che uccise vari membri dell'equipaggio, tra cui il Comandante, l'ufficiale in seconda e l'ufficiale di rotta.

Si provvide allora all'autoaffondamento, che avvenne nei pressi di Capo Bougaroni così lentamente che una imbarcazione dell'unità nemica poté attraccare al battello con l'intenzione di catturarlo; ma non poté, in quanto l'Avorio, subito dopo essere stato preso a rimorchio, affondò. Nell'azione perirono 20 componenti dell'equipaggio e 26 vennero recuperati dalla nave nemica, la corvetta canadese Regina.

L'Avorio compì complessivamente 7 missioni offensive e 6 operative di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo 5.676 miglia.

 

 

01-05 Avorio1942-1a-1941_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

Smg.AVORIO_prima.varo_Sommergibili.italiani-1999_800.jpg

Il sommergibili Avorio pronto al varo, collezione A. Turrini da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999 

 

Smg.PORFIDO-AVORIO_in.allestimento_Sommergibili.italiani-1999_800.jpg

I sommergibili Porfido (a sinistra) e Avorio(a de­stra) fotografati il 25 ottobre 1941 in allestimento presso i C.R.D.A. di Monfalcone, collezione A. Turrini da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

 

02-05 Avorio1942-2a-1942_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

03-05 Avorio1942-2ca-1942_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

04-05 Avorio1942-0032_800.jpg

 

Smg.AVORIO_dopo.entrata.serv_In.guerra.sul.mare-2005_800.jpg

Il sommergibili Avorio fotografato poco dopo la sua entrata in servizio nel marzo 1942, collezione F. Petronio da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005.

 

05-05 Avorio-pag 55 new_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

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Regio sommergibile

ALABASTRO

 

 

Cantiere: Cantieri Riuniti dell'Adriatico, Monfalcone
Impostazione: 12 marzo 1941
Varo: 18 dicembre 1941
Consegnato : 9 maggio 1942
Affondato: 14 settembre 1942
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Varato nei C.R.D.A. di Monfalcone il 18 dicembre 1941, il 9 maggio 1942 venne consegnato alla Regia Marina ed il 13 settembre dello stesso anno salpò da Cagliari per la sua missione di guerra, per sostituire altra unità in agguato fra Maiorca ed Algeri.
Dopo la partenza non diede più sue notizie. Dalla documentazione britannica si è appreso che l'unità fu affondata alle ore 16.20 del giorno 14 settembre 1942, nella zona di mare a nord di Bougie, da un aereo del 202° Stormo della RAF.
Non vi furono superstiti.
 

 

04-05_Granito-Alabastro.1942-2g_800.jpg

 

2-2 Alabastro1942_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

1942.Smg. ALABASTRO.in.navigazione.estate-Sommergibili.in.Guerra.1994.800.jpg
Il sommergibile Alabastro in navigazione, lungo la costa sorrentina nell'estate 1942
da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

 

 

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Regio sommergibile

BRONZO

 

 

Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 2 dicembre 1940
Varo: 28 settembre 1941
Consegnato : 2 gennaio 1942
Catturato: 12 luglio 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Bronzo
Varato nei Cantieri Tosi di Taranto il 28 novembre 1941, fu consegnato alla Regia Marina il 21 gennaio 1942. Dislocato a Cagliari, partì per la sua prima missione di guerra, al comando del tenente di vascello Cesare Buldrini, il 13 giugno dello stesso anno. Durante la navigazione fu attaccato da un aereo dal quale riuscì a disimpegnarsi con rapida immersione.
Durante la battaglia di Mezzo Agosto, in missione nel Canale di Sicilia, avvistò, il 12 agosto, un grande piroscafo navigante a lento moto e con un principio d'incendio a poppa: lanciò in rapida successione tre siluri, uno dei quali colpì il bersaglio al centro, affondandolo. Si trattava del piroscafo Empire Hope, già colpito da offesa aerea nell'attacco avvenuto alle ore 20.30 dello stesso giorno. Durante la navigazione notturna del 18 agosto per il rientro alla base, il Bronzo, mentre navigava in superficie al largo di Capo Spartivento diretto a Cagliari, fu fatto segno al lancio di un siluro da parte di un sommergibile avversario, che tuttavia non lo colpì. Con rapida manovra il Bronzo diresse a tutta forza sul punto dal quale era stato lanciato il siluro ed urtò violentemente contro un corpo immerso, probabilmente lo stesso sommergibile attaccante, riportando una bugna, senza poter rilevare i danni inflitti all'avversario.
La sera del 10 settembre 1942, al largo delle coste algerine, avvistò una formazione di incrociatori scortati da due caccia. Portatosi prontamente all'attacco eseguì il lancio di quattro siluri, di cui non poté accertare il risultato, in quanto fu costretto ad immergersi; furono udite due forti esplosioni.
L'11 luglio 1943 l'unità, al comando del tenente di vascello Antonio Gherardi, in trasferimento a Pozzuoli e diretta verso lo Stretto di Messina per portarsi nelle acque antistanti Siracusa, fu fatta segno all'attacco di un sommergibile avversario, all'altezza di Capo Vaticano; i quattro siluri lanciati furono evitati.
Proseguì la sua navigazione ed alle ore 06.00 del giorno 12, trovandosi nella zona di agguato in immersione, percepì rumori di motori; a bordo si ritenne che fossero unità nazionali perché non era nota l'avvenuta occupazione di Siracusa da parte degli Anglo-Americani. Alle ore 13.00 l'unità si portò a quota periscopica e si trovò in mezzo ad una formazione navale; ritenendola nazionale emerse in vicinanza dei dragamine britannici Boston, Cromarty, Poole e Seabam. Fu accolto da un nutrito fuoco di artiglieria e di mitragliera sotto il quale caddero gli ufficiali e gli uomini saliti in coperta; l'unità rimase perciò senza comando ed il dragamine Seaham poté catturarla. Nell'azione perdettero la vita il Comandante TV Gherardi, l'ufficiale in seconda STV Giuseppe Pellegrini, i sergenti Mario Borgoforti e Renato Paoletti, il sottocapo Vincenzo Di Candia e i comuni Cosimo Albano, Luciano Frezi e Ciro Tuccillo; evidentemente, ci si apprestava al combattimento (da "Storie di sommergibili" di T. Marcon - STORIA Militare N. 90 marzo 2001).
Nel 1944 l'unità fu consegnata alla Francia, che la denominò Narval, e rimase in servizio nella Marina francese fino al 1948. Radiata, fu in seguito demolita.
L'attività bellica del Bronzo fu di 10 missioni offensive e 3 operative di trasferimento tra porti nazionali; furono percorse complessivamente 10.963 miglia in guerra.

 

 

Le fasi concitate della cattura del sommergibile Bronzo, sono anche state riportate su video nelle teche dell'Imperial War Musem:

 

SUPPORT FORCE EAST COVERS THE LANDINGS NEAR SYRACUSE AND AUGUSTA IS BOMBARDED dal minuto 6.11

 

VARIOUS SHOTS AT SYRACUSE; CREW OF ITALIAN SUBMARINE dal minuto 1.00

 

THE NAVY CAPTURE AN ITALIAN SUBMARINE; PRISONERS IN SYRACUSE; ITALIAN COAST DEFENCE GUNS dal minuto .015

 

 

1-3 Bronzo Volframio 1942 IMG_0109.jpg
Taranto, dicembre 1941. I sommergibili Volframio (a sinistra) e Bronzo (a destra) pochi giorni prima della consegna alla Regia Marina, che avverrà ri­spettivamente il 2 gennaio ed il 15 febbraio 1942. Insieme all'Argento, sono gli unici sommergibili della classe "600" serie "Platino" in costruzione presso i Cantieri Tosi.

