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<rss version="2.0"><channel><title>La Marina Mercantile Latest Topics</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/forum/152-la-marina-mercantile/</link><description>La Marina Mercantile Latest Topics</description><language>en</language><item><title>Altra Motocisterna Con Controcarene: La "nautilus"</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/43978-altra-motocisterna-con-controcarene-la-nautilus/</link><description><![CDATA[
<p>Nel marzo 2013, è stato ritrovato in Sardegna, al largo di Capo Figari, alla profondità di 80 metri il relitto della motocisterna <i>Nautilus</i>, silurata dal smg. britannico <i>Utmost</i> il 13 ottobre 1942. Stampa e diving locali diedero notevole pubblicità all'evento e all'avvenuta identificazione dell'unità; appresi il fatto con una certa indifferenza, trattandosi di una delle tante carrette senza storia né gloria perdute nel corso del conflitto. <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/11/06/news/ritrovato-il-relitto-della-nautilus-affondata-71-anni-fa-1.8063548" rel="external nofollow">http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/11/06/news/ritrovato-il-relitto-della-nautilus-affondata-71-anni-fa-1.8063548</a></p>
<p>Costruita dai cantieri Krupp di Kiel (ex Germaniawerft) nel 1921 con il nome di <i>Oberschlesien</i>, passò nel 1928 sotto bandiera italiana, ultimo armatore la S.A. Nereide di Genova.</p>
<p> </p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/ipmjeegFj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/xq90/673/mjeegF.jpg" alt="mjeegF.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Nel dicembre 1940 <i>venne requisita</i> (più probabilmente noleggiata) dalla Marina germanica, che nel luglio 1942 la rinominò <i>Languste</i><span style="font-style:normal;">,</span><i> </i><span style="font-style:normal;">fatto peraltro non riportato in “Navi mercantili perdute”; anche il sito tedesco <a href="http://www.wlb-stuttgart.de/seekrieg/verluste/italien-1942-verluste.htm" rel="external nofollow">http://www.wlb-stuttgart.de/seekrieg/verluste/italien-1942-verluste.htm</a>  la classifica come nave italiana.</span></p>
<p><span style="font-style:normal;">Non sono al corrente se già in fase di costruzione oppure successivamente, vennero applicate all'opera viva delle controcarene </span><i>ricavate dagli scafi resistenti dei sommergibili U-183 e </i><i>U-184 </i><span style="font-style:normal;">(gli incompiuti U-Kreutzer projekt 46 A)</span><i> mentre per la propulsione vennero utilizzati i motori diesel MAN degli U-129 e U-130</i><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> </span></span><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">(da altra fonte, del solo </span></span><i><span style="font-weight:normal;">U-130 </span></i><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"> (Grosse MS projekt 42)  </span></span><a href="http://ilsubacqueoweb.it/attualita/2014/02/07/ritrovata-la-nautilus-languste/" rel="external nofollow"> http://ilsubacqueoweb.it/attualita/2014/02/07/ritrovata-la-nautilus-languste/</a></p>
<p> </p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/p8UiwR2Fj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/xq90/908/UiwR2F.jpg" alt="UiwR2F.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p>Nella documentazione di mio nonno, allora direttore tecnico dei cantieri navali CNOMV di Venezia-Giudecca, ho trovato una foto di questa nave, risalente al 1941, che ritengo essere rara, se non unica.</p>
<p> </p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/f0GfUYTxj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/xq90/540/GfUYTx.jpg" alt="GfUYTx.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p>Già a partire dall'inizio del secondo conflitto il cantiere era fornitore e operava su commesse dalla Marina tedesca. Nell'immagine allegata la cisterna è ormeggiata per lavori alla banchina della Giudecca, vuota di carico: le controcarene sono ben visibili, fuori galleggiamento.</p>
<p>Non entro nel merito della funzione specifica di queste appendici: se applicate a posteriori per supplire ad un'insufficiente stabilità trasversale, oppure nate progettualmente ai fini della protezione subacquea. La realizzazione di cilindri assorbitori anti siluro non parrebbe giustificabile in una cisterna postbellica per di più di modesto tonnellaggio, ma è da considerare che la stessa venne progettata e la costruzione iniziata nel corso del conflitto.</p>
<p>La motocisterna venne infatti consegnata nel 1921, <span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">il medesimo anno della italiana </span></span><i><span style="font-weight:normal;">Brennero</span></i><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">, nota per essere stata impiegata per la prima applicazione sperimentale dei cilindri Pugliese.</span></span></p>
<p>Non è dato sapere se nell'<i>Oberschlesien </i>l'intero scafo resistente dei battelli fosse inglobato e strutturale alla nave, oppure sezionato in semi-gusci applicati esternamente al fasciame dell'opera viva; sistema questo che verrà adottato successivamente nei smg tipo Bernardis.</p>
<p>Il primo battello Bernardis, il <i>Vettor Pisani</i>, verrà varato qualche anno dopo, nel 1927.</p>
<p>Interessante, qualora le controcarene fossero finalizzate alla protezione subacquea, stabilire la primogenitura del progetto !</p>
<p>Queste appendici non si notano nella foto dello <i>Oberschlesien </i><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">in navigazione; è ben visibile la marca di bordo libero e lo stesso è apparentemente maggiore di quello rilevabile nella foto del </span></span><i><span style="font-weight:normal;">Nautilus</span></i><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">. Tant'è che, prima di venire al corrente dell'indiscutibile origine della struttura delle controcarene, ritenevo erroneamente che le stesse fossero state applicate dal cantiere veneziano. </span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"><a href="https://imageshack.com/i/pacrFt03j" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/xq90/910/crFt03.jpg" alt="crFt03.jpg"></a></span></span></p>
<p style="font-style:normal;font-weight:normal;"> </p>
<p>Mi è d'obbligo ricordare le interessanti discussioni in merito, avviate dall'ing. Fonda (Varo5) in <a href="https://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=43605" rel="">http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=43605</a></p>
<p>ed altre in <a href="https://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=23952" rel="">http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=23952</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description><guid isPermaLink="false">43978</guid><pubDate>Sun, 08 Feb 2015 21:37:28 +0000</pubDate></item><item><title>Regia nave Verbano 1908-1918</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/48530-regia-nave-verbano-1908-1918/</link><description><![CDATA[
<p>
	Ciao a tutti. Ho potuto vedere di recente i piani costruttivi (del ANB) relativi alla nave da trasporto Verbano
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<a href="https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/mezzi-storici/Pagine/naviglio_ausiliario/verbano.aspx" rel="external nofollow">https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/mezzi-storici/Pagine/naviglio_ausiliario/verbano.aspx</a>, 
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	costruita in Inghilterra e affondata su mina nel 1918 (da non confondere con una seconda nave piu recente). In rete trovo una sola foto di questa nave su ebay e nessuna documentazione aggiuntiva. Qualcuno può aiutarmi a  reperire qualche altra immagine, ammesso che esista?  (a volte anche modelli realizzati potrebbero essere di aiuto...). Grazie <span class="ipsEmoji">🙂</span></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">48530</guid><pubDate>Fri, 10 Jun 2022 17:54:13 +0000</pubDate></item><item><title>Ritrovato Il Relitto Del San Jos&#xE8;</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/44982-ritrovato-il-relitto-del-san-jos%C3%A8/</link><description><![CDATA[
<p>Gli appassionati di relitti proveranno invidia per chi ha ritrovato il relitto del galeone San Josè al largo della Colombia. Quando è affondato, nel 1708, in seguito ad attacco da parte della Marina della Gran Bretagna, era stracarico d'oro e preziosi che stava portando in Spagna...</p>
<p>Naturalmente, dato l'immenso valore (non solo storico ed archeologico) della scoperta (si parla di milioardi). si sono aperte le danze del contenzioso sulla proprietà, tra stato della Colombia, società di ricerca e recupero (Sea Search Armada) e pure la Spagna....</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/12/06/galeone-san-jose_n_8730842.html" rel="external nofollow">http://www.huffingtonpost.it/2015/12/06/galeone-san-jose_n_8730842.html</a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/12/06/galeone-san-jose_n_8730842.html" rel="external nofollow">http://www.huffingtonpost.it/2015/12/06/galeone-san-jose_n_8730842.html</a></p>
<p> </p>
]]></description><guid isPermaLink="false">44982</guid><pubDate>Wed, 09 Dec 2015 13:53:48 +0000</pubDate></item><item><title>Il Liemba, Ex Graf Von Goetzen</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/34103-il-liemba-ex-graf-von-goetzen/</link><description><![CDATA[
<p>La nave a vapore Goetzen fu ordinata dal governo coloniale di Dar es Salaam ai cantieri Meyer di Peppenburg, Germania, nel 1913 per metterla in servizio sul lago Tanganika. La nave venne inviata smontata a Dar es Salaam, e da qui, tramite la ferrovia Central Line, appena completata, spedita nel 1914 a Kigoma, sul lago, dove arrivò nel 1914. Non fu varata fino al 1915, quando Germania e Gran Bretagna erano già in guerra. Chiamata Goetzen dal nome di un precedente governatore, servì a mantenere la superiorità tedesca sul lago insieme ad altri due battelli, il Kingani e il Hedwig von Wissman. . Ma Belgio e Gran Bretagna si preparavano a invadere la colonia, e e venne inviata dall'Inghilterra una spedizione con due imbarcazioni veloci con l'incarico di porre fine a tale supremazia. Le imbarcazioni attaccarono il Kingani che si arrese e poco dopo attaccarono ed affondarono il Wissman. Rimaneva il Goetzen, che nel frattempo era stato armato con un cannone di 4 pollici rimosso dal Koenigsberg. Tuttavia, non entrò mai in azione, e fu autoaffondato dall'equipaggio al largo di Kigoma il 26 luglio 1916 quando le fireze tedesche abbandonarono la città. </p>
<p>Dopo la guerra i Belgi recuperarono la nave e la portarono a Kigoma, prima che affondasse nuovamente. La colonia detta Africa Orientale Tedesca venne rinominata Tanganika e nel dicembre 1922 la Royal Navy iniziò i lavori di recupero del battello. Fu un lavoro difficile; vennero utilizzati una squadra di sommozzatori e pontoni di sollevamento di grande capacità, finché il 16 marzo 1924 il battello venne recuperato.</p>
<p>I lavori di ripristino durarno tre anni e il 16 maggio 1927 la nave venne battezzata Liemba, il nome del lago in lingua indigena.Rimase in servizio fino al 1947, quando le caldaie vennero rottamate e ne vennero ordinate altre in Inghilterra. Tornata in servizio sul lago, i due motori a vapore a tripla espansione vennero rimpiazzati con motori diesel nel 1974. Vent'anni dopo la nave venne largamente restaurata e fornita di nuovi motori, di sistemi elettronici e di un nuovo ponte. Attualmente p ancora in servizio tra Kigoma e i porti sul lago.</p>
<p>Lunghezza 232 piedi</p>
<p>Larghezza 33 piedi</p>
<p>pescaggio 9 piedi</p>
<p>dislocamento 1575 tonn.</p>
<p>Passeggeri: 20 prima classe, 8 in seconda e 300 sul ponte.</p>
<p> </p>
<p>Modellino del LIemba presso il Railway Museum di Nairobi</p>
<p> </p>
<p><a href="http://img696.imageshack.us/i/p1020834d.jpg/" rel="external nofollow"><img src="http://img696.imageshack.us/img696/7575/p1020834d.jpg" alt="p1020834d.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Per altre informazioni </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.liemba.org/" rel="external nofollow">http://www.liemba.org/</a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/MV_Liemba" rel="external nofollow">http://en.wikipedia.org/wiki/MV_Liemba</a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.cima-asso.it/2010/05/patria-e-liemba-lario-e-tanganica/" rel="external nofollow">http://www.cima-asso.it/2010/05/patria-e-l...io-e-tanganica/</a></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">34103</guid><pubDate>Mon, 12 Jul 2010 09:27:54 +0000</pubDate></item><item><title>La Triste Fine Del Rex</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/26522-la-triste-fine-del-rex/</link><description><![CDATA[
<p>Segnalo a tutti i comandanti, l'interessante articolo apparso su la rivista "Arte Navale" agosto/settembre 2008, riguardante la triste fine del transatlantico REX. Bombardato l'8 settembre 1944 nelle vicinanze di Trieste. Veramente una fine ingloriosa. :s06: </p>
<p>Alcune foto tratte sempre da "Arte Navale"</p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us" rel="external nofollow"><img src="http://img155.imageshack.us/img155/6099/rex1cf9.jpg" alt="rex1cf9.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us" rel="external nofollow"><img src="http://img155.imageshack.us/img155/1684/rex2gc9.jpg" alt="rex2gc9.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us" rel="external nofollow"><img src="http://img169.imageshack.us/img169/9421/rex3bn5.jpg" alt="rex3bn5.jpg" /></a></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">26522</guid><pubDate>Mon, 18 Aug 2008 16:24:50 +0000</pubDate></item><item><title>L'incontro Tra Il Piroscafo "ascaro" E Il U-93</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/46634-lincontro-tra-il-piroscafo-ascaro-e-il-u-93/</link><description><![CDATA[<p>Vorrei chiedere se alcuno ha notizie, più approfondite, in merito ai due "galleggianti" di cui al titolo. Era il 30 aprile 1917, presso il canale di Bristol, quando in nostro mercantile entrò nel raggio letale d'azione del sommergibile alemanno. Nel medesimo giorno furono ben quattro le vittime: tre piroscafi affondati e un cacciatorpediniere danneggiato. Nel febbraio dell'anno seguente anche il freddo predatore metallico raggiunse i fondali per mano sconosciuta, il relitto è stato ritrovato da alcuni sub fuori la cittadina di Hardelot sulla costa francese. Perchè mi interessa? a bordo prestava servizio, come marinaio del C.R.E.M. lo zio di mio padre, nato il 3 gennaio 1889 e disperso in quel giorno fatidico.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">46634</guid><pubDate>Fri, 11 Aug 2017 10:46:41 +0000</pubDate></item><item><title>(Moto)velieri in guerra</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/48696-motovelieri-in-guerra/</link><description><![CDATA[
<p>
	Recentemente stavo leggendo un libro sulle perdite di naviglio mercantile italiano nella prima guerra mondiale, da cui tra l’altro emergeva che più di metà delle navi mercantili italiane perdute durante la Grande Guerra (in termini numerici, non di tonnellaggio) erano velieri; memore del buon numero di motovelieri da me incontrati nelle mie ricerche sulla seconda guerra mondiale, mi è venuta la curiosità di setacciare “Navi mercantili perdute” dell’USMM per vedere quante unità di questo tipo si persero invece nella seconda guerra mondiale. Mi sono limitato alle unità sopra le 50 tonnellate di stazza lorda, escludendo quelle (comunque pochissime) da diporto.
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Ne risulta che in totale nel 1940-1945 la Marina Mercantile italiana registrò la perdita di 570 tra velieri (38, per totali 5499 tsl) e motovelieri (532, per totali 83.459 tsl) sopra le 50 tsl, per un totale di 88.958 tsl (di cui 69.908 tsl costituite dai bastimenti sopra le 100 tsl e 19.050 da quelli tra le 50 e le 99 tsl), così suddivisi per tonnellaggio: 276 tra le 50 e le 99 tsl; 141 tra le 100 e le 199 tsl; 77 tra le 200 e le 299 tsl; 52 tra le 300 e le 399 tsl; 19 tra le 400 e le 499 tsl; due tra le 500 e le 600 tsl; uno tra le 600 e le 700 tsl; due sopra le 1000 tsl.
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Le differenze rispetto ai velieri perduti nel 1915-1918 sono principalmente due, nessuna delle quali particolarmente sorprendente: la prima è data dalla pressoché totale scomparsa dei velieri per la navigazione oceanica, di tonnellaggio superiore alle 1000 tsl: nella Grande Guerra se ne persero 45, nella seconda solo due, <em>Bice</em> e <em>Piero</em>; la seconda è costituita dalla motorizzazione, nel 1915-1918 si parlava di velieri “puri”, spinti solo dalla forza del vento, mentre nel 1940-1945 la quasi totalità erano dotati di motore diesel (in parte costruiti come motovelieri, in parte nati come velieri e dotati di motore in un secondo tempo) anche se ancora rimaneva qualche irriducibile che non voleva diavolerie meccaniche sulla sua nave.
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	La stragrande maggioranza dei motovelieri sopra le 100 tsl si perse sotto la bandiera della Regia Marina, in quanto dopo il 10 giugno 1940 erano stati requisiti ed iscritti nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato: in maggioranza come vedette foranee (caratteristica V), alcuni come dragamine magnetici (DM) od anche cacciasommergibili (AS), ruolo quest’ultimo al quale in franchezza sembravano terribilmente inadatti, un qualsiasi sommergibile avrebbe facilmente avuto ragione delle poche mitragliere con cui erano armati e così fu in varie occasioni. Per quelli tra le 50 e le 99 tsl, il numero dei motovelieri non requisiti è maggiore, ma anche qui diversi divennero vedette foranee o dragamine ausiliari (in questo caso soprattutto caratteristica R, dragaggio d’altura-modello medio).
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	L’armo velico non è sempre indicato, dai dati disponibili emerge che nei bastimenti sopra le 100 tsl prevalevano le golette e loro variazioni (brigantini golette e navi golette), in quelli tra le 50 e le 100 tsl diffusissimi erano i trabaccoli (ma ce n’era qualcuno anche più grande di 100 tsl: avrei la curiosità di vedere che aspetto doveva avere il trabaccolo <em>Giuseppe Cesira </em>con le sue 291 tsl, nella mia mente associo questo tipo d’imbarcazione a dimensioni piuttosto ridotte).
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	I 294 tra velieri (15, totali 3969 tsl) e motovelieri (279, totali 65.939 tsl) sopra le 100 tsl (l’asterisco indica i velieri, senza motore ausiliario):
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<em>Achille R.</em> – brigantino goletta – 101 tsl
</p>

<p>
	<em>Ada </em>– 346 tsl
</p>

<p>
	<em>Adalia</em> – 165 tsl
</p>

<p>
	<em>Adua</em> – brigantino goletta – 148 tsl
</p>

<p>
	<em>Aeoulus</em> – 349 tsl
</p>

<p>
	<em>Afra</em> – 270 tsl
</p>

<p>
	<em>Alas </em>– 244 tsl
</p>

<p>
	<em>Albatros</em> – 404 tsl
</p>

<p>
	<em>Albina </em>– goletta – 223 tsl
</p>

<p>
	<em>Alfa </em>– goletta – 373 tsl
</p>

<p>
	<em>Alfio D.</em> – goletta – 140 tsl
</p>

<p>
	<em>Andrea </em>– brigantino goletta – 127 tsl
</p>

<p>
	<em>Anna Maria </em>– 118 tsl
</p>

<p>
	<em>Anna Maria</em> – nave goletta – 239 tsl
</p>

<p>
	<em>Anna Maria</em> – brigantino goletta – 246 tsl
</p>

<p>
	<em>Anna Z.</em> – 311 tsl
</p>

<p>
	<em>Annibale Bosco A. </em>– 227 tsl
</p>

<p>
	<em>Antonietta Madre C. </em>– 128 tsl
</p>

<p>
	<em>Antonio Cecchi</em> – 279 tsl
</p>

<p>
	<em>Antonio Landi </em>– brigantino goletta – 129 tsl
</p>

<p>
	<em>Antonio Landi </em>– goletta a palo – 415 tsl
</p>

<p>
	<em>Antonio P.</em> – brigantino goletta – 173 tsl
</p>

<p>
	<em>Antonio Padre</em> – brigantino goletta – 118 tsl
</p>

<p>
	<em>Aosta </em>– brigantino goletta – 494 tsl
</p>

<p>
	<em>Aquila</em> – goletta – 305 tsl
</p>

<p>
	<em>Ardito</em> – brigantino – 107 tsl
</p>

<p>
	<em>Ardito</em> – brigantino – 120 tsl
</p>

<p>
	<em>Argentario</em> – brigantino – 132 tsl
</p>

<p>
	<em>Argentina</em> – brigantino – 122 tsl
</p>

<p>
	<em>Argo</em> – goletta – 104 tsl
</p>

<p>
	<em>Ariella</em> – brigantino goletta – 234 tsl
</p>

<p>
	<em>Arno</em> – brigantino goletta – 208 tsl
</p>

<p>
	<em>Astrea </em>– goletta – 136 tsl
</p>

<p>
	<em>Augusto Tomei</em> – nave goletta – 296 tsl
</p>

<p>
	<em>Aurora</em> – brigantino goletta – 131 tsl
</p>

<p>
	<em>Ausonia </em>– goletta – 218 tsl
</p>

<p>
	<em>Baicin </em>– brigantino goletta – 173 tsl
</p>

<p>
	<em>Beatrice </em>– brigantino goletta – 102 tsl
</p>

<p>
	<em>Bella Italia </em>– brigantino goletta – 117 tsl
</p>

<p>
	<em>Benvenuto Cellini</em> – trabaccolo – 111 tsl
</p>

<p>
	<em>Bice</em> – brigantino goletta – 269 tsl
</p>

<p>
	<em>Bice </em>– nave goletta – 1459 tsl
</p>

<p>
	<em>Carla</em> – goletta – 347 tsl
</p>

<p>
	<em>Carlo</em> – nave goletta – 253 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Carloforte</em> – brigantino goletta – 143 tsl
</p>

