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Naufragio Costa Concordia 13.01.2012


pugio

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C'è una domanda semplice che mi assilla da tutto il giorno. Se qualcuno riuscisse a chiarirmi le idee ne sarei felice ... come sapete non amo la categoria del giornalisti, quindi metto sempre in dubbio tutto quello che ci vogliono far credere.

Come è possibile che una telefonata, se è tutta vera, così "importante" per le indagini venga buttata in bocca ai lupi affamati di scoop? Non c'è tutto sotto sequestro? Ma il comandante "telefona" con la capitaneria di porto? Non esiste una trasmissione via radio? Il primo che l'ha resa pubblica si sa chi è stato? C'è la certezza che sia autorizzata e vera in tutto e per tutto?

Concordo pienamente! Mi rivolgo ai giornalisti: lasciate lavorare chi è competente e non continuate a sparare notizie assurde o molto pompose ... il colpevole l'avete (voi giornalisti) trovato, l'eroe l'avete presentato, le cause e le indagini non vi interessano, i giornali li avete venduti, le tv le avete occupate solo con questa unica notizia (chissà quale altra notizia fondamentale per le nostre tasche e la nostra vita ci state invece nascondendo) ... ora basta! Lasciate in pace chi è deceduto, lasciate lavorare in pace chi si occupa dei soccorsi e delle ricerche.

 

 

Roberta, guarda solo il numero di post pubblicati per questo topic e confrontalo con gli altri, per avere la misura dell'interesse che questa sciagura ha suscitato. In questo caso, poi, non puoi accusare la stampa di aver cercato il mostro a tutti i costi. Si è fatto avanti da solo, il mostro. E' evidente che la magistratura ha autorizzato la diffusione della telefonata perché su di essa si basava una metà degli elementi accusatori (l'abbandono nave). Ed anzi, giustamente si sono cercati elementi compensativi (il commissario capo coraggioso, gli abitanti del Giglio che si sono prodigati) per non dipingere un quadro solo apocalittico quale la figura del comandante (che era in tutto e per tutto l'esatto contrario di quello che dovrebbe essere un comandante, responsabile di 4.000 vite umane) avrebbe autorizzato a tratteggiare. Guarda che anche le news straniere (penso per tutti alla CNN) da giorni pubblicano ormai servizi su servizi sulla sciagura. E' inutile chiedere il silenzio stampa su una materia come questa. Come ho scritto all'inizio in uno sfogo di malumore, nessuna ricerca di oscuri retroscena, di altri colpevoli è possibile, temo. L'incredulità iniziale deve cedere il passo a una conclusione sconfortante.

Edited by de domenico
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Il sig. Schettino... resosi conto dell'enorme "ca....ta" che aveva combinato... come sappiamo non diede subito l'ordine di abbandonare la nave... passò circa un'ora..

 

mmmh! a stò punto, credo, che abbia parlato con i suoi sottoposti per trovare una maniera di pararsi il "c..o"... ma madre natura ci ha messo lo zampino....

 

Certo che fare il "figo" con la vita di 4000 anime..... :s05: :s05: :s05:

 

Costa... Costa... stavolta ci costa davvero!!!!!!!!!!!!!

 

 

scusate il sarcasmo decisamente fuori luogo!

 

ciaooo

Edited by drakkar
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Roberta, guarda solo il numero di post pubblicati per questo topic e confrontalo con gli altri, per avere la misura dell'interesse che questa sciagura ha suscitato. In questo caso, poi, non puoi accusare la stampa di aver cercato il mostro a tutti i costi.

 

Mi spiego meglio. :s02:

Fin dal primo giorno il problema non è stato capire cosa era successo (e di conseguenza trovare il responsabile ... che poi comunque su una nave il primo responsabile è sempre il comandante), ma "di chi è la colpa", "chi è stato", e cose simili. Mi è sempre sembrata una ricerca del colpevole, ma non del "capire" per imparare e correggere gli errori e/o migliorarsi.

 

Riguardo alle notizie sparate mi riferisco a qualcuna di quelle che ho letto questa mattina, o sentito in tv in questi giorni, nei pochissimi notiziari che ho voluto guardare. Ad esempio: la nave è stata portata vicino all’isola dal mare (e sappiamo benissimo che un elefante simile non viene spostato di certo da un mare come l’olio e da un meteo fantastico); voleva di certo salutare, è scritto in Facebook (solo perché una persona ha scritto: questa sera passerà Costa Concordia, c’è a bordo (un parente, non mi ricordo se era il fratello), quindi al passaggio lo saluterò) … anch’io con la nave da crociera, in ben due occasioni, ho salutato il nostro comandante Odisseo al passaggio nello stretto, ma non è che questo voleva dire che la nave ha effettuato un passaggio "radente" e suonando; ieri sera in tv un ammiraglio della Capitaneria ha detto: i sommozzatori hanno sospeso le ricerche e riprenderanno domani mattina. Intanto sono a bordo i vigili del fuoco. I sommozzatori non hanno la visibilità necessaria di notte, mentre i pompieri possono procedere. La notizia riferita dal quotidiano, questa mattina, è stata: i sommozzatori hanno sospeso le ricerche. (punto!).

Per questo tipo di notizie mi incavolo. O dicono le cose correttamente o che facciano a meno di fare tanto baccano. :s41:

 

Ieri e anche questa sera ha fatto un intervento il ministro dell’ambiente (mi pare fosse lui). Ha ribadito entrambe le volte che attualmente non c’è pericolo di danno ambientale e che comunque c’è chi controlla il tutto.

Non faccio altro che sentire allarmismi per il POSSIBILE disastro ambientale.

Io dico, se non c’è ancora il problema e se comunque c’è una ditta (non ricordo il nome) che è addetta a questo controllo (l’ha detto la ditta che è lì, non è una pseudo notizia), se ci sono i tecnici pronti per svuotare i serbatoi, vuol dire che non si sta sottovalutando il problema che ancora non si è presentato (e che spero non si presenterà).

In questi casi non vedo la necessità di fare titoloni, di spaventare la gente per cose non ancora successe. :s10:

 

 

 

 

Cambiando discorso, ma restando in tema della discussione, aggiungo una cosa che ho sempre pensato dall'inizio. Di certo è solo una mia pura immaginazione, ma che fino a poco fa mi aveva fatto sospettare di un guasto tecnico prima dell'impatto sullo scoglio.

Pochi anni fa, appena tornata da una crociera, una persona che conosco mi aveva chiesto se "anche quando ero a bordo io avevamo avuto problemi". Non avevamo avuto problemi, ma mi sono fatta spiegare cosa non mi aveva detto prima di imbarcarmi. :s07: Praticamente a lei, qualche settimana prima, a bordo della stessa nave, era successo più o meno questo: un botto, mancanza della luce elettrica per pochi secondi, seguita da una inclinazione della nave. Praticamente si era bloccato il timone ed avevano fatto circa mezzo giro su se stessi. Impressionante!

 

Dalle prime notizie di questo recente incidente ho pensato subito a queste sue parole. Non era la stessa nave, però sembrava che la dinamica fosse la stessa. Poi con il passare dei giorni non ho sentito descrivere un secondo forte rumore (che poteva eventualmente essere quello dell'urto con lo scoglio).