Smg.BRONZO_dettaglio.torretta-08.1942_Sommergibili.in.Guerra-1994_800.jpg
Una bella immagine della falsa torre del Bronzo in cui si riconosce, al centro con il binocolo al collo, il comandante dell'unità T.V. Cesare Buldrini, scattata in navigazione nell’agosto 1942. Il battello sfoggia un bel guidone nero con la scritta  «13.000» per l'affondamento del piroscafo inglese Empire Hope (12.688 t.s.l.) effettuato intorno alla mezzanotte del 12 agosto nelle acque del Canale di Sicilia nel corso delle operazioni connesse con la Battaglia di Mezzo Agosto. 
(foto 1° gruppo A.N.M.I. Milano via "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994)


Smg.BRONZO-Cesare.Boldrini_torretta-1_Sommergibili.in.Guerra-1994.jpg

La falsa torre del Bronzo (T.V. Cesare Buldrini) su cui appare «Cucciolo» il portafortuna del battello.
("Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994)

 

Smg.BRONZO_lento.moto_M.Risolo_800.jpg

(Archivio Marcello Risolo)

 

 

Smg.BRONZO-SEAHAM_affiancato.dopo.cattura_SM_800.jpg

Acque di Siracusa, mattino del 12 luglio 1943. Il Bronzo affiancato al dragamine britannico Seaham, poco dopo la sua cattura.

(via M. Risolo da "Storie di sommergibili" di T. Marcon - STORIA Militare N. 90 marzo 2001) 


Smg.Bronzo-Seaham_rimorchio.dopo.cattura_IWM_A-18094.jpg
Il sommergibile Bronzo al rimorchio del dragamine britannico Seaham, che dirige verso il porto di Siracusa dopo la cattura

(foto Imperial War Museum via "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994).

Foto Imperial War Museum IWM A 18094

 

 

Porto Grande di Siracusa, 12 luglio 1943. Il posa-reti HMS Barhill rimorchia il Bronzo verso l'ormeggio.

(foto IWM via M. Risolo da "Storie di sommergibili" di T. Marcon - STORIA Militare N. 90 marzo 2001)

Smg.BRONZO-Barhill_rimorchiato.Siracusa.dopo.cattura_IWM.NA-4588.jpg

Foto Imperial War Museum IWM NA 4590

La didascalia originale del tempo di guerra riporta: "Il sottomarino catturato viene portato nel porto di Siracusa".

 

Smg.BRONZO-Barhill_rimorchiato.Siracusa.dopo.cattura_IWM.NA-4590.jpg

Foto Imperial War Museum IWM NA 4590

La didascalia originale del tempo di guerra riporta: "Il sottomarino catturato viene portato nel porto di Siracusa".

 

Smg.BRONZO-Barhill_Siracusa.sentinella.caduto.italiano_IWM.NA-4596.jpg

A bordo del Bronzo, appena ormeggiato, un marinaio inglese monta la guardia accanto al corpo di uno dei Caduti del battello 

(foto IWM via "Storie di sommergibili" di T. Marcon - STORIA Militare N. 90 marzo 2001).

Foto Imperial War Museum IWM NA 4596

 

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Il sommergibile Bronzo ormeggiato in banchina a Siracusa, dopo essere stato catturato da unità alleate il 12 luglio 1943.
(foto Imperial War Museum via "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994)

Foto Imperial War Museum IWM NA 4476

La didascalia originale del tempo di guerra riporta: "Questo è il sottomarino catturato dalla Royal Navy e portato nel porto di Siracusa con il suo equipaggio".

 

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Foto Imperial War Museum IWM NA 4477

La didascalia originale del tempo di guerra riporta: "La falsatorre del sommergibile italiano catturato, che mostra i colpi ricevuti durante il breve scontro contro la Royal Navy".

 

Di seguito due ulteriori immagini del Bronzo ormeggiato nel porto di Siracusa nel luglio 1943 dagli archivi 

Harry S. Truman Library & Museum.

