andreavcc Posted July 1 Report Posted July 1 Rieccoci qui, ho da poco terminato un modello statico terrestre che in origine doveva essere un modello veloce, ossia un modello costruito da scatola messo su una base in legno nudo e crudo, al solo scopo di far bella mostra di sé. Ma in corso d'opera la sua traiettoria è cambiata di molto diventando protagonista in un diorama, quindi com'è facile immaginare i tempi di realizzo si sono amplificati decisamente impegnandomi per un pò di mesi. Ora però, da buon modellista, non posso di certo fermarmi... del resto il mio carniere di modelli da montare o da rivedere è decisamente più che nutrito, l'occhio spazia su un cubo di scatole di certo non piccolo... sicchè che modello fare ora?? Credo sia il caso di alternare con lo statico appena terminato, un buon modello rc navigante sarebbe perfetto. Ultimamente sento un certo richiamo arrivare da unità di superficie, modelli per così dire rilassati e rilassanti, facili da costruire e sfiziosi da far navigare con la prua che solca la superficie... Di questo genere ho in attesa una corvetta classe Flower in 1/72 accanto ad una Bismarck in scala 1/350 (alla quale abbinare una funzione diciamo speciale) e "probabilmente" da affiancare alla Bismarck un Prinz Eugen sempre in 1/350. Ma al dottor Ocean's avevo in un certo senso promesso un modello di sub esotico, non tanto per il tipo di soggetto di tipo chessò... di fantasia oppure steampunk ma bensì esotico perchè il soggetto e un sottomarino di costruzione orientale... laddove il sole sorge. Opto quindi per uno sub che ancora devo costruire e quindi scelgo lui, sarà un osso duro, lo so bene... Si tratta del modello in scala 1/144 del Tipo 092 "Xia Class" , un lanciamissili balistici della marina cinese che da quanto ho potuto capire non ebbe grande successo ne tecnico ne tantomeno operativo. Spero che il mio modello rc abbia più fortuna. Il modello in scatola è prodotto dalla trumpeter, marchio che non stampa modelli molto.... dritti, anzi tutt'altro. Più simili a banane, gli scafi prodotti possono andare bene per dei modelli statici in cui i semi scafi vanno incollati insieme con qualche litro di colla. Ma se devi farne un modello rc sarebbe auspicabile avere dei semi scafi che combacino almeno un poco... ecco quindi che il malcapitato modellista debba ricorrere ad espedienti come il surriscaldamento controllato dello scafo tramite il phon montato e tenuto insieme con nastro isolante con lo scopo di drizzarlo. Altri lo immergono in acqua quasi bollente e poi lo lasciano raffreddare poggiandolo lungo il lato di contatto con l'altro semiscafo su un piano freddo come il piano di lavoro in marmo della cucina... espedienti tutti già provati anche da me essendomi cimentato già in "qualche" modello trumpeter. Solo di 092 se ho già fusi un paio quando, due o tre anni fà, decisi di realizzare questo modello rc. Ma dopo la seconda scatola danneggiata irrimediabilmente accantonai il progetto rinviandolo a momenti più felici. Tra eventi familiari poco piacevoli e la fretta che si sa essere pessima consigliera, non era proprio il caso di continuare a buttare via i soldi. Ma ora eccoci qui! pronti, carichi e con qualche idea in più il ché non guasta mai 😉 Restate con le antenne estratte a presto Quote
Ocean's One* Posted July 2 Report Posted July 2 Ero curiosissimo allora, lo sono ancora di più adesso. Vai, Andrea, coinvolgici in questa tua nuova esperienza! Quote
Totiano* Posted July 2 Report Posted July 2 Che modello interessante! Gli Xia sono i primi SSBN cinesi, un pezzo di storia! aspettiamo i report, allora.. Quote
andreavcc Posted July 3 Author Report Posted July 3 (edited) incrociamo le dita signori! le carte del nostro mazzo non sono le migliori... approfondiremo poi perchè. Diamo un'occhiata al soggetto: ecco il contenuto della scatola, e come potete vedere il modello in sé non è assolutamente nulla di complicato "staticamente parlando". Due semiscafi con una lunghezza di circa 83 centimetri e una larghezza di 7 centimetri. Due stampate con tutte le parti necessarie per il governo, i mast, l'elica e i supporti per esporre il modello completato. Abbiamo anche la vela stampata in un pezzo unico alla quale vanno montati i timoni di profondità. Lo scafo è in stirene e si presenta "solido" al tatto con i suoi due millimetri di spessore. Come potete vedere all'interno abbiamo ben dodici cilindri cavi necessari per tenere allineati i due semi scafi durante l'assemblaggio. Trumpeter conosce il problema dato dallo stampaggio di pezzi così lunghi ponendo rimedio. Purtroppo però a noi questo rimedio non aiuta ed anzi occupa spazio vitale, saranno quindi barbaramente asportati senza alcuna pietà. Curioso il fatto che la Trumpeter si sia presa la briga di stampare i dodici fondelli dei tubi di lancio (non saprei come altro chiamarli, perdonatemi) nel semi scafo inferiore mentre, in corrispondenza troviamo sul semi scafo superiore solo due tubi i cui portelli possono essere assemblati in posizione aperta o chiusa... che dire... Anche questo dettaglio che sembrerebbe così di poco conto, modellisticamente equivale al mignolino del piede sbattuto sulla zampa del comò... fonte di dolore e non solo! Secondo Trumpeter si può decidere di montare i due portelli in posizione aperta perdendo però, almeno a mio avviso, quell'eleganza della linea dello scafo. Oppure si può optare per i portelli chiusi, peccato che la precisione dello stampo dei due portelli lascerà una minima fessura e non eguaglierà mai la "finezza" che i portelli stampati hanno. Quindi?? dovrò passare un'incisore sui portelli stampati per adeguarli ai due portelli incriminati? magari rovinando il dettaglio del modello?? uhmmmmmmmmm.... perdonate lo sfogo e passiamo alla ferramenta... ecco parte del materiale necessario per rendere dinamico il modello tra cui elica in ottone, un cardano, una flangia di tenuta nel caso si opti per il motore interno al wtc, due guarnizioni di tenuta per i tiranti della timoneria. Seguono un paio di esc, un motore brushless di cui non ricordo esattamente i KV ma solitamente li cerco con un numero quanto più basso possibile di modo da avere giri massimi non troppo alti e sopra tutto con una coppia a bassi giri più alta. C'è un interruttore elettronico per accendere e spegnere il modello senza dover necessariamente aprire il wtc, un tubo... e la pompa brushless che "probabilmente" sarà impiegata per il sistema d'immersione. Mancano alcune cose come servi, ricevente ed altri ammennicoli... A questo punto credo si debba accennare al WTC (WaterTight Compartment) tirando in ballo il dottor Ocean's ma vorrei chiarire che il tutto è in divenire! quindi nessuna strada è preclusa nella costruzione di questo modello, anzi... Ho un'idea sul sistema d'immersione da adottare ma non è detto che sarà il migliore. Probabilmente dopo averlo testato insieme a voi con opportune prove, verrà anche accantonato per impiegarne un'altro chissà... Lo stesso motore per la propulsione personalmente lo monterei esterno al wtc ma non è detto che andrà così. Dovremo valutare gli spazi a disposizione a poppavia del wtc. Insomma non pongo limiti alla provvidenza anche perchè come già accennato la lotta per convertire st'ammasso di plastica in un gioiello rc sarà dura... Edited July 3 by andreavcc Quote
