danilo43* Posted October 15, 2025 Report Posted October 15, 2025 (edited) Carissimi amici di Betasom ho il piacere di mettervi al corrente di una clamorosa scoperta che ha parzialmente risolto l'enigma di un episodio risalente alla fine della I GM: la sorte del cannone navale Skoda 35 cm L45 M16, familiarmente denominato dagli artiglieri austriaci " Der lange Georg", ovvero Il lungo Giorgio, nome con il quale l’arma era tristemente conosciuta anche dagli italiani, avendo bombardato e recato gravi danni ad Asiago nel corso della Strafexpedition. La bocca da fuoco, costruita a Pilsen nel numero di 10 esemplari, era destinata al nuovo progetto delle unità di classe Ersatz Monarch, una evoluzione della classe Viribus. A seguito dell'annullamento della commessa a causa dello scoppio della guerra, alcune di queste vennero destinate al fronte terrestre, ma in ragione di una sola arma per volta, essendo stato realizzato solamente un unico affusto capace di accoglierla. La canna doveva essere ricalibrata, ritubandola, dopo aver sparato un centinaio di colpi, venendo sostituita con una nuova, appositamente inviata dalla Skoda. Il singolare ritrovamento è stato effettuato assieme al collega Luciano Chiereghin, mediante una prospezione geognostica, nel mese di giugno del corrente anno. L'arma si trova sepolta dal 1918 sotto la campagna opitergina. Del ritrovamento ho provveduto ad informare, nei tempi e modi previsti dalla legge, le Autorità civili e militari di competenza, ricevendo riscontro positivo dello Stato Maggiore dell'Esercito. La Sovrintendenza che, su esplicita richiesta dello SME, avrebbe dovuto indire una riunione di coordinamento al fine di concordare e valutare le opportune attività di recupero e valorizzazione del cimelio, è tutt'ora silente. Dettagli sulle modalità del ritrovamento, una sintetica cronologia e foto storiche di riferimento sono contenute nel seguente comunicato che ho indirizzato all’ANSA nella speranza che la diffusione della notizia alla stampa nazionale possa in qualche modo smuovere le acque della palude burocratica. "Localizzazione del cannone navale austriaco Skoda, denominato “Il lungo Giorgio”. Nel 1915 aveva ridotto in macerie Asiago. Dopo Caporetto, in previsione dell’imminente offensiva volta alla conquista di Venezia, venne posizionato a Gorgo del Monticano (Oderzo-TV). La sua prima salva diede inizio alla Battaglia del Solstizio, ovvero la seconda battaglia del Piave, esattamente alle ore 0300 del 15 giugno 1918. Breve storia dell’arma: Nel corso della prima guerra mondiale, in conseguenza della disfatta subita dal regio Esercito a Caporetto, le forze imperiali austro-ungariche occuparono il basso Friuli e parte del Veneto orientale compresa la città di Oderzo e le zone limitrofe. Nella località di Gorgo dei Molini venne messo in batteria, per l’ultima volta, puntato contro il fronte italiano, l’unico esemplare operativo del gigantesco cannone navale Skoda, calibro 35 cm/ L45 M16, denominato dagli artiglieri austriaci “Il Lungo Giorgio”. La lunghezza della sola volata misurava 15,750 m, quella complessiva del pezzo circa 20 m, il peso dichiarato era di 98 tonnellate (cfr. allegato 6). La prima salva di quest’arma, effettuata dalla postazione di Gorgo il 15 giugno 1918, diede inizio alla battaglia del solstizio, proiettando granate da 700 kg contro lo strategico snodo ferroviario di Treviso, distante una trentina di chilometri. Tale evento è ricordato da una stele commemorativa apposta con il patrocinio del Comune di Gorgo al Monticano; della Associazione Nazionale Carabinieri - sezione di Oderzo e Gorgo al Monticano e del Rotary Club Opitergino – Mottense, in area centrale del paese situata a circa 2 km dal luogo ove l’arma è stata da noi localizzata (cfr. allegati 8 e 9). In precedenza, nel 1916, era stata installata a Calceranica (TN) al fine di bombardare la sede del comando militare italiano ad Asiago che, a seguito dei gravi danni inflitti, venne forzatamente evacuata. Nel 1917 venne posizionata a Santa Croce di