Smg.BRONZO_Siracusa.dopo.cattura-07.1943_63-1398-09-trumanlibrary-com.jpg

https://www.trumanlibrary.gov/ Number 63-1398-09

 

Smg.BRONZO_Siracusa.dopo.cattura-07.1943_63-1398-33-trumanlibrary-com.jpg

https://www.trumanlibrary.gov/ Number 63-1398-33

 

 

Smg.NARVAL.ex.BRONZO_ceduto.Francia.1946_ECPAD-via.W.Leotta_.jpg

Il sommergibile francese Narval (ex Bronzo) in una foto del 1946; catturato da unità inglesi dopo un combattimento, venne dapprima incorporato nella marina britannica come P-714 e successivamente ceduto alla Marine Nationale, che lo mantenne in servizio fino al 1948 come unità addestrativa, foto ECPA-D via W. Leotta da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier.

 

 

 

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Regio sommergibile

VOLFRAMIO

(fino al 09.11.1941 STRONZIO)

 

 

Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 16 dicembre 1940
Varo: 9 novembre 1941
Consegnato : 15 febbraio 1942
Affondato: 8 settembre 1943
Radiazione: 18 ottobre 1946

Attività operativa
Impostato il 16 dicembre 1940 nei Cantieri Tosi di Taranto con il nominativo di Stronzio fu varato il 9 novembre 1941 con il nome di Volframio.

Dopo un addestramento preliminare, il 15 febbraio 1942 passò in forza a Maricosom ed effettuò la sua prima missione il 7 agosto con un agguato offensivo. Durante lo svolgimento dell'operazione britannica "Pedestal" che culminò nella battaglia di Mezzo Agosto, rilevò agli idrofoni il passaggio delle forze avversarie ma non riuscì a entrare in contatto visivo con le stesse.
Trasferito nella sede di Cagliari, il 2 febbraio 1943, al comando del tenente di vascello Giovanni Manunta, effettuò una missione di trasporto incursori. Salpato da Cagliari con a bordo una pattuglia di arditi guastatori (un ufficiale e dieci militari), da sbarcare nel tratto di costa algerina compreso fra Capo Carbon e Capo Sigli, e giunto nella zona nella notte del 6, fu costretto, a causa delle avverse condizioni meteo, a rinviare le operazioni di sbarco. L'operazione, ritentata il giorno 8, venne nuovamente sospesa perché il Volframio fu intercettato e sottoposto a violenta caccia da parte di unità britanniche, per cui dovette rientrare alla base.
Una nuova missione venne tentata il 30 maggio, quando l'unità, salpata dalla Maddalena, ebbe il compito di sbarcare, tra il 5 e l'8 aprile, una pattuglia di guastatori; ma anche questa missione, a causa delle avverse condizioni del mare, non venne portata a compimento.
Il 9 settembre 1943 l'unità, ai lavori alla Spezia, fu autoaffondata dall'equipaggio. Successivamente recuperata dai Tedeschi, affondò in porto alla Spezia nel 1944, durante un attacco aereo anglo-americano.
Complessivamente l'unità compì 8 missioni offensive, 2 di trasporto reparti incursori e 7 di trasferimento tra porti nazionali, percorrendo 13.040 miglia in guerra.



Smg.VOLFRAMIO_navigazione_I.sommergibili.in.Mediterraneo-1968_800.jpg

 

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Taranto, dicembre 1941. I sommergibili Volframio (a sinistra) e Bronzo (a destra) pochi giorni prima della consegna alla Regia Marina, che avverrà ri­spettivamente il 2 gennaio ed il 15 febbraio 1942. Insieme all'Argento, sono gli unici sommergibili della classe "600" serie "Platino" in costruzione presso i Cantieri Tosi. Collezione A. Fraccaroli da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

 

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Archivio Marcello Risolo da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier

 

