Jump to content

Recommended Posts

Posted

cari amici

 

ho finito il mio primo (spero non ultimo) modello in carta, la corvetta Ape della classe Gabbiano, ricavata da un papermodel gratuito scaricato dal sito di ZioPrudenzio.

 

Il w.i.p. è a questo link:

 

http://www.modellismopiu.it/modules/newbb_...lat&order=0

 

e la galleria con le foto delle varie fasi costruttive è qui:

 

http://www.modellismopiu.net/m+gallerie/ma...navId=x2c796789

 

 

Commenti e critiche sono graditi. Grazie anche a voi per l'aiuto in consigli e documentazione.

ciao :-)

Marcello d'Andrea

Posted

davvero molto bella, perchè non posti anche qui la storia del percorso di costruzione e qualche foto?

ne guadagnerebbe la discussione... :s02:

 

apewo.jpg

Posted

Grazie di aver inserito una foto. Io purtroppo non so ancora bene come fare. Se qualcuno vuole inserirne altre tratte dal link del mio wip gliene sarò grato. Comunque riporto qui le considerazionoi finali .

 

 

REGIA NAVE APE C25

Papermodel gratuito di “ZioPrudenzio”, www.zioprudenzio.it”

 

La Ape è una corvetta classe Gabbiano. Notizie sulle varie serie costruttive si possono trovare qui :

http://it.wikipedia.org/wiki/Classe_Gabbiano_(corvetta)

 

oppure qui con ampia trattazione e molte foto di tutte le unità:

http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=28951

 

Il modello in carta può essere stampato su fogli A4 per una riproduzione in scala 1:200. Ho usato carta da 200 gr/m, ma in realtà sarebbe opportuno stampare parti diverse su fogli di spessore diverso, nel senso che a volte è meglio avere più spessore, a volte molto meno soprattutto quando è necessario arrotolare la carta su dettagli piccoli. Nella stampa dei disegni la resa dei colori originali non è garantita, nel mio caso la stampante (in un negozio di grafica professionale) ha dato una leggera dominante violacea.

 

Scafo

Della Ape sono note molte foto degli anni post 1950, ma solo due nella configurazione bellica (o quasi), una del 1943 in cantiere con la mimetica del fianco destro visibile, una del 1948 con la colorazione alleata (scafo grigio scuro, sovrastrutture grigio chiaro). Stando alla foto del 1943, la mimetica proposta dai disegni è imprecisa per la fiancata destra: è spostata indietro di circa un centimetro in scala (aggiungo qui che la colorazione è errata per il fumaiolo ed evidentemente ipotetica per tutto il lato sinistro). Sono errate anche le posizioni degli oblò di poppa sul fianco destro, ugualmente spostati troppo indietro ed il loro numero: 5 invece di 6 (presumo valga anche per il fianco sinistro).

Per la costruzione dello scafo ho pensato di modellare prua e poppa con spessori di cartoncino, un po’ come si fa per i modelli in legno. In sé credo sia una buona idea perché irrobustisce queste parti piuttosto delicate e soprattutto la poppa con le sue forme così difficili, ma poi ho lisciato (con la carta abrasiva) troppo poco la prua così che alla fine la forma della stessa è venuta troppo stondata in alto, sensibilmente diversa da quella della nave originale. D’altra parte, sia per la poppa che per la prua avere al di sotto degli spessori pieni mi ha permesso di correggere tranquillamente gli errori con lo stucco e poi lisciare fino a far sparire eventuali riporti di carta. Questa è una tecnica un po’ “mista” rispetto alla costruzione cartacea “pura” e infatti implica la riverniciatura delle parti stuccate, ma sono stato condizionato dalla mia filosofia di partenza: essendo un novizio della carta, davo per scontato che avrei commesso degli errori e mi sono preparato il terreno per poterli correggere. La riverniciatura parziale implica però la sostanziale impossibilità di “cogliere” il colore originale stampato sulla carta. Per evitare che sembrassero dei semplici errori, ho dovuto scegliere un modo di far apparire le parti riverniciate come se fossero reali, quindi come settori riverniciati dello scafo (con contorni squadrati). A poppa ho aggiunto anche il codice identificativo in rosso (C25) che manca.

