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da repubbvlica

 

 

 

 

Bomba della II guerra mondiale

esplosa al largo di Mola di Bari

 

La segnalazione è partita da un'associazione di subacquei: l'ordigno, a 20 metri di profondità, era a meno di 2 miglia dal porto di Bari.

 

 

 

100325378-008155b2-6b30-48c7-ad89-fb75cd6c2b9b.jpg Finanzieri del nucelo sommozzatori in azione

 

Se n'erano accorti per caso dei sommozzatori, immergendosi nelle acque a 2 miglia dal porto di Mola di Bari. Lo hanno confermato i finanzieri della stazione navale di Bari, che l'altra mattina hanno fatto esplodere una mina della II guerra mondiale. I militari del Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari sono intervenuti a seguito della segnalazione inoltrata, giorni fa, da un'associazione di esperti di immersioni subacquee riguardante la probabile presenza di un residuato bellico. I subacquei, con l'ausilio di unità navali e delle attrezzature speciali in dotazione, hanno rinvenuto sul fondo marino adagiata a circa 20 metri di profondità, una mina presumibilmente risalente alla Seconda guerra mondiale.

 

GUARDA IL VIDEO

 

Sono state quindi avviate le procedure di sicurezza e nella giornata di ieri sono intervenuti sul posto gli specialisti subacquei del Nucleo Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi della Marina Militare di Taranto, che coadiuvati dai sommozzatori della Guardia di Finanza, hanno bonificato l'area e distrutto il residuato bellico mediante brillamento con l'utilizzo di mini-cariche esplosive, sempre nella zona del rinvenimento.

 

L'ordigno è risultato essere una mina d'ormeggio a contatto, antinave sommergibile, tipo P.200, di forma sferica, con nove urtanti e del diametro di circa 1,2

 

metri, della capacità potenziale di circa 200 chilogrammi di esplosivo/tritolo, e risalente alla seconda guerra mondiale. I militari hanno sottratto il grosso quantitativo di esplosivo da un possibile utilizzo illecito da parte di malviventi, ad esempio dei pescatori di frodo.

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il nucleo SDAI di Ancona, ovvero il grupo di somozzatori della Marina addetto allo sminamento nel centro-est e nel nord-est non è mai fermo. se ben ricordo nell'ultimo anno hanno disinnescato mine o bombe d'aereo ad Ancona, Ravenna, Venezia e una cottadina giuliana che non ricordordo. purtroppo questi ristrovamenti non sono infrequenti

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fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiko! le mine mi hanno sempre affascinato...sin da piccolo....non so il motivo però esprimono una certa poesia....quella loro relativa immobilità...quel loro potenziale distruttivo in stato di quiete....la superficie sferica irta di detonatori....non so tra gli ordigni secondo me sono i più belli!

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Come scrive il nostri Dir.... i vari Nuclei dello SDAI , sono continuamente impegnati a sminare ed eliminare munizionamento della passata guerra. In questo caso, però, mi interesserebbe sapere se la normativa è cambiata, poichè a mare, i responsabili di questa attività, dovrebbe essere sempre lo SDAI; in realtà sono intervenuti i Finanzieri.....

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Qualche contestualizzazione, lo sbarramento difensivo seminato a largo di Bari:

 

posaBari.jpg

La guerra di mine, Pier Filippo Lupinacci, USMM, 1988

 

Tabellina riepilogativa delle caratteristiche:

 

scansione0060.jpg

Guerra di mine, CC Giorgio Bazzurro, Poligrafico Accademia Navale, 1970

 

Una paginetta descrittiva dal libro sulle armi navali italiane nella 2GM:

 

p200.jpg

Le armi delle navi italiane, Erminio Bagnasco, Albertelli, 2007

 

In fine un paio di foto scattate in occasione dell'ultimo raduno a Venezia:

 

IMG_2581copia.jpg

 

IMG_2584copia.jpg

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a parte che per me "per esempio, pescatori di frodo" è un eufemismo bello grosso (Capaci, d' Amelio, Georgofili...) presumo che il ruolo della GdF è stato di supporto (quando stai per far brillare 200 kg. d' esplosivo, bisogna vigilare un perimetro di sicurezza per tutelare i curiosi incoscienti....) oltre che vigilare nel periodo tra la segnalazione e l' arrivo del nucleo SDAI

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

Posted (edited)

Ok, è intervenuto lo SDAI di Taranto con il supporto dei smz della GdF....... però la prima parte dell'articolo era alquanto strano....

 

"Se n'erano accorti per caso dei sommozzatori, immergendosi nelle acque a 2 miglia dal porto di Mola di Bari. Lo hanno confermato i finanzieri della stazione navale di Bari, che l'altra mattina hanno fatto esplodere una mina della II guerra mondiale"...

Edited by STV(CP)
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Interessantissimo le foto e i documenti che ha pubblicato Lefa...una domanda....cosa significa "Einzizzi" scritto nella colonna "Appendici" sotto la dicitura "urtanti"? grazie in anticipo della risposta...