<p>
	<em>Carolina</em> – brigantino goletta – 227 tsl
</p>

<p>
	<em>Cesare Augusto</em> – brigantino goletta – 206 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Cesare Battisti </em>– goletta – 246 tsl
</p>

<p>
	<em>Cesare Padre</em> – brigantino goletta – 120 tsl
</p>

<p>
	<em>Cesena</em> – 105 tsl
</p>

<p>
	<em>Città di Souse</em> – brigantino goletta – 131 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Clara</em> – nave goletta – 366 tsl
</p>

<p>
	<em>Concetta Falco</em> – brigantino goletta – 152 tsl
</p>

<p>
	<em>Costante </em>– nave goletta – 186 tsl
</p>

<p>
	<em>Creusa</em> – brigantino goletta – 160 tsl
</p>

<p>
	<em>Cristina</em> – nave goletta – 239 tsl
</p>

<p>
	<em>Cuore di Gesù</em> – brigantino goletta – 124 tsl
</p>

<p>
	<em>Daino </em>– goletta – 170 tsl
</p>

<p>
	<em>Danilo B.</em> – brigantino goletta – 102 tsl
</p>

<p>
	<em>Dina </em>– goletta – 138 tsl
</p>

<p>
	<em>Divina Provvidenza S.</em> – goletta – 158 tsl
</p>

<p>
	<em>Domenico</em> – brigantino goletta – 105 tsl
</p>

<p>
	<em>Domenico Padre </em>– brigantino goletta – 193 tsl
</p>

<p>
	<em>Dora</em> – 137 tsl
</p>

<p>
	<em>Dora</em> – nave goletta – 336 tsl
</p>

<p>
	<em>Drin </em>– nave goletta – 435 tsl
</p>

<p>
	<em>Due Rosine</em> – trabaccolo – 108 tsl
</p>

<p>
	<em>Egidio Teresa</em> – brigantino goletta – 237 tsl
</p>

<p>
	<em>Elena</em> – nave goletta – 243 tsl
</p>

<p>
	<em>Emilia Guidi</em> – goletta – 472 tsl
</p>

<p>
	<em>Emilia Madre </em>– nave goletta – 289 tsl
</p>

<p>
	<em>Emma</em> – goletta – 255 tsl
</p>

<p>
	<em>Enrichetta Maddalena</em> – nave goletta – 357 tsl
</p>

<p>
	<em>Enrico</em> – 270 tsl
</p>

<p>
	<em>Equità </em>– nave goletta – 409 tsl
</p>

<p>
	<em>Eraldo </em>– brigantino goletta – 106 tsl
</p>

<p>
	<em>Eros </em>– goletta – 499 tsl
</p>

<p>
	<em>Ersilia </em>– nave goletta – 370 tsl
</p>

<p>
	<em>Esmeralda</em> – 146 tsl
</p>

<p>
	<em>Esperia</em> – nave goletta – 385 tsl
</p>

<p>
	<em>Esterina</em> – brigantino goletta – 135 tsl
</p>

<p>
	<em>Eugenio</em> – 118 tsl
</p>

<p>
	<em>Eugenio </em>– goletta – 333 tsl
</p>

<p>
	<em>Fabiola </em>– brigantino goletta – 103 tsl
</p>

<p>
	<em>Famiglia</em> – goletta – 141 tsl
</p>

<p>
	<em>Famiglia Merica</em> – goletta – 443 tsl
</p>

<p>
	<em>Federico</em> – nave goletta – 234 tsl
</p>

<p>
	<em>Ferdinando</em> – 105 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Ferdinando Sigona</em> – goletta – 135 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Fiammetta </em>– goletta – 393 tsl
</p>

<p>
	<em>Filippo</em> – 242 tsl
</p>

<p>
	<em>Filomena Madre</em> – brigantino goletta – 123 tsl
</p>

<p>
	<em>Filuccio </em>– brigantino goletta – 248 tsl
</p>

<p>
	<em>Florastella</em> – 304 tsl
</p>

<p>
	<em>Florette </em>– brigantino goletta – 112 tsl
</p>

<p>
	<em>Fortunato Pio</em> – goletta – 468 tsl
</p>

<p>
	<em>Francesca Da Rimini</em> – 281 tsl
</p>

<p>
	<em>Francesco A. </em>– goletta – 122 tsl
</p>

<p>
	<em>Francesco Barrera</em> – brigantino goletta – 156 tsl
</p>

<p>
	<em>Francesco Garrè </em>– nave goletta – 395 tsl
</p>

<p>
	<em>Francesco Sodini </em>– brigantino goletta – 193 tsl
</p>

<p>
	<em>Franco M. </em>– nave goletta – 391 tsl
</p>

<p>
	<em>Fratelli Barrera</em> – brigantino goletta – 137 tsl
</p>

<p>
	<em>Fratelli Bertolli</em> – nave goletta – 429 tsl
</p>

<p>
	<em>Fratelli Corrao</em> – brigantino goletta – 110 tsl
</p>

<p>
	<em>Fratelli Di Jorio </em>– brigantino goletta – 136 tsl
</p>

<p>
	<em>Fratelli Garrè </em>– nave goletta – 413 tsl
</p>

<p>
	<em>Fratelli Malato</em> – brigantino goletta – 120 tsl
</p>

<p>
	<em>Frieda</em> – goletta – 246 tsl
</p>

<p>
	<em>Galiola </em>– goletta – 108 tsl
</p>

<p>
	<em>Galluzza </em>– 348 tsl
</p>

<p>
	<em>Gascoigne</em> – 303 tsl
</p>

<p>
	<em>Gesù Crocifisso </em>– goletta – 137 tsl
</p>

<p>
	<em>Gesù e Maria</em> – brigantino goletta – 238 tsl
</p>

<p>
	<em>Giacomo S. </em>– 162 tsl
</p>

<p>
	<em>Gilda</em> – brigantino goletta – 179 tsl
</p>

<p>
	<em>Giobatta Beraldo </em>– goletta – 144 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Giorgina </em>– goletta – 253 tsl
</p>

<p>
	<em>Giovanna </em>– trabaccolo – 158 tsl
</p>

<p>
	<em>Giovanni Maria </em>– nave goletta – 280 tsl
</p>

<p>
	<em>Giovannina Bella</em> – goletta – 115 tsl
</p>

<p>
	<em>Giovannina L. </em>o <em>Giovannina Lenci</em> – brigantino goletta – 258 tsl
</p>

<p>
	<em>Giovannino </em>– nave goletta – 324 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Giovannino B.</em> – brigantino – 129 tsl
</p>

<p>
	<em>Giulia </em>– goletta – 176 tsl
</p>

<p>
	<em>Giulietta </em>– brigantino goletta – 106 tsl
</p>

<p>
	<em>Giuseppe Bertolli </em>– brigantino goletta – 283 tsl
</p>

<p>
	<em>Giuseppe Cesira</em> – trabaccolo – 291 tsl
</p>

<p>
	<em>Giuseppe Surdo</em> – goletta – 196 tsl
</p>

<p>
	<em>Giuseppina</em> – 392 tsl
</p>

<p>
	<em>Giuseppina Chiesa</em> – cutter – 213 tsl
</p>

<p>
	<em>Giuseppina D. </em>– nave goletta – 431 tsl
</p>

<p>
	<em>Giuseppina V. </em>– 367 tsl
</p>

<p>
	<em>Giustina</em> – goletta – 134 tsl
</p>

<p>
	<em>Guglielmo Marconi</em> – brigantino goletta – 304 tsl
</p>

<p>
	<em>Ida Orlando</em> – goletta a palo – 235 tsl
</p>

<p>
	<em>Idria</em> – goletta – 160 tsl
</p>

<p>
	<em>Igea </em>– goletta – 158 tsl
</p>

<p>
	<em>Ildebrando da Soana</em> – 179 tsl
</p>

<p>
	<em>Illiria</em> – 239 tsl
</p>

<p>
	<em>Imperia</em> – goletta – 222 tsl
</p>

<p>
	<em>Intrepido </em>– nave goletta – 551 tsl
</p>

<p>
	<em>Italia</em> – brigantino – 227 tsl
</p>

<p>
	<em>L'Eroe di Caprera</em> – goletta – 122 tsl
</p>

<p>
	<em>Le Due Sorelle</em> – brigantino goletta – 132 tsl
</p>

<p>
	<em>Lena</em> – 340 tsl
</p>

<p>
	<em>Leone </em>– brigantino goletta – 193 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Libeccio</em> – brigantino goletta – 237 tsl
</p>

<p>
	<em>Lilibeo </em>– brigantino goletta – 191 tsl
</p>

<p>
	<em>Lilla </em>– brigantino goletta – 102 tsl
</p>

<p>
	<em>Limite</em> – brigantino goletta – 158 tsl
</p>

<p>
	<em>Lina</em> – goletta – 130 tsl
</p>

<p>
	<em>Littoria</em> – goletta – 129 tsl
</p>

<p>
	<em>Luciano</em> – nave goletta – 264 tsl
</p>

<p>
	<em>Luciano Bottiglieri</em> – goletta – 331 tsl
</p>

<p>
	<em>Luigi </em>– nave goletta – 433 tsl
</p>

<p>
	<em>Maddalena </em>– goletta – 345 tsl
</p>

<p>
	<em>Madonna del Cardillo </em>– 135 tsl
</p>

<p>
	<em>Mamma Elvira</em> – goletta – 304 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Maremola</em> – nave goletta – 428 tsl
</p>

<p>
	<em>Margherita </em>– brigantino goletta – 100 tsl
</p>

<p>
	<em>Margherita </em>– brigantino goletta – 140 tsl
</p>

<p>
	<em>Margherita</em> – brigantino goletta – 140 tsl [non è lo stesso]
</p>

<p>
	<em>Margherita Madre</em> – nave goletta – 296 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Angeletta</em> – goletta – 214 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Bruna</em> – goletta – 246 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Camali</em> – goletta – 196 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Giovanna</em> – goletta – 255 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Grazia </em>– brigantino goletta – 188 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Grazia</em> – goletta – 295 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Immacolata </em>– nave goletta – 248 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Luisa</em> – 185 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Madre</em> – brigantino goletta – 112 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Madre </em>– goletta – 130 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Maria Madre</em> – 201 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Maria P. </em>– 213 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Serra</em> – goletta – 335 tsl
</p>

<p>
	<em>Maria Teresa</em> – nave goletta – 219 tsl
</p>

<p>
	<em>Mariantonia </em>– goletta – 102 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Marika</em> – 107 tsl
</p>

<p>
	<em>Marisa </em>– nave goletta – 342 tsl
</p>

<p>
	<em>Mars</em> – nave goletta – 369 tsl
</p>

<p>
	<em>Michele G. </em>– nave goletta – 245 tsl
</p>

<p>
	<em>Michelino </em>– goletta – 135 tsl
</p>

<p>
	<em>Migliarino </em>– nave goletta – 391 tsl
</p>

<p>
	<em>Milano</em> – nave goletta – 379 tsl
</p>

<p>
	<em>Miria</em> – trabaccolo – 106 tsl
</p>

<p>
	<em>Misa</em> – goletta – 150 tsl
</p>

<p>
	<em>Nadia</em> – brigantino goletta – 243 tsl
</p>

<p>
	<em>Neptunus </em>– nave goletta – 392 tsl
</p>

<p>
	<em>Nereo </em>– brigantino goletta – 216 tsl
</p>

<p>
	<em>Nereus</em> – goletta – 348 tsl
</p>

<p>
	<em>Nettuno 1°</em> – nave goletta – 346 tsl
</p>

<p>
	<em>Nettuno 2°</em> – nave goletta – 345 tsl
</p>

<p>
	<em>Nettuno 3° </em>– nave goletta – 343 tsl
</p>

<p>
	<em>Nettuno 4°</em> – nave goletta – 347 tsl
</p>

<p>
	<em>Nettuno 5° </em>– nave goletta – 344 tsl
</p>

<p>
	<em>Nicolina Madre </em>– brigantino goletta – 179 tsl
</p>

<p>
	<em>Nilo </em>– trabaccolo – 108 tsl
</p>

<p>
	<em>Nuovo Avvenire</em> – brigantino goletta – 117 tsl
</p>

<p>
	<em>Nuovo Impero</em> – brigantino goletta – 118 tsl
</p>

<p>
	<em>Olimpo</em> – 103 tsl
</p>

<p>
	<em>Orsolina </em>– nave goletta – 344 tsl
</p>

<p>
	<em>Ottavia </em>– brigantino goletta – 260 tsl
</p>

<p>
	<em>Padre Merica</em> – brigantino goletta – 121 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Paola Giovanna </em>– nave goletta – 362 tsl
</p>

<p>
	<em>Paolina</em> – brigantino goletta – 196 tsl
</p>

<p>
	<em>Paris Merica</em> – goletta – 374 tsl
</p>

<p>
	<em>Pasquale Costa</em> – nave goletta – 198 tsl
</p>

<p>
	<em>Peppino</em> – goletta – 122 tsl
</p>

<p>
	<em>Pia </em>– goletta – 385 tsl
</p>

<p>
	<em>Pierangela</em> – 473 tsl
</p>

<p>
	<em>Piero</em> – 1097 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Pietrino</em> – nave goletta – 667 tsl
</p>

<p>
	<em>Pietro Padre R.</em> – goletta – 199 tsl
</p>

<p>
	<em>Pietro T. </em>– brigantino goletta – 111 tsl
</p>

<p>
	<em>Pozzallo</em> – brigantino – 127 tsl
</p>

<p>
	<em>Primo</em> – goletta – 123 tsl
</p>

<p>
	<em>Raffaelluccio</em> – nave goletta – 347 tsl
</p>

<p>
	<em>Regina dell'Adriatico</em> – 161 tsl
</p>

<p>
	<em>Regina Vincitrice</em> – brigantino goletta – 170 tsl
</p>

<p>
	<em>Risveglio</em> – brigantino goletta – 122 tsl
</p>

<p>
	<em>Roma </em>– goletta – 132 tsl
</p>

<p>
	<em>Romagna</em> – goletta – 195 tsl
</p>

<p>
	<em>Romilda</em> – brigantino goletta – 207 tsl
</p>

<p>
	<em>Rosa</em> – nave goletta – 246 tsl
</p>

<p>
	<em>Rosa Madre </em>– goletta – 137 tsl
</p>

<p>
	<em>Rosina</em> – nave goletta – 232 tsl
</p>

<p>
	<em>Rosina</em> – brigantino goletta – 244 tsl
</p>

<p>
	<em>Rosina S. </em>– nave goletta – 299 tsl
</p>

<p>
	<em>S. Antonio</em> – nave goletta – 249 tsl
</p>

<p>
	<em>S. Antonio A. </em>– nave goletta – 265 tsl
</p>

<p>
	<em>S. Francesco</em> – brigantino goletta – 117 tsl
</p>

<p>
	<em>S. Francesco di Paola</em> – nave goletta – 220 tsl
</p>

<p>
	<em>S. Giorgio </em>– 161 tsl
</p>

<p>
	<em>S. Giuseppe</em> – goletta – 108 tsl
</p>

<p>
	<em>S. Marco II</em> – nave goletta – 346 tsl
</p>

<p>
	<em>Salvatore</em> – 250 tsl (*)
</p>

<p>
	<em>Salvatore M. </em>– goletta – 219 tsl
</p>

<p>
	<em>Salvatore Padre </em>– brigantino goletta – 137 tsl
</p>

<p>
	<em>San Francesco </em>– 184 tsl
</p>

<p>
	<em>San Francesco di Paola A. </em>– brigantino goletta – 102 tsl
</p>

<p>
	<em>San Girolamo</em> – brigantino goletta – 109 tsl
</p>

<p>
	<em>San Giuseppe </em>– goletta – 208 tsl
</p>

<p>
	<em>San Giuseppe II </em>– 126 tsl
</p>

<p>
	<em>San Giusto</em> – goletta – 243 tsl
</p>

<p>
	<em>San Giusto I</em> – goletta – 144 tsl
</p>

<p>
	<em>San Paolo </em>– brigantino goletta – 209 tsl
</p>

<p>
	<em>San Sisino</em> – brigantino goletta – 283 tsl
</p>

<p>
	<em>Sandrina</em> – nave goletta – 271 tsl
</p>

<p>
	<em>Sandro</em> – 178 tsl
</p>

<p>
	<em>Sant'Anna M. </em>– brigantino goletta – 156 tsl
</p>

<p>
	<em>Sant'Antonio </em>– brigantino goletta – 271 tsl
</p>

<p>
	<em>Sant'Antonio</em> – 374 tsl
</p>

<p>
	<em>Sant'Elia </em>– goletta – 491 tsl
</p>

<p>
	<em>Santa Maria</em> – goletta – 399 tsl
</p>

<p>
	<em>Santa Rita</em> – brigantino – 504 tsl
</p>

<p>
	<em>Sauro</em> – nave goletta – 184 tsl
</p>

<p>
	<em>Seconda Lucia</em> – 146 tsl
</p>

<p>
	<em>Sempre Avanti </em>– brigantino goletta – 135 tsl
</p>

<p>
	<em>Sparviero </em>– goletta – 498 tsl
</p>

<p>
	<em>Stefano Galleano </em>– brigantino goletta – 137 tsl
</p>

<p>
	<em>Stefano Padre</em> – brigantino goletta – 102 tsl
</p>

<p>
	<em>Stella </em>– goletta – 162 tsl
</p>

<p>
	<em>Stelvio </em>– goletta – 135 tsl
</p>

<p>
	<em>SVAM I </em>– goletta – 388 tsl
</p>

<p>
	<em>SVAM II</em> – goletta – 337 tsl
</p>

<p>
	<em>Teresuccia</em> – nave goletta – 313 tsl
</p>

<p>
	<em>Tiberio</em> – goletta – 231 tsl
</p>

<p>
	<em>Tina </em>– nave goletta – 389 tsl
</p>

<p>
	<em>Tireremo Dritto</em> – trabaccolo – 177 tsl
</p>

<p>
	<em>Togo</em> – brigantino goletta – 108 tsl
</p>

<p>
	<em>Tre Sorelle</em> – brigantino goletta – 100 tsl
</p>

<p>
	<em>Trio F. </em>– 244 tsl
</p>

<p>
	<em>Tugnin F. </em>– 425 tsl
</p>

<p>
	<em>Tullia Nives</em> – trabaccolo – 104 tsl
</p>

<p>
	<em>Ugo</em> – brigantino goletta – 114 tsl
</p>

<p>
	<em>Unione</em> – brigantino goletta – 157 tsl
</p>

<p>
	<em>Unione </em>– 216 tsl
</p>

<p>
	<em>Unione</em> – brigantino goletta – 272 tsl
</p>

<p>
	<em>Vanna</em> – nave goletta – 279 tsl
</p>

<p>
	<em>Vanna Galleano</em> – nave goletta – 418 tsl
</p>

<p>
	<em>Vega</em> – 333 tsl
</p>

<p>
	<em>Venere </em>– 138 tsl
</p>

<p>
	<em>Viardina </em>– 135 tsl
</p>

<p>
	<em>Vincenzino </em>– brigantino goletta – 190 tsl
</p>

<p>
	<em>Vincenzo</em> – 243 tsl
</p>

<p>
	<em>Vincenzo P. </em>– brigantino goletta – 270 tsl
</p>

<p>
	<em>Vinicolo I </em>– brigantino goletta – 100 tsl
</p>

<p>
	<em>Virginia Alba</em> – brigantino goletta – 197 tsl
</p>

<p>
	<em>Virtus </em>– goletta – 377 tsl
</p>

<p>
	<em>Vittoria</em> – goletta – 277 tsl
</p>

<p>
	<em>Vittorio</em> – goletta – 175 tsl
</p>

<p>
	<em>Zingarella</em> – goletta – 190 tsl
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	I 276 tra velieri (23, totali 1530 tsl) e motovelieri (253, totali 17.520 tsl) tra le 50 e le 99 tsl:
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Acquirino Pinza – trabaccolo – 68 tsl
</p>

