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Giuro, questa mi mancava... :s12:

 

SISTEMA GIROSCOPICO: Sfrutta il principio fisico del giroscopio, secondo cui una massa in rotazione offre una maggiore opposizione ad una forza esterna che tenti di deviarne la traiettoria. E' realizzato con delle enormi "trottole", circa 2 o 3, mantenute in veloce rotazione e il cui asse di rotazione veniva inclinato a seconda delle indicazioni provenienti da sistema meccanico sensibile ai movimenti oscillanti, creando un'azione di contrasto al rollio della nave. Questo sistema fu utilizzato per la prima volta a bordo di una nave passeggeri, sul transatlantico italiano "Conte di Savoia" nel 1932, il compagno del famoso "Rex". Il sistema era costituito da tre trottole di 100 tonnellate ciascuna, sistemate verso la zona prodiera dello scafo. Questo sistema ha però diversi limiti. Lo scafo di una nave mercantile (e non militare), non è adatto ad ospitare pesi così grandi concentrati in poco spazio. Carichi così concentrati causano enormi forze di torsione sullo scafo durante i movimenti di rollio e beccheggio della nave, oltre a comprometterne la stabilità. Con mare mosso, dallo scafo del Conte di Savoia provenivano paurosi scricchiolii. Inoltre in condizioni di mare grosso e irregolare, quando venivano richiesti improvvisi e repentini spostamenti dell'asse di rotazione delle trottole, il sistema di attuazione non riusciva a muoverle con sufficiente velocità, il che portava il sistema in controfase, favorendo il movimento del rollio anzichè contrastarlo. La bassa efficacia, i costi elevati e i grandi spazi occupati, ne decretarono ben presto la fine.

 

giroscopi.jpg

 

Giroscopi_Conte_di_Savoia.JPG

 

Giroscopio_Conte_di_Savoia2.JPG

 

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In teoria è una genialata...all'atto pratico, non vorrei essere nei panni dei manutentori... :s04:

 

Ah, l'italica inventiva di una volta...

Guest Leon X
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In teoria è una genialata...all'atto pratico, non vorrei essere nei panni dei manutentori... :s04:

 

 

In pratica invece non funzionava affatto bene, solo a bassa velocità e con mare calmo il sistema non dava problemi, ovvero quando il sistema poteva stare spento poichè non era necessario.

Questo sistema funziona benissimo quando si tratta di apparati piccoli, chi è salito su una nave da crociera ricorderà certamente i giroscopi applicati ai piedi dei tavoli da biliardo: la nave può fare quello che vuole (rollio o beccheggio) ma il tavolo è sempre perfettamente orizzontale e le palle assolutamente ferme.

Tuttavia stabilizzare una nave con un sistema del genere non è impresa facile, le forze applicate dal mare sono molto grandi, per compensarle i giroscopi dovrebbero applicarle una forza mediamente maggiore. Inoltre in condizioni di mare agitato le onde agiscono sulla nave con un braccio variabile, ovvero a parità di forza il punto di applicazione si muove istantaneamente; per compensare tale effetto le trottole dovevano inclinarsi opponendosi istante per istante a questa forze, ebbene questa cosa è molto difficile in quanto la principale caratteristica del giroscopio è proprio quella che, una volta messo rotazione ad un numero sufficiente di giri, conserverà la posizione nello spazio del suo asse di rotazione.

Per esempio prendete in mano una ruota di bicicletta, è facile variare il suo assetto nello spazio con poco sforzo, provate a metterla in veloce rotazione e cercate di spostarla. Ora lo sforzo è molto più elevato e considerate che la ruota è in pratica un anello attaccato ad un punto per approssimazione, quindi con un inerzia ridicola rispetto al nosto caso dove abbiamp un cilindro non cavo (per appossimazione sempre).

Oppure pensate ad una moto che disarciona il suo pilota e continua la sua folla corsa finche la velocità del giroscopi è così bassa che le forze di gravita e di attrito non la fanno cadere.

In pratica tornando alla nave il sistema veniva meno nel momento del bisogno, soprattutto ci si rese conto che le alette stabilizzatrici costavano un sesto di quel sistema ed erano tre volte più efficaci (in quanto potevano variare la loro inclinazione senza problemi a differenza di un giroscopio), oltre al fatto che quando non servivano potevano essere fatte rientrare nella carena della nave per ridurre l'attrito e quindi il consumo di combustibile.

