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Totiano

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  1. I Coreani stanno facendo incredibili passi in avanti, arrivando rapidamente vicino ai vertici della costruzione mondiale di battelli. Non è passato molto tempo da quando hanno costruito su licenza i loro 214 e ora sono alla seconda serie della costruzione casalinga, dotata di capacita di lancio missili e batterie agli ioni di Litio. da Iniziata la costruzione del secondo sottomarino sudcoreano Changbogo-III Batch II (aresdifesa.it) qualche dato in piu, per i curiosi, puo essere reperito qui: South Korea's KSS-III Batch 2 Submarine to Feature both AIP and Li-Ion Batteries - Naval News
  2. Unisco il topic di Lazer a quello gia presente
  3. Domenica 2 gennaio dalle ore 14 circa su TGR Mediterraneo andrà in onda servizio su giuramento allievi Accademia Navale
  4. Effettuata in data odierna nuova spedizione, come sempre vi invito a controllare i post iniziali per verificare la situazione Malaspina/consegnato/bonifico/SI/sped 30/12 racc nr. 153192253155 grappa + modello a genova Massimiliano Naressi/consegnato/bonifico/SI/sped 30/12 racc nr. 153192253166 Giovanni Patini/consegnato/bonifico/SI/sped 30/12 racc nr. 153192266971
  5. Appena uscito il videoclip Bismack mi è piaciuto tantissimo, forse il piu bello tra i tre!
  6. [da Insideover al link Fincantieri si aggiudica il contratto per la seconda rifornitrice di squadra (insideover.com) ] FINCANTIERI SI AGGIUDICA IL CONTRATTO PER LA SECNDA RIFORNITRICE DI SQUADRA Il Raggruppamento Temporaneo di Impresa (Rti) guidato da Fincantieri ha firmato con Occar (Organisation Conjointe de Cooperation sur l’Armement, l’organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti) un contratto per la costruzione di una seconda unità di supporto logistico (Lss – Logistic Support Ship) destinata alla Marina Militare, nell’ambito di un programma che ne prevede anche una terza. La nuova unità sarà interamente costruita presso il cantiere di Castellammare di Stabia (Na), con la consegna prevista per il 2025. Il contratto ha un valore di circa 410 milioni di euro compreso il sistema di combattimento. L’ordine prevede anche la fornitura del supporto al ciclo vita dell’unità nei primi dieci anni, articolato in attività di logistica e in service support (attività manutentiva), nonché quella di componenti e macchinari navali realizzati dalla Direzione Sistemi e Componenti Meccanici di Fincantieri, tra cui linee d’assi, timoneria, eliche di manovra, pinne stabilizzatrici e altri impianti di movimentazione. A marzo di quest’anno era stata consegnata la prima Lss, nave “Vulcano”, un progetto acquisito anche dalla marina francese definite del programma Flotlog, una serie di unità costruite in collaborazione proprio con il cantiere di Castellamare di Stabia. Nell’ambito del programma pluriennale per la tutela della capacità marittima della Difesa (la cosiddetta “Legge navale”) Fincantieri sta attualmente realizzando anche sette Pattugliatori Polivalenti d’Altura (Ppa) e l’unità da trasporto e sbarco (Lhd – Landing Helicopter Dock) “Trieste”. La caratteristica fondamentale comune a tutte e tre le classi di navi è il loro altissimo livello di innovazione che le rende estremamente flessibili nei diversi profili di utilizzo con un elevato grado di efficienza. In particolare queste unità potranno essere utilizzate in modo complementare anche in attività non prettamente militari quali per esempio di supporto alla protezione civile. In aggiunta Fincantieri fa sapere che hanno un basso impatto ambientale grazie all’adozione di avanzati sistemi di generazione e propulsione a bassa emissione inquinante (generatori e motori elettrici di propulsione) e di controllo degli effluenti biologici. Tornando alla nuova unità di supporto logistico, questa era già stata “messa a bilancio”, insieme alla terza, nel Dpp (Documento Programmatico Pluriennale) della Difesa 2021-2023 per un ammontare complessivo di 823 milioni di euro. Le Lss non sono solamente delle “rifornitrici di squadra” ma vere e proprie unità di supporto alla flotta dotate anche di capacità ospedaliera e sanitaria grazie alla presenza di un ospedale completamente attrezzato di circa 800 metri quadrati, che comprende due sale operatorie con pre-anestesia, una sala di radiologia, un gabinetto