Tutti i ritocchi sono stati fatti utilizzando colori Vallejo acrilici a pennello. Per uniformare il tutto, ho usato molte mani di spray trasparente acrilico opaco della ditta Nova, comprato in ferramenta a pochi euro. La resa è ottima e dal mio punto di vista ha il pregio di diventare leggermente satinato dopo un certo numero di mani sovrapposte, il ché va benissimo per una nave.

Restando allo scafo, ho alzato la banda nera alla linea di galleggiamento: tutte le foto la mostrano più alta di quella stampata. Non ero sicuro di poterla dipingere mascherando con nastro da carrozziere (se poi strappa la carta sotto? Una limitazione) così ho dipinto di nero, a parte, una sottile strisciolina di carta e l’ho incollata sul bordo inferiore dello scafo. Infine la forma degli occhi di cubia (dove scende l’ancora) proposta dai disegni originali è sbagliata. A posteriori avrei dovuto ricostruirla, ma all’inizio ero ancora convinto che avrei fatto un modellino abbastanza tirato via (per fare la mia prima esperienza, appunto) e così ho lasciato perdere.

 

Ponte

Ho sostituito le catene originali stampate con altre realizzate con filo di refe annodato (ogni nodo è fissato con attak), la resa di questo sistema è gradevole.

Il frangionde davanti al cannone è di forma parzialmente errata: dovrebbe essere più “appuntito” al centro, verso la prua e non così lineare sui due lati come proposto dal disegno. Subito dietro il cannone ci sono i battelli carley, il disegno li propone appoggiati sul ponte ma in realtà erano sistemati sopra delle strutture molto basse ma visibili nelle foto e nei disegni. I carley sono difficili da fare “puri”, dopo averli montati li ho irrigiditi con l’attak, poi lisciati con la carta abrasiva e infine riverniciati, poi ho aggiunto i cordami relativi. Davanti ai carley c’erano dei cesti che contenevano cordami, il disegno non li prevede ma volendo si possono mettere: io ho usato due pezzettini di battagliole di carta per modellarli.

Ho montato e poi coperto con un telo (essendo ancorata in porto va bene) le mitragliatrici singole AA davanti alla plancia: nel disegno hanno i poggiaspalle come le Oerlikon ma nel 1943 si tratta delle Scotti da 20/70 che non hanno mai avuto i poggiaspalle e hanno pure una forma diversa. Nei disegni più recenti di F. Gay del 2004 sono disegnate correttamente, mentre sono errate in quelli precedenti (da cui probabilmente ha tratto spunto ZioPrudenzio).

A poppa mancano le rastrelliere per le bombe di profondità sia lungo la tuga sia nel mezzo del ponte, prima dell’argano. Non le ho messe neppure io per le considerazioni di semplificazione di cui sopra, ma dovrebbero esserci, con o senza bombe. Riguardo gli scaricabombe Gatteschi a poppa, ho aggiunto qualche dettaglio soprattutto all’esterno. Anche la gruetta ha qualche dettaglio in più ma soprattutto ho aggiunto la parte basale sottola linea del ponte, che nel disegno manca.

 

Sovrastrutture

La tuga va a posto facilmente ma è complicato sistemare i parapetti a profilo curvo al di sopra come suggerito dai disegni (cioè accostando e incollando insieme una parte esterna e una interna) perché la carta da 200 gr è troppo spessa: ho sistemato solo la parte esterna, dipingendo quella interna. Il fumaiolo l’ho rifatto per intero in carta, perché il rivestimento proposto è troppo corto per la sezione data dai disegni (o viceversa, la sezione è troppo grossa) e quindi l’ho dovuto riverniciare, ma almeno ho corretto l’errata colorazione del lato destro (il sinistro è rimasto come da disegno).

