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Correva l'anno 2021.... un modello già da tempo giaceva in attesa di avere le dovute attenzioni...

Il tempo sa veramente sfuggire! già quattro anni sono passati da quando presi la decisione di "rczzare" questo modello 😯
Il modello Bronco ha a mio avviso molti lati positivi che mi spingono, nel mio piccolo s'intende, a consigliarlo quale primo modello da affrontare per la conversione da statico a RC. Con la sua scala 1/35 ha dimensioni abbastanza generose da renderlo accattivante all'occhio ed allo stesso tempo non impegnativo per il trasporto, che sappiamo essere il momento in cui questi modelli corrono seri rischi di ricever danno. Queste dimensioni regalano ampi spazi per contenere un buon wtc ad immersione statica, i congegni per avere tutti gli organi di governo mobili ed una buona zavorra in chiglia per averlo stabile in navigazione. Inoltre danno l'opportunità di avere un buon dettaglio che, nel modellismo non guasta mai. Tralascerò in questa sede i dati tecnici inerenti i battelli reali e loro sviluppi durante e dopo la guerra. Cercherò invece di mostrare i vari passaggi che ho affrontato per arrivare a completare questo modello.

 

 

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Lo scafo è composto da quattro parti (ant.dx - ant. sx - post.dx - post.sx) con la torretta completamente separata. Mentre ponderavo sul tipo di chiusura dello scafo, ed in questo le predette generose dimensioni ti permettono ampia scelta, avevo un'imperativo. Collocare idealmente al suo interno un wtc abbastanza grande da permettermi di "lavorare" comodamente al suo interno con un unico sacro vincolo... l'intero wtc deve essere sotto la linea del galleggiamento. Come mi insegnò il Dottor Ocean's avere il wtc sempre immerso riduce i volumi da far emergere e ciò e sempre cosa buona. In quel momento ancora non avevo neanche l'idea del sistema da utilizzare per l'immersione statica ma avere il wtc nella giusta posizione mi avrebbe di certo dato una mano in qualunque caso e con qualunque scelta. Quindi per avere le idee chiare presi le due parti della metà posteriore dello scafo e le unii con volgare nastro isolante. poggiandolo su carta millimetrata disegnai il profilo interno della sezione maestra (si dice così vero?)...

 

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Con questo semplice disegno avrei ottenuto informazioni importanti quali:
- dimensione e posizione del tubo del wtc (scelto poi un O.D. 60mm) in funzione dell'assale dell'elica posto esattamente in asse col tubo del wtc e 5mm sopra al centro del tappo di chiusura AD che sarà il punto in cui far uscire l'albero motore. Un cardano avrebbe "perdonato" il disassamento voluto per avere il wtc basso.

- sagoma delle selle dove far adagiare il wtc. la forma regolare dello scafo nella sua lunghezza permette di averne molte con lo stesso profilo.

Bene ma quale apertura adottare per lo scafo? sistema d'immersione da adottare? motore da utilizzare per la propulsione? esc necessario? l'unica cosa certa erano i due servi AD ed il servo AV per il controllo dei piani mobili...
Per il motore avevo scelto un piccolo motore brushed da 6v ridotto da ingranaggi da montare all'interno del wtc. Teoricamente questo motore mi avrebbe dato potenza sull'elica che sarebbe stata una raboesch in ottone e un numero relativamente basso di giri, d'altronde è un uboot e non uno schnellboote! Così mentre disegnavo in 3D le sezioni interne del wtc per sostenere la meccatronica (che parolone eh?!) mi son deciso ad un'apertura di una parte del ponte in corrispondenza del galleggiamento e di un paio di cordoni di saldatura replicati dalla bronco sullo scafo. Ciò mi avrebbe permesso di arrivare agevolmente con le mani in quasi tutta la lunghezza dello scafo ed allo stesso tempo avere un taglio quasi nascosto a modello finito.
Quindi presi il coraggio a due mani, disegnai l'apertura e sotto con il taglio! 


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Con del nastro isolante ho protetto parte dello scafo per il taglio oltre che usarlo come guida. per l'intero taglio ho usato un bisturi per le prime incisioni della plastica affondandolo sempre un poco di più ad ogni passata, e poi un seghetto veramente mini....

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Ed ecco le parti dello scafo tagliato chirurgicamente. Lo spessore del taglio è stato veramente minimo, e comunque poi è stato compensato da uno strato di plasticard di pari spessore.

