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Nave Automatizzata Per Controllo Sottomarini...e Si Parla Di Dangerous Waters!


serservel

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Difesaonline.it pubblica un breve articolo a proposito dell'ACTUV, una nave automatizzata e priva di equipaggio progettata per pattugliare i mari, in missioni di almeno 3 mesi, con lo scopo di tracciare e monitorare unità nemiche, in special modo i sottomarini (l'articolo menziona i sottomarini russi, ma non credo siano gli unici).

 

Quello che mi ha sorpreso è stato trovare in chiusura dell'articolo un riferimento a Dangerous Waters, il simulatore sviluppato dalla Sonalysts Combat Simulations che ancora oggi è utilizzato da Betasom :smiley32: .

 

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(di Franco Iacch) 15/02/16

L’Autonomous Continuous Trail Unmanned Vessel inizierà le prove in mare il prossimo 17 aprile. Il drone, progettato per monitorare i sottomarini nemici attraverso pattugliamenti negli oceani in missioni di tre mesi, continuerà i test fino al settembre del 2017. E’ quanto comunicano dalla Defense Advanced Research Projects Agency o DARPA. L'ACTUV svolgerà una serie di missioni: dalla ricognizione alla sorveglianza dei sottomarini nemici.

Il trimarano utilizzerà i sensori di bordo per monitorare il “traffico” nelle profondità dei mari grazie al suo radar a lungo e corto raggio. L'automatizzazione dell'ACTUV è così elevata da non richiedere un intervento umano minimo. Questo si traduce in un azzeramento delle perdite e nella capacità prolungare le missioni in mare (queste ultime sono limitate sia dallo stress del personale imbarcato alle provviste oltre al naturale logoramento dei sistemi). Le dimensioni relativamente ridotte a 140 tonnellate e 40 metri di lunghezza, conferiscono alla nave maneggevolezza e robustezza per missioni di 90 giorni. Il costo di manutenzione varia dai 15 ai 20 mila dollari al giorno. Del tutto “irrilevante”, considerando i 700 mila dollari necessari per un incrociatore.

Il Pentagono conta di avere in mare, entro i prossimi cinque anni, una flotta automatizzata in grado di compiere svariati compiti. Da rilevare, infine, che il software principale del drone è stato sviluppato sulle strategie degli utenti umani che hanno giocato alla simulazione “Dangerous Water” sviluppato dalla Sonalysts Combat Simulations e rilasciato nel 2005. Le strategie utilizzate dai giocatori sono state esaminate dall'azienda per migliorare e sviluppare il software principale. In effetti, prima ancora di scrivere il software, la DARPA ha chiesto l’approccio ed il metodo dei videogiocatori che si sono cimentati nella simulazione di combattimento.

 

 

 

Fonte: DifesaOnLine.it, "PRIMA NAVE AUTOMATIZZATA IN MARE DAL 17 APRILE: È PROGETTATA PER MONITORARE I SOTTOMARINI RUSSI"

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Le imprecisioni dell'articolo sono diverse (radar per monitorare gli abissi?), ma non è il primo articolo all'argomento. Che è davvero interessante perché cambierà la gestione delle strategie.

Non sapevo, invece, dell'impiego di DW... tenetevelo a mente perché ci servirà prossimamente.

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d'altronde la il "Combat Simulations" della Sonalysts non si riferisce ai giochi, se ricordo bene DW è un "effetto collaterale"

 

In che senso?

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  • 2 months later...

Dir, io a questa imbarcazione darei 200 tonnellate, non credo di più.

Certo non è un dislocamento "oceanico", e rappresenta la principale limitazione del natante.

 

Vorrei però notare anche i vantaggi che la configurazione unmanned potrebbe dare.

Innanzitutto, noto che possiede gli stabilizzatori e probabilmente lo scafo ha un'altezza metacentrica esagerata. Secondo me è una nave estremamente "dura" al rollio, come non se ne potrebbero fare con equipaggio a bordo, perché le condizioni dell'eventuale equipaggio sarebbero proibitive e il mal di mare assicurato (Varo5 docet)

Al contrario, senza equipaggio il progettista si potrebbe permettere una stabilità molto più alta: un netto vantaggio rispetto ad altre navi di pari dislocamento, utile per affrontare mare grosso.

 

L'assenza di uomini a bordo consentirebbe poi altri vantaggi sulla compartimentazione, che non deve rispettare misure ergonomiche né tantomeno deve prevedere porte a chiusura stagna per i locali sotto al galleggiamento: semplicemente, non si fanno aperture.

Se la nave è stata pensata bene, io mi aspetterei una serie di moduli stagni, interconnessi quel tanto che basta per farci passare cavi e condotte varie, ma per il resto chiusi e senza passaggi di comunicazione, che nelle navi convenzionali restano aperti per buona parte del tempo.

Anche il ricambio dell'aria e le relative condotte potrebbero essere limitate al minimo, lasciando come uniche vere aperture (probabilmente) le prese d'aria e gli scarichi dei motori

 

Quindi, qualche vantaggio sembra avercelo, anche se il suo limitato dislocamento resta un punto critico.