Il mio primo pensiero perciò è sempre stato affiancato da un piccolo dubbio di un qualche guasto precedente, non dico identico a quello descritto sopra ma di qualche altro genere, che io ovviamente non sono in grado di ipotizzare, che non avesse poi potuto impedire l'impatto che c'è stato.

Considerando che le navi sono costruite da Fincantieri, il fatto che da un po' questa rinomata società ha già criticità di suo ... sarebbe anche normale che si aspetti a dare una qualsiasi versione dei fatti. E' giusto e normale non azzardare ipotesi finchè tutte le inchieste non sono chiuse. Colpevolizzare qualcuno prima di aver fatto tutti i rilievi, i sopralluoghi, ecc. è inutile. Anche per questo non vedevo l'urgenza di trovare un colpevole, ma di capire prima cosa era successo, tutto il resto sarebbe venuto poi di conseguenza.

Non riesco comunque ancora a spiegarmi come può un marinaio, un ufficiale, un comandante, uno con tanto di elefante sotto i piedi e 4.000 persone a bordo, come può risultare quello che sembra! Non ci credo ancora e voglio ancora dare tempo alle varie inchieste.

Allo stesso tempo non mi spiego nemmeno come una telefonata simile, facente parte certamente dell'inchiesta, possa essere resa pubblica. :s14:

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E' un atteggiamenti certamente corretto ma ormai la mole di dati (rotta, posizione, etc etc) e' tale che trarre delle conclusioni (perlomeno da parte di chi ha esperienza ed io non sono tra questi) viene un po' automatico. Sul perché e percome la telefonata sia stata divulgata non saprei ma dovrebbe essere d'esempio per gli altri. MAI COMPIERE LEGGEREZZE CON LE ALTRUI VITE (faccio notare che il fatto che la Costa passasse vicinissimo al Giglio non si basa solo sul sentito dire ma su video girati anche questa estate) sul perché infine si sia trattato di una telefonata e non di comunicazioni radio credo sia dovuto proprio al fatto che Schettino non era a bordo e probabilmente non aveva con s'è una ricetrasmittente ma un cellulare

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Aggiungo che cambierei il titolo del post... e' stato dato con le prime notizie quando tutto sembrava meno grave. Ora direi che si possa parlare di naufragio della Costa Concordia... Purtroppo... Un pensiero a tutte le vittime ed i dispersi di questa tragedia ed a tutti coloro che hanno fatto si che fossero così (relativamente) pochi

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Aggiungo che cambierei il titolo del post.... Ora direi che si possa parlare di naufragio della Costa Concordia...

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:s06: Temo di dover aderire! Anche l'A.D. di COSTACROCIERE Dr. Pierluigi FOSCHI, al Giglio per meglio seguire le operazioni, ha parlato di "morte di una grande nave..."

Edited by Alfabravo 59
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Non riesco comunque ancora a spiegarmi come può un marinaio, un ufficiale, un comandante, uno con tanto di elefante sotto i piedi e 4.000 persone a bordo, come può risultare quello che sembra! Non ci credo ancora e voglio ancora dare tempo alle varie inchieste.

 

E' una posizione che ti fa onore.

Che qualcuno si sieda dalla parte di chi ha più o meno visibilmente torto, dà fastidio a molti. Nel caso che ci occupa ancora di più, perché riteniamo di avere un'idea sufficientemente precisa di quali siano le regole di comportamento da adottare, e perché sembrano esserci evidenze del contrario.

Ma credo che tutto questo non conti, e che il tuo modo di ragionare sia nobile.

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Mi spiego meglio. :s02:

Fin dal primo giorno il problema non è stato capire cosa era successo (e di conseguenza trovare il responsabile ... che poi comunque su una nave il primo responsabile è sempre il comandante), ma "di chi è la colpa", "chi è stato", e cose simili. Mi è sempre sembrata una ricerca del colpevole, ma non del "capire" per imparare e correggere gli errori e/o migliorarsi.

 

Riguardo alle notizie sparate mi riferisco a qualcuna di quelle che ho letto questa mattina, o sentito in tv in questi giorni, nei pochissimi notiziari che ho voluto guardare. Ad esempio: la nave è stata portata vicino all’isola dal mare (e sappiamo benissimo che un elefante simile non viene spostato di certo da un mare come l’olio e da un meteo fantastico); voleva di certo salutare, è scritto in Facebook (solo perché una persona ha scritto: questa sera passerà Costa Concordia, c’è a bordo (un parente, non mi ricordo se era il fratello), quindi al passaggio lo saluterò) … anch’io con la nave da crociera, in ben due occasioni, ho salutato il nostro comandante Odisseo al passaggio nello stretto, ma non è che questo voleva dire che la nave ha effettuato un passaggio "radente" e suonando; ieri sera in tv un ammiraglio della Capitaneria ha detto: i sommozzatori hanno sospeso le ricerche e riprenderanno domani mattina. Intanto sono a bordo i vigili del fuoco. I sommozzatori non hanno la visibilità necessaria di notte, mentre i pompieri possono procedere. La notizia riferita dal quotidiano, questa mattina, è stata: i sommozzatori hanno sospeso le ricerche. (punto!).

Per questo tipo di notizie mi incavolo. O dicono le cose correttamente o che facciano a meno di fare tanto baccano. :s41:

 

Ieri e anche questa sera ha fatto un intervento il ministro dell’ambiente (mi pare fosse lui). Ha ribadito entrambe le volte che attualmente non c’è pericolo di danno ambientale e che comunque c’è chi controlla il tutto.

Non faccio altro che sentire allarmismi per il POSSIBILE disastro ambientale.

Io dico, se non c’è ancora il problema e se comunque c’è una ditta (non ricordo il nome) che è addetta a questo controllo (l’ha detto la ditta che è lì, non è una pseudo notizia), se ci sono i tecnici pronti per svuotare i serbatoi, vuol dire che non si sta sottovalutando il problema che ancora non si è presentato (e che spero non si presenterà).

In questi casi non vedo la necessità di fare titoloni, di spaventare la gente per cose non ancora successe. :s10:

 

 

 

 

Cambiando discorso, ma restando in tema della discussione, aggiungo una cosa che ho sempre pensato dall'inizio. Di certo è solo una mia pura immaginazione, ma che fino a poco fa mi aveva fatto sospettare di un guasto tecnico prima dell'impatto sullo scoglio.

Pochi anni fa, appena tornata da una crociera, una persona che conosco mi aveva chiesto se "anche quando ero a bordo io avevamo avuto problemi". Non avevamo avuto problemi, ma mi sono fatta spiegare cosa non mi aveva detto prima di imbarcarmi. :s07: Praticamente a lei, qualche settimana prima, a bordo della stessa nave, era successo più o meno questo: un botto, mancanza della luce elettrica per pochi secondi, seguita da una inclinazione della nave. Praticamente si era bloccato il timone ed avevano fatto circa mezzo giro su se stessi. Impressionante!

 

Dalle prime notizie di questo recente incidente ho pensato subito a queste sue parole. Non era la stessa nave, però sembrava che la dinamica fosse la stessa. Poi con il passare dei giorni non ho sentito descrivere un secondo forte rumore (che poteva eventualmente essere quello dell'urto con lo scoglio).

Il mio primo pensiero perciò è sempre stato affiancato da un piccolo dubbio di un qualche guasto precedente, non dico identico a quello descritto sopra ma di qualche altro genere, che io ovviamente non sono in grado di ipotizzare, che non avesse poi potuto impedire l'impatto che c'è stato.