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Un particolare della zona centrale del sommergibi­le Volframio alla fonda in un sorgitore dell'Italia meridionale all'inizio dell'estate del 1942. Entrato in servizio nel maggio precedente, il battello sta completando l'addestramento; inizierà la sua prima missione di guerra nell'agosto 1942 nel le acque del Mediterraneo centrale. Sino alla data dell'armistizio effettuerà 8 missioni offensive-esplorative tra cui due, nel febbraio e nel marzo 1943. di trasporto incursori sulla costa algerina occupata dagli anglo-americani. Al co­mando del T.V. Giovanni Manunta, il Volframio tenterà a più riprese il rilascio degli operatori in prossimità dei loro obiettivi sempre impedito dalle avverse condizioni del mare. 

"Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

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Archivio Marcello Risolo da "I sommergibili italiani 1940-1943" di E. Bagnasco e M. Brescia - 2013-2014 - Storia Militare Dossier

 

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ll Volframio rientra a Cagliari da una missione nel Mediterraneo centrale il 19 agosto 1943, Museo Storico Navale di Venezia da 2005-"Le navi da guerra italiane 1940-45" E. Bagnasco, E. Cernuschi - 2005.

 

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La Spezia, inverno 1943/44, marinai e sommozza­tori della Xa Mas della Repubblica Sociale Italiana sul sommergibile Volframio. appena recuperato dalle acque dell'arsenale dove era stato autoaffondato nel settembre 1943. La R.S.I. e i Tedeschi cercano di recuperare quanti più battelli è possibile: tornarono così a galla, oltre al Volframio, l’Ambra, l'Aradam, lo Sparide e il Murena, nessuno però riprenderà servizio e verranno tutti affondati di nuovo nel corso di bombardamenti aerei sui porti di Genova e La Spezia. 

"Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti

 

 

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  • 1 month later...

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Regio sommergibile

ARGENTO

 

 

Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 30 aprile 1941
Varo: 22 febbraio 1942
Consegnato : 16 maggio 1942
Affondato: 3 agosto 1943
Radiazione: 27 febbraio 1947

Attività operativa
Varato il 22 febbraio 1942 nei Cantieri Tosi di Taranto, fu consegnato alla Regia Marina il 15 maggio 1942. In data 10 agosto passò in forza a Maricosom per il IV Gruppo con sede a Taranto; effettuò la sua prima missione di guerra nell'ultima decade di settembre.
Al comando del tenente di vascello Renato Frascolla e dislocato a Cagliari, effettuò missioni di agguato nelle acque a sud della Sardegna e lungo le coste dell'Africa settentrionale. La sera del 21 gennaio 1943, stando in navigazione in superficie, fu attaccato da un aereo. La pronta reazione di fuoco causò l'abbattimento dell'attaccante, che precipitò in mare esplodendo.
Il 21 agosto salpò dalla Maddalena per portarsi in agguato nelle acque della costa orientale della Sicilia ed il giorno 23, in navigazione verso lo Stretto di Messina l'unita, al comando del tenente di vascello Leo Masina, fu fatta segno al lancio di tre siluri da parte di un'unita similare nemica, che non andarono a segno per la pronta manovra dell'Argento.
Nel prosieguo della stessa missione, il giorno 25 ricevette l'ordine di effettuare una ricognizione verso il Golfo della Sirte e poi rientrare alla base.
Nella notte del 3 agosto, mentre navigava in superficie sulla rotta di ritorno, nelle acque di Pantelleria, avvistò luci sospette ed una unita che dirigeva su di esso. Fallita una contromanovra di attacco, l'Argento si immerse per sfuggire alla caccia, ma non riuscì a disimpegnarsi e fu sottoposto ad un violento bombardamento da parte del cacciatorpediniere statunitense Buck. Per le avarie subite fu costretto ad emergere e si autoaffondò sotto il preciso fuoco dell'unità nemica, che recuperò poi l'intero equipaggio, ad eccezione di quattro marinai deceduti nel corso dell'azione.
L'attività bellica dell'Argento fu di 10 missioni offensive e 3 operative di trasferimento tra porti nazionali: furono percorse complessivamente 10.745 miglia in guerra.