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Solo dopo aver completato il taglio ho voluto incollare le parti ottenendo i due semiscafi destro e sinistro e la parte removibile dello scafo. Una generosa quantità di colla tamiya tappo bianco ha letteralmente fuso le parti in contatto ottenendo una solida unione.
 

 

 

Edited by andreavcc
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Mentre disegnavo i supporti dei servi e del motore in 3D continuavo a temporeggiare sulla scelta del sistema d'immersione. L'idea che avevo in quel momento era fare un wtc quanto più lungo mi fosse possibile, fissare ai tappi la tech-rack, portare al corretto galleggiamento il modello montato quasi completamente con l'uso di piombo in chiglia e poi trovare "empiricamente" il peso necessario all'immersione e la sua posizione corretta nel wtc. Facendo così forse avrei potuto scegliere meglio il sistema da adottare anche se nella mia mente si faceva strada una pompa peristaltica e relativa sacca. L'unica pecca di questo sistema sono i tempi biblici per l'immersione dovuti alla lentezza della pompa nel carico/scarico dell'acqua.... Dovevo montare prima i piani mobili, avevo ancora tempo per decidere..... 🤔
Si parte quindi con gli alberini dei timoni e relativi astucci. I fori sullo scafo portati al millimetro, lo spessore della plastica rendeva superfluo le boccole sugli alberini. Soltanto l'alberino dei timoni orizzontali AV sarebbero stati boccolati.

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nella foto qui sopra una piastrina incollata in corrispondenza dell'alberino del timone di direzione. L'alberino può scivolare su di questa senza rovinare la plastica e col minimo attrito.

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la piccola squadretta che andrà intrappolata dento la poppa estrema. Dovrà essere solida perchè una volta uniti i due semi scafi non vedrà più la luce....

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Questo piccolo cilindro solidale all'alberino in rame, ottenuto da una squadretta di un servo, evita che l'alberino del timone possa muoversi su e giù ruotando comunque liberamente.

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il timone di direzione con l'astuccio in cui troverà sede l'alberino con squadretta. l'uso del grano mi permetterà un'ulteriore libertà nella regolazione del timone rispetto all'alberino indipendentemente dalla regolazione che si può ottenere col servo.

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Timone di direzione in posizione con i due semiscafi tenuti insieme dalla pinza.

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Nelle foto qui sopra si apprezzano gli angoli ottenibili con la piccola squadretta in un controllo che andava fatto prima di incollare i due semi scafi. 
Andando ora a memoria mi sembra che l'originale avesse 30 gradi a dx e sx quindi questi angoloni ottenuti saranno anche eccessivi ma..... meglio poter ridurre la corsa dei servi che il caso contrario 🙂

Vediamo ora i timoni orizzontali anche questi con collarino/squadretta saldati su un astuccio munito di grano per eventuali regolazioni....


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Edited by andreavcc
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Bene, organi di governo correttamente assemblati e pronti per essere posti in sede. Che sistema d'immersione userò mai??? no no..... devo fare le selle del wtc, ho ancora tempo....



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Si parte da una lastra di plexyglass, scelta del materiale infelice perchè poi si mostrerà alquanto fragile. Incollato il disegno da ottenere con della lacca spray per capelli si sega via l'eccesso e si leviga... anche troppo. Con del plasticard devo compensare l'eccessivo materiale asportato oppure il wtc risulterà più basso del dovuto.

Ok, selle fatte, potrei unire i semiscafi e poi fare un controllo per il libero movimento dei timoni... quando sarà tutto ok quindi che sistema scegliere??
No no, c'è tempo. Questo modello ha disperatamente bisogno di essere dettagliato. Con l'ausilio del libro "Uboot Typ XXIII Vom Original Zum Modell" inizio a dettagliare lo spoglio kit bronco...

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incido i sensori del balkon-gerat completamente assenti nel kit. Trovo la giusta posizione sul kit rispetto a quanto riportato sul libro mediante l'uso dell'oculus et crucis... sistema sempre infallibile 😆.

E quindi? No no, bisogna assemblare la torretta, magari facendo in modo che sia removibile e quindi fissandola con due viti a brugola perchè........ perchè no? ovviamente prima bisogna praticare sullo scafo delle generose aperture che consentano all'aria di uscire dallo scafo attraverso la torretta, la quale ha già aperture di una certa dimensione.... 
Il fido assistente "Mario Dremelio" (Ocean's sei un mito!) lavora alacremente


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Parti in eccesso trovano posto nella raccolta della plastica insieme alle parti non necessarie del kit che andrebbero montate dentro la torre. Cilindri di sprue vengono forati e maschiati M3 per ospitare le viti a brugola che terranno in sede la torre ancorata allo scafo ottenendo così una incredibilmente solida unione non definitiva....