Considerando che le navi sono costruite da Fincantieri, il fatto che da un po' questa rinomata società ha già criticità di suo ... sarebbe anche normale che si aspetti a dare una qualsiasi versione dei fatti. E' giusto e normale non azzardare ipotesi finchè tutte le inchieste non sono chiuse. Colpevolizzare qualcuno prima di aver fatto tutti i rilievi, i sopralluoghi, ecc. è inutile. Anche per questo non vedevo l'urgenza di trovare un colpevole, ma di capire prima cosa era successo, tutto il resto sarebbe venuto poi di conseguenza.

Non riesco comunque ancora a spiegarmi come può un marinaio, un ufficiale, un comandante, uno con tanto di elefante sotto i piedi e 4.000 persone a bordo, come può risultare quello che sembra! Non ci credo ancora e voglio ancora dare tempo alle varie inchieste.

Allo stesso tempo non mi spiego nemmeno come una telefonata simile, facente parte certamente dell'inchiesta, possa essere resa pubblica. :s14:

 

 

Prova un istante a considerare il danno fatto non solo alla Costa Crociere, alla Fincantieri, ma all'immagine internazionale del paese, a tutti noi, da un solo cretino. Altro che "popolo di eroi, di santi, di internavigatori..". Nessuna nave è mai foolproof (a prova di cretino, in italiano). Ci sono tredici morti tedeschi tra le vittime, due americani, due francesi: proprio quello che ci voleva per l'Italia in questo momento. Poi ci sorprendiamo dell'opinione che i tedeschi hanno di noi...A fronte di tutto questo, i riguardi per la privacy e l'immagine di un solo figuro dalla bugia facile passano in second'ordine, temo.

Dopo di che, hai ragione su un punto: l'ondata iperambientalista, le navi da crociera e il canale della Giudecca, il ministro "tecnico" per l'ambiente alla disperata ricerca di facile popolarità (ma solo lui, come osserverai) fanno parte del lato deteriore di un certo costume nazionale: dietro l'angolo ci sono sempre i no-TAV di turno, che sono i cocchini della società mediatica un po' in tutti i paesi occidentali. Ma tutto questo non copre in alcun modo né attenua il giudizio sul figuro. Anzi, forse è meglio che l'opinione internazionale veda che il principale responsabile viene punito con tempestività.

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E' una posizione che ti fa onore.

Che qualcuno si sieda dalla parte di chi ha più o meno visibilmente torto, dà fastidio a molti. Nel caso che ci occupa ancora di più, perché riteniamo di avere un'idea sufficientemente precisa di quali siano le regole di comportamento da adottare, e perché sembrano esserci evidenze del contrario.

Ma credo che tutto questo non conti, e che il tuo modo di ragionare sia nobile.

 

Marat.. Roberta....

 

Prova a girare la domanda ai parenti delle vittime.....

 

Difendere qualcuno fino a prova contraria è un diritto sacrosanto, Resta comunque il fatto che il "pirla" ha messo in cattiva luce anche altri comandanti (anche della Costa), che non centrano nulla... per non parlare dell'immagine..

 

Certo che, se è vero che "derapare" vicino all'isola del Giglio era una consuetudine.... allora questa è una strage annunciata....

 

il resto vien da se'....

 

ciaooo

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Con tutta la comprensione possibile per un uomo che in quegli istanti ha visto crollare tutto quel per cui ha mai sgobbato..... ma da un Comandante mi sarei aspettato il sangue freddo necessario a prendersi le proprie responsabilita'.

 

Roberta, tu parli di possibile guasto tecnico, sempre possibile pur con la ridondanza di sistemi che una nave del genere SICURAMENTE ha, ebbene se tu sei consapevole di questa, sia pur remota possibilita' non doveva esserne SICURAMENTE ancor piu' consapevole l'uomo "un gradino al di sotto di Dio quando e' sul ponte di comando"? E in quest'ottica non avrebbe egli dovuto evitare un passaggio in un braccio di mare che, per quella nave e' quasi un guanto? Non doveva egli sapere che, in caso di avaria ai sistemi di governo la possibilita' di finire sul Giglio, su Giannutri, sull'Argentario sarebbero state non troppo remote? Eppure quest'uomo si avvicina talmente tanto da azzerare ogni possibilita' di reazione nella pur remota ipotesi di guasto. Una cosa, per quanto ridotte siano le probabilita' che essa si verifichi, se non e'contraria alle leggi fisiche e' sempre possibile, purtroppo stavolta quella probabilita' e' stata estratta.

 

Schettino non doveva fare quella manovra proprio per le enormi responsabilita' che porta sulle spalle e gli anni (decine) necessari per arrivare lassu' in ponte di comando. E' quello che, per uno che porta il mare dentro come me, stride in maniera quasi incontenibile. Quest'uomo ha sbagliato fidandosi troppo delle sue capacita', probabilmente per il fatto che quelle citta' galleggianti si pilotano con un joystick e danno la sensazione che nulla possa scalfirle... Purtroppo il mare ha le sue leggi e la fisica anche e le fanno valere senza attenuanti. Il disprezzo e lo sdegno sono talmente grandi da essere addirittura increduli: POSSIBILE CHE UNO CHE HA RAGGIUNTO UN TALE POSTO, CHE AVEVA NELLE MANI TANTE VITE, CHE RAPPRESENTA UNA TRADIZIONE DI ONORE MILLENARIA SI COMPORTI DA BAMBINO PESCATO CON LE MANI NELLA MARMELLATA?

 

L'errore, per quanto enorme purtroppo e' umano, la codardia NON E' da Comandante.

 

Mi ha fatto davvero male sentire un comandante biascicare scuse come "Ma qua e' buio" e credo sia percepibile l'iniziale incredulita' dell'ufficiale dalla Capitaneria quando si rende conto che colui che era responsabile della nave era a terra quando migliaia di persone erano ancora da salvare.

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...ho appena sentito alla radio l'ultima castroneria:

 

l'avvocato di schettino ha così difeso il suo assistito: "non è potuto risalire a bordo perchè la nave era già inclinata di 90°"

 

..peggio dei giornalisti.....

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Quel nostro amico sommozzottarore VVF (citato in qualche mio post fa), che ha passato le prime due notti (questo lo dico a beneficio di Roberta allorchè rilevava giustamente la disinformazione diffusa dai media circa improbabili, appunto, sospensioni delle ricerche) sempre a bagno, su e giù dai gommoni, dalle pilotine e dentro e fuori la nave stessa, contribuendo a trovare superstiti e, purtroppo inevitabilmente, vittime, e crollando poi dal sonno su una catasta di giubbotti di salvataggio abbandonati dai naufraghi una volta sceso a terra per il breve, brevissimo turno di riposo (soprattutto per cambiare muta e riprendersi dall'ipotermia) fra un'immersione e l'altra,

ebbene quell'amico, mentre mi raccontava ciò che ha visto con i suoi occhi, ha fatto una umana considerazione cui non avevo pensato: "speriamo che quello (il comandante) non abbia figli"... ha ragione: l'infamia e il disonore sopravvivono ai padri e diventa insopportabile per l'incolpevole discendenza.

Anch'io, umanamente, mi auguro che Schettino non abbia figli.

