Odisseo Posted April 17, 2008 Report Posted April 17, 2008 (edited) Ho trovato quest'immagine nell'archivio ... ma non ne so nulla. Quello che è certo è che l'archiviazione sul pc risale al maggio 2006, potrebbe essere tutto, sto spremendo i neuroni. Ciao. Odisseo Edited April 18, 2008 by Odisseo Quote
Totiano* Posted April 17, 2008 Report Posted April 17, 2008 Odiesseo, penso che questo disegno meriterebbe un topic tutto suo! se sei d'accordo lo taglio e ne faccio un post a parte! Quote
Odisseo Posted April 17, 2008 Author Report Posted April 17, 2008 Odiesseo, penso che questo disegno meriterebbe un topic tutto suo! se sei d'accordo lo taglio e ne faccio un post a parte! Certo, fai pure. Purtroppo non so darti altre informazioni se non assicurare di averlo archiviato sul pc nel maggio 2006. Non riesco nemmeno a ricordare se scaricato da internet o digitalizzato da qualche rivista ... invecchio. Ciao. Odisseo Quote
Totiano* Posted April 18, 2008 Report Posted April 18, 2008 fatto Odisseo, è tutto tuo! fammi sapere se hai problemi a modificare il post iniziale secondo i tuoi gusti e vediamo se il gruppo di "indovina la nave" riesce a scovare altri dati! Quote
brin Posted April 18, 2008 Report Posted April 18, 2008 (edited) A naso direi che si tratta di un disegno comparso su giornalini e giornaletti del passato, come ad esempio Il Corriere dei piccoli, od il Giornale dei ragazzi. Mi è nota però l'esistenza, nel periodo compreso tra il 1930 e il 1945, di un giornalino per ragazzi chiamato L'Audace, non che si tratta proprio di un disegno preso da quest'ultimo? Spero almeno che tu Dir conosca la risposta esatta..... Luca Edited April 18, 2008 by brin Quote
Totiano* Posted April 18, 2008 Report Posted April 18, 2008 anche io ne sono totalmente all'oscuro... Quote
Lefa Posted February 20, 2010 Report Posted February 20, 2010 Il battello sottomarino Audace è stato progettato da Pietro Degli Abbati e dai suoi figli nel 1890 circa per la Società per la ricerca dei valori perduti in mare. I dati progettuali indicavano una quota operativa compresa fra i 40 e i 100 metri ed era prevista un passaggio sul lato di sinistra del battello per permettere la fuoriuscita di un palombaro (!!), che avrebbe dovuto lavorare sul relitto assicurando dei macchinari di recupero agli oggetti di interesse per poi rientrare nel sommergibile. Il battello era inoltre dotato di più lampade ad incandescenza da 500 Candele che avrebbero dovuto permettere la visione abissale, si presume che l'alimentazione (per luci, propulsione, quota e manovra) arrivasse da sistemi elettrochimici. Lunghezza: 8.50mt Larghezza massima: 2.50mt Altezza: 3.50mt Dislocamento: 40t circa Altezza al galleggiamento (senza "vela" e boccaporto): 30cm Velocità: 4nm/h Spessore: 17mm Il battello è stato oggetto di interesse da parte del Ministero della Marina nel 1892, che incaricò Puchain (che lavorava alla Direzione Generale Artiglieria e Armamenti divisione Armi Subacquee e che poco tempo dopo fu incaricato di stendere una relazione sul Delfino, nel 1893) e Ferrati di prendere parte alla fase di test e sviluppo al fine di stabilire se l'Audace poteva prestarsi a compiti militari. Il verdetto escludeva la possibilità di adattare l'Audace a compiti offensivi, mentre il progetto veniva considerato abile a svolgere i compiti per i quali era stato progettato; non mi risulta che la Marina si sia mai servita di questo battello. Negli stessi anni in altri paesi vedono la luce progetti simili come il Gymnote e il Plongeur in Francia, il Goubet e il Peral in Spagna, il Nordenflet in Svezia e l'American Turtle negli States. Quote