Non ho osservazioni particolari per la plancia, salvo quella di forare la piattaforma dell’albero nella plancia scoperta (l’albero deve arrivare fino a sotto). Nella plancia scoperta mancano alcuni dettagli come ad esempio due faretti laterali, volendo si possono aggiungere.

 

Albero

Non ho neppure provato a costruire in carta il tronco principale (in basso) dell’albero: l’ho fatto con un tondino di tiglio rastremato a misura. Per il resto è carta, ma con alcune correzioni e/o aggiunte. La piattaforma del proiettore davanti all’albero è di forma errata: il disegno la propone molto oblunga in senso longitudinale, ma in realtà era circolare. Io l’ho accorciata nel modello ma mi sono accorto che era perfettamente circolare solo dopo averla finita (e per le solite considerazioni precedenti l’ho lasciata così).

 

 

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Sulle riviste si legge sempre al primo posto, tra le considerazioni finali, che il modellista “si è divertito“ (a volte, ho la sensazione, per sorvolare sulle magagne del modello, del modellista o della ditta). Io dirò invece che ho imparato molte cose comprese nel termine “nuova esperienza”. Non tutte queste cose sono soddisfacenti. Ciò non toglie che sia stata un’esperienza utile.

La principale consapevolezza che ho acquisito è questa: NON si può affrontare un modello in carta con lo spirito che si usa per un modello in plastica, legno o resina. La carta non permette la medesima resa finale degli altri materiali e delle due l’una: o si accetta, o si rifiuta. E’ come un paesaggio fotografato, o disegnato a carboncino. Se ti aspetti col carboncino la resa di una fotografia, butti via tutto. Se invece capisci l’aspetto estetico che può avere il carboncino e le sue possibilità espressive, allora lo sfrutti per quello che può dare e ottieni un modello bello, sui generis ma bello.

Ecco, mi accorgo che le considerazioni importanti in realtà sono tutte qui. Quando sono partito immaginavo che avrei avuto difficoltà tecniche (e infatti le ho avute), ma la maggiore difficoltà è stata quella di adattare la mia mentalità alla carta. Alcune cose semplicemente non si possono fare rispetto ad altri materiali (la sottigliezza delle fotoincisioni te la sogni per esempio, oppure la pulizia dei tagli e delle stuccature così come la totale libertà nell’utilizzo di qualsiasi materiale che ti permetta il maggior realismo possibile). Una difficoltà ulteriore, eventualmente, è data dal voler rispettare il disegno e la colorazione di stampa (alcune difficoltà spariscono se si decide di trattare la carta come fosse plastica e di stuccare e dipingere liberamente): immagino si possano correggere usando programmi di grafica, ma io non saprei da che parte farmi.

Ecco, questo è più o meno tutto. La curiosità che mi ha portato a fare un modello in carta può portarmi a farne un altro, naturalmente. Almeno una piccola esperienza in questo settore mi mancava proprio e sono contento di averla fatta, ma c’è un sacco di altra roba che aspetta…

 

 

Anche qui ringrazio tutti quelli che mi hanno dato suggerimenti, consilgi e documentazione per il completamento del modellino. Non tutto ho potuto o voluto usare in questa mia prima esperienza, ma mi saranno senz'altro utili per fare una Gabbiano in plastica, come è nei miei progetti futuri. Grazie e ciao :-)

Posted

:s20: :s20: :s20: Bravissimo C.te Marcel hai fatto un lavoro splendido: mi piace moltissimo anche come hai realizzato il mare. Davvero un ottimo modello. E meno male che è il primo..... :s03: :s03: :s03: :s20:

Posted
Grazie di aver inserito una foto. Io purtroppo non so ancora bene come fare. Se qualcuno vuole inserirne altre tratte dal link del mio wip gliene sarò grato. Comunque riporto qui le considerazionoi finali .

