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Corvetta Vettor Pisani


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#1 luciano46

luciano46
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Inviato 19 aprile 2005 - 08:00

Posto qui' il link della Marina Militare con le immagini della corvetta Vettor Pisani che fece il giro del mondo dal 1882 al 1885:


http://www.marina.di...07/Navi0721.htm


Qui il link al sito in Spagnolo che narra la storia della campagna d'esplorazione della corvetta Vettor Pisani:

http://derroteros.pe...roteros12/i.doc

Qui un link in Inglese che parla di siti delle isole Galapagos con nomi Italiani, dati dal comandante della corvetta "Vettor Pisani" durante le esplorazioni intorno al mondo:

http://www.darwinfou...5900049817.html

Ciao
Luciano
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#2 luciano46

luciano46
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Inviato 20 aprile 2005 - 10:39

Posto qui la traduzione della Storia delle quattro esplorazioni della Corvetta Vettor Pisani, tradotta a braccio(In quanto non si riescono a trovare in internet traduttori validi dalla Spagnolo all'Italiano) da me'.
Mi scuso per gli eventuali refusi, ma tenete presente che sono circa quarant'anni che non parlo,leggo o scrivo in spagnolo, come d'altronde anche in Francese e Inglese.


La Quarta campagna oceanica della corvetta Vettor Pisani(1882-1885). L'esplorazione dei litorali del Sudamerica:
Rossana Piccioli 1882-83
·  tradotto da Jorge Ortiz Stelo
·  
·   il Vettor Pisani,la cui costruzione fù iniziata nell'arsenale di Venezia nel maggio del 1867
con il nome di Briosa, è stata l’ultima delle grandi corvette ad
elica della Marina Militare Italiana. Diverse difficoltà , pricipalmente
finanziarie, ritardarono il lavoro del cantiere navale, per cui il varo fù fatto slittare fino al 22 1869 di luglio. La fiammante coperta era sovrastata da un castello e tolda coperta sopra la batteria di cannoni, nonostante le sue ottime
qualità nautiche , non era molto veloce né aveva grande autonomia a causa dalle difficoltà usuali di immagazzinaggio del carbone necessario per le relative caldaie.
Nonostante questo , era risultata adatta per le lunghe campagne oceaniche e quindi era stata
destinata a continuare le missioni di penetrazione politica ed
economica che il governo italiano aveva iniziato con la famosa corvetta “Magenta”, che aveva fatto parecchie circumnavigationi e viaggi nei mari dell'Estremo-Oriente, alcune di loro di carattere scientifico e poi continuato con la “Principessa Clotilde”.
Consegnata ufficialmente alla Regia Marina Italiana il 10 di aprile di 1871, il
Vettor Pisani ha cominciato a prepararsi a Venezia per la prima delle relative quattro campagne oceaniche, al Comando del Capitano di Fregata “Giuseppe Lovera di Maria.” .
Terminata la preparazione , la nave è salpata per Napoli, da dove è poi salpata il 30 di maggio del 1871 per la sua prima circumnavigatione.
La relativa missione, di carattere politico, è durata ventisette mesi in cui ha percorso 48.000 miglia, la maggior parte a vela, toccando più di quaranta porti.. La nave è rientrata in Mediterraneo nell’ agosto del 1873, unendosi ad altre
unità italiane in Escombreras, davanti Cartaghena, per poi ragiungere
Napoli, dove è entrata ai nel settembre dello stesso anno. Era
ancora ai lavori nell' aprile di 1874, al comando del Capitano di Vascello
Alberto De Negri ed in giugno di quell'anno ha gettato l'ancora a
Napoli per il suo secondo viaggio di circumnavigatione. Questa nuova
campagna, che aveva come scopo di mostrare la bandiera Italiana nel mondo, è durata due anni e nove mesi, ormeggiando in venticinque porti , prevalentemente in maggioranza cinesi e giapponesi ed alcuni Americani del Pacifico.
