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Se Qualcuno Costruisse Un Somm. Italiano


Anteo

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La stampa inserita era del sommergibile Giuliani e il perchè delle catene, messe dagli spagnoli, è spiegato molto bene da Wikipedia da cui vi riporto il brano riguardante il fatto.

 

Il 16 agosto il Giuliani si avviò sulla rotta di rientro, ma il 1º settembre fu attaccato in rapida successione da tre idrovolanti Short Sunderland, che lo danneggiarono seriamente; morirono cinque uomini (i sergenti Giovanni De Santis ed Enzo Grimaudo ed il sottocapo Cesario Verardo uccisi nell’attacco, il capo di seconda classe Andrea Assali ed il marinaio Francesco Perali scagliati in mare dagli scoppi e annegati) mentre altri quattro uomini rimasero gravemente feriti (fra di essi anche il comandante Bruno che, ferito alla gola, dovette cedere il comando al secondo)[3][6][2].

Il giorno seguente il sommergibile fu oggetto di altri tre attacchi aerei: poté evitare i primi due immergendosi, ma nel terzo – ad opera di un Wellington cecoslovacco – fu danneggiato da tre bombe (su sei lanciate) e mitragliato, con danni estremamente gravi: casse e doppifondi di sinistra parzialmente distrutti, cannone, girobussola, tubature compenso nafta e impianti radio ed elettrico inutilizzabili; il Giuliani rimase alla deriva per due ore prima di poter rimettere in moto[6][2].

Nel mattino del 3 settembre il sommergibile raggiunse a fatica il porto spagnolo di Santander; dopo alcune riparazioni provvisorie sarebbe potuto ripartire il giorno seguente, ma le autorità spagnole, per non porsi in cattiva luce nei confronti degli Alleati (infatti già altri sommergibili italiani, dopo aver effettuato riparazioni d’emergenza in porti spagnoli, erano fuggiti spesso con la compiacenza delle autorità locali) lo proibirono perché erano trascorse le ventiquattro ore previste perché una nave di una nazione belligerante potesse sostare in un porto neutrale[7][2].

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  • 2 weeks later...
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La stampa inserita era del sommergibile Giuliani e il perchè delle catene, messe dagli spagnoli, è spiegato molto bene da Wikipedia da cui vi riporto il brano riguardante il fatto.

 

Il 16 agosto il Giuliani si avviò sulla rotta di rientro, ma il 1º settembre fu attaccato in rapida successione da tre idrovolanti Short Sunderland, che lo danneggiarono seriamente; morirono cinque uomini (i sergenti Giovanni De Santis ed Enzo Grimaudo ed il sottocapo Cesario Verardo uccisi nell'attacco, il capo di seconda classe Andrea Assali ed il marinaio Francesco Perali scagliati in mare dagli scoppi e annegati) mentre altri quattro uomini rimasero gravemente feriti (fra di essi anche il comandante Bruno che, ferito alla gola, dovette cedere il comando al secondo)[3][6][2].

Il giorno seguente il sommergibile fu oggetto di altri tre attacchi aerei: poté evitare i primi due immergendosi, ma nel terzo – ad opera di un Wellington cecoslovacco – fu danneggiato da tre bombe (su sei lanciate) e mitragliato, con danni estremamente gravi: casse e doppifondi di sinistra parzialmente distrutti, cannone, girobussola, tubature compenso nafta e impianti radio ed elettrico inutilizzabili; il Giuliani rimase alla deriva per due ore prima di poter rimettere in moto[6][2].

Nel mattino del 3 settembre il sommergibile raggiunse a fatica il porto spagnolo di Santander; dopo alcune riparazioni provvisorie sarebbe potuto ripartire il giorno seguente, ma le autorità spagnole, per non porsi in cattiva luce nei confronti degli Alleati (infatti già altri sommergibili italiani, dopo aver effettuato riparazioni d'emergenza in porti spagnoli, erano fuggiti spesso con la compiacenza delle autorità locali) lo proibirono perché erano trascorse le ventiquattro ore previste perché una nave di una nazione belligerante potesse sostare in un porto neutrale[7][2].

 

Adesso ricordo :rolleyes: ne abbiamo parlato ampiamente anche nella scheda del battello:

 

http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=31946entry298877

 

magico 8°/88

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Ciao a tutti, ciao gpez! Scusate l'avatar, ma il mio assieme gli altri miei memorizzati sono scomparsi(come mai?) ed al momento ho solo questo!

Dando una scorsa a tutti i vari interventi tuoi e di altri comandanti, avrei anche la mia da dire...

Considera che oltre 15 anni fa ho iniziato in sordina e "solo soletto" questa bellissima branca del modellismo subacqueo.

A quei tempi non mi risulta ci fossero modellisti interessati ai sommergibili o sottomarini che fossero, quindi le idee che indico più che consigli sono dettati esclusivamente dalla mia esperienza "sul campo".