<p>
	Adelina – brigantino goletta – 80 tsl
</p>

<p>
	Adriatico – trabaccolo – 54 tsl
</p>

<p>
	Ain Zara – trabaccolo – 79 tsl
</p>

<p>
	Alba – trabaccolo – 64 tsl
</p>

<p>
	Alda – goletta – 88 tsl
</p>

<p>
	Alessandro E. – trabaccolo – 80 tsl
</p>

<p>
	Alleanza – trabaccolo – 66 tsl
</p>

<p>
	Alma – goletta – 70 tsl
</p>

<p>
	Amabile Angelina – goletta – 61 tsl
</p>

<p>
	Amabile Carolina – goletta – 89 tsl
</p>

<p>
	Ambra – trabaccolo – 55 tsl (*)
</p>

<p>
	Ambrogio G. – 81 tsl (*)
</p>

<p>
	Amerigo Vespucci – trabaccolo – 57 tsl
</p>

<p>
	Andrea – trabaccolo – 54 tsl
</p>

<p>
	Angela – trabaccolo – 56 tsl
</p>

<p>
	Angelino – trabaccolo – 54 tsl
</p>

<p>
	Angelo Raffaele – bilancella – 56 tsl (*)
</p>

<p>
	Angiola Maria C. – goletta – 65 tsl
</p>

<p>
	Anna G. – trabaccolo – 60 tsl
</p>

<p>
	Anna M. – brigantino goletta – 87 tsl
</p>

<p>
	Anna Romeo – trabaccolo – 71 tsl
</p>

<p>
	Anna Valeria – 70 tsl (*)
</p>

<p>
	Anna Madre – goletta – 56 tsl
</p>

<p>
	Antonietta – goletta – 70 tsl
</p>

<p>
	Antonio C. – trabaccolo – 53 tsl
</p>

<p>
	Antonio Mattioli – 60 tsl
</p>

<p>
	Araldo – brigantino goletta – 67 tsl
</p>

<p>
	Ardita – 52 tsl
</p>

<p>
	Arduini – trabaccolo – 59 tsl
</p>

<p>
	Argentario – 86 tsl
</p>

<p>
	Argentina – trabaccolo – 64 tsl
</p>

<p>
	Assiduo – trabaccolo – 53 tsl
</p>

<p>
	Astrea – 54 tsl
</p>

<p>
	Ausonia – trabaccolo – 58 tsl
</p>

<p>
	Balear – goletta – 70 tsl
</p>

<p>
	Balilla – trabaccolo – 62 tsl
</p>

<p>
	Beniamino F. – goletta – 88 tsl
</p>

<p>
	Biancastella – 96 tsl
</p>

<p>
	Brio – 80 tsl
</p>

<p>
	Bruno – trabaccolo – 51 tsl
</p>

<p>
	Bruno – goletta – 78 tsl
</p>

<p>
	Buona Maria – trabaccolo – 57 tsl
</p>

<p>
	Buoni Genitori – brigantino goletta – 99 tsl
</p>

<p>
	Capitan Settimo – 79 tsl
</p>

<p>
	Carlo P. – 64 tsl
</p>

<p>
	Carlo S. – 55 tsl
</p>

<p>
	Carlo Splendor – goletta – 71 tsl
</p>

<p>
	Carlo T. – goletta – 69 tsl
</p>

<p>
	Carmelo Padre – brigantino goletta – 88 tsl
</p>

<p>
	Carmelo Padre B. – goletta – 91 tsl
</p>

<p>
	Carmen – goletta – 85 tsl
</p>

<p>
	Carmen Adele – goletta – 81 tsl
</p>

<p>
	Carolina – goletta – 68 tsl
</p>

<p>
	Carolina Madre – brigantino goletta – 59 tsl
</p>

<p>
	Cesira – goletta – 53 tsl
</p>

<p>
	Cesira – goletta – 63 tsl
</p>

<p>
	Cesira – trabaccolo – 89 tsl
</p>

<p>
	Cesira Curreri – goletta – 81 tsl
</p>

<p>
	Clelia – goletta – 72 tsl
</p>

<p>
	Cleopatra – goletta – 72 tsl
</p>

<p>
	Comandante Maddalena – goletta – 69 tsl
</p>

<p>
	Concetta Madre L. – brigantino goletta – 71 tsl (*)
</p>

<p>
	Concettina M. – goletta – 72 tsl
</p>

<p>
	Condottiero – goletta – 66 tsl
</p>

<p>
	Dante Alighieri – trabaccolo – 75 tsl
</p>

<p>
	Delfino – navicello – 54 tsl
</p>

<p>
	Delfo – trabaccolo – 69 tsl
</p>

<p>
	Derna – trabaccolo – 84 tsl
</p>

<p>
	Diego – goletta – 63 tsl
</p>

<p>
	Domenica Elisabetta V. – trabaccolo – 71 tsl
</p>

<p>
	Domenico Donato – brigantino goletta – 91 tsl
</p>

<p>
	Domenico V. – trabaccolo – 56 tsl
</p>

<p>
	Due Fratelli – trabaccolo – 71 tsl
</p>

<p>
	Due Fratelli C. – goletta – 92 tsl
</p>

<p>
	Edvige – goletta – 66 tsl
</p>

<p>
	Egidia P. – trabaccolo – 88 tsl
</p>

<p>
	Elde – trabaccolo – 67 tsl
</p>

<p>
	Eleonora Rosa – cutter – 54 tsl
</p>

<p>
	Eliana – 86 tsl
</p>

<p>
	Elia V. – trabaccolo – 63 tsl
</p>

<p>
	Elvira – trabaccolo – 67 tsl
</p>

<p>
	Emma F. – 52 tsl
</p>

<p>
	Enzo – goletta – 74 tsl
</p>

<p>
	Ernani – trabaccolo – 80 tsl
</p>

<p>
	Ernesto – 62 tsl
</p>

<p>
	Ernesto Leoni – 64 tsl
</p>

<p>
	Ersilia M. – goletta – 59 tsl
</p>

<p>
	Fabio Filzi – goletta – 69 tsl
</p>

<p>
	Fedora – trabaccolo – 75 tsl
</p>

<p>
	Felino – goletta – 74 tsl
</p>

<p>
	Ferdinando – trabaccolo – 67 tsl
</p>

<p>
	Fernando – trabaccolo – 64 tsl
</p>

<p>
	Filippo – trabaccolo – 63 tsl
</p>

<p>
	Filippo Oddo – goletta – 93 tsl
</p>

<p>
	Flavio Gioia – trabaccolo – 50 tsl
</p>

<p>
	Florido – trabaccolo – 53 tsl
</p>

<p>
	Francesco Padre – goletta – 97 tsl
</p>

<p>
	Francesco Paolo I – goletta – 87 tsl
</p>

<p>
	Franco – goletta – 73 tsl
</p>

<p>
	Fratelli Nicotra – goletta – 52 tsl
</p>

<p>
	Fulvia II – 70 tsl
</p>

<p>
	Gabriele Giovanni – 69 tsl
</p>

<p>
	Gabriella C. – navicello – 55 tsl
</p>

<p>
	Galliano – trabaccolo – 51 tsl
</p>

<p>
	Garibaldi – 81 tsl
</p>

<p>
	Gemma – goletta – 67 tsl
</p>

<p>
	Gesù Giuseppe Maria – goletta – 63 tsl
</p>

<p>
	Giacomo S. – 92 tsl (*)
</p>

<p>
	Gina B. – goletta – 62 tsl (*)
</p>

<p>
	Ginetto – goletta – 74 tsl
</p>

<p>
	Giovanni G. – goletta – 68 tsl (*)
</p>

<p>
	Giovannina – trabaccolo – 54 tsl
</p>

<p>
	Giovannina – trabaccolo – 73 tsl (*)
</p>

<p>
	Giovannina Loscocco – trabaccolo – 95 tsl
</p>

<p>
	Giovannino – goletta – 62 tsl
</p>

<p>
	Giuditta – goletta – 68 tsl
</p>

<p>
	Giulio Cesare – trabaccolo – 63 tsl
</p>

<p>
	Giuseppe C. – trabaccolo – 79 tsl
</p>

<p>
	Giuseppe e Maria – trabaccolo – 93 tsl
</p>

<p>
	Giuseppe Gallaro – trabaccolo – 73 tsl
</p>

<p>
	Giuseppe Padre – brigantino goletta – 68 tsl (*)
</p>

<p>
	Guidonia – goletta – 66 tsl
</p>

<p>
	Ida Lina – trabaccolo – 52 tsl
</p>

<p>
	Ida seconda – trabaccolo – 57 tsl
</p>

<p>
	Idangela – trabaccolo – 76 tsl
</p>

<p>
	Iginia C. – goletta – 62 tsl
</p>

<p>
	Immacolata Concezione – brigantino goletta – 73 tsl
</p>

<p>
	Immacolata Terza – goletta – 87 tsl
</p>

<p>
	Immacolatina – goletta – 56 tsl
</p>

<p>
	Impero – goletta – 68 tsl
</p>

<p>
	Impero – goletta – 68 tsl [non è lo stesso]
</p>

<p>
	Intrepido – 93 tsl (*)
</p>

<p>
	Iride Secondo – goletta – 57 tsl
</p>

<p>
	Italia – goletta – 78 tsl
</p>

<p>
	Josie – goletta – 88 tsl
</p>

<p>
	L’Angelo Raffaele – cutter – 74 tsl
</p>

<p>
	La Superba – goletta – 51 tsl
</p>

<p>
	Labor – trabaccolo – 55 tsl
</p>

<p>
	Leonida – goletta – 75 tsl
</p>

<p>
	Lina – goletta – 91 tsl
</p>

<p>
	Lisetta – goletta – 74 tsl
</p>

<p>
	Littorio – goletta – 94 tsl
</p>

<p>
	Lucia – goletta – 62 tsl
</p>

<p>
	Lucrezia – goletta – 63 tsl
</p>

<p>
	Luigi Verni – trabaccolo – 58 tsl
</p>

<p>
	Maddalena P. – goletta – 81 tsl (*)
</p>

<p>
	Madonna di Montenero – brigantino goletta – 82 tsl
</p>

<p>
	Madonna di Tersatto – goletta – 88 tsl
</p>

<p>
	Marcello – 58 tsl
</p>

<p>
	Marcus – 53 tsl
</p>

<p>
	Margherita – goletta – 62 tsl
</p>

<p>
	Margherita – goletta – 69 tsl
</p>

<p>
	Margherita – trabaccolo – 88 tsl
</p>

<p>
	Margherita Madre – goletta – 84 tsl (*)
</p>

<p>
	Maria – goletta – 79 tsl
</p>

<p>
	Maria Assunta – trabaccolo – 78 tsl
</p>

<p>
	Maria Concetta M. – brigantino goletta – 94 tsl
</p>

<p>
	Maria del Carmine – 87 tsl
</p>

<p>
	Maria delle Grazie – trabaccolo – 72 tsl
</p>

<p>
	Maria delle Grazie G. – goletta – 54 tsl (*)
</p>

<p>
	Maria di Piedigrotta – goletta – 62 tsl
</p>

<p>
	Maria F. – brigantino goletta – 95 tsl
</p>

<p>
	Maria G. – 66 tsl
</p>

<p>
	Maria G. – brigantino goletta – 98 tsl
</p>

<p>
	Maria G. I – trabaccolo – 50 tsl
</p>

<p>
	Maria K o Marica – goletta – 95 tsl
</p>

<p>
	Maria Luisa – cutter – 50 tsl
</p>

<p>
	Maria P. – 51 tsl
</p>

<p>
	Maria Pace Feola – goletta – 52 tsl
</p>

<p>
	Maria R. – brigantino goletta – 72 tsl
</p>

<p>
	Maria Rodolfo – goletta – 63 tsl
</p>

<p>
	Maria Rosa – goletta – 72 tsl
</p>

<p>
	Maria SS. di Siponto – 64 tsl
</p>

<p>
	Maria T. – trabaccolo – 52 tsl
</p>

<p>
	Maria Vittoria – goletta – 80 tsl
</p>

<p>
	Mariella G. – 99 tsl
</p>

<p>
	Marietta G. – brigantino goletta – 91 tsl
</p>

<p>
	Marina e Wanda – trabaccolo – 64 tsl
</p>

<p>
	Michelina Di Giorgio – trabaccolo – 91 tsl
</p>

<p>
	Nicola Lo Porto – brigantino goletta – 71 tsl
</p>

<p>
	Nicola P. – trabaccolo – 59 tsl
</p>

<p>
	Nino Bixio – 56 tsl
</p>

<p>
	Nipumagiotti – 92 tsl
</p>

<p>
	Nogaro – trabaccolo – 80 tsl
</p>

<p>
	Nomade B. – trabaccolo – 55 tsl
</p>

<p>
	Nora – goletta – 97 tsl
</p>

<p>
	Nunzia – brigantino goletta – 91 tsl
</p>

<p>
	Nuova Giulietta – 53 tsl
</p>

<p>
	Nuova Maria – goletta – 92 tsl
</p>

<p>
	Nuova Maria della Consolazione – goletta – 52 tsl (*)
</p>

<p>
	Nuova Rosalia Bonaria – goletta – 81 tsl
</p>

<p>
	Nuova Speranza – cutter – 63 tsl
</p>

<p>
	Nuovo Antenore – trabaccolo – 56 tsl
</p>

<p>
	Nuovo Eolo – goletta – 64 tsl
</p>

<p>
	Nuovo Guerrino – trabaccolo – 51 tsl
</p>

<p>
	Nuovo Pacifico – trabaccolo – 54 tsl (*)
</p>

<p>
	Nuovo Sant’Antonio – 52 tsl
</p>

<p>
	Nuovo Senofonte – trabaccolo – 59 tsl (*)
</p>

<p>
	Olga Oliana – trabaccolo – 54 tsl
</p>

<p>
	Ostro – goletta – 87 tsl
</p>

<p>
	Padre Eterno – trabaccolo – 52 tsl
</p>

<p>
	Patriarca San Giuseppe – goletta – 89 tsl
</p>

<p>
	Patrizia – goletta – 86 tsl
</p>

<p>
	Pesaro – trabaccolo – 70 tsl
</p>

<p>
	Pier delle Vigne – goletta – 65 tsl
</p>

<p>
	Pontente – 66 tsl
</p>

<p>
	Principe Umberto – trabaccolo – 57 tsl
</p>

<p>
	Progresso – goletta – 52 tsl
</p>

<p>
	Quarnero – trabaccolo – 59 tsl
</p>

<p>
	Raffaella – trabaccolo – 52 tsl
</p>

<p>
	Redenta – trabaccolo – 71 tsl
</p>

<p>
	Regina B. – trabaccolo – 54 tsl
</p>

<p>
	Riccardo B. – trabaccolo – 54 tsl
</p>

<p>
	Rizziero – trabaccolo – 63 tsl
</p>

<p>
	Roma – trabaccolo – 64 tsl
</p>

<p>
	Romolo E. – trabaccolo – 50 tsl
</p>

<p>
	Rondinella – trabaccolo – 50 tsl
</p>

<p>
	Rosa – trabaccolo – 62 tsl
</p>

<p>
	Rosa Ricci – brigantino goletta – 79 tsl
</p>

<p>
	Rosalia – cutter – 54 tsl
</p>

<p>
	Rosario Padre – 53 tsl
</p>

<p>
	Ruggero – brigantino goletta – 92 tsl
</p>

<p>
	S. Antonio – trabaccolo – 57 tsl
</p>

<p>
	S. Francesco – cutter – 53 tsl (*)
</p>

<p>
	S. Francesco – goletta – 85 tsl
</p>

<p>
	S. Francesco di Paola – goletta – 50 tsl (*)
</p>

<p>
	S. Francesco di Paola A. – goletta – 77 tsl
</p>

<p>
	S. Francesco di Paola G. – goletta – 79 tsl
</p>

<p>
	S. Giovanni Battista – goletta – 52 tsl
</p>

<p>
	S. Giuseppe – goletta – 67 tsl
</p>

<p>
	S. Matteo – goletta – 51 tsl
</p>

<p>
	S. Nicola B. – goletta – 93 tsl
</p>

<p>
	S. Salvatore – goletta – 92 tsl
</p>

<p>
	S. Vincenzo – goletta – 80 tsl
</p>

<p>
	S. Vito – goletta – 85 tsl
</p>

<p>
	Sabaudia – trabaccolo – 70 tsl
</p>

<p>
	Sacra Famiglia – 82 tsl
</p>

<p>
	Salvatore – trabaccolo – 55 tsl
</p>

<p>
	Salvatore – goletta – 65 tsl
</p>

<p>
	Salvatore E. – trabaccolo – 59 tsl
</p>

<p>
	San Calogero – 57 tsl (*)
</p>

<p>
	San Carlo – 51 tsl
</p>

<p>
	San Francesco d’Assisi – brigantino goletta – 96 tsl
</p>

<p>
	San Giorgio Z. – trabaccolo – 71 tsl
</p>

<p>
	San Giuseppe D. – goletta – 59 tsl
</p>

<p>
	San Marco – brigantino – 76 tsl (*)
</p>

<p>
	San Martino – 72 tsl
</p>

<p>
	San Nicola – 54 tsl
</p>

<p>
	San Paolo S. – 95 tsl
</p>

<p>
	Sant’Alessio – 69 tsl
</p>

<p>
	Sant’Aniello – cutter – 73 tsl
</p>

<p>
	Sant’Anna – cutter – 66 tsl
</p>

<p>
	Sant’Antonio E. – brigantino goletta – 85 tsl
</p>

<p>
	Sant’Efisio – 62 tsl
</p>

<p>
	Santa Lucia Martire – goletta – 62 tsl
</p>

<p>
	Santa Maria – goletta – 55 tsl (*)
</p>

<p>
	Santo Padre – goletta – 66 tsl
</p>

<p>
	Saverio Padre – brigantino – 66 tsl
</p>

<p>
	Serafina e Giovanni – trabaccolo – 71 tsl
</p>

<p>
	Sinibaldo – goletta – 80 tsl
</p>

<p>
	SS. Crocifisso – brigantino goletta – 67 tsl
</p>

<p>
	Stefania – trabaccolo – 93 tsl
</p>

<p>
	Stefano M. – goletta – 69 tsl
</p>

<p>
	Stella Marina – goletta – 53 tsl
</p>

<p>
	Tacito – trabaccolo – 81 tsl
</p>

<p>
	Tenacemente – trabaccolo – 81 tsl
</p>

<p>
	Teneador – 69 tsl
</p>

<p>
	Teodoro – goletta – 73 tsl
</p>

<p>
	Teresa Madre – goletta – 80 tsl
</p>

<p>
	Teresina Z. – trabaccolo – 56 tsl
</p>

<p>
	Tomaso S. – trabaccolo – 68 tsl
</p>

<p>
	Torino – trabaccolo – 73 tsl
</p>

<p>
	Trieste – 69 tsl
</p>

<p>
	Unione D. – goletta – 66 tsl (*)
</p>

<p>
	Valmazinghi – goletta – 58 tsl
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">48696</guid><pubDate>Wed, 01 Mar 2023 07:56:14 +0000</pubDate></item><item><title>Piroscafo Shakespear</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/46008-piroscafo-shakespear/</link><description><![CDATA[
<p>Recentemente, nella sezione quiz foto navi mercantili <a href="https://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=24711&amp;p=496908" rel="">http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=24711&amp;p=496908</a></p>
<p>è stata presentata questa foto che, seguendo gli indizi del proponente, è stata da me identificata come piroscafo britannico Shakespear, convoglio OB 262, affondato a cannonate dal nostro sommergibile Cappellini.</p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/pnxXMet0j" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/640x480q90/923/xXMet0.jpg" alt="xXMet0.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p>Ne avevo avuto conferma dalla seguente immagine, di cui riporto anche la didascalia, reperita nel testo di Francesco Mattesini: BETASOM La guerra negli oceani (1940-1943), USMM 1993.</p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/plGHqlHyj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/921/GHqlHy.jpg" alt="GHqlHy.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p>In quei giorni lo steso quiz vertente sulla medesimo foto, era stato proposto in altro forum navalistico;  l'utente che si perita al riconoscimento, dopo aver correttamente valutato, secondo le indicazioni fornite -<i>fu vittima del Cappellini- </i> la possibilità che si trattasse dello Shakespear, lo mette poi in dubbio adducendo questa immagine reperita in <a href="http://www.regiamarina.net/detail_image_with_list.asp?nid=268&amp;lid=2&amp;cid=15" rel="external nofollow">http://www.regiamarina.net/detail_image_with_list.asp?nid=268&amp;lid=2&amp;cid=15</a></p>
<p> </p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/pouPctinj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/924/uPctin.jpg" alt="uPctin.jpg"></a></p>
<p><span style="font-size:12px;"><em><span style="font-style:normal;">Piroscafo Shakespeare in fiamme dopo un lungo duello d'artiglieria con il Cappellini. (Foto gentilmente </span></em><em><span style="font-style:normal;">offerta da Erminio Bagnasco and Achille Rastelli</span></em><em><span style="font-style:normal;">)</span></em></span></p>
<p> </p>
<p><em><span style="font-style:normal;">Le due navi dono diverse, ne ha perfettamente ragione ! </span></em></p>
<p><em><span style="font-style:normal;">Trovo infatti conferma in</span></em></p>
<p><em><span style="font-style:normal;"><a href="http://www.photoship.co.uk/JAlbum%20Ships/Old%20Ships%20S/index11.html" rel="external nofollow">http://www.photoship.co.uk/JAlbum%20Ships/Old%20Ships%20S/index11.html</a></span></em></p>
<p> </p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/pmcCGU9Nj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/922/cCGU9N.jpg" alt="cCGU9N.jpg"></a></p>
<p><em><span style="font-style:normal;">foto in cui il piroscafo Shakespear in versione prebellica appare disarmato, ma indubbiamente si tratta della stessa unità dell'immagine precedente.</span></em></p>
<p> </p>
<p><em><span style="font-style:normal;">Ma qual'era allora il primo piroscafo ?</span></em></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">46008</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2016 11:13:55 +0000</pubDate></item><item><title>Per una cronistoria dei programmi nucleari italiani - INTERCONAIR Aviazione e Marina</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/48490-per-una-cronistoria-dei-programmi-nucleari-italiani-interconair-aviazione-e-marina/</link><description><![CDATA[
<p>
	Secondo post dedicato agli articoli pubblicati dalla rivista <span style='color: rgb(0, 58, 116); font-family: Roboto, "Helvetica Neue", Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; display: inline !important; float: none;'><span> </span>"</span><a href="https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/48479-interconair-aviazione-e-marina/&amp;tab=comments#comment-532894" rel="" style='box-sizing: border-box; color: rgb(15, 148, 148); text-decoration: underline; background-color: rgb(255, 255, 255); font-family: Roboto, "Helvetica Neue", Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px;'>INTERCONAIR Aviazione e Marina</a><span style='color: rgb(0, 58, 116); font-family: Roboto, "Helvetica Neue", Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-thickness: initial; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; display: inline !important; float: none;'>"</span>.
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Questa volta l'argomento non riguarda propriamente l'ambito sommergibilistico, ed infatti l'inserimento in questa sezione è leggermente fuorviante...<img alt=":wink:" data-emoticon="true" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/emoticons/default_wink.png" title=":wink:"> 
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	L' autore ripercorre la storia dei programmi nucleari in italia dal 1956 al 1971 (l'articolo è stato pubblicato nel mensile di novembre 1972) con diversi riferimenti interessanti, ed a me sconosciuti, soffermandosi sopratutto sull'aspetto costo/efficacia di una scelta così rivoluzionaria per l'epoca nell'ambito armatoriale italiano legato al trasporto mercantile e passeggero.
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Come sempre ho lasciato l'impostazione tipografica della rivista del tempo, inserendo le immagini e/o i disegni relativi all'articolo, <span style="color:#ff0000;">aggiungendo se necessario in rosso delle annotazioni e/o delle correzioni del testo</span>.
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<strong>BUONA LETTURA!!!</strong>
</p>

