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Presente ai seguenti Raduni Nazionali e Licenze Ufficiali di Betasom

Trovato 3 risultati

  1. Come promesso nel mio precedente post relativo alla relazione sulla prigionia del TV Gino Birindelli, vi riporto la trascrizione di alcuni documenti dell’USMM di cui a suo tempo mi ero interessato e che ora di volta in volta mi capitano davanti e riordino. Questa volta sarà più breve ed il documento non riguarderà un uomo ma una nave, come avete potuto leggere nel titolo l'incrociatore “Trieste”. Dopo aver letto le pagine che costituiscono il documento mi sono reso conto che di questi episodi, più o meno gravi, sono pieni i faldoni. Questi non sono considerati fondamentali nella storia, però a mio parere rendono una sorta di unicità caratteristica propria in qualche maniera della vita quotidiana della nave stessa e degli uomini che l’hanno vissuta. Con lettera, avente protocollo 064117, dello Stato Maggiore della Marina Ispettorato Artiglierie e Munizionamento in data 11 Settembre 1942 si trasmette a Marinarmi – Roma, la relazione il cui argomento è “Inconvenienti verificatisi durante l’uscita per esercitazioni del 9/8/1942 di Nave Trieste”. Sulla lettera è apposto il timbro “SEGRETO”. Lettera firmata, per il Capo di Stato Maggiore dal Capitano di Vascello Giuseppe Sparzani. La motivazione del timbro “SEGRETO” mi sembra ovvia, siamo in guerra ed un’inconveniente tecnico di questa rilevanza credo che potesse essere di notevole interesse per le forze nemiche. Per non dire degli inconcludenti scontri avuti con il nemico (e qui non aggiungo altro per non scatenare gli animi). Segue il documento. Allegato 4 SERVIZIO ARTIGLIERIA 1°) Durante l’uscita del 9 Agosto u.s. sono stati provati gli antivibranti dei telemetri della coffa che, in seguito al cattivo funzionamento avuto durante l’uscita del 15 Luglio, erano stati modificati. La prova ha avuto esito non buono; infatti alle velocità tra i 24 ed i 26 nodi il telemetraggio era impossibile a causa delle fortissime vibrazioni. Assistevano alla prova l’Ing. Fazzini e l'Ing. Brini della ditta Galileo, costruttrice degli antivibranti e il Capitano AN. Conti di Marinarmi La Spezia reparto ottico. L’Ing. Brini aveva prospettato le seguenti modifiche : a) – Telemetro alto – Allo scopo di molleggiare ulteriormente il sistema, in modo che non entrasse in risonanza con le vibrazioni della coffa, ridurre il diametro delle barrette di acciaio armonico che hanno funzione di balestre destinate a smorzare le oscillazioni nel piano orizzontale. b) – Telemetro basso – Ridurre da 16 a 8 il numero delle molle trasversali che servono per le oscillazioni trasversali. Diminuire da 4 a 2 i fogli delle delle balestre di ritenuta nel senso delle vibrazioni longitudinali. Le modifiche sono state eseguite dalla ditta nei giorni 10 – 11 Agosto. Durante la navigazione per la dislocazione dell’unità, gli antivibranti sono stati provati a velocità comprese tra i 18 ed i 27 nodi. Assistevano alla prova anche due tecnici della ditta Galileo imbarcati per l’occasione. I risultati sono i seguenti : a) – Deciso miglioramento del sistema a tutte le velocità considerate. b) – Fra i 18 ed i 23 nodi il telemetraggio è sempre possibile, su qualunque brandeggio. c) – Fra i 24 ed i 27 nodi le vibrazioni sono tutt’ora assai notevoli ed il telemetraggio è possibile soltanto a intervalli. L’inconveniente è più accentuato nei brandeggi intorno al traverso della nave. Per potersi pronunciare definitivamente in merito agli antivibranti sistemati è necessario provarli a velocità superiori ai 27 nodi e sotto l’effetto del tiro a 1^ carica. Tali esperienze potranno suggerire altre modifiche che consisterebbero sempre nel cambiare il periodo d’oscillazione delle molle e delle bacchette di acciaio armonico di sospensione. 2°) Si è ripetuto alcune volte e per diversi complessi l’inconveniente già segnalato della scarsa precisione degli indici lenti degli orologi di punteria in direzione dei complessi da 100/47. Detto Inconveniente è causa di ambiguità nel riporto dell’indice lenzo a zero e si nono avute delle salve sparate con 10° di errore nella punteria. In merito alla pratica vedere i fogli 15130 e 15636 rispettivamente datati 5 e 10 agosto 1942 – XX di Marinarmi La Spezia. Firmato : Per copia conforme Il Capitano di Corvetta Capo 3^ Sezione Carlo Arillo Da altri documenti, sempre dell’USMM, anche antecedenti e risalenti ai primi mesi dell’anno 1940 erano stati segnalati sempre inconvenienti relativi ai dispositivi antivibranti relativi alle torri 1 e 2 che hanno dato luogo a modifiche.
