Totiano* Posted January 2 Report Posted January 2 E' un argomento spinoso, che gli italiani spesso fanno finta di non sentire dai tempi di Chernobyl. Eppure sembra essere la soluzione a molti proBlemi per un paese, come l'Italia, praticamente senza risorse energetiche è costretta a comprare energia dall'estero, come la Francia o la Slovenia, che hanno reattori nucleari non lontani dal nostro confine. Va da se che anche il settore navale, sia civile che militare, ne avrebbe ricadute. Colgo l'occasione di un interessante articolo su Si Vis Pacem al link SI VIS PACEM, PARA BELLUM: LA CORSA AI MICRO REATTORI NUCLEARI PER LA PROPULSIONE NAVALE per introdurre la discussione. Sono sicuro che la maturità dei betasomiani non fara deviare verso inutili polemiche. COME FUNZIONA LA PRODUZIONE DI ENERGIA NUCLEARE Il primo passo è capire come un reattore produce energia elettrica: il reattore è un generatore di calore che, come le vecchie caldaie della navi, genera vapore che va a muovere delle turbine, a loro volta collegate ad alternatori per produrre energia elettrica Il vapore che arriva alala turbina non è riscaldato direttamente dal reattore ma c'è un circuito (detto primario) che provvede a trasferire il calore dal reattore al vapore delle turbine, questo sia per problemi tecnici che di sicurezza. Fino ad oggi i reattori terrrestri sono stati costruiti di rilevanti dimensioni e anche quelli navali, sebbene piu piccoli, hanno ancora dimensioni ragguardevoli, attorno ai 200MW di potenza. LA QUARTA GENERAZIONE La novità su cui tante nazioni si stano concentrando sono i micro reattori (small modular reactor - SMR), in grado di produrre potenze per 20Mw ma alimentati con le scorie dei reattori piu grandi e decisamente piu facili e sicuri da gestire (o almeno cosi dicono gli esperti). La rete di imprese e centri di ricerca eurepei conta di avere in linea il primo SMR per il 2023, altri reattori, solo dimostrativi, sono in funzione in Cina e Russia dal 2023. Dopo la Francia, per numero di iscritti alla rete degli SMR, si colloca a sorpresa, l’Italia con 39 iscritti: è il secondo paese più rappresentato nella coalizione di Bruxelles. Sebbene l'Italia abbia chiuso quasi 40 anni fa con l'atomo, la filiera industriale non si è sfaldata e i campioni nazionali dell'energia, Eni ed Ansaldo Nucleare sono impegnati nello sviluppo di almeno tre modelli di “SM”; Fincantieri e Rina, sono molto interessate alle applicazioni in ambito marittimo tramite l’Agenzia industrie difesa, una società pubblica che sovrintende la produzione di stabilimenti e arsenali delle forze armate. La Walter Tosto di Chieti, realizza infrastrutture critiche ed ha fornito pezzi anche al reattore sperimentale europeo per la fusione nucleare, Iter, in costruzione nel sud della Francia; la mantovana Bellelli Energy; la bergamasca Brembana&Rolle, produttrici di parti di reattori e scambiatori di calore. Tra le università presenti, ci sono Pisa e il Politecnico di Milano. IL PROGETTO DI FINCANTIERI NELLA PROPULSIONE NUCLEARE NAVALE Nell’Arsenale di Venezia si trova una riproduzione reale del reattore nucleare raffreddato a piombo liquido TL-40 progettato da Newcleo; è un reattore sicuro, sostenibile e compatto studiato per la propulsione di grandi navi e per la produzione di energia in aree isolate e off-grid. Il funzionamento del reattore avrà la capacità di bruciare le scorie prodotte dalle centrali nucleari tradizionali, e le sue caratteristiche di sicurezza passiva che lo renderanno una soluzione ideale per alimentare le attività umane energivore in maniera sostenibile. La società Pininfarina ha disegnato qualità estetiche e simboliche aumentandone l’attrattiva e il fascino, rendendolo accessibile al pubblico. Il reattore in mostra al pubblico è in una configurazione aperta, osservabile da ogni angolazione. La sua forma offre le linee di un grande vaso, e suggerisce un senso di leggerezza, in netto contrasto con la sua massa effettiva, superiore ai 2.000 Kg. L’involucro