<p>
	 
</p>

<p class="MsoNormal">
	<span style='font-size:14.0pt;line-height:115%;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>Estratto da "INTERCONAIR - Aviazione e Marina" N. 94 - Novembre 1972</span>
</p>

<p class="MsoNormal">
	<span style='font-size:14.0pt;line-height:115%;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>DOCUMENTI DI INTERINFO</span>
</p>

<p class="MsoNormal">
	<span style='font-size:20.0pt;line-height:115%;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>PER UNA CRONISTORIA DEI PROGRAMMI NUCLEARI IN ITALIA</span>
</p>

<p class="MsoNormal">
	<b style="mso-bidi-font-weight:normal"><span style='font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>di Giuseppe ZAMPARO</span></b>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	 
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Nel settembre 1956 su <span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>NUCLEONICS, </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow"'>una rivista tecnica statunitense, veniva riportata la notizia che la LEONARDO DA VINCI — il transatlantico italiano di 33.000 tsl — era stata progettata per permettere l'eventuale conversione dell'unità alla propulsione nucleare. Questa notizia era stata fornita dalla Società Italia di Navigazione, in occasione dei lavori sulla chiglia dell'unità stessa (1). Tale decisione sollevò un notevole interes­se negli ambienti internazionali, anche perchè essa faceva supporre la disponibili­tà di un gruppo di validi progettisti da indirizzare alle applicazioni navali dell'energia nucleare.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>La LEONARDO DA VINCI venne varata e, dopo l'allestimento, prese il mare senza che maturassero i tempi per trasformarla in una nave nucleare. Proprio a bordo di questa nave, spinta attraverso l'Atlantico da un apparato motore di 60.000 H.P., il 7 luglio 1960 in occasione del viaggio inaugurale la Finmare e la "Italia" congiuntamente annunciavano alla stampa la prossima e simultanea impo­stazione sugli scali, rispettivamente delI'Ansaldo e dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico (C.R.D.A.), della MICHELAN­GELO e della RAFFAELLO. Anche que­sta volta veniva ripetuto che entrambe le unità sarebbero state costruite secondo piani e studi tali da consentire la sostitu­zione dell'apparato motore convenzionale con altro ad energia nucleare; si precisava che tali programmi sarebbero risultati di possibile attuazione in relazione ai risultati delle costruzioni in corso all'estero — si intendeva la nave nucleare </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>SAVANNAH </span><span style='font-size:&#13;
12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>—</span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'> </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>ed al progresso assunto dalla applicazio­ni nucleari in questo settore.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>Sarebbe stato interessante conoscere già allora — ma anche oggi, a tanta distanza di tempo — quali varianti erano state apportate alle strutture di scafo di questi tre transatlantici, in previsione della trasformazione prospettata. E' da osservare che la nave nucleare </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>SA­VANNAH </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow"'>ha un apparato motore la cui potenza è appena un terzo di quella della LEONARDO DA VINCI e che i reattori ad acqua pressurizzata richiedono scher­maggi pesanti e di notevole ingombro; si dirà che la propulsione nucleare esclude la necessità di depositi per il combustibile — </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>e </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>che, quindi, vi è disponibilità di spazio — ma appunto per questo motivo, tra gli altri, una conversione del genere solleve­rebbe problemi di assetto e di tra­sformazione.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; text-align: center;">
	<img alt="savannah-cop.jpg" class="ipsImage" height="666" src="https://rollingsteel.it/wp-content/uploads/2021/01/savannah-cop.jpg" width="1000"></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; text-align: center;">
	<a href="https://rollingsteel.it/umido/ns-savannah-la-prima-e-ultima-nave-civile-nucleare-americana/" ipsnoembed="true" rel="external nofollow">https://rollingsteel.it/umido/ns-savannah-la-prima-e-ultima-nave-civile-nucleare-americana/</a>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>L'Ansaldo rivolg</span><a href="https://rollingsteel.it/umido/ns-savannah-la-prima-e-ultima-nave-civile-nucleare-americana/" ipsnoembed="true" rel="external nofollow">https://rollingsteel.it/umido/ns-savannah-la-prima-e-ultima-nave-civile-nucleare-americana/</a><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>e il suo interesse alle applicazioni nucleari su navi mercantili almeno dal 1957. Questa società — come è noto — non costruisce più navi, che anche a Sestri Ponente vengono realizzate dall'Italcantieri, ma nei suoi stabilimenti dell'Ansaldo Meccanico Nucleare </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>conti­nua </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow"'>a fabbricare caldaie e turbine marine. L'Ansaldo Meccanico cambiò ragione so­ciale quando, per compensare Genova del suo degradamento nei settori delle costru­zioni navali e dei grandi motori, alla città — almeno dalla stampa — venne attribuito il ruolo di capitale nucleare italiana.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>Un primo studio, pubblicato nel 1958 dall'Ansaldo in collaborazione con la Sezione Energia Nucleare della FIAT, riguarda l'apparato motore nucleare per una turbocisterna di 70.000 tonn. di dislocamento a pieno carico (2). In quei tempi I'Ansaldo non aveva ancora esteso al settore nucleare la licenza concordata anni prima con la </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>General Electric </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow"'>Co. per le turbine da essa realizzate, mentre il 31 luglio 1957 la FIAT aveva firmato con la </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Westinghouse </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>un accordo per la costru­zione e la vendita di complete centrali nucleari.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>Potrà sembrare strano che la FIAT, la quale sino allora non aveva costruito grandi centrali termoelettriche, espandes­se in questo senso i suoi interessi, ma bisogna convenire che era impossibile ottenere una licenza industriale per appa­rati motori nucleari da parte di ditte che nel settore delle costruzioni navali lavoravano per l'U.S. </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>Navy. </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow"'>La </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>SAVANNAH, </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>come si sa, è stata costruita dalla Babcock e </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>Wilcox </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow"'>allora non impegnata in costru­zioni militari nucleari.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>Ancora oggi il Governo degli Stati Uniti "non intende partecipare — od autorizzare a partecipare aziende private e cittadini statunitensi — in progetti che interessino:</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;&#13;
text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;mso-list:l1 level1 lfo1;&#13;
tab-stops:list 10.8pt;text-autospace:none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore">1)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>         </span></span></span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>apparati motori nucleari per navi mili­tari straniere;</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;&#13;
text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;mso-list:l1 level1 lfo1;&#13;
tab-stops:list 10.8pt;text-autospace:none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore">2)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>         </span></span></span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>apparati motori nucleari per navi mer­cantili straniere, che coinvolgano la fornitura di qualsiasi assistenza tecno­logica — di carattere riservato o non necessariamente tale — inerente agli impianti di propulsione nucleare di navi militari...salvo l'esistenza di un Accordo di Cooperazione per navi militari a propulsione nucleare, stipulato tra governo e governo e reso esecutivo dal Congresso degli Stati Uniti, secondo quanto prevede la Sezione 123 (d) della Legge per I'energia atomica, come emendata nel 1954..."</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>Viene anzi precisato che "a motivo dei rischi coinvolti nella fornitura diretta od indiretta di conoscenze tecnologiche sugli apparati motori nucleari delle navi milita­ri degli Stati Uniti mediante intese tra Aziende statunitensi e Governi od Azien­de straniere nel settore tecnologico inte­ressante gli apparati motori nucleari per navi mercantili, qualsiasi intesa del genere può essere operante solo successivamente ad un esauriente esame ed al benestare del Governo degli Stati Uniti..." Le sanzioni previste dalla Legge per l'energia atomica per gli inadempienti vanno da una multa di 20.000 dollari all'ergastolo e, in alcuni casi, alla pena capitale.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>Lo studio del 1958 era stato condotto sulla turbocisterna AGRIGENTUM di 52.000 t.p.l., prima di una serie di sei simili unità già in ordine, che era stata costruita dal Cantiere Navale Ansaldo di Genova per conto della Compagnia Trasporto Petroli di Palermo e varata il 16 giugno 1957. La potenza del reattore è di 74 MW; esso, con una vita del nocciolo di 10.000 ore, avrebbe fornito all'apparato motore la potenza di 21.000 H.P. La velocità sviluppata a pieno carico sarebbe stata di 17 nodi. L'impianto è del tipo PWR (Presurized Water </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-ansi-language:EN-US'>Reactor, </span><span style='font-size:&#13;
12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>cioè reattore ad acqua pressurizzata) ed il nocciolo richiede 2,4 tonn. di uranio arricchito al 4,5 per cento.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;mso-pagination:none;text-autospace:&#13;
none">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>Nel luglio 1961, dopo che il progetto originale era stato sviluppato con maggio­ri dettagli, la Commissione Esecutiva delI'Euratom accettava di partecipare ad un programma biennale di ricerca con circa 750 milioni di lire italiane, pari al 40 per cento dei finanziamenti necessari. Al pro­gramma, oltre alla FIAT ed all'Ansaldo, partecipava pure il CNEN (Comitato Na­zionale dell'Energia Nucleare) con il quale le stesse Società nel marzo precedente avevano firmato un contratto della durata di due anni — poi esteso sino al 31 dicembre 1970 — per lo studio, appunto, di una nave cisterna a propulsione nuclea­re. I lavori avevano l'implicita adesione del Governo, in quanto il Presidente del CNEN era Io stesso Ministro dell'Industria e Commercio.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow"'>L'Euratom nel contempo sovvenzionava un programma tedesco ed uno olande­se; i suoi impegni finanziari nel settore navale ammontavano allora a 6 milioni di dollari pari a 3,7 miliardi di lire italiane.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Anche se in poche righe riesce difficile definire i compiti dei diversi contraenti, la responsabilità assunta dall'Ansaldo riguar­dava la realizzazione dello scafo mentre gli interessi della FIAT — che coordinava il progetto — erano di carattere eminentemente nucleare, sia nella progettazione che nella costruzione. Si pensava, difatti, già alla costruzione e, secondo quanto la stampa aveva appreso negli ambienti re­sponsabili, l'apparato motore sarebbe stato realizzato in 4-6 anni.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Si disse che l'attività della "Sezione nucleare" dell'Ansaldo, coordinata dalla Fincantieri, in questo particolare campo di lavori era condotta anche nell'interesse dei C.R.D.A. e della Navalmeccanica. I C.R.D.A. avevano stipulato con la </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Babcock </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>e </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>Wilcox </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>nel gennaio 1960 un accordo decennale per la costruzione, da parte dell'Azienda italiana, e la vendita sul mercato nazionale ed estero di navi mercantili a propulsione nucleare.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>La </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>Babcock </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>e </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Wilcox </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>sia su sollecito dell'U.S. </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>AEC </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>(United </span><span lang="EN-US" style='font-size:&#13;
12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>States Atomic Energy Commission, </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>cioè Commissione per l'Energia Atomica negli Stati Uniti) che per la propria iniziativa, mettendo a frutto l'esperienza acquisita nella proget­tazione e nella costruzione della </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>SAVAN­NAH, </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>studiò sin dal 1959 diverse versioni di impianti nucleari derivati da quell'ap­parato motore. Nel 1960 brevettò I'IBR </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>(Integral Boiling Reactor), </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>al quale seguì la serie dei CNSG </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>(Consolidated Nuclear Steam Generator), </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>che sono reattori ad acqua pressurizzata nei quali il vapore viene generato nello stesso recipiente a pressione. Una versione avanzata del CNSG-I, la quale ha già incluse alcune migliorie apportate al modello successivo, fu scelta per la propulsione della OTTO HAHN, la nave nucleare tedesca ormai da tempo in mare.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; text-align: center;">
	<img alt="Forschungsschiff_OTTO_HAHN_(Kiel_42.601)" class="ipsImage" height="661" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ec/Forschungsschiff_OTTO_HAHN_(Kiel_42.601).jpg" width="1000"></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; text-align: center;">
	<a href="https://www.wikiwand.com/en/Otto_Hahn_(ship)" ipsnoembed="true" rel="external nofollow">https://www.wikiwand.com/en/Otto_Hahn_(ship)</a>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Poco dopo veniva offerto sul mercato il CNSG-II, che congloba gli indiscussi vantaggi di una rinnovata esperienza co­struttiva, nonchè operativa, nelle applica­zioni interessanti la marina mercantile. Entro tre anni dall'ordine la </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>Babcock </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>e </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Wilcox </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>sarebbe stata in grado di consegnare all'armatore un reattore marino di questo tipo pronto per l'esercizio, garan­tendone pesi e costi ivi inclusi quelli del combustibile; veniva pure assicurata tutta I'assistenza che può fornire un costruttore anche nella manutenzione.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>La Tabella 1 mette a confronto l'appa­rato motore della </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>SAVANNAH, </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>le cui caratteristiche di impianto furono fissate nel 1956 con uno della stessa potenza dotato di CNSG (3).</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>I progettisti tedeschi, collaborando con la </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Babcock </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>e </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>Wilcox, </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>dimostravano di avere compreso che la difficile fase di un programma navale nucleare può essere accelerata solo ricorrendo all'aiuto di chi possiede un'esperienza diretta sui reattori destinati alle unità mercantili; nel contempo, essi evitavano ogni eccessivo di­spendio di capitali, mezzi e personale per un sistema nucleare forse superato ancor prima di entrare nella fase costruttiva.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Si è detto prima della licenza decenna­le che impegnava la </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>Babcock </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>e </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Wilcox </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>a fornire ai cantieri giuliani progetti, brevetti ed assistenza tecnica. Accade, però, che con qualche anno di anticipo sulla sua scadenza il contraente italiano rinuncia all'accordo ed ai benefici che da esso avrebbe potuto trarre. Se all'atto della firma si parlò con entusiasmo e con speranza di un mercato italiano ed addi­rittura di possibilità di esportazione di navi e di apparati motori nucleari, l'inspiegabile ed anticipata rinuncia avviene nel più cauto riserbo.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Intanto nel marzo 1961 aveva preso corpo un altro progetto. Già nel luglio 1959 il Ministro della Difesa aveva annun­ciato al Senato che era stata decisa la costruzione di un sommergibile nucleare, il GUGLIELMO MARCONI. II sommergibile ha la lunghezza di 83 metri ed il diametro massimo di 9,60 metri; il dislocamento è di 3.400 tonn., la velocità di 30 nodi, l'autonomia (a questa velocità) di 12.000 ore, cioè circa un anno e mezzo. L'armamento è rappresen­tato da 6 tubi prodieri e da una dotazione di 40 siluri. L'equipaggio è 80 uomini. Il costo del sommergibile è di circa 30 miliardi; in quel periodo le spese di previsione per la turbocisterna nucleare erano valutate 11 miliardi. II MARCONI<span style="mso-tab-count:&#13;
1">  </span>è assai simile al sommergibile SKIPJACK dell'U.S. </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Navy, </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>derivato dal </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>NAUTILUS; </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>lo sono anche, in realtà, i primi som­mergibili nucleari costruiti e da anni in servizio in Gran Bretagna ed in Francia.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; text-align: center;">
	 
</p>

<p>
	 
</p>

<p style="text-align: center;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileid="11928" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/A.e.M_1972.11_094_img_090.jpg.41c17a1e9c57ebfd25ce081c7bd366af.jpg" rel=""><img alt="A.e.M.1972.11_094.img.090.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="11928" data-unique="mmres9awn" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/A.e.M_1972.11_094_img_090.thumb.jpg.a97b7951e69346dd28dab23305f3dbe3.jpg"></a>
</p>

<p>
	 
</p>

<p align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;&#13;
text-align:center;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style="font-size:14px;"><i><span lang="EN-US" style='font-family: "Arial Narrow", "sans-serif";'>Schema del </span></i><i><span style='font-family: "Arial Narrow", "sans-serif";'>reattore progettato </span></i><i><span lang="EN-US" style='font-family: "Arial Narrow", "sans-serif";'>per la </span></i><i><span style='font-family: "Arial Narrow", "sans-serif";'>ENRICO </span></i><i><span lang="EN-US" style='font-family: "Arial Narrow", "sans-serif";'>FERMI.</span></i></span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	 
</p>