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Edited by andreavcc
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A questo punto direte voi, è giunto il momento di prendere una decisione sul sistema d'immersione....
No no ancora non è il momento... c'è molto da fare su questo modello...
Guardando il libro e osservando poi la torretta del kit questa appare desolatamente priva di dettagli. Inizio a ravanare tra la scorta di pezzi dei millemila kit montati tirando fuori ciò che potrebbe venirmi utile senza voler ricostruire maniacalmente tutto anzi... voglio solo riempire il vuoto soltanto ispirandomi al reale, ingannando l'osservatore casuale, forte del fatto che le memorie storiche ovvero coloro che operarono realmente su questi battelli non potranno mai vedere il mio modello.

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Supporto dell'U.Z.O. con uno "stipetto"... erano parti di uno stug III

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una flangia con bulloni appariva laddove usciva l'unico periscopio, ed inoltre pratico un paio di fori laddove immagino possa rimanere intrappolata dell'aria....

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dettagli... dettagli!!

Lo snorkel aveva una sorta di copertura "speciale" che serviva a ridurre la traccia radar... replichiamola con l'aiuto del tulle di una bomboniera. E magari con una cinghia dentata di una vecchia stampante ottenere una cremagliera del sistema d'elevazione... 

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Lo snorkel in realtà doveva sparire dentro la falsa torre. La Bronco quando replicò l'apertura in torretta doveva essere distratta perchè è troppo piccola. Risagomare quell'apertura significa andare in contrasto con altri dettagli stampati quindi, in considerazione che non sarà fissato ma amovibile e durante la navigazione lo toglierò, l'apertura resterà così.
 

Edited by andreavcc
Posted (edited)

Ed eccoci quindi con la parte amovibile assemblata e con l'aggiunta di alcuni dettagli. Il resto del kit sulla scrivania del laboratorio che ormai "anche lui" mi pone la domanda: che sistema d'immersione userai?
C'è da mettere l'assale dell'elica! Ormai ogni scusa è buona per temporeggiare...
Con la costruzione dello skipjack, fatta seguendo le orme di Mr. Merriman, ho imparato che una buona bronzina annegata nella resina bicomponente (tipo quella prochima) diventa un supporto solido, silenzioso e dolce nella rotazione dell'assale dell'elica. Quindi dopo una prima colatura piccola, solo per fissare la bronzina, ho tagliato dei fogli di plastica attaccati con del patafix all'interno dei due semiscafi in corrispondenza pel punto in cui farò poi colare la resina. Il tutto lubrificato con dell'olio perchè altrimenti la resina andrebbe ad incollare ogni cosa durante il processo di solidificazione ed ecco ottenuto un blocchetto di supporto la cui forma ricalca letteralmente i due semi scafi, ulteriore supporto all'assale che ho ritenuto necessario visto il disassamento tra albero motore ed elica e l'uso di un cardano che immagino a medie velocità di rotazione possa portare delle vibrazioni.

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Edited by andreavcc
Posted (edited)

Ma "gira e rigira" il momento arriva e quindi eccomi seduto davanti alla scrivania a fissare il modello assorto.......
Rcbas, pompa peristaltica, pistone autocostruito, pompa ad ingranaggi e sistema semi aspirato, oppure compressore e sistema aspirato. Ognuno con i suoi pro e contro....
Apro un cassetto dove custodisco pompe e motori di vario genere. Vedo una voluminosa busta trasparente e la tiro su guardandone il contenuto... non esagero nel dire che all'interno una quindicina di piccoli compressori a membrana tipo quelli usati negli sfigmomanomentri da polso giacevano inutilizzati, presi a suo tempo per sperimentare un sistema d'immersione piccolino da usare su un kilo in 1/144. "E questi quando li uso?" fu la domanda che mi posi... ed ecco l'idea!

Immaginiamo il modello emerso con cassa d'immersione vuota ed un foro "libero" nel fondo. Da radio attivo con uno switch uno di questi piccoli compressori nativi a 6 volt e alimentati a 8,4 volt (tensione che ben sopportano) che aspira aria dalla parte superiore della cassa e la espelle attraverso un tubicino ad una specie di snorkel posticcio nascosto all'interno della vela. Aria esce acqua entra... rapido e funzionale. Quand'anche la cassa sia svuotata e il compressorino aspiri acqua immettendola in questo circuito non farebbe alcun danno. Il battello è immerso, o meglio mantiene una piccola spinta positiva, tanto per stare sicuri.


