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Buona sera Cti.

poco tempo fa, durante una delle mie sortite alla ricerca di reperti della grande guerra mi sono imbattuto nel rudere di un siluro usato, credo, per esercizi di sabotaggio e disinnesco.

L'arma è avio lanciabile da 450, due eliche bipala, ma le informazioni in mio possesso non mi hanno permesso di andare oltre, sia perchè quasi totalmente svuotato dei componenti che per l'assenza di scritte, neppure sui rivestimenti dei cavi.

Propongo qualche foto, magari dallo stile delle luci di ispezione viene fuori qualcosa, purtroppo l'impennaggio è completamente saltato.

Siccome vorrei restaurarlo in parte, sarebbe carino capire che diamine di arma si tratta :s03:

 

Senzatitolo-4.jpg

 

SL270100.jpg

 

Senzatitolo-2-1.jpg

 

DSC02411.jpg

 

SL270102.jpg

 

SL270103.jpg

 

Senzatitolo-1-1.jpg

 

Ciao!

Posted

Interessante ritrovamento Lefa. Ma quei fili non paiono un po' in contrasto con tutto il resto? Hai dedotto che sia un siluro per aereo dagli attacchi? Non potrebbero però essere quelli in uso sui lanciasiluri ad impulso laterale?

Da quel che si vede da una inquadratura dell'elica parrebbe uno dei nostri 450 mm della 2a G.M. Se poi fosse un'arma aviolanciabile potrebbe essere un tipo S.I 170/450 x 5,25.

Posted

Sono silurista solo nella finzione letteraria ma in effetti quei cavi (e quelle che sembrano essere delle prese di corrente sul corpo del siluro) insospettiscono anche me :s12: Inoltre il corpo centrale è schiacciato e non penso che vi sia un serbatoio d'aria compressa, a meno che non manchi la relativa sezione. Tutto mi fa pensare ad un siluro a propulsione elettrica.

 

Comunque per quanto danneggiato è certo un reperto degno di recupero :s20:

Posted

E' un siluro ww2, elettrico (si vede abbastanza bene il motore), i cavi vanno alle molte batterie che sono state rimosse, non credo proprio fosse dotato di alcun sistema elettro acustico.

Ipotizzo un avio lanciabile per il posto montano in cui si trova, i portelli tondi che si vedono devono essere delle luci per l'ispezione o le placche sulle quali si agisce dall'esterno per settare il siluro.

Sotto con le ipotesi che lo identifichiamo! :s03:

Posted

Un altro elemento a cui si dovrebbe prestare attenzione sono le alette direttrici sulla coda, che non sono (erano) dietro alle eliche com'era la prassi nei siluri italiani bensì davanti. Ho controllato sul libro delle armi delle navi italiane della Seconda Guerra e non risultano esserci stati in servizio in Marina dei siluri a propulsione elettrica da 450 mm; gli unici a propulsione elettrica usati da noi allora erano i G7e tedeschi che erano però da 533 mm ed abbastanza rari.

Propenderei a questo punto per una realizzazione postbellica o appunto d'origine aeronautica (pur se le maniglie che ci sono sul corpo mi paiono posticce più che aeronautiche).

Posted (edited)

L'impennaggio è totalemente saltato, tutto il castello che regge le alette mobili non c'è più.

Se noti, alla base dell'impennaggio fisso ci sono i fori per le braccia meccaniche che manovrano le alette, inoltre all'apice delle ali si vede un o spessore di materiale che porta ad immaginare l'attacco del castello che supera le eliche, almeno credo..

Edited by Lefa
Posted
Sotto con le ipotesi che lo identifichiamo! :s03:

 

Ciao Lefa, il mio tentavo l'ho già fatto (S.I 170/450 x 5,25) però come avete osservato sarebbe incompatibile col motore elettrico. Come saprai il 170 sta per la lunghezza in centimetri. Potrebbe essere compatibile? Le altre armi da 450mm della Regia Marina erano tutte da 200. Devo scavare per mettere mano a un libro da cui potrei trarre qualcos'altro. Non credo comunque possa trattarsi di un nostro siluro postbellico per aerei.

Posted (edited)

Non mi pare quello purtroppo :s06:

Bisogna fare caso ai paricolari, quali:

 

- La forma dell'impennaggio potrebbe essere come suggerito da Secondo Marchetti, ovvero alette prima delle eliche, oppure potrebbe avere un telaio che muove le alette dopo le eliche.