Posted
In pratica invece non funzionava affatto bene, solo a bassa velocità e con mare calmo il sistema non dava problemi, ovvero quando il sistema poteva stare spento poichè non era necessario.

Questo sistema funziona benissimo quando si tratta di apparati piccoli, chi è salito su una nave da crociera ricorderà certamente i giroscopi applicati ai piedi dei tavoli da biliardo: la nave può fare quello che vuole (rollio o beccheggio) ma il tavolo è sempre perfettamente orizzontale e le palle assolutamente ferme.

Tuttavia stabilizzare una nave con un sistema del genere non è impresa facile, le forze applicate dal mare sono molto grandi, per compensarle i giroscopi dovrebbero applicarle una forza mediamente maggiore. Inoltre in condizioni di mare agitato le onde agiscono sulla nave con un braccio variabile, ovvero a parità di forza il punto di applicazione si muove istantaneamente; per compensare tale effetto le trottole dovevano inclinarsi opponendosi istante per istante a questa forze, ebbene questa cosa è molto difficile in quanto la principale caratteristica del giroscopio è proprio quella che, una volta messo rotazione ad un numero sufficiente di giri, conserverà la posizione nello spazio del suo asse di rotazione.

Per esempio prendete in mano una ruota di bicicletta, è facile variare il suo assetto nello spazio con poco sforzo, provate a metterla in veloce rotazione e cercate di spostarla. Ora lo sforzo è molto più elevato e considerate che la ruota è in pratica un anello attaccato ad un punto per approssimazione, quindi con un inerzia ridicola rispetto al nosto caso dove abbiamp un cilindro non cavo (per appossimazione sempre).

Oppure pensate ad una moto che disarciona il suo pilota e continua la sua folla corsa finche la velocità del giroscopi è così bassa che le forze di gravita e di attrito non la fanno cadere.

In pratica tornando alla nave il sistema veniva meno nel momento del bisogno, soprattutto ci si rese conto che le alette stabilizzatrici costavano un sesto di quel sistema ed erano tre volte più efficaci (in quanto potevano variare la loro inclinazione senza problemi a differenza di un giroscopio), oltre al fatto che quando non servivano potevano essere fatte rientrare nella carena della nave per ridurre l'attrito e quindi il consumo di combustibile.

Interessante, non so perchè ma mi viene in mente l'enorme pendolo del Taipei101 anche se non c'entra una mazza. Complimenti Leon spiegazione impeccabile!!! :s20: :s20: :s20:

In fisica ero una schiappa, ho dovuto rileggerla 3 volte per capirci... :s10:

Posted

Concordo in tutto, Leon. :s02:

 

Inoltre, imbarcare pesi concentrati del genere, oltretutto verso le estremità dello scafo, non poteva che dare rogne.

 

Infatti, il Conte di Savoia aveva fama di tenere il mare in maniera pessima, oltre ad emettere scricchiolii sinistri non appena il beccheggio superava un certo livello.

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Giuro, questa mi mancava... :s12:

 

SISTEMA GIROSCOPICO: Sfrutta il principio fisico del giroscopio, secondo cui una massa in rotazione offre una maggiore opposizione ad una forza esterna che tenti di deviarne la traiettoria. E' realizzato con delle enormi "trottole", circa 2 o 3, mantenute in veloce rotazione e il cui asse di rotazione veniva inclinato a seconda delle indicazioni provenienti da sistema meccanico sensibile ai movimenti oscillanti, creando un'azione di contrasto al rollio della nave. Questo sistema fu utilizzato per la prima volta a bordo di una nave passeggeri, sul transatlantico italiano "Conte di Savoia" nel 1932, il compagno del famoso "Rex". Il sistema era costituito da tre trottole di 100 tonnellate ciascuna, sistemate verso la zona prodiera dello scafo. Questo sistema ha però diversi limiti. Lo scafo di una nave mercantile (e non militare), non è adatto ad ospitare pesi così grandi concentrati in poco spazio. Carichi così concentrati causano enormi forze di torsione sullo scafo durante i movimenti di rollio e beccheggio della nave, oltre a comprometterne la stabilità. Con mare mosso, dallo scafo del Conte di Savoia provenivano paurosi scricchiolii. Inoltre in condizioni di mare grosso e irregolare, quando venivano richiesti improvvisi e repentini spostamenti dell'asse di rotazione delle trottole, il sistema di attuazione non riusciva a muoverle con sufficiente velocità, il che portava il sistema in controfase, favorendo il movimento del rollio anzichè contrastarlo. La bassa efficacia, i costi elevati e i grandi spazi occupati, ne decretarono ben presto la fine.