<p>
	<b><i> </i></b>
</p>

<p>
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Oggi è quanto mai evidente che, se un tale progetto si fosse materializzato, si sarebbero avuti assai pochi vantaggi. Si pensi alla rapida obsolescenza dei som­mergibili nucleari ed agli enormi progressi — e nuove esigenze — statunitensi e sovietici.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>E' sufficiente un solo esempio: la portaerei NIMITZ, recentemente varata, ha due reattori il cui nocciolo ha l'auto­nomia di 13 anni; I'ENTERPRISE — </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>prima </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>portaerei nucleare U.S.A. — è dotata di 8 reattori con soli 3 anni di autonomia.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Sino a tutto il 1971 l'U.S. </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Navy </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>per la costruzione — completa o parziale — delle unità a propulsione nucleare, e per la ricerca e lo sviluppo relativi, ha speso 15 miliardi di dollari; I'U.S.AEC ha contri­buito al finanziamento di tali programmi con altri 2 miliardi di dollari. Questi stanziamenti riguardano la realizzazione di 113 sommergibili, 1 unità per la ricerca in profondità, 3 portaerei, 6 fregate ed 1 incrociatore.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Si è detto, dunque, che nel marzo 1961 si annuncia la costruzione del som­mergibile GUGLIELMO MARCONI e che nel luglio successivo — a seguito dell'inter­vento dell'Euratom — il progetto della turbocisterna nucleare italiana assume un nuovo impulso. Tutto fa pensare che i lavori sui due progetti proseguano con assoluta regolarità. Tale impressione viene avvalorata dal fatto che nello stesso anno la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova tra i corsi offerti ai laureandi ne introduce alcuni di indirizzo nucleare, che vengono seguiti particolarmente da giovani ufficiali della Marina Militare. Anche l'Accademia di Livorno, in cooperazione con il CAMEN, cura in tal senso l'addestramento pratico di altro personale.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>I primi dubbi su un normale avanzamento dei programmi vengono avvalorati nel dicembre 1966; la stampa dà notizia della firma, presso il Ministero della Dife­sa ed alla presenza del Ministro per la Ricerca Scientifica, di una convenzione per la costruzione e l'esercizio di una nave nucleare. Si saprà, poi, che la nave è un "supporto logistico", studiato dalla FIAT in collaborazione con il Genio Navale. Forse per ricordare che fu Enrico Fermi il 17 marzo 1939 a proporre al Segretario alla Difesa U.S.A. di impiegare un reattore per produrre il vapore con cui alimentare la turbina di un apparato motore, la nuova nave nucleare italiana viene chiamata con il Suo nome.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Il costo complessivo del progetto viene valutato tra 18 e 20 miliardi, che per la metà sarebbero destinati alla parte nuclea­re. Altre fonti limitano lo stanziamento a circa 12 miliardi: il 75 per cento è sottoscritto dal Ministero della Difesa, mentre il CNEN contribuisce al progetto con 3 miliardi. A distanza di qualche anno si parlerà, invece, di 45 miliardi.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Negli ambienti nucleari tali finan­ziamenti portano una certa tranquillità, indispensabile per consolidare l'esperienza sino allora acquisita. Chi investe notevoli capitali ed immobilizza validi tecnici nelle costruzioni nucleari si pensa non Io faccia solo per ricevere l'alloro del primo arri­vato. In uni lungimirante visione delle esigenze del progresso, la preparazione di un'industria richiede anni di esperienza che è necessaria sia a chi progetta sia a chi costruisce.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Per le caratteristiche sue proprie un impianto nucleare implica una partecipa­zione assai vasta di specialisti i quali, se dirottati su altre attività per scarsità di lavoro, alla fine incidono pesantemente sul bilancio dell'azienda.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>E' da osservare, ad ogni modo, che gli interessi nucleari militari non rappresentano necessariamente un sicuro contributo allo sviluppo di un programma armatoria­le; sotto molti aspetti essi sono indipen­denti. Il controllo militare, comprensibile e giustificato, difficilmente snellisce le attività civili: ciò vale in ogni Paese, inclusa l'Italia (4). Lo<sub>,</sub> dimostra il fatto che negli anni successivi la divulgazione di notizie, disegni, calcoli, rapporti interes­santi la E. FERMI è stata scarsissima.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>L'unità ha una lunghezza di 175 metri una larghezza massima di 22,50 metri; il dislocamento a pieno carico è di 18.000 tonn. e la portata supera le 9.000 tonn. II suo apparato motore nucleare di 22.000 H.P. è dotato di un PWR di 80 MW.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<strong><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Nel gennaio 1967 si apprende che il reattore è in costruzione nei Laboratori di San Piero a Grado, presso Pisa, e che la FIAT con il concorso della O.T.O. Melara di La Spezia e di altre ditte italiane ne completerà il montaggio nel 1972.</span></strong>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Nell'ottobre 1968 la Francia acconsen­te di affittare al CNEN circa 2.000 kg — </span><span lang="EN-US" style='font-size:&#13;
12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>poi </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>divenuti 5.000 kg — di uranio arric­chito al 4,7 per cento. L'U.S. </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>AEC </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>aveva rifiutato di farlo in quanto non ne forni­sce per applicazioni militari: è chiaro, da quanto si è detto, che l'Enrico Fermi — </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>sotto </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>tutti gli aspetti — è un'unità ausilia­ria della marina militare italiana.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Nel gennaio 1969 presso il Centro di Studi Nucleari de "La Casaccia", uno dei Laboratori del CNEN nei pressi di Roma, vengono condotte sul R.O.S.P.O. (Reatto­re Organico Sperimentale Potenza Zero), costruito per gli studi sul reattore a moderatore organico ma adattato alle esigenze del nuovo programma, delle esperienze di criticità per il nocciolo del reattore navale. Alla cerimonia presenziano, tra gli altri, dei funzionari del Ministe­ro dell'industria; in questa circostanza viene riaffermato che la Marina Militare — in collaborazione con la FIAT, la Fincan­tieri ed altre industrie nucleari — curerà la costruzione della nave e, in seguito, il suo esercizio. Sembra che i programmi subi­scano uno slittamento: la nave dovrebbe prendere il mare appena nel 1975.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; text-align: center;">
	<img alt="ENEA_rospo.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="11933" data-unique="n74rwy2fs" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/ENEA_rospo.jpg.7db32169e2d59fc4d93077a803c75201.jpg"></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; text-align: center;">
	<span style="font-size:14px;"><em>Il reattore sperimentale ROSPO (Reattore Organico Sperimentale Potenza zerO) ha raggiunto la prima criticità nel 1963 ed è stato utilizzato inizialmente per lo studio dei noccioli di reattori con moderatore organico. Successivamente è stato trasformato – su progetto CNEN – e utilizzato per esperimenti critici e studi di neutronica per la propulsione navale, in appoggio alla realizzazione della nave nucleare Enrico Fermi. In seguito alla sospensione dei programmi prima citati, il ROSPO è stato utilizzato per esperienze di verifica e messa a punto di metodi di calcolo su reticoli di reattori.</em> (fonte ENEA <a href="https://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/pdf-opuscoli/op2010-storianucleare.pdf" ipsnoembed="false" rel="external nofollow">https://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/pdf-opuscoli/op2010-storianucleare.pdf)</a></span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal;tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Si arriva alla Quarta Conferenza Internazionale promossa dalle Nazioni Unite sulle Applicazioni Pacifiche dell'Energia Atomica: è il settembre 1971 e, appunto a Ginevra, si apprende da una memoria italiana — presentata congiuntamente dal CNEN e dalla FIAT — che sono stati completati il progetto e le specifiche del reattore (5). Le caratteristiche della nave quelle definitive del reattore vengono riportate nella Tabella 2.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>E' il caso di osservare che il peso dell'impianto — inclusivo dello schermo primario, di tutti gli ausiliari esterni al contenitore e dei fluidi in opera con esclusione del contenitore e dello schermo secondario — è inferiore a 700 tonn. Nella memoria viene precisato che è stato effettuato lo studio di un porto di armamento, il quale potrebbe soddisfare non solo le esigenze dell'ENRICO FERMI ma fornire anche assistenza nucleare alla flot­ta italiana — come prevista — per i prossimi 20 o 30 anni.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Dalla stessa memoria si apprende che eventuali modifiche potrebbero essere ap­portate allo scafo, il cui progetto era in corso di completamento. La notizia non poteva sorprendere in quanto nella riunio­ne del 4 giugno 1971 il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) aveva dato mandato al alcuni Dicasteri di rivedere il programma di propulsione nucleare navale, sulla base delle proposte che erano state formulate, per una possibile utilizzazione <sup>'</sup>di tale programma per applicazioni civili e di formulare proposte al CIPE stesso.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<strong><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Nel dicembre 1971 il Ministero della Marina Mercantile dichiara — secondo un comunicato stampa dell'Agenzia Ital — che la realizzazione della FERMI è possi­bile e che si tratterà di una nave oceanografica di circa 10.000 tonn. di stazza lorda. Il supporto logistico, dunque, viene sostituito da una nave oceanografica.</span></strong>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Il committente di questa nave, da realizzare in collaborazione con il CNEN e la FIAT, sarà una società a partecipazio­ne statale. II nuovo programma predispo­sto dal Ministro stesso — viene precisato — sarà esaminato, in una prossima riunio­ne, da un comitato ristretto del CIPE composto dai titolari dei dicasteri del Bilancio, della Marina Mercantile, del Tesoro, della Difesa, dell'Industria e delle Partecipazioni Statali. La spesa è valutata a 31 miliardi di lire, ripartiti in 5 anni, rispetto ai 45 miliardi inizialmente previ­sti. Il reattore, il cui progetto è già realizzato dalla FIAT, costerebbe 8 mi­liardi di lire; la spesa sinora sostenuta per il progetto iniziale è di quasi 6 miliardi. II dispaccio conclude che la nave dovrebbe essere completata nel 1975.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Secondo ATOMO E INDUSTRIA, che con la consueta obiettività — dettata da una lunga e profonda conoscenza dei problemi nucleari — magistralmente com­menta il dispaccio della Ital, il passaggio del progetto della nave nucleare dal Mini­stero della Difesa sarebbe avvenuto in conseguenza di un nuovo piano tecnico-economico preparato dal CNEN. La Finmare assumerebbe il ruolo di committen­te dello scafo (6).</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>E' probabile che questo piano abbia offerto lo spunto all'interessante indagine sulle navi porta-contenitori, condotta presso la Direzione del Programma Propulsione Navale costituita dal CNEN; presentata ad Amburgo nel maggio 1971 in occasione del Symposium </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>on Nuclear Ships, </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>successivamente è stata pubblicata in Italia (7).</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	 
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 14.2pt; line-height: normal; text-align: center;">
	 
</p>

<p>
	 
</p>

<p style="text-align: center;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileid="11927" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/A.e.M_1972.11_094_img_091.jpg.20e591b6905b1f246332162181892004.jpg" rel=""><img alt="A.e.M.1972.11_094.img.091.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="11927" data-unique="ytj6vfr1z" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/A.e.M_1972.11_094_img_091.thumb.jpg.047deffa2547569ed133062c3e5c56e7.jpg"></a>
</p>

<p>
	 
</p>

<p align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;&#13;
text-align:center;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style="font-size:14px;"><i><span style='font-family: "Arial Narrow", "sans-serif";'>Parziale spaccato del progetto italiano di nave nucleare per supporto logistico ENRICO FERMI.</span></i></span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	 
</p>

<p>
	<i> </i>
</p>

<p>
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>L'ambiente armatoriale internazionale da tempo segue studi e programmi sull'impiego di grandi porta-contenitori, do-tate di apparati motori nucleari di elevata potenza che possano sviluppare alte velo­cità. Proprio per questo motivo, molte perplessità aveva sollevato la decisione di costruire il supporto logistico di nessun interesse per la marina mercantile e di discutibile impiego in quella militare. Ora, però, si rimane sconcertati da queste notizie più recenti.</span>
</p>

<p>
	 
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Anche il Giappone, difatti, nel 1962 aveva deciso di costruire una nave oceanografica, ma qualche anno dopo essa veniva sostituita con una nave da carico, proprio per ridurre i costi di costruzione. La MUTSU ha un dislocamento di 8.350 tonn. e, con un reattore ad acqua pressu­rizzata di 36 MW, svilupperà 16,5 nodi. Lo scafo e le parti convenzionali sono state completate nel 1970 e la nave concluderà le prove a mare nei primi mesi del 1973.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Il costo della nave, ivi incluso il com­bustibile per il primo nocciolo, è di circa 21,2 milioni di dollari; l'allestimento del porto di armamento ha comportato una spesa di 7,4 milioni di dollari. Tutto il programma navale giapponese, coordinato dalla </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Japan Nuclear Ship Development Agency, </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>raggiungerà sino al completamen­to della MUTSU una spesa di circa 40 milioni di dollari, pari a 24 miliardi circa di lire italiane.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>La nave nucleare italiana, nata come una cisterna e trasformata in supporto logistico, diventa ora un'unità per ricer-che oceanografiche. Nemmeno questa ver­sione può interessare gli armatori italiani. Non interessa nè per l'apparato motore nucleare, ormai superato da versioni più avanzate, nè per l'addestramento dei futu­ri equipaggi. Se non si conoscono, o meglio se mancano, programmi a lunga scadenza, l'addestramento è inutile. Si pensi al numero dei tecnici italiani che, addestrati sulla </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>SAVANNAH </span><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>e sulla OTTO HAHN, nonchè in aziende nucleari e magari su navi militari straniere, sono passati ad altre attività che nulla hanno a che fare con l'energia nucleare.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Sarebbe assurdo ricalcare le orme di programmi stranieri, già materializzati. Sia i giapponesi che i tedeschi hanno avviato i programmi nucleari mercantili con navi di modeste prestazioni, ma i loro progetti di prossima attuazione riguardano navi nucleari con reattori di piccolo ingombro, basso peso, elevate potenze e lunga autonomia. L'industria italiana non deve perdere altro tempo, perchè nessuno può rimanere scandalizzato se nei prossi­mi anni in Italia verranno costruiti reatto­ri marini su licenza straniera. In Italia, su licenza, da sempre vengono costruiti alter­natori, turbine, caldaie — ed anche reattori per centrali nucleotermoelettriche — senza che nessuno voglia riscattarsi dall'assistenza straniera, ovviamente più criti­cabile oggi nell'industria convenzionale che non in quella nucleare.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>A dire il vero, quando si parla di armamento italiano, bisogna pensare che — oltre alle Società della Finmare o, comunque, a partecipazione statale — esistono quelle private meno vincolate alla produzione cantieristica nazionale. I programmi navali nucleari, perciò, devono essere esaminati nella visione di mercati aperti e pronti alla concorrenza: su queste basi bisogna prendere le decisioni, senza creare una separazione netta tra chi le prende e chi porta avanti il lavoro.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>La creazione di piramidali strutture dirigenziali e di commissioni a tutti i livelli rallentano i tempi di ogni programma, il quale ben presto si trova preso in un ingranaggio mosso non da tecnici ma da chi non sa capirli nè ha tempo di ascoltarli. Il lavoro procede per inerzia e si ha l'impressione che le vicissitudini, alle quali si ha assistito, siano proiettate al rallentatore.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Questa immagine porta a ricordare una critica mossa, in occasione di un'udienza governativa, a quelle istituzioni che — addirittura negli Stati Uniti — ostacolano i programmi nucleari della marina militare di quel Paese (8).</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>"Quello degli Stati Uniti — si disse — </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>era </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>un popolo eminentemente pratico. Esso ammirava forse un po' troppo la concreta realizzazione tecnica e non ab­bastanza il lavoro teorico e la ricerca. Con il predominio delle cosiddette "scienze sociali" — che includono tutta la logica della dirigenza scientifica — si è andati troppo oltre nell<sup>'</sup>altro senso. Si consente che gli esperti nella ricerca teorica con­trollino gli esperti nella ricerca tecnica, che sanno praticamente come portare a termine il lavoro. La teoria e la ricerca sono importanti, ma dove deve essere fatto praticamente un lavoro esse non possono mai essere sostituite all'esperien­za tecnica.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>"E' consuetudine nelle Scuole di indirizzo commerciale pretendere che la diri­genza è un'arte od una professione, le quali possono essere apprese in modo astratto ed applicate a qualsiasi attività: i monarchi erano soliti asserire che avevano ereditato od imparato l'arte del governare e che nessuno poteva farlo bene quanto loro stessi. Un impero economico-indu­striale oggi agisce presupponendo che un'organizzazione in grado di fabbricare le calzature, ugualmente bene (con gli stessi quadri dirigenziali, o il lavoro equivalente) possa produrre navi, tostapane o checchessia, persino sommergibili nuclea­ri. Ma ciò non avviene.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>"Si rammenta che Mirabeau disse: "amministrare è governare". Chi appartie­ne alla dirigenza scientifica pretende di avere imparato l'arte di amministrare checchessia. E' paradossale che un popolo — il quale divenne nazione deprecando il concetto che un monarca, perchè allevato come tale, fosse idoneo a governare un Paese — oggi si inchini ai nuovi governanti ed agli amministratori di professione, innalzandoli sopra a chi possiede cono­scenze tecniche, abilità ed esperienza per fare loro decidere inderogabilmente sulla validità del lavoro tecnico altrui. Si può essere sicuri che i russi mai avrebbero raggiunto gli spettacolari progressi nelle scienze, nella tecnologia e negli impieghi operativi dei sommergibili nucleari se essi avessero accettata l'oppressione delle regole proprie all'analisi dei sistemi ed al pronto reddito. Pure ciò è paradossale, in quanto l'Unione Sovietica è la prima nazione costruita integralmente sulle dottrine originate dalle scienze sociali!</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>E' con questa citazione da una lettera dell'ammiraglio </span><span lang="EN-US" style='font-size:12.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>Hyman </span><span style='font-size:12.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>G. Rickover, l'ar­tefice della marina militare nucleare degli Stati Uniti, che si vuole concludere questa cronistoria dei programmi nucleari navali in Italia.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:&#13;
justify;text-indent:14.2pt;line-height:normal">
	<b><span style='font-size:12.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>BIBLIOGRAFIA</span></b>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;&#13;
margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-indent:-10.8pt;&#13;
line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore">1)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>  </span></span></span><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>G. Zamparo: <i style="mso-bidi-font-style:normal">Navi nucleari</i> - Civiltà delle Macchine, anno 6, No. 1, pagg. 57-62, 1958.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;&#13;
margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-indent:-10.8pt;&#13;
line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore">2)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>  </span></span></span><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>M. Chiappini, G. Previti e A. Ridolfo: <i style="mso-bidi-font-style:normal">Progetto preliminare di un impianto propul­sivo nucleare per una turbocisterna da 70.000 tonn. di dislocamento a pieno carico</i> - 5<sup>a </sup>Rassegna Internazionele Elettronica Nucleare. Giugno 1958.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;&#13;
margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-indent:-10.8pt;&#13;
line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore">3)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>  </span></span></span><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>G. Zamparo: <i style="mso-bidi-font-style:normal">I progressi conseguiti negli ultimi anni nel campo della propulsione navale nucleare</i> - La Marina Mercantile. No. 12, 1964.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;&#13;
margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-indent:-10.8pt;&#13;
line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore">4)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>  </span></span></span><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>G. Zamparo: <i style="mso-bidi-font-style:normal">Un</i> <i style="mso-bidi-font-style:normal">problema di attualità per l'armamento italiano</i> - La Marina Mercantile No. 1-2, 1967.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;&#13;
margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-indent:-10.8pt;&#13;
line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore">5)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>  </span></span></span><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>S. Barabaschi, M. Cavaggioni, G. Franco, G. Cesoni e L. Chinaglia: </span><i style="mso-bidi-font-style:&#13;
normal"><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>Results Achieved </span></i><i style="mso-bidi-font-style:&#13;
normal"><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>in </span></i><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>Italy </span></i><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>in </span></i><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>the Field of Nuclear Ship Propulsion</span></i><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'> - Geneva Conference, September </span><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>1971.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;&#13;
margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-indent:-10.8pt;&#13;
line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:&#13;
"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore">6)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>  </span></span></span><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span style='font-size:10.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>La ENRICO FERMI potrebbe essere una nave oceanografica da 10.000 tonnellate</span></i><span style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>, - Atomo e Industria, anno XV, No. 24, 15 dicembre 1971.</span>
</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;&#13;
margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-indent:-10.8pt;&#13;
line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;tab-stops:list 10.8pt">
	<span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-fareast-font-family:"Arial Narrow";mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";&#13;
color:black;mso-ansi-language:EN-US'><span style="mso-list:Ignore">7)<span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>  </span></span></span><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>M. Cavaggioni, V. Crisà. G. Maturo, L. Rubbi </span><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>e I. </span><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>Salvati: <i style="mso-bidi-font-style:normal">Possibilità d'impiego </i></span><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>di </span></i><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span style='font-size:10.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>navi porta-container </span></i><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>a </span></i><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span style='font-size:10.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>propulsione nucleare </span></i><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:EN-US'>per </span></i><i style="mso-bidi-font-style:normal"><span style='font-size:10.0pt;font-family:&#13;
"Arial Narrow","sans-serif"'>il traffico </span></i><i style="mso-bidi-font-style:&#13;
normal"><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>mercantile </span></i><i style="mso-bidi-font-style:&#13;
normal"><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>italiano</span></i><span style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'> - Notiziario CNEN, anno </span><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>17, No. 6, </span><span style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif"'>pagg. </span><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-ansi-language:&#13;
EN-US'>23-40, 1971.</span>
</p>

<p class="MsoListParagraph" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:&#13;
0cm;margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;mso-add-space:auto;text-align:&#13;
justify;text-indent:-10.8pt;line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;&#13;
tab-stops:list 10.8pt">
	<span style='font-size:10.0pt;&#13;
font-family:"Arial Narrow","sans-serif";mso-fareast-font-family:"Arial Narrow";&#13;
mso-bidi-font-family:"Arial Narrow";color:black'><span style="mso-list:Ignore"><span class="ipsEmoji">😎</span><span style='font:7.0pt "Times New Roman"'>  </span></span></span><span lang="EN-US" style='font-size:10.0pt;font-family:"Arial Narrow","sans-serif";&#13;
mso-ansi-language:EN-US'>ICAE Hearing: <i style="mso-bidi-font-style:normal">Naval Nuclear Propulsion Program</i> — (1971).</span>
</p>

<p class="MsoListParagraph" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:&#13;
0cm;margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;mso-add-space:auto;text-align:&#13;
justify;text-indent:-10.8pt;line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;&#13;
tab-stops:list 10.8pt">
	 
</p>

<p class="MsoListParagraph" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt 10.8pt; text-indent: -10.8pt; line-height: normal; text-align: center;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileid="11931" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/A.e.M_1972.11_094.089-092.tab-1.jpg.3f74b139621a3d57e2212492c04d56fb.jpg" rel=""><img alt="A.e.M.1972.11_094.089-092.tab-1.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="11931" data-unique="nbob8c6vo" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/A.e.M_1972.11_094.089-092.tab-1.thumb.jpg.a81c91183869359c9180c7e9c5bb7008.jpg"></a>
</p>

<p class="MsoListParagraph" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:&#13;
0cm;margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;mso-add-space:auto;text-align:&#13;
justify;text-indent:-10.8pt;line-height:normal;mso-list:l0 level1 lfo2;&#13;
tab-stops:list 10.8pt">
	 
</p>

<p class="MsoListParagraph" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt 10.8pt; text-indent: -10.8pt; line-height: normal; text-align: center;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileid="11932" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/A.e.M_1972.11_094.089-092.tab-2.jpg.16c5d6754837f513572bfb76a69c06bb.jpg" rel=""><img alt="A.e.M.1972.11_094.089-092.tab-2.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="11932" data-unique="xw0oldx2m" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2022_03/A.e.M_1972.11_094.089-092.tab-2.thumb.jpg.a8b1de7dcc0417b94606049cbdaff664.jpg"></a>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	 
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">48490</guid><pubDate>Wed, 23 Mar 2022 18:43:16 +0000</pubDate></item><item><title>Nave "Falterona"</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/48465-nave-falterona/</link><description><![CDATA[
<p>
	Innanzitutto mi ripresento, perché ero un membro attivo e rompicojoti fino a poco tempo fa… Diciamo una decina d'anni fa; poi si sa come va: la gueeera, la maestra che fu stata morta, la malattia di mio cuggino. Insomma, non si è più riusciti a trovare tempo per questo forum che mi ha dato tante belle cose e che –ne approfitto–, voglio ringraziare per non avermi radiato dal registro navale dopo tutti questi anni di assenza.<br>
	Chiedo ancora aiuto a voi quindi (prima di sparire per i prossimi 10 anni) e non pensiate che io abbia un mero interesse a carpire un'informazione e poi fuggire all'albionica… NO!!!<br><br>
	Piroscafo (?) Falterona partito a fine agosto 1928 da Civitavecchia verso La Spezia e poi di lì non conosco più le tappe intermedie, salvo che, una volta uscito dal Mediterraneo, è arrivato in Olanda. <s>Any news, suggestion and help, will be really appreciated</s> err… Se potete darmi qualsiasi dritta, io la passerò all'amico che sta indagando su qualcuno che era imbarcato sul Falterona.
</p>