Opicina (TS) per contrastare le nostre postazioni lagunari di Grado e Punta Tagliamento. Dopo la disfatta dell’Esercito austriaco di tale bocca da fuoco non fu più nota la sorte e se ne persero le tracce, non risultando catalogata tra i pezzi di artiglieria di preda bellica catturati dal regio Esercito e/o alienati per demolizione ad imprese private (fonte Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito - USSME) Da testimonianze di personale militare austro-ungarico rientrante in Trentino dal fronte orientale, alcuni mesi dopo la fine del conflitto l’arma risultava ancora posizionata a Gorgo, ubicata in prossimità dei binari della linea ferroviaria Motta di Livenza – Treviso. La storia di questo cannone è ben trattata, oltre che in varie opere concernenti la letteratura militare austriaca, anche nei due ottimi testi in lingua italiana: “Lange Georg - Skoda 35 cm Belagerungskanone” di Marco Paniz e “Der lange Georg – un’artiglieria navale bombarda Asiago” di Luca Girotto, ma nessuno degli Autori interessati, malgrado le molte ipotesi avanzate, è riuscito a venire a capo del destino finale di quest’arma successivamente alla fine del conflitto. Alcuni storici del territorio opitergino, nell’ultimo decennio, avevano tuttavia avanzato l’ipotesi che tale bocca da fuoco potesse essere tuttora giacente in loco, affossata sotto il terreno soffice della campagna, in conseguenza dell’allagamento provocato dagli stessi austriaci in ritirata mediante il brillamento degli argini dei fiumi della zona: il Monticano ed il Livenza, al fine di ostacolare e rallentare l’avanzata italiana. La localizzazione: I sottoscritti ricercatori Danilo Pellegrini e Luciano Chiereghin, presa in disamina la documentazione militare austriaca, hanno circoscritto in linea di massima il sito del posizionamento dell’arma. In particolare Luciano Chiereghin, aduso a questo genere di ricerca, abitualmente adottata nel settore archeologico, ha individuato una anomalia nella serie pregressa delle restituzioni fotografiche satellitari dell’area interessata, riprese con il sistema Timelapse Google Earth Landsat U.S. Geological Survey: l’immagine termica di una imponente massa metallica affossata nel sottosuolo che, sottoposta a filtro polarizzatore, rivela forma e dimensioni che coincidono con precisione ai dettagli costruttivi della bocca da fuoco in oggetto: la misura della volata ed il suo sistema di accoppiamento mediante perni alla culatta, completa del cilindro contenente l’otturatore a cuneo (cfr. allegati 4 e 5). Avendo individuato la particella catastale ed ottenuto l’assenso dei proprietari ad effettuare indagini non invasive nella suddetta area agricola, avvalendosi dei medesimi professionisti, l’ing. Nicola Albertin ed il geom. Gianluigi Zanellato usando la stessa strumentazione: magnetometro Föster mod. Ferex 4021 ad alta penetrazione certificato per bonifiche militari, georadar Sors Oerad Pro e di GPS Garmin cartografico che ci aveva consentito nel mese di Giugno 2018 il ritrovamento di Nave San Giorgio (nave scorta foranea F 95), attualmente affossata sotto le sabbie del litorale del Po di Maistra, Luciano Chiereghin e Danilo Pellegrini, hanno eseguito in data 7 Giugno 2025, a loro cura e spese senza aver nulla da alcuno a pretendere, un’indagine geognostica nell’area interessata, nel totale rispetto del suolo che non è stato in alcun modo manomesso o danneggiato. La strumentazione prescelta ha confermato, esattamente alle coordinate GPS preventivamente rilevate tramite satellite, la presenza di una consistente massa metallica di forma oblunga, della lunghezza di circa 20 m il cui estradosso si trova ad una profondità media stimata di circa 3,5 / 4 m sotto l’attuale piano campagna. Le concause di tale notevole affossamento si possono ascrivere, oltre che al peso intrinseco dell’arma, dichiarato nella specifica costruttiva in 98 ton, anche all’innalzamento del terreno riscontrabile in alcune proprietà tra le quali quella direttamente interessata. Il ripascimento dell’ordine