S513 Posted July 3 Report Posted July 3 Un'ipotesi riguardo ai supporti tubi missili nella parte inferiore: ho un modello di Los Angeles apribile, un lato dello scafo è incernierato e si vede l'allestimento. Magari si tratta di qualcosa di simile ed hanno riutilizzato lo stampo. Le sedi servivano a reggere i tubi di lancio. Ripeto, ipotesi! Quote
andreavcc Posted July 3 Author Report Posted July 3 15 minuti fa, S513 ha scritto: Un'ipotesi riguardo ai supporti tubi missili nella parte inferiore: ho un modello di Los Angeles apribile, un lato dello scafo è incernierato e si vede l'allestimento. Magari si tratta di qualcosa di simile ed hanno riutilizzato lo stampo. Le sedi servivano a reggere i tubi di lancio. Ripeto, ipotesi! ma si, probabilmente avevano in mente qualcosa del genere mentre progettavano il modello ed in corso d'opera hanno deciso altrimenti. Forse con delle altre stampate poi eliminate intendevano fornire al modellista gli interni da assemblare per poi virare velocemente verso qualcosa di più economico, chissà.... dove hai trovato questo modello?? è molto particolare... Non ho mai avuto sottomano un modello del Los Angeles sicchè non ne ho confidenza ma avrei scambiato questo scafo con un Lafayette, forse per via della forma a poppavia della vela 🙂 Quote
S513 Posted July 3 Report Posted July 3 (edited) E' vecchissimo, non ricordo la marca, c'è la decalcomania Andrew Jackson ed hai perfettamente ragione! SSBN - 619, Lafayette class! Ero convinto fosse un 688I, brutti scherzi della memoria! Il 688 è cilindrico, il Lafaytte ha la gobba! Edited July 3 by S513 Quote
andreavcc Posted July 3 Author Report Posted July 3 (edited) Ah ecco 😄, mi risultava vagamente familiare. Gli scafi "gibbosi" come il Lafayette o come questo Xia mi son sempre piaciuti, tant'è che per molto tempo fui propenso ad acquistare il modello del Lafayette della Engel KG ma il costo era ed è troppo elevato per cui alla fine ho sempre desistito. Dottor Ocean's, vogliamo parlare del WTC per questo modello? faccio molto affidamento alle sue cognizioni ingegneristico/matematiche. Come previsto dalle leggi di Murphy: la strada più semplice non è mai la più facile, la strada più facile è sempre quella minata. Come possiamo vedere da quest'immagine la linea del galleggiamento non è molto alta sullo scafo. Nulla di eccezionale se paragonato ad un Seawolf o ad uno Skipjack ma ciò che complica la vita è come sempre la dimensione. Il Seawolf è decisamente più largo dello Xia di ben 13mm e più, un'enormità. Lo skipjack con la sua scala 1/72 è addirittura enorme. Se lo Xia fosse stato stampato in scala 1/72 avemmo gioco facile con gli spazi offerti anche se 160cm di lunghezza sarebbero stati impegnativi per altri versi. Partendo dal presupposto che il wtc ideale è sempre sommerso, anche a modello emerso, qui le dimensioni del modello ci sono di ostacolo, e non pochissimo. Decidiamo il diametro del wtc: Abbiamo uno scafo largo sette centimetri e di uno spessore di due millimetri, quindi volendo vedere quanti millimetri abbiamo dalla chiglia al galleggiamento dobbiamo sommare 35 mm dello scafo inferiore con i 17mm misurati dal lembo dello scafo superiore al galleggiamento. Con 52 mm ai quali togliere i 2 mm di spessore eccoci il primo dato, il wtc ideale dev'essere di 50mm di diametro. Con un tubo così avremo le migliori premesse ma purtroppo in commercio si possono trovare facilmente dei tubi da 50 con un diametro interno da 44mm, e nella migliore delle ipotesi quelli con diametro interno da 46mm, troppo impegnativo un wtc così piccolo alla mia età. Personalmente sotto i 60mm di diametro esterno non vorrei scendere, eccoci quindi alle prime noie... In questo scafo un tubo con OD da 60mm ci sta bene riuscendo ad ospitarne per una lunghezza di 56cm, non male con un volume dislocato di 1,58 litri ma così facendo un centimetro circa di WTC resterà più alto del galleggiamento con perdita della spinta idrostatica con modello emerso. Inoltre quel centimetro di lexan "fuori" dall'acqua, col suo peso, quanto negativamente influirà sull'altezza metacentrica e quindi sulla stabilità del modello? Ma le cattive notizie non sono mica finite 😄 Ora stacco che altri doveri mi distolgono da queste disquisizioni ma tornerò con altre news circa il sistema di chiusura dello scafo per il quale utilizzeremo quel tubo corto mostrato in foto insieme alla ferramenta 🙂 Edited July 4 by andreavcc Quote
Ocean's One* Posted July 3 Report Posted July 3 (edited) Carissimo Andrea, lieto di poterti aiutare. in realtà, dovrei dire solo lieto di generare informazione, perché non è detto che questa sia nel verso che tu e noi tutti speriamo… L’hai già detto tu: il WTC deve stare tutto sott’acqua e quindi dev’essere di soli 50 mm di diametro. Però ti vorrei invitare lo stesso ad analizzare l’opzione “eretica” dei 60 mm. (esotico ed eretico, andiamo bene!) Innanzitutto il volume dislocato è 1560 cc, come hai scritto tu, contro i soli 1100 cc del diametro 50 mm. Direi che 450 grammi in più non sono proprio pochi, perché se diventano in buona parte zavorra fissa contribuiranno molto a recuperare la perdita di altezza metacentrica che tu temi. C’è però anche il tema della spinta aggiuntiva imposta dal WTC parzialmente emerso. Ho fatto alcuni veloci calcoli: far emergere il WTC di 10 mm comporta una perdita di spinta di 2,1 g per centimetro di lunghezza, ovvero quasi 120 g in totale. Non è proprio poco, ma forse è ancora gestibile. Se fai una cassa di immersione integrale sfruttando tutta la sezione interna del WTC (23 cm2), ti serviranno circa 5 centimetri di lunghezza per far emergere questa porzione di WTC). Diciamo che in totale questa cassa potrebbe essere lunga 8-10 cm, comprensivi di quanto sopra, più una quota parte per far emergere l’opera morta. La cosa che mi consola è che, a livello di peso, tu guadagni 450 grammi rispetto al WTC da 50mm: se anche ne usi 120 per la capacità aggiuntiva del WTC e magari altrettanti per il un sistema di immersione più complesso, probabilmente finisci lo stesso in vantaggio rispetto al WTC piccolo. Certo che bisognerebbe pensare per bene ad una cassa di zavorra da almeno 200 cc, che resta comunque una bella sfida. E qui, mi sembra di capire, di sfide tecniche ce ne sono proprio tante… Edited July 3 by Ocean's One Quote
andreavcc Posted July 4 Author Report Posted July 4 (edited) Grazie Ocean's del tuo intervento sempre di spessore. Se c'è una cosa che non manca a questo modello è proprio il senso di sfida verso chi lo vuole assemblare. Giusto ieri sera pensavo alla zavorra fissa che mi ha sempre "raddrizzato" quei modelli un pò sensibili metacentricamente parlando... e qui l'ennesima difficoltà, l'intercapedine tra i due scafi, resistente e falso scafo, non è molto. Solo cinque millimetri dove poter installare del piombo, non esattamente ciò che si desidererebbe ma tant'è... Appena avrò qualche minuto vi anticiperò il sistema di chiusura dello scafo che intenderei adottare, anche qui con le dovute difficoltà.... ehm sfide da affrontare 😀 Edited July 4 by andreavcc Quote
Ocean's One* Posted July 4 Report Posted July 4 @andreavcc resto in attesa. Per intanto, per tua info: lamierino di piombo spessore 1mm un foglietto da 50x500mm pesa circa 270g. Tu ne prendi un paio, li arrotondi un po’ con le mani e li disponi nella cavità fra i due scafi, nella zona inferiore. Se vuoi te li posso dare io. Quote