Totiano* Posted February 20, 2010 Report Posted February 20, 2010 sapete se ci sono stati altri esempi simili? in questo momento ho in testa solo il C3 di vassena e il Ferraris noleggiato da Belloni.... Quote
Odisseo Posted February 20, 2010 Author Report Posted February 20, 2010 sapete se ci sono stati altri esempi simili? ... io ho qualche altro disegno risalente alla stessa sconosciuta fonte (la data di salvataggio è sempre il 2006). Ecco qua: Nautilus. Wadington Come per l'Audace ... non chiedetemi, non ricordo nulla. A Itaca piove fortissimo. Odisseo Quote
Lefa Posted February 20, 2010 Report Posted February 20, 2010 (edited) sapete se ci sono stati altri esempi simili?in questo momento ho in testa solo il C3 di vassena e il Ferraris noleggiato da Belloni.... In che senso altri esempi simili? battelli costruiti in quel periodo? @Odisseo: Conosco ambedue, più tardi scrivo due righe, il disegno del Nautilus è preso da una copia della Rivista Marittima del 1887 (che credo di avere) mentre il secondo deve essere un'evoluzione del Goubet, quando torno a casa guardo sui libri. [edit] Ho controllato sui testi, si può trovare qualche cenno sommario a quasi tutti questi mezzi (Audace a parte) sul Turrini/Miozzi nelle primissime pagine (da pag. 1 a 25). Tutti i disegni/incisioni che ha postato Odisseo, compreso quello dell'Audace provengono dalla Rivista Marittima, che ha trattato nello specifico questi battelli negli anni di sperimentazione. Confermo che il secondo disegno (l'incisione) dovrebbe essere un'evoluzione del Francese Goubet I (progettato da Claude Goubet) su cui magari scrivo qualcosa domani. Nel frattempo ho cercato nelle vecchissime copie della Rivista Marittima il Nautilus, che ho effettivamente trovato in una sfasciata copia del Febbraio 1887 (mi sono ricordato anche l'anno :s20: ), riporto in caratteristiche le tre pagine di articolo sul Nautilus: Lunghezza: 18mt Lunghezza al galleggiamento: 6mt Diametro max: 2.5mt Dislocamento: 52tn Quota operativa: 15mt Velocità: 9nm Portata: 80nm Spessore: lamiera Siemens-Martin da 8mm (molto più sottile dell'Italiano Audace, come testimonia anche la quota operativa) Motore: elettrico Edison-Hopkinson da 750 rpm Accumulatori: 180 della Elwel-Parker che erogavano 4cv Assi: due con due eliche a quattro pale Equipaggio: 6 Autonomia aria equipaggio: 6 ore Marce: avanti/retro Altezza vela: 60cm Le prove di questo battello, progettato da Andre Campbell furono effetuate a Tilbury; la sua immersione si basava sul principio dell'aumento di volume, esso era infatti dotato di otto cilindri retrattili elettricamente del diametro di 60cm che alla bisogna venivano estratti/retratti per diminuire/aumentare la quota. Oltre al sistema dei cilindri, per quanto riguarda la quota poteva contare anche su delle casse zavorra e sull'ausilio dei timoni di profondità. Anche questo battello prevedeva una garitta di fuoriuscita per un palombaro, non mi risulta che fosse dotato di illuminazione esterna (anche perchè a -15 si vede egregiamente). Era inoltre installato un sistema di sicurezza che permetteva il distacco dell'appendice metallica della chiglia in caso di necessità, alleggerendo parecchio il battello. Ho trovato questo eccellente sito e ne consiglio la visita, sono elencati numerosi battelli interessanti dal 1580 al periodo di cui ci stiamo accupando: http://www.submarine-history.com/NOVAone.htm Edited February 21, 2010 by Lefa Quote
Odisseo Posted February 21, 2010 Author Report Posted February 21, 2010 Grazie per e informazioni e, soprattutto, per la soluzione del "mistero" dell'Audace. Buona giornata. Quote
