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I Mitici Vii


Capitano Nemo

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Dei mitici battelli VII si vedono sempre foto o modelli

Il VII A con un tubo di poppa esterno

Il VII B con un tubo si poppa interno

Il VII C con 2 tubi di poppa

Il VII D posamine

 

 

Vorrei informazioni per un curioso sulle evoluzioni e sulle altre differenze, oltre ad altri battelli della classe

 

Conosco anche il VII C41

Però poi so dell'esistenza di altre evoluzioni, ma non ho mai visto foto o disegni

 

 

Grazie

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solo alcune precisazioni Capitano Nemo: non hai citato il VIIF, che era un battello allungato predisposto per il trasporto di un numero maggiore di siluri destinati ad altre unità.

il VIIC con due tubi di poppa non è mai esistito,forse hai visto il piano per il VIIC/43, progetto rimasto sulla carta, sarebbe stato un VIIC/42 con poppa accorciata e 4 tubi posteriori, sovrapposti due a due.....nessun esemplare venne tuttavia impostato. un disegno della poppa lo puoi vedere sul libro di Rossler sugli U boot. Ciao! :s02: Davide U 324

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Mi sono confuso con il tipo IX :s68:

 

 

Mi parli tu che sei un espert...

 

Volevo informazioni delle varianti del VII C in particolare, ma conto sulla tua cultura per altri battelli anche :s01:

 

 

Volevo anche sapere come venivano "aggiornati" i battelli

 

Mi spiego, esce la scoperta dello snorkel, come viene montato nei VII precedenti o nei II e simili???

 

Così anche per la radio e simili

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Ciao ragazzi! guardate che mica sono la bibbia degli U boote, quello che so l'ho letto sui libri! :s10:

snorkel sui tipo II: non mi risulta vennero montati. il primo battello a venirne equipaggiato fu un VIIC.

snorkel sui tipo VII: molto spesso erano interventi molto artigianali, una buona parte degli snorkel montati era del tipo fisso, cosa disprezzata dagli equipaggi, perchè rendeva troppo visibile il battello. questa cosa viene riportata sul libro di Robert Stren U boot tipo VII. esistono sia foto di snorkel fissi che quelli più moderni montati sui VIIC-41 e sui VIIC tardi comunque. da notare che i tipo VII e i IX avevano snorkel diversi,le foto lo mostrano chiaramente, inoltre i IX lo avevano sul lato destro, i VI sul lato sinistro guardando verso prua.anche l'attacco per l'aria era diverso, anche questo si vede bene nelle foto.

radio: argomento che non ho ma approfondito, purtroppo, modellisticamente non è importante e non ho mai studiato bene le varie apparecchiature, anche se prima o poi mi ci metto.....

per Drakkar: oggi ho fatto una scoperta, riguardo i tubi portasiluri dislocati tra scafo resistente e coperta: non vennero più imbarcati verso la fine del 1942, quindi sul modello Revell non vanno messi, grave errore mio che avevo autocostruito anche il tubo posteriore in posizione di carico, cioè inclinato verso l'alto: ho dovuto incollare di nuovo la porzione di coperta a livello del ponte e togliere il tubo portasiluro anteriormente....peccato, perde un buon particolare, sembra tutto più dritto!beh, a presto! Davide U 324

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  • 2 weeks later...

Ciao. Posto alcune precisazioni sui battelli di classe II.

Questa classe fu la naturale evoluzione dei battelli che presero parte alla I° GM e furono approntati come battelli costieri,infatti durante tale conflitto non ci fu la necessità di interdizione delle forze navali nemiche a grandi distanze fatta eccezione con l'entrata in guerra degli USA. il conflitto navale si sviluppò solo su piccola scala(sui mari) e quella fu principalmente una guerra terrestre di posizione.

Durante la II°GM la KM si trovò a dover operare su altri scenari e tali battelli costieri risultarono inadeguati ad affrontare i convogli alleati in atlantico per la scarsa autonomia e i pochi siluri imbarcati.

Tali sommergibili a fronte di questa mancanza avevano come pregio il fatto che erano molto veloci ad immergersi viste le contenute dimensioni e dislocamento ed essendo molto piccoli nei confronti delle più moderne tecnologie di ricerca da parte dei DD come l'ASDIC avevano una superficie riflettente minore rispetto ai VII e IX e quindi potevano eluderli efficacemente proprio perchè riflettevano meno l'eco sonar.

Tra il '40 e il '41 vennero tolti progressivamente dalla prima linea e assegnati come battelli scuola per equipaggi.Tuttavia non furono mai equipaggiati con tecnologie come radar,snorkel e sonar. Col passare del tempo e con l'entrata in servizio delle classi VII più moderne furono sostituiti da questi ultimi.

