Guest Marcuzzo Posted March 20, 2009 Report Posted March 20, 2009 Fonte: L'Avvisatore Marittimo Sono state 1.600, nel 2008, le vittime del mare. Il dato, drammatico anche se in calo rispetto all’anno precedente, emerge dal rapporto della compagnia di assicurazioni Swiss Re sulle catastrofi, naturali e no, che sono avvenute lo scorso anno e sui danni umani e materiali che hanno provocato. Al primo posto in questa triste classifica ci sono l’uragano che ha colpito Myanmar e il terremoto in Cina. Per quanto riguarda gli incidenti marittimi, il più grave è stato senza dubbio quello del traghetto Princess of the Stars, nelle Filippine, che ha provocato 800 morti. Sessantasette persone furono salvate dalla guardia costiera filippina. L’affondamento del traghetto, da 23 mila tonnellate, fu aggravato dalla presenza a bordo di prodotti tossici. Secondo il rapporto di Swiss Re, nel 2008 ci sono stati 51 incidenti che hanno coinvolto navi di grandi dimensioni, provocando 1.600 morti. Di questi incidenti cinque riguardano mercantili, 32 navi passeggeri e 4 unità di altro tipo. Il danno materiale calcolato dalla compagnia assicuratrice è di 548 milioni di dollari. Alle vittime contate da Swiss Re vanno poi aggiunti i 32 morti provocati da attacchi dei pirati, secondo i dati diffusi qualche settimana fa dall’International Maritime Bureau (Imb). L’affondamento del Princess of the Stars fu causato dall’uragano Fengshen, anche se il processo in corso sta portando a galla anche gravi responsabilità umane. Lo stesso uragano causò l’affondamento di 119 barche da pesca. Una tempesta con venti fino a 130 chilometri all’ora fu all’origine di un altro icnidente, quello del traghetto ro-ro River Dance, al largo di Blackpool, senza per fortuna causare vittime. Sarebbero invece 25 le vittime del Rezzak, una nave che trasportava metallo scomparsa in febbraio nel Mar Nero con il suo equipaggio indiano, in viaggio fra la Russia e la Turchia. Il Mar nero si conferma uno dei mari più pericolosi, dopo che nel novembree 2007 una tempesta aveva portato al naufragio, nel corso dello stesso giorno, di ben cinque navi. Per quanto riguarda l’Italia, si segnala il caso dell’Ettore Morace, un alsicafo che si incagliò contro delle rocce vicino a Trapani con 81 passeggeri a bordo, alcuni dei quali rimasero feriti. L’anno si èchiuso con due altri gravi incidenti, sempre nelle Filippine. Il traghetto Don Dexter Cathlyn si è ribaltato a novembre provocando la morte di 42 persone. Il capitano fu arrestato dalle autorità filippine per aver condotto la nave illegalmente. Un mese dopo è stata la volta del Mae Jan, naufragato portando alla morte di 23 persone. Sul fronte della pirateria, il rapporto 2008 dell’Imb aveva registrato l’aumento degli attacchi nel Golfo di Aden, ma dava anche un segnale positivo con il calo di episodi nello Stretto di Malacca. Complessivamente in tutto il mondo gli attacchi alle navi sono stati 293, ossia l’11 per cento in più rispetto ai 263 del 2007. Le navi sequestrate sono state 49 e i membri di equipaggi presi in ostaggio 889. Altre 46 navi hanno subito colpi di armi da fuoco, che erano presenti in 139 dei 293 attacchi: quasi il doppio rispetto ai 72 casi del 2007, a indicare una escalation del fenomeno non solo in quantità anche nell’organizzazione. I morti sono stati 32, di cui 11 accertati e 21 presunti in quanto dispersi. L’aggravarsi della situazione è dovuta agli episodi nel Golfo di Aden, di fronte alla Somalia, dove si sono verificati 111 attacchi. Il mese peggiore per il Corno d’Africa è stato settembre, con 19 episodi. La seconda area più pericolosa è la Nigeria, con 40 attacchi. L’Indonesia ha avuto un crollo dei casi, passando da 121 nel 2003 a 28 nel 2008. Alberto Ghiara Quote
Red* Posted March 20, 2009 Report Posted March 20, 2009 Sperando sempre in una risoluzione del fenomeno pirateria rivolgo un pensiero a tutte le vittime. Grazie Marcuzzo per queste informazioni che ci dai. Un saluto RED Quote
Totiano* Posted March 21, 2009 Report Posted March 21, 2009 aggiungo un piccolo dettaglio, di cui pochi sono a conoscenza (credo) Le capitanerie di porto hanno il compito di svolgere una indagine, a volte parallela ai giudici, su ogni incidente che si verifica in mare, dal pattino al Moby Prince per dare un'idea del "complessivo". i risultati di queste commissioni devono avere anche una parte dedicata alla possibilità di evitare gli incidenti successi e le relazioni vengono trasmesse all'IMO. credo sia anche da qui che arrivano tutte le prescrizioni per salvaguardare la vita in mare Quote
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