Per la radio è buona norma usare frequenze il più basse possibili ho letto che desideri appoggiarti ad una vecchia Futaba a 72 Mhz dovrebbe andare bene visto che le vecchie radio avevano un potenza di trasmissione molto alta rispetto alle odierne...meglio ancora se la trovi sui 27-26 Mhz. Considera che più è bassa la frequenza di trasmissione più penetra in profondità.

Per il riduttore userei due motori con due regolatori ed un mixerino collegato al timone in modo che l'elica, quindi il motore ad essa collegata all'interno della curva riduca proporzionalmente il regime mentre quella all'esterno lo incrementi in modo da agevolare le "sterzate" che altrimenti richiederebbero metri e metri di spazio e che spesso non ci sono, evitando così manovre poco probabili.

Al limite se non vuoi imbarcarti in soluzioni complesse puoi sempre installare un solo regolatore con in parallelo i due motori ed inserire dei microswitch in serie a ciascun motore spegnendolo in funzione della posizione del timone, ovviamente disattivando sempre quello all'interno della curva.

Ho letto che vuoi bilanciare il modello riempiendolo con "materiale galleggiante" tipo polistrirolo o simili, ritengo che sia un "brutto" ripiego...perchè è molto difficile bilanciare a meno di un compromesso spesso pesante un modello sia in superficie che in immersione...se poi il modello come al sottoscritto piace farlo navigare molto in profondità, inizia lo "schiacciamento" del materiale di galleggiamento con conseguente variazione di assetto e incontrollato.

 

 

Ciao

Skipjack

Edited by SKIPJACK
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  • 2 weeks later...

apprezzo i consigli skipjack però a questo punto il modello è già impostato con il riduttore per un unico motore, se come dici avrò problemi di virate larghe a suo tempo modificherò il tutto tenendo conto dei consigli ricevuti. Per quanto riguarda il polistirolo hai ragione, la soluzione non è delle più pulite, tieni però presente che questo è il mio primo sommergibile dinamico e quindi inevitabilmente porterà i segni di questa inesperienza, sto facendo tesoro delle informazione che attraverso questa discussione stanno arrivando e comunque penso che il tutto possa fare comodo anche a chi inesperto come me volesse intraprendere una avventura simile alla mia.

In queste settimane sono andato avanti con la sistemazione delle tre parti del ponte, sono prevalentemente lavorazioni " di carta vetrata e stuccature " oggi, invece, mi sono cimentato con la costruzione del portello di prua per l' accesso allo scivolo di imbarco dei siluri di seguito le foto:

 

Si incomincia con la formazione del volantino

 

dscf2407ed.jpg

 

dscf2408n.jpg

 

dscf2410j.jpg

 

la formazione dell' asse di rotazione

 

dscf2412j.jpg

 

ed infine del portello di chiusura e del boccaporto di accesso

 

dscf2413o.jpg

 

ecco quà il lavoro finito

 

dscf2415a.jpg

 

dscf2416x.jpg

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  • 2 months later...

è passato un pò di tempo dall' ultima volta che ho postato delle foto, i lavori sono andati avanti a rilento causa lavoro e vacanze e hanno riguardato prevalentemente le sistemazioni del ponte complicate da tutta una serie di finiture che inizialmente erano state sottovalutate ma che incidono in maniera rilevante sulla gestione del modello.Le prime due foto riguardano il sistema usato per la finitura dei profili tra lo scafo e il ponte apribile.

copertura dello scafo con carta adesiva, stuccatura e successiva carteggiata per pareggiare i profili

 

 

dscf2404q.jpg

 

 

dscf2405f.jpg

 

 

dscf2406w.jpg

 

foratura di prua ed installazione dei tubi di lancio anteriori

 

dscf2538v.jpg

 

dscf2539a.jpg

 

dscf2540e.jpg

 

dscf2666zi.jpg

 

fresature dei bagli del ponte

 

dscf2665n.jpg

 

preparazione e installazione dei punti di fissaggio

 

dscf2664r.jpg

 

dscf2670p.jpg

 

preparazione delle lastrine per le fotoincisioni delle parti del ponte di poppa e di prua

 

dscf2668h.jpg

 

dscf2669s.jpg

 

ed infine la parte più complicata tutt' ora in corso la sistemazione delle lamiere per la formazione del "canale laterale " (chiedo scusa del termine ma non so come si chiama) per la fuoriuscita in emersione dell' acqua dalla scafo interno

 

dscf2722e.jpg

 

dscf2726i.jpg

 

dscf2727o.jpg

 

adesso il passaggio successivo sarà tanta pazienza, stucco e tanto olio di gomito per carteggiare e rifinire il tutto... alla prossima

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da base artica, marco

 

............. :smiley19: ................................. :ohmy: ......................................... :smiley19:

 

posso solo dire : molto bello, continua cosi e manda foto.