 

Smg.ARGENTO_pronto.varo_Gli.squali.Adriatico-1999_800.jpg

 

Smg.ARGENTO_pronto.varo_In.guerra.sul.mare-2005_800.jpg

Il sommergibile Argento pronto per il varo, da "In Guerra sul mare" di E. Bagnasco - Albertelli - 2005"

 

2-3  Argento1942-varo-22feb1942_800.jpg

 

Smg.ARGENTO_dopo.varo_Sommergibili.in.guerra-1994_800.jpg

Il sommergibile Argento subito dopo il varo, da "Sommergibili in Guerra" di E. Bagnasco e A. Rastelli - Albertelli - 1994, per g.c. Sergio Mariotti


Smg.ARGENTO_dopo.varo_Sommergibili.italiani.1999.800.jpg
Altra immagine del sommergibile Argento subito dopo il varo, da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

Smg.ARGENTO_manovra.ormeggio_Sommergibili.italiani.1999.800.jpg
Il sommergibile Argento in manovra per ormeggiare nel porto di Cagliari nel tardo autunno 1942, da "Sommergibili italiani" di A. Turrini e O.O. Miozzi - USMM - 1999

 

Di seguito, proponiamo una serie di immagini, provenienti dal National Museum of the U.S. Navy, relative alle fasi successive all'affondamento del sommergibile Argento, da parte del cacciatorpediniere statunitense BUCK (DD-420).

19-N-36642_800.jpg

USS BUCK (DD-420) al largo del Boston Navy Yard, Massachusetts, 24 novembre 1942.

www.history.navy.mil N. di catalogo: 19-N-36642

 

80-G-54630_800.jpg

L'equipaggio impila i bossoli del pezzo di artiglieria da 127 mm sul ponte della BUCK dopo l'affondamento del sommergibile italiano ARGENTO nei pressi di Pantelleria, il 3 agosto 1943.

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-54630

 

80-G-55409_800.jpg

L'equipaggio impila i bossoli del pezzo di artiglieria da 127 mm sul ponte della BUCK dopo l'affondamento del sommergibile italiano ARGENTO nei pressi di Pantelleria, il 3 agosto 1943. 

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-55409

 

80-G-55410_800.jpg

Un membro dell'equipaggio del sommergibile ARGENTO ferito, riceve cure mediche a bordo del BUCK.

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-55410

 

80-G-54628_800.jpg

Un membro dell'equipaggio del sommergibile ARGENTO ferito, riceve cure mediche a bordo del BUCK.

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-54628

 

80-G-55419_800.jpg

Sepoltura in mare di un membro dell'equipaggio del sommergibile italiano ARGENTO, morto a bordo del BUCK, per le ferite riportate dopo l'affondamento del battello il 3 agosto 1943. Alla cerimonia di sepoltura sono presenti anche altri membri dell'equipaggio italiano.

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-55419

 

80-G-55406_800.jpg

Due membri dell'equipaggio del cacciatorpediniere BUCK, intenti a scovolare la canna del pezzo da 127 mm prodiero della nave, sotto lo sguardo dei prigionieri italiani, sopravvissuti all'affondamento del sommergibile ARGENTO.

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-55406

 

 

Ufficiali del USS BUCK (DD-420), dialogano con ufficiali del sommergibile ARGENTO

Sono presenti (da sinistra)  Comandante Miles J. Vrandenburg, Tenente Comandante Millard J. Klein, Comandante della USS BUCK, Tenente Leo Masina, Comandante dell'ARGENTO, Tenente Comandante George S. Lambert, Ufficiale Esecutivo. L'operatore radiofonico italiano Danilo Surino; Il tenente Robert P. Lance.