esterno è contraddistinto da lamelle ravvicinate e genera raffinati giochi di luce e ombre; l’intera struttura risulta alta circa cinque metri e mezzo. Progettato dai designer, il reattore consente una visione diretta del suo interno e permette ai visitatori di cogliere con immediatezza i principi e i processi che regolano la generazione dell’energia. I piccoli reattori modulari di quarta generazione Newcleo rappresentano un approccio rivoluzionario alla sfida della decarbonizzazione offrendo la risposta ai problemi percepiti del nucleare tradizionale. L’innovativo sistema di raffreddamento al piombo introduce sistemi di sicurezza passiva che eliminano il rischio di incidenti nucleari attraverso le leggi fisiche che governano il funzionamento del reattore. Questi reattori sono in grado di eliminare le scorie nucleari generate dalle centrali nucleari tradizionali attraverso un sistema virtuoso di multi-riciclo che consente di bruciarle generando energia pulita, economica e quasi inesauribile. L’Ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha detto in merito: «Il nucleare con reattori più piccoli consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate lanciamissili. Questa innovazione ci renderebbe unici al mondo». Sono in progetto navi d’assalto anfibie LHA e sottomarini a propulsione nucleare SSN nel futuro della Marina Militare italiana. La Direzione degli armamenti navali ha di recente dato incarico a Fincantieri di elaborare un piano che “esplori in modo esaustivo e dettagliato gli impatti dell’impiego della propulsione nucleare a bordo delle unità navali maggiori e dei sottomarini” per valutarne la sostenibilità nel tempo. Sulla base della LHD portaeromobili Trieste e di sottomarini AIP U212NFS, lo studio dovrà specificare quali modifiche progettuali dovranno essere necessarie per utilizzare un reattore navale a fissione di terza o quarta generazione su tali mezzi navali. Dopo i vincoli progettuali per le future unità navali, che sicuramente avranno maggiori dimensioni rispetto alle attuali, si dovranno prendere in considerazione gli aspetti industriali e di gestione. Si dovrà altresì scegliere dove ospitare il prototipo del futuro reattore, dove costruirlo, la catena di realizzazione, in quale sito industriale integrarlo con la nave nucleare, quali infrastrutture critiche saranno necessarie per la sua gestione, dove fare il pieno “di energia” e dove stoccare il materiale fissile esausto. Il tutto partendo da un’analisi delle pratiche utilizzare dalle altre nazioni che utilizzano già questo tipo di unità: Stati Uniti, Francia e Inghilterra in primis. Lo studio dovrà tener conto dei requisiti di cui dovranno tener conto le fabbriche e i cantieri navali per la costruzione e la manutenzione dei reattori e delle unità navali e dei sottomarini a propulsione nucleare. Le basi navali attrezzate per il Nuclear Naval Base dovranno essere idonee allle operazioni di fuelling, di refuelling ed alle manutenzioni sui reattori. Nei cantieri navali e negli arsenali marittimi di domani dunque potrebbe esserci anche questo tipo di capacità tecnologica. Da tempo la Marina Militare ha operato presso il Centro interforze studi per le applicazioni militari Cisam di Pisa su di un reattore a fissione spento nel 1980. In anni recenti la creazione di reattori di piccole dimensioni per impiego navale era già tornata in auge con il progetto Minerva (Marinizzazione di impianto nucleare per l’energia di bordo di vascelli armati) compreso nel Piano nazionale della ricerca militare, a cura di Fincantieri, Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova. Un passaggio che ha riacceso l’attenzione sulla possibilità di utilizzare la tecnologia nucleare a supporto del naviglio militare in quanto per Fincantieri è uno snodo indispensabile; nei piani del manager Folgiero, il nucleare è un tassello importante della road map verde del gruppo che punta a emissioni zero per le nuove unità navali. Da tali lineee guida nasce la scelta