andreavcc Posted July 4 Author Report Posted July 4 (edited) Grazie Ocean's, due etti e mezzo in acqua... non male. Dovrei avere anche io qualcosa con cui fare un wafer di piombo. Devo solo trovarlo ma terrò a mente la tua offerta 😉 Ricordate quando vi parlavo di scafi a banana? Per ovviare a questo problema provai tempo fa ad ammorbidire i semiscafi con acqua caldissima, quasi bollente, nell'intento di riuscire a far quadrare l'unione delle due parti con lo scopo di poter adottare poi una chiusura chiamata a Z che possiamo vedere praticato sul seawolf della foto che segue: come si può apprezzare questo tipo di chiusura ci permette di installare il wtc molto comodamente. Albero di trasmissione e tiranterie varie sono accessibili facilmente per la manutenzione e l'installazione. Tutto insomma è più semplice, a patto che i semi scafi combacino ma come già detto non è il nostro caso. Quindi come fare? Se la trumpeter vuole i semi scafi incollati allora la accontenterò tagliando lo scafo verticalmente, magari usando una linea preesistente come una saldatura o simile, così da avere una linea da seguire nel taglio. Eccovi un'immagine del taglio in questione: In questo modo dovrò costruire un wtc che resta solidale al cono di poppa dove peraltro ci sono i piani di governo, e la parte anteriore dello scafo ospiterà al suo interno il tubo da OD 60mm. Per avere un'unione solida tra WTC e cono di poppa mi dovrò inventare il tappo posteriore del wtc come una sorta di cono che dovrà essere incollato alla parte poppiera dello scafo, un po come d'abitudine sugli scafi della engel kg. Un portello praticato nella parte inferiore dello scafo poppiero mi permetterà l'accesso al motore che vorrei esterno al wtc, e alla tiranteria dei timoni. Sto valutando se sia il caso di praticare un altro taglio a prua per poter agevolmente inserire zavorra fissa nella prua estrema laddove il wtc non arriva. Il tubo mostrato con la ferramenta è un tubo in lexan con ID da 60mm e OD 66 trovato in rete e mi servirà, affettato opportunamente, per avere dei rinforzi circolari da incollare saldamente all'interno dello scafo anteriore. Quindi scafo anteriore solido, pratiche guide per farci scorrere il wtc all'interno ma purtoppo altro lexan che col suo peso sarà più alto del galleggiamento di oltre un centimetro. E' anche vero che potrei tagliare via la parte alta dell'anello risparmiando peso, vedremo in corso d'opera. Ecco una "bozza" dei tubi all'interno di uno scafo da esperimenti: Questo è quanto ho di chiaro al momento sulla costruzione di questo modello. Tutto il resto è nebbioso come anche sistema d'immersione da adottare! In origine, stanco di modelli che per immergersi ci impiegano anche due minuti, avevo valutato il sistema aspirato che abbiamo trattato qui: Una pompa oleodinamica per modelli rc di macchine movimento terra dovrebbe riempire e svuotare una cassa d'immersione di 200cc in pochissimo, a patto di avere dei tubi con diametro interno decente. D'altro canto ha il suo peso, ingombro e andrebbe montata in verticale per evitare che all'azionamento si possa vedere il modello che si inclina su un fianco. Nulla toglie che mi è possibile adottare il sistema multi compressore adottato per il tipo XXIII oppure montare una pompa peristaltica + vescica ottenendo l'ennesimo modello lento ad immergersi (anche se ho una peristaltica di Maximus modellbau che mi dicono molto veloce).... Un sistema a gas in Merriman style?!? Mah Credo però che fare queste valutazioni senza avere la certezza degli spazi a disposizione all'interno del wtc e della dimensione ed anche la posizione della cassa di zavorra sia poco produttivo e aumenti l'effetto nebbia. Quindi la prossima settimana inizierò a lavorare sullo scafo, poi cercherò di disegnare il tappo di poppa del wtc in 3D per poi farlo stampare. Quando avremo lo scafo completo di wtc potremo metterlo "a mollo" e testare praticamente spinte e pesi necessari. Chiarito quello potremo procedere col resto. Ovviamente se ci sono considerazioni o idee alternative da trattare ne sarei ben felice 😉 a presto Edited July 4 by andreavcc Quote
S513 Posted July 4 Report Posted July 4 Esiste anche, ma penso lo sappiate, del filo in piombo di vari diametri facilmente sagomabile che si piò incollare in vari punti dello scafo. Quote
andreavcc Posted July 5 Author Report Posted July 5 (edited) grazie S513 dell'info, hai mica un link? Nel frattempo il buon Mario Dremelio si è messo all'opera... Semi scafi puliti dalle parti in più nel lato interno Quando si parla di banane... solo sei millimetri tra una metà e l'altra.... quasi perfetto...... Ho anche montato la torretta e praticate aperture per un agevole uscita dell'aria durante l'immersione. Domani farò delle aperture nella carena Edited July 5 by andreavcc Quote
Ocean's One* Posted July 6 Report Posted July 6 (edited) @andreavcc Inutile dire quanto interesse susciti in me questo modello. Ho riflettuto su quanto hai postato e vorrei darti alcuni commenti, in particolare quelli che condizionano le scelte di progetto che farai a breve. 1) Anelli OD66-ID60 Ottima idea, ti chiederei solo di verificare la posizione verticale del WTC. Se è completo su tutta la circonferenza, l'anello aggiunge 3mm al diametro del WTC e di conseguenza lo alza della stessa quantità. Io avevo capito che, appoggiato sul fondo dello scafo esterno, il WTC da 50 mm stava tutto sotto al galleggiamento, mentre quello da 60 fuoriusciva già di circa 10 mm. Ora, se sotto al WTC da 60 mm aggiungi altri 3 mm per questi anelli, la parte emersa del WTC diventa di 13 mm, che è un po' troppo perché aggiunge un'altra cinquantina di grammi alla capacità del sistema di immersione. Io invece metterei il WTC da 60 mm proprio a contatto del fondo dello scafo leggero, con gli anelli da 66-60 mm sagomati ad U rovesciata in contatto solo sui lati e sulla parte superiore. Anche se più complesso, è necessario per non avere un WTC troppo fuori dall'acqua in emersione. La zavorra poi troviamo il modo di metterla, fosse anche divisa fra prora e poppa dove non c'è il WTC, grazie anche alla versatilità del filo di piombo segnalato da @S513 2) Sistema di immersione Vedo che non hai ancora fatto una scelta definitiva, il che mi lascia la possibilità di proporti qualcosa. Certamente saprai giudicare pregi e difetti dei sistemi esistenti, ma vogliamo pensare a qualcosa di nuovo? Me lo sono sognato l'altra notte non è detto che sia fattibile; in ogni caso, tu sei l'interlocutore giusto con cui condividere le mie pensate, mentre Betasom è il posto giusto per farlo. Sto parlando di un sistema a pistone. Probabilmente tu hai già scartato questa soluzione perché troppo ingombrante, ma ho pensato a diverse semplificazioni. Innanzitutto, farei un pistone "integrale" che lavora direttamente nel tubo del WTC. E' vero che le tenute sarebbero da studiare bene, ma così potremo sfruttare tutti i 23 cm2 della sezione interna, che ci danno 230 g con una corsa di 10 cm, il che sembra accettabile in un WTC lungo 56 cm. Il problema (apparente) è che il pistone andrebbe fissato abbastanza a centro nave, o meglio sotto l'opera morta da far emergere, dividendo lo scafo in due parti senza possibilità di connessioni elettriche interne, il che probabilmente imporrebbe una prora completamente vuota e tutta l'elettronica messa a poppa