odontoiatrico e uno ginecologico, due ambulatori di pronto soccorso, un laboratorio di diagnostica clinica, una sala per la terapia intensiva, una sala Tac, e una sala ustionati. La nave è in grado di coniugare capacità di trasporto e trasferimento ad altre unità navali di carichi liquidi (gasolio, combustibile avio, acqua dolce) e solidi (parti di rispetto, viveri e munizioni) e di effettuare in mare a favore di altre unità operazioni di riparazione e manutenzione. I sistemi di difesa invece sono limitati alla capacità di comando e controllo in scenari tattici, alle comunicazioni e ai sistemi di difesa dissuasivi non letali. L’unità è capace di imbarcare anche sistemi di difesa più complessi e diventare una piattaforma per sistemi di intelligence e guerra elettronica. Nave “Vulcano” e le sue due future unità gemelle rappresentano pertanto quel salto qualitativo che permetterà alla nostra flotta di poter essere impiegata in modo più efficace sui mari a grande distanza dai porti nazionali, e il fatto di averne a disposizione – in futuro – tre, permetterà di poterne avere, a rotazione scaglionata, anche due contemporaneamente in mare. Insieme a Nave Cavour e Trieste, entrambe in grado di operare con velivolo F-35B, andranno a formare una parte fondamentale del nostro “gruppo d’attacco di portaerei” che rappresenterà un epocale miglioramento (e allungamento) del nostro strumento di proiezione di forza. Risulta utile ricordare alcuni dati tecnici delle nuove unità per capire di cosa si stia parlando: la loro lunghezza è di 193 metri e potranno viaggiare a una velocità massima di 20 nodi; l’equipaggio è di 235 persone e potranno imbarcare acqua potabile in quantità tale da poter soddisfare i bisogni di 6mila persone a terra. I generatori di bordo sono in grado di fornire 2500 Kw di potenza elettrica utilizzabile all’infuori dei sistemi interni e le navi hanno la possibilità di imbarcare fino a 28 moduli Iso 20 tra cui anche quelli abitativi/sanitari. Le unità hanno capacità di soccorso in mare e di recupero sul fondo (la nave è dotata di 2 gru da 30 tonnellate con capacità offshore) e può anche essere base per operazioni di soccorso tramite 2 elicotteri e imbarcazioni speciali (2 Rhib e 2 tender). Fincantieri è anche impegnata, insieme a Naval Group nella joint-venture Naviris, con Navantia nel programma Modular Multirole Patrol Corvette (Mmpc): il 9 dicembre il gruppo ha presentato una proposta industriale relativa al bando Mmpc del Fondo europeo per la difesa (Edf). Il progetto è rilevante non solo per l’industria italiana, ma per la Difesa europea: l’obiettivo della proposta è anche massimizzare le sinergie e la collaborazione tra le industrie cantieristiche del Vecchio Continente per garantire una sovranità europea in questa importante classe di unità da guerra. Nel progetto, infatti, partecipano quattro Paesi tramite Epc Pesco (Italia, Francia, Spagna e Grecia) e sei sono coinvolti nella co-finanziamento (Danimarca e Norvegia oltre ai precedenti). Con l’avvio delle prima fase del programma per le “nuove unità anfibie” grazie agli studi di de-risking che vedranno lo sviluppo concettuale e tecnico di navi da assalto anfibio che dovranno sostituire le classi San Giorgio e San Giusto (orizzonte 2035), e con la messa a bilancio di quello per i nuovi cacciatorpediniere Ddx – il cui primo esemplare dovrebbe vedersi nella migliore delle ipotesi nel 2028/2030 – la Marina Militare vedrà quel rinnovamento a lungo atteso, sebbene, come abbiamo già avuto modo di dire, restino delle “zone d’ombra” date dal numero di sottomarini, che riteniamo sempre inadeguato rispetto ai futuri scenari, e ai cacciamine di nuova generazione, per i quali, benché sia già stato stabilito il programma finanziario (che comincerà nel 2023), non si sa ancora il numero il numero di unità che si prevede acquisire. Bene invece che si sia giunti alla decisione, nell’ultimo Dpp, di dotarsi di otto Opv (Offshore Patrol Vessel) – unità più piccole rispetto ai Ppa classe Thaon di Revel – che vedranno un finanziamento complessivo di 3,5 miliardi di euro, e che sono le unità più idonee per sorvegliare e proteggere le nostre linee di comunicazione marittima più prossime e le Zone di Esclusività Economica, che ci ritroviamo a dover contendere ad avversari e alleati.
  7. in effetti la merito anche io, non me ne ero accorto.... Fatto..