di quasi due metri venne apportato a seguito di alcune disastrose alluvioni occorse nel secolo scorso al fine di elevare i sedimi a quota di sicurezza, a salvaguardia idraulica delle nuove strutture abitative edificate successivamente al secondo dopoguerra. Ritenendo il ritrovamento in oggetto di particolare rilievo per la didattica del territorio e di elevato interesse storico militare, essendo questo l’unico cannone Skoda di tale calibro ancora esistente, in data 09.07.2025 abbiamo presentato, a mezzo posta certificata, regolare denuncia ai sensi dell’art. 90, D. Lgs 42 / 2004, in primis al Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia e per le province di Belluno, Padova e Treviso ed, inoltre, alle Autorità civili e militari, locali e nazionali; nello specifico: - Ufficio Presidenza Regione Veneto - Comune di Oderzo - Comando Provinciale Carabinieri Treviso - Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito Lo Stato Maggiore dell’Esercito ha espresso formalmente il suo interesse per il ritrovamento in oggetto, richiedendo in data 19.08.2025, tramite posta certificata, protocollo N.148728-2025, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia e per le province di Belluno, Padova e Treviso, in copia agli altri Enti interessati, e per conoscenza allo scrivente, che ha confermato la disponibilità dei ritrovatori, di indire una riunione di coordinamento al fine di concordare e valutare le opportune attività di recupero e valorizzazione del cimelio in parola. Non essendovi stato seguito o ulteriore riscontro alla richiesta dello SME da parte delle Autorità preposte ed essendo trascorsi oltre quattro mesi dal ritrovamento, ci pregiamo di rendere pubblica la notizia anticipandola a codesta Agenzia ANSA per la diffusione alla stampa nazionale. Considerata la delicatezza della questione, trattandosi di reperto bellico soggetto a vincolo, per motivo di privacy nel riguardo dei proprietari del fondo, nell’attesa di deliberazioni ufficiali, omettiamo di rendere note in questa sede le coordinate del reperto, al fine di non rendere nota l’ubicazione della proprietà e l’identità dei suoi titolari". Danilo Pellegrini, Venezia – Luciano Chiereghin, Porto Tolle (R0) 13/10/2025 Elenco allegati: 1) Foto storica, credito ÖNB (Österreichische Nationalbibliothek): Il cannone navale Skoda denominato “Il Lungo Giorgio” in batteria a Calceranica (TN) sotto la gru a portale da 100 t impiegata per lo sbarco da carrello ferroviario e posizionamento sul suo affusto 2) Immagine satellitare elaborata da Luciano Chiereghin mediante maggiorazione del contrasto cromatico e applicazione di filtro polarizzatore 3) Confronto tra l’aspetto generale del trovante e il cannone Lungo Giorgio in una foto d’epoca – credito Archivio Generalmajor Ingenieur Karl Padiaur, progettista dell’arma 4) Confronto e dimensionamento dei particolari costruttivi riconoscibili nella immagine satellitare - Credito della foto d’epoca: Archivio Generalmajor Ing. Karl Padiadur 5) Dimensionamento e identificazione dei principali particolari costruttivi 6) Scheda tecnica originale del dimensionamento dell’arma 7) Stele commemorativa sita in area parco, zona ciclo pedonale, a Gorgo del Monticano 8) Testo illustrativo della stele, redatto dallo storico Cristian Patres, già assessore del Comune di Gorgo, presente contestualmente, su nostro invito, all’esecuzione delle indagini geognostiche Allegato 1 Allegato 2 Allegato 3 Allegato 4 Allegato 5 Allegato 6 Allegato 7 Allegato 8 Edited October 17, 2025 by danilo43 Quote
S513 Posted October 15, 2025 Report Posted October 15, 2025 Speriamo in un recupero come reperto storico! Ma purtroppo in Italia non c'è questa mentalità. Quasi ovunque all'estero si trovano navi, aerei, sommergibili ed addirittura portaerei musealizzate. Da noi tre sommergibili (Dandolo, Toti ed il Sauro) forse tra qualche tempo un aliscafo e poi................... Quote