Rivalutando la mia opinione iniziale, reputo l'opzione di Secondo Marchetti più plausibile.

 

- Il motore è elettrico, io credo che si veda bene e che sia effettivamente il motore. Questo spiega i cavi elettrici e il parecchio spazio vuoto, concordiamo?

 

- Le scanalature a forma di goccia nell'ordinata del motore non sono continue per tutta la circanferenza della stessa, bensì a piccoli gruppi. Questo è un indizio importante a mio avviso.

 

- Le luci di ispezione o di settaggio (i buchi tondi) sono in lega, numerose e si può vedere bene la disposizione.

 

 

Non dimentichiamoci che il rilevamento delle dimensioni è stato frettoloso poiche contavo di tornarci prima dell'arrivo dell'inverno, alla fine non sono riuscito e ora mi tocca aspettare il disgelo. Comunque mi pareva proprio da 450.

Non dobbiamo neppure focalizzarci sul solo periodo ww2, dato che potrebbe benissimo essere una produzione del dopoguerra.

 

Io ho trovato molti riferimenti in questa bellissima foto colorata, credo sia un siluro tedesco. Gli addetti sono intenti a lubrificare l'arma per aggevolare l'ingresso. L'operazione veniva effettuata anche dai siluristi nei battelli.

Come potete notare, sia la disposizione delle luci (tre in fila e una quarta decentrata a sinistra) che le scanalure a goccia coincidono col nostro soggetto.

 

torpedo.jpg

 

Sotto!

 

[edit]

 

Diavolo, sembrerebbe proprio un siluro G7e Tedesco, i conti tornano: custodivamo tanti G7e negli arsenali, il siluro è nella zone della più grande polveriera del nord est, il G7e è effettivamente elettrico e la configurazione del suo impennaggio è come quella suggerita da Secondo Marchetti.

Devo aver preso una cantonata mostruosa con le quote, in questi mesi mi sono focalizzato sulla ricerca dei 450.

Che dite? Qualcuno ha altre immagini del G7e, magari provenienti dal fantomatico libro Tedesco sui siluri?

 

topedo-E7-1.jpg

 

Grazie! :s51:

Edited by Lefa
Posted (edited)

Ho dato un occhiata sommaria su internet. Ci sono diverse immagini. Su questo sito che mi sembra meriti di essere segnalato :

 

www.brancadori.eu/Pagine%20web/Galleria_fotog...

 

Ho trovato questo spaccato di un G7e :

 

g7e.jpg

 

Sempre sullo stesso sito un immagine di un nostro 450/170 :

 

450a.jpg[/img]

 

O un 450/200 in spaccato :

 

450200.jpg

 

 

P.S. : ci vorrebbe un silurista e/o Armi Navali all'opera negli anni '50 /'60 anche per quell'altra discussione...

Edited by Charlie Bravo
Posted (edited)

Magnifico lo spaccato del G7e! Grazie :s20:

Si può notare il motore e l'albero che coincidono col nostro oggetto, oltre alle cose che mancano, ora l'obiettivo è capire di che G7e si tratta.

Domani vado a comprare Die Torpedos der deutschen U-Boote che ho sempre evitato in quanto non so il Tedesco, nel frattempo ho consultato U-Boat dello stesso autore (E.Rossler) e ho visto che ci sono 18 armi elettriche:

 

T II (G7e)

T III (G7e)

T III Fat II (G7e)

T IIIa Fat I (G7e)

T IIIa-Lut I-Lut II (G7e)

T IIIb (G7e)

T IIIc (G7e)

T IIId (G7e)

T IIIe (G7e)

T IV (G7es)

T V (G7es)

T Va (G7es)

T Vb (G7es)

T VI (G7e)

T X (G7e)

T XI (G7es)

e altri due senza denominazione

 

Credo sia molto difficile determinare il modello preciso dalle poche e mal fatte immagini che ho postato (a meno che i buchi di ospezione cambino da modello a modello, come credo, visto che fino ad oggi le foto di G7e in mio possesso non mi hanno portato a indirizzare le ricerche in tal senso), in attesa del disgelo (se il manto nevoso non è eccessivo anche prima) piuttosto, indaghiamo sui fatti.

In Italia ci sono G7e per due ragioni, la prima è lo scambio avvenuto dopo la II° convenzione Ita-Ger che contemplava il passaggio alla Regia Marina di 1462 G7e in cambio di 950 W179X450X5.46 aviolanciabili (se fosse un'arma proveniente da questo lotto se ne potrebbe tracciare il modello preciso), la seconda è che dopo l'armistizio e l'occupazione Tedesca le nostre infrastrutture sono state usate dagli invasori (questo apre le porte a tutti o quasi i 18 modelli del G7e).