dell’azienda di partecipare allo sviluppo del programma francese Iter. Fincantieri SI opera come capofila di diversi progetti ed alle alleanze con gli attori cruciali Newcleo e Rina. IL PROGRAMMA “MINERVA” La sfida alla quale ha accennato il ceo di Fincantieri si chiama “Minerva”, una delle tessere del Piano nazionale della ricerca militare. Minerva è un acronimo (Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati) e nel 2023 la Direzione degli Armamenti Navali del ministero della Difesa ha lanciato un bando per lo studio e l’integrazione a bordo di una nave militare di prima linea di un reattore nucleare di nuova generazione per la produzione e generazione elettrica. Il programma prevede tre fasi: lo studio per l’impiego navale militare dei reattori nucleari di nuova generazione. un case study con il concept design di una unità navale combattente nucleare; il confronto tra una unità esistente e la soluzione con propulsione nucleare con l’obiettivo di determinare vantaggi e svantaggi collegati all’integrazione. L’incarico per lo studio è stato affidato a un’associazione tra Fincantieri (in qualità di mandataria) tramite la controllata Cetena (Centro di ricerca in campo marittimo), Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova. Una squadra molto attrezzata per approfondire i confini della propulsione nucleare sulla quale, va ribadito, Fincantieri si è mossa già dal mese di luglio 2023. La Direzione Nazionale degli Armamenti della Difesa - Divisione “Propulsione ed energia” degli Armamenti navali, ha suggerito i tempi entro cui la Marina militare italiana dovrà raggiungere una svolta nucleare: due anni per i nuovi sistemi per la propulsione navale. Il Ministero della Difesa italiano ha aperto una consultazione per coinvolgere aziende capaci di inserirsi nella costruzione di questa nuova filiera per lo studio “degli impatti nei diversi domini dell’impiego della propulsione nucleare a bordo delle unità di superficie e subacquee“. Due sarebbero le piattaforme navali per le quali la Difesa chiede che vengano effettuate “considerazioni relative ad impianti, materiali, tabelle d’armamento e siti di costruzione e manutenzione“: le unità navali LHD con funzioni anche anfibie e i nuovi sottomarini U212NFS: entrambe le tipologie di navi sono in costruzione nei cantieri Fincantieri del Muggiano, nei pressi di La Spezia. Fincantieri sarà la “design authority” e si può immaginare che almeno alcuni nomi rientreranno nel progetto generale: la controllata di Fincantieri Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università degli Studi di Genova, tutte realtà coinvolte a vario titolo nello sviluppo di reattori di piccole dimensioni per impiego navale; come già evidenziato il progetto è denominato Minerva (“Marinizzazione di impianto nucleare per l’energia di bordo di vascelli armati”), e fa parte del Piano nazionale della ricerca militare. Il progetto Minerva sarà indirizzato verso lo sviluppo di una portaerei a propulsione nucleare, come già ribadito da Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina italiana. Il riarmo e la trasformazione verso un’economia di guerra si intreccia sempre più con la capacità di proiezione italiana verso il cosiddetto Mediterraneo allargato, per la quale la marina avrà un peso fondamentale. Lo studio dovrà considerare l’impiego di reattori nucleari a fissione di ultima generazione (3+ e 4), e su tali tecnologie lavorerà anche Nuclitalia, la società nata dallo sforzo congiunto di Enel, Leonardo e Ansaldo Energia. La nuova “alleanza” imprenditoriale che sta prendendo piede intorno al ritorno al nucleare è chiaramente un’alternativa “green" per garantirsi autonomia energetica e la ricerca sull’atomo è anche un settore strategico per adeguare il riarmo europeo ed italiano alla competizione globale. Ad ogni buon conto, la Difesa richiede anche di lavorare anche agli stabilimenti dove costruire il reattore e integrarlo con la produzione navale, con il necessario adeguamento delle