Guest Marcuzzo Posted November 11, 2008 Report Posted November 11, 2008 Un giro del mondo senza fiato, circa 90 giorni in solitudine. Il 09/11 u.s., alle 13.02, c'p stato il via da Les Sables d'Olonne all'incredibile regata in solitario e senza scalo: 30 i partecipanti, ma neanche un italiano. Il Vendee Globe è considerato l'Everest della vela. Circa tre mesi in navigazione in solitaria senza scalo e senza assistenza. La metà delle unità partecipanti non concluderà la regata (dati statistici). Dalla Gazzetta dello Sporto del 08/11/2008 LES SABLES D’OLONNE (Francia), 8 novembre 2008 - Forse basta camminare qualche ora sui pontoni di questo porto della Vandea, Nord Ovest della Francia, non troppo lontano da Nantes, per capire che cosa spinge Rafhael Dinelli, sposato con due figli a tornare per la quarta volta in quell’inferno d’acqua, con una barca non più giovanissima. Proprio lui che nel 1996, aggrappato allo scafo della sua barca, rovesciata, cercava di sopravvivere fra onde alte come colline. Il suo salvataggio da parte del collega inglese, Pete Goss, fu una delle icone di quella edizione. Gli andò poco meglio quattro anni più tardi: la corsa di Dinelli si fermò sulla schiena di una balena. Speronato il cetaceo fu costretto a fermarsi in Sud Africa. Uno stop che il Vendée Globe, la regata più dura al mondo, non ammette. SENZA FIATO - Un giro del mondo senza fiato, circa 90 giorni (il record della regata è stato stabilito nel 2005 da Vincent Riou in 87 giorni, 10 ore e 47 minuti), in solitudine. Mangiando cibi liofilizzati, dormendo al massimo due ore alla volta, non più di cinque in un giorno. Molto spesso inzuppati, stanchi, infreddoliti e doloranti. Ma per Raphael non è stato ancora abbastanza, quattro anni fa è arrivato finalmente a casa (abita a Les Sables d’Olonne), dodicesimo 125 giorni più tardi di quando era partito. Sarà al via anche domani, per la quarta volta, assieme ad altre 29 concorrenti, in quella che è stato definito l’Everest della vela. Ma più difficile: se sul tetto del mondo sono saliti in 2000, meno di 50 hanno completato questo giro del mondo. Chi lo fa (o almeno ci prova) merita un premio: questo devono pensare il milione di persone che sono attese nel giorno della partenza. Un tributo importante a questi “impiegati del coraggio” che stanno per salutare la terra per i prossimi tre-quattro mesi… Gian Luca Pasini Dalla Gazzetta dello Sporto del 11/11/2008 Le tempeste stanno rendendo ardua la prima parte dell'Everest del mare. Otto imbarcazioni, travolte da tempeste e avarie nel Golfo di Biscaglia, hanno fatto ritorno alla base per riparare i danni, poi ripartiranno. Groupe Bel e DNCS costrette al ritiro. Al comando cinque francesi MILANO, 11 novembre 2008 - L'Everest del mare è una gara che non finisce mai. Potenzialmente essere in testa non significa niente, perché basta poco per ribaltare la situazione. Questa è la "Vendée Globe", il giro del mondo in barca a vela in solitario, senza scalo e senza assistenza. La regata delle regate, insomma, partita domenica e in pieno svolgimento. Con tempeste annesse. GIRO DEI CONTINENTI - Tornare al punto di partenza (Les sables d'Olonne, sulla costa ovest francese) dopo aver superato i tre punti estremi del Sud America, dell'Africa e dell'Australia: Capo Horn, Buona Speranza e Leeuwin. Questa è l'impresa che viene richiesta per poter conquistare la Vendée. Per ora i partecipanti hanno doppiato Finisterra, in Spagna; d'altronde siamo proprio all'antipasto, visto che ci vorranno almeno 90 giorni per completare il tutto. RIPARAZIONI - Otto velisti su trenta, però, sono già finiti nei guai non appena imboccato il Golfo di Biscaglia. Tempeste e avarie li hanno costretti a fare ritorno alla base per sistemare le barche. Regata compromessa? Assolutamente no, anzi. Dopo aver riparato i danni potranno ripartire e, perché no, rimontare. Un guasto capita a tutti, anche a chi in questo momento è in testa. Per la cronaca, Jean-Pierre Dick sulla Paprec Virbac, che guida la pattuglia di cinque francesi al comando. Ricordiamo che non ci sono italiani in gara. DISALBERATI - E' andata