Al relativo ritorno in Italia, la corvetta ha ragginto Venezia, dove è entrata ai lavori
fino al 1878, quando il comando è passato a Tomás de Saboya, duca di Genova, per la sua terza campagna, nei mari dell'Estremo-Oriente.
Questo viaggio ha durato trentadue mesi, ed il Vettor Pisani è stata la prima nave che abbia esposto la bandierina italiana nel grande fiume cinese Yang-Tse-Kiang.
Rientrata a Venezia in 1881 e l'anno seguente era pronta per iniziare
un nuovo viaggio nei mari del mondo al comando del comandante Giuseppe Palumbo. Questo quarto viaggio sarebbe stato più lungo di quelli precedentemente intrapresi dai militari italiani della nave, anche ottenendo dei risultati scientifici più importanti.
Il viaggio sarebbe durato tre anni e dieci giorni ed oltre che alle visite di natura politica, doveva inoltre preoccuparsi nella preparazione alle ricerche di natura Idrografica e scientifica.
A bordo avrebbe dovuto esserci Ufficiali accuratamente addestrati nel centro Zoológico “A. Dohrn” di Napoli, ed un cartografago, che avrebbero dovuto studiare i litorali che avrebbero visitato, compilando nuove mappe, completando o correggendo quelle esistenti; raccogliere i campioni di fauna marina; e redigere poi un documento resoconto relativo ai tipi di Cultura che avrebbero trovato
Per eseguire quelle mansioni, il ministro della Marina, Acton, ha autorizzato l'imbarco di due giovani del nobilità romana, il principe Giovanni
di Drago e il duca di Galles.
Il Vettor Pisani ha raggiunto in primo luogo Napoli per imbarcare gli strumenti scientifici e tutto quello che avrebbe potuto essere usato per le collezioni zoologiche. Salpando poi il 20 di aprile del 1882 per effettuare una nuova
circumnavigatione nel senso opposto delle precedenti. Il primo scalo è
stata Gibilterra, pasando vicino a Formentera, a sud delle
baleari, dove sono stati effetuati rilevamenti batimétrici per correggere i dati esistenti.
Entrata in Atlantico, la corvetta ha raggiunto San Vicente di Cabo verde, dove è rimasto dal 10 ai 14 di giugno e dopo venti giorni di navigazione ha raggiunto
Pernambuco, dove ripeterono i rilevamenti idrografici.
La corvetta ha poi ragginto Rio de Janeiro, ed in questo porto ha avuto la visita dell'imperatore del Brasile, che è stato piacevolmente impressionato dalla raccolta zoologica e dagli studi idrografici effettuati
Nei giorni successivi, la corvetta è arrivata a Montevideo, di dove è partita per raggiungere Punta Arenas nello stretto di Magellano raccogliendo strada facendo numerosi campioni di alghe.
L'arrivo del Vettor Pisani a quel porto australe coincise con la presenza di astronomi di tutte le nazionalità che erano arrivati nella zona per osservare il
passaggio di Venere, atteso per il 2 di dicembre.
Il viaggio è continuato verso Valparaiso e il Canale di Panama - dove hanno steso una
documentazione sugli impianti e sui lavori di scavo del canale e verso le isole di Galápagos. Lasciarono la Croce del Sud, visitando le isole Hawai, le Filippine,
Hong-Kong, Shangai, Singapore e Ceylon.
Per concludere, il Vettor Pisani ha poi raggiunto il Mediterraneo, attraverso la rotta del golfo di Adén e del mare rosso, arrivando a Napoli i 20 di settembre del 1885.
A partire da quella data la corvetta è stato destinata
all'addestramento nautico dei cadets dell'Accademia Navale di
Livorno, espletando ben otto campagne di istruzione nel Mediterraneo.
Per concludere, è stata messa in disarmo dal servizio navale italiano nel 1893.
Gli rilevamenti scientifici e nautici fatti dal Vettor Pisani sono risultati poi
insostituibili per le navi che dovevano raggiungere il Pacifico dall'Atlantico, navigando nella intricata rete di canali poco conosciuti all'estremità del sud americana.