Poi però vedo anche uno svantaggio: in caso di necessità eventuali uomini a bordo potrebbero effettuare riparazioni ed operare un efficace controllo danni, se necessario. Un sistema automatico sicuramente molto meno.

 

Bilancio finale: forse ha qualche punto a favore, ma restano le perplessità in caso di mare grosso.

E' però vero che, se limitano molto i costi ed i sistemi installati, magari la potrebbero considerare quasi "spendibile", senza curarsi troppo delle condizioni che potrebbero metterla in pericolo.

 

____________

 

p.s. Dir, se invece tu con affidabilità intendevi soltanto la di rimanere operativa con i sensori anche in condizioni di mare piuttosto severe, temo che le limitate dimensioni della nave non la rendano una piattaforma sufficientemente affidabile.

Ci vorrebbe qualcosa di più grosso dimensionalmente (e a questo punto, grosso per grosso, perché non metterci anche un drone a decollo verticale? Drone su drone: è perfetto, no? )

 

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Hai centrato perfettamente le mie apprensioni, sia con il primo che con il secondo punto.

Una nave dura è anche una nave fragile, sia per le strutture sia per gli apparati che sono all'interno.

 

Però hai ragione quando dici che diventa "spendibile" in quanto relativamente poco costosa, specie in termini di vite umane.

 

Un appunto al drone su drone: ci sono gia idee del genere, l'ho visto su sistemi subacquei. se trovo l'immagine la posto

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Dir, io a questa imbarcazione darei 200 tonnellate, non credo di più.

Certo non è un dislocamento "oceanico", e rappresenta la principale limitazione del natante.

 

Vorrei però notare anche i vantaggi che la configurazione unmanned potrebbe dare.

Innanzitutto, noto che possiede gli stabilizzatori e probabilmente lo scafo ha un'altezza metacentrica esagerata. Secondo me è una nave estremamente "dura" al rollio, come non se ne potrebbero fare con equipaggio a bordo, perché le condizioni dell'eventuale equipaggio sarebbero proibitive e il mal di mare assicurato (Varo5 docet)

Al contrario, senza equipaggio il progettista si potrebbe permettere una stabilità molto più alta: un netto vantaggio rispetto ad altre navi di pari dislocamento, utile per affrontare mare grosso.

 

L'assenza di uomini a bordo consentirebbe poi altri vantaggi sulla compartimentazione, che non deve rispettare misure ergonomiche né tantomeno deve prevedere porte a chiusura stagna per i locali sotto al galleggiamento: semplicemente, non si fanno aperture.

Se la nave è stata pensata bene, io mi aspetterei una serie di moduli stagni, interconnessi quel tanto che basta per farci passare cavi e condotte varie, ma per il resto chiusi e senza passaggi di comunicazione, che nelle navi convenzionali restano aperti per buona parte del tempo.

Anche il ricambio dell'aria e le relative condotte potrebbero essere limitate al minimo, lasciando come uniche vere aperture (probabilmente) le prese d'aria e gli scarichi dei motori

 

Quindi, qualche vantaggio sembra avercelo, anche se il suo limitato dislocamento resta un punto critico.

Poi però vedo anche uno svantaggio: in caso di necessità eventuali uomini a bordo potrebbero effettuare riparazioni ed operare un efficace controllo danni, se necessario. Un sistema automatico sicuramente molto meno.

 

Bilancio finale: forse ha qualche punto a favore, ma restano le perplessità in caso di mare grosso.

E' però vero che, se limitano molto i costi ed i sistemi installati, magari la potrebbero considerare quasi "spendibile", senza curarsi troppo delle condizioni che potrebbero metterla in pericolo.

 

____________

 

p.s. Dir, se invece tu con affidabilità intendevi soltanto la di rimanere operativa con i sensori anche in condizioni di mare piuttosto severe, temo che le limitate dimensioni della nave non la rendano una piattaforma sufficientemente affidabile.

Ci vorrebbe qualcosa di più grosso dimensionalmente (e a questo punto, grosso per grosso, perché non metterci anche un drone a decollo verticale? Drone su drone: è perfetto, no? )

 

Condivido le osservazioni sui pregi e sui dubbi di questa nuova tipologia di natanti.

 

Dal punto di vista dell'affidabilità, c'è da considerare che il problema dell'assenza di personale umano per gli interventi di manutenzione e riparazione dovrebbe essere ampiamento superato dalla ridondanza e dalla sovrapposizione delle funzionalità sui sistemi vitali dell'imbarcazione, con una tecnologia simile a quella utlizzata per i veicoli spaziali ma senza la limitazione dovuta al peso e al volume dei vari apparati.

Edited by sertore
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Partono oggi i trials della nuova nave americana priva di equipaggio, che dovrebbero durare circa 2 anni all'interno della baia di San Diego: QUI un filmato pubblicato da La Repubblica.

Edited by sertore
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Si è proprio lei... è difficile ricercare le discussioni in un forum cosi completo e ricco.

attualmente è in fase di test...



Un giorno conosceremo le sue specifiche e gli armamenti...
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