 

salutoni marco

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  • 2 weeks later...

stanco di carteggiare questo sabato e domenica mi sono dedicato alla formazione della scaletta esterna per l' accesso al ponte superiore della torretta, (dopo aver preparato una dima per il contenimento del tondino usato da 1 mm. )

 

dscf2822.jpg

 

alla preparazione delle luci di via, partendo da un tondino da 5 mm.

 

dscf2724i.jpg

 

fresandolo successivamente da un lato, preparando poi da un lamierino da 1 mm. il contenitore del fanale e da un piatto di 3 mm. le coperture frontali delle medesime

 

dscf2787d.jpg

 

di seguito la saldatura del tutto

 

dscf2788d.jpg

 

le differenze delle dimensioni sono state poi eliminate a lima, nella foto successiva i pezzi sopra descritti in posizione

 

dscf2824jc.jpg

 

nella foto si vedono anche i passamani laterali preparati come da foto successiva

 

dscf2823m.jpg

 

nell' immagine seguente il dettaglio più ravvicinato da dove si può vedere anche la maniglia della porta della torretta

 

dscf2825g.jpg

 

le imperfezioni che si vedono spariranno tutte dopo le due- tre mani di vernice di fondo catalizzata, alla prossima

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da base artica, marco

 

 

....... :blink: :blink: :blink: ............................................. che dire................ :smiley19: :smiley19: :smiley19: ...!

 

vai avanti e tante foto cosi prego :biggrin: .

 

saluti e complimenti marco

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Con la ringhiera interna, l' allestimento della torretta è finito così sabato prossimo dopo la verniciatura (e a tal proposito accetterei volentieri consigli per il colore da usare per l' apparato timoneria ) potrò finalmente chiudere la parte superiore per poter allestire l' antenna e completare tutte le parti esterne

 

dscf2826xb.jpg

 

ho anche terminato le stuccature dei raccordi delle parti smontabili, a prua

 

dscf2828p.jpg

 

e a poppa

 

dscf2829c.jpg

 

questo è l' insieme una volta montate tutte le parti

 

dscf2830u.jpg

 

a questo punto anche per lo scafo è venuto il momento di dare le mani di fondo per capire dove rifinire le superfici.

Ho anche pensato di bordare tutto il ponte con un profilo di ottone per poter finire meglio le forature laterali che su resina non riescono ad avere la giusta dimensione

 

dscf2832h.jpg

 

e, oltretutto, in questa maniera riesco a rendere più resistente lo spigolo e anche ad avere la possibilità di saldare i candelieri delle ringhiere. Alla prossima

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  • 3 weeks later...

mi sono dedicato in queste due settimane alla rifinitura dei particolari della torretta,sono partito dalla formazione delle due ..... scusate l' ignoranza ma non so che cosa sono, gradirei molto che qualche anima buona mi colmasse questa lacuna....

 

dscf2911q.jpg

 

dscf2913mh.jpg

 

dscf2914h.jpg

 

dscf2915x.jpg

 

dscf2917ai.jpg

 

a seguire una prova di chiodatura

 

dscf2919i.jpg

 

successivamente alla saldatura i tondini saldati vanno limati alla giusta altezza.

Le immagini che seguono sono inerenti alla costruzione dell' asta porta bandiera

 

dscf2920m.jpg

 

dscf2921q.jpg

 

dscf2930r.jpg

 

dscf2931u.jpg

 

altri particolari della torretta

 

dscf2932wk.jpg

 

ed infina il tutto montato

 

dscf2933a.jpg

 

dscf2934y.jpg

 

sto rimandando continuamente l' approccio alle fotoincisioni del ponte per l' indecisione sul come affrontarle comunque il prossimo sabato e domenica penso che dovrò cimentarmi nell' impresa farò sapere come sarà andata, alla prossima

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caspita sono affascinato dal lavoro che stai facendo...è incredibile quanta precisione, quanta arte e quanta passione ci stai mettendo....sta veramente riuscendo uncapolavoro mai visto...ti prego...fai tante foto....sei un maestro!

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questo sabato e domenica mi sono dedicato a dettagliare ulteriormente la torretta periscopi, l' immagine che segue è il momento della saldatura dei pannelli delle cerniere della copertura del trombino di aerazione

 

dscf2952g.jpg

 

nella successiva è in evidenza l' incisione che effettuo nel lato interno dei lamierini prima di piegarli a 90 gradi questo permette di ottenere delle piegature nette

 

dscf2953w.jpg

 

di seguito invece i momenti della preparazione dei pezzi necessari alla formazione del faro anteriore

 

dscf2955j.jpg

 

dscf2957p.jpg

 

dscf2958x.jpg

 

ed infine il tutto montato

 

dscf2959x.jpg

 

dscf2960ckd.jpg

 

ho anche dato la prima mano di fondo a tutta la vela e questo è il risultato

 

dscf2961vf.jpg

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  • 3 weeks later...

dopo due settimane ecco le foto del nuovo stato di avanzamento lavori, sono tutte inerenti alla torretta perchè per poter finire la parte superiore dello scafo, la medesima deve essere prima fissata alla coperta per poter poi raccordare le tavole del ponte.