Vediamo un po' che salta fuori..

 

Ci vorrebbe decisamente un esperto in armi per far luce sulla questione dell'altro topic, mi interesserebbe anche un esperto sui radar che possa rispondere ad alcune domande che ho riguardo a un sistema molto interessante di cui ho letto, tra le altre sedi, qui nel forum.

 

[edit]

 

In rosso ho evidenziato i G7e, è probabile che il nostro pezzo sia un T II, dovrei trovare dei numeri relativi alle produzioni.

Edited by Lefa
  • 2 months later...
Posted
...Come saprai il 170 sta per la lunghezza in centimetri.

No, nelle sigle identificative dei siluri italiani, i due numeri indicano - rispettivamente - il peso della carica e il calibro. Di conseguenza, 170/450 identifica un siluro calibro dal diametro esterno di 450 mm e con una testa in guerra dal peso di 170 kg. :s02:

Posted

Ciao Maurizio, ben ritrovato da queste parti: grazie per aver corretto lo svarione 170 al posto di 5.25.

In effetti un silurotto da un metro e settanta poteva essere solo quello dello Yellow Submarine dei Beatles :s03:

Posted
LEFA,

mi pare di aver gia visto questo siluro..... :s10: :s10:

 

Ti pare eh?.. :s43:

 

In effetti un silurotto da un metro e settanta poteva essere solo quello dello Yellow Submarine dei Beatles :s03:

 

Hai mai visto i vari LCAW, tra i quali i nostri? :s02:

Posted

Andando a puro ragionamento - ovvero senza documenti alla mano - escluderei pure i G7e dal T IV compreso in poi; se ben ricordo questi ultimi erano modelli a guida attiva e dubito che sarebbero stati assegnati ad un teatro d'operazioni secondario come il Mediterraneo, senza contare il rischio del trasferimento...

Io suppongo che fosse o uno dei siluri passati alla Regia Marina, oppure uno di quelli in dotazione alle squadriglie di Schnellboote dell'Alto Adriatico

Posted (edited)
Hai mai visto i vari LCAW, tra i quali i nostri? :s02:

 

Caro Lefa al massimo arrivo a distinguere i Mk.44 :s01:

 

PS: complimenti per aver approfondito la ricerca su quel siluro.

Edited by Charlie Bravo
Posted

Le LCAW (Low Cost Anti-submarine Weapon) nascono dall’esigenza di riuscire a classificare un contatto sommerso in un ambiente littorial, le quali peculiarità rendono difficile l’identificazione, tanto da costringere talvolta colui che cerca a fare la prima mossa, spingendo il bersaglio a fare la propria e quindi rivelarsi.

Questa esigenza si è sentita particolarmente durante la guerra delle Falkland, dove ci si è anche resi conto che non si poteva tirare costosi siluri contro rilevamenti approssimativi solo per stanare un bersaglio.

Alla fine degli anni 80’ sotto imput NATO nascono dunque le armi economiche anti sottomarino, ovviamente in Italia (WASS).

I paesi che adottarono e sviluppano il programma, oltre all’Italia, sono Germania e Norvegia, che in seguito svilupperanno le loro versioni sulla base dell’ A.200 Italiano.

Qualche specifica (da Jane’s):

 

A.200: lunghezza 883.4 mm, peso11.3 kg, range 700 metri a 17 nodi. Più tardi viene sviluppata una versione migliorata con 18 nodi di velocità e un range di 2 km e/o una durata di 2 minuti.

 

A200/A: variante aviolanciabile, lunghezza 914.4 mm, peso 12 kg.

 

A200/N: variante Tedesco-Norvegese (Sea Pike in Germania), questo sistema accoppia il mini siluro A.200 con un vettore propulso a razzo che gli permette un incremento di range a 8 km.

 

A202: variante per operazioni speciali, peso 16 kg, utilizzabile sia da lanciatori Medusa che da unità minori.

 

Credo che su questo progetto si basi anche il più recente MTE (Mobile Target Emulator) del sistema di contromisure CIRCE.

 

Qualche immagine:

 

A.200 e A.200/A

 

lcawa200.jpg

 

A200/N Sea Pike

 

seapike.jpg

 

seapike2.jpg

 

Mobile Target Emulator del sistema CIRCE

 

circe.jpg

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