decisamente peggio ad Aquarelle.com di Yannick Bestaven e a Groupe Bel di Kito de Pavant: hanno disalberato, e tornare alle Sables d'Olonne è stata un'impresa. Groupe Bel è stata costretta a lasciare la competizione come DCNS di Mark Thiercelin, vittima stamattina di un incidente che ha reso impossibile il ritorno in porto. Alessandro Ruta Ma che cos'è il Vendee Globe? Da Nautica.it SOLI NELL'INFINITO Ogni sport ha il suo Everest ed indubbiamente, per la vela, almeno quella oceanica, il picco più alto è rappresentato dal giro del mondo in solitario, senza scalo e senza aiuti esterni. Un velista, la sua barca, l'oceano ed i venti dal fetch infinito che girano intorno all'Antartide. Niente di più, se non una preparazione meticolosa, una volontà ferrea, un'idea fissa ed anche un po' folle. Ma bisogna pensare che tutti quelli che partecipano alla Vendee Globe, sono nipoti di Bernard Moitessier che rinunciò al globo d'oro ed alle 5000 sterline di premio, mentre era in testa alla Golden Globe, il giro del mondo organizzato dal Sunday Times nel '66. Invece di tornare al traguardo in Inghilterra, preferì continuare a navigare, fermandosi soltanto in Polinesia, dopo un giro e mezzo del mondo. Poi Philippe Jeantot, più di venti anni più tardi, riprese l'idea e organizzò la Vendée Globe. I partecipanti sono stati 13 nel 1988, 16 nel 1992, 17 nel 1996. Ma sulla linea di partenza, il 9 novembre scorso, gli skipper erano 24, così il record dei partecipanti al giro del mondo in solitario senza scalo è stato battuto. E non è l'unico! Record anche nel numero di nazioni rappresentate: 12 francesi, 4 inglesi, 3 svizzeri, 2 italiani, un belga, uno spagnolo, un russo. Record di barche nuove (13 barche costruite dal 1997), il che promette una bella lotta in mare. Record di misure di sicurezza: gli scafi sono sicuramente autoraddrizzabili, inaffondabili, a tenuta stagna, hanno un'uscita di sopravvivenza, chiglia arancione fosforescente e un quadrato arancione fosforescente di 4 mq dipinto sul ponte per facilitare un'individuazione aerea, zattera di salvataggio, ripetitore radar, kit di sopravvivenza obbligatorio e poi c'è il divieto di scendere al di sotto del 57° Sud, che diminuisce in parte il rischio superfluo. Il record è anche nei favoriti. Finora solo tre o quattro partecipanti erano in grado di vincere la regata. Questa volta, considerato l'esperienza degli skipper, la competitività delle barche, dei mezzi utilizzati, i pretendenti alla vittoria sono almeno una dozzina. E poi c'è il record da battere, quello del tempo di percorrenza: 105 giorni, 20 ore, 31 minuti, conseguito da Christophe Auguin su "Géodis" nel 1996. Sarà migliorato? E' da vedere; ma è veramente essenziale? Per il pubblico, questa regata rappresenta l'avventura al di là dello sport, lo sconosciuto al di là della competizione, il compimento della natura umana al di là della vittoria. Così, dopo un rinvio di quattro giorni a causa delle condizioni meteo proibitive, alle 13,11 un colpo di cannone ha dato il via alle 24 imbarcazioni che da Les Sables d'Olonne, sulla costa della Vandea (Francia) hanno fatto rotta verso il Golfo di Biscaglia dirigendosi poi a Sud, alla circumnavigazione dell'Antartide da Ovest a Est per risalire da Capo Horn e ritornare al punto di partenza. Ad affrontare questa vera e propria maratona dei mari di 25 mila miglia, ci sono per la prima volta due italiani: Pasquale De Gregorio con il 50 piedi "Wind" e Simone Bianchetti al timone del 60 piedi "Aquarelle.com". Simone Bianchetti, 30 anni, è uno dei più giovani, mentre Pasquale De Gregorio è il più anziano della regata. Due italiani è un record, perché nel 1996 non ce ne erano stati, mentre l'edizione precedente aveva visto alla partenza Vittorio Malingri. Simone Bianchetti ha passato un periodo difficile nella ricerca di finanziamenti. L'anno scorso aveva addirittura carezzato l'idea di realizzare il suo sogno: noleggiare "Géodis", l'imbarcazione di Christophe Auguin, vittoriosa nel 1996. Ma, in mancanza di fondi, il giovane skipper ha potuto comunque prendere il timone di un 60 piedi, ancora più celebre: 