Lefa Posted December 21, 2011 Report Posted December 21, 2011 (edited) Solo a distanza di parecchio tempo mi accorgo, grazie ad una ricerca parallela, che ho dimenticato il 50% delle promesse, ecco l'altro articolo prelevato da una copia della RM del 1888: E’ stata sperimentata poco tempo fa una nuova torpediniera elettrica sottomarina, costruita sui piani del signor J.F. Wadington, ingegnere costruttore a Seacombe presso Liverpool.La sua lunghezza totale è di m. 11,27 ed il suo diametro al centro di 1,83. Superioramente alla parte centrale è situata una garitta provveduta di grandi spiragli da ciascun lato e di coperchio che può essere chiuso ermeticamente dopo aver dato l’accesso a chi deve restare nell’interno del battello; il quale è diviso da due paratie, in tre compartimenti; i due estremi servono a contenere aria compressa, quello centrale è occupato dal motore, dalla pompa e dall’apparecchio di governo. L’elettricità destinata a fornire la forza motrice è contenuta entro 45 casse di accumulatori riuniti per serie all’elettromotore che mette in azione il propulsore, e gli fa fare 750 giri al minuto, A tutta forza il battello può correre per 10 ore colla velocità di 8 miglia senza che occorra di ricaricare di nuovo gli accumulatori. A mezza forza il percorso sarebbe di 110 miglia ed a piccolo moto di 150. L'inventore si è deciso ad impiegare la elettricità come forza motrice, perché in questo modo, una volta caricati gli accumulatori, il battello è sempre pronto a partire al primo ordine, perché, quando arresta, la potenza motrice non si perde, e perchè nè vapori , nè gas perniciosi inquinano l'aria contenuta nel battello. Un battello del genere di cui parliamo può essere alzato alle grue delle navi da guerra. Tutte le leve destinate alla manovra dei differenti apparecchi sono disposte in modo da rimanere sottomano del padrone del battello per permettergli di manovrare facilmente guardando attraverso gli spiragli o da sopra la garitta quando il coperchio è aperto. L’equipaggio si compone di un uomo oltre il padrone. In due grandi casse d’acqua, poste lateralmente, è contenuta una stiva d’acqua per regolare l’immersione. La orizzontalità è ottenuta mediante due timoni orizzontali e due verticali, disposti in modo da agire automaticamente per evitare che chi manovra possa confondersi quando deve usarli. Da ciascun lato del battello sono adattate due alette con contrappesi che possono essere inclinate sotto diversi angoli a mezzo di una leva. Presso ciascuna delle paratie stagne, che separano dalla parte centrale i due compartimenti estremi, v’è un tubo verticale aperto alle due estremità che traversa il corpo della navicella. In ciascuno di questi tubi si muovono due eliche, le quali, girando in un senso o nell’altro, fanno salire o scendere il battello. Ciascun albero verticale è mosso da un motore distinto perché si possano a volontà manovrare separatamente le eliche del tubo prodiero o quelle del tubo poppiero secondo le circostanze. Un forte peso situato al di sotto dello scafo può lasciarsi cadere in modo istantaneo per permettere al battello di risalire prontamente alla superficie. Per metterlo in azione, le casse d’acqua laterali vengono riempite fino a che la garitta sia a raso d’acqua; si mette quindi in attività il motore in modo da ottenere la velocità di 5 nodi all’ora e, inclinando le alette laterali, si immerge il battello alla voluta profondità. Nel caso in cui si volesse ottenere l’immersione senza avanzare, si potrebbe valersi dei propulsori dei tubi verticali e mantenersi alla profondità voluta, facendogli girare più o meno rapidamente. Questi propulsori possono essere impiegati quando il battello è in moto, ma l’impiego