Le navi che allora navigavano dallo stretto di Magellano, entravano o uscivano
Pacifico attrverso il Cabo Pilar oppure si addentravano attraverso i canali occidentali della Patagonia. Nessuno avrebbe rischiato di passare nel canale fra le isole al nord di Cabo Tres Montes, in quanto non esisteva ancora nessuna mappa di quelle acque.
Alla fine del XVIII secolo,Juan de Moraleda pilota spagnolo aveva navigato da quel posto difficile, ma senza effettuare alcun rilevamento o la tracciatura di una mappa; e lo stesso hanno fatto poi successivamente le navi inglesi Nassau e Beagle ; ma tanto la nave di Moraleda quanto le navi inglesi erano di minor stazza del Vettor Pisani, che aveva più di due mila tonnellate di dislocamento era la prima nave di grande tonnellaggio a navigare il canale di Darwin fino a Ancud, passando vicino
alle isole Chonos che Chiloé. Il comandante di Palumbo decise di cartografare tutte le acque dell'arcipelago del Chonos ed in particolare quele del canale di Darwin, che sembrava la rotta migliore a sud dell'arcipelago.
La volontà del comandante è evidente nel rapporto del viaggio
scritto dal tenente di Vascello Gaetano Chierchia :
Formai quindi il progetto di fare quanto più e meglio mi fosse possibile in tali paraggi. Non mi dissimulai le non piccole difficoltà e i pericoli cui si andava incontro, con una nave grande come la Pisani, in quei canali dei quali non esistono altre carte che erronei abbozzi , e dove il buon tempo è raro: ma non esitai, pensando che forse mai più nella nostra campagna si sarebbe presentata l’occasione di tracciare una buona via ai naviganti, avendo saputo con quanto interesse è attesa la sicurezza di quella navigazione. Inoltre, percorrendo questo arcipelago e poi il successivo delle Chiloe fino ad Ancud, si offriva alla nostra raccolta zoologica un’ampia messe di esemplari della fauna marina ignoti o poco noti e certamente molto ricercati dai naturalisti… Nell’arcipelago delle Chonos ben poche navi ebbero traffico e nessuna del nostro tonnellaggio. Oltre il Nassau della marina britannica che ne fece nel 1867 soltanto la traversata e la Chacabuco della marina cilena che eseguì il piano di qualche ancoraggio, non altra nave da guerra vi mostrò mai la bandiera… La mattina del 23, ad onta del tempo orribilmente cattivo, con fitta e continua pioggia e con violente burrasche di grandine si inaugurarono i lavori. Affidai al ten. di vascello sig. Serra, ufficiale di rotta, la determinazione delle coordinate geografiche, la raccolta dei dati metereologici e la determinazione della marea e delle correnti. Incaricai il 2° ufficiale, ten. di vascello sig. Schiaffino con sott’ordine il 2° medico sig. Boccolari dell’esplorazione dei canali interni allo scopo o di riportare una semplice traccia o di riconoscere altro passaggio più diretto per raggiungere l’ancoraggio di Lagunas, o infine una più diretta comunicazione fra i canali di Darwin e di Moraleda; ed a tale scopo fu provveduto d’imbarcazione leggera con 4 uomini e di viveri per 15 giorni
Altri uomini sono stati inviati quattro piccole barche per fare le osservazioni
astronomiche e rilevamenti cartografici.
Il 6 di dicembre del 1883 sono rientrati tutti a bordo, con la soddisfazione per
aver esplorato bene gli accennati canali di Darwin e di Moraleda,
determinando che non siano adatti per la navigazione delle navi di
grosso Tonellaggio. Durante i quindici giorni impiegati in quel lavoro, gli
uomini avevano mangiato soltanto la carne di foca e altri viveri
che ogni tre giorni venivano mandati loro dalla corvetta, neanche molto freschi, in quanto erano ormai passati più di due mesi da quando avevano lasciato il porto di