80-G-55413_800.jpg

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-54628

 

80-G-55412_800.jpg

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-55412

 

80-G-54625_800.jpg

www.history.navy.mil N. di catalogo: 80-G-54625

 

Esiste anche un video, su YouTube, dei sopravvissuti del sommergibile Argento sul cacciatorpediniere statunitense BUCK (DD-420). Sopravvissuti del sottomarino italiano "Argento" affondato dalla USS Buck (DD-420), 1943

 

 

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  • 7 years later...
  • 2 weeks later...

Qualche anno fa l'ottimo Platon Alexiades ha rintracciato negli archivi dell'USMM un rapporto di missione del sommergibile Brin in cui si menziona un attacco, infruttuoso, da parte di un sommergibile nemico che per orario e posizione combacia alla perfezione con quello dell'Unruly cui è stato a suo tempo attribuito l'affondamento dell'Acciaio. Il Brin evitò i siluri con la manovra e questi esplosero contro la costa: quella fu l'origine delle esplosioni avvertite a bordo dell'Unruly (che dopo il lancio non aveva potuto osservare l'esito dell'attacco a causa di una temporanea perdita d'assetto). Ne consegue che l'Acciaio non fu affondato dall'Unruly. E' possibile che sia rimasto vittima di un attacco aereo il 12 luglio 1943, quando un Lockheed Hudson britannico attaccò con lancio di razzi un sommergibile sorpreso in superficie vicino alla zona d'agguato dell'Acciaio. Il sommergibile s'immerse mentre l'aereo scendeva in picchiata lanciando razzi, il pilota britannico al buio e per via della manovra effettuata non ebbe modo di osservare se gli ultimi razzi lanciati andarono a segno, ma osservò poco dopo un'ampia chiazza di nafta.

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2 hours ago, LColombo said:

Qualche anno fa l'ottimo Platon Alexiades ha rintracciato negli archivi dell'USMM un rapporto di missione del sommergibile Brin in cui si menziona un attacco, infruttuoso, da parte di un sommergibile nemico che per orario e posizione combacia alla perfezione con quello dell'Unruly cui è stato a suo tempo attribuito l'affondamento dell'Acciaio. Il Brin evitò i siluri con la manovra e questi esplosero contro la costa: quella fu l'origine delle esplosioni avvertite a bordo dell'Unruly (che dopo il lancio non aveva potuto osservare l'esito dell'attacco a causa di una temporanea perdita d'assetto). Ne consegue che l'Acciaio non fu affondato dall'Unruly. E' possibile che sia rimasto vittima di un attacco aereo il 12 luglio 1943, quando un Lockheed Hudson britannico attaccò con lancio di razzi un sommergibile sorpreso in superficie vicino alla zona d'agguato dell'Acciaio. Il sommergibile s'immerse mentre l'aereo scendeva in picchiata lanciando razzi, il pilota britannico al buio e per via della manovra effettuata non ebbe modo di osservare se gli ultimi razzi lanciati andarono a segno, ma osservò poco dopo un'ampia chiazza di nafta.

Ho inserito la tua annotazione nella scheda del sommergibile Acciaio ...hai qualche riferimento in più sull'attacco aereo? 

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Sì, l'aereo era il velivolo "Q" del 608th Squadron RAF, pilotato dal sottotenente R. F. Burling. Questi avvistò un sommergibile che procedeva in superficie con rotta stimata 110° e velocità 6-8 nodi, a nove miglia di distanza, alle 00.20 del 12 luglio, in posizione 39°40' N e 05°14' E. Lanciatosi in picchiata, l'Hudson lanciò otto razzi da una quota di 150 metri. I primi cinque mancarono il bersaglio, che intanto si stava immergendo, "sorvolandolo" di 6-12 metri, mentre l'esito del lancio degli ultimi tre non fu osservato perché nel frattempo l'aereo aveva oltrepassato il punto in cui si trovava il battello. Tornato sul posto, osservò una chiazza di nafta di 45 metri per 550.

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