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tratto da "sotto i mari del mondo - la whitehead 1875-1990" di Casali-Cattaruzza, ed. Laterza, 1990

 

Dalla grave crisi della 2^ metà degli anni '60 risorgeva intanto faticosamente, ridimensionato ma non scomparso, il settore siluristico. Nella primavera del 1969 veniva firmato un importante contratto con la Marina Italiana per lo sviluppo e la fornitura del sistema d'arma A184. Si trattava di un siluro pesante filoguidato con testa acustica autocercante, impiegabile sia contro navi di superficie sia in funzione antisommergibile, che avrebbe richiesto, come tutti i sistemi d'arma di tale complessità, molti anni di progettazione e sperimentazione per la messa a punto definitiva. Considerati i tempi lunghi previsti per la disponibilità operativa di tale nuovo sistema siluristico, era stato dalla Whitehead Motofides dato corso in precedenza allo sviluppo di 2 siluri di transizione, denominati rispettivamente G6e e G62ef, da 533mm di diametro, che avrebbero dovuto coprire le esigenze dell'armamento dei sommergibili, anche se con alcune limitazioni, fino a quando non si fosse reso disponibile l'A184. Il siluro G6e era un siluro esclusivamente antinave, ottenuto dalla trasformazione del siluro tedesco a propulsione elettrica G7e, al quale era stata applicata la testa acustica passiva P3 fatta sviluppare dalla Atlas werke, l'azienda tedesca che già nel corso della 2^ G.M. avrebbe iniziato lo sviluppo di teste acustiche per siluri. Il siluro G62ef, indicato come CANGURO, era anch'esso ottenuto dalla trasformazione del G7e. In questo caso la trasformazione era consistita nel ricavare, all'interno del corpo del G7e, un'apposito spazio per collocare il siluro leggero antisommergibile Mk44 (di 334mm di diametro) e nell'inserire nel canguro un sofisticato sistema di filoguida elettronica (da ciò l'aggiunta della lettera f alla sigla G62e). Il canguro, che assumeva pertanto la funzione di "vettore" del siluro mk44, potreva essere lanciato da un sommergibile in agguato verso il sommergibile avversario e condotto, a mezzo della filoguida, in direzione del sommergibile bersaglio. Raggiunta una distanza di sicurezza dal sommergibile lanciante e una distanza dal sommergibile bersaglio compatibile con le caratteristiche del siluro mk44, poteva essere ordinato, a mezzo della filoguida, lo scappucciamento del canguro, consentendo pertanto la fuoriuscita dallo stesso dell'mk44, che per le sue tipiche caratteristiche antisom avrebbe provveduto a ricercare acusticamente e quindi attaccare il sommergibile bersaglio.

Anche se i siluri G6e e G62ef non trovarono sul piano pratico un significativo impiego operativo, rappresentarono una esperienza determinante per il successivo sviluppo del siluro A184. In particolare la filoguida del Canguro, primo esempio concreto di filoguida elettronica digitale, costituiva l'essenziale base di partenza per la sperimentazione della filoguida dell'A184.

Al progetto A184 seguito durante l'intero sviluppo da un apposito gruppo di lavoro della M.M.I. (del quale fece a lungo parte l'allora colonnello delle armi navali Edoardo Vollono, cui và anche attribuita l'idea iniziale del sistema canguro) contribui significativamente anche la direzione ricerche elettroniche della FIAT (oggi SEPA), che operò in stretta collaborazione con la Whitehead Motofides, soprattutto per lo sviluppo della centrale della filoguida e di tutte le parti elettroniche del siluro."

e non è finita perchè

...ritrovate notevoli qualità sistemistiche e vincitrice con l'A184 di una gara internazionale bandita dalla Marina Statunitense (nell'occasione erano stati superati concorrenti come la Honeywell, la Gould, la Marconi, la Ecam Thomson), la Whitehead poteva ormai procedere ..."

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Ammetto la mia ignoranza e mi copro il capo di cenere.

Grandissimo DIR!!!

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Quando era istruttore a Scuola Sommergibili avevo fatto dipingere sulla parete la seguente frase:

"La perfezione non è un punto di arrivo, è un cammino!"

 

Gotrek, non ci si cosparge il capo di cenere, si apprende per divulgare al prossimo in modo da non commetere + gli stessi errori, fatene una regola di vita alla fucina d'Ufficiali!

 

DECIMA COMANDANTI!

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Egregio DIR, se mi permette prendo la sua scritta e me la piazzo qui, sulla mia scrivania...

"La perfezione non è un punto di arrivo, è un cammino!"

a 67 anni, posso testimoniare che le cose da apprendere sono ancora moltissime, infinite!