Montevideo. Gli esploratori dei canali, avevano costruito delle
baracche per ripararsi della pioggia, dalla grandine e dal
vento forte che tirò durante tutto il tempo di permanenza nella zona.
Come ricordo delle loro esplorazioni, hanno
messo il nome della corvetta e dei suoi uffciali alle isole, alle
baie ed alle alture di quella terra inospitale.
Nel quadro dell'attività esplorativa fatta per conto della Marina Italiana, la quarta
campagna esplorativa del Vettor Pisani inoltre si merita di essere
ricordata per essere altresi legata all'eccezionale circostanza delle conquiste tecnologiche di quel tempo: era stato possibile realizzare una bellissima documentazione fotografica, una delle prime nella storia della fotografia di viaggio. Le immagini, scattate nella loro maggior parte da tale
squadra (soltanto alcune sono state comprate dai fotografi locali), furono
riunite alla fine della navigazione dal nobile Francesco
Giuseppe Tozzoni, guardiamarina del Vettor Pisani e per più di un
secolo sono rimaste inedite, come pure il relativo giornale di bordo,
e il suo archivio famigliare. La spedizione degli anni 1882-1885, rimane
il più importante e notevole dei quattro viaggi
oceanici del Vettor Pisani, che facevanoparte di un ampio progetto di
campagne politico-esplorative iniziate in 1871 (nel quale l'altro parteciparono
anche militari Italiani ). In sud America compirono importanti rilevamenti idrografici sull'inalzamento mareale delle acque della baia e del porto di Pernambuco e di Olinda, nel Brasile;
l'esame Idrografico completo dei canali di Moraleda e di
Darwin, dell'arcipelago del Chonos e del Porto delle lagune.
Inoltre, sono stati rilevati due banchi di sabbia pericolosi vicino a Caldera, in Cile; Hanno effettuato l'esame hydrographic del capo di Ancon e delle isole
adiacenti , in Perù; hanno tracciato la mappa topografica della zona di Guayaquil, in Ecuador; una mappa dimostraiva del canale di Panama; una registrazione
Idrografica di 15 miglia di litorale dell'isola di Chatam, nelle
Galápagos ed i portulani degli ancoraggi di PuntaBassa e Porto
Vettor Pisani. A tutto questo si aggiungono le indagini naturalistiche, composte da collezioni di alghe e animali marini importanti.
Poichè non c' era nessun naturalista a bordo, l'operazione era stata affidata al tenente di vascello Gaetano Chierchia, che ha lavorato con l'aiuto di tutti gli Ufficiali.
Inoltre si meritano di essere nominati per l'eccezionale lavoro di Batimetria Cesare Marcacci ed Enrico Serra per il relativo lavoro di rilevamento Idrografico.
Sopra il ponte fu' costruita una camera per conservare le collezioni
naturalistiche, con più di cinquecento tubi a cristallo ed a molti cassetti
per l'erbario, le conchiglie, gli uccelli, i rettili e gli anfibi, cui erano
venuti a contatto il personale della corvetta si è preso cura tanto delle collezioni quantodella documentazione scientifica, come normale mansione di bordo.
Nella relazione di Chierchia c'è scritto che tutti hanno dovuto imparare a riconoscere gli animali, "Para3"
discernerne i tipi, le classi, gli ordini, le famiglie e, potendo, alcuni generi e specie più importanti; famigliarizzarsi alle pesca di tutti quelli, studiando il modo come cercarli sia in mare libero, che alla costa o in fondo al mare. Imparare quindi il maneggio dei vari utensili ed attrezzi necessari, conoscere gli svariati modi secondo i quali le singole specie vogliono essere uccise per rimanere intatte, e finalmente preparare quel materiale in numero e qualità indispensabile ai lavori, che, senza creare ostacoli all’ordinario servizio d’una nave da guerra, potea compatibilmente con le altre esigenze esservi imbarcato.

