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Alfabravo 59

La M.m. Protagonista Assoluta Nella Vicenda Italia/insulo Della Rozoj

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:s55: Buongiorno a Tutti!

In questi giorni i giornali locali parlano del ritrovamento, a poco più di 6 mg dalla costa di Rimini, di ciò che rimane della piattaforma costituente il LIBERO TERRITORIO DELL' INSULO DE LA ROZOJ: iniziativa imprenditoriale dell' Ing. Giorgio ROSA di BOlogna.

 

anno1968riminipiattafor.jpg

 

Questo mini-stato, costruito appena al di fuori delle Ns acque territoriali di allora (6 mg.), si auto proclamò indipendente il 1° Maggio 1968; come lingua ufficiale adottò l' Esperanto ed emise anche un francobollo. C' era pure un abitante: tale Pietro BERNARDINI.

 

Il Ns Governo, però, non accettò la cosa ed anche su pressione dei movimenti e partiti cattolici, il 25 Giugno 1968, occupò militarmente la piattaforma e ne proclamò l' embargo.

L' occupazione fu eseguita ovviamente dalla MARINA MILITARE che mandò l' M.T.C. contrassegnato A 5344 (ALAGI, BUFFOLUTO aiuto! :s68: :s03: non trovo a quale M.T.C. corrisponde tale numero! :s07: :s12: :s14: !!).

 

Nell' estate 1968, pur occupata militarmente e quindi non visitabile, la struttura creò un notevole richiamo turistico. Ecco che allora i commercianti locali appoggiarono questa iniziativa che di certo non poteva costituire un pericolo per la sicurezza nazionale (qualcuno ipottizzò che dietro a tutto questo ci fosse addirittura il PATTO DI VARSAVIA! :s07: :s12: :s14: !!!).

 

L' Ing ROSA cercò appoggi anche in ambienti massonici ed allora il Governo Italiano decise di porre fine alla vicenda con COMSUBIN e circa 1000 kg di esplosivo. A fine Febbraio 1969 l' isola artificiale fu fatta esplodere. Ma poichè era stata ben costruita fu solo gravemente danneggiata e l' opera di distruzione fu completata da una successiva tempesta.

 

Lo Stato poi mandò all' Ing. ROSA il "conto" dell' operazione: 14 milioni di Lire ( del 1969).

Edited by Alfabravo 59

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L' occupazione fu eseguita ovviamente dalla MARINA MILITARE che mandò l' M.T.C. contrassegnato A 5344 (ALAGI, BUFFOLUTO aiuto! :s68: :s03: non trovo a quale M.T.C. corrisponde tale numero! :s07: :s12: :s14: !!).

Dovrebbe essere l'MTC 1004:

http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=19905

A pag. 10 del topic "Navi a Taranto" c'è una foto di BUFFOLUTO dell'M.T.C. 1004 (A 5344), fino al 30 aprile 1950 denominato MZ 729.

Edited by Alagi

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Vicenda curiosa ed interessante, risolta alla vecchia maniera. Quello certamente era un periodo critico per l'Occidente col Maggio Francese, decantato a sproposito fino ai tempi nostri...

Mi pare esista qualche piattaforma del genere nata con gli stessi presupposti nel Canale della Manica.

Edited by Charlie Bravo

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Dovrebbe essere l'MTC 1004:

http://www.betasom.i...showtopic=19905

A pag. 10 del topic "Navi a Taranto" c'è una foto di BUFFOLUTO dell'M.T.C. 1004 (A 5344), fino al 30 aprile 1950 denominato MZ 729.

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mtc100430ago66326yk2.jpg

 

GRAZIE, FRA'!