<p>
	Ed è stato veramente un piacere riscrivere dopo tanto tempo su questo forum.<br><br><em>ad maiora…</em>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">48465</guid><pubDate>Mon, 07 Feb 2022 16:53:28 +0000</pubDate></item><item><title>motonave da carico Napoli (1940) e  motonave da carico Ravello (1941)</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/48431-motonave-da-carico-napoli-1940-e-motonave-da-carico-ravello-1941/</link><description><![CDATA[
<div>
	<strong><span>Buongiorno. Perdonami se ti disturbo. Mi chiamo Thomas Cross. <span style="background-color:rgba(0,0,0,.04);font-size:13px;">Sto raccogliendo materiale per il mio libro dedicato alle navi italiane costruite dal 1939-1943: Caterina Costa (1942), Ines Corrado (1942), </span><span style="background-color:rgb(255,255,255);font-size:small;">Napoli (1940), Ravello (1941), Niccolo Giani (1942), Giuseppe Maiorana (1942), Vittorio Moccagatta (1942), Ombrina (1943), Francesco Barbaro (1940), Stockholm (1938), Stockholm (1941)-Sabaudia.</span></span></strong>
</div>

<div>
	<strong><span>Cerco foto di Fasi della costruzione: motonave Napoli 1940, motonave Ravello 1941. Potete dirmi se nelle vostre collezioni ci sono foto di Fasi della costruzione: Napoli 1940, Ravello 1941? Ne ho davvero bisogno. Sono disposto a pagare per le copie delle foto. <span style="background-color:rgba(0,0,0,.04);font-size:13px;">Per tutte le altre navi tranne motonave Caterina Costa (1942), motonave Ines Corrado (1942) e  motonave Ombrina (1943) ho raccolto il materiale necessario.</span> <span style="background-color:rgba(0,0,0,.04);font-size:13px;">Aiutatemi, per favore. Spero che le vostre risposte. Grazie mille in anticipo.</span></span></strong>
</div>

<div>
	 
</div>

<div>
	<strong><span><span style="background-color:rgba(0,0,0,.04);font-size:13px;">Con rispetto</span></span></strong>
</div>

<div>
	<strong><span><span style="background-color:rgba(0,0,0,.04);font-size:13px;">Thomas Cross</span></span></strong>
</div>
]]></description><guid isPermaLink="false">48431</guid><pubDate>Thu, 23 Dec 2021 06:08:25 +0000</pubDate></item><item><title>Gastone Vio</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/44679-gastone-vio/</link><description><![CDATA[
<p>Buongiorno,</p>
<p> </p>
<p>Sto cercando notizie su Gastone Vio, fiumano, ex comandante di sommergibili nella Imperial-Regia Marina austroungarica, passato alla Marina Mercantile nel primo dopoguerra e deceduto nel 1937.</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">44679</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2015 13:07:34 +0000</pubDate></item><item><title>Motonave Caterina Costa (1942) e Motonave Ines Corrado (1942)</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/48255-motonave-caterina-costa-1942-e-motonave-ines-corrado-1942/</link><description><![CDATA[
<p>
	 
</p>

<p>
	<span style="color:#000000;"><span style="background-color:rgba(0,0,0,.04);font-size:13px;">Salve. Mi chiamo Thomas Cross. Sono un ricercatore indipendente. Ho cercato per diversi anni di trovare le fotos di due navi: Caterina Costa (1942) e Ines Corrado (1942). </span>Purtroppo il cantiere Cantieri del Tirreno non esiste più. Negli archivi di Fincantieri purtroppo non c'è nulla. <span style="background-color:rgba(0,0,0,.04);font-size:13px;">E gli archivi del cantiere sono andati perduti! Sto scrivendo una monografia su queste due navi. Sto cercando fotos di Fasi della costruzione: Caterina Costa (1942) e Ines Corrado (1942). E non riesco a trovare alcuna traccia da nessuna parte. Apprezzerei qualsiasi aiuto. Se qualcuno ha foto di Fasi della costruzione: Caterina Costa (1942), Ines Corrado (1942), sono disposto a pagare tre volte per una copia di ogni foto. Spero che le vostre risposte. Grazie mille in anticipo.</span></span>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<span style="color:#000000;">Con rispetto</span>
</p>

<p>
	<span style="color:#000000;">Thomas Cross</span>
</p>

<p>
	 
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">48255</guid><pubDate>Mon, 08 Mar 2021 07:13:46 +0000</pubDate></item><item><title>Persani e Risagno</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/48256-persani-e-risagno/</link><description><![CDATA[
<p>
	Queste due navi avrebbero fatto parte del convoglio che il 24 settembre 1943 fu impiegato per evacuare da Spalato verso l'Italia tremila uomini della Divisione "Bergamo" e della Piazza di Spalato (faceva parte del medesimo convoglio, tra gli altri, anche il piroscafo <em>Diocleziano</em>, bombardato dalla Luftwaffe ed incagliatosi a Lissa con centinaia di morti a bordo).
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	Qualcuno conosce le caratteristiche di queste due navi? Imbarcarono solo 160 uomini ciascuna, il che mi porta a ritenere che si trattasse di unità molto piccole. So solo che il <em>Risagno</em> era l'ex jugoslavo <em>Sitnica</em>, ma a parte questo niente su nessuna delle due.
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">48256</guid><pubDate>Tue, 09 Mar 2021 11:05:43 +0000</pubDate></item><item><title>Piroscafo Conte Rosso</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/47772-piroscafo-conte-rosso/</link><description><![CDATA[
<p>
	Buonasera a tutti. Cerco informazioni sul Conte Rosso nel periodo compreso tra il dicembre 1940 e il 24 maggio 1941 (data dell'affondamento), periodo in cui venne requisito dalla Regia Marina per prestare servizio come trasporto truppe in Africa Settentrionale. Il 61 rgt fanteria mot. Div. Trento, di cui faceva parte mio nonno, compì l'attraversata tra 11 e 13 marzo 41. In tutto furono imbarcati 2300 uomini. Considerando che nel 1936 l'ultima profonda trasformazione della nave aveva ridotto i posti passeggeri da 2000 a circa 640 circa in tre classi, per far fronte alle necessità commerciali delle rotte per l'Oriente, sapreste indicarmi come avveniva la sistemazione dei soldati a bordo, se alloggiati in cabina o radunati negli spazi comuni, e se le stesse cabine erano oggetto di riallestimento.
</p>

<p>
	Grazie per l'aiuto.
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">47772</guid><pubDate>Tue, 07 Jan 2020 19:16:02 +0000</pubDate></item><item><title>Heleanna, 41&#xB0; Anniversario: Chi Sa...parli!</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/39873-heleanna-41%C2%B0-anniversario-chi-saparli/</link><description><![CDATA[
<p><a href="http://imageshack.us/photo/my-images/9/helea.jpg/" rel="external nofollow"><img src="http://img9.imageshack.us/img9/8008/helea.jpg" alt="helea.jpg" /></a></p>
<p>Da ALMANACCO STORIA ILLUSTRATA 1971 - Agosto</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us/photo/my-images/411/heledh.jpg/" rel="external nofollow"><img src="http://img411.imageshack.us/img411/6653/heledh.jpg" alt="heledh.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p>In origine l' HELEANNA  era una petroliera Svedese di nome MUNKEDAL che a metà degli anni "60 fu acquistata dall'Armatore Greco Costantino S. EFTYMIADIS insieme ad altre tre "gemelle" per farne "I traghetti più grandi del Mondo".</p>
<p>L' HELEANNA fu posta sulla rotta ANcona Patrasso e viceversa.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us/photo/my-images/705/hele1.jpg/" rel="external nofollow"><img src="http://img705.imageshack.us/img705/4892/hele1.jpg" alt="hele1.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p>L'incendio si sviluppò all'alba del 28 Agosto 1971 da una fuga di gas delle cucine site nei locali poppieri mentre  transitava a circa 9 mg. al largo di Torre Canne (vicino a Monopoli) essendo diretta ad ANcona.</p>
<p>Le fiamme divennero indomabili quando alcune bombole di ossigeno esplosero mettendo fuori uso la macchina del timone con barra a dritta di circa 15 - 20°. Il traghetto compì una lenta accostata di 360° subendo l'invasione di fiamme e fumo in tutti i locali riservati ai passeggeri.</p>
<p> </p>
<p>La nave era abilitata al trasporto di 620 persone, ma in quell'occasione ne trasportava 1174 con circa 200 auto al seguito. Il panico s'impadronì dei passeggeri soprattutto quando s'accorsero che varie scialuppe avevan gli argani bloccati dalla vernice. Una scialuppa, mentre veniva calata, si capovolse con la morte di 20 persone.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us/photo/my-images/534/hele4.jpg/" rel="external nofollow"><img src="http://img534.imageshack.us/img534/9939/hele4.jpg" alt="hele4.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p>I soccorsi da parte nostra furon rapidi ed efficienti. Purtroppo non ho trovato nulla sull'attività in merito al lavoro svolto dalla MARINA MILITARE. Però posso dire che il mio C.te a COMPAMARE RIMINI nel 1985 - 86 era il C.F.(C.P.) Nicola Armando ROMITO che da giovane S.T.V partecipò ai soccorsi ed ebbe una decorazione.</p>
<p> </p>
<p> Per fortuna in zona si trovavan molti pescherecci che si rivelarono utilissimi. In rete ho trovato alcuni nomi che voglio ricordare: LAURA, MADONNA della MADIA, ANGELA DANESE, NUOVA VITTORIA e SAN COSIMO.</p>
<p> </p>
<p> <a href="http://imageshack.us/photo/my-images/594/hele2.jpg/" rel="external nofollow"><img src="http://img594.imageshack.us/img594/6691/hele2.jpg" alt="hele2.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us/photo/my-images/717/hele3.jpg/" rel="external nofollow"><img src="http://img717.imageshack.us/img717/6233/hele3.jpg" alt="hele3.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p>Il 15 Ottobre 1972 il Capo dello Stato Giovanni LEONE conferì alla Città di Monopoli la Medaglia d' Argento al Valor Civile per l'accoglienza e la solidarietà dimostrata nei riguardi dei naufraghi.</p>
<p> </p>
<p> La nostra MALAPARTE era fra quei passeggeri! La invito quindi a metter da parte modestia e riservatezza e renderci partecipi dei suoi ricordi, emozioni, magari parlando anche con le persone che eventualmente fossero con lei.</p>
<p>Forza, Valeria!</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">39873</guid><pubDate>Tue, 28 Aug 2012 21:27:31 +0000</pubDate></item><item><title>I CONTAINER E LA RIVOLUZIONE DEL TRASPORTO INTERMODALE</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/47499-i-container-e-la-rivoluzione-del-trasporto-intermodale/</link><description><![CDATA[
<p>
	<span style="font-size:12pt;">I Comandanti non più giovanissimi che hanno un passato in Marina mercantile, ricorderanno che fino agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso, le merci varie venivano trasportate in casse di legno, sacchi e barili. Era il sistema di trasporto via mare in uso da sempre. Il carico e lo scarico delle merci era molto laborioso; una nave di 10-12.000 tonnellate di portata (questa era la media delle dimensioni dell’epoca) restava ormeggiata in porto fino a due settimane per completare le operazioni, con i portuali che manovravano il carico dentro e fuori da spazi angusti all’interno delle stive. Spesso per sollevare i carichi non si usavano le gru di banchina, ma i bighi (era questo il nome dei picchi di carico di bordo) accoppiati “all’americana”. Un bigo era bracciato sopra il boccaporto e l’altro sulla banchina; i due amantigli (cavi d’acciaio che facevano capo al verricello) erano collegati ad un unico gancio; quando il bigo sul boccaporto calava o issava il carico dalla stiva, l’amantiglio dell’altro bigo veniva lasciato in bando, così da non ostacolare la manovra; quando il bigo sulla banchina prelevava o deponeva il carico, avveniva l’inverso, cioè il bigo sul boccaporto veniva lasciato in bando, in modo da consentire la rotazione del gancio di circa 90° e il suo spostamento all’esterno della murata. I due verricelli dovevano essere manovrati da portuali esperti per non provocare danni e inoltre il peso del carico non doveva superare le 3 tonnellate, anche se il singolo bigo ne poteva sollevare 5, perché le tensioni laterali sui cavi e sui bracci di carico aumentavano considerevolmente.</span>
</p>

<p>
	<img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4896" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/001_Bigo.jpg.bed0f668a8d8ee9f686c116c6a083784.jpg" alt="001_Bigo.jpg.bed0f668a8d8ee9f686c116c6a083784.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">La merce che si movimentava era generalmente contenuta dentro una braca “giapponese”, ossia un quadrato di cavi annodati a formare una rete munita di quattro golfari agli angoli nei quali si inseriva il gancio. Quando si sollevava con dentro la merce, si creava una specie di sacco che poteva essere abbastanza facilmente depositato nella stiva o in banchina.</span>
</p>

<p>
	<img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4897" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/002_Giapponese.jpg.194eda23b0e4835bf0307dcf441f9715.jpg" alt="002_Giapponese.jpg.194eda23b0e4835bf0307dcf441f9715.jpg" /></p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Naturalmente con l’uso le maglie della giapponese si usuravano e, se non si interveniva in tempo, prima o poi la braca si rompeva causando la caduta del carico. A questo proposito mi viene in mente un episodio avvenuto durante il mio primo imbarco da Allievo ufficiale. Eravamo a Marsiglia e stavamo caricando delle casse di vino destinate alla comunità francese di <span style="color:#222222;">Abidjan (la Costa d’Avorio aveva ottenuto l’indipendenza da pochi mesi e il quartiere europeo della capitale era abitato esclusivamente da Francesi), quando forse per la spigolosità delle casse la braca si ruppe facendo precipitare tutto il suo contenuto in banchina che divenne immediatamente rossa di Bordeaux. Da bordo ci accorgemmo immediatamente che numerose bottiglie non si erano rotte, così il 1° Ufficiale mi spedì subito in banchina con l’ordine di recuperarle. Da bordo calarono un vecchio bidone di vernice utilizzato per contenere stoppa e filacce e lo riempii un paio di volte con le bottiglie superstiti. L’operazione fu particolarmente apprezzata perché per qualche giorno pasteggiammo a Bordeaux anziché col pessimo cancarone dal sapore di resina che ci passava il provveditore di bordo.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#222222;font-size:12pt;">La geniale intuizione di un camionista americano, Malcom McLean, decretò la fine di questo antico sistema di movimentazione delle merci. Nel 1935, quando finì il liceo, McLean comprò un camion di seconda mano ed iniziò con successo una piccola attività di autotrasportatore. Lo stesso anno fondò con il fratello e la sorelle la <i>McLean Trucking Co.</i>, con sede in </span><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Red_Springs,_North_Carolina" title="Red Springs, North Carolina" rel="external nofollow"><span style="font-size:12pt;">Red Springs, Nord Carolina</span></a><span style="font-size:12pt;">,<span> <span style="color:#222222;">e lui era uno degli autisti; la ditta si era specializzata in un business di nicchia consistente nel trasporto di merci e rifornimenti per aziende agricole e l’intraprendenza di Malcom fece sì che alla fine degli anni ’40 l’azienda di famiglia operasse con trenta camion.</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Nelle lunghe ore che trascorreva al volante percorrendo i circa 1.000-1.500 Km. di strade statali che collegavano il Nord/Sud Carolina a New York, trasportando tabacco e cotone all’andata e attrezzature e pezzi di ricambio al ritorno, Malcom era tormentato da un’idea fissa: caricare i propri camion su una nave nei porti di Wilmington o Charleston, a seconda che l’azienda agricola sua cliente si trovasse in Nord o Sud Carolina e percorrere via mare la tratta fino a New York. Ma il problema era l’ingombro del camion, che faceva lievitare a dismisura il costo del trasporto. E allora perché non trasportare solo il cassone? Tanto più che i mezzi della McLean Trucking Co. erano tutti furgonati.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">A rafforzare questa sua idea fu un fatto che gli accadde nel 1937 quando dovette trasportare sul suo autoarticolato un carico di cotone al porto di Newark, New Jersey, di fronte a New York sull’altra sponda dell’Hudson, che doveva essere caricato su un mercantile diretto a Istambul. Dovette aspettare alcuni giorni in coda agli altri camion che i lavoratori portuali trasferissero le balle di cotone dai cassoni dei camion alle stive della nave. E qui ebbe il colpo di genio: perché non caricare il solo cassone e scaricarlo su un altro camion al porto d’arrivo per la consegna al destinatario?</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Durante l’attesa si era reso conto che il carico di una nave era costituito da un gran numero di merci varie che dovevano essere issate a bordo in piccoli quantitativi e poi stivate con attenzione per evitare danneggiamenti durante la navigazione. Tutto questo richiedeva un grande dispendio di tempo e di ore di lavoro. Inoltre, a causa dell’incertezza sulla data di arrivo della nave, la merce veniva spesso scaricata sulla banchina dove giaceva per giorni e anche per settimane, con ampie possibilità di furti e danneggiamenti. <span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span>  </span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Malcom fece allora un esperimento, modificando alcuni automezzi in modo che il cassone furgonato fosse facilmente amovibile dallo chassis ed effettuò la spedizione via mare. L’esito fu positivo: i costi erano praticamente simili a quelli del trasporto via strada, ma si poteva ottenere un grosso risparmio nei costi del personale e inoltre le navi dell’epoca non erano concepite per il trasporto dei cassoni di camion. In sostanza, Malcom McLean intuì che la sua idea avrebbe potuto avere enormi sviluppi nel futuro.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Lo scoppio della 2ᵃ Guerra mondiale rallentò il progetto di Malcom. Le industrie producevano a ritmo serrato armi e forniture militari che, sebbene gli Stati Uniti non partecipassero attivamente al conflitto, andavano in parte a costituire le riserve delle Forze armate e in parte venivano imbarcate per supportare la cugina Inghilterra assediata dalle truppe tedesche. Questo stato di cose comportò un grande sviluppo dei trasporti e la piccola azienda di famiglia dei McLean vi si gettò a capofitto.<span>    </span><span> </span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#222222;font-size:12pt;">Al termine del conflitto la McLean Trucking Co. era diventata una tra le maggiori aziende di trasporto operanti negli Stati Uniti, con oltre 1.700 autoarticolati. Era giunto il momento, per Malcom, di sviluppare e mettere in pratica la sua idea fissa.</span>
</p>

<p>
	<span style="color:#222222;font-size:12pt;">All’epoca, la normativa vigente negli Stati Uniti non consentiva alle aziende di trasporto via terra di essere anche società armatoriali e allora, nel 1955, McLean vendette la </span><i><span style="font-size:12pt;">McLean Trucking Co.</span></i><span style="color:#222222;font-size:12pt;"> al prezzo di 6 milioni di dollari per trasformarsi in armatore.</span>
</p>

<p>
	<span style="color:#222222;font-size:12pt;">Nello stesso anno, dopo aver ottenuto un prestito bancario di 22 milioni di dollari, Malcom acquistò una piccola compagnia di navigazione: la <i>Pan-Atlantic Tanker Co.</i> Il passo successivo fu l’acquisto di due petroliere T2, la <i>Potrero Hills</i></span><span style="font-size:12pt;"> <span style="color:#222222;">dalla <i>Philadelphia Marine Co.</i> e la </span><i><span style="color:#000000;">Whittier Hills</span></i><span style="color:#000000;"> dalla </span><i><span style="color:#000000;">National Bulk Carriers Inc., </span></i><span style="color:#000000;">entrambe </span><span style="color:#222222;">costruite nel 1945 e facenti parte delle 481 unità di questa classe che erano state impiegate nel periodo bellico per trasportare prodotti petroliferi, ma non solo, nei vari teatri di guerra. Infatti, allo scopo di trasferire anche carichi ingombranti come aerei e PT Boats, erano stati realizzati dei graticci di legno amovibili denominati “mechano decks” sui quali venivano ancorati questi carichi particolari.</span></span>
</p>

<p>
	<img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4898" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/1726069197_003_T2conP-47.jpg.b690fe22af4bfdb5f4f93270fd16bf8f.jpg" alt="1726069197_003_T2conP-47.jpg.b690fe22af4bfdb5f4f93270fd16bf8f.jpg" /></p>

<p>
	<b><span style="color:#222222;font-size:11pt;">Caccia P-47 su un graticcio collocato tra il cassero centrale e il cassero di poppa di una T2</span></b>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/1951704752_004_PotreroHills.jpg.fd78dbe100d0396e4e7ca488742d6f28.jpg" data-fileid="4899" rel=""><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4899" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/440604244_004_PotreroHills.thumb.jpg.5e3f7c7ffba6307ad1ed7cac5a2f4932.jpg" alt="440604244_004_PotreroHills.thumb.jpg.5e3f7c7ffba6307ad1ed7cac5a2f4932.jpg" /></a>
</p>

<p>
	<b><span style="color:#222222;font-size:11pt;">La <i>Potrero Hills</i></span></b>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Proprio il <span style="color:#222222;">“mechano deck”</span> suggerì a McLean la soluzione da adottare per il trasporto dei cassoni furgonati dei suoi semirimorchi. Ribattezzate le due navi rispettivamente <i><span style="color:#222222;">Ideal X</span></i> e <i>Almena</i> le trasferì ai cantieri navali <i>Bethlehem Steel</i> di Baltimora per adattarle al nuovo utilizzo, sovrintendendo personalmente alla realizzazione del falso ponte sul quale trasportare i cassoni. Contemporaneamente lavorava alla modifica dei semirimorchi per consentire un’agevole rimozione e ricollocazione del cassone sul telaio.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Per non incorrere nella normativa antitrust, McLean fondò una nuova società di trasporti, la <i>Sea-Land Service Inc.</i>, che utilizzava le navi della <i><span style="color:#222222;">Pan-Atlantic</span></i><span style="color:#222222;"> per trasportare i cassoni furgonati dei propri automezzi. Nel 1960, quando cadde il divieto per gli armatori di essere anche autotrasportatori, la <i>Pan-Atlantic Tanker Co.</i> confluì nella </span><i>Sea-Land Service Inc.</i></span>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/005_Ideal_X.jpg.7e0abb8eb8d4fb3dc7e1062a88d800c1.jpg" data-fileid="4900" rel=""><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4900" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/005_Ideal_X.thumb.jpg.b5ff76cda3d6f7f6bb2724001105642c.jpg" alt="005_Ideal_X.thumb.jpg.b5ff76cda3d6f7f6bb2724001105642c.jpg" /></a>
</p>