Emersione!!


Con un'altro switch attivo un'altro compressore uguale che prende l'aria dallo "snorkellino" appena detto e la manda nella cassa d'immersione... aria entra acqua esce... come prima rapido e funzionale. L'accortezza sta nell'attivare questo compressore quando il modello dinamicamente porta fuori dall'acqua il tubicino posto nella sommità della vela facendogli aspirare aria. Ma se anche accidentalmente aspirasse acqua immettendola nel circuito non farebbe danno andando questa poi nella cassa d'immersione. Ed inoltre l'aria già presente nel circuito tra lo snorkellino e il compressore sarebbe sufficiente a far affiorare la vela mettendo in condizione il compressore d'aspirare aria fresca.

In buona sostanza un sistema aspirato a doppio compressore 😄

E nel caso che il modello sia seduto sul fondo perchè con spinta negativa per un qualsiasi motivo e senza propulsione... che si fà?
nessun sistema d'emergenza previsto oltre alla nuotata per recuperare il modello?
Da radio si attiva un'altro compressorino, questo nativo a 3 volt, che in maniera simile all'rcabs aspirerebbe l'aria dall'interno del wtc depressurizzandolo e immettendola nella cassa d'immersione per ottenere una spinta positiva e farlo riaffiorare rendendolo quindi recuperabile.
Perchè un compressore a 3 volt? perchè è una "extrema ratio" e se alimentato al doppio del voltaggio credo che faccia il suo in maniera più viva. Inoltre le scorte di magazzino che ho mi fanno stare tranquillo 😉 .
Inizio quindi a montare il necessario su un supporto in plexy con l'ausilio di silicone e/o nastro biadesivo...

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qui sopra uno switch controllabile con un canale per comandare i due compressori,

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i due compressori....

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elettronica varia (rx, esc, pitch controller, switch e switch d'emergenza)

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tappo AD con motore ridotto tra due piccoli servi



P.S. continua 😉
 

Edited by andreavcc
Posted

Andrea, sono commosso!

Non solo per quanto tu abbia tenuto in considerazione i principi che avevamo condiviso nei bei vecchi tempi, non solo per la citazione del fido “Mario Dremelio” che tu ancora ben ricordi, ma soprattutto per la grossa mole di lavoro e di pensate che questo modello ti ha portato a fares che tu hai condiviso con noi.

 

L’idea del doppio compressore è ottima! Direi l’uovo di Colombo, che ben si addice a questo modello.

(fra l’altro, se tu mettessi in leggera pressione il WTC, il lavoro del compressorino di emergenza ne verrebbe facilitato…)

 

Quindi, i miei più vivi complimenti.

Questo thread sarebbe stato bello gustarcelo un po’ per volta, qui sei andato molto veloce ed ora mi rileggerò con calma il tutto.

Ma immagino che avrai ulteriori passi della costruzione da mostrarci, o sbaglio? :thumbsup:

 

Per intanto, la mia curiosità tecnica mi spinge a qualche domanda: pesi, capacità della cassa? (Chiedo scusa se magari l’hai già scritto e io non ho ancora letto bene. Ho fatto una tirata…)

E poi, quanto è lunga la cassa? Non ci sono problemi di scuotimento dell’acqua? 
O magari ti aiuta un pitch controller per la stabilità?

 

Grazie di aver condiviso, e ancora complimenti!

 

 

Posted (edited)

Grazie dottor Ocean's, con questa discussione sto riscoprendo il piacere della condivisione. Già i sub rc sono molto "di nicchia" e purtroppo in questa regione l'occasione di condividere info e tecniche inerenti i navimodelli rc, anche se di superficie, sono veramente prossimi allo zero. 
Diciamo che sono andato molto di getto perché è stato un pomeriggio tranquillo che mi ha permesso di viaggiare indietro nel tempo con la memoria, che purtroppo non è più pronta e fedele come un tempo. Ma tu rileggilo con calma come e quando vuoi perché ci saranno ulteriori passi dato che il modello mi ha riservato sorprese le quali mi hanno costretto a delle modifiche "in itinere". Vi mostrerò poi altre foto più recenti del wtc e del modello e non mancherò di valutare in questa sede qualche perplessità venutami in mente solo un paio di giorni fa. Per i dati ti chiedo di pazientare un paio di giorni. Il lunedì e il martedì l'imperativo è l'acquariofilia (... si.... anche quello.... 😓 ).
A presto

Edited by andreavcc
Posted (edited)

Dottor Ocean's ecco un po di numeri per la sua mente sempre affamata di calcoli 😁 come promesso....