e troppo sacrificata. Allora io vorrei proporti un "WTC con pistone di estremità", come in mostrato questo schizzo ancora in divenire. La posizione del pistone all'estrema prora è la più utile per sfruttare al meglio lo scafo interno. Dei 56 cm ce ne saranno 10 di pistone "prodiero" (senza nemmeno il tappo anteriore del WTC, se vogliamo), poi altri 15-20 per il motore e l'asta del pistone, ma ti rimarrebbero almeno 25 cm per il resto dell'elettronica (o anche di più se riesci a mettere qualcosa attorno alla barra filettata del pistone). L'obiezione, ovvia, è che l'acqua imbarcata all'estrema prora non farà immergere il modello orizzontale ma lo farà appruare tantissimo! Questo è vero, ma la cosa si potrebbe compensare avendo un peso opportunamente calcolato che si sposta verso poppa quando l'acqua viene imbarcata. Questo peso potrebbe essere lo stesso motore del pistone, montato sulla sua faccia posteriore ed in grado di spostare sé stesso ed il pistone attraverso la barra filettata rotante che si impegna su una madrevite fissa all'interno del WTC. Lo vedi in grigio scuro nel mio disegno. Il tutto è ancora in divenire e sono appena partito a fare qualche calcolo per capire se la cosa sia fattibile. Se sì, potrei brevettarlo (ma stavolta non lo faccio! ) oppure condividerlo con tutti voi, magari postando l'idea nella discussione dei Sistemi di Immersione per Sub RC. Andrea, dimmi tu. Potresti avere interesse per questa soluzione? Vado avanti ad ipotizzarla? Fosse anche solo per vedere cosa viene fuori a livello teorico, io lo farei... Edited July 6 by Ocean's One Quote
andreavcc Posted July 6 Author Report Posted July 6 9 ore fa, S513 ha scritto: Ciao, lo trovi facilmente anche su Amazon. Grazie mille! questi fili sono ottimi nel modellismo statico per replicare le matasse di cavi e/o tubi nei pozzetti dei carrelli, oppure gli interni dei sommergibili con tutti i loro cavi e tubi vari. Bisogna solo trovarne di un bel numero di diametri vari. Quote
andreavcc Posted July 6 Author Report Posted July 6 In effetti l'anello di supporto farebbe alzare ancora di più il già alto wtc. Grazie Ocean's questo dettaglio mi era sfuggito. Certo, volendo appoggiare il wtc allo scafo dovrei fare dei supporti disassati rispetto allo scafo ma nulla di ché. Riguardo il sistema d'immersione che dire... lo vuoi proprio esotico sto modello!! 😄 Il sistema che hai descritto mi ricorda un wtc che, se non erro, servì per equipaggiare uno skipjack 1/72. Il costruttore aveva reso entrambe gli endcaps mobili e controllabili proporzionalmente dalla radio, e così aumentava o diminuiva il "volume" del wtc permettendo in primis l'immersione statica, e poi con il controllo separato poteva regolare a suo piacimento l'assetto orizzontale del modello. Purtroppo non trovo la pagina web che vidi ma diamine continuerò a cercare. Non avermene ma personalmente non credo che potrei mai optare per un sistema del genere su questo scafo. Si potrebbe optare per realizzarne uno ma quando il tubo ti concede ampi spazi per lavorare. Considera che un sistema a pistone dovrà avere degli switch di fine corsa e un'elettronica di gestione collegata alla rx fosse anche un volgare speed controller (e speed controller forward+reverse benchè per motori spazzolati capaci di una bella manciata di ampere non sono piccoli), una vite senza fine che occupa spazio al centro del tubo, un motore dall'opportuno peso che si muove dentro insomma.... Già lo Xia sta iniziando il suo percorso "in salita", altezza metacentrica scarsa, spazi risicati... implementare un sistema così innovativo e soprattutto da collaudare con gli interrogativi che ne conseguiranno circa tenute et similia credo possa essergli letale. Ma ti invito a continuarne la valutazione, l'idea è valida a patto però, secondo me, che entrambe le estremità siano mobili e che il diametro del wtc sia dagli 80mm in su per poter meglio sopportare pressione e depressione dovuta al movimento dei caps. Quote
Ocean's One* Posted July 6 Report Posted July 6 Certamente, Andrea, nessun problema. Del resto, ad un modello difficile non andrebbero aggiunte altre incertezze, concordo con te su questo. Solo che sarei proprio curioso di estendere il concetto del pistone a modelli più piccoli, non solo con qualche calcolo teorico ma magari anche su un modello vero. Chissà, magari un SLC, la mia idea mai ultimata… Ho però una precisazione da fare: io non vorrei realizzare due end-caps mobili, ma solo quello di prua. A poppa ci deve essere un tappo fisso da cui escono tutti i servizi. Con due end-caps mobili sono d’accordo che il tutto si complichi un po’ troppo per un modello piccolo, è per quello che penso alla soluzione “eretica” con un solo fondo mobile. Facciamo che sposto la trattazione sul thread dei sistemi di immersione, qui è bene parlare della tua idea esotica… Ciao! Quote
andreavcc Posted July 7 Author Report Posted July 7 Di modelli piccoli il mercato non manca, dal kilo in 1/144 al tipo VII che può ospitare wtc di 50mm e non oltre seppur di una certa lunghezza.... intanto mentre qualcuno si rimette in forma godendosi il sole.... ... sullo scafo adibito a test e valutazioni continuano i... test e valutazioni. giusto per non precludermi alcuna via mentre attendo il tubo dal commercio, continuo a testare la chiusura a "z". Troppo comoda per rinunciarvi così... Quote
andreavcc Posted July 16 Author Report Posted July 16 (edited) Finalmente il lungo braccio logistico inizia a farmi arrivare i materiali richiesti! Il tubo da 60mm è arrivato quindi possiamo procedere con un paio di prove "pratiche". Il buon Ocean's mi invitava a considerare che le "costole" con le quali dovrei conferire rigidità allo scafo esterno, e che dovranno sostenere l'intero wtc a modello assiemato, mi alzano di ben due millimetri il wtc sul livello del galleggiamento. Per evitare questa condizione l'unica via, dettata dalla forma della carena, è accorciare l'intero wtc a 44 cm. Così facendo il disclocamento in emersione sarebbe di 1150 gr approssimativi perchè consideriamo la parte emersa del wtc che non contribuisce al galleggiamento. Anche qui potete vedere che per ottenere un beneficio bisogna accettare un compromesso, ma di tubo me n'è arrivato un metro quindi decido per provare in acqua sia il tubo da 55cm che quello da 44cm. Il sistema d'immersione che vorrò adottare è a syrinx ingens, ovvero una gran siringa che viene riempita da una pompa peristaltica. Sperimentiamo quindi praticamente quanto volume d'acqua dovremo far entrare in siringa per poter immergere lo Xia e vedere anche la sovrapressione che andremo a creare all'interno del wtc. Dopo aver affettato finemente il tubo per i supporti che chiamerò costole.... inizio con l'opzione che preferisco, il tubo da 56cm. Si è vero che è più alto sul galleggiamento ma non riesco a rinunciare a ben 12 cm lineari. Eccovi delle immagini del modello in acqua con all'interno le due costole e il tubo da 56 opportunamente zavorrato con piombo per arrivare ad un galleggiamento accettabile. Segnato sullo scafo con il pennarello blu non è la linea di galleggiamento ma bensì una linea incisa sul modello che si può vedere nell'immagine successiva proprio al di sotto la WL... Giusto per avere un riferimento su un modello visivamente piatto.... p.s. le costole le ho volutamente mettere intere per avere la peggior