La raccolta delle unità scientifiche è stata effettuata non
soltanto dagli Ufficiali ma anche dai marinai (che hanno arricchito
volontariamente le collezioni con gli esemplari catturati), dimostrando
cosi' l'importanza che queste campagne oceaniche hanno avuto per gli
italiani di quel tempo, perché diversamente da altri paesi europei del
tempo, l'Italia non aveva grandi disponibilità di mezzi per organizzare i lunghi viaggi
marini con obiettivo di ricerca.
Gli scienziati italiani riponevano grandi speranze di arricchimento della loro conoscenza del mondo nei i viaggi effettuati dalle navi della Marina Militare in tutti gli angoli del pianeta.
La quarta campagna del Vettor Pisani ha offerto
informazioni importanti per una migliore conoscenza delle differenti specie marine
dagli invertebrati, dai celenterati, dagli ascaridi e dai
protozoos.
Inoltre si formarono importanti collezioni di alghe, con
centinaia di specie differenti, che comprendevano ventiquattro
varietà riunite in trentasei specie. Fra loro c'erano
tipi e forme di alghe sconosciute per la scienza. L'uso della
draga nella raccolta dei vari esemplari si era rivelata utile per la conoscenza della
relativa distribuzione di batimétrica; in più, gli esemplari
galleggianti raccolte durante navigazione hanno convalidato la
tesi (allora poco avvalorata) dell'espansione dell'alga per mezzo
di unità fruttifere trasportate dalle correnti del mare fino ai
litorali abbastanza distanti dei loro punti d'origine. La spedizione
inoltre è servita a prendere a contatto con le culture
praticamente sconosciute nell' Italia degli ultimi i venti anni del secolo
XIX. Dopo la traversata dello stretto di Magellano si sono avute molte occasioni
d'incontro con le popolazioni indigene. Abbiamo
certezza di questo fatto dalle notizie contenute nei diari dei
membri dell'equipaggio e dalle fotografie della spedizione.
Sull'incontro con una famiglia di indigeni della terra del fuoco, il tenente Serra,
cronista ufficiale del viaggio, scrive:
“…hanno dato in cambio degli abiti, un uovo di uccello marino, qualche cestino di vimini e alcune frecce… il capo ha poi ballato al suono dell’organetto e ha mangiato con molto gusto la minestra che gli offrirono i marinai”.
. Quell'incontro con gli indigeni della terra del fuoco è stata una di quelle occasioni che consentirono alla spedizione di conseguire una parte di quel ricco materiale etnografico che al giorno d'oggi si può osservare in vari
musei italiani, ma l'occasione migliore per arricchire
queste collezioni è comparsa nell' aprile del 1883, durante il soggiorno
del Vettor Pisani in acque peruviane, quando la nave cercato di dare
assistenza agli immigranti italiani dalle difficoltà causate dalla
guerra del salnitro, fra il Perù ed il Cile. La corvetta navigava
fra il Callao e la baia di Acon, posto che in tempi più calmi era
stato frequentato dai ricchi proprietari delle vicinanze e che fino ad allora
aveva fornito le sistemazioni alle delegazioni consolari straniere e
quindi era un punto di appoggio per gli immigranti. Questa necessaria
tappa ha dato ai Personale l'occasione inattesa da vedere che
la pre-esistente necropoli Colombiana già conosciuta ubicata nei paraggi della baia, già parzialmente scavata pochi anni prima.
Grande fù l'impressione provocata nel vedere il luogo sterile ampio e spoglio di
questo cimitero, con le mummie frettolosamente dissotterrate e appoggiate
successivamente a fianco alle relative tombe, insieme con i
frammenti, le reti, i cavi, gli utensili ed i crani funebri con ancora attaccato del
tessuto con dei capelli rossi
Qualcuno della spedizione non ha resistito alla tentazione di prendere le mummie, quelle che sembravano in condizioni migliori, ma durante il viaggio
hanno realizzato che non avrebbero potuto arrivare a destinazione.
Su questo Chierchia ha scritto:
...in Arica scavai le huacas (tombe degli antichi abitatori del Perú all’epoca degli Incas) e ottenni deiversi crani e qualche utensile, ma non fummo troppo fortunati in queste ricerche. Ad Ancòn trovammo due mummie apparentemente cucite nella stuoia intatta, ma si dovettero gettare in mare perché completamente polverizzate.
.La città dello Spezia, come il porto marittimo e sede di un importante cantiere navale, era il posto preferito come punto di partenza e del ritorno delle navi addette alle spedizioni organizzate dalla Marina Italiana fra 1868 e 1939.
Di conseguenza, allo stesso tempo, si formarono nella città importanti collezioni museográfiche ed ethnografiche extaEuropee. Per avere idea
dell'importanza di questo patrimonio, è necessario aggiungere alle collezioni delle spedizioni militari quelle che provengono dalle navi mercantili.
La flotta mercantile italiana nella decade da 1861 a
1870 era quarto nel mondo, con 18.200 navi e 980.000 tonnellate.
Nel 1995 si è presentata un'occasione magnifica per ricordarsi dell' ultimo
viaggio oceanico della corvetta Vittor Pisani, specialmente il periodo
che va dall' ottobre del 1882 al giugno di 1883, quando la nave ha visitato
buona parte dell'America del sud.
Quell' anno, il centro sudi Malaspiniani “Alessandro Malaspina” di Mulazzo
ha organizzato un tributo alla corvetta con l'occasione di un simposio
sulla botanica americana. Una serie di alghe sudamericane portata dal
Vettor Pisani e raccolta dal soottotenente di Vascello Ulrico
Pescetto nei primi mesi di 1883 è stata esposta per la prima volta.
Questa collezione è stata esaminata dal famoso botanico ed
algólogo Antonio Piccone, incaricato direttamente dalla commissione
nominata dall' Accademia dei Lincei, per studiare tutto il
materiale scientifico raccoltoi dai militari della Marina Militare durante i relativi viaggi.
La collezione Pescetto comprendeva originariamente quarantaquattro specie
provenienti da dieci posti diversi. Due di questi posti - Churruca (terra del
fuoco) e Caldera (Cile) - non compaiono nelle collezioni, perchè costituiscono
le collezioni di altri due Ufficiali della Corvetta, Marcacci e
Chierchia -., alcune unità sono sparito per i motivi sconosciuti e le
specie ancora presenti sono quelle seguenti:
Cladophora (Spongomorpha) arcta, Ktz et var. Pescettii, Picc., Phyllis debilis, Ktz., Desmarestia viridis, Lamour; Porphyra leucosticta, Thur.; Callithamnion subsecondum, Grun.; Nitophyllum Crozieri, Hook. et Harv.; Delesseria Davisii, Hook. et Harv.; Delesseria quercifolia, Bory; Chondria flagellaris, Harv.; Plysiphonia urceolata, Grev.; Polysiphonia tenuistriata, Grev.11