  8. Vuoi cimentarti in una descrizione del sistema d'arma? potrebbe essere interessante
  9. con il 2020 la base festeggia il termine di un lavoro di ricerca lungo 2 anni cui molti comandanti gano partecipato ricostruire la storia e la tecnica del primo battello italiano, di cui ricorrono i 125 anni dalla consegna alla Marina Militare. Cosi, oltre al caledario, anche il gadget non puo che ricordare il R. battello sottomarino delfino Nel 2021, con la grave pandemia da COVID 19 che ha colto impreparato il paese e il mondo intero, i comandanto della base scelgono nuovamente un gesto altruistico e il supporto andrà nuovamente alla croce rossa. Per festeggiare il ventennale della base, nel 2022 il gadget doveva essere speciale! Si doveva brindare e abbiamo scelto quanto di piu vicino al "cordiale" che usavano in navigazione di guerra i nostri marinai: nasce cosi la grappa di Betasom. Ci rendiamo conto, contestualmente, che serve qualcosa di davvero esclusivo e pensare a un sommergibile/cantinetta, ovviamente stampato in 20 esemplari, il passo è breve!
  10. 2022 20 anni! Un traguardo importante per un sodalizio di nicchia come il nostro! 20 anni passati nel solco del nostro motto "per non dimenticare" , accompagnati da persone di assoluto spessore che ancora scaldano i nostri cuori, dagli ammiragli Patrelli, Arena e Ranieri all'indimenticabile Capo Ghezzi. Eventi di risalto nazionale e internazionale e collaborazione coi media nazionali. Eppure una costante scandisce, fin dal 2005, le missioni della base: il calendario. E' per questo che abbiamo scelto di festeggiare i 20 anni riproponendo le pagine piu belle dei nostri calendari L'ormai collaudato team del calendario "Lazer_one/Totiano" , ha realizzato il calendario 2022 rispolverando la preziosa collezione di calendari. Sono state stampate 100 copie, come sempre numerate.
  11. 2022 20 anni! Un traguardo importante per un sodalizio di nicchia come il nostro! 20 anni passati nel solco del nostro motto "per non dimenticare" , accompagnati da persone di assoluto spessore che ancora scaldano i nostri cuori, dagli ammiragli Patrelli, Arena e Ranieri all'indimenticabile Capo Ghezzi. Eventi di risalto nazionale e internazionale e collaborazione coi media nazionali. Eppure una costante scandisce, fin dal 2005, le missioni della base: il calendario. E' per questo che abbiamo scelto di festeggiare i 20 anni riproponendo le pagine piu belle dei nostri calendari L'ormai collaudato team del calendario "Lazer_one/Totiano" , ha realizzato il calendario 2022 rispolverando la preziosa collezione di calendari. Sono state stampate 100 copie, come sempre numerate.
  12. 2021 Il 2021 è un anno di transizione, non ci sono appuntamenti "importanti" mentre ce ne aspetta uno fondamentale nel 2022. Abbiamo quindi scelto un argomento "ameno", ovvero i quadri dei pittori di Marina e ci ha particolarmente colpito la luminosità dei quadri del maestro allan Edgar O'Mill, argentino di nascita ma italiano d'adozione. L'ormai collaudato team del calendario "Lazer_one/Totiano" questa volta con la maggior parte del lavoro a cura di Lazer, ha realizzato il calendario 2021 con argomento prevalentemente sommergibilistico. La pagina di Gennaio è un omaggio alle origini del maestro O'Mill, pilota d'aviazione. Giugno non poteva non riportare la flotta e dicembre l'impresa di Alessandria. Sempre in omaggio alle origini argentina ma, allo stesso tempo, per ricordare tutti i sommergibilisti scomparsi in mare, abbiamo scelto l'ARA San Juan. Sono state stampate 100 copie su carta goffrata, che donano un particolare pregio a queste copie.
  13. Grazie Valerio, approfitto anche io per formulare gli auguri di un sereno Natale e felice Natale!
  14. e di cosa, siamo qui per divertirci, no?
  15. A CAUSA DEL RIACUTIZZARSI DELLA PANDEMIA I VERTICI CALZONI L3HARRIS HANNO DECISO DI POSTICIPARE NUOVAMENTE L'INCONTRO A DATA DA DESTINARSI.