condizione possibile. Nulla toglie che possano essere asportata la parte al di sopra del galleggiamento... A questo punto aggiungiamo la zavorra "mobile" data da un blocco di piombo del peso di 305 grammi considerando che 1/11 del suo peso verrà perso per via della spinta idrostatica ricevuta dall'acqua ... si... son riuscito a catturare il momento in cui il display si spegneva..... Con l'aggiunta di questa zavorra il modello resta appena positivo quindi, a conti fatti, imbarcando circa 278 grammi d'acqua riesco a far immergere il modello!! qui possiamo apprezzare anche la posizione che il centro della zavorra dovrà avere rispetto al wtc. ... aggiungendo soli cinque grammi.... il modello si appoggia dolcemente sul fondo. e qui il modello senza la zavorra mobile per avere un'idea del peso da raggiungere una volta terminato. Chiederei a Ocean's di quanto sarebbe l'aumento della pressione interna al wtc con questo volume d'acqua imbarcato, grazie 🙂 Ad onor del vero, questa prova mi è servita solo per avere un'idea approssimativa dei pesi e dei volumi richiesti e/o necessari. So bene che l'assenza dei piani mobili a poppa e di quelli in torretta mi sfalsano i conti perchè la loro presenza si traduce in altri volumi e pesi e la cosa può cambiare in maniera sensibile i conti nonchè la posizione del baricentro e del metacentro. Manca anche il tappo poppiero che sarà solidale alla poppa del modello. Ma intanto ho assaggiato la stabilità metacentrica "con mano", non altissima ma accettabile se in emersione riesco a trattenermi dall'eccedere con i giri dell'elica. Una volta che saremo andati avanti con i lavori potremo ripetere la prova per avere dei dati più precisi. Potrei quindi iniziare a squartare il modello montando i piani di controllo ed avendo certezza della posizione del wtc da 56cm all'interno ma prima va fatta la prova con il tubo da 44cm poggiato sullo scafo leggero.... P.P.S. nella parte interna dello scafo superiore ho tolto la plastica eccedente al di sotto dei due tubi che il kit permette di poter montare aperti.... Come potete vedere questi due cilindri formano una... o meglio due bolle d'aria in immersione. Ma dato che la loro presenza non è mai certa voglio chiuderli con qualcosa che sia più leggero dell'acqua così da avere una piccola spinta che bilancerò con della zavorra fissa. Pensavo ai microbaloons con un poco di resina UV ma..... avete altri suggerimenti per soluzioni valide ma più casarecce? Edited July 16 by andreavcc Quote
Ocean's One* Posted July 16 Report Posted July 16 Andrea, è una grande soddisfazione vederti procedere così spedito in tutte queste impeccabili valutazioni Bravissimo, anche se ormai ti conosciamo bene…! _________ Adesso ecco alcuni passi per il calcolo della sovrapressione. - WTC lungo 540 mm al netto dei tappi (giusto?) - WTC di diametro interno 54 mm - Volume interno lordo WTC = 1236 cc - suppongo (ma parliamone se vuoi) un 30% del volume interno occupato da struttura e componenti - Volume interno netto WTC = 1236 x 0,7 = 865 cc (a siringa vuota) - 280 g = 280 cc di acqua imbarcata nella siringa - volume interno netto WTC a siringa piena = 865 - 280 = 585 cc Sovrapressione: Sappiamo che il prodotto pressione x volume è costante per i gas (supponendo lo scafo sempre alla stessa temperatura dell’acqua esterna). p1 = 1 bar v1 = 865 cc p2 = X v2 = 585 cc p1 x v1 = p2 x v2 1 x 865 = X x 585 X = 1 x 865 / 585 = 1,48 bar Abbiamo quindi una sovrapressione di quasi mezzo bar. Questo sarebbe un modello perfetto per navigare sempre a 5 metri di profondità!!! Però in tutte le altre situazioni la pressione spingerebbe i tappi all’infuori con una forza di circa 10 kg, per cui la chiusura dovrà essere molto solida. Oppure, molto meglio, dovresti chiudere il WTC con la siringa mezza piena, così al massimo ci sono 5 kg in spinta o trazione. Non ottimale, ma forse ancora gestibile… Cosa ne pensi? Quote
andreavcc Posted July 16 Author Report Posted July 16 (edited) 🤔grazie del tuo tempo in realtà i tappi hanno un diametro di 56mm, ma comunque spannometricamente avrei detto di meno... pensavo a tre o quattro barre M3 che corrono lungo tutto il wtc e tengono chiuso in tutto uscendo letteralmente dal tappo anteriore per poi montarci due dadi ciechi e relativi piccoli oring di tenuta. Le userei anche per montarci i moduli disegnati in 3D. Al meeting in Austria ho visto un modellista garantire la chiusura dei tappi di un wtc a pressione interna senza fori, ma con due flange esterne che grazie a tre barre filettate disposte a 120 gradi tengono i tappi al loro posto.... stesso concetto ma senza fori passanti. Quest'ultima idea sarebbe ottima se riuscissi ad avere la chiusura dello scafo sulla lunghezza e non con un taglio... Lo stesso problema ce l'ho sul 212 ed un dado filettato trattiene insieme il tutto, ed effettivamente chiudere il wtc con siringa a metà dimezza la spinta/trazione sugli organi di tenuta. Edited July 17 by andreavcc Quote
andreavcc Posted July 17 Author Report Posted July 17 (edited) eccoci con la prova del tubo da 44cm dopo qualche tentativo eccoci con il piombo necessario dentro il wtc per ottenere un buon galleggiamento... .... e dopo qualche tentativo eccoci aver calibrato peso e posizione di una zavorra mobile per ottenere una spinta appena positiva.... Con 295 grammi di piombo riusciamo nell'intento. Considerando la spinta idrostatica possiamo dire che al modello con tubo da 44cm serviranno 268 cc di cassa di zavorra. Al dottor Ocean's la valutazione della sovrapressione interna di un cilindro da 42 cm netti dei tappi in lunghezza e un ID di 56mm... Dimenticavo la foto del modello pesato per il galleggiamento... Ed ora qualche mia considerazione... Secondo me il top sarebbe avere un'apertura a "Z" con il wtc appoggiato sul semiscafo inferiore, motore esterno in acqua come anche due servi stagni necessari per muovere i timoni poppieri, il tutto nell'abbondante spazio che si avrebbe a poppavia del wtc. Si può notare nell'ultima foto postata una piccolissima parte di elastico giallo che serviva a tenermi il wtc il più possibile in avanti. Da quel punto alla poppa lo scafo è vuoto completamente. Purtroppo per noi non è così... il tubo così corto diminuisce i volumi disponibili per la tech rack e credo che le chiusure debbano sopportare sovrapressioni decisamente più alte dovute al riempimento della siringa. Potrebbe essere possibile impiegarlo con un sistema d'immersione diverso che non comporti aumenti di pressione interna ma questa scelta avrebbe altre ripercussioni progettuali quindi mi lascerò andare e mi farò tentare da quella vocina che mi sussurra 55.... 55.... Edited July 17 by andreavcc Quote