Le prime sono riferite al completamento dei contenitori delle mitragliatrici, in particolare la costruzione dei portelli di chiusura superiore

 

dscf3022s.jpg

 

dscf3024g.jpg

 

dscf3025i.jpg

 

dscf3026bf.jpg

 

la successiva immagine mostra il loro posizionamento, ed anche altri particolari quali i due divaricatori dei cavi d' antenna e il portello d' ingresso

 

dscf3036i.jpg

 

ho voluto riprodurre le due bussole da rilevamento anche se, in scala così piccola, non tutti i particolari potranno essere costruiti,di seguito i piatti superiori

 

dscf3027u.jpg

 

e qui inseriti in prova sulle loro mensole, nella foto si vede anche l' antenna anteriore e il periscopio d' attacco montato fisso, quello di esplorazione sarà, speriamo di riuscirci, mobile

 

dscf3037m.jpg

 

dscf3038z.jpg

 

dscf3039f.jpg

 

la verniciatura è solo la prima mano con il colore di base definitivo, colgo l' occasione per chiedere il vostro parere sulla tinta usata, ho letto su "sommergibili in guerra" che la mimetizzazione dei sommergibili operanti in mediterraneo consisteva in una tinta grigia azzurra tendente al verde chiarissimo, con macchie irregolari marrone scuro tendente al verde ....assomiglia?

Avrei bisogno anche del vostro aiuto per definire che tipo di mitragliatrice è quella segnata in rosso nella foto successiva ed anche se possibile dove reperire i disegni della medesima

 

schermata20121104a17424.jpg

 

grazie sin da ora di tutti i contributi postati alla prossima.

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Seguo con passione il lavoro su questo modello e devo dire che mano a mano che i lavori procedono rimango sempre più affascinato dalla precisione e dal realismo....è vermente un piccolo capolavoro in miniatura! Ma sarà statico o dinamico? complimenti! alla via così!

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Non rispondo mai ai complimenti ricevuti, non vorrei dare l' impressione di non gradirli al contrario fanno sempre molto piacere, cosí questa volta lo faccio ringraziando tutti quelli che stanno condividendo con me questa avventura, sopratutto perché fino ad ora oltre alle " lodi" sono arrivati anche consigli e informazioni, come gli ultimi post arrivati, che mi stanno permettendo di rendere il modello una copia abbastanza fedele all' originale.... Ancora grazie e spero nel proseguio di poter ricevere ancora aiuti riguardo ai problemi che da solo non sarei in grado di risolvere

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Figurati, è un piacere collaborare quando possibile!

Preciso che non sono sicuro dell'identificazione dell'arma, ho solo fornito un'immagine per poter lavorare, nel caso eccoti due tavole che ho anche più grandi qualora dovesse servire:

 

BREDAIP.jpg

 

BREDAIIP.jpg

 

Qui due immaginette extra, non so se le hai già:

 

ZOEA.jpg

 

ZOEAII.jpg

 

[edit]

 

Guardando bene l'immagine dove si vede la mitragliatrice, si capisce che l'affusto su cui poggia non è a candeliere come quello in uso sui MAS, la V rovesciata è il bipiede, l'avevo male interpretata; i conti tornano, infatti nel libro 'Le armi delle navi italiane nella 2GM' si dice che la Breda mod.30 dotata di bipiede era in uso su alcuni sommergibili per operazioni terrestri.

Edited by Lefa
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intanto ancora grazie a lefa per le immagini del fucile mitragliatore breda sono fantastiche... mi costringeranno a ridurre il tutto in scala 1/50 (a proposito quanto è lungo?) ma ne varrà sicuramente la pena.

Questo fine settimana ho perso un sacco di tempo nel cimentarmi con le fotoincisioni dei ponti e delle porte di accesso alla torretta....un fiasco totale... incominciato con lo spruzzare il fotoresist sulla latrina di ottone, non ne voleva sapere di stendersi in maniera uniforme nonostante la pignoleria messa a pulire la superficie e proseguito poi sia con l' esposizione mediante un bromografo comprato anni fa a un' asta fallimentare che con lo sviluppo...la superficie è rimasta uguale come dopo la spruzzatura, non credo sia dovuto ai tempi in quanto ho fatto prove partendo da un minuto arrivando a cinque, ne alla soluzione di sviluppo in quanto ho seguito le dosi consigliate sulla confezione, molto probabilmente il fotoresist comprato a una fiera dell' elettronica un anno fa era scaduto riproverò con prodotti diversi.