Edited by Alfabravo 59

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40 ANNI FA un ingegnere bolognese costruì davanti a Rimini, al di fuori delle acque territoriali nazionali, una piattaforma artificiale proclamando la Repubblica indipendente dell'IsolA delle rose. Dopo mesi venne distrutta dal Comsubin. Oggi, dopo anni 40 esatti, i resti della piattaforma sono riemersi. VIVA LA REPUBBLICA INDIPENDENTE DELL'ISOLA DELLE ROSE

:s20: :s20: :s20: :s20: :s20: :s20: :s20: :s20: :s20: :s20:

 

 

DA REPUBBLICA BOLOGNA

 

Per i turisti fu un'attrazione eccezionale nel suo genere, per la gioia degli operatori alberghieri della Riviera romagnola; per i giornalisti fu un caso divertente e bizzarro, per Giorgio Rosa e le autorità italiane una faccenda tremendamente seria. Fu una piattaforma di quattrocento metri quadrati a turbare, nell'estate del 1968, non pochi sonni. Quando, soprattutto, quella struttura al largo di Bellaria-Igea Marina si autoproclamò una Repubblica indipendente dall'Italia. A quarant'anni di distanza, un documentario racconta la storia dell'"Insulo de la Rozoj", e proprio pochi giorni fa sono emersi dal mare i resti di quella struttura, come accertato dal club subacqueo Dive Planet di Rimini.

 

Estate 1968. "L'Isola delle rose" è un sogno che l'ingegnere bolognese Giorgio Rosa coltiva da tempo, da almeno dieci anni, da quando con la moglie ha iniziato a progettare la piattaforma artificiale. I lavori di armamento sono durati diversi anni, nel 1967 l'apertura al pubblico. Questo è all'inizio l'Isola delle rose: un'attrazione turistica, facilmente raggiungibile dalla riva, visto che dista solo sei miglia, nemmeno dodici chilometri. Finalmente Giorgio Rosa riesce a portare a compimento il suo piano: il 1° maggio 1968 l'isola artificiale dichiara l'indipendenza dallo Stato italiano; Rosa ne diventa presidente e sceglie l'esperanto come lingua ufficiale. Fu emesso anche un francobollo, che raffigurava lo stemma ufficiale dell'"Esperanta respubliko de la Insulo de la Rozoj", tre rose rosse, e che oggi è considerato una rarità dai filatelici.

 

Per le autorità italiane è davvero troppo. Le intimazioni della Capitaneria di porto di Rimini, a lavori ancora da ultimare, non sono servite a niente; e ora ci si ritrova con uno stato autoproclamatosi autonomo, in quelle che all'epoca sono ancora acque internazionali. E' all'alba del 25 giugno 1968, 55 giorni dopo la dichiarazione d'indipendenza, che un plotone di forze dell'ordine circonda la piattaforma e ne prende possesso senza ricorso alla violenza.

 

Il Governo dell'Isola delle Rose protesta, scrive anche al presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Nulla da fare: nel gennaio 1969 la Marina militare italiana piazza del materiale esplosivo per abbattere la piattaforma. Diversi tentativi non bastano, sarà poi la tempesta del 26 febbraio 1969 a inabissare l'Isola delle Rose e con essa i sogni di Giorgio Rosa.

 

Quarant'anni dopo i resti di quella struttura sono emersi nel mare, in concomitanza con la proiezione del documentario che racconta l'intera vicenda, "La Insulo de la Rozoj", alla Corte degli Agostiniani di Rimini.

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Guest Marcuzzo

Una storia interessante, ma c'è una cosa che non mi quadra: se la piattaforma si trovava oltre le 6 MN dalla linea di base (e non dalla costa), quindi in acque internazionali (in quel tempo), quale autorità aveva lo Stato per occuparla e farla saltare? :s12:

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semplicemente ll'Italia non aveva alcuna autorità ma l'hanno fatto lo stesso.. una cosa del genere era accaduta anche in Gran Bretagna quando un tizio occupò una piattaforma nel canale della Manica realizzata durante la battaglia d'Inghilterra per ospitare postazioni AA.. lì la questione andò avanti per anni con tutta una serie di sentenze di ogni genere....

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Ma del ritrovamenteo che si parla dei resti della piattaforma, s'intende sul fondo.

Conoscevo a grandi linee di questa vicenda curiosa e utopistica.

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dove dovrebbe essere localizzata?