Edited by Bob Napp
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...

Allo stesso tempo non mi spiego nemmeno come una telefonata simile, facente parte certamente dell'inchiesta, possa essere resa pubblica. :s14:

Concordo in pieno: l'inchiesta è in corso, le responsabilità sono in corso di accertamento, dati e prove sono ancora in fase istruttoria, ma il clima è quello della caccia alle streghe e lo scempio di coloro che sono coinvolti nella vicenda si sta ormai consumando.

 

Ora, con quale obiettività sarà possibile valutare le testimonianze del comandante e dei suoi ufficiali quando tutta l'opinione pubblica è stata già schierata sul fronte giustizialista del capro espiatorio di turno?

 

Quali i sentimenti dei famigliari delle vittime che, già colpiti da una tragedia, vedono la morte dei loro cari attribuita alla presunta follia di una notte di mezzo inverno?

 

Non voglio essere garantista, ma il clima non mi piace, come non mi piace che ancora una volta la tragedia diventi preda, oltre che dei media sensazionalisti, anche di quei politici che sanno ben cavalcare il sentimento della gente e sono pronti a strumentalizzare qualsiasi cosa per i loro interessi.

 

Lungi da me lanciarmi in sermoni o comizi politici contro l'uno o l'altro, insisto solo sulla decenza e la necessità del silenzio durante le indagini, a salvaguardia della loro lucidità e in rispetto di coloro che stanno ancora vivendo il triste evento.

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Concordo in pieno: l'inchiesta è in corso, le responsabilità sono in corso di accertamento, dati e prove sono ancora in fase istruttoria, ma il clima è quello della caccia alle streghe e lo scempio di coloro che sono coinvolti nella vicenda si sta ormai consumando.

 

Ora, con quale obiettività sarà possibile valutare le testimonianze del comandante e dei suoi ufficiali quando tutta l'opinione pubblica è stata già schierata sul fronte giustizialista del capro espiatorio di turno?

Concordo sul primo punto, è anche il motivo per cui quando ho postato il link della prima telefonata ho scritto che non mi piace l'idea di pubblicare certi contenuti; è vero anche che erano ovunque, quindi non avrebbe fatto differenza.

 

Riguardo al secondo, non vedo come il caso mediatico attorno alla vicenda possa influenzare la Giustizia: siamo spesso messi di fronti a situazioni in cui le informazioni che riceviamo dai Media su un crimine ci fanno votare in massa per assoluzione/colpevolezza, però poi ci vediamo ribaltare i verdetti dai giudici. Questo avviene nel bene e nel male e ci fa capire che comunque dietro ai veri verdetti non c'è la valutazione dell'opinione pubblica. O almeno così dovrebbe essere.

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Guest giovannibandenere

Il Comandante sarà anche colpevole di tutto, questo lo stabilirà il Tribunale e nessun altri e trovo brutta certa disinvolta pubblica informazione.

Se dichiarato colpevole, sia condannato al massimo della pena; ma fino a quel momento, no.

Non mi piacciono i linciaggi e i processi a furor di popolo e credevo che la gogna fosse stata abolita da tempo; mi riferisco a certa disinvolta informazione.

E poi dicono del Medioevo ...

Giovanni.

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..Salve comandanti.

Leggendo i vari post ,leggendo di questa sciagura ed i commenti ad essa legati ,vedendo immagini e ascoltando telefonate che fanno rizzare i capelli

comprendo che un episodio come questo ,in questo momento ( ma sarebbe poi lo stesso a prescindere) fa pensare a tutti i dipendenti della Costa,

che rischiano sicuro di avere l'avvenire lavorativo compromesso.

Un loro collega,nel delirio ,nell'incoscenza e sotto shoc, ha diffamato in maniera esponenziale tutti i colleghi che lavorano in questo settore e non solo

alla Costa Crociere.

Si sa il populismo fa' sempre di erba fascio e soprattutto questa volta trovera' terreno piu' che fertile.

L'immagine del nostro paese,gia' ampiamente compromessa da troppi comandanti ( di una nave ben piu' grande e fragile della Concordia..)

come questo, fa riflettere su rotte di collisione ben piu' pericolose di quella dell'isola del Giglio.

Tristemente, raccolgo il pensiero per le vittime trovate e per quelle disperse, con l'amarezza e quel senso di vergogna profonda che mi assale

riconoscendo in essa l'impotenza innanzi al destino di quest'episodio e del futuro che ci attende...

 

Davide

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C'è una domanda semplice che mi assilla da tutto il giorno. Se qualcuno riuscisse a chiarirmi le idee ne sarei felice ... come sapete non amo la categoria del giornalisti, quindi metto sempre in dubbio tutto quello che ci vogliono far credere.

Come è possibile che una telefonata, se è tutta vera, così "importante" per le indagini venga buttata in bocca ai lupi affamati di scoop? Non c'è tutto sotto sequestro? Ma il comandante "telefona" con la capitaneria di porto? Non esiste una trasmissione via radio? Il primo che l'ha resa pubblica si sa chi è stato? C'è la certezza che sia autorizzata e vera in tutto e per tutto?

 

 

 

 

 

Concordo pienamente! Mi rivolgo ai giornalisti: lasciate lavorare chi è competente e non continuate a sparare notizie assurde o molto pompose ... il colpevole l'avete (voi giornalisti) trovato, l'eroe l'avete presentato, le cause e le indagini non vi interessano, i giornali li avete venduti, le tv le avete occupate solo con questa unica notizia (chissà quale altra notizia fondamentale per le nostre tasche e la nostra vita ci state invece nascondendo) ... ora basta! Lasciate in pace chi è deceduto, lasciate lavorare in pace chi si occupa dei soccorsi e delle ricerche.

 

 

Ma si può sapere qual è il curricula di Schettino? E' un ex militare?

Quoto in pieno Ammiraglia88

 

@Torquemada84.... ma quale militare??? Fra l'altro viene da un nautico illustre... Pare!

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Matteo,

riporto un intervento comparso ieri sera sul sito AIDMEN per avere tuoi commenti in proposito.

 

 

 

Dal filmato a raggi infrarossi pubblicato dal Corriere si capisce meglio la sequenza dell'affondamento.

In un primo tempo la nave era leggermente più vicina a riva, sbandata di 90° con la poppa appoggiata al fondo e la prua che galleggiava ancora, con il bulbo fuori dall'acqua.

Poi si è abbattuta completamente, ruotando verso l'esterno e raddrizzandosi fino all'attuale posizione di 75° leggermente più lontana dalla riva

Dall'esame della scatola nera è emerso quanto sospettavo, cioè che dopo l'urto non vi è stata nessuna manovra per arenare la nave.

La nave è rimasta subito senza propulsione per l'allagamento della sala macchine, ha proseguito sull'abbrivio, si è girata perché frenata dai danni sul lato destro ed è finita in costa dall'altro lato del porto.

E' stata una fortuna, al largo sarebbe affondata molto più rapidamente.

Non solo, è stato del tutto casuale che, per la forma delle rocce dove si è appoggiata, si sia ribaltata sulla destra, verso terra e non dall'altro lato, dove tra l'altro si trovava la falla.

In questo caso poteva scivolare a profondità maggiore, con gravi perdite di vite umane.