Per rilassarmi dalla frustrazione mi sono dedicato alla costruzione del fascio che ornava la fiancata di dritta della torretta queste sono le foto

 

dscf3045u.jpg

 

dscf3049e.jpg

 

dscf3050f.jpg

 

ritornando alle fotoincisioni cercando in rete ho trovato diversi siti dove vengono raccontati sistemi per ottenerle, devo però dire che il più semplice e' quello trovato nelle discussioni tecniche del nostro forum "come realizzare fotoincisioni low cost" di maxmodifica ho cercato di seguire le istruzioni, molto dettagliate, ma anche in questo caso non sono riuscito a trasferire se non in maniera parziale il disegno dal foglio stampato all' ottone, e così ho provato una variante disegnando direttamente sulla lastrina con un pennarello usato per scrivere i titoli sui cd in parte funziona anche se la precisione dipende moltissimo dalla mano ferma che si riesce a ottenere, è un sistema che comunque può essere usato solo per oggetti semplici come possono essere le porte come di seguito si può vedere

 

dscf3051x.jpg

 

nella successive ci sono i passaggi dalla lastrina uscita da una miscela al cinquanta per cento di acido muriatico e acqua ossigenata a 130 volumi

alla porta pronta per essere saldata alla fiancata

 

dscf3052f.jpg

 

ed infine montata nella sua posizione definitiva

 

dscf3053w.jpg

 

il calore del saldatore ha bruciato la vernice ma essendo ancora alle mani di fondo questo non è sicuramente un grosso problema

alla prossima

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intanto ancora grazie a lefa per le immagini del fucile mitragliatore breda sono fantastiche... mi costringeranno a ridurre il tutto in scala 1/50 (a proposito quanto è lungo?) ma ne varrà sicuramente la pena..

 

Figurati, se ti servono più grandi fai un fischio! quanto alla lunghezza in rete leggo 1230mm..

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ultimi lavori sulla torretta dello zoea, le due griglie di estrazione del gas degli accumulatori. Pensavo di farle con la fotoincisione ma viste le difficoltà trovate, ho pensato di costruirle alla vecchia maniera.... saldando al telaio esterno aletta dopo aletta come si vede dalle foto successive

 

dscf3063qu.jpg

 

per poter avere sempre la stessa inclinazione ho utilizzato un appoggio volante composto da chiodini e un listello di legno

 

dscf3067a.jpg

 

facilmente spostabile per l' avanzamento lavori

 

dscf3068u.jpg

 

ecco il pezzo finito

 

dscf3070l.jpg

 

per il posizionamento, dopo aver fatto il foro a misura

 

dscf3072b.jpg

 

si inserisce il pezzo in battuta e lo si salda sul perimetro

 

dscf3071n.jpg

 

la prossima settimana sarà dedicata alla verniciatura

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Caro Gpez,

 

continuo a seguirti, ammirando la tua incredibile capacità modellistica.

Oltre agli ovvii complimenti, mi sento solo di darti un piccolo consiglio, pensando all'utilizzo dinamico del modello.

Visto che la torretta è praticamente ultimata, non dimenticarti di pesarla, adesso che è ancora separata dal resto del modello.

Otterrai un dato che potrà eventualmente servirti per il futuro bilanciamento del modello: pesi in alto e volume di acqua da imbarcare per immergersi (per quest'ultimo ti servirà sapere anche il volume del resto dell'opera morta, non solo della torretta.)

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Il lavoro è sbalorditivo.

Fino ad ora ho guardato senza commentare perchè non ci sono commenti costruttivi da fare, ma anche io come Ocean's One stavo pensando ai pesi, non hai paura che il peso della torretta ti sbilanci il modello facendolo capovolgere?

 

Mauro

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Faccio sempre tesoro dei consigli cosí ti elenco di seguito tutti i pesi dello stato attuale e dei previsti per gli elementi ancora da sistemare:

Torretta 0,74 Scafo 4,38 Wtc centro scafo 1,22 Wtc prua 0,19 Cannone di prua 0,20 Riduttore e gruppo eliche 0,54 Pompa 0,30 Motore 0,26 Batteri tutte concentrate nel wtc di prua 0,80 Servì 0,20 Ricevente 0,50. Pesi per imprevisti 1,00 per un totale di kg. 10,33. La prova che avevo fatto questa estate era stata predisposta con un peso di 8,5 kg ma come ricorderai la linea d' acqua era 1,5 cm sotto alla linea di galleggiamento effettiva, la speranza é che che il kg e mezzo in più effettivo riesca ad essere assorbito da questa differenza. Accetto qualunque consiglio che possa permettere una sistemazione ottimale dei pesi al' interno dello scafo anche perché le sistemazioni interne le ho volutamente tenute per ultime sapendo bene che potevano essere il punto debole a causa della mia inesperienza

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Gpez,

 

vedo quanto sei rigoroso nell'annotare tutto.