Ocean's One* Posted July 17 Report Posted July 17 @andreavcc grazie dell’aggiornamento. In realtà, prima di fare i conti della sovrapressione, mi sorge un dubbio e ti vorrei chiedere un chiarimento. La cosa che mi sorprende è che la necessità di acqua di zavorra nel primo e nel secondo caso sia molto simile: 280 g contro 268 g. Io ricordo che il tubo da 56 mm doveva necessariamente emergere sopra alla waterline, mentre quello da 44 mm poteva starsene completamente sotto, riducendo molto la necessità di imbarcare acqua per l’immersione. Per far emergere il WTC nel primo caso servono almeno 100 g di spinta aggiuntiva, che dovrebbero invece sparire con il tubo più piccolo. Qui non succede: come mai? Ti chiedo quindi conferma che nella prova odierna il WTC sia rimasto completamente sott’acqua anche alla massima emersione. Oppure invece non era fissato bene e ha voluto spontaneamente muoversi e salire all’interno dello scafo leggero, uscendo quindi fuori dall’acqua alla waterline corretta? Il vantaggio del WTC più piccolo dovrebbe essere proprio questo: rimanere sempre sott’acqua e consentirti di ridurre notevolmente la capacità della cassa di immersione. Se si perde questo vantaggio, allora conviene nettamente rimanere sul tubo più grande. Oltre a questa conferma, ti chiederei anche di provare a pesare il solo semi scafo superiore di plastica, senza nient’altro. Dividendo per la densità di 1,2 puoi ottenere il volume del semiscafo superiore in centimetri cubici. Dopodiché, potremmo assumere che il 30-40% di questo volume sia emerso alla waterline corretta. Vediamo che numero viene fuori da questo calcolo: assomiglia a 250-280 cc, oppure è qualcosa più vicino a 100 cc? Nel secondo caso, è chiaro che sta emergendo anche il WTC. Grazie di verificare. Sai, è bene sapere queste cose il prima possibile. Quote
Totiano* Posted July 19 Report Posted July 19 E' una discussione interessantissima e olto tecnica, grazie di cuore. Intervengo solo questa volta per i complimenti, prometto che rimango in religioso silenzio attendendo le novità! Quote
andreavcc Posted July 19 Author Report Posted July 19 (edited) @Totiano ogni volta che vorrai saremo qui e ne avremo piacere! @Ocean's One al suo occhio nulla sfugge! In effetti del movimento sull'asse del wtc c'è stato portando i dati numerici a livelli confusionari e la cosa non le è sfuggita. Ammetto che a me invece si, ormai "innamorato" dell'opzione 56cm... Ho comunque ripetuto la prova questa volta fissando più saldamente il wtc allo scafo inferiore, anche se.... sarebbe più opportuno dire il contrario dato che lo scafo inferiore resta solidale al wtc :) Inoltre il 44 è riferito alla lunghezza del tubo che resta da 60mm esterni. Con una lunghezza minore riesce, grazie alla forma della carena, a restare il più in basso possibile. Non rimarrà completamente immerso con il modello in superficie, ma solo 10 millimetri di tubo dovranno emergere insieme allo scafo. Impiegando il tubo da 56cm di lunghezza si ha un guadagno di 12 cm lineari ma dovremo far emergere altri 3 mm di tubo per via della rastrematura della poppa che tenderà a far stare il wtc più alto sulla WL. Anche per questo serviranno le costole, per tenerlo parallelo all'asse dello scafo e scaricare il peso con il modello fuori dall'acqua. Come detto l'opzione migliore è un WTC con OD 50mm ID44mm e se la dea commercio assiste ID 46mm. WTC fattibile quest'ultimo ma esclude l'opzione "siringa" per via dei ridotti volumi interni e in più complica la disposizione dei vari componenti con una sezione così piccola. Avanti con le immagini della nuova prova: ecco il semiscafo superiore col suo peso. E' vero che gli mancano alcuni particolari ma ricordo che queste valutazioni sono solo "iniziali" e mi servono per avere una idea abbastanza vicina alla realtà solo per le prime valutazioni. Altre prove seguiranno in futuro quando avremo montato i timoni, tiranterie etc etc anche per meglio definire la posizione della cassa di zavorra. Ocean's a mio avviso la percentuale di plastica sopra la WL potrebbe essere maggiore del 30-40%, ipotizziamo un 50% perchè gran parte resta fuori ebbene 200/1,2=166,66 grammi di cui "circa" 84grammi di opera morta ... ai quali dovremo aggiungere quella parte di wtc da far emergere che come detto, con un tubo di 44cm di lunghezza, dovrà spuntare dall'acqua per un'altezza di 10mm. ^^^^^^^^ Eccoci alla prova in acqua. Dopo aver "piombato" il wtc nella sua posizione e dopo qualche piccolo aggiustamento con un paio di piombi sotto lo scafo eccoci ad una WL quasi corretta, ha la poppa un poco troppo alta ma poco male veramente. ^^^^^^^^^^^^ Ecco il modello appena appena positivo dopo aver aggiunto la zavorra mobile di 225 grammi Consideriamo l'undicesimo del peso perso per la spinta idrostatica... (225/11) *10=204,54 grammi di acqua da imbarcare in una cassa di zavorra. Come detto mancano parti in plastica che con il loro peso e volume possono ridefinire questo valore di qualche grammo ma saremo più precisi in seguito. Quindi, a conti fatti possiamo dire.... Medesimo WTC da OD60mm ID56mm ma con differenti lunghezze: -Caso 1 da 56cm: ben 13mm di tubo dovranno emergere dall'acqua per via della sua posizione rispetto allo scafo. Necessari 280 grammi d'acqua da "imbarcare" per avere un assetto appena negativo. -Caso 2 da 44cm: "solo" 10mm di tubo dovranno emergere dall'acqua. Necessari 205 grammi d'acqua in cassa di zavorra per avere un assetto appena negativo. Ottanta grammi di differenza riguardo la cassa d'immersione... sono in attesa che arrivino le siringhe per valutare in cosa si traduce praticamente questa differenza... ma l'alternativa al sistema d'immersione è già valutata... Un sistema aspirato che vedremo meglio se sarà l'opzione scelta. Edited July 19 by andreavcc Quote
Ocean's One* Posted July 19 Report Posted July 19 (edited) Andrea, Te l’ha detto anche il Dir: questi calcoli e questa sperimentazione sono una vera delizia! Per aiutarti nella scelta, ora faccio il calcolo della sovrapressione per lo scafo corto da 44cm. Ricordo che lo confrontiamo con il caso del WTC lungo, che faceva 1,48 bar interni a cassa piena) - WTC lungo 440 mm al netto dei tappi - WTC di diametro interno 54 mm (vero che forse è 56mm, ma tengo 54 per fare il paragone con il caso precedente. Se poi sarà 56mm i.d., staremo dalla parte della ragione) - Volume interno lordo WTC = 1007 cc - supponiamo un 30% del volume interno occupato da struttura e componenti - Volume interno netto WTC = 1007 x 0,7 = 705 cc (a siringa vuota) - 205 g = 205 cc di acqua imbarcata nella siringa - volume interno netto WTC a siringa piena = 705- 205 = 500 cc Sovrapressione: Sappiamo che il prodotto pressione x volume è costante per i gas (supponendo lo scafo sempre alla stessa temperatura dell’acqua esterna). p1 = 1 bar v1 = 705 cc p2 = X v2 = 500 cc p1 x v1 = p2 x v2 1 x 705 = X x 500 X = 1 x 705 / 500 = 1,41 bar Come vedi, la sovrappressione ora è minore. E’ un caso più favorevole, perché il volume portato via dalla cassa piena decresce più rapidamente di quanto faccia il volume interno del WTC. Sotto questo punto di vista, la soluzione del WTC corto è quindi favorevole, come del resto lo è anche in termini di riduzione del volume necessario per la cassa di immersione. Ciononostante, anche a me arriva la “vocina” che dice 56 cm… Perché? Ma perché avere più spinta idrostatica è sempre una buona cosa! Al limite ci metti più zavorra, mente con un modello pesante e con poco galleggiamento devi ricorrere al vile polistirolo, che funziona ma non è una soluzione molto elegante. Se vuoi fare il purista e scegliere il WTC corto, cosa ammirevole, ti invito a fare bene i conti di pesi e spinte. Vediamo il caso immerso (ma giungeremo alle stesse conclusioni anche per il caso emerso) - il WTC corto ha volume totale di 1250 cc - lo scafo esterno è quasi neutro, ma aggiunge 50-60 g di peso per la densità delle plastica leggermente maggiore di 1 - la cassa di immersione imbarca un peso di 205 g di acqua - il WTC pesa 165 g (250 g se spessore pareti = 3 mm) + 50 g i tappi - gli altri componenti li conosci tu Ad ogni modo, contro 1250 g di spinta del WTC ne abbiamo già 470 per i soli elementi di cui sopra, ad essere buoni. Volendo tenere 300 g di zavorra in chiglia per una sufficiente altezza metacentrica, restano 400-450 g per i componenti interni. Bastano? Non lo so (e comunque dovremo verificare meglio l’altezza metacentrica con la zavorra effettiva. Il WTC lungo aggiungerebbe 350 g di spinta, contro l’aggiunta di soli 80 g di acqua di zavorra, quindi il bilancio dei pesi sarebbe più favorevole. A meno che… troviamo l’uovo di Colombo: al WTC corto si potrebbe aggiungere un mini-WTC di diametro inferiore (40-45 mm) tutto sotto al galleggiamento ed anche completamente vuoto? Lascerebbe quasi tutto invariato, aggiungendo però un po’ di spinta, che ti consentirebbe maggiore libertà nella gestione dei pesi. Non so, io la butto lì, anche se complica un po’ il tutto. (e se no, usa il vile polistirolo, ma non dire che te l’ho detto io! ) Edited July 19 by Ocean's One Quote