delle alette laterali è stato ritenuto preferibile. L’aria necessaria alla respirazione è stratta dai compartimenti estremi e l’aria viziata sfugge da un’apposita valvola che agisce quando la pressione interna diventa più grande della pressione esterna. Ma quando il tempo durante il quale il battello rimane sommerso non è troppo lungo, non occorre servirsi dell’aria compressa dei compartimenti; quella contenuta nel compartimento centrale è sufficiente perché due uomini possano soggiornarvi per sei ore consecutive. Due siluri semoventi, situati uno per ciascun lato, sono trattenuti da branche che si aprono dall’interno del battello nello stesso tempo in cui è messo in moto il propulsore del siluro che lo fa partire in direzione della prua. Una torpedine è fissata in modo analogo a poppavia della garitta ed è destinata ad attaccare le navi ancorate che hanno le reti abbassate. In questo caso l’esplosione della torpedine è determinata a mezzo di fili, che partono dal battello stesso, quando si è allontanato ad una distanza convenevole. Edited December 21, 2011 by Lefa Quote
Corto Maltese Posted December 21, 2011 Report Posted December 21, 2011 (edited) Aggiungo un'immagine un po' più leggibile (non me ne voglia il Sire di Itaca) degli interni del battello Disegno tratto dalla collana di Francesco Reuleaux, "Le Grandi Scoperte e le loro applicazioni, Vol. I, Il Commercio e i suoi mezzi - Navigazione", Unione Tipografica Editrice, Torino 1890, pag 715 Non me ne voglia il Sig. Waddington ma nutro più di una perplessità sulla bontà delle soluzioni tecniche che ha adottato :s03: Edited December 21, 2011 by Corto Maltese Quote
Odisseo Posted December 21, 2011 Author Report Posted December 21, 2011 Aggiungo un'immagine un po' più leggibile (non me ne voglia il Sire di Itaca) degli interni del battello Tutt'altro ... :s01: :s02: Quote
F21 Posted September 8, 2012 Report Posted September 8, 2012 Salve. Dalla stessa rivista "Italia Marinara" (di cui ho postato un articolo nella discussione "Tecnica) riporto un articolo in merito al sottomarino Audace di cui si è parlato e per il quale Lefa è di già stao molto preciso. Ciao. Peppe Quote
dott.Piergiorgio Posted September 9, 2012 Report Posted September 9, 2012 forse sono influenzato dall' incisione stessa, ma ho l' impressione che il battello fusiforme del post #9 abbia a che fare con i primi progetti/esperimenti di Holland.... (cfr. l' incisione con una notissima foto dello stesso Holland...) Sull' Audace nessuno sa dire del suo destino ? di certo NON è stato inscritto nel quadro del Naviglio, ma d' altro lato, la stessa Commissione riconosceva l' utilità come mezzo di soccorso/recupero sottomarino; ipotizzo a fiuto che sia stato poi acquisito e inserito come G* (ossia mezzo portuale o d' arsenale), magari con un breve uso come battello-scuola (essendo stato costruito poco prima del Delfino...) e poi radiato sicuramente prima del 1915 (altrimenti sarebbe stato sicuramente usato per il recupero della Leonardo) D' altro canto una ragione serissima per non considerarlo e' evidente dalla fotografia, con quella porta stagna sotto il galleggiamento... qualunque sommergibilista si rifiuterebbe categoricamente di imbarcarsi, anche di fronte a severe misure disciplinari (ma non escludo che fosse inteso per imbarcare solo palombari già negli scafandri (e la forma unusuale sembra puntare in questa direzione.... In generale, una cosa MOLTO intrigante... direi di affidare il caso a GM Andrea, mi pare di aver capito che isto battello/batiscafo stava dalle parti di Venezia. Saluti, dott. Piergiorgio. Quote
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