Sicuramente fra poco tutti questi dati ti serviranno per un migliore bilanciamento.

Nell'attesa, alcune considerazioni:

 

1) Hai indicato il peso dello scafo completo.

Ma sei ancora in tempo per pesare anche le sole parti emerse? O almeno il ponte, se lo puoi ancora smontare?

Ti servirà per capire il volume della cassa di immersione che ti serve.

Infatti, dividendo il peso per la densità, trovi il volume. La somma di tutti i volumi emersi dovrà essere pari al volume della cassa di immersione (più un certo margine)

Ora, se la tua torretta e il cannone di prua sono fatti in principalmente in ottone (densità circa 8,5 g/cm3) il loro volume totale è:

(740+20) / 8,5 = 89 cm3

che richiederà di imbarcre una pari quantità d'acqua per immergere torretta e cannone.

Questa quantità è abbastanza piccola e gestibile, ma secondo me per immergere il ponte e il resto dell'opera morta ne servirà di molta di più.

Quindi, se possibile, cerca di misurare il peso (sapendo anche il materiale) delle altre parti emerse, prima di tutto il ponte, se lo puoi ancora smontare.

 

2) Ho una certa perplessità: la torretta e il cannone sono posti molto in alto e pesano ben 760 g.

Rapportati al peso totale di circa 10 kg ne rappresentano una porzione non trascurabile.

Purtroppo, vista la loro posizione, sposteranno in alto il baricentro, con conseguenti effetti negativi sulla stabilità del modello.

Magari poi proverò a fare dei conti per capire quanto la cosa sia seria; per intanto, magari, qualche altro comandante potrà darci un parere basato sulla propria esperienza.

7-8 etti messi così in alto su un modello di 10 kg possono essere pericolosi?

Io personalmente proverei a compensarli con 1 kg di zavorra messo in chiglia, che sono poi i pesi imprevisti che tu Gpez hai indicato.

Però rimaniamo in attesa di eventuali altri contributi...

 

Saluti

Ocean's

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2) Ho una certa perplessità: la torretta e il cannone sono posti molto in alto e pesano ben 760 g.

Rapportati al peso totale di circa 10 kg ne rappresentano una porzione non trascurabile.

Purtroppo, vista la loro posizione, sposteranno in alto il baricentro, con conseguenti effetti negativi sulla stabilità del modello.......

 

Hai espresso perfettamente il mio dubbio.

 

Mauro

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Rispondo subito alle tue domande:

Lo scafo ha un diametro di circa 13,5 cm.con una altezza di 15 cm. Di cui 11,5 sono immersi. La torretta posizionata circa sul baricentro é alta 14 cm. lunga 27 cm. pesa 0,740 kg. di cui la metà é la parte della camicia dei periscopi che pesa 94 g. ed é lunga 5 cm. (Tutto il sottomarino é lungo 1,67cm.)

Tutto il ponte é smontabile e pesa circa 0,794 kg. piú 0,129 kg. la parte di ottone che compete alla coperta metallica non rivestita di tavole.

Manca il peso dello scafo emerso che comunque puó essere considerato come una lamina di vetroresina con spessore medio di 3 mm. di 5-6 cm. di altezza per una lunghezza di 3,5 metri della quale non conosco il peso specifico e che comunque è compresa nel peso dello scafo che ti avevo già dato di 4,38 kg.

Lo scafo dello zoea ha nella parte centrale-inferiore, incorrispondenza della torretta, una ingrossatura che serviva per lo stoccaggio delle bombe di profonditá che può essere tranquillamente usata per il contenimento della zavorra di 1 kg che mi consigliavi.

Sabato e domenica provo a verniciare con la mano di fondo tutto lo scafo, tempo permettendo, poi pensavo di montare il gruppo riduttore eliche sistemare dei pesi nelle aree di pertinenza e il week end successivo riprovare il tutto in acqua per vedere cosa succederà seguiranno sicuramente tutti gli aggiornamenti, grazie ancora

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Gpez,

 

noto con piacere il rigore con cui hai rilevato misure e pesi.

Appena possibile proverò a fare qualche conto, soprattutto per avere un'idea del volume necessario per la cassa di immersione.

Per intanto, mi fa piacere constatare che la torretta è circa sopra al baricentro e che esiste spazio idoneo per la zavorra.

Sono due cose che aiutano.

 

Puoi tranquillamente iniziare a montare i componenti meccanici che hanno posizione obbligata (motori e riduttore eliche) e poi farci sapere sulla prossima prova in acqua.

Per intanto, però, continua a deliziarci con le foto del tuo work in progress, che è fantastico!

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  • 2 weeks later...

