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Leggendo il libro di Francesco Mattesini " Il primo bombardamento navale di genova" ho appreso che la Francia a inizio guerra era dotata di apparati radar  di individuare aerei italiani anche alla distanza di 125 km, nel libro si parla seppure in modo sintetico di radar ubicati sia  sulle coste della Provenza che in Tunisia. Non avevo avuto occasione prima di conoscere questa realtà e vorrei chiedere hai Comandanti se  qualcuno ha notizie più esaurienti a questo riguardo, formulando alcuni quesiti: I radar in questione erano di progettazione e costruzione francese? Quando la prima entrata in funzione? Erano in dotazione a navi della Marine Nationale o solo su impianti a terra? Visti i ritardi dell'Italia sul radar all'atto dell'armistizio con la Francia e anche dopo non venne fatto nessun tentativo per venire in possesso di questa tecnologia?Grz dell'attenzione che mi vorrete dedicare:

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Grz della segnalazione del libro, dovrò far ricorso a tutte le mie reminiscenze  del francese ...ma mi sorge spontanea una domanda..come mai da parte italiana (considerando i nostri ritardi sul radar) non fu fatto nessun tentativo per impossesarsene? oppure eventuali tentativi fallirono?

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42 minuti fa, Urso de Segestro ha scritto:

Grz della segnalazione del libro, dovrò far ricorso a tutte le mie reminiscenze  del francese ...ma mi sorge spontanea una domanda..come mai da parte italiana (considerando i nostri ritardi sul radar) non fu fatto nessun tentativo per impossesarsene? oppure eventuali tentativi fallirono?

Beh , per quanto riguarda il radar francese si tratta solo di poche paginette...

Come è noto in Italia gli studi sul radar venneno colpevolmente tenuti in scarsa considerazione. Si pensò "seriamente" al suo sviluppo solamente dopo la batosta di Matapan ....

C'è un altro saggio di Mattesini, più esaustivo di quello da te citato e precisamente

https://www.academia.edu/40162224/LA_DIFFICILE_REALIZZAZIONE_DEL_RADAR_IN_ITALIA_PRIMA_E_DURANTE_LA_GUERRA_1940_1945

dal quale, a  proposito del radar francese, a pag.21 si rileva che:

.Nel 1934, sotto direzione del ricercatore Henri Gutton, ricerche furono iniziate in Francia nei laboratori dalla “Compagnie générale de la télégraphie sans fil(SFR)

che il 19 novembre installò per le prove sul piroscafo Oregon un “apparato di

rivelazione ad ostacoli. Funzionante con magnetron su onde di 16 centimetri, che

utilizzando parabole satellitari indipendenti per la trasmissione e la ricezione,

l’apparato era in grado di rilevare dalla costa con precisione navi fino alla distanza di

10 o 12 miglia. Nel 1935, per continuare le prove l’apparato fu montato sul piroscafo

Normandie.. 6 Negli anni successivi, mentre in Italia si brancolava per arrivare a

qualche risultato, in Francia furono fatti progressi molto avanzati, anche dal punto di

vista delle commesse all’industria per conto della Marine Nationale, fino ad arrivare

ad installare lungo le coste una catena difensiva di scoperta aerea.7

 

6 Ugo Tiberio, Cenni sull’opera della Marina Italiana nel campo radiotecnico durante la

guerra 1940-45. Archivio Ufficio Storico Marina Militare (da ora in poi AUSMM).

 

7 Il primo successo di avvistamento in guerra di un radar francese si verificò il 12 giugno

1940, quando l’apparato dislocato a Capo Blanc, in Tunisia, scoprì alla distanza di 80 chilometri

una formazione di 21 bombardieri S.79 italiani del 32° Stormo, decollati dalla Sardegna per

bombardare il porto e i due aeroporti di Biserta. La contraerea era in allarme tempestivo, e la sua

violenta reazione colpì più o meno gravemente sette velivoli italiani, mentre da parte francese fu

affondata la nave Finisterre (poi recuperata), e furono colpiti sette apparecchi a Karouba e Sidi

Ahmed, quattro dei quali, tre Loire 70 e un Caudron, distrutti. Ancora più efficace furono gli

apparato di rivelazione sulla costa della Provenza, che nei giorni 12 e 13 giugno 1940 scoprirono

aerei italiani che andavano a bombardare il porto di Tolone alla distanza di 115 e 125 chilometri,

mentre il giorno 21 la stazione di Sìcie scopri gli aerei italiani diretti su Marsiglia alla distanza di 60

chilometri. Cfr., Pre-History du Radar, La Revue Maritime, Aprile 1955, p. 467-468.

 

I precursori francesi degli studi del Magnetron, Maurice Ponte e Henri Gutton, con il loro “apparato di rivelazione” di ostacoli navali (un radar centimetrico molto precoce che fu sperimentato prima sul piroscafo Oregon e poi (nell’immagine) sul grande piroscafo passeggeri Normandie alla metà del 1935 nel porto di New York......

  • 2 weeks later...
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Grazie Danilo, sempre puntuale coi suoi contributi alla discussione, quello che però a me continua a sembrare strano è il fatto di non essersi in qualche modo impossessati di questa tecnologia che ci vedeva cosi carenti e arretrati, in fondo il regime di Vichy era un satellite dell'Asse. 

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Come per tanti altri esempi, e come ha detto Danilo, mancò la volontà di farlo, per scarsa lungimiranza e per ignoranza dei vertici (gli stessi fattori che ci impedirono di avere portaerei e tanto altro ancora...)

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