Data l'inerzia dimostrata da comandante e ufficiali, sospetto anche non sia stato fatto nessun tentativo di controllo danni (chiusura porte stagne, azionamento pompe, ecc.).

Solo l'impianto elettrico si è riattivato in automatico.

Se fossero state fatte queste operazioni, perché finora nessuno ne ha parlato?

Sarebbe interessante interrogare il direttore di macchina, come aveva già detto un altro socio.

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Pazzesco...non so che dire,sembra come se sfuggisse qualcosa alle indagini,la sensazione,leggendo queste cose,è quasi quella che tutti gli ufficiali siano coinvolti,che nessuno abbia almeno tentato di eseguire le procedure che si attuano in un'emergenza di questo tipo.

A parte il comandante...gli altri ufficiali dov'erano mentre succedevano queste cose?

Non riesco proprio a capire....

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Decisamente un brutto vizio.......

 

 

vorrei se possibileche qualcuno mi spiegasse una cosa.....

 

Quando una Compagnia mette un Comandante su una nave da 115000 ton con la vita di 4200 persone nelle mani, la parcella di un psicologo che fa la valutazione della persona potrebbe spenderla, viene fatto ciò? sicuramente questo non è la panacea di tutti i mali, ma se sotto sottoqualcuno ha crisi di infantilismo o di onnipotenza derivanti dall'incarico un psicologo bravo dovrebbe capirlo. Posso capire una Marina Militare non ha forse bisogno di ciò, ma nella mercantile penso sia necessario fare una approfondita valutazione della persona non solo dei meriti sulla carta.

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Matteo,

riporto un intervento comparso ieri sera sul sito AIDMEN per avere tuoi commenti in proposito.

 

Dal filmato a raggi infrarossi pubblicato dal Corriere si capisce meglio la sequenza dell'affondamento.

In un primo tempo la nave era leggermente più vicina a riva, sbandata di 90° con la poppa appoggiata al fondo e la prua che galleggiava ancora, con il bulbo fuori dall'acqua.

Poi si è abbattuta completamente, ruotando verso l'esterno e raddrizzandosi fino all'attuale posizione di 75° leggermente più lontana dalla riva

Dall'esame della scatola nera è emerso quanto sospettavo, cioè che dopo l'urto non vi è stata nessuna manovra per arenare la nave.

La nave è rimasta subito senza propulsione per l'allagamento della sala macchine, ha proseguito sull'abbrivio, si è girata perché frenata dai danni sul lato destro ed è finita in costa dall'altro lato del porto.

E' stata una fortuna, al largo sarebbe affondata molto più rapidamente.

Non solo, è stato del tutto casuale che, per la forma delle rocce dove si è appoggiata, si sia ribaltata sulla destra, verso terra e non dall'altro lato, dove tra l'altro si trovava la falla.

In questo caso poteva scivolare a profondità maggiore, con gravi perdite di vite umane.

Data l'inerzia dimostrata da comandante e ufficiali, sospetto anche non sia stato fatto nessun tentativo di controllo danni (chiusura porte stagne, azionamento pompe, ecc.).

Solo l'impianto elettrico si è riattivato in automatico.

Se fossero state fatte queste operazioni, perché finora nessuno ne ha parlato?

Sarebbe interessante interrogare il direttore di macchina, come aveva già detto un altro socio.

 

Comincio col dire che risulta corretta l’osservazione sul cambiamento di posizione della nave, prima era sbandata di circa 90° (fumaiolo fumante quasi parallelo all’acqua e mezzo bulbo fuori), un poco più appoppata che appruata, in seguito si è spostata in avanti ed è scivolata su una batimetrica più alta, raddrizzandosi fino all’attuale grado di inclinazione, forse a seguito dell’alleggerimento del carico (passeggeri) e per l’escursione di marea.

Anche a me purtroppo risulta, dalle notizie riportate, che il Comandante non abbia messo in pratica alcuna manovra per portare la nave in batimetriche tali da permettere il salvataggio dei passeggeri e da evitare il total loss.

Anche la Costa nel comunicato ufficiale lamenta l’inadempienza del Comandante riguardo le manovre di sicurezza da mettere in moto a seguito di un incidente di quel tipo.

Se questo fosse vero, è un miracolo, un colpo di fortuna che ha probabilmente salvato qualche migliaio di vite, i fondali del Giglio sono impegnativi da un punto di vista subacqueo perché degradano rapidamente (oltre ad avere un’ingannevole trasparenza, ti trovi a -20 che non te ne accorgi), se si fosse fermata anche solo 100m più a largo la tragedia avrebbe potuto avere un risvolto catastrofico.

E’ altamente probabile che siano rimasti senza propulsione poco dopo l’impatto e che abbiano proseguito grazie all’abbrivio, non so se abbiano affettivamente dato fondo all’ancora per fare perno, come si usava ai tempi dei pirati per proporre un nuovo bordo di cannoni carichi, gira una foto subacquea che con un po’ di immaginazione mostra un pezzo di catena, che comunque potrebbe essere lì per mille e un motivo. Potrebbe aver cercato di manovrare con le eliche prodiere, qualora disponibili, vista la bassa velocità.

Non può essersi girata perchè “..frenata sul lato destro..” in quanto gli ostacoli quando ancora la nave procedeva verso nord erano a sinistra; anche se fosse stata frenata dagli ostacoli di sinistra non avrebbe potuto girare visto che era già attaccata alla costa e la nave e lunga quasi 300 metri.

Sembra che la virata che ha invertito la posizione fosse verso sinistra, quindi prima dell’inversione la nave doveva trovarsi a una distanza dalla costa compatibile con il raggio di virata che l’ha portata in quella posizione. La libera circolazione d’acqua, i carichi spostati (la maggior parte dei passeggeri da che lato ha abbandonato la nave?), la forza che spinge a dritta quando si vira a sinistra e la conformazione del fondale hanno probabilmente stabilito il lato su cui si è appoggiata. Come abbiano effettivamente girato non lo so, ci sono svariate opzioni.

Quanto alle operazioni elencate in fondo all’intervento, chi può dirlo?

 

[edit]

 

Una cosa mi sembra non sia stata fatta la notte dell'incidente: alcol e drug test al Comandante.

Edited by Lefa
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Marat.. Roberta....

 

Prova a girare la domanda ai parenti delle vittime.....

 

Esistono due tribunali. Il primo é fatto di mattoni e di codici, esige che ognuno di noi risponda delle proprie azioni e delle proprie omissioni, e non é eludibile, perché la stessa esistenza della società civile lo esige.

Per il tribunale di mattoni Schettino é indifendibile, perché la platealità delle sue responsabilità, salvi tutti i diritti di replica e di difesa, non gli dà scampo.

Ma c'é un secondo tribunale (ce n'é pure un terzo e un quarto, quello della coscienza e quello di Dio, ma -almeno qui- mi interessano assai meno) ed é quello dell'opinione collettiva, che é portata per sua natura a muoversi come il pubblico delle tribune che fa la ola. Questo secondo tribunale é assai più duro del primo, e quasi mai ammette difese.