  16. Si, dovrebbe essere segreta....
  17. E' una vittoria che brilla fulgida nel firmamento della Marina, dei Sommergibili e della Decima. Churchill, primo ministro britannico, attenderà fino a Marzo dell'anno successivo per dichiarare che 6 uomini, dotati di mezzi irrisori, avevano messo in ginocchio la Mediterranean Fleet. – DA SUPERMARINA: accertata presenza in porto due navi da battaglia. probabile portaerei: ATTACCATE – e, caricate al massimo aria ed energia elettrica, lo Scirè inizia la sua incredibile corsa sottomarina attraverso gli sbarramenti minati, sempre al di sotto dei 60 m di profondità e su fondali rapidamente decrescenti, per emergere, infine, in posizione perfetta a 1.3 miglia nautiche per 356° dal fanale di Alessandria. Assegnati i bersagli, i sei uomini del gruppo d'assalto, ripartiti in tre coppie, procedono verso la base nemica: il tenente di vascello Luigi Durand De la Penne con il Capo Palombaro Emilio Bianchi, ilcapitano del Genio Navale Antonio Marceglia con il Sottocapo Palombaro Spartaco Schergat, il capitano delle Armi Navali Vincenzo Martellotta con il Capo Palombaro Mario Marino si avviano a compiere un' impresa leggendaria nella storia della nostra Marina e in quella navale di tutti i tempi. Affondando con testate esplosive le due navi da battaglia britanniche HMS Queen Elizabeth (33.550 tonnellate) e HMS Valiant da (27.500 tonnellate) e danneggiando la petroliera Sagona (7750 tonnellate) e il cacciatorpediniere Jervis (1690 t) gli operatori mettono a segno un'impresa epica e una straordinaria vittoria nei confronti di quella che era, all'epoca, la maggiore Marina del mondo, cosa che induce lo stesso primo ministro inglese Winston Churchill a scrivere: "nel corso di alcune settimane l'intera flotta da battaglia nel Mediterraneo orientale è stata eliminata come forza combattente". La fuoriscita di de la Penne e Bianchi in un quadro di Claudus
  18. Effettuata in data odierna nuova spedizione, come sempre vi invito a controllare i post iniziali per verificare la situazione RED/consegnato/postepay/SI/sped 18/12 racc nr. 153192266936 grappa appena possibile MTAR/consegnato/bonifico/SI/sped 18/12 racc nr. 153192266947 BeppeTronchi/consegnato/bonifico/SI/sped 18/12 racc nr. 153192266925
  19. Eccomi, scusate il ritardo! Barra a Nostromo di Roma
  20. In allegato le lettere che spedivo alla ragazza che pochi anni dopo sarebbe diventata mia moglie Lucia Zannini. ROMANIA: SIRIA SPAGNA: OLANDA:
  21. Si faccia attenzione a distinguere le imbarcazioni denominate Triton Maris, perché nella flotta Ravennate ne furono presenti 2 1) Quella “vecchia” di produzione tedesca, piroscafo costruito nel 1898 dalla Actien-Gesellschaft (Akt.Ges.) “Neptun” Schiffswerft und Maschinenfabrik (attuale Neptun Werft) a Rostock, Germania, nasce con il nome Franz Horn (1898-1915) divenuta in seguito Melrose Abbey (1915-19) poi Gibel Hamam (1919-19), Southford (1919-25), Iulia Mantaca (1925-27), Triton (1927-29) ed infine Triton Maris (1929-56). Vita della nave:[1898-1956]. 2) Mentre io sono stato a bordo della “nuova” Triton Maris, quella Olandese, ex Ittersum. Costruita dagli inglesi nel 1938 dalla William Doxford & Sons Ltd, Pallion e con motore realizzato dalla North Eastern Marine Engineering Ltd, Sunderland per la Stoomvaart Maatschappij Oostzee Vinke & co, Rotterdam. Nacque Ittersum (1938-1958), poi divenne Triton Maris (1958-1971). Vita della nave:[1938-1971]. Cominciò tutto quando avevo 17 anni, 1967, dopo qualche esperienza a bordo di motopescherecci a Porto Garibaldi (FE) decisi di andare a Ravenna in cerca di un’opportunità di lavoro a bordo di navi della marina mercantile italiana. Partendo da Comacchio arrivo alla capitaneria di Ravenna con il mio ciclomotore Giulietta rosso e bianco 48cc, chiedo se possono imbarcarmi su una nave. Alloggio una notte presso l’hotel convenzionato, adiacente all’autostazione, poi il mattino dopo partiamo in 2 persone col treno fino a Tarragona in Spagna. A casa nessuno sapeva che mi fossi imbarcato. Essendo senza mie notizie, mia madre chiese ad un nostro parente (il marito di sua cugina), all’epoca membro della