andreavcc Posted July 20 Author Report Posted July 20 Grazie del costante supporto matematico Ocean's, e perché no anche delle idee che di volta in volta suggerisci. Anche se non sembra le valuto per bene ogni singola volta, non fermarti mai! Anche l'idea del piccolo wtc è geniale per ottenere ancora spinta idrostatica in un wtc corto ma ti divide in due il wtc che già verrà diviso dalla cassa di zavorra... calcola i centri di spinta dei compartimenti per capire se in una delle due condizioni del battello c'è uno squilibrio... tappi eccentrici da stampare a cui affidare la solidità del wtc quando fuori dall'acqua stai maneggiando il modello ed a prora c'è una lipo col suo peso distante 50cm dal punto di unione wtc/scafo... la vocina... come dici tu complica un po il tutto... Ma ecco il corriere con le megasiringhe.... quella da 300cc è veramente enorme. Entra nel wtc ma per poco... a stento riuscirei a far passare i cavi elettrici della lipo. Sento ancora la vocina... l'ascolto e butto la siringa nel cassetto. Monterò un sistema d'immersione aspirato, con cassa d'immersione realizzata sfruttando la sezione interna del wtc montando due paratie solidali tra loro grazie ad un cilindro cavo dove far passare i cablaggi. Inferiormente avremo un foro per la libera circolazione, 2 pompe peristaltiche piccoline (trovate in Cina tanto per restare in tema con il sottomarino) muoveranno l'aria dentro e fuori dalla cassa attraverso uno snorkel, analogamente a quanto fatto col tipo XXIII. Proverò la pompa di Maximus ma questa opzione non mi convince troppo. Bonus: nessuna sovrapressione interna, sistema semplice che comandi con un esc a cui collegare le pompe. Due pompe raddoppiano la portata dei fludi, se poi le montiamo contrapposte il momento generato dai motori, per quanto siano essi piccoli, si annullano. Data la "generosa" cubatura interna monterò un sistema di backup o meglio fail safe con un piccolo compressorino che in emergenza possa sottrarre aria dall'interno del wtc pompandola nella cassa di zavorra. Malus: ho speso soldi in un siringone che non userò. La posizione della cassa di zavorra dovrà essere precisa al millimetro. L'assetto dovrà essere sempre appena positivo. Quindi ora disegnerò in 3d la flangia di supporto del motore e il tappo di poppa con la tech-rack ottenendo un'idea chiara e definitiva di volumi e ingombri all'interno del wtc. Solo dopo andremo a squartare il modello. Quote
S513 Posted July 21 Report Posted July 21 Siete da ammirare!!!!! Questo è modellismo non il mio che , tra l'altro, è fermo! da un po' di tempo non ho messo mano al mio Scirè. Il siringone puoi sempre usarlo per decorare i dolci! 🤣 Quote
andreavcc Posted July 21 Author Report Posted July 21 Ottima idea @S513 🤣 ghiotto come sono io poi ne potrei fare largo impiego! Una sac à poche rigida... E grazie dei complimenti ma il tuo è modellismo, il mio mah forse... come diceva Merriman: se riesci a segare, trapanare, saldare e incollare allora puoi costruire un sub rc (forse un pò riduttivo il suo modo di vedere lo ammetto... ) ed oggi poi, con la stampa 3d tutti son maghi. Tu hai la maestria del dare forma al nobile legno, come gli antichi maestri d'ascia... e se quella non ce l'hai ti resta la stampa 3d. Un giorno sentirai anche tu la vocina che ti chiamerà dal modello dello Sciré 😉 Quote
S513 Posted July 21 Report Posted July 21 La sento sempre! Ma la mia cantina/laboratorio non ha condizionatore ed io sono veramente refrattario al caldo! Dopo le ferie con temperature più umane riaprirò il cantiere! Molto probabilmente da te si respira, qui a Milano è veramente pesante quest'estate! Per fortuna tra una settimana vado al mare! Quote
gepard * Posted July 22 Report Posted July 22 Il 20/07/2026 Alle 23:38, andreavcc ha scritto: fail safe con un piccolo compressorino che in emergenza possa sottrarre aria dall'interno del wtc pompandola nella cassa di zavorra il compressore consuma batteria, se l'emergenza è la batteria "quasi" scarica potrebbe fallire il fail safe... Hai spazio per questo sistema ? snorkel ---+--- | [pompe peristaltiche] V <- valvola di non ritorno (da peneumatico di bici) | | +-------------[elettrovalvola normalmente chiusa]---+---(bomboletta CO2 esausta - per bici) | +-------------+-------------+ | | | cassa immersione | | | +----------- -----------+ L'elettrovalvola dovrebbe essere alimentata con una batteria tampone (un supercap con un circuitino che lo carica all'accensione del battello va benissimo) in modo da non dipendere dalla batteria principale. Una bomboletta di CO2 nuova richiederebbe l'uso di un riduttore di pressione in serie all'elettrovalvola, richiede anche che l'elettrovalvola venga richiusa dopo un certo tempo (alimentandola con un supercap di capacità opportunamente scelta si potrebbe ottenere questa feature a gratis), altro inconveniente è che una volta che la bomboletta è scarica la devi sostituire (ovvero accedere all'interno del battello) e prima di ogni missione devi controllarne la pressione collegando un manometro alla valvola di non ritorno altrimenti non potrai sapere se il fail safe sarà "safe" o sarà "fail"... Una bomboletta esausta, attraverso la valvola di non ritorno recuperata da un vecchio pneumatico per bici, la devi ricaricare prima di ogni missione con la pressione che vuoi senza necessità di un riduttore di pressione e senza doverti preoccupare di richiudere l'elettrovalvola una volta attivata (che comunque ci pensa il supercap a disalimentarla una volta scarico). Quote