Grazie per l'interessante informazione sul Canguro

 

fly37 U 591

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Grazie DIR per la preziosissima lezione di vita.

La terrò a mente e inizierò a camminare a testa alta visto che adesso avrò la responsabilità di formare i futuri ufficiali essendo inquadratori degli Allievi Ufficiali di Complemento (A.U.C.) e degli Alllievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.)

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"La perfezione non è un punto di arrivo, è un cammino!"

 

DECIMA COMANDANTI!

 

A Proposito di Decima e di Motti, vorrei ricordare il motto del Corso Altair dell'Accademia 1931 - 1934, dal quale uscì Nino Buttazzoni il fondatre del Reparto NP:

 

" Non è mai tardi per andare più oltre "

@Gotrek: qual'è il motto del tuo corso, se esistono ancora i motti?

 

@Totiano: Anche il corso del Direttore aveva un motto?

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Non Omnis Moriar (Non tutto di noi morirà), corso Scorpius!!!!

Poi posto la bandiera

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Motti e stemmi sono prerogativa dei Corsi dei Ruoli Normali, io ho preso la scorciatoia per diventare ufficiale (con pregi e difetti) ed i corsi per Ruoli Speciali, in pochi mesi, non affinano un così elevato spirito di corpo...

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Beh però devono aver insegnato il buon cuore e la disponibilità.

Oltre ad aver infuso la vena letteraria...

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... i corsi per Ruoli Speciali, in pochi mesi ...

 

Allora mi sorge un dubbio .. ma per essere Dir. occorre essere lureati in Ingegneria ? Nel caso affermativo presumo che la lurea non la fornisca la Marina se mi parli di pochi mesi di addestramento ...

 

Confuso ....

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Sò che non và ad onore dell'Accademia ma tutte le (poche) qualità che ho sono state forgiate durante l'imbarco sui Toti. Da chiuso ragazzotto del nord ho imparato ad apprezzare il lavoro e l'umiltà, l'amicizia e lo spirito di corpo. Non sò se qualche totiano frequenta il sito ma comunque lancio ancora una volta un grazie a tutti i miei maestri.

 

Non sono laureato e in Marina non è indispensabile la laurea per assumere l'incarico di direttore di macchina. Certo, le Unità migliori sono per gli ingegneri dei ruoli normali ma non sempre un foglio di carta crea automaticamente un ottimo Direttore!

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Il grande non và a mè, scusate le ripetzioni, ma ai miei maestri a cominciare dall'amm. Ranieri, una persona a cui se tagliate le vene escono sommergibilini (gestisce insieme al figlio, anch'egli sommergibilista doc il sito www.sommergibili.com che conoscete benissimo, no?)

E poi altri nomi si rincorrono: Alfarano, Reale, Parisi, Maggiani...

Qualcuno lo conoscete già :s02:

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Certo, le Unità migliori sono per gli ingegneri dei ruoli normali ma non sempre un foglio di carta crea automaticamente un ottimo Direttore!

 

Allora esistono anche dei Direttori che escono dall'accademia ?

 

Insomma ci sono 2 strade per diventare Direttore: la tua e quella di Livorno giusto ?

 

Ma se tu pestassi la testa fortissimo conto un boccaporto e ti venisse la voglia di laurearti in ingegneria navale ad esempio, Mamma Marina ti sponsorizzerebbe, investendo sul suo personale ?

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Gli uff.li che escono dai ruoli normali dell'accademia hanno 2 obblighi di direzione (piccola e grande, la piccola arriva alle classi Minerva e Comandanti e si fà da TV, la grande per tutte le altre).

Il personale dei R.S. è considerato di ausilio e quindi dovrebbe assumere compiti da sottordine. In realtà la mancanza di personale prima e le capacità che i D.M. dei R.S. hanno saputo esprimere hanno cambiato le carte in tavola, al punto che un certo numero di Unità sono destinate a noi: La classe Libra, Cl. Vesuvio, Cl.Artigliere ed altre se si crea necessità.

Noi non abbiamo obblighi di direzione che possano precludere l'avanzamento, per contro l'unica cosa che ci si può ricavare è la crescita professionale perchè non ha la minima influenza sella carriera (se non in presenza di fatti fortemente negativi)

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Gli Ufficiali del Genio Navale conseguono in Accademia la Laurea di primo Livello in Ingegneria Navale (quelli delle Armi Navali in Ingegneria delle Telecomunicazioni) e conseguono la Laurea Specialistica presso le Università di Genova, Napoli e Trieste (gli uff.Armi Navali a Pisa).

La MMI investe tantissimo su di noi. :s08:

E ci paga anche :s04:

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