polizia Ravennate, di fare delle ricerche in merito e riuscirono a scoprire che mi ero imbarcato. Infatti, la valigia speditami con il primo cambio di vestiti l’ho ricevuta soltanto dopo circa un mese e mezzo a Rotterdam. Ero iscritto alla prima categoria della gente di mare in qualità di mozzo. La nave era adibita al trasporto merci, in particolar modo frumento, granoturco, farina, soia e minerali. So che in passato fu usata durante la seconda guerra mondiale dal giugno 1940 a luglio 1945 per trasporti militari. Sono stato imbarcato circa 6 mesi. I porti che raggiunse la nave con me a bordo furono: Alessandria d’Egitto, Latakia (Laodicea) in Siria, Poti in Georgia (ex URSS), Costanza e Mamaia in Romania, Liverpool e Manchester in Inghilterra, Rotterdam in Olanda, Le Havre e Rouen in Francia, Istanbul in Turchia, Amburgo in Germania e Santander in Spagna. L’equipaggio era numeroso, composto in maggior parte da meridionali (siciliani e napoletani), rammento il mio compagno di cuccetta (2 posti ciascuna, situate a poppa, la mia era sul lato destro della nave) Arduino Sacchi sui 30 anni, romagnolo ed era il secondo più giovane d’età dopo di me a bordo. Tra gli aneddoti che mi ricordo, quando eravamo a Costanza in Romania, una notte siamo andati all’antico casinò sul Mar Nero e all’interno scoppiò una baruffa tra l’equipaggio della Triton Maris e quello di una nave Napoletana. Io me ne stavo in disparte mentre gli altri, tutti ubriachi, si lanciavano addosso tavolini e bottiglie di vetro. In seguito alla lite siamo stati portati da donnoni locali dentro ad uno stanzone, dove ci hanno fatti denudare per poi colpirci con getti d’acqua ghiacciata. In seguito alla bravata ci furono detratti dallo stipendio i danni commessi. Ad Istanbul, nel Mar di Marmara in Turchia, al ritorno da Costanza, il nostromo (un 50enne di Cesenatico) nel caricare le botti di vino gli si tranciò la mano di netto e fu costretto a sbarcarsi in quell’occasione. Sempre in Turchia tra le montagne, nello stretto dei Dardanelli in una notte di maltempo stormi ininterrotti di uccelli sbattevano nelle gru e sugli alberi della nave, per poi cadere su di essa. A Poti in Georgia gran parte delle mansioni venivano svolte da donne locali, robuste e forti, che in spalla trasportavano a bordo quarti di Manzo. Mentre, nei porti Egiziani e Siriani era zona di guerra, dunque c’era il coprifuoco. Dal porto di Alessandria i militari egiziani facevano detonare ordigni subacquei circostanti alle navi ogni mezz’ora per difenderle come deterrente agli attacchi dei sommozzatori. Nel golfo della Guascogna (di Biscaglia) ci fu un’enorme mareggiata con uragano, la nave era in continuo beccheggio, gli oblò erano sottoposti ad uno sforzo tale da staccarsi e cadere in mare aperto e la gente piangeva, in parecchi persino si legavano con le corde e nel mentre imbarcavamo acqua dai fori creatisi. Io a differenza degli altri ero abbastanza tranquillo, forse per via della mia giovane età e incuranza del pericolo. Sono stati riportati svariati danni in coperta, e siamo stati costretti con una manovra di abbattuta a virare in poppa per poi ancorare la Triton Maris in Spagna fuori dal porto di Santander, in attesa che finisse la tempesta, per poi andare successivamente in riparazione nel cantiere navale di Amburgo in Germania. A bordo un marinaio aveva un pappagallo e un ufficiale prese a Manchester un cane di razza Rough Collie che ricordava a tutti Lassie. In seguito si aggiunse all’equipaggio anche un bastardino. Nei momenti liberi ero solito passare molte ore sul ponte di comando con gli ufficiali di bordo, perché mi appassionava molto. Durante i pasti avevo il privilegio di mangiare in mensa ufficiali dove aiutavo ad apparecchiare e ripulire la tavola. Mi sono sbarcato a Rouen per poi prendere il treno di ritorno passando da Parigi. In realtà in quell’occasione ci siamo sbarcati in più di una decina, perché era cambiato il comandante della nave (ormai carretta), il quale aveva la fama di essere un uomo poco prudente che affrontava l’Atlantico anche durante mareggiate estreme.
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