I tuoi dubbi circa il peso spostato in alto, purtroppo, sono stati confermati....con la torretta montata il sommergibile, nonostante i 2,5 kg dislocati nella chiglia, si rovescia a pancia in su. Solo con la camicia dei periscopi smontata riesce a malapena a stare sbandato di circa 45 gradi senza rovesciarsi. A questo punto dovró aumentare il polistirolo e rivedere tutti i materiali interni per recuperare 2 kg per poter aggiungere altro peso nella chiglia speriamo bene, in caso contrario dovró rifare la torretta in resina .....non voglio neanche pensarci.

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Gpez,

 

mi dispiace!

Spero proprio che riuscirai a rimetterlo in assetto senza rinunciare a questa torretta, che è un'opera d'arte...

 

E' verissimo che dovrai aumentare la zavorra in chiglia, risparmiando in peso sui materiali interni per avere più margine a disposizione.

E' importantissimo anche portare tutti i pesi più in basso possibile, come ti ha detto Corazzata Littorio.

Ricordo per esempio che hai scritto che le batterie dovrebbero stare nel wtc più piccolo. Però se il diametro del wtc è ridotto, anche se le metti sul fonfo non saranno tanto in basso quanto potresti ottenere mettendole nel wtc grande.

Pensaci e fai tutto il possibile per ottimizzare la disposizione dei pesi: un paio di centimetri più in basso per 8 etti di batterie è già un bel contributo...

 

Poi, aumenta la zavorra.

C'è un limite, però potresti anche superare leggermente. In teoria, potresti anche mettere più zavorra del necessario ed avere un modello che galleggia un po' più basso sull'acqua, però dritto.

E' un compromesso, ma forse è il minore dei mali. Comunque, tienila come ultima carta da giocare.

 

Infine vorrei richiamare l'attenzione su un punto che non è trascurabile: la stabilità è data dalla posizione reciproca fra baricentro e centro di spinta.

Quindi, oltre ad abbassare il baricentro, puoi anche alzare il centro di spinta idrostatica ed ottieni gli stessi benefici in termini di stabilità.

Sul tuo modello, se ci fosse solo il wtc l'altezza del centro di spinta sarebbe in corrispondenza dell'asse del wtc stesso e sarebbe difficilmente modificabile (a meno di alzare tutto il wtc, ma è complesso e comunque non dovresti mai portare il wtc sopra alla linea di galleggiamento).

Però tu hai aggiunto anche il polistirolo. Sei sicuro di non averlo messo troppo in basso, spostando quindi in giù il centro di spinta?

Se possibile, rivedi la posizione del polistirolo, mettendolo soprattutto di lato al wtc ed anche un po' sopra (ma sempre rimanendo sotto la linea di galleggiamento, altrimenti è inutile)

Se c'è troppo polistirolo sotto al wtc, il suo contributo va nel senso dell'instabilità e andrebbe riposizionato.

 

Dai, tienici aggiornati e vedrai che risolverai!

 

Ciao

Ocean's

Edited by Ocean's One
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Il wtc non è assolutamente spostabile in quanto il posizionamento attuale è a filo con la linea di galleggiamento, per quanto riguarda il posizionamento del polistirolo questo è ubicato prevalentemente in basso e laterale, considera che per la prova ho già tolto una buona parte del medesimo dal fondo dello scafo per fare posto al piombo necessario alla zavorra; questo sabato e domenica ho incominciato a diminuire i pesi dove possibile, attualmente dopo aver smontato le tavole del ponte della torretta " con grande disperazione " con la fresa sono riuscito a eliminare circa 40 grammi di ottone, purtroppo dovrò rifare tutto di nuovo compreso la verniciatura comunque non demordo. Altre possibilità di alleggerimento sono nei tappi del wtc da portare nella parte interna dai 2 cm attuali a circa 7 mm. posso poi fresare la parte della poppa attualmente piena di resina e sostituirla con polistirolo come inserirne altro in prua, alleggerire ancora i telai del ponte con altre forature e cercare poi di seguire i tuoi consigli ridisponendo i pesi interni. Tutto questo lavoro perchè vorrei arrivare a posizionare tre kg. di zavorra senza per questo dover rinunciare al giusto galleggiamento che, come si vede dalle foto, attualmente con i 2,5 kg. è compromesso. Ho dovuto comunque tenere smontata la camicia dei periscopi perchè con questa montata il ribaltamento è assicurato, penso che per quanto riguarda questa parte la dovrò sicuramente rifare in resina.

Questo è lo stato attuale del modello

 

dscf3096s.jpg

 

e queste sono le foto impietose della prova

 

dscf3097x.jpg

 

dscf3098i.jpg

 

raddrizzando lo scafo l' acqua arriva a filo ponte, per un giusto galleggiamento il modello dovrebbe sollevarsi di circa 17 - 18 mm.