<p>
	<b><span style="color:#222222;font-size:11pt;">Profilo della <i>Ideal X</i> modificata per il trasporto container</span></b>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/484232285_005_CaricoIdealX.jpg.791a6791169c4493dce55e804fbe9119.jpg" data-fileid="4901" rel=""><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4901" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/1638224124_005_CaricoIdealX.thumb.jpg.5322f86c6b83d1714ad12a8d8a297793.jpg" alt="1638224124_005_CaricoIdealX.thumb.jpg.5322f86c6b83d1714ad12a8d8a297793.jpg" /></a>
</p>

<p>
	<b><span style="font-size:11pt;">L’imbarco dei cassoni sulla <i>Ideal X</i> per il viaggio inaugurale. Notare sulla banchina i semirimorchi ancora con i cassoni montati</span></b>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Venne finalmente il giorno in cui il progetto divenne realtà a tutti gli effetti. Il 26 aprile 1956, ormeggiata ad una banchina del porto di Newark,  la <i><span style="color:#222222;">Ideal X</span></i> stava imbarcando i primi cassoni furgonati lunghi 35 piedi (11 metri) prelevati dai semirimorchi parcheggiati in banchina. La gru ne deponeva sul falso ponte uno ogni 7 minuti, affiancati l’uno all’altro in file di sei od otto pezzi a seconda della larghezza dello scafo. I cassoni venivano fissati al falso ponte con degli agganci ideati dallo stesso McLean che si inserivano nelle fessure longitudinali del ponte. Il carico fu completato in otto ore e quello stesso giorno la nave, con 58 cassoni a bordo, ma con le tanche vuote, salpò in zavorra diretta a Houston, Texas, dove sarebbe giunta sei giorni più tardi. <span> </span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Subito dopo la partenza della nave, Malcom volò a Houston per organizzare lo sbarco e l’imbarco degli stessi cassoni riempiti di balle di cotone dalle aziende che li avevano ricevuti con i rifornimenti. Nel frattempo, la <i>Ideal X</i> avrebbe imbarcato 15.000 tonnellate di greggio proveniente dai campi petroliferi del Texas e diretto ad una raffineria del New Jersey.</span>
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/1041929374_007_IdealX.jpg.c52f97d6356f43ebbf377cc5db4b2ac2.jpg" data-fileid="4902" rel=""><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4902" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/1307338766_007_IdealX.thumb.jpg.49aa368c9b3c5c6926dc4f0233851fe0.jpg" alt="1307338766_007_IdealX.thumb.jpg.49aa368c9b3c5c6926dc4f0233851fe0.jpg" /></a>
</p>

<p>
	<b><span style="font-size:11pt;">La <i>Ideal X</i> in un rendering che mostra la collocazione dei cassoni a bordo </span></b>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Ben presto altre due petroliere della stessa classe, la <i>Maxton</i> e la <i>Coalinga Hills</i> andarono ad aggiungersi alla flotta della <i><span style="color:#222222;">Pan-Atlantic</span></i><span style="color:#222222;"> e furono anch’esse adattate al trasporto di cassoni dei semirimorchi. Con quattro navi operative, McLean istituì un servizio regolare porta a porta tra New York (Newark Terminal) e Houston.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#222222;font-size:12pt;">Fino ad allora la maggior parte delle merci erano caricate e scaricate dalle navi dai lavoratori portuali. Il costo medio della movimentazione dei carichi era di 5,86 dollari a tonnellata; con l’avvento dei container il prezzo scese a 16 centesimi, ben 36 volte di meno! Inoltre il tempo di permanenza in porto delle navi si ridusse enormemente, creando ulteriore efficienza al sistema dei trasporti. Come diceva McLean “Una nave guadagna denaro solo quando è in navigazione”.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Altri armatori americani condivisero ben presto la nuova modalità di trasporto messa a punto da Malcom McLean, come la <i>Matson Navigation Co.</i> di San Francisco che due anni dopo trasportò con la </span><em><span style="border:none 1pt;font-size:12pt;padding:0cm;">Hawaiian Merchant – un Victory della 2ᵃ Guerra mondiale – </span></em><span style="font-size:12pt;">20 container da Alameda, nella baia di San Francisco, ad Honolulu, nelle <span>Hawaii; furono i primi container a solcare le acque dell’Oceano Pacifico.</span></span>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/008_Hawaiian_Merchant.jpg.e75695368d7866c7a374d0aedf24a598.jpg" data-fileid="4903" rel=""><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4903" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/008_Hawaiian_Merchant.thumb.jpg.f4906bb833cb02fe96333aca796674b8.jpg" alt="008_Hawaiian_Merchant.thumb.jpg.f4906bb833cb02fe96333aca796674b8.jpg" /></a>
</p>

<p>
	<em><b><span style="border:none 1pt;padding:0cm;">L’Hawaiian Merchant transita sotto il Golden Gate Bridge diretta ad Honolulu</span></b></em>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;"> </span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Il 4 ottobre 1957 la prima nave specificatamente ristrutturata per il trasporto di container, la <i>Gateway City</i> della <i>Sea-Land</i> (originariamente un Victory della 2ᵃ Guerra mondiale) fece il viaggio inaugurale collegando Newark a Tampa con scali intermedi a Miami e Houston. Poteva caricare 226 container da 35 piedi parte in coperta e in parte nelle stive. Un elemento chiave della conversione della <i>Gateway City</i> fu l'aggiunta di una coppia di gru a portale, una a proravia del cassero centrale ed una a poppavia che si muovevano su binari installati su due piattaforme laterali realizzate su entrambe le murate. Ogni gru era dotata di un motore diesel da 290 HP. Le operazioni di carico e scarico richiedevano solo due squadre di lavoratori portuali che in media movimentavano 12 container/</span><span style="font-size:12pt;">ora.</span>
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/773519261_009_GatewayCity.jpg.b44e4a9189a981114eb2276334d55669.jpg" data-fileid="4904" rel=""><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4904" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/1046597269_009_GatewayCity.thumb.jpg.591a08814f93d468a40e20c43877f569.jpg" alt="1046597269_009_GatewayCity.thumb.jpg.591a08814f93d468a40e20c43877f569.jpg" /></a>
</p>

<p>
	<b><span style="color:#2a363b;font-size:11pt;">La <i>Gateway City</i> – Notare la strana modifica alla forma dello scafo per ottenere le piattaforme laterali sulle quali erano installati i binari delle gru a ponte</span></b>
</p>

<p>
	 
</p>

<p>
	<span style="font-size:11pt;">Il 7 gennaio 1959 entrò in servizio la prima gru di banchina a portale , antesignana delle moderne gru a portale che spiccano nei terminali container dei nostri giorni. Fu realizzata dalla <i><span>Pacific Coast Engineering Company</span></i> di Alameda, California su specifiche dettate dalla <em>Matson Navigation Company.</em></span>
</p>

<p>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" href="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/677398644_010_PacecoGantryCrane_A.jpg.eb3a8acaa83d597d9b8a7d53cb2bc230.jpg" data-fileid="4905" rel=""><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="4905" src="https://www.betasom.it/forum/uploads/monthly_2019_06/92474490_010_PacecoGantryCrane_A.thumb.jpg.1f51e7b1f4e5c9ada1fa48ddd477d71e.jpg" alt="92474490_010_PacecoGantryCrane_A.thumb.jpg.1f51e7b1f4e5c9ada1fa48ddd477d71e.jpg" /></a>
</p>

<p>
	 
</p>

<p style="vertical-align:baseline;">
	<span>Il traffico di container andava sempre più diffondendosi nei trasporti marittimi, ma con una certa confusione nelle dimensioni che ogni azienda di autotrasporti adattava alle dimensioni dei propri camion, creando difficoltà nello stivaggio sulle navi. Nel 1961 la International Organization for Standardization (ISO) definì le misure standard dei container, in uso ancora oggi. Le due misure principali sono, per quanto riguarda la lunghezza, 20 piedi (6,09 m.) e 40 piedi (12,18 m.); per entrambi i tipi l’altezza è di 8 piedi e 6 pollici (2,591 m.) e la larghezza di 8 piedi (2,438 m.). Il peso lordo massimo consentito è di Kg. 30.000, per cui ne consegue che il container da 20 piedi ha una possibilità di carico netto maggiore di quello da 40 piedi: rispettivamente Kg. 27.800 e Kg. 26.199.</span>
</p>

<p style="vertical-align:baseline;">
	<span>Nel corso degli anni la normativa ISO ha certificato anche misure diverse, sia in altezza (9 piedi e 6 pollici, 2,896 m.) creando la categoria di container “High Cube”, che di lunghezza: 45, 48 e 53 piedi. Questi ultimi sono però scarsamente usati perché la struttura cellulare della quasi totalità delle navi portacontainer è fatta per i 20 e i 40 piedi.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Una specifica importante derivante dai container da 20 piedi è il<span>  </span>Twenty-foot Equivalent Unit (TEU) che indica la misura standard di riferimento del volume di carico di una nave portacontainer. Per fare un esempio, una delle più grandi navi portacontainer, la <i><span>CMA CGM Marco Polo, </span></i><span>lunghezza 395 m.,larghezza 54 m., immersione 16 m., ha una capacità di 16.000 TEU, intesi come volume globale che è ovviamente composto da un mix di container da 20 e da 40 piedi. Ma attenzione, si tratta di una misura di volume e non di peso; per cui dovrà essere sempre rispettata la portata massima della nave, che è di 186.470 tonnellate; quindi la possibilità effettiva di carico può scendere anche di alcune migliaia di TEU.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">La guerra del Vietnam ebbe un ruolo determinante nello sviluppo della containerizzazione.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">All'inizio del 1965, il governo degli Stati Uniti iniziò un rapido accumulo di forze militari nel Paese del Sud Est Asiatico con gravi problemi di carattere logistico. Il Vietnam del Sud non era assolutamente preparato a sostenere una forza militare moderna come quella messa in campo dagli Stati Uniti; aveva strade primitive, un’unica linea ferroviaria in gran parte inattiva e un solo porto di acque profonde: Da Nang.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Ancora una volta Malcom McLean fiutò un lauto affare nel quale avrebbe potuto coinvolgere la flotta di portacontainer della <em>Sea-Land</em>. I rifornimenti alle basi americane arrivavano più o meno con la stessa logistica della 2ᵃ Guerra mondiale o di quella della Corea, anche se in quest’ultima erano state fatte delle spedizioni in cassoni metallici anziché di legno. Gli Stati Maggiori delle truppe americane in Vietnam non vedevano di buon occhio le spedizioni delle merci in container perché erano difficili da maneggiare e si creava un problema in più con la restituzione dei “vuoti”. Contro molte resistenze, McLean si aggiudicò un contratto per la costruzione di un terminale container a Cam Ranh Bay e per gestire i trasporti di merci militari tramite le portacontainer della <em>Sea-Land</em> dalla California al Vietnam.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Nel 1969 si trovavano in Vietnam 540.000 soldati, marinai, avieri e marines delle forze armate degli Stati Uniti e le navi della <em>Sea-Land</em> consegnavano una media di 1.200 container al mese di rifornimenti essenziali per il mantenimento di una forza militare ben equipaggiata e ben nutrita.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">A partire dal 1968 cominciò a svilupparsi un trend via via crescente nella costruzione di navi portacontainer. In quello stesso anno furono costruite 18 navi, di cui dieci con un una capacità di 1.000 TEU, non indifferente per quel tempo. Nel 1969 ne furono costruite 25, di dimensioni sempre crescenti che arrivarono a sfiorare i 2.000 TEU. Nel 1972 si superarono i 3.000 TEU.</span>
</p>

<p>
	<span style="font-size:12pt;">Nel decennio 1970-1980 i trasporti marittimi con i container crebbero in maniera esponenziale; furono stabiliti collegamenti tra l’Europa e la East Coast degli Stati Uniti e tra la West Coast ed il Giappone. Alla fine del decennio il traffico di merci varie tra Europa, Asia, Sud Africa, Australia, Nord e Sud America era in gran parte containerizzato. <span style="color:#222222;">Nel 1973, gli armatori di portacontainer europei, statunitensi ed asiatici trasportarono 4 milioni di TEU in tutto il mondo. Dieci anni dopo, nel 1983, si raggiunsero i 12 milioni di TEU.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#222222;font-size:12pt;">Infine una cifra da capogiro: nel 2017 nei porti di tutto il mondo sono stati movimentati 753 milioni di TEU, con un incremento del 6% rispetto al 2016.</span>
</p>