 

 

REGIA NAVE APE C25

Papermodel gratuito di “ZioPrudenzio”, www.zioprudenzio.it”

 

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Sulle riviste si legge sempre al primo posto, tra le considerazioni finali, che il modellista “si è divertito“ (a volte, ho la sensazione, per sorvolare sulle magagne del modello, del modellista o della ditta). Io dirò invece che ho imparato molte cose comprese nel termine “nuova esperienza”. Non tutte queste cose sono soddisfacenti. Ciò non toglie che sia stata un’esperienza utile.

La principale consapevolezza che ho acquisito è questa: NON si può affrontare un modello in carta con lo spirito che si usa per un modello in plastica, legno o resina. La carta non permette la medesima resa finale degli altri materiali e delle due l’una: o si accetta, o si rifiuta. E’ come un paesaggio fotografato, o disegnato a carboncino. Se ti aspetti col carboncino la resa di una fotografia, butti via tutto. Se invece capisci l’aspetto estetico che può avere il carboncino e le sue possibilità espressive, allora lo sfrutti per quello che può dare e ottieni un modello bello, sui generis ma bello.

Ecco, mi accorgo che le considerazioni importanti in realtà sono tutte qui. Quando sono partito immaginavo che avrei avuto difficoltà tecniche (e infatti le ho avute), ma la maggiore difficoltà è stata quella di adattare la mia mentalità alla carta. Alcune cose semplicemente non si possono fare rispetto ad altri materiali (la sottigliezza delle fotoincisioni te la sogni per esempio, oppure la pulizia dei tagli e delle stuccature così come la totale libertà nell’utilizzo di qualsiasi materiale che ti permetta il maggior realismo possibile). Una difficoltà ulteriore, eventualmente, è data dal voler rispettare il disegno e la colorazione di stampa (alcune difficoltà spariscono se si decide di trattare la carta come fosse plastica e di stuccare e dipingere liberamente): immagino si possano correggere usando programmi di grafica, ma io non saprei da che parte farmi.

Ecco, questo è più o meno tutto. La curiosità che mi ha portato a fare un modello in carta può portarmi a farne un altro, naturalmente. Almeno una piccola esperienza in questo settore mi mancava proprio e sono contento di averla fatta, ma c’è un sacco di altra roba che aspetta…

 

 

Anche qui ringrazio tutti quelli che mi hanno dato suggerimenti, consilgi e documentazione per il completamento del modellino. Non tutto ho potuto o voluto usare in questa mia prima esperienza, ma mi saranno senz'altro utili per fare una Gabbiano in plastica, come è nei miei progetti futuri. Grazie e ciao :-)

 

 

 

Caro Marcel,

 

Tutto dipende da come consideri questo materiale. Alcuni autori sono dei fanatici puristi del "tutto in carta", altri, me compreso, la utilizzano come media di base da cui partire. Il tuo modellino e' splendido, ma ci sono particolari che si potevano migliorare, come le scalette costruite con gradini separati, i proiettori con acettato e cosi' via. Se navighi nei siti deicati a questo hobby, come Kartonwork.pl, Kartonbau, Zealot, Konradus o Papermodelers, ci sono tantissimi consigli utili per ottenere il meglio da questi modelli, pur partendo da kit stampati. Alcuni levigano e dipingono i modelli di carta come se fossero dei normali kit di plastica, ottenendo modelli magnifici (vedi la Nagato su Kartonmodellbau) che hanno veramente poco da invidiare ai kit "normali". Se poi il kit gia' pronto non ti basta, GIMP ti permette gratuitamente di modificarlo con veramente poco sforzo, giusto usando le opzioni seleziona area, copia, incolla, o clona colore, secchiello. Trafficando col programma poi si possono ottenere modifiche anche sostanziali, ridisegnando gli schemi mimetici e alcuni particolari, non e' difficile convertire un'Ape in una Driade, o una Prestinari in una Cantore o una Montanari. Non ti posso dire che sia un lavoro facile, il Bande Nere mi ha portato via 6 mesi interi e il Pegaso e' gia' a 4, ma il primo era riprogettato all'80% e il secondo e' una costruzione integrale.

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
  • Forum Statistics

    • Total Topics
      45.4k
    • Total Posts
      526.3k
×
×
  • Create New...