'Uunet". Questo progetto di Briand è detentore con Monnet del record di velocità del giro del mondo al contrario (152 giorni) e di altri importanti successi. "Aquarelle.com" è la barca partecipante più vecchia; è stata costruita nel 1988/89 da Jeanneau. L'amore per il mare e la scoperta della vela per Pasquale De Gregorio si sono manifestati molto tardi, quando aveva già 30 anni, ma da allora lo skipper ha recuperato il tempo perso. Questo ex avvocato, 59 anni, ha poi fatto esperienza partecipando a numerose regate open in doppio (Cinquecento per 2, Roma per 2, Rimini-Corfù- Rimini). Ma lo skipper di "Wind" accarezza da anni il sogno di partecipare al Vendée Globe e la sua barca, un 50 piedi, semplice e solida come lui, progettata da Umberto Felci, è stata costruita per questa regata. Dopo averla collaudata nella One New Man Star, la transoceanica Plymouth-Newport, conclusa con un quarto posto lo scorso luglio, De Gregorio ha introdotto sostanziali modifiche alla chiglia (ora fissa, non più basculante) e ai sistemi di galleggiamento, integrando l'attrezzatura con nuovi strumenti di comunicazione. "La navigazione in solitario, secondo me, è innanzitutto un problema mentale. Se decidi di farla, il problema del solitario è quello incontrato da qualsiasi crocierista, tranne che il solitario deve pensare solo a sé, mentre con un equipaggio a bordo devi pensare anche agli altri. - afferma Pasquale, che regatando con un 50 piedi non ha grandi possibilità di vittoria assoluta, ma solo di classe - La mia ambizione principale è quella di terminare il giro senza problemi e con la barca in ordine; poi si vedrà. Solo alla fine saprò chi è arrivato davanti e chi dietro". Ma ci sarà anche una regata nella regata tra i tre 50 piedi iscritti e Pasquale intende fare bella figura. Numerosi i francesi in gara. Raphael Dinelli, 32 anni, che ha già partecipato a 2 edizioni, fu salvato in extremis da Pete Goss nel 1996. Il suo desiderio è di fare il giro con prudenza e competitività su "Sogal Extenso", barca con la quale ha realizzato un terzo posto nella Route du Rhum. Thierry Dubois, 33 anni, su "Solidaires", un progetto di Joubert-Nivelt, impegnato nella battaglia per i diritti dell'uomo. Catherine Chabaud, 38 anni, una delle favorite, sul suo 60 piedi "Whirpool", progettato da Marc Lombard, vanta un curriculum velico eccellente: due Solitaire du Figaro, dodici transatlantiche di cui tre in solitario, sesta al Vendée Globe 96-97, vittoria al Fastnet 1999. L'altra donna in gara, anch'essa fra i favoriti, britannica, è Ellen MacArthur, 24 anni, che tanto ha fatto parlare di sé per la sua giovane età, la sua passione velica e per la recente vittoria nella Transat Europe 1 su "Kingfisher", il suo 60 piedi costruito in Nuova Zelanda. Michel Desjoyeaux, 34 anni, in equipaggio con Philippe Jeantot nella Course de l'Europe e con Eric Tabarly nella Whitbread, ha al suo attivo sette partecipazioni alla Solitaire du Figaro, di cui due vittoriose. Di "PRB", progetto Finot-Conq, varato nel 2000, dichiara che è una barca sicura, sulla quale ha privilegiato le norme di sicurezza, e si sente pronto e sereno. Lo spagnolo Javier Sanso, 31 anni, che ha vinto il mondiale 40 piedi a Sydney, naviga su "Old Spice", una barca del 1992, e promette che sarà la sua prima e ultima partecipazione. Marc Thiercelin, 40 anni, che naviga in solitario da 11 anni e vanta un secondo posto alla Vendée Globe 96-97, mira alla vittoria sul suo "Active Wear", progetto Finot-Conq, varato nel 1998, con il quale ha già effettuato un giro del mondo, anche se poi vi ha apportato delle modifiche: la chiglia mobile e le derive. Josh Hall, 38 anni, inglese, possiede oltre 15 anni di esperienza velica con al suo attivo 130.000 miglia di navigazione. Dopo la perdita della barca nel BOC del 1993, Josh ha vinto la Newport-Bermuda-Newport nel 1995 ed è secondo nella Europe 1 Star nel 1996. Con il suo "Gartmore 3", progetto Finot-Conq, varato nel 1998, modificato per la regata (chiglia appesantita per aumentare la stabilità), può mirare alla vittoria. Bernard Gallay, 40 anni, titolare di un'agenzia