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Amleto Sommaruga, l’intervista 4-

 

Continuano le vostre domande e le sue risposte.. ultima puntata.

 

Dopo l’8 settembre cosa è successo?

 

Non lo posso dire… non lo so…

Perché io ad un certo punto, io non ero un volontario, avevo vissuto una parte della mia gioventù in Francia, ed ecco perché qui nel Quebec mi trovo a mio agio perché parlo il francese, mio padre è in Francia, mio fratello fa la guerra contro di me… era nell’esercito francese.. ne ha fatta poco, è stato fatto prigioniero in Germania ed è rimasto tutta la guerra in Germania.. io ad un certo punto, finita, diciamo quell’euforia che ci faceva capire che la vittoria ci sfuggiva dalle mani.. era inutile quello che raccontavano, e tutti a bordo sapevamo, guardi che a bordo del sommergibili di fascisti non c’era nessuno, e se lo era stava zitto.. nel senso che eravamo apolitici, parte il fatto che l’equipaggio non aveva nemmeno il tempo per leggere il giornale, perciò l’8 settembre ad un certo punto io ho pensato che restando ci avrei lasciato la pelle, quando ho visto che due sommergibili erano arrivati e gli altri non venivano più.. e se per caso finivo in Giappone, Dio solo sa come sarebbe finita… così ad un certo punto andai in Svizzera, da li sono riuscito a scappare in Svizzera, conoscendo la lingua francese, e in Svizzera mi son fatto il resto della guerra.. prima sono andato a piantar patate poi dopo, alla fine sono tornato a casa ho fatto la discriminazione e non essendo stato collaboratore con i tedeschi, tutto finì lì… dopo l’8 settembre…, per me la guerra durò ancora 22 mesi, però più pacificamente di tanti “poveri cristi” che erano rimasti dall’altra parte. Sinceramente so di me, ma non so cosa successe ad esempio a chi poverino, andò a prendere i dieci sommergibili a Gotenhafen… con l’8 settembre per me finì tutto.

 

Durante la guerra sottomarina, ho letto, non solo c’era una lotta diretta, arma contro arma, ma anche una lotta basata sull’intelligenza, può illustrarci qualche “brillante” idea adottata dai sommergibilisti italiani?

 

Certo… parliamo dei motori ad esempio. Praticamente si riceve l’ordine dei giri dei motori… e si mettono i motori elettrici a giri sfasati.. 200 giri o 300 giri al secondo a dritta o a sinistra per evitare che il nemico possa captare la posizione esatta… avendo due rumori era sfasato nell’impostare il tiro delle bombe di profondità… poi si buttava fuori da un tubo lanciasiluri delle cassette, degli stracci sporchi di nafta per dare l’impressione di essere stati colpiti…. La guerra è cominciata nel 40 e l’esperienza degli ufficiali, dei comandanti fece scaturire queste idee, e poi normalmente alla fine lo facevano anche gli altri…

 

Lei mi parlava prima del “fattore” gabinetto….

 