bibliografia supplementare : Omissis

Spero di aver fatto cosa gradita agli amanti della Storia che non conoscono la Lingua Spagnola

Ciao
Luciano
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#3 Guest_Max "Quarnaro"_*

Guest_Max "Quarnaro"_*
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Inviato 20 aprile 2005 - 05:06

Che grande lavoro!!!!!!!!! I miei personali ringraziamenti.

#4 Marco U-78 Scir

Marco U-78 Scir
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Inviato 20 aprile 2005 - 06:18

Bestiale.... :s10:

ma allora, lo conosci alla grande????

:s07: :s07: :s07: :s07:
"Voi vi accorgerete, appena messo piede in casa nostra, che pochi sono in Italia quelli che comprendono, che sentono, che vedono la realt del nostro presente e del nostro avvenire. Molti esitano, pochi credono; moltissimi attendono, pochissimi operano. Il fatto di essere una minoranza per noi motivo d'altissimo orgoglio e nei momenti difficili chi ha i nervi saldi e cuore d'acciaio non tentenna e non crolla: resiste e comanda".


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#5 luciano46

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Inviato 20 aprile 2005 - 07:54

Marco sono solo riminiscenze giovanili, quando ero ragazzo e marinaio parlavo, leggevo e scrivevo in quattro lingue, Italiano (che era la mia lingua madre), Il francese (che avevo prima studiato a scuola e poi imparato durante una lunga vacanza di ben quattro mesi, trascorsa a Nizza in Francia all'età di Undici anni), l'Inglese che era la mia seconda lingua madre,( ho frequentato la scuola ordinaria quando vivevo negli USA con mio Padre che era Americano, anch'io avrei potuto esserlo, per mè sarebbe bastato diventato maggiorenne a 21 anni giurare fedeltà alla bandira Americana, cosa che non ho voluto fare) e lo spagnolo che ho imparato negli USA da un mio amico di Lima in Peru'(era il figlio dell'ambasciatore del Peru' negli USA), visto che frequentavamo l'Americanisation School, ci siamo detti "Perche' da già che stiamo studiando l'Inglese, non ci scambiamo anche le nostre rispettive lingue?) e cosi' abbiamo fatto Lui ha insegnato lo Spagnolo a me' ed io l'Italiano a Lui.
Però purtroppo da quando sono venuto via dalla Marina non ho avuto piu' modo di mantenere le lingue che conoscevo, anche se mi piaceva molto parlare in altre lingue ed anche in altri dialetti.
Continuo a leggere ogni tanto in francese, a volte in Inglese, e se capita anche in Spagnolo.
Certo non sono come le mie figlie e il mio futuro genero che parlano leggono e scrivono in cinque lingue correntemente.
Grazie per la comprensione ho fatto quello che ho potuto, sai sono passati più di 30 anni.
Ciao
Luciano
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