Il wtc è costituito da un tubo di 60mm est e 56mm int. lungo 510 mm con un peso di 838 grammj. La cassa d'immersione è lunga 105 mm. Il modello privo di wtc pesa 1530 grammi ma tieni presente che gran parte della zavorra in chiglia viene "neutralizzata" da una buona quantità di polistirolo. Ciò allo scopo di ottenere un modello molto stabile in immersione quanto in emersione. Infatti il materiale galleggiante è posto con la sommità al galleggiamento. 

Il modello nelle prime prove mi ha dato qualche grattacapo col propulsore, troppo lento e inefficace. Così tanto che dovevo rimpiazzarlo con uno più performante ed anche più grande, problemino rilevante considerando che l'incastellatura dei servi è stato disegnato su quel motore. 

Meno male che il wtc lasciava una discreta lunghezza libera verso poppa sicché ho potuto mettere un motore brushless con un suo supporto dedicato "a mollo" a poppavia del wtc con i tirati dei timoni appena sopra e sotto di lui. Restava però un timore.... in emersione e quindi quanrdo meno stabile, la coppia del motore avrebbe fatto sbandare sul fianco il battello? Ecco quindi il motivo della scelta di un modello solido

Edited by andreavcc
Posted

Ineccepibile.

Grazie Andrea per gli interessanti numeri.

La scelta dell’accoppiata polistirolo + zavorra maggiorata è stata senz’altro una bella mossa.

Inizialmente, guardando la notevole opera morta del modello, anch’io avrei avuto dubbi sulla stabilità in emersione.

Ma ormai tu sei padrone di tutti i trucchi per il bilanciamento, e quindi il risultato è notevole.
Ancora complimenti!

Posted

Grazie Ocean's, volevo porti una domanda prima fare esperimenti. La cassa d'immersione ha nella parte inferiore al centro della lunghezza un foro da 22mm (la punta più grande che avevo) affinché l'acqua possa entrare quando l'aria viene aspirata via. La riduzione di questo foro potrebbe comportare benefici oppure no? Non vorrei ostacolare troppo l'ingresso dell'acqua...

Posted

Beh, 22mm è un foro molto grande. Direi che è come un rubinetto di casa.

Ora, se immagini la portata di un rubinetto (magari aperto non tutto, con il flusso d'acqua che ancora non fa schiuma ma sembra di vetro), penso che questa portata sia molto maggiore di ciò che ti serve realmente.

In quanti secondi riempi o svuoti la cassa? Almeno 5? o forse 10?

Confronta con il tempo di riempimento di un bicchiere sotto ad un rubinetto aperto: saranno due secondi al massimo, quindi l'apertura da 22 mm è sovradimensionata.

Ad occhio (stranamente senza calcoli! :blink: ) io avrei fatto 3-4 fori da 6 mm o uno solo da 10-12mm.

Del resto, il compressorino della sfigmomanometro che tubo ha? Io direi interno 6 o al massimo 8mm, quindi la portata di aria che entra (e quindi anche di acqua che esce) è compatibile con questo tubo.

 

Diversa potrebbe essere ne necessità per l'immersione. Tu togli aria e tiri a vuoto acqua dentro, oppure semplicemente apri lo sfiato? Se è la seconda, il riempimento spontaneo richiederebbe un foro più largo, ma ho capito che hai anche il compressorino per il riempimento, giusto?.

Quindi, ok a ridurre il foro.

 

Però, che vantaggi ci sono?

Io non ne vedo molti, se non evitare possibili entrate d'acqua se la cassa è tutta vuota. Dal foro più largo può simultaneamente entrare acqua e uscire aria, da un forellino no.

Ma non credo sia un problema molto serio... 

 

 

Posted

I tubi dei compressorini ( uno a svuotare e uno a riempire ) sono molto piccoli, 4 est 2 int. Forse con i 22mm di foro ho effettivamente esagerato. Se avessi messo uno sfiato libero forse no, ma così.... provvederò a ridurre l'apertura a 6mm.

 

O.T. nel frattempo mi è arrivata questa per il "progetto esotico"

 

https://it.aliexpress.com/item/1005007671627294.html?spm=a2g0o.order_list.order_list_main.11.71ee3696jnZVIm&gatewayAdapt=glo2ita

Posted

Pazienta ancora Ocean's, ti dirò che è esotico nel luogo e non nel concetto. Terminato il capocarro del koti + un modello kitbashing avremo da lavorare 😉.

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