Il “fattore” gabinetto è una cosa molto importante… deve sapere che a bordo si andava di corpo più o meno una volta la settimana, perché il mangiare è asciutto, movimento ce n’è poco, l’unico che cammina tanto è l’elettricista, che può andare da prora a poppa senza chiedere permesso, perché ha ragioni di servizio… altrimenti quando si è in immersione, quando uno si sposta deve chiamare la “manovra” e dire “passo a prora a giocare alle carte” per esempio… allora.. il nostromo sa che ne è passato uno.. quando sono due o tre o quattro sulla sua tabellina, blocca il passaggio.. perché deve fare la compensazione del peso.. perché altrimenti il battello o si “impoppa” o si “imprua”, perché 4 persone a 65 chili per persona, sono circa 3 quintali di peso che vanno giù da un lato.. capisce? Allora come dicevo, non ci si muove troppo e c’è la costipazione… così quando hai bisogno di andare al gabinetto è un problema.. non solo per come ti senti ma per la struttura stessa del gabinetto… che è una specie di cassone, aperto in alto, con un water smaltato di ghisa, e sotto c’è un tubo di metallo… e ci sono due pedali… e una leva di fianco, due bombole di aria compressa con i manometri… allora quando lei va al gabinetto, si siede tranquillamente e schiaccia il pedale destro… che apre la valvola, e lei “deposita” nel cassone.. però si tratta poi di mandare l’acqua.. allora a questo punto deve guardare il manometro per sapere a quanti metri siamo immersi… siamo a 40 metri sono 4 chilogrammi, . e lei allora ha bisogno di un potenza di 4,2 o 4, 3 per espellere le feci.. allora lascia andare il pedale di destra e preme sul pedale di sinistra che apre la valvola verso il mare… ma che ancora non è ancora la valvola aperta.. ma è solo una parete del cubo di metallo che si apre.. allora adesso con le bombole manda aria… ha due bombole, una è di riserva, controlla sul manometro che ci sia la pressione di 4,2 o 4,3 cioè il 15% in più, di pressione… manda… e leva subito i piedi dai pedali, se no tutto quello che lei ha fatto torna indietro… tira la leva per aprire il passaggio a mare… ma tutto questo va fatto alla svelta… per cui in quel momento lei non può avere mal di mare, non può raccontar”palle” e se ha sbagliato la manovra… tutto quello che lei ha fatto esce fuori e se la “racatta” lei… tutto questo senza contare l’odore… perché dove fa i suoi depositi, c’è una puzza del diavolo, perché una costipazione di una settimana… e allora sente il coro di tutti quelli che sono a poppa che inveiscono.. “hei mangia le saponette la prossima volta”.. “ma che hai mangiato?” e l’odore non riesce ad andar via..

Questo il “gabinetto”… e lei pensi che alla scuola dei sommergibili a Pola ci insegnavano questo e facevano fare pratica di questo …ed è molto istruttivo.. perché se non capisce il meccanismo, poi si trova nei guai… così quando uno deve andare di corpo ci pensava su.. tre volte.. perché doveva ben ricordarsi la manovra.. dopo diventa per tutti un movimento automatico.. e quando si sta 90, 95 giorni in giro in quella maniera … con 75 persone a bordo, faccia lei il calcolo… poi bottiglie, scatolame, cassettine, tutto viene rotto prima di essere buttato a mare.. tutto frantumato, allora i marinai, peccato perché ho per questo un'altra fotografia che è andata persa… c’è una specie di “buiolo” una caldaia cilindrica in ferro che contiene tutta questa roba rotta…( Nota -penso che foto “rumenta” trovata da Sonar sia proprio una delle foto che Sommaruga sta parlando) viene buttata a mare… tutto deve essere rotto, perché se c’è una bottiglia che galleggia è pericoloso, passa una nave qualunque e può capire del passaggio del sommergibile.. tutto quello che è in scatola, viene tutto fatto a pezzettini, le altre scatole vanno forate.. perché sulle scatole vi erano anche scritte rivelatrici, la ditta, la data di scadenza, e tante altre cose… era una precauzione ingenua, poi arrivò il radar, ma ai primi tempi poteva essere anche utile.. anche questo fa parte della vita di bordo. Il sapere adoperare le cose più semplici di uso quotidiano, con una certa condizione, e non alla “carlona”… la cosa più banale diventa una cosa complicata e importante. Che dire poi della “pisciata” .ma quante volte per evitare di andare al gabinetto e far tutta quella manovra lei piscia dentro la bottiglia del vino vuota, si mette in un angolino, poi ci mette su il turacciolo.. lo infila al momento opportuno nel famoso “buiolo”.. si rompe e finisce con tutte le altre cose.. e l’acqua…quella si spande almeno 2 o 3 volte al giorno.. questo non solo i marinai ma anche il sott’ufficiale e l’ufficiale che si appartano nell’angolino con la bottiglia.

Sigarette? A parte il fatto che in immersione non si fumava,, ma alla fine non avevano nemmeno più il sapore delle sigarette… dopo una settimana le sigarette erano bagnate, con l’umidità che c’è a bordo, dove piove da tutte le parti.. allora le sigarette che sono nell’armadietto sono ammuffite .. così tornavano a terra con sigarette che ci abbondavano e che nessuno voleva… provi a fumare una sigaretta ammuffita.. doppiamente pericolosa per la salute, così tutte le cose le più semplici diventavano complicate… ma sembrano complicate adesso perché le valutiamo con gli occhi di oggi, ma prima nemmeno ci si pensava… era tutto normale!