Ho anche pensato che, come ultima spiaggia, potrei aumentare di circa 1-2 cm. con due gusci realizzati in vetroresina la "pancia dx e sx" a centro scafo delle sagome delle casse di compenso laterali raccordandole con il resto della sezione, anche perchè guardando le foto originali rispetto alla sezione del modello, ricavato dai disegni dell ANB, ho l' impressione che siano effettivamente più panciute. Potrebbe funzionare ?

Aumenterebbe sicuramente la spinta verticale ma non so se aiuterebbe anche la stabilizzazione riguardo al rovesciamento.

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so che ora farò la figura di colui che rutta in chiesa... ma non posso osservare tacendo, benchè sciocca la mia la devo dire...

considerando che lo scafo che hai realizzato è un'opera d'arte; ottone lavorato con maestria e manualità che definirei pari ai maestri d'ascia che creano velieri magnifici, e che a quest'opera d'arte sicuramente non vorrai rinunciare!

considerando che mostra molti problemi di assetto che probabilmente non saranno corretti se non con moltissime difficoltà, rinunce e compromessi....

quello che ti propongo è: fai e finisci lo scafo in ottone per avere un egregio modello statico, e da questo modello statico ottieni uno scafo in vetroresina da rczzare. ciò non tanto per "vincere facile", quanto per ben riuscire...

...ed ora gente.... lapidatemi!

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so che ora farò la figura di colui che rutta in chiesa... ma non posso osservare tacendo, benchè sciocca la mia la devo dire...

considerando che lo scafo che hai realizzato è un'opera d'arte; ottone lavorato con maestria e manualità che definirei pari ai maestri d'ascia che creano velieri magnifici, e che a quest'opera d'arte sicuramente non vorrai rinunciare!

considerando che mostra molti problemi di assetto che probabilmente non saranno corretti se non con moltissime difficoltà, rinunce e compromessi....

quello che ti propongo è: fai e finisci lo scafo in ottone per avere un egregio modello statico, e da questo modello statico ottieni uno scafo in vetroresina da rczzare. ciò non tanto per "vincere facile", quanto per ben riuscire...

...ed ora gente.... lapidatemi!

 

Io pensavo più o meno la stessa cosa, ...... al limite veniamo lapidati in due.

Si potrebbe aggiungere una pinna sotto il modello da aggiungere solo per la navigazione ed asportabile per l'esposizone statica.

il modello è troppo bello e non si può rovinare.

 

Mauro

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da base artica, marco

 

be come se dice non ce due senza tre..

 

condivido in pieno.

un modello cosi e troppo di valore per farlo navigare.

 

....pensaci,

saluti, marco

Edited by bussolino
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Io invece sarei per una soluzione per farlo navigare...magari non assiduamente, ma un battesimo dell'acqua ci vuole!

 

CI sarà pure una soluzione, dall'uso di un galleggiante ai palloncini gonfiati a elio per stabilizzarlo :wink:

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troppo bello!!

se fosse mio visto la maestosità dell'opera me lo terrei su una libreria a far bella mostra di se! E di tanto in tanto qualche coccola!! :biggrin::rolleyes:

Edited by dasboot
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troppo bello!!

se fosse mio visto la maestosità dell'opera me lo terrei su una libreria a far bella mostra di se! E di tanto in tanto qualche coccola!! :biggrin::rolleyes:

 

Qualche coccola ??? Io prenderei un letto a 3 piazze e ci dormirei la notte :biggrin::happy:

Scherzi a parte mi vien voglia di stamparmi tutti i tuoi post perchè è una miniera di cose da imparare.

Edited by Von Faust
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L' avventura intrapresa nella costruzione dello zoea é partita sicuramente dal piacere di avere la copia dell' oggetto fisico nel quale mio padre, in un periodo sicuramente non facile, ha passato quattro anni della sua vita, ma poi come tutte le cose vissute per hobby é diventata come sempre un viaggio pieno di curiositá nei confronti di problematiche e tecniche che normalmente nella mia vita non avrei avuto modo di sperimentare. Quando vivo questi momenti non sono le ore che impiego nel realizzare l' oggetto che mi interessa ottimizzare ( ci pensa giá il lavoro normale a stressarmi in questo senso purtroppo) ma sono proprio le esperienze acquisite che riescono a darmi il senso del tempo vissuto in maniera costruttiva. Il piacere di vederlo navigare, anche solo una volta, credo che mi spingerá ad insistere nonostante tutto, poi magari non ci riuscirò, alla fine però se potrò dire con me stesso di aver fatto del mio meglio lo scopo sarà comunque raggiunto con anche la convinzione di avere imparato cose nuove e, anche grazie a questo forum, (anche questa una prima esperienza in tal senso) aver condiviso molto volentieri tutte quelle che possono essere state le mie gioie e le mie frustrazioni. Ps. In tutti i modi il modello statico sarà sicuramente l' ultima spiaggia.

 

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