 

 

a voler essere piu' precisi sfrutta il principio di conservazione del momento angolare e una massa in rotazione puo' cambiare il momento angolare soltanto se viene applicato un momento meccanico cioe' un momento di coppie, siccome le sollecitazioni che ricevono una nave nn sono 1 coppia ma singole forze, il momento angolare di queste enormi masse doveva essere costante.

 

in pratica e' come se io metto 1 ago su un tappo di sughero piegando il tappo di sughero tendera' comunque a ritornarte con l'ago che punta verso l'alto; quando la nave con 1 giroscopio in funzione subisce delle sollecitazioni a causa delle onde o di altro tipo, il giroscopio che originariamente ha l'asse puntato nella direzione perpendicolare alla superfice del mare in quiete, tendera' a riportare la nave nella sua posizione originale grossomodo funziona cosi', cmq viene usato anche come alternativa alla bussola (ovviamente nn di quelle dimensioni per i profani) il principio e' lo stesso:

 

il giroscopio viene messo in direzione imprimendo un certo momento angolare e facendolo puntare in una direzione nota, mediante una serie di sospensioni viene isolato dalla struttura e quindi tendera' a conservare il momento angolare cioe' a puntare il proprio asse lungo la direzione impostata all'inizio indipendentemente dai vari movimenti (virate beccheggi ecc) sostenuti dalla nave

 

in maniera grossolana un piccolo contributo al principio di funzionamento del giroscopio

 

 

PS il proff di fisica mi ha beccato a leggere il forum e mi ha spiegato e mi ha chiesto di completare l'informazione sulla funzionalita' della cosa

 

PPS me l'ha spiegato alla lavagna appena riesco ve lo faccio sapere la conclusione

Posted

Vogliamo la foto della lavagna per dimostrare quanto Betasom sia coadiuvante all'istruzione scolastica.

 

Potremmo pubblicare un eserciziario di idrostatica-idrodinamica, ricapitolando tutte le spiegazioni della coppia stabilizzante, del giroscopio e della bussola giroscopica, per non parlare delle lezioni P=S.

 

Tra poco arriveranno gli studenti che vogliono fare lo stage a Betasom... tutti al Garignan, studenti :s01:

 

P.S.: Il Conte di Savoia non riuscì a conquistare il Nastro Azzurro, durante il suo tentativo, a causa del mare molto mosso che incontrò nell'ultimo tratto della traversata. Per cercare di guadagnare furono attivati per l'appunto gli stabilizzatori giroscopici di cui stiamo parlando. Ma questo non servì a battere il primato vigente all'epoca.

Era una cocente delusione per il Lloyd Sabaudo, che armava la nave da crocera. Una delusione ancora più acuta quando il Rex conquistò il Nastro Azzurro el 1933. Il Rex era difatti armato dalla compagnia di navigazione Italia, controllata dallo stato e quindi dal regime, di conseguenza un doppio smacco per la società armatrice con partecipazioni della casa Savoia.

 

Per la precisione l'11 agosto 1933 il "Rex" entro' in competizione per il "Nastro azzurro", ovvero cioe' coprire la distanza tra Gibilterra e New York nel minor tempo possibile. La traversata fu fatta in 4 giorni, 13 ore e 50 minuti, con velocita' media di 29 nodi. Il nastro azzurro della Rex era quindi una bandiera lunga 29 metri (un metro per ogni nodo) e lo tenne per due anni.

 

trakkk.jpg

Posted

:s03:

 

Cmq sia, al di là delle pur valide considerazioni teoriche, ciò che mi lascia perplesso è (anche) la difficoltà di costruire bene un accrocchio del genere ed i relativi cuscinetti, supporti, parti mobili, ecc. (con le tecnologie e le tolleranze dell'epoca) e, soprattutto, la difficoltà di mantenerlo in efficienza su un previsto arco di vita della nave pari a 20/25 anni.