di brokeraggio, regata su "Voila.fr", ex "Géodis", barca che stabilì il record nel 1996, della quale ha mantenuto lo scafo e il timone, mentre tutto il resto è stato interamente modificato: bulbo appesantito, chiglia inclinabile in navigazione fino a 30° ma che va fino a 45° in caso di ribaltamento. Aspira a terminare la regata. Dominique Wavre, 45 anni, svizzero, si definisce un "navigatore atipico", prima perché è svizzero, poi perché ha al suo attivo quattro giri del mondo. Nella costruzione di "Union Bancaire Privée", progetto Finot-Conq, ha privilegiato la sicurezza: carena semplice, chiglia fissa, albero pesante. Bernard Stamm, 37 anni, l'altro svizzero, è alla sua prima esperienza in un giro del mondo in solitario su "Superbigou", progetto Pierre Rolland, varato nel 2000. Yves Parlier, 39 anni, ha vinto numerose regate in solitario e la course de l'Europe in equipaggio nel 1999, mentre è arrivato quarto nella Vendée Globe del 1992. Si è preparato bene e a lungo su "Aquitaine Innovations", progetto Finot, varato nel 1996, e mira alla vittoria. Richard Tolkien, 45 anni, naviga su "This Time", ex "Fujicolor III", costruito nel 1991 su progetto Luc Bouvet e Olivier Petit, poi alleggerito. "Non sono un professionista - afferma il britannico - sono un amatore". Fédor Konyukhov, 49 anni, primo russo a partecipare a questa regata, già scalatore dell'Everest, è su una vecchia imbarcazione "MUH", costruita nel 1990, con la quale ha partecipato all'Around Alone. Il suo intento è quello di studiare il comportamento, l'equilibrio e la psicologia umana in condizioni particolarmente difficili. Roland Jourdain, 36 anni, un altro favorito, è su "Sill Entreprises", progetto Marc Lombard, con chiglia mobile e scafo in carbonio, ha come obiettivo la vittoria, visto che sono sette anni che si prepara all'appuntamento. Mike Golding, 40 anni, uno dei favoriti, con il suo "Team Group 4" ha disalberato a poche miglia dalla partenza; dopo aver riparato, è ripartito, senza poter più aspirare alla vittoria, ma solo al record. Il tedesco Joe Seeten, 43 anni, su "Nord/Pas de Calais" ha una barca non competitiva che risale al 1991, sulla quale ha effettuato lavori solo per adeguarla alle attuali norme di sicurezza. Per lui la regata rappresenta un'avventura. Didier Munduteguy, 47 anni, responsabile di un porto peschereccio, è alla sua quarta partecipazione. Con la stessa imbarcazione del 1996, con la quale aveva disalberato, si vuole togliere lo sfizio di fare un giro del mondo, questa volta più preparato e con più maturità. Patrick de Radigues, 43 anni, è uno degli altri due regatanti, oltre De Gregorio, a partecipare con un 50 piedi, "La libre Belgique", progetto Berret/Racoupeau, arrivato secondo in classe 2 monoscafi nella transat Québec-Saint Malo. Lo skipper belga è alla sua seconda partecipazione alla Vendée Globe. Patrice Charpentier, 50 anni, 50 piedi, 50esimo... Così si presenta lo skipper che, senza velleità di vittoria, su "VM Matériaux", ex "Aqua Quorum", progetto Adrian Thompson, partecipa, grazie a uno sponsor tardivo. Thomas Coville, 32 anni, su "Sodebo", progetto Finot, cantiere Kirié, è al suo primo grande appuntamento del genere. Egli afferma che parte innanzitutto per fare un viaggio. Anche Eric Dumont, 39 anni, su "Euroka", progetto Finot-Conq del 1992, mira a terminare la regata. La sua barca, già vincitrice del Vendée Globe con Alain Gautier nel 1992, è stata profondamente modificata, con una chiglia mobile inclinabile a 30° e fino a 45° in emergenza. Insomm, i più grandi skipper oceanici si stanno rincorrendo intorno al mondo, per dimostrare le loro doti di navigatori. Chi batterà il record, vincerà la regata, legherà il suo nome a quello dei più famosi navigatori solitari di tutti i tempi, ma solo arrivare al traguardo potrà essere comunque considerata una grande impresa. In apertura, a sinistra: "Kingfisher" di Ellen MacArthur. A destra Pasquale De Gregorio al timone del suo "Wind". Nel paginone precedente, sopra: "Groupe 4" di Mike Golding ripartito dopo aver perso l'albero. Sotto: "Sodebo"di Thomas Coville. In questa pagina, sopra: Ellen MacArthur al carteggio. Sotto: "Solidaires" di Thierry Dubois. Alcune foto E' stato scritto anche un libro da Inbar Meytstar, "Il mio Vendee Globe" Da leggere assolutamente!!! Quote