<p>
	 
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">47499</guid><pubDate>Thu, 06 Jun 2019 14:34:09 +0000</pubDate></item><item><title>Mercantili In Eritrea 1941</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/34125-mercantili-in-eritrea-1941/</link><description><![CDATA[
<p>Salve!</p>
<p>Sto facendo una ricerca sulle navi affondate/autoaffondate a Massaua e nelle isole Dahlak nei primi giorni di aprile 1941. Di alcune non sono riuscito ad avere informazioni nè sul luogo, nè sulla data esatta, nè sulle circostanze</p>
<p>Sono, a quanto mi risulta: i mercantili italiani Adua, Antonia C., Arabia, Bottego, Brenta, Clelia Campanella, Giove, Impero, Mazzini, Moncalieri, Niobe, Riva Ligure, A. Treves, Tripolitania, Vesuvio,, XXIII Marzo ed i tedeschi Gera, Frauenfels, Liebenfels, Krefeld ed Oliva.</p>
<p>Sulla cisterna militare Prometeo c'è chi la da' affondata per incendio il 7 aprile 1941 e chi radiata dalla MMI nel '58...)</p>
<p>Potete aiutarmi?</p>
<p>Grazie</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">34125</guid><pubDate>Fri, 16 Jul 2010 12:05:58 +0000</pubDate></item><item><title>Affondamento Piroscafo Petrella</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/31190-affondamento-piroscafo-petrella/</link><description><![CDATA[
<p>Buongiorno a Tutti,</p>
<p>è il mio primo contatto col sito.</p>
<p>La ricerca di informazioni verte sull'affondamento del Petrella (ex Capo Pino-ex Aveyron) avvenuta 8/2/1944 nelle acque di Creta da parte del sommergibile inglese Sportsman.</p>
<p>Nella perdita di 2646 (2670 da Schreber) vite di prigionieri italiani vi era il padre di una cara amica che sarebbe molto contenta di conoscere qualche notizia in più sul fatto e sulla nave (dati tecnici,eventuale foto)</p>
<p>Dati che ho cercato anche dal R.I.N.A. e foto dal sito della Royal Navy (avendo saputo che il Petrella era stato monitorato e fotografato da ricognitori inglesi )</p>
<p>Grazie</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">31190</guid><pubDate>Mon, 31 Aug 2009 11:04:57 +0000</pubDate></item><item><title>Un Caso Di Autolesionismo Navale?</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/43035-un-caso-di-autolesionismo-navale/</link><description><![CDATA[
<p>Stando a "Navi mercantili perdute", il piroscafo <em>Crema</em> da 1684 tsl, ex francese <em>Hebe</em> dato in gestione alla società Mare Nostrum di Genova dopo la cattura nel dicembre 1942, sarebbe stato colpito da motosiluranti nemiche all'una di notte del 1° aprile 1943, mentre navigava in convoglio da Napoli a Biserta, tre miglia a SSO dell'Isola dei Cani (nonché a 10 miglia da Biserta), per poi affondare 5 miglia a N di Capo Farina.</p>
<p>Ho però appena appreso, da chi ha il vol. VIII "La difesa del traffico con l'A.S. dal 1/10/42 alla caduta della Tunisia", che in realtà questo piroscafo sarebbe stato incendiato <em>dal proprio equipaggio</em>, che si sarebbe poi inventato un attacco fasullo da parte di un sommergibile. Fermo restando che la seconda versione, se vera, mi lascia sconcertato, chiedo appunto: qual è la versione corretta, e, se si tratta della seconda, ci sono maggiori particolari su questo assurdo evento?</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">43035</guid><pubDate>Sat, 07 Jun 2014 17:37:07 +0000</pubDate></item><item><title>Piroscafo Cesare Battisti</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/42396-piroscafo-cesare-battisti/</link><description><![CDATA[<p>Salve a tutti,sto cercando informazioni in merito all'incidente che causò l'affondamento del Piroscafo cesare battisti a Massaua,il fratello di mio nonno era imbarcato li e morì proprio per quell'evento visto che era un adetto della zona macchina,si chiamava Aleci Michele,sapete se esiste anche un elenco dei deceduti in quell'occasione,mio nonno mi ha raccontato che fu un siluro a causarne l'affondamento,grazie sempre a tutti</p>]]></description><guid isPermaLink="false">42396</guid><pubDate>Sat, 01 Feb 2014 18:12:57 +0000</pubDate></item><item><title>Piroscafo Greco Catturato Petrakis Nomikos</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/43981-piroscafo-greco-catturato-petrakis-nomikos/</link><description><![CDATA[
<p>Ex pirocisterna norvegese<em> Belridge </em>(1916), norvegese<em> Apache </em>(1935), greca <em>Petrakis Nomikos </em>(1936), tedesca <em>Wilhelmsburg</em> (1943).</p>
<p>Danneggiata al Pireo da attacchi aerei della Luftwaffe il 17 e il 23.04.1941, verrà rimorchiata, con il locale macchina squarciato e allagato, a incagliare in una insenatura dell'isola di Salamina.</p>
<p>In conseguenza dell'occupazione tedesca della Grecia sarà dichiarata preda di guerra e rimessa in galleggiamento. </p>
<p>A riparazioni ultimate verrà rimessa in servizio come nave ausiliaria della Kriegsmarine ed aggregata alla sezione antiaerea navale dell'Egeo (Bordflakkompanie Ägäis).</p>
<p>Nel 1943, rinominata <em>Wilhelmsburg</em> , passerà in  gestione alla Reederei Hans Tank GmbH (Atlantic Reederei F.u.W. Joch), Hamburg  (in similitudine alla R.M. che era solita affidare la gestione delle proprie cisterne alla S.A. Cooperativa Garibaldi)</p>
<p> </p>
<p>Dalla documentazione reperita presso gli archivi della SKL  dal mio amico (di mail) Dimitris Galon, non risulta dove vennero effettuate le riparazioni a scafo e macchina, l'installazione delle piazzole Flak e le stesse armi antiaeree. <a href="http://www.historisches-marinearchiv.de/projekte/verluste_griechenland/ausgabe2.php?where_value=427&amp;lang=1" rel="external nofollow">http://www.historisches-marinearchiv.de/projekte/verluste_griechenland/ausgabe2.php?where_value=427&amp;lang=1</a></p>
<p> </p>
<p>Ritrovo invece il <em>Nomikos</em> tra le foto di mio nonno, in lavori ai cantieri CNOM Venezia-Giudecca nella primavera- estate 1941 (lo stesso periodo dei lavori effettuati sul <em>Nautilus</em> <a href="https://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=43978&amp;do=findComment&amp;comment=473192" rel="">http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=43978&amp;do=findComment&amp;comment=473192</a> ).</p>
<p>In una di queste la dicitura sul retro così recita:  <em>P. Nomikos</em> - Flak di prora (Flak vorne) e pitturazione mimetica (Tarn Anstrich).</p>
<p>I lavori di ripristino, revisione alternativa/ caldaia e installazione armi, saranno portate a termine in breve tempo: risulta infatti che la cisterna, in convoglio con altre tre unità, scortate dal Ct. Quintino Sella, fu attaccata senza successo in Egeo dal smg britannico HMS <em>Thunderbolt</em>, il 15.10.1941.</p>
<p>Affonderà lungo la rotta dai Dardanelli al Pireo, centrata da due siluri lanciati dal smg. HMS <em>Rorqual</em>, il 07.07.1943.</p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/ipwYIb1aj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/673/wYIb1a.jpg" alt="wYIb1a.jpg"></a></p>
<p>Belridge 1935</p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/exv1sk75j" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/537/v1sk75.jpg" alt="v1sk75.jpg"></a></p>
<p>Piazzola Flak e cannone poppiero</p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/f0utEw5fj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/540/utEw5f.jpg" alt="utEw5f.jpg"></a></p>
<p>In banchina, caldaie in pressione, pronti a muovere</p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/exhhfR5ij" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/537/hhfR5i.jpg" alt="hhfR5i.jpg"></a></p>
<p>Retro foto sopra</p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/ipiyRkoAj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/673/iyRkoA.jpg" alt="iyRkoA.jpg"></a></p>
<p>  Nel Canale della Giudecca</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">43981</guid><pubDate>Mon, 09 Feb 2015 17:01:53 +0000</pubDate></item><item><title>Leonardo Da Vinci</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/46596-leonardo-da-vinci/</link><description><![CDATA[
<p>Salve Comandanti.</p>
<p>Probabilmente l'argomento è di già stato trattato ma io non sono riuscito a trovarlo.</p>
<p> </p>
<p>Da sempre si afferma che il transatlantico <i>Leonardo da Vinci</i><span style="font-family:sans-serif;"> fosse stato progettato con la predisposizione per un eventuale sistema di propulsione nucleare.</span><span style="font-family:sans-serif;"> Nei primi anni sessanta</span><span style="font-family:sans-serif;"> venne annunciata la probabile conversione della nave a propulsione nucleare e ciò non avvenne (come oggi tutti scrivono) causa gli elevati costi di esercizio che l'unità aveva, per via della struttura dello scafo. Si afferma che il liners era stato progettato basandosi su quello dell'<em>Andrea Doria,</em> il cui profilo causava un elevato consumo di carburante</span><span style="font-family:sans-serif;"> su una nave di maggiori dimensioni come il <em>Leonardo da Vinci</em>.</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-family:sans-serif;">Le mie domande sono queste: </span></p>
<p><span style="font-family:sans-serif;">- non era invece questo (il maggior consumo) un motivo valido per passare alla propulsione nucleare?</span></p>
<p><span style="font-family:sans-serif;">- sarebbe stato così semplice passare alla propulsione nucleare?</span></p>
<p><span style="font-family:sans-serif;">- in cosa consisteva la predisposizione?</span></p>
<p><span style="font-family:sans-serif;">- la mancata conversione non sarebbe forse riconducibile alle stesse motivazioni della mancata realizzazione del <em>Enrico Fermi</em> e del <em>Guglielmo Marconi</em>?</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-family:sans-serif;">Grazie</span></p>
<p><span style="font-family:sans-serif;">Peppe - F21</span></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">46596</guid><pubDate>Thu, 29 Jun 2017 05:39:15 +0000</pubDate></item><item><title>L'ammutinamento Del Bounty</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/26763-lammutinamento-del-bounty/</link><description><![CDATA[
<p><img src="http://www.lareau.org/bounty9.jpg" alt="bounty9.jpg" /></p>
<p> </p>
<p><strong>L'ammutinamento</strong></p>
<p> </p>
<p>La nave fa vela da Spithead il 23 dicembre 1787, con l’intenzione di raggiungere Tahiti doppiando Capo Horn. L’ordine di partire, arrivato in ritardo rispetto alle speranze di Bligh, rese di fatto impossibile seguire tale rotta a causa del tempo pessimo. Così, dopo aver tentato per 31 giorni di doppiare il capo, Bligh dovette invertire la rotta e dirigere verso Tahiti navigando verso est. Durante il viaggio furono avvistate le Isole Bounty, al largo della Nuova Zelanda, che Bligh così chiamò in onore della propria nave. Durante la traversata morì un solo membro dell’equipaggio, James Valentine, a causa delle inadeguate cure del medico di bordo, l’alcolizzato dottor Huggan. Dopo un lungo e difficile viaggio Tahiti viene raggiunta e grazie agli ottimi rapporti di Bligh con il re e la regina di Otaheite la nave si riempie di centinaia di piante. Il già piccolo bastimento ne è completamente invaso. Inoltre i contatti dei marinai e alcuni ufficiali con la popolazione si fanno sempre più stretti; la libertà sessuale delle donne di Tahiti sconvolge gli uomini.</p>
<p> </p>
<p>Durante il viaggio di ritorno, il 28 aprile 1789 parte dell'equipaggio, con alcuni ufficiali, tra cui spiccano il primo ufficiale Fletcher Christian e il guardiamarina Peter Heywood, stufi della vita di bordo e col pensiero ancora alle fanciulle polinesiane, si ammutina al comando di Christian. Bligh viene condotto sul ponte ancora in camicia da notte, sotto la minaccia di una baionetta puntatagli contro da Christian. Degli altri 42 uomini dell'equipaggio, ma sul ruolo recitato da ciascuno vi sono testimonianze contrastanti, 17 si ammutinarono, 2 non si schierarono, e 23 restarono fedeli al comandante. All'ultimo tentativo di Bligh di far cambiare idea al suo catturatore, pare che Christian rispondesse Sono all'Inferno, all'Inferno! (I'm in hell, in hell|). Fletcher e i suoi uomini, una volta preso il comando della nave, abbandonarono il capitano Blight assieme a 18 membri dell'equipaggio rimastigli fedeli in una lancia (un'imbarcazione non pontata, lunga 7 metri, larga 2) e fecero vela per Tahiti al grido, come dichiarò Bligh, di Huzzah for Otaheite "Urrà per Tahiti".Alcuni membri dell'equipaggio che non vollero ammutinarsi furono trattenuti a forza, alcuni per le loro competenze specializzate indispensabili al governo della nave, altri perché la lancia strapiena non poteva imbarcare altri uomini. Questi si affrettarono a gridare al comandante la loro innocenza, al che Blight, che agli occhi di tutti andava incontro a sicura morte, li rassicurò che non li avrebbe dimenticati. Il Bounty non si diresse subito a Tahiti, ma cercò un’isola su cui fondare una colonia e la individuò in Tubuai. Solo dopo gli ammutinati si diressero a Tahiti, dove imbarcarono donne e uomini indigeni per aiutarli nell’impresa di costruire un fortino cui diedero, in onore al re d’Inghilterra, il nome di Fort George. Dopo circa due mesi, a fortino quasi ultimato, a causa di contrasti con la popolazione locale di Tubuai, decisero, dopo votazione, di tornare a Tahiti. Dei 25 inglesi, 16, tra i quali i membri dell'equipaggio che non avevano potuto imbarcarsi con Bligh, optarono per restare a Tahiti, 8 di seguire Christian, che avrebbe, secondo la versione di John Adams, chiesto di essere lasciato solo alla deriva col Bounty, alla ricerca di un altro luogo dove rifugiarsi.</p>
<p> </p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/50/Mutiny_HMS_Bounty.jpg" alt="Mutiny_HMS_Bounty.jpg" /></p>
<p> </p>
<p>William Bligh e i suoi 18 uomini potevano contare su pochi giorni di razioni, 4 sciabole da arrembaggio, una bussola e un orologio da tasca, un quadrante ed un sestante rotto e inaffidabile, non disponeva di carte nautiche ma delle tavole di navigazione, indispensabili per stabilire la posizione. Con queste ridottissime risorse Bligh riuscì incredibilmente a raggiungere la colonia olandese di Timor, coprendo cioè 3.618 miglia nautiche (6.700 km) in imbarcazione aperta in 47 giorni, un record ancora imbattuto. Durante il tragitto, solo un uomo morì, ucciso da indigeni dell'isola di Tofua, durante uno sbarco per procurarsi del cibo, dopodiché Bligh decise di non approdare più fino ad un porto civilizzato. Tuttavia, molti uomini morirono una volta sbarcati a causa delle febbri tropicali o nel viaggio di ritorno verso l’Inghilterra. Bligh, animato da volontà di rivalsa, fu il primo a tornare in Europa con la notizia dell'ammutinamento, lasciando al pilota Fryer il compito di organizzare le cure ed il ritorno degli altri. Del nuovo medico di bordo, Ledward, nominato dopo la morte di Huggan, avvenuta a Tahiti, non si conosce la sorte; fu imbarcato per tornare in Inghilterra su una nave olandese andata dispersa.</p>
<p> </p>
<p>Bligh raggiunse l'Inghilterra dove venne aperta un‘inchiesta sull'accaduto; assolto dalla corte marziale continuò la sua fortunata carriera navale (tra l'altro, comanderà una nave di linea alle battaglie di Copenhagen e Camperdown), ostacolata solo dal suo temperamento poco tollerante. Fu in seguito nominato governatore del Nuovo Galles del Sud, dove dovette subire un nuova ribellione, la cosiddetta Rum Rebellion.</p>
<p> </p>
<p>HMS Pandora, sotto il comando del Capitano Edward Edwards, salpò il 7 novembre 1790 per recuperare il Bounty e arrestare gli ammutinati. Giunse a Tahiti il 23 marzo 1791, dove nel frattempo due degli ammutinati erano già morti in una disputa. Infatti uno di questi, Churchill, divenuto molto amico di un capo di un’isola vicina, alla morte di questo fu eletto capo a sua volta. Il suo amico Thompson, durante una lite lo uccise e fu poi vendicato dai neo-sudditi di Churchill. I quattro uomini che si erano dichiarati leali a Bligh, ma che erano stati costretti a restare sul Bounty, si consegnarono spontaneamente mentre altri dieci furono catturati. Tutti, senza distinzioni, vennero rinchiusi in una piccola gabbia approntata al momento, alla quale i prigionieri affibbiarono il nomignolo di vaso di Pandora (Pandora's box). Durante il viaggio di ritorno la nave si incagliò sulla Grande barriera corallina mentre tentava di attraversare lo Stretto di Torres e affondò il 29 agosto 1791; quattro prigionieri morirono insieme a 31 uomini della ciurma del Pandora. Al processo contro gli ammutinati Bligh, tramite lettera, identificò i superstiti marinai che erano stati costretti a restare sul Bounty come innocenti, ma non dimostrò alcuna disponibilità ad atti di clemenza verso gli altri imputati, nonostante le ovvie pressioni perché almeno il guardiamarina Heywood sfuggisse all'impiccagione. Peter Heywood e gli altri furono condannati date le prove schiaccianti a loro carico, ma Heywood e Morrison furono successivamente perdonati e reintegrati nella Royal Navy. Un terzo, Muspratt, scampò all’esecuzione grazie ad un cavillo legale.</p>
<p> </p>
<p>Restavano tre marinai, John Millward, Thomas Burkett, Thomas Ellison. Furono impiccati ai pennoni della HMS Brunswick a Spithead il 29 ottobre 1792.</p>
<p> </p>
<p><strong>Sorte degli ammutinati</strong></p>
<p> </p>
<p>Gli ammutinati, dopo il tentativo di stabilirsi a Tubuai, ritornarono a Tahiti, dove imbarcarono viveri, 6 uomini (due da Tubuai), 12 donne ed una bambina, partendo poi alla ricerca di un nuovo rifugio, giungendo infine all’Isola di Pitcairn, un'isola scoperta da pochissimo le cui coordinate risultavano errate sulle carte di navigazione. Dopo aver dato alle fiamme il Bounty per impedire che potesse essere avvistato dalla marina britannica, gli ammutinati cercarono di fondare una nuova comunità.</p>
<p> </p>
<p>Con il passare degli anni però sembra che i rapporti tra gli inglesi e i polinesiani, questi ultimi trattati come schiavi, cominciassero a logorarsi. Nell’autunno 1791 alcuni tahitiani si ribellarono e la pace fu ristabilita solo con l’uccisione di due di loro da parte di altri tahitiani. Nel settembre 1793 vi fu una nuova ribellione dei polinesiani, probabilmente fomentata dall’ex guardiamarina Edward Young. Durante la rivolta trovò la morte la maggior parte dell'equipaggio tra i quali (pare) lo stesso Fletcher Christian, insieme a John Williams, John Mills, Isaac Martin e William Brown. Tra i pochi inglesi rimasti in vita, John Adams, che a quel tempo usava ancora il falso nome di Alexander Smith con cui si era imbarcato sul Bounty, con lungimiranza riuscì a rappacificare le due etnie, compito semplificato dal fatto che tutti i polinesiani maschi erano stati uccisi. Negli anni a seguire morirono William McKoy, suicidatosi in modo anomalo, buttandosi ubriaco da una rupe con mani e piedi legati, Matthew Quintal, divenuto alcolizzato e pericoloso per la comunità e quindi eliminato da Young e Adams, ed infine Edward Young, per un attacco d’asma, lasciando Adams da solo con le donne ed i bambini. Tutto questo è fortemente congetturale in quanto le uniche testimonianze che abbiamo provengono proprio da Adams e da suoi discendenti.</p>
<p> </p>
<p>Nel 1808 una nave, l’americana Topaz del capitano Folger, riuscì a scoprire l'isola scovando i rifugiati. La marina britannica ignorò la notizia e nel 1814 due navi inglesi, Briton e Tagus, riscoprirono Pitcairn e la sua colonia. Il successo di Adams nell’instillare, durante gli anni da patriarca indiscusso, un profondo senso religioso nella comunità gli valse l’approvazione della puritana società inglese. La colonia di Pitcairn fu portata ad esempio di come tramite solo una Bibbia (e un libro di preghiere) anche un fuorilegge potesse convertirsi e costruire una comunità pacifica, serena ed invidiabile. Grazie a questo, gli isolani di Pitcairn furono “adottati” dalla marina britannica e, anche grazie all’aiuto offerto ad alcune navi naufragate nelle vicinanze, l’importanza di avere una colonia in mezzo al Pacifico fu riconosciuta e tutelata. Intanto alcuni marinai di passaggio decisero di fermarsi sull’isola, portando nuovo sangue e nuovi cognomi. Fra questi anche alcuni avventurieri che turbarono non poco l’armonia dell’isola, dopo la morte di Adams (5 marzo 1829).</p>
<p> </p>
<p>Tuttavia, la popolazione di Pitcairn aumentò, tanto da destare la preoccupazione che le risorse dell’isola, non potessero essere tali da mantenere un così elevato numero di persone in caso di siccità o di altre catastrofi naturali. Pertanto fu decisa l’evacuazione di Pitcairn, i cui abitanti vennero trasferiti, nel febbraio 1831, a Tahiti, dove però le condizioni di vita, a causa delle imposizioni dei missionari, erano ben diverse da quelle di quarant’anni prima. Gli isolani furono decimati dalle malattie e, quando fu loro concesso di ristabilirsi a Pitcairn nel settembre 1832, 17 mancavano all’appello. Il 3 maggio 1856 iniziò la seconda evacuazione. L’organizzazione fu questa volta decisamente migliore: la destinazione scelta, Norfolk, era infatti un’isola disabitata nei pressi dell’Australia orientale, ex-colonia penale, più grande di Pitcairn e con maggiori risorse naturali. Circa 200 persone abbandonarono Pitcairn.</p>
<p> </p>
<p>Alcuni anni più tardi alcune famiglie, sedici Young nel 1859, altri 27 nel 1864, nostalgiche di quella che era ormai diventata la loro patria, fecero ritorno sull'isola dando vita ad una comunità tutt'oggi esistente. Il più celebre degli ammutinati, Fletcher Christian, dato per morto da John Adams, fu tuttavia sempre considerato una figura romantica e le teorie che lo vollero sopravvissuto alla guerra civile di Pitcairn, e addirittura tornato in Inghilterra sotto mentite spoglie, trovano tuttora un largo seguito.</p>
<p> </p>
<p>Ancora oggi sull'isola vivono i pronipoti degli ammutinati, alcuni dei quali parlano un dialetto creolo derivato dall'inglese del XIX secolo, il pitkern. Cimeli del Bounty sono ancora ricercati dai collezionisti e sono presenti in numerosi musei.</p>
<p> </p>
<p>Negli ultimi anni Pircairn è balzata nuovamente agli onori della cronaca per alcune vicende di stupro accadute sull’isola, che hanno portato alla condanna di 6 degli attuali 48 abitanti dell’isola. La linea di difesa di alcuni di questi accusati che, in quanto isolani del Pacifico e discendenti di fuorilegge, rinnegavano la legge inglese che li accusava, ha rischiato seriamente di compromettere la sopravvivenza dell’isola, ora più che mai legata agli aiuti garantiti dalla Nuova Zelanda ed, indirettamente, dall’Inghilterra.</p>
<p> </p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7f/John_Adams_(mutineer).jpg" alt="John_Adams_(mutineer).jpg" /></p>
<p> </p>
<p>John Adam, Arruolatosi col nome di Alexander Smith l'unico ammutinato ufficialmente sopravvissuto</p>
<p> </p>
<p>Tratto da Wikipedia</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">26763</guid><pubDate>Thu, 04 Sep 2008 08:07:33 +0000</pubDate></item><item><title>Moby Prince</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/6965-moby-prince/</link><description><![CDATA[
<p>Il 10 aprile si ÃƒÂ¨ ricordata la ricorrenza della tragedia del moby prince e ieri, 11 aprile, rai due alle ore 22:50 ha mandato in onda un reportage sull'accaduto.</p>
<p>Qualcuno di voi l'ha visto? Che ne pensate? E soprattutto, qualcuno di voi c'era quel giorno a Livorno?</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">6965</guid><pubDate>Tue, 12 Apr 2005 09:44:21 +0000</pubDate></item><item><title>Marco Foscarini 2</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/45826-marco-foscarini-2/</link><description><![CDATA[
<p>Salve a tutti,</p>
<p>ho latitato per un po` ! ero in cerca di relitti e forse ho trovato quello del Marco Foscarini 2 affondato dal UNISON, ma come capirete i relitti non hanno il nome in bella vista e non sempre sono integri. Quindi vi chiedo di aiutarmi ad identificare il relitto confrontandolo con qualche foto se in vostro possesso. Non riesco ad allegare nessuna foto se mi dite come vi mostro alcune foto subacquee. </p>
]]></description><guid isPermaLink="false">45826</guid><pubDate>Tue, 23 Aug 2016 17:12:47 +0000</pubDate></item><item><title>Linea Di Bombay (Mumbay)</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/45825-linea-di-bombay-mumbay/</link><description><![CDATA[
<p>Ho visto questa carta su twitter e l'ho trovata affascinante, così ho pensato di postarla qua.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><img src="http://tile.loc.gov/image-services/iiif/service:gmd:gmd7:g7421:g7421p:ct003756/full/pct:12.5/0/default.jpg" alt="default.jpg" /></p>
<p> </p>
<p><a href="https://tile.loc.gov/image-services/iiif/service:gmd:gmd7:g7421:g7421p:ct003756/full/pct:25/0/default.jpg" rel="external nofollow">https://tile.loc.gov/image-services/iiif/service:gmd:gmd7:g7421:g7421p:ct003756/full/pct:25/0/default.jpg</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Da quel che ho appreso cercando online, Marittima Italiana era parte integrante della Lloyd Triestino e ha gestito le tratte per l'Oriente dall'Italia a partire dal 1936. Questa data mi lascia perplesso: qualcuno può confermarla? La carta sembrerebbe anteriore.</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">45825</guid><pubDate>Tue, 23 Aug 2016 15:43:24 +0000</pubDate></item><item><title>Richiesta Matricola Gente Di Mare Di Un Nato Nel 1861</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/45118-richiesta-matricola-gente-di-mare-di-un-nato-nel-1861/</link><description><![CDATA[
<p>Buongiorno a tutti,</p>
<p> </p>
<p>Mi rivolgo a voi amici di betasom, perchè più volte ho ottenuto la risposta giusta per questo tipo di domande.</p>
<p>Vorrei riuscire a recuperare la copia della matricola della gente di mare di un mio antenato nato nel 1861, iscritto nel compartimento marittimo di La Spezia.</p>
<p>Ho visto che nel database dell'Archivio di Stato di Genova, conservano solamente gli iscritti nel compartimento di Genova, però per sicurezza ho spedito una email di richiesta e mi hanno puntualmente risposto che non hanno niente in merito.</p>
<p>Allora ho scritto una mail all'Archivio di Stato di La Spezia però non mi hanno ancora risposto.</p>
<p> </p>
<p>Domande:</p>
<p>1 Mi consigliate di spedire una raccomandata all'Archivio di Stato di La Spezia?</p>
<p>2 Nel caso in cui questi documenti fossero ancora in possesso delle Capitanerie di Porto a chi dovrei chiedere, alla CP di La Spezia, oppure in qualche altro archivio centrale a Roma?</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Grazie a tutti <img src="https://www.betasom.it/forum/uploads/emoticons/default_biggrin.png" alt=":biggrin:" /></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">45118</guid><pubDate>Sun, 17 Jan 2016 10:17:10 +0000</pubDate></item><item><title>Samuel Plimsoll E L'"occhio Di Plimsoll"</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/45562-samuel-plimsoll-e-locchio-di-plimsoll/</link><description><![CDATA[
<p>Un amico (presidente onorario ANMI di RE) mi segnala questo articolo di Italo Ottonello, comparso sul giornale della Lega Navale <a href="http://www.leganavale.it/wps/wcm/connect/lni/37f3457b-d3dc-4365-8a51-dc4a4d98e6b0/Pagina+33.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=37f3457b-d3dc-4365-8a51-dc4a4d98e6b0" rel="external nofollow">http://www.leganavale.it/wps/wcm/connect/lni/37f3457b-d3dc-4365-8a51-dc4a4d98e6b0/Pagina+33.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=37f3457b-d3dc-4365-8a51-dc4a4d98e6b0</a></p>
<p> </p>
<p>Tratta dell'origine della marca di bordo libero che caratterizza oggi tutti i mercantili. Fu fortemente voluto nella seconda metà '800 da un un deputato britannico, Samuel Plimsoll, indignato per la strage di marinai dovuta al cinismo di molti armatori, che facevano navigare vecchie carrette stracariche, spesso con l'unico scopo di intascare il premio dell'assicurazione. I marinai non avevano alcun diritto, addirittura venivano arrestati se , doipo aver verificato le pessime condizioni di navigabilità, rifiutavano l'imbarco. Nonostante gli ostacoli frapposti da parecchi membri della Camera (che era folta di armatori) e dallo stesso Disraeli, riuscì, dopo parecchie lotte (13 accuse per  diffamazione, perdita della casa, ecc.) ad imporre nel 1876 la presenza di tale marca.</p>
<p>Ma, inizialmente, la legge prevedeva una linea di carico a cura...dell'armatore, che la posizionava dove gli pareva. Addirittura un capitano la mise sul fumaiolo!</p>