:s02:

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Fra i vari testi che trattano dell'argomento con cognizione di causa ti segnalo in particolarmodo:

 

Robert C.Stern, U-BOOT TIPO VII, Hobby&Work Italiana Editrice srl - 1993 (U-boot Type VII - Arms and Armor Press - A Cassel Imprint)

Si tratta di una dettagliata descrizione tecnica degli U-Boot del tipo VII

Il libro, è ricco di foto in b\n e completato da disegni tecnici dei modelli costituenti la classe VII .

Il testo pur essendo tecnico risulta comunque di agevole lettura: descrive con precisione la frenetica evoluzione tecnica dei battelli tedeschi sotto l'incalzare della guerra.

E non costa molto.

 

Se interessato i tipo VII, ti consiglio di procurartelo perché ne vale la pena!

:s02:

 

 

E poi, ma qui si fa un pò lunga, ti riporto alcuni brani tratti dalla "bibbia" del sommergibilismo, il bellissimo romanzo di Lothar-Gunter Buchheim, U-Boot, (NET 2002). Brani che avevo a suo tempo ricopiato per altri motivi...

 

VII-C: lunghezza 67,1 metri, larghezza 6,2 metri, dislocamento di 769 merti cubi in emersione e 871 in immersione: una differenza trascurabile, infatti il sommergibile ha poche parti che emergono. Pescaggio in emersione 4,8 metri.

Nella parte inferiore delle casse di immersione si scorgono le valvole di allagamento che restano aperte durante gli spostamenti in superficie. Le casse di immersione sostengono il sommergibile come cuscini d’aria. Quando l’aria viene fatta uscire dagli sfiatatoi in cima ai cassoni, l’acqua vi può entrare da sotto attraverso le valvole di allagamento. La spinta di galleggiamento si annulla, il sommergibile si immerge.

La coperta emerge di circa un metro dall’acqua oleosa del bacino. I boccaporti sono ancora tutti aperti. Misuro con gli occhi l’intera lunghezza del sommergibile come se dovessi imprimere questa immagine nella mente per l’eternità. Tutte le sue forme, il ponte, la coperta in legno che, senza alcuno sbalzo, descrive un’unica linea slanciata fino alla prua, la torretta dalla quale sporge goffo il cannoncino antiaereo, la parte poppiera leggermente inclinata all’indietro, i cavi d’acciaio dell’antenna con gli isolatori di vetro verde che scendono dalla torretta verso poppa e prua. Tutto è di una sobrietà quasi eccessiva. Un sommergibile VII-C, adatto al mare come nessun’altro.

In coperta si trovano ancora alla rinfusa i parabordi, cavi e cime varie. … Silenziosamente esce il periscopio. L’occhio di Polifemo gira in tutte le direzioni, s’innalza sull’asta d’argento, ridiscende e scompare. … Il portello caricasiluri in coperta è già chiuso, a poppa ora chiudono anche il boccaporto della cucina. Ormai l’unico accesso all’interno del sommergibile è il boccaporto della torretta.

Il nostro sommergibile ha caricato quattordici siluri. Cinque sono sistemati nei tubi, due nei contenitori in coperta, gli altri sotto i paglioli di sentina di prua e di poppa.

Nella camera di manovra… Intorno a me tubi, valvole, manovelle, manometri, motorini, grovigli di condotti contrassegnati di verde e di rosso. Nel semibuio distinguo gli indicatori dei timoni, uno elettrico e uno meccanico. Quasi tutte le apparecchiature esistono in duplice copia, non si sa mai.

Le paratie della camera di manovra che dividono il sommergibile in tre scompartimenti sono emisferiche, perché resistono meglio alla pressione di quelle piatte. … Il portello di carico dei siluri e il boccaporto della cambusa servono da uscita di emergenza rispettivamente dello scompartimento anteriore e di quello posteriore.

La sala macchine si trova dietro la cambusa. … E’ un buco angusto nel quale i due enormi motori con tutte le loro apparecchiature ausiliarie sembrano animali addossati l’uno all’altro. Attorno, anche il più piccolo spazio tra il groviglio di condutture è stato sfruttato: oltre alla pompa di circolazione dell’acqua per il raffreddamento, la pompa dell’olio, il filtro dell’olio, le bombole d’aria compressa per l’avviamento, la pompa di mandata dell’olio. In mezzo, manometri, termometri, indicatori di sbandata e altri strumenti vari.

Ogni motore è a sei cilindri, che insieme sviluppano 2800 HP.

I motori elettrici sono collocati più a poppa.

Edited by Bob Napp
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