Per questo secondo tribunale Schettino é l'infame e De Falco l'eroe. E non tiene nel debito conto che ognuno di noi, nella sequela dei giorni di cui é fatta l'esistenza di ciascuno, é mediamente più vicino a Schettino che a De Falco; che di solito costella la propria vita di errori di calcolo, di approssimazioni, di leggerezze, che per pura statistica non hanno nessuna conseguenza (sulle strade decine di uomini e donne ogni giorno muoiono per gesti di superficialità e di noncuranza, e non sono meno morti di quelli del Giglio, sebbene non abbiano nemmeno il privilegio della cronaca); e che, quando la statistica si rivolta contro, e la superficialità apparentemente innocente presenta il suo insostenibile conto, di rado reagisce responsabilmente e assai più spesso si lascia schiacciare dallo sconforto.

Credo che il modo di prendere posizione di Roberta sia nobile non perché chiede assoluzioni o sconti di pena, ma perché non dimentica la pietà. Che non va mai ripartita a norma di codice.

C'è tuttavia una cosa che mi rimane da dire sul tribunale di mattoni, e non certo al fine di cercare attenuanti per Schettino, ma proprio perché il tribunale di mattoni é obbligatorio che funzioni come un orologio e che non faccia nessun ricorso alla pietà, o -peggio- alla convenienza e all'approssimazione. Ed é la seguente.

Schettino ha portato la sua nave sugli scogli. Ma, lui od altri, hanno fatto la medesima spiritosata per decine di volte e nello stesso luogo. La Compagnia non poteva non saperlo. La Guardia Costiera del Giglio nemmeno.

Ecco, mi aspetto che il tribunale di mattoni glie ne chieda -seppure a diverso titolo- conto.

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Mi sfugge l'eroismo di De Falco, che ha fatto certamente il suo dovere con l'incisività che spesso manca. Se devo identificare eroi, sono coloro che hanno messo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri, e ce ne saranno stati innumeri, a bordo. Tra tutti, uno manca all'appello, il batterista che ha lasciato il posto nella scialuppa a una bambina (o almeno così sembra).

Non provo la minima compassione per la figura del comandante, dei membri conniventi tra gli ufficiali che sembra abbiano chiuso un occhio per molto tempo su una significativa serie di folli bravate (e so bene che queste cose esistono, in tutti gli ambienti ristretti: ma se il cameratismo sfocia in tragedia, occorre essere pronti a pagarne il prezzo).

Infine, provo ancora minore empatia verso i vertici di Costa Crociere, che hanno messo in mano 4000 vite a una tale tragica macchietta.

 

Beati i paesi che non hanno bisogno di eroi, si dice e sono d'accordo. Ma che, qualora bisogno ci debba essere, ci sia per eventi come quelli che hanno portato agli eroi delle termopili, e non per rimediare a simili disgustose, irresponsabili ed evitabili bassezze.

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voglio farvi una domanda molto "biricchina"

siete sicuri che i passaggi "radenti" siano frutto di un folle, o forse sono ben orchestrati dalla "dirigenza??? E' pur sempre pubblicità!!! :s02:

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Mi sfugge l'eroismo di De Falco, che ha fatto certamente il suo dovere con l'incisività che spesso manca. Se devo identificare eroi, sono coloro che hanno messo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri, e ce ne saranno stati innumeri, a bordo. Tra tutti, uno manca all'appello, il batterista che ha lasciato il posto nella scialuppa a una bambina (o almeno così sembra).

 

E' esattamente quello che ha detto lo stesso De Falco, assieme alla richiesta di dimenticarsi il suo nome. Era la persona giusta al posto giusto al momento giusto, che ha fatto con fermezza e professionalità il proprio lavoro e dovere, niente di più. Lungi dal considerare questo come eroismo, è sicuramente un esempio da seguire per tutti.

 

Detto questo, il suo vero gesto di eroismo sarà il riuscire nella mission impossible di negarsi al salotto di Porta a Porta.

voglio farvi una domanda molto "biricchina"

siete sicuri che i passaggi "radenti" siano frutto di un folle, o forse sono ben orchestrati dalla "dirigenza??? E' pur sempre pubblicità!!!

 

Tra "ignorati" e "orchestrati" c'è tutto un mare di sfumature in cui penso si nasconda la verità :s02:

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Schettino ha portato la sua nave sugli scogli. Ma, lui od altri, hanno fatto la medesima spiritosata per decine di volte e nello stesso luogo. La Compagnia non poteva non saperlo. La Guardia Costiera del Giglio nemmeno.

Ecco, mi aspetto che il tribunale di mattoni glie ne chieda -seppure a diverso titolo- conto.

 

 

voglio farvi una domanda molto "biricchina"

siete sicuri che i passaggi "radenti" siano frutto di un folle, o forse sono ben orchestrati dalla "dirigenza??? E' pur sempre pubblicità!!! :s02:

 

Come avrà visto Comandnate Navy60 leggendo il post precedente molte domane sibilline al momento frullano nella nostra testa e certamente in quella degli inquirenti...lasciamo lavorare le varie Autorità coinvolte in santa pace e cerchiamo di avere l'avvedutezza di attendere che su questa vicenda si pronunci chi di dovere sulla scorta delle prove che si acquisiranno agli atti. La sua accusa alla Compagnia peraltro mi pare molto grave se si considera che Lei è un soggetto particolarmente qualificato ...

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Mi sfugge l'eroismo di De Falco, che ha fatto certamente il suo dovere con l'incisività che spesso manca. Se devo identificare eroi, sono coloro che hanno messo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri, e ce ne saranno stati innumeri, a bordo. Tra tutti, uno manca all'appello, il batterista che ha lasciato il posto nella scialuppa a una bambina (o almeno così sembra).

Non provo la minima compassione per la figura del comandante, dei membri conniventi tra gli ufficiali che sembra abbiano chiuso un occhio per molto tempo su una significativa serie di folli bravate (e so bene che queste cose esistono, in tutti gli ambienti ristretti: ma se il cameratismo sfocia in tragedia, occorre essere pronti a pagarne il prezzo).

Infine, provo ancora minore empatia verso i vertici di Costa Crociere, che hanno messo in mano 4000 vite a una tale tragica macchietta.

 

Beati i paesi che non hanno bisogno di eroi, si dice e sono d'accordo. Ma che, qualora bisogno ci debba essere, ci sia per eventi come quelli che hanno portato agli eroi delle termopili, e non per rimediare a simili disgustose, irresponsabili ed evitabili bassezze.

 

 

Amico mio, appare chiaro che i media hanno assoluto bisogno di trovare eroi positivi (il commissario di bordo, il batterista, il Cap. freg. De Falco, gli abitanti del Giglio) da contrapporre al cretino indifendibile, e forse hanno ragione. Altrimenti non rimarrebbe che ammettere che quello che i tedeschi pensano degli italiani (e dei greci) sia tutto vero, tutto giusto: e questo non fa davvero piacere a nessuno. Il "Wall Street Journal", a quanto ho capito, ha titolato "Una dimostrazione della crisi dell'Europa", nientedimeno. .. Altro che Brecht...

Edited by de domenico
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Leggere l'ordinanza, nella quale viene descritto l'incidente: http://www.ansa.it/documents/1326885020479_Ordinanza_Gip.pdf

 

[edit]

 

Sembra che abbiano effettivamente dato fondo ad almeno un'ancora..

 

Correggimi se sbaglio: potrebbero averlo fatto per diminuire il raggio e aumentare la velocità della virata, imprimendo così forza centrifuga alla massa della nave e consentirle di sbandare dal lato "giusto"?