darth * Posted October 15, 2025 Report Posted October 15, 2025 Mamma mia mentre leggevo mi sono accorto che ero letteralmente a bocca aperta per la narrazione dei dettagli della scoperta. il lavoro, la ricerca, il tempo speso deve avere seguito, sembra che dell'interesse sia stato manifestato. Gli auguri per leggere il seguito ed i complimenti sono più che d'obbligo. un saluto Claudio/Darth Quote
Totiano* Posted October 15, 2025 Report Posted October 15, 2025 Davvero complimenti Danilo, accurata ricerca storica e risultati sorprendenti! Speriamo davvero venga recuperato ed esposto! Quote
Massimiliano Naressi * Posted October 16, 2025 Report Posted October 16, 2025 BZ Danilo! Una bella scoperta, speriamo che venga valorizzata. Quote
darth * Posted October 16, 2025 Report Posted October 16, 2025 La notizia è presente anche su facebook https://www.facebook.com/share/p/1D4HeomQvU/ Speriamo che ci sia un seguito Quote
nostromodiroma * Posted October 17, 2025 Report Posted October 17, 2025 stupefacente ! complimenti per la perseveranza, ora mi auguro Vi riconosciuto la dedizione e venga premiata col recupero del manufatto ! Quote
danilo43* Posted October 17, 2025 Author Report Posted October 17, 2025 (edited) Post scriptum: ho accennato in apertura di questa presentazione alla risoluzione parziale dell’enigma a causa della posizione anomala della volata, ruotata di quasi 90° a N NW dalla posizione nella quale la bocca da fuoco era stata messa in batteria parallelamente alla linea ferroviaria in direzione di Treviso, dato che il particolare affusto permetteva all’arma una possibilità di brandeggio di soli 10 / 15° per lato Tra le varie ipotesi plausibili, l'Esercito austroungarico potrebbe aver tentato di reimbarcarlo su carrello per trasferirlo altrove, avvalendosi della gru a portale da 100 t in dotazione. Cosa peraltro poco credibile, vista la carenza in quel periodo di idonei pianali ferroviari che, per il trasferimento a Gorgo, erano stati "rastrellati" nelle più lontane località dell'impero. C'è da tener presente che lo storico austriaco Fritz Weber che comandava allora la batteria di obici di Ponte di Piave, sita a solo 6 Km di distanza, afferma che la detonazione e la vampa della seconda bordata furono smisurate rispetto alla prima, sgomentando gli stessi artiglieri, avvezzi da anni alle detonazioni dei grossi calibri. Sarebbe pertanto lecito credere che il pezzo, per qualche motivo, fosse esploso, proiettando l'intera volata al di fuori dagli orecchioni di sostegno. La carica di lancio era però contenuta in bossoli metallici a carica predeterminata (non in sacchetti di prima, seconda o terza carica) pertanto non soggetta ad errori di maggiorazione del propellente. Una spiegazione potrebbe essere questa: La Skoda, per ovviare alle troppo frequenti e costose operazioni di ricalibratura dovuta all'usura della canna, con conseguente perdita di precisione del tiro, aveva fornito al fronte proietti con la terza corona di forzamento, quella inferiore, maggiorata nel calibro, da impiegarsi progressivamente dopo un certo numero di colpi sparati per sopperire all’usura. Un errore nella scelta del proietto potrebbe aver provocato il disastro, aumentando enormemente la normale pressione in camera di scoppio, progressiva fino a 1850 bar, con carica di lancio da 193 kg per imprimere alla granata da 700 kg una velocità di 770 m/s pari al doppio di quella del suono. A Vienna, all'Heeresgeschtliches Museum, pare siano conservati i rapporti operativi dei reparti di artiglieria; sarebbe un colpaccio ritrovarli e non dispero, con l’aiuto di amici ricercatori austriaci, di poterli ritrovare. La soluzione. in ogni caso, verrebbe data se e quando la bocca da fuoco verrebbe riportata alla luce. L'interesse in tal senso accresce giorno per giorno; non ultima, l'Associazione Nazionale Alpini, sezione di Trento, tramite il suo referente si proporrà allo S.M.E. per l'eventuale collaborazione ai lavori mediante l'apporto di uomini, mezzi e risorse ! Edited October 17, 2025 by danilo43 Quote
Recommended Posts
Join the conversation
You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.