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Einzizzi è il nome del congegno di accensione. Le mine hanno diversi tipi di congegni, le prime due grandi famiglie si suddividono in contatto e influenza; quelli a contatto si suddividono in elettrici (elettrochimici, galvanici e a interruttore), meccanici (a inerzia) e idrostatici; quelli a influenza si suddividono in magnetici, acustici e a pressione, quest’ultimo gruppo può avere più congegni combinati fra loro venendo definiti a doppia influenza, magneto acustici, bi acustici e batimagnetici.

L’urtante di Einzizzi appartiene alla categoria dei congegni a contatto elettrochimici ed era un urtante semplificato rispetto a quello di Hertz; il contatto provocava la rottura della base dell’urtante in ferro permettendo all’acqua salata di fare da elettrolita fra le piastre di una batteria, che attivava il fuoco, in quello di Hertz gli urtanti erano in piombo e contenevano una fiala di acido che rompendosi andava a chiudere il circuito.

Non avevo notato che il topic è in fuori discussione, se qualcuno coi super poteri reputa opportuno spostarlo posso caricare schemi ed approfondimenti..

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Chiarissimo e ti ringrazio per le infromazioni! A me interessano quegli schemi.....sarebbe bello fare un modello in scala di mina....forse ci faccio un pensierino....Grazie ancora Lefa!

  • 3 weeks later...
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nel video, non si vedono bene, perchè incrostati dalla fauna e flora per la lunga permanenza in acqua, però no mi sembrano urtanti enzizi, in questo caso si tratterebbe di una mina tedesca, comunque sono sempre 200 KG di esplosivo. per quanto riguarda il ritrovamento non ci trovo nulla di strano, personalmente, durante il mio servizio , presyayo propio sui dragamine, il collaborazione con il nucleo SDAI di Spezia, abbiamo fatto brillare due mine, una all'Elba ed una fuori Portofino, dove l'abbiamo rimorchiata da Santa Margherita. per la cronaca da un conteggio fatto dopo le operazioni di dragaggio a guerra conclusa, la disparita fra mine posate e mine dragate è più 100000.

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..per la cronaca da un conteggio fatto dopo le operazioni di dragaggio a guerra conclusa, la disparita fra mine posate e mine dragate è più 100000.

 

Accipicchia!

Intendi che 100.000 mine non sono ancora state dragate? solo italiane o tutto il pacchetto (ita-fra-ger-eng)?

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tutto il pacchetto. Ho problemi a inserire le foto peccato la foto dell'esplosione della mina all'Elba è stupenda.

  • 3 weeks later...
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ANSA) - ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO), 21 NOV - Una bomba da 350 chili risalente alla seconda guerra mondiale e' stata fatta brillare questo pomeriggio a 3 miglia dalla costa dell'Isola del Giglio. L'ordigno, trovato il 16 giugno poco distante dalla Costa Concordia, era di fabbricazione italiana modello CR, contenente 150 kg di tritolo e del diametro di un metro. Le operazioni sono state condotte dai Palombari del nucleo SDAI, Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi della Marina Militare, di La Spezia.

tanto per ricordarci cosa c'è ancora nei nostri mari.

  • 1 year later...
Posted (edited)

............... Ho problemi a inserire le foto peccato la foto dell'esplosione della mina all'Elba è stupenda.

 

OT per la località, ma provvedo ad integrare con questa sequenza.

Stavamo effettuando la bonifica bellica di un'estesa area 12 miglia fuori Venezia, al fine del successivo dragaggio per il ripascimento spiagge.

Dato l'elevato numero di ordigni rinvenuti, in specie granate di grosso calibro e altro munizionamento, l'area dovrebbe esser stata luogo di discarica nell'immediato dopo guerra. La presenza di dieci btg, non spolettate, in perfetto allineamento a distanza regolare di circa 70 metri l'una dall'altra mi fece pensare ad un'esercitazione avvenuta nel corso dello "smaltimento".

Nell'area furono rinvenute due P 200, complete di carrello, affondate a seguito di mitragliamento.

I brillamenti venivano effettuati da un reparto del Nucleo SDAI di Ancona, comandato dal TV sig. Naccari, ancor oggi in servizio al GRUPNUL Venezia.

La sequenza è relativa al brillamento della prima P 200, su un fondale di 22 metri.

L'unità è la CP 2060, la data il 22 settembre 1995. Peccato per la foto sub, si stava allagando la macchina ! :angry: Una gran bel botto !

v4hl.jpg

zn2x.jpg

9y5b.jpg

81d3.jpgw76m.jpg14do.jpgk8hf.jpghb71.jpgi61z.jpg4cop.jpg9f7s.jpg

Edited by danilo43
Posted (edited)

Urca!!! Quante sardine! :ohmy:(...Tu sei per caso quello con la sigaretta in bocca?)