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L'idea della manovra sarebbe quella, ma sinceramente dubito che lo abbiano fatto, quanto meno con quell'intento. Se hanno reagito come sembra, non hanno fatto nulla, una corrente fortunata (c'era vento? quei condomini tendono a far vela) ha girato la nave e l'avrebbe portata sotto costa nella posizione in cui è ora.

Questa la rotta ricostruita sulle testimonianze oculari delle persone che erano al porto durante lo svolgimento:

 

rotta_concordia160112.jpg

Edited by Lefa
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Ragazzi, cerchiamo di distinguerci un po' dai moti emotivi di massa e rimanere lucidi. Come giustamente dice Michele i tribunali accerteranno se ci sono responsabilità e di chi.

Nella fattispecie, il problema non è se e quante bottiglie di spumante sono state stappate nel saluto a Procida, ma se quelle rotte tenute sono autorizzate (e quindi sicure) o no. Anche qui a Venezia le navi passano a 50 metri da piazza san Marco, eppure il percorso è perfettamente consentito (per quanto oggetto di polemiche che non riguardano questo forum)

Siccome queste informazioni sono in possesso sia della Guardia Costiera che della Compagnia, di certo i giudici avranno quanto loro serve per definire eventuali responsabilità.

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Credo sia un "brutto vizio" da stroncare......... :s14: :s14:

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Questo forse è un "pò" troppo...Però la manovra "dell'inchino" la trovo di per sè una bella cosa se fatta in sicurezza. E' un modo per far vivere a coloro che assistono al passaggio di una nave (non solo passeggeri!) quell'emozione che Federico FELLINI ha regalato a tutti coloro che han visto il film AMARCORD (vedi recensione in Biblioteca).

 

Detto questo, il suo vero gesto di eroismo sarà il riuscire nella mission impossible di negarsi al salotto di Porta a Porta.

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Non capisco se è una battuta: comunque il "Bruno nazionale" parlerà di questa sciagura nel suo "Porta a Porta" stasera alle ore 21.00. Speriamo bene! :s02:

Edited by Alfabravo 59
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Premesso che non voglio scusare il comandante, non voglio trovare il colpevole, non voglio fare il giudice (non è il mio compito).

Detto questo, io ho ancora varie domande, dubbi e considerazioni che mi girano in testa. Dato che questo è un forum serio, composto da gente educata e soprattutto preparata, vi esterno i mie ulteriori pensieri. Il tutto sempre è finalizzato a capire e conoscere, voglio fare un discorso costruttivo e mi raccomando, non fraintendetemi; a fine indagine chi ha sbagliato è giusto che paghi e senza alcuno sconto!

 

In plancia comando, mi è stato riferito durante la mia unica visita a bordo e proprio da un ufficiale di servizio in plancia comando sulla Costa Concordia nel giugno 2010, c’è sempre qualcuno. In particolare, se la nave è ferma in porto, ormeggiata, c’è sempre e comunque un ufficiale di guardia (a turno). Quando si è in navigazione invece sono presenti sempre almeno in tre. Un ufficiale, un sottufficiale e il timoniere. Poi se la navigazione lo richiede (punti “difficili”) possono esserci anche di più “addetti”.

Allora mi domando, visto che quando è accaduto questo incidente si trovavano in navigazione, a 17 nodi, come mai nessuno dei (almeno tre) presenti si è opposto alla manovra pericolosa? Oppure, nel caso qualcuno si sia opposto, perché nessuno si è fatto avanti dicendo che aveva cercato di far aprire gli occhi al comandante? Se è stata resa pubblica una telefonata simile, perché non dire, o scrivere una riga, di questo (se c’è stato) avviso o di questa contrarietà a fare la manovra pericolosa?

 

Ritorno alla telefonata, sempre ammesso che sia completa, che sia vera e che non ci siano state proposte solo le parti che si vuole far conoscere, senza per questo voler dire che è innocente, faccio solo una constatazione e cerco di mettermi nei suoi panni. Prima di tutto si capisce che il comandante non era “normale”, cioè non so quanto fosse in grado di ragionare. :s46:

Adesso non arrabbiatevi e pensate solo per un attimo ad un uomo, non guardate l’ufficiale comandante, solo il semplice uomo. Con una nave distrutta, con la fine della nave e della sua carriera, con la gente nel panico, e parliamo sempre di più di 4.000 vite, penso che anche l’uomo più forte di questo mondo può essere sotto choc. Non lo sto scusando, sto solo facendo delle considerazioni. :s21:

Lo so, non è corretto, non è giusto, non avrebbe dovuto farlo, ma … per tenere una calma in una situazione così estrema non credo che sia sufficiente “studiare” sui libri, e fare una scuola.

Sono d’accordo che non deve succedere, che deve essere “istruito” per affrontare anche certe emergenze, ma … è pur sempre un uomo. E con questo, ribadisco, non lo sto dichiarando innocente, sto solo pensando alla situazione e secondo me … è dura!

Fa presto a parlare il comandante della capitaneria di porto, con tutto il rispetto per lui e il suo incarico, la sua probabile bravura ed esperienza, ma ... lui è seduto in un ufficio e si fa presto a essere lucidi non essendo in mezzo alla gente nel panico e con la orribile scena davanti.

Il mio discorso è sempre riferito all’uomo, inteso come persona, non al comandante XY. Anche perché ritornare a bordo in una situazione simile sarebbe stato impossibile, se non ce lo portavano con l’elicottero come avrebbe fatto da solo? Dalla biscaglina stavano già scendendo le persone, non era possibile risalire di certo da lì. :s41:

 

In un altro intervento avevo chiesto se le comunicazioni tra la nave e la capitaneria di porto avvengono via radio o con il telefono. Immagino che di norma sia via radio, poi come appare dalla telefonata, se il comandante era a bordo della lancia ovviamente via telefono. Ma la mia domanda è più generale. La ripropongo meglio.

Tra nave e capitaneria penso che avvengano comunicazioni via radio. La capitaneria di porto conosce comunque un numero di cellulare del comandante? Oppure qualcuno glielo deve comunicare (e perciò in questo caso glielo deve aver comuniato)? Come funziona in situazioni normali?

 

Riguardo ai passaggi in quel punto, un ufficiale della capitaneria di porto in tv ha affermato che: non ci sono rotte prestabilite obbligatorie. Tali passaggi sono possibili. E’ compito di ogni comandante decidere la rotta da seguire in base alla propria nave, alle condizioni del mare e meteorologiche. Lì, in quel momento, lo poteva fare.

Ora la capitaneria si lamenta di questi passaggi; mi chiedo se non era possibile vietarli o sollevare il problema? E’ un po’ comodo (e penso dovuto) sollevarli adesso. Nessuno poteva farsi avanti prima?

 

Sono pienamente d’accordo con il vecchio detto: “il comandante deve essere l’ultimo a lasciare la nave”.

Adesso non linciatemi :s02: … sto per dire una cosa un po’ “fuori”, ma è una cosa su cui stavo riflettendo. Staccatevi da questo evento, pensate ad un discorso generale!

In casi di nave enormi e con più di 4.000 persone, che come vediamo nemmeno dopo cinque giorni si è in grado di dire se c’è ancora qualcuno a bordo, come possiamo far valere al 100% tale regola?

