Totiano* Posted October 27, 2024 Report Posted October 27, 2024 Titolo: BREVE STORIA DEI SOMMERGIBILISTI ITALIANI ovvero di coloro che hanno ideato, progettato, costruito e portato per mare i sommergibili italiani Autore: Alessandro Turrini Casa editrice: Nane Edizioni Anno di edizione: 2023 Pagine:416 Dimensioni(cm): 18 x 12 Prezzo originale: Euro 20 Alessandro Turrini, ufficiale del GN, gia direttore di Macchina di battelli ex USa e del DiCossato, è un nome conosciuto nella pubblicistica del settore, senza contare il grande archivio che ha alle spalle, probabilmente anche grazie alla collaborazione con Fincantieri dopo essersi congedato dalla Marina nel 1985 per operare nel privato. Una premessa necessaria per far comprendere che l'autore non è uno sprovveduto ne uno storico da tavolino e affronta le tematiche del libro con la testa del tecnico, difendendo a spada tratta le decisioni tecniche prese nei "favolosi anni 30" con una estrema propensione verso i progetti del Bernardis e già qui non mi sento piu di essere d'accordo. Se Bernardis progettava battelli con elevato indirizzo a navigare sott'acqua avrebbe dovuto far progredire e sviluppare l'apparecchio ML del Ferretti invece di affossarlo come fece. IO continuo a ritenere lo snorkel una invenzione italiana che, come per tante altre invenzioni, ha poi trovato all'estero uno sviluppo migliore perché non ci si è arresi alle prime difficoltà. Sempre sul Bernardis, progettista sicuramente geniale, la metà dell'opera tratta della sua opera e trascura pressoché completamente il Cavallini, che invece realizzò (ma questo è un mio parere) battelli migliori, specialmente i posamine e gli oceanici dei primi periodi, prima dell'affacciarsi dei Marcello/Marconi, forse non a caso in un oceano molto critico per i Monsoni erano presenti solo degli Oceanici Cavallini all'inizio della Guerra e le relazioni su quei battelli non citano deficienze. Altra nota di elogio va al Girolimi Arata, noto sistema di salvataggio adottato da tutti i nostri battelli dopo i disastri di Veniero e F14 mentre non parla minimamente delle invenzioni del Belloni, che anticiparono di 50 anni le attuali sistemi di fuoriuscita. Peraltro sempre al Belloni vanno accreditate altre geniali invenzioni e idee sull'impiego dei battelli che meritavano, forse, una menzione. Fatico a credere a quel "sentito dire" sull'affare Grossi mentre credo esponga in modo sbagliato molte (non tutte) affermazioni corrette, ovvero che la tecnologia era il frutto della strategia di impiego dei battelli e in Italia mancò questa strategia che generò molta confusioni nella definizione del sommergibile ideale. E visto che siamo nei sentito dire, non escluderei che le aderenze a palazzo possano avere favorito alcuni cantieri. Sono critico sul libro ma non significa che debba essere cestinato, anzi, per gli appassionati ha ottimi, eccellenti, spunti di riflessioni. Ma è un libro per appassionati preparati: il comune lettore penso si stanchi subito di quelle spiegazioni delle foto che appesantiscono solo il testo mentre la critica portata in quei termini potrebbe (condizionale è d'obbligo) solo portare maggiore discredito o addirittura indifferenza in un momento di rinascita della componente, sia grazie al grande lavoro fatto dall'amm Giacomin nel mettere assieme tutte le genialita' italiane della subacquea (università, industria e ricerca) e dando il "la" al polo nazionale della subacquea, sia per il rinnovato interesse grazie al tema della difesa delle infrastrutture sottomarine. E' un libro, insomma, che non puo mancare nella biblioteca di un appassionato, ma non va affrontato con leggerezza Quote
gepard * Posted October 28, 2024 Report Posted October 28, 2024 Ce l'ho ma non ho ancora avuto il tempo di leggerlo, dopo la tua recensione lo sposterò sicuramente più in alto nella priorità dei libri che devo ancora leggere... Quote
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