 

No; io ero dall'altra parte dell'obiettivo (e non sono un militare). Come hai fatto ad accorgerti delle sardine ? Nell'ultima foto il baffuto diver ed il collega SDAI in mimetica, per far vedere quant'erano tosti, le stavano divorando crude! :rolleyes:

Edited by danilo43
  • 3 weeks later...
Posted

Figuratevi che da queste parti è ancora pieno di bombe e granate della prima guerra mondiale! Parecchi anni fa quando ci fu un grossissimo incendio sul Carso ai piedi di Doberdò del Lago, si sentivano le esplosioni degli ordigni a km di distanza. :blink:

  • 10 years later...
Posted
Il 22/10/2012 Alle 12:51, Lefa ha scritto:

Einzizzi è il nome del congegno di accensione. Le mine hanno diversi tipi di congegni, le prime due grandi famiglie si suddividono in contatto e influenza; quelli a contatto si suddividono in elettrici (elettrochimici, galvanici e a interruttore), meccanici (a inerzia) e idrostatici; quelli a influenza si suddividono in magnetici, acustici e a pressione, quest’ultimo gruppo può avere più congegni combinati fra loro venendo definiti a doppia influenza, magneto acustici, bi acustici e batimagnetici.

L’urtante di Einzizzi appartiene alla categoria dei congegni a contatto elettrochimici ed era un urtante semplificato rispetto a quello di Hertz; il contatto provocava la rottura della base dell’urtante in ferro permettendo all’acqua salata di fare da elettrolita fra le piastre di una batteria, che attivava il fuoco, in quello di Hertz gli urtanti erano in piombo e contenevano una fiala di acido che rompendosi andava a chiudere il circuito.

Non avevo notato che il topic è in fuori discussione, se qualcuno coi super poteri reputa opportuno spostarlo posso caricare schemi ed approfondimenti..

Buonasera, è passato un po' di tempo. Mi interesserebbero molto schemi e foto dei vari urtanti e delle mine P 150 cr e P 200, se possibile, grazie.

Posted (edited)

mine-marine-italiane.pdf

Non so se il file in allegato possa esserti utile.

Poi ho trovato la foto pubblicitaria di una 200. Inoltre sul sito di ex lavoratori della Pignone si racconta quanto segue:

 MINE SUBACQUEE

Come informazioni ( dal corso di armi subacquee dell'Accademia Navale) posso dirvi quanto segue:
Le mine a contatto erano le uniche costruite in Italia,
In Germania vennero inventate mine magnetiche che venivano azionate dallo spostamento dell'ago magnetico al passaggio di un oggetto ferromagnetico,
Negli Stati uniti vennero sperimentati tipi ad induzione magnetica che sfruttavano l'aumento del flusso magnetico al passaggio di un oggetto ferromagnetico , mine acustiche e mine batimetriche , che sfruttavano l'aumento della pressione al passaggio di un natante, esistevano poi mine combinate, acustiche magnetiche, batimagnetiche e batiacustiche., inoltre le mine poteveno essere programmate per esplodere al primo passaggio o ai successivi. Generalmente un campo minato era composto da mine con diverse caratteristiche per creare maggiori difficoltà al dragaggio che per essere sicuro di aver bonificato un'area doveva fare molti passaggi incrociati.
Per ritonare alle mine del Pignone, che ho visto personalmente in Accademia, erano composte di due parti : la testa che conteneva l'esplosivo ( tritolo o tritolital un tritolo meno costoso, meno efficiente ma più economico) ed il dispositivo d'innesco, prima proprio ad urto, successivamente con dei cilindri che si rompevano al contatto, facevano entrare l'acqua di mare che agiva da elettrolita per una pila che innescava il dispositivo d'innesco. La testa era composta da due semisfere, costruite da lamiera piegata a pressa, saldate tra loro. Con questi utensili vennero costruite successivamente le bombole del gas nel reparto detto " bomboline".
La seconda parte della mina era l'ancora. Le mine posate dalle Torpediniere, o dai sommergibili, in gran segreto nelle rotte di maggior traffico nemico, alla posa avevano spinta idrostatica negativa ed affondavano , toccavano il fondo ed a quel punto veniva sganciata la testa, che aveva spinta idrostatica positiva, e risaliva restando ancorata alla catena, fino a circa 3m dalla superficie affinchè potesse essere invisibile, e potesse recare più danno essendo la nave meno robusta sulla parte della chiglia che sulle pareti spesso corrazzate . Le mine che risultavano galleggianti era perchè la catena si era corrosa e si erano sganciate andando alla deriva. Le mine potevano essere posate fino a 70m , la limitazione era dovuta dalla lunghezza della catena. Il pozzo che esisteva al Pignone per collaudare le mine era circa di quest'altezza e serviva per verificarne il funzionamento.

IMG_20241124_115713.jpg

Edited by inhocsignovinces

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