Guest luciano pietri Posted November 11, 2008 Report Posted November 11, 2008 CiaoMarcuzzo e grazie dell'info. Ricordo ancora con commozione quando Ambrogio Fogar rientrò a Castiglione della Pescaia dopo a circumnavigazione in solitaria con una barca che certo non era all'altezza dei bolidi che partecipano al Vendee, il Surprise. Infatti ci mise ben 13 mesi facendo rotta da est a ovest cioè controvento e contro le correnti. Quote
Guest Marcuzzo Posted November 11, 2008 Report Posted November 11, 2008 Infatti ci mise ben 13 mesi facendo rotta da est a ovest cioè controvento e contro le correnti. Alla competizione partecipa anche Dee Caffari, ragazza inglese che fu la prima donna (e la quinta personain assoluto) a compiere tale impresa. Ha scritto anche un libro in proposito, "contro i venti e le correnti". :s02: Quote
sommozzatore Posted January 3, 2009 Report Posted January 3, 2009 Fra i navigatori che hanno partecipato alle precedenti Vendee Globe ricordo il prmo italiano ad averlo concluso SIMONE BIANCHETTI ALLA VENDEE GLOBE - SIMONE BIANCHETTI E’ IL PRIMO VELISTA ITALIANO A GIRARE INTORNO AL MONDO IN SOLITARIO, SENZA SCALO E SENZA ASSISTENZA TEMPO FINALE: 121 GIORNI, 1 ORA, 28 MINUTI - MIGLIA PERCORSE: C.A. 27.000 Les Sables d’Olonne, 10 marzo 2001. Simone Bianchetti è il primo velista italiano a girare intorno al mondo in solitario senza scalo e senza assistenza. Dopo aver incrociato al largo delle Canarie, essersi inoltrato nell’Atlantico del sud e aver circumnavigato il globo terrestre da ovest a est - doppiando il Capo di Buona Speranza in Africa, il Capo Leeuwin in Australia e quindi il mitico Capo Horn in Ameri.ca, dopo 120 giorni di navigazione e non meno di 27.000 miglia (circa 50.000 km) alle 17.43 di oggi Simone Bianchetti ha finalmente coronato il suo sogno ed è entrato di diritto nella storia della vela italiana. ps è da molto che non posto foto mi date qualche dritta (mi sento un pò recluta............) :s10: :s10: :s10: Quote
Totiano* Posted January 3, 2009 Report Posted January 3, 2009 ps è da molto che non posto foto mi date qualche dritta (mi sento un pò recluta............) trovi tutto al 3° post di questa discussione http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=3681 Quote
sommozzatore Posted January 3, 2009 Report Posted January 3, 2009 (edited) Grazie Totiano @Sommozzatore: ho corretto la foto, marco. devi copiare la stringa sotto la fotografia... Edited January 4, 2009 by Totiano Quote
sommozzatore Posted January 4, 2009 Report Posted January 4, 2009 Grazie Totiano ci sono arrivato.......... :s20: :s60: mi merito un giro di chiglia :s25: vi allego un paio di foto di Simone Quote
Totiano* Posted January 4, 2009 Report Posted January 4, 2009 mi sembra di conoscere diverse persone in quella foto.... pensi che Simone potrebbe sopportare l'arrivo di betasom per raccontare qualche aneddoto? d'altronde Cervia in primavera non è male :s02: Quote
sommozzatore Posted January 4, 2009 Report Posted January 4, 2009 Purtroppo Simone è salpato il 26 giugno del 2003 per l'ultima navigazione "un aneurisma" al rientro del giro del mondo a tappe dove è arrivato 3 dopo aver disalberato per tre volte, sto raccogliendo un po di foto per ricordarlo visto che ora abbiamo lo spazio per le discussioni a tema Nautica (e che ho imparato ad allegarle). ho collaborato con lui per oltre 10 anni dal 1° tentativo del giro del mondo sono stato il suo addetto stampa, trova roba, segretario, testimone d nozze ecc..... Simone è uno dei nostri Sgt, NP. in ferma breve e anche in quel periodo ne ha combinate di belle. nei post precedenti è citato il libro di Imbar Maytsar che era sua moglie. comunque in primavere possiamo vedere di organizare qualsiasi cosa. Quote
sommozzatore Posted January 18, 2009 Report Posted January 18, 2009 Bernard Stamm arenato dopo 36 giorni di navigazione Quote
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