andreavcc Posted July 30 Author Report Posted July 30 ben trovati tutti non sono stato rapito dagli alieni ma bensì da un'altro progetto che vedrete a breve e che verrà realizzato parallelo a questo... grazie @gepard dell'idea, in effetti questo sistema permette l'uso della bomboletta qualora la batteria ceda svuotando la cassa d'immersione... in teoria, nella pratica bisognerebbe aggiungere e considerare alcune variabili quali: pressione dell'acqua dovuta alla profondità alla quale giace il modello la quantità di aria pompata nella bomboletta riciclata con una pompa tipo MTB perdite eventuali e resistenze dovute alla piccola sezione interna dei tubi e così... d'istinto non credo che la bomboletta riciclata con un volume interno di circa 20cc, riempita con pompa a 6bar possa svuotare con decisione i 300 cc della cassa. Troppo poco gas... Piuttosto monterei una bomboletta di co2 da 16 grammi sigillata da 1,9 euro con il riduttore di pressione che avevi contemplato, giusto per essere certo che se il modello è spento il suo scafo possa tornare sicuramente in superficie. Però così facendo quando spegni il modello parte il fail safe perchè prima o poi il supercap sarà drenato dalla corrente accumulata. A meno che gli colleghi una batteria tampone "da banco" che tenga alimentato il circuitino almeno per tutto il giorno (ipotizzo un weekend ad un meeting) così da rendere accettabile il buttare via 2 euro di bomboletta in nome della sicurezza. Per il momento credo che opterò per una batteria lipo 2s da 2200 mah così da poter assicurami almeno un'oretta o due di navigazione, ed al primo pitstop controllo della batteria ma, la curiosità l'hai accesa. Quanto tempo terrebbe chiusa la valvola quel supercap che dicevi? Quote
gepard * Posted July 31 Report Posted July 31 In realtà la valvola deve essere normalmente chiusa e solo se alimentata si aprirebbe. L'interruttore generale, allo spegnimento dovrà scollegare anche l'elettrovalvola (o scaricare il supercap), questa operazione può essere implementata nel circuito che reagisce alla condizione di failsafe alimentando l'elettrovalvola con il supercap. Il tempo per il quale il supercap terrebbe aperta la valvola dipende dalla capacità del supercap e dalla corrente di assorbimento dell'elettrovalvola, la formula è la seguente: t=−R*C*ln(Vstart * Vmin) Dove: t : Tempo di scarica disponibile (secondi). Deve essere maggiore del tempo meccanico di apertura della valvola (specificato nel datasheet, es. 20ms). R : Resistenza della bobina del solenoide ( Ω ). C : Capacità del supercapacitore (Farad). Vstart: Tensione iniziale del supercapacitore (carico completo). Vmin : Tensione minima di "pull-in" (aggancio) della valvola. ln : Logaritmo naturale. Se invece vuoi sapere che capacità deve avere il supercap per tenere l'elettrovalvola aperta per un determinato periodo di tempo `t` la formula è: C=2*P*t / ( Vstart*Vstart−Vmin*Vmin ) Dove P è la potenza nominale della valvola ( in W ) Quote
andreavcc Posted August 12 Author Report Posted August 12 (edited) Il 31/07/2026 Alle 18:28, gepard ha scritto: In realtà la valvola deve essere normalmente chiusa e solo se alimentata si aprirebbe. L'interruttore generale, allo spegnimento dovrà scollegare anche l'elettrovalvola (o scaricare il supercap), questa operazione può essere implementata nel circuito che reagisce alla condizione di failsafe alimentando l'elettrovalvola con il supercap. Il tempo per il quale il supercap terrebbe aperta la valvola dipende dalla capacità del supercap e dalla corrente di assorbimento dell'elettrovalvola, la formula è la seguente: t=−R*C*ln(Vstart * Vmin) Dove: t : Tempo di scarica disponibile (secondi). Deve essere maggiore del tempo meccanico di apertura della valvola (specificato nel datasheet, es. 20ms). R : Resistenza della bobina del solenoide ( Ω ). C : Capacità del supercapacitore (Farad). Vstart: Tensione iniziale del supercapacitore (carico completo). Vmin : Tensione minima di "pull-in" (aggancio) della valvola. ln : Logaritmo naturale. Se invece vuoi sapere che capacità deve avere il supercap per tenere l'elettrovalvola aperta per un determinato periodo di tempo `t` la formula è: C=2*P*t / ( Vstart*Vstart−Vmin*Vmin ) Dove P è la potenza nominale della valvola ( in W ) L'elettronica.... affascinante quanto misteriosa per me 😄, credo che opterò per una batteria di buona capacità, anche perchè con il cut-off dell'Esc saprò esattamente quando far concludere il pattugliamento. Non ostante il periodo Augusteo e con il caldo che si fa sentire i lavori procedono.... almeno in 3D qui sopra una mischia di forme e colori che simulano gli ingombri nel tubo di lunghezza 55cm. Ho voluto lasciarmi la possibilità di muovere la cassa d'immersione (in blu scuro) di quattro centimetri rispetto alla posizione sullo scafo della zavorra mobile usata in vasca, al fine di poter gestire i centri di spinta. Inoltre ho dovuto ripiegare su un solo compressore invece dei due immaginati in origine. Nel disegno se ne vedono due perchè ho voluto lasciarmi anche la possibilità di scegliere se montare il compressore verso poppa o verso prua. Il lato brutto del disegno 3D è che non tiene assolutamente conto dei pesi e di come possano incidere con la loro posizione sull'assetto del wtc. Faremo le dovute prove 😉 Se poi vedremo che ci sarà la possibilità di montare entrambi i compressori beh... ci vorrà ben poco ad aggiungere un paio di fili e di tubicini. Non appena il servizio di stampa on line vorrà offrire alla clientela uno di quegli sconticini che periodicamente presentano gli darò in pasto i wtc dello Xia e del Kiletto da stampare. Approfitto per augurare a tutti un buon ferragosto! P.S. Dimenticavo il "compressorino" di backup! Devo aggiungerlo... 🙂 Edited August 12 by andreavcc Quote
Ocean's One* Posted Wednesday at 12:19 PM Report Posted Wednesday at 12:19 PM Buon Ferragisto anche a te, Andrea. Complimenti per il lavoro eccelso. È una soddisfazione vedere che parti da una rigorosa base di progetto e da un CAD come si deve! Certamente così riesci a tenere conto di tutte le info possibili. Se poi ti manca ancora il baricentro (che certi CAD possono anche calcolare, per inciso…), fammelo sapere. Volendo, potrei mettere giù un piccolo file Excel per queste tue valutazioni. Servono il peso dei componenti solidi (motore, compressore, batteria) e la geometria, il polimero e l’eventuale infill 3d delle parti strutturali quali le paratie e il tubo. Nel caso, fammi sapere. Ciao e complimenti ancora Quote
andreavcc Posted Wednesday at 04:17 PM Author Report Posted Wednesday at 04:17 PM 3 ore fa, Ocean's One ha scritto: Buon Ferragisto anche a te, Andrea. Complimenti per il lavoro eccelso. È una soddisfazione vedere che parti da una rigorosa base di progetto e da un CAD come si deve! Certamente così riesci a tenere conto di tutte le info possibili. Se poi ti manca ancora il baricentro (che certi CAD possono anche calcolare, per inciso…), fammelo sapere. Volendo, potrei mettere giù un piccolo file Excel per queste tue valutazioni. Servono il peso dei componenti solidi (motore, compressore, batteria) e la geometria, il polimero e l’eventuale infill 3d delle parti strutturali quali le paratie e il tubo. Nel caso, fammi sapere. Ciao e complimenti ancora Ma grazie @Ocean's One ogni info è ben accetta. Quando parli di geometria cosa intendi esattamente? Quote
Ocean's One* Posted Wednesday at 08:44 PM Report Posted Wednesday at 08:44 PM Intendo le dimensioni geometriche delle parti che realizzi di tua iniziativa. Esempi: WTC: diam ext, diam int, lunghezza Paratia internedia:: diametro, spessore (eventualmente % di vuoto per le aperture o per l’infill) Tiranti della struttura interna: diametro, lunghezza piastre di supporto: larghezza, lunghezza, spessore eccetera. per tutti i componenti serve anche il materiale e la posizione da un riferimento noto (prora o centro WTC) Questo per tutti quei particolari di cui non puoi/vuoi fare la pesata, magari perché non li hai ancora tagliati e li vuoi dimensiona giusto da subito. (Se vuoi approfondiamo in pm e via mail) Quote
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