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Nel 1859 il Ministero della Marina francese richiese a tutte le prefetture marittime di stendere i piani per la costruzione di un battello sommergibile  Il sommergibile Plongeur nacque infine  dal progetto del comandante Simeon Bourgois e dell’ingegnere Chales-Marie Brun e fu costruito nell’Arsenale di Rochefort.

Una caratteristica importante fu quella di non avere una propulsione manuale, ma una affidata ad un motore ad aria compressa a 12 bar, per la quale erano presenti 23 recipienti. Da qui le sue dimensioni notevoli, con una lunghezza di 42,5 metri e un dislocamento di 420 tonnellate in emersione e 435 in immersione. Aveva una larghezza di 6 metri e un’immersione di 1,8. Lo scafo aveva diversi oblò ed era diviso in 5 sezioni da porte. La visibilità era assicurata, oltre che dagli oblò, anche da dei fanali.

L’equipaggio previsto era di 12 uomini

Le prove in mare iniziarono l’8 giugno del 1863 e l’apparato motore diede buona prova sviluppando una pressione superiore a quella di progetto, raggiungendo la velocità di 3,91 nodi. La navigazione in superficie si svolse senza problemi e permise di preparare le prove di immersione, inserendo un regolatore di assetto per compensare la perdita di aria compressa.

D’altra parte Dupuy De Lome aveva approvato il progetto indicando però che un sommergibile efficace si sarebbe potuto realizzare solo quando in peso dell’apparato motore non avesse avuto variazioni di peso durante l’immersione.

Queste si svolsero nel febbraio del 1864, passando gradualmente da 7 a 20 metri di immersione e con una velocità da 2 a 4 nodi. Il battello aveva la tendenza ad appruarsi a causa della mancanza di timoni orizzontali.  Durante l’ultima prova ci fu un ingresso anomalo di acqua che però venne contenuto.

Durante il 1866 si effettuarono studi per migliorare l’assetto del battello, cercando di risolvere la notevole inerzia e la mediocre efficacia del regolatore di assetto.

Il battello fu disarmato nel 1867.

Jules Verne ebbe modo di visitare il cantiere del Plongeur nel 1862 e poi di esaminare il suo modello all’esposizione universale del 1867. Ebbe poi modo di approfondire la faccenda frequentando la sca di Dupuy De Lome a Evenos in Provenza. Da tutto ciò trasse ispirazione per il suo Nautilus. Una prova è il fatto che sul Plongeur venne inserita una scialuppa di salvataggio che si poteva staccare dal battello grazie a comandi interni, una soluzione che si ritrova anche nel Nautilus di Verne

Il Plongeur fu poi rimesso in servizio diverse volte come battello per esperimenti e poi trasformato, nel 1872, in una nave cisterna per acqua dolce che venne venduta a privati nel 1937.

Una vita operativa di tre quarti di secolo!

 

Immagini:

Modello del Plongeur visibile al Musèe  de la Marine di Parigi.

Incisione d’epoca con il Plongeur durante le prove.

plongeur.jpg

LePlongeurModel(Side).jpg

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