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Italian Battle Fleet 1940-43: La Squadra, the Pride of the Regia Marina - Enrico Cernuschi


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Titolo: Italian Battle Fleet 1940-43: La Squadra, the Pride of the Regia Marina

Autore: Enrico Cernuschi

Casa editrice: Osprey

Anno di edizione:  aprile2024

Pagine 80

Dimensioni(cm): 25x19 cm

Prezzo: € 18,60

 

 

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Pubblicato dalla celebre Osprey, la maggiore e più diffusa casa editrice di lingua inglese nel campo della storia militare, "Italian Battle Fleet 1940-43. La Squadra, the pride of the Regia Marina" rispetta la rigorosa veste grafica e impostazione tipica di queste collane inglesi. 80 pagine (quindi facile e rapida lettura, grazie a un inglese molto accessibile), splendidi disegni (l'autore, il belga Edouard Groult, è un artista noto in questo campo), schemi e mappe, che saranno la delizia dei wargamers, e un testo rigoroso e molto ricco.

Nell'ambito del molto ampio catalogo della Osprey,a partire dai classici Men-at-Arms, la collana Fleet è recente e ha già pubblicato opere monografiche sulla British Pacific Fleet del 1945, sulla Hochseeflotte germanica della Grande Guerra, sulla Settima Flotta statunitense che operò al largo del Vietnam e altre ancora.
Ora è la volta della Squadra da battaglia della Regia Marina e si tratta di un avvenimento triplamente insolito. Primo perché i soggetti Osprey italiani sono francamente pochi. Secondo perché è basato su fonti primarie laddove la regola, fatti salvi pochi autori, è quella del ricorso a fonti secondarie ben note. Terzo perché la materia è trattata in maniera radicalmente diversa rispetto ai pochissimi soggetti navali italiani apparsi fino ad ora in Gran Bretagna e (in parte) negli Stati Uniti. I volumetti pubblicati, in un'altra collana del medesimo editore, sulle navi da battaglia, gli incrociatori e i cacciatorpediniere italiani sono, francamente, rimasticature che non solo nulla dicono, non solo ai cultori della materia, ma anche al lettore più principiante nostrano. Ma addirittura inducono all'errore persino i modellisti stranieri. Clamorosa, per esempio, la copertina del volumetto sulle navi da battaglia italiane, con l'antimimetica a bande rosse e bianche disegnata sulla poppa del Roma! E i testi di questi "saggi" precedenti non erano certo meglio,a partire dagli errori che i Jane's del tempo di guerra hanno tramandato fino ad oggi. Uno tra tutti, il preteso, disastroso varo dell'Impero (classe Littorio) il cui scafo, appena sceso in mare, sarebbe finito arenato, secondo quella pubblicazione, su un inesistente scoglio proprio davanti al cantiere Ansaldo, a Genova, squarciando la carena. La nave, mai riparata, non sarebbe, pertanto, mai stata completata per questo motivo, nascondendo però la magagna a Mussolini, così da indurlo lo stesso pagare il prezzo di quella corazzata.      
 
Queste storie erano quello che il lettore britannico voleva sentirsi raccontare, per comprensibili motivi, durante la guerra, e i suoi gusti non cambiarono, complice il razionamento protratto fino al 1959, anche in seguito, diventando, così una precisa vulgata. 
 
Adesso si cambia musica. Cernuschi, autore divisivo e polemico, ha, per l'occasione, moderato molto i toni, sia pur continuando a dire sempre le stesse cose. Evidentemente l'accoglienza nel salotto buono britannico, passando dalla porta principale, l'ha indotto a indossare il frac. La sostanza, ad ogni modo, non cambia. Warspite colpito a Punta Stilo; Malaya pure e, udite udite, anche il Renown a Capo Teulada, centrato due volte dal Vittorio Veneto a 31.000 metri di distanza. L'editore, dopo aver controllato e citato le fonti originarie britanniche del caso, riportandole anche in una corposa bibliografia suddivisa per argomenti, secondo le regole della migliore storiografia universitaria, non ha evidentemente trovato nulla da ridire.
 
Il risultato, difficile da trovare altrove in ogni lingua, italiano incluso, è una sintesi rivoluzionaria poiché gli Osprey hanno limiti ben precisi quanto a testo e l'uso dell'inglese esige la sintesi. Un'opera, in pratica, senz'altro molto più ricca rispetto alla media corrente di quella casa e anche articolata, in quanto considera non solo le battaglie, ma i comandi, la logistica, l'intelligence, le armi navali (altre grosse novità anche in quel campo, tutte confermate da parte britannica mediante una rigorosa tavola pubblicata nel capitolo Combat & analysis), le comunicazioni eccetera. Interessantissimi i giudizi fatti dai britannici sull'ammiraglio Iachino nel dicembre 1940, quando assunse il comando della Squadra, e formulati sulla base fascicolo personale che da anni i servizi britannici andavano redigendo su di lui.              
 
Le numerose tavole, le mappe, le ricche didascalie, le foto, in buona parte inedite, non sono mai casuali né un riempitivo, ma parte integrante dell'economia dell'opera.
 

 

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