 

Sulla carta tutto è bello, tutto funziona, poi lo metti in mare e "non gira", "non scorre", "si blocca", "andate un po' a vedere cosa è successo", ecc. ecc. :s03:

 

Chi è stato a bordo mi potrà capire! :s02:

Posted

Una curiosita':

 

come si puo' leggere nell'interessante Link postato da Pesce Persico:

"In realtà questi sistemi furono inventati tempo prima per ragioni ben diverse, per applicazioni sulle navi da guerra. Cercando infatti di limitare il rollio si poteva puntare correttamente per primi i cannoni e l'artiglieria verso la nave avversaria. Chi puntava meglio per primo, sopravviveva."

 

Avete notizie riguardo all'uso o alla sperimentazione di stabilizzatori giroscopici :s14: su navi da battaglia?

Oppure erano troppo complicati e rendevano la nave in qualche modo vulnerabile?

 

Grazie.

Posted

COMPLIMENTI RAGAZZI OTTIMA RICERCA CHE MERITA APPROFONDIMENTO

 

INTERESSANTE ANCHE LA RICERCA PROPOSTA DAL COM ALBATROSS :s01:

Posted

L'unico uso militare di congegni di stabilizzazione che mi viene in mente è quello delle torrette da 90 delle corazzate classe Littorio, ma non avendo i testi sottomano (sono al alvoro :s01: ) non vi so dire come funzionassero, anzi pare che funzionassero abbstanza male, vanificando in parte le ottime qualità balistiche del pezzo.

Posted

Ecco la mia 2 parte

 

in pratica i giroscopi servivano a tenere al nave piu' stabile quando veniva sollecitata

 

es:

 

quando 1 nave alta prende una ondata in una murata essa si piega e poi ritorna in verticale e i giroscopi servivano (nn so quanto) a tenere la nave in quella posizione e se prendeva 1 sollecitazione del genere doveva aiutarla a riprendere la sua normale posizione

 

si come idea era geniale per l'epoca una buona idea poi l'utilizzo e' da vedere se funzionava davvero o era una cosa cosi per farla

  • 11 years later...
Posted

Giuro, questa mi mancava... :s12:

 

SISTEMA GIROSCOPICO: Sfrutta il principio fisico del giroscopio, secondo cui una massa in rotazione offre una maggiore opposizione ad una forza esterna che tenti di deviarne la traiettoria. E' realizzato con delle enormi "trottole", circa 2 o 3, mantenute in veloce rotazione e il cui asse di rotazione veniva inclinato a seconda delle indicazioni provenienti da sistema meccanico sensibile ai movimenti oscillanti, creando un'azione di contrasto al rollio della nave. Questo sistema fu utilizzato per la prima volta a bordo di una nave passeggeri, sul transatlantico italiano "Conte di Savoia" nel 1932, il compagno del famoso "Rex". Il sistema era costituito da tre trottole di 100 tonnellate ciascuna, sistemate verso la zona prodiera dello scafo. Questo sistema ha però diversi limiti. Lo scafo di una nave mercantile (e non militare), non è adatto ad ospitare pesi così grandi concentrati in poco spazio. Carichi così concentrati causano enormi forze di torsione sullo scafo durante i movimenti di rollio e beccheggio della nave, oltre a comprometterne la stabilità. Con mare mosso, dallo scafo del Conte di Savoia provenivano paurosi scricchiolii. Inoltre in condizioni di mare grosso e irregolare, quando venivano richiesti improvvisi e repentini spostamenti dell'asse di rotazione delle trottole, il sistema di attuazione non riusciva a muoverle con sufficiente velocità, il che portava il sistema in controfase, favorendo il movimento del rollio anzichè contrastarlo. La bassa efficacia, i costi elevati e i grandi spazi occupati, ne decretarono ben presto la fine.

Riesumo questo antico topicper precisare che la Ditta costruttrice dei giroscopi era la Statunitense SPERRY che, per pubblicizzare la novità, fece un forte sconto ed ottime modalità di pagamento alla Soc. ITALIA NAVIGAZIONE.

 

UN RICORDO CINEMATOGRAFICO

 

Nel film di Otto PREMINGER "IL CARDINALE" ad un certo punto c'è la scena di un Cardinale Statunitense che, dovendosi recare a Roma per il conclave, s' imbarca proprio sul CONTE DI SAVOIA (anche se visibile per pochi secondi il modello usato è piuttosto fedele alla realtà).

La scena continua col povero Alto Prelato in lotta con un terribile mal di mare... :smile: ed arriverà a destinazione oltre all' "extra omnes!" :laugh:

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