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Flottes De Combat 2016


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Titolo: FLOTTES DE COMBAT 2016
Autore: Bernard PRE'ZELIN
Casa Eritrice: EDITIONS MARITIMES & D' OUTRE - MER
Anno: 2016
Pag: 1474
Dim. (cm.): 21,5 X 26,5
Prezzo: Euro 220
Reperibilità: ottima

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RECENSIONE

Grossomodo ogni 5 anni acquisto un annuario navale per essere aggiornato della situazione mondiale. Da Italiano le mie attenzioni eran rivolte verso l' ALMANACCO NAVALE, ma l' ultima pubblicazione del 2010 mi aveva abbastanza deluso. Mi auguro che in futuro altri raccolgano il testimone del compianto Dott. Giorgio GIORGERINI...Ma andiamo avanti.

Dico subito che ho scelto il "Flottes" rispetto al JANE' S FIGHTING SHIPS per via del prezzo: quest' ultimo costa oltre 1.000 Euro ( :ohmy: !!! :wacko: )


La lingua Francese non è un problema per coloro che non la conoscono: i dati tecnici essenziali si capiscono bene.

L' opera prende in esame tutte le Marine mondiali (c'è persino quella Svizzera!) e di ugnuna s' inizia col catalogare le armi imbarcate, gli apparati elettronici e le forze aeree, quest' ultime arricchite da foto.

Viene poi la parte navale vera e propria: di ogni classe o singola nave è presente una fotografia a colori (molto poche quelle in bianco e nero). Tali foto sono un pò di ridotte dimensioni, ma grazie alla loro notevole nitidezza i soggetti si possono osservare fin nei particolari più piccoli anche perchè le unità son quasi tutte di profilo. Meno chiare son quelle navi riprese ormeggiate "a pacchetto" con altre: in questo caso le unità si confondono. Ritengo che tale "pecca" sia dovuta alla mancanza di fotografie migliori...
Le immagini costituiscono veramente il "piatto forte" dell' opera: :smiley19: NESSUNA PAGINA PRESENTA DELLE PARTI IN BIANCO :smiley19: a costo di mettere, ad esempio, 7 foto del GARIBALDI! (Pag. 815).

Di ogni classe vengono poi riportate le principali caratteristiche con "observations". Inoltre delle maggiori unità vi son dei disegni con la indicazione delle armi e dell' elettronica.
Per quanto concerne i programmi futuri, il FLOTTES DE COMBAT descrive solo quelle navi che siano state almeno impostate: ad esempio, per quel che ci riguarda c'è il nuovo rifornitore di squadra (VULCANO), ma nulla a proposito dei pattugliatori in programma.

Qualche curiosità...
Trattando della Marina Irakena, sembra che ci sian trattative Italia - Irak per consegnare le due corvette ora internate a La SPezia. Tuttavia il C.te PREZE'LIN si è "dimenticato" di ricordare il rifornitore AGNADEEN che dovrebbe essere ancora ad Alessandria d' Egitto.
Da un rapido sguardo si nota che son ancora in servizio alcuni L.S.T, dei D.E. cl. CANNON e dei dragamine oceanici cl. AUK: daccordo che si tratta di Marine con problemi di bilanci, ma il fatto che queste navi ex U.S.A. navighino ancora all' età di 60 anni conferma la loro ottima qualità progettuale e di costruzione.
Tuttavia la nave più anziana ancora in attività dovrebbe essere la corvetta PARAGUAY varata a GEnova nel 1931 di cui è presente una foto a pag. 1055.
"L' innominabile" :laugh: PROTEO, ora della Marina Bulgara, ha mantenuto il nome originario.
E' pure ancora in attività :laugh: l' ex nave- casino Tedesca KOZARA! :laugh: (Pag. 1266). Adesso appartiene alla Marina Serba.

Concludendo il FLOTTES DE COMBAT 2016 è un libro che merita! 220 Euro sono molti, ma sono ben spesi!

Edited by Alfabravo 59
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Mi stai istigando...

Qualora tu lo acquistassi m' interesserebbe anche il tuo parere.

 

Facendo i paragoni con gli annuari degli anni precedenti risalta la notevole crescita delle Marine Cinese ed Indiana.

 

Osservando le fotografie del FLOTTES DE COMBAT si nota che le "siluette" delle navi combattenti vere e proprie (fregate, corvette ecc.) si stanno uniformando verso forme marcatamente "stealth": in futuro sarà sempre più difficoltoso il riconoscimento "a vista" oltre una certa distanza.

 

Esteticamente, poi, le debbo ancora digerire...La "palma" della bruttezza va sicuramente al DDG 1000 ZUMWALT, ma anche il P 251 GHANTUT della Marina degli Emirati Arabi Uniti, costruito da noi, a bruttezza non è certo da meno.

Solo i Tedeschi mi pare che riescano a raggiungere un buon compromesso: le "Amatola" che hanno realizzato per la Marina Sudafricana mi piaciono molto.

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