  2. Io Varo5 formulo un ringraziamento a Betasom per la sensibilità di onorare i morti della tragedia istriana. Ho uno zio, fratello di mia madre, gettato un una foiba vicina a Montenevoso, sei mesi dopo la fine della guerra. Non aveva alcuna colpa da scontare, era italiano nato in Istria. Un cugino morto con i patigiani nell'alto Friuli di cui non sapiamo niente, semplicemente non rientrato in famiglia con due figli in tenera età. Io sono il solo nato a Trieste da famiglia istriana. Padre nato a Pirano e madre nata a Pola. Parenti tutti emigrati in Italia ed una zia ospitata in famiglia da Isola d'Istria. Aldo - Varo5
  3. Titolo: TRIESTE E LE "NAVI BIANCHE Autore: Autori vari tra cui Paolo Valenti Editrice: Museo Civico di Storia Naturale TRIESTE Anno di edizione: 2007 Pagine: 131 in carta lucida per fotografie; Tra foto e disegni sono 351 più un quadro con i disegni di 30 crocieriste Copertina: flessibile con immagine del "Giulio Cesare" alla stazione marittima di Trieste Dimensioni: 24 x 17 cm Prezzo di copertina: 6 € (posto l'immagine del retro con scritto € 6,00) Reperibilità: io l'ho acquistato al Museo del Mare di Trieste Il libro è diviso in più parti di Autori diversi. le prime due parti intitolate LE NAVI PASSEGGERI DI TRIESTE, entrambe dell'autore Paolo Valenti, trattano due periodi: ante crisi del 1929 e quello successivo di grande sviluppo e di tante navi prestigiose ante seconda guerra mondiale. Quindi la rinascita a guerra finita con grandi e stupende navi, che avranno vita breve per la inevitabile sostituzione col trasporto aereo più rapido e meno costoso. Una quantità enorme di foto illustrano questo maglifico periodo e brevi note della storia di diverse navi. la terza parte NAVI PASSEGGERI DI LINEA ITALIANE 1920 - 1966, sempre di Paolo Valenti, è una galleria di disegni con lo stile del Valenti per le grandi navi che abbiamo visto nel libro I TRANSATLANTICI con l'aggiunta di tante navi minori che ci mancavano in questo volume. Sono 68 bellissi disegni che è un piacere ammirare. La quarta parte intitolata TRIESTE E LE NAVI DA CROCIERA dell'Autore Sergio de Luyk, noto comandante di navi da crociera, fa la storia di questa attività nata a Trieste con la nave del Lloyd Triestino "THALIA" 1907. Ma i tempi non erano maturi per questo genere di viaggi. Nel 1925 tentarono i Cosulich con la nave "STELLA D'ITALIA" . L'Autore mette in evidenza il ruolo delle navi bianche triestine nella nascita del nuovo genere. La prima nave italiana impiegata per le crociere fu la "Riviera Prima" nel 1963, poi l"Italia" nata per scopi crocieristici, costruita nel piccolo cantiere Felszegy a Muggia nel 1967, una una cittadina vicina a Trieste che aveva già il cantiere S.Rocco in via di chiusura. Poi l'esplosione del business. Quinta parte è l'arredo della nave di Maurizio Eliseo. Dieci pagine con poche immagini sull'argomento. Sesta parte è dedicata ai cartelloni pubblicitari di quei viaggi. Settima parte è un breve racconto di alcuni personaggi che hanno viaggiato con queste navi. Ottava parte finale è una preziosa raccolta di disegni eseguiti dal Comandante del porto di Trieste di allora Paolo Klodic. Disegnatore di navi insuperabile. Il disegno della Saturnia di Paolo Klodic. La prima nave costruita in Italia, con scopo esclusivamente crocieristico, nel piccolo cantiere Felszegy di Muggia a pochi kilometri a Sud di Trieste. Il retro copertina del libro LE NAVI BIANCHE DI TRIESTE Varo5
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