infrastrutture portuali. Da circa quattro anni, i processi produttivi sono sempre più rimodellati verso un’economia di guerra. La guerra ci è stata imposta in casa, e una filiera di aziende stanno rispondendo alle esigenze strategiche di Bruxelles, che cerca di recuperare il terreno perso sul piano internazionale e industriale. Il nucleare con reattori più piccoli «consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate. Questa innovazione ci renderebbe unici al mondo». Lo ha affermato di recente l'amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, intervenendo alla tavola rotonda "Energia nucleare sostenibile: dialogo con l'industria italiana", promossa da Confindustria Udine e Newcleo. Il gruppo cantieristico sta lavorando da diversi anni a progetti e studi per implementare l'energia nucleare nella propulsione e nell'alimentazione navale guardando però alle tecnologie più recenti e per certi versi avveniristiche. Tra questi progetti si annovera il programma francese "Iter" dove Fincantieri SI è capofila, ma anche le alleanze strette con Newcleo, startup italiana dedicata all'energia nucleare di nuova generazione, e con la multinazionale della classificazione Rina. Alla base di tutto c'è la quarta generazione di reattori nucleari, dei quali il più promettente è il reattore nucleare a neutroni veloci refrigerato a piombo, di cui ne esistono versioni miniaturizzate perfette da usare come fonti di energia a bordo di una nave, come quello sviluppato da Newcleo. Uno dei principali vantaggi di questo tipo di reattore – oltre al fatto che è miniaturizzato e quindi occupa poco spazio - è che un'eventuale fuga di liquido refrigerante nel corso del suo funzionamento causerebbe un'emissione modesta di radiazioni, visto che l'eventuale colata del refrigerante (il piombo) è in grado esso stesso di schermare buona parte delle radiazioni. Come già evidenziato, su questo fronte, uno dei più promettenti è il progetto “Minerva”; il bando è stato vinto da un'associazione temporanea di imprese formata da Fincantieri (mandataria) con la controllata Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Services e Università di Genova. Quote
magico_8°/88* Posted Friday at 08:10 AM Report Posted Friday at 08:10 AM Meno invasiva e forse più facile da installare sui battelli...come backup... Tam Fortis produce i più piccoli reattori nucleari al mondo https://senzatempo.org/index.php/2026/01/16/1848/tam-fortis-produce-i-piu-piccoli-reattori-nucleari-al-mondo/ youtube.com/shorts/GjKJc5sTZRQ?si=WhT8OF4rHVgHr1r7 Quote
S513 Posted Friday at 11:30 AM Report Posted Friday at 11:30 AM Lo mettereste in casa? Mah............ Sarebbe bello, ognuno il suo reattorino sul balcone all'ombra! L'articolo non menziona prezzi, ho cercato in rete ma non ho trovato nulla. Quote
Ocean's One* Posted Friday at 12:31 PM Report Posted Friday at 12:31 PM Leggo che la versione più piccola è da soli 15W! @andreavcc Ma allora vogliamo farci un modello R/C di sub NUCLEARE?!? (però, per non saper né leggere né scrivere, io farei un modello del K-19... ) Quote
S513 Posted Friday at 12:39 PM Report Posted Friday at 12:39 PM Mi aspettavo questa proposta Marco!! 😁😂 Quote
magico_8°/88* Posted Friday at 02:34 PM Report Posted Friday at 02:34 PM 2 ore fa, Ocean's One ha scritto: Leggo che la versione più piccola è da soli 15W! @andreavcc Ma allora vogliamo farci un modello R/C di sub NUCLEARE?!? (però, per non saper né leggere né scrivere, io farei un modello del K-19... ) Se vuoi... Piccola, potente, eterna: la batteria nucleare cinese che dura 50 anni entra in produzione Betavolt presenta la BV100, la prima microbatteria nucleare commerciale che funziona per mezzo secolo senza ricarica, con una densità energetica 10 volte superiore al litio. Quote
S513 Posted Friday at 04:36 PM Report Posted Friday at 04:36 PM Ne voglio uno casalingo, per 10 o 20 anni nessuna bolletta! voglio sapere quanto costano! Sarebbe bello! Quote
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