Sono d’accordo che DEVE essere così, però, ragionandoci sopra, secondo voi, nel 2012 è ancora valida al 100%? Mi spiego meglio.

Su una nave da trasporto l’equipaggio è fatto da una ventina di persone al massimo. Le zone vivibili e abitabili sono poche, la maggior parte è destinata al carico. E’ chiaro che il comandante deve abbandonare la nave solo dopo che è sceso l’ultimo dei suoi uomini (e fa diciamo relativamente “presto” ad andare a cercarlo). Ma in altri casi, quelli dei mega grattacieli naviganti, è un po’ difficile mettere in pratica alla lettera tale “tradizione”. Non vi pare? Nemmeno i sommozzatori e i vigili del fuoco, con la loro attrezzatura, sono ancora riusciti a recuperare tutti i passeggeri. :s09:

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VIDEO VERGOGNA DI "LA REPUBBLICA"

 

Era questione di tempo e sarebbe arrivata la stroncatura dei demagoghi; mi sono sforzato di rimanre calmo e di mantenere un contegno ed è così che ho trovato la forza ed ho ritenuto giusto di condividere con la Base l'abominio che gira in rete, dove è stato messo a disposizione dei naviganti da parte di un giornale che sovente si autoreferenzia "autorevole".

 

Dopo i paragoni oltraggiosi che vengono fatti da questo improvvisato imbrattacarte dedito alla cronaca, mi sento di manifestare ancora una volta grande solidarietà e rispetto per il Comandante De Falco.

 

In conclusione, se qualcuno è a conoscenza di un modo diretto per inoltrare una lamentela a La Repubblica, me ne parli pure liberamente.

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In plancia comando, mi è stato riferito durante la mia unica visita a bordo e proprio da un ufficiale di servizio in plancia comando sulla Costa Concordia nel giugno 2010, c’è sempre qualcuno. In particolare, se la nave è ferma in porto, ormeggiata, c’è sempre e comunque un ufficiale di guardia (a turno). Quando si è in navigazione invece sono presenti sempre almeno in tre. Un ufficiale, un sottufficiale e il timoniere. Poi se la navigazione lo richiede (punti “difficili”) possono esserci anche di più “addetti”.

Allora mi domando, visto che quando è accaduto questo incidente si trovavano in navigazione, a 17 nodi, come mai nessuno dei (almeno tre) presenti si è opposto alla manovra pericolosa? Oppure, nel caso qualcuno si sia opposto, perché nessuno si è fatto avanti dicendo che aveva cercato di far aprire gli occhi al comandante?

 

Concordo pienamente. Per questo specifico incidente e per i passaggi precedenti. Nei forum in lingua inglese si dice che sia stato "appurato" che sulle carte made in UK in uso sulla Costa Concordia la roccia incriminata non è riportata. Interessante, ma non cambia nulla della valutazione generale.

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Intanto, ho appena finito leggere l'interessante topic del Comandante Varo5 ... qualora la sua ricostruzione fosse confermata, bisognerebbe riscrivere buona parte degli interventi che abbiamo fatto.

Staremo a vedere e, sempre, un pensiero alle vittime.

Ciao.

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Porta a Porta? Dopo la tragedia arriva l'avvoltoio. O forse è una iena?

Aspettando il modellino che prendera' il posto innumerevoli plastici sto seguendo "chi l'ha visto"...

Sembrerebbe che anche la lista degli imvarcati abbia degli errori...

Non ho parole!

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Ragazzi, cerchiamo di distinguerci un po' dai moti emotivi di massa e rimanere lucidi. Come giustamente dice Michele i tribunali accerteranno se ci sono responsabilità e di chi.

Nella fattispecie, il problema non è se e quante bottiglie di spumante sono state stappate nel saluto a Procida, ma se quelle rotte tenute sono autorizzate (e quindi sicure) o no. Anche qui a Venezia le navi passano a 50 metri da piazza san Marco, eppure il percorso è perfettamente consentito (per quanto oggetto di polemiche che non riguardano questo forum)

Siccome queste informazioni sono in possesso sia della Guardia Costiera che della Compagnia, di certo i giudici avranno quanto loro serve per definire eventuali responsabilità.

 

 

 

R.Hunter, forse sono stato troppo ermetico.

 

Io sono nessuno, non mi permetto quindi di giudicare o innescare polemiche. Se hai notato ho solo dato due piccoli contributi per rispondere a richieste di utenti. Mi sono astenuto volontariamente dal partecipare a questa interessantissima "conversazione" anche se vari decenni da diportista "evoluto"mi avrebbero forse consentito alcune riflessioni.

 

Aggiungo che come i comandanti Schettino e De Falco sono anche io Campano, non parteggio per nessuno dei due.

 

_____________________________________

 

 

Chiarito, spero, per correttezza nei confronti di Betasom che mi ospita, quello che ritengo solo una mia mancanza di chiarezza nei miei due precedenti interventi, mi permetto, a questo punto e con la mente scevra da qualunque volontà polemica, fuori luogo per il discorso che stiamo affronando e per il Forum, di esprimere il mio pensiero.

 

Se contrasta con il pensiero comune o solo con quello di qualcuno, non giubilatemi, accettate il fatto che siamo tutti diversi, fisicamente, per come agiamo e per come la pensiamo.

 

 

Con il massimo dolore per i Morti che purtroppo ci sono stati e pur non riuscendo a trovare alcuna giustificazione al comportamento del comandante Schettino sino al momento della collisione, per il dopo, con molto pragmatismo e facendo mie le ultime considerazioni di "Ammiraglia88", vorrei dire evisceriamo tutte le possibili cause, concause e responsabilità dell'evento ma guardiamo pure all'uomo Schettino, come dice Ammiraglia. In questo momento non possiamo sapere ancora la verità.

 

Noi siamo un Forum di ben altri valori e pensiero, non abbiamo, come taluni mass media, la necessità di sbattere il mostro in prima pagina o peggio trovare un capro espiatorio per coprire altre responsabilità, secondarie ma sempre gravi, di qualcuno. Riflettiamo per un momento con il dolore silenzioso e dignitoso della "gente di mare" come lo sono tanti iscritti.

Diamo a Schettino la possibilità di dire la sua ed, appunto, non giudichiamolo per quanto possiamo aver letto o sentito.

 

Grazie e scusate lo sfogo.

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VIDEO VERGOGNA DI "LA REPUBBLICA"

 

Era questione di tempo e sarebbe arrivata la stroncatura dei demagoghi; mi sono sforzato di rimanre calmo e di mantenere un contegno ed è così che ho trovato la forza ed ho ritenuto giusto di condividere con la Base l'abominio che gira in rete, dove è stato messo a disposizione dei naviganti da parte di un giornale che sovente si autoreferenzia "autorevole".

 

Dopo i paragoni oltraggiosi che vengono fatti da questo improvvisato imbrattacarte dedito alla cronaca, mi sento di manifestare ancora una volta grande solidarietà e rispetto per il Comandante De Falco.

 

In conclusione, se qualcuno è a conoscenza di un modo diretto per inoltrare una lamentela a La Repubblica, me ne parli pure liberamente.

 

Giusto Caringello.....

 

se questa è la stampa.... siamo noi i veri "naufraghi".....

 

per un certo tipo di giornalismo ci vorrebbe la "Santa Inquisizione"...

 

ciaooo

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