 

 

Qui finisce l’intervista con il Sergente Elettricista Amleto Sommaruga, e da quello che con tanta precisione, schiettezza e semplicità ci ha raccontato, non sulla guerra ardita sotto i mari, di quella vedremo il Diario, ma solo delle normali e naturali attività quotidiane ci rendiamo conto, di cosa questi nostri “eroi” hanno dovuto affrontare… il nostro rispetto non può essere che immenso, più immenso del mare più profondo….

 

Grazie “marinaio” Sommaruga.. grazie marinai d’Italia… per quello che avete sofferto e realizzato per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti… e se a volte, e troppo spesso, la Patria dimentica… non dimentichiamocene noi!

 

(fine)

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La foto alla quale penso si riferisca il Sergente Amleto Sommaruga nell'intervista, o almeno ad una di quelle foto... che Sonar ci aveva già trasmesso in altri post...

Posted

Che ne pensi Marco.. potrebbe essere il soggetto di una nuiova edizione di Vedetta Atlantica..?

 

i ringraziamenti non vanno a me... vanno a tutti cloro che Sommaruga, con ntanto coraggio e tanta umiltà hanno dato così tanto per noi...

 

fly37

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Grazie Fly !!!!!!!!

 

:s15: :s15: :s15: :s15: :s15:

 

Keltos

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non le trovo, Fly. non riesco ad esprimere quello che provo leggendo queste righe.

se penso che porto sul petto il delfino come Lui, prima mi sento orgoglioso e poi mi vergogno e vorrei buttarlo via per non sentimi degno.

 

Vorrei che potessi esprimere al caro elettricista un affetto ed una stima incommensurabili, solo per quelle parole che lo rendono un semplice marinaio che col cuore sereno e senza i ringraziamenti di nessuno ha dato tanto ad una Patria che lo ha bistrattato...

 

Ed un grazie di cuore a Te Fly...

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Grazie per le vostre espressioni... in questi giorni Sommaruga si trova fuori casa, ma ci siamo già accordati per un nuovo incontro... e con la sua memoria così lucida e precisa, al mio rientro dall'Italia chissà quante belle cose ancora ci racconterà... sarei stato ore ad ascoltarlo... sapete che all'inizio di tutta questa serie parlavo del mio metodo come giornalista per annullare quel certo senso di preoccupazione che si ha davanti ad un personaggio, e che io mi dicevo... "immaginalo al cesso.. è uguale a te...!" ma con Sommaruga, questo marinaio nato a Milano nemmeno al cesso siamo uguali... avete letto cosa voleva dire andare al gabinetto... e anche al gabinetto lui era un grande eroe... cercherò di trascrivere un pezzo di diario prima di partire, ma sono contento di aver trascittto tutta l'intervista.... ne valeva la pena.... e ho scritto "fine"... ma questa meraviglioso incontro, non è finito ui... continua di certo... mi piacerebbe farvi partecipare in diretta, non ho idea... forse una conferenza su cam... ma non ne ho i mezzi... pensiamoci....

 

 

fly37

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Ad Amleto vorrei potergli dire come facevo da ragazzo con mio padre......" .....e dai continua ancora.......non fermarti proprio ora...........dimmi di quella volta........"

 

non vi nascondo l'emozione........Fly ti sono riconoscente

:s15:

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Grazie Fly per quello che sei riuscito a fare, e ringrazia ancora il Sig. Amleto per quello che ha fatto e fa.

 

Per l'Onore e per l'Italia.

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Grazie infinite Sommaruga, un vero Italico eroe....niente scenografie, niente storie di eroi invincibili....lui è l?EROE vero!!!!

 

Grazie Fly ci hai fatto un regalo immenso!

 

 

Ho una domanda per Totiano: Ma come funziona ora il bagno sui som? è normalissimo?

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Bella idea Nerone... solo che i nostri sistemi video sono divrsi ai vostri e poi si dovrebbe fare una covrsione dal sistema americano al vostro.... ma tutto è possibile... e lo vorrei proprio per voi... anche se di presenza, com puoi immaginare è tutta un altra cosa...

 

ringrazio ancora per il vostro entusiasmo, cercherò di trasmetterlo al caro Sommaruga, prima della mia partenza per l'Italia.... ma ripeto la glori v a chi non ha avuto gloria... non a me semplice ambasciatore , questa volta, di cose belle, emozionanti, e materia di riflessione.

 

fly37

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