Lazer_ :s01: ne

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A parte che fosse appena al di fuori delle acquee territoriali non so. Il 30 Marzo u.s. son stato a cena con il C/Amm. (C.P. Aus.) Aleardo Maria CINGOLANI, mio Uff.le a C/mare RIMINI nell' "85-86". Oltre ad averlo "istigato" :s03: ad arruolarsi in BETASOM, abbiam parlato di questa vicenda. Mi ha detto che alla demolizione della piattaforma parteciparono anche 2 cannoniere d' appoggio cl. "Cani" che usaron il manufatto come occasione d' esercitazione di tiro.

 

riminiilporto.jpg

 

Questa cartolina, postata da MAUX 66, mostra, appunto, 2 "Cani" a Rimini: la foto potrebbe esser stata fatta in tale occasione.

Edited by Alfabravo 59

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Questa cartolina, postata da MAUX 66, mostra, appunto, 2 "Cani" a Rimini: la foto potrebbe esser stata fatta in tale occasione.

 

In effetti i teloni definitivamente non sono ne' "tende dello scieicco" come si usava dire allora, ne' sembrano essere per riparare dal sole il ponte di coperta...

 

(per i più giovani, anche con coibentazione carcinogena, in molte Navi il ponte di batteria diventava invivibile per il calore trasmesso dal sole alle lamiere)

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

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In effetti i teloni definitivamente non sono ne' "tende dello scieicco" come si usava dire allora, ne' sembrano essere per riparare dal sole il ponte di coperta...

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:s01: Permettimi di non concordare. A mio parere i teloni servono solamente come riparo alla calura primaverile-estiva Romagnola. Tra i soci A.N.M.I. di Lugo di Romagna ne abbiamo uno che a suo tempo fu imbarcato sul BRACCO. Mi ha confermato che tali navi mancavan di condizionamento degli ambienti interni.

 

P.S. A ben guardare la cartolina si nota che le unità sono tre, non due.

Edited by Alfabravo 59

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Riesumo questo mio antico topic informandovi che sul Canale NETFLIX si può vedere il film ispirato a questa vicenda. Il film non è un granchè causa varie inesattezze storiche: ad esempio sembra che la piattaforma sia stata costruita in pochi giorni o settimane, mentre l' Ing. ROSA ci mise circa 10 (!) anni...

Lungi da me il moralismo! Ma il turpiloquio spinto sulla bocca di Ministri, Presidenti vari...e Alti Prelati proprio non ci sta, specie alla fine degli anni "60".

 

 La parte navale del film è semplicemente PIETOSA sia dal lato storico che quello tecnico.

Infine forse potrebbero esserci gli estremi per una querela relativa al modo in cui son trattati i nostri Marinai.

!

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Scopro che Walter Veltroni ne ha ricavato un libro (romanzo, s'intende, romanzo...) nel 2012, da cui immagino sia stata ricavata la sceneggiatura del film

https://opac.provincia.re.it/opac/resource/lisola-e-le-rose/RE21123704

 

L'ingegner Rosa è morto pochi anni fa, nel 2017, dopo avere scritto una propria biografia, L'isola delle rose (2009) https://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/03/04/news/rimini_e_morto_giorgio_rosa_l_ingegnere_che_fondo_l_isola_delle_rose-159740508/

 

Qui parecchi dati, che a prima vista mi sembrano credibili, sull'isola (nata come iniziativa imprenditoriale -alberghiera, aveva risolto il problema dell'acqua potabile trovando una falda a 280 mt!) https://www.rivieraromagnola.net/rimini/isola-delle-rose/

E qui una recensione più positiva di quella di AB https://www.ilsole24ore.com/art/l-incredibile-storia-dell-isola-rose-e-film-natale-netflix-ADrGpE7

 

 

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Stavo valutando un'altra cosa, senza nessuna acrimonia: dunque, nel 1968 le acque territoriali erano 6 miglia ( eppure ci fu intervento armato, anche se appena fuori). Oggi, alcuni stati estendono le loro acque a piacimento (v. fucilieri India e pescatori Libia, nonchè, diciamo, la faccenda delle trivelle croate in giro per tutto l'Adriatico, che non so come sia finita) e tutto tace. Boh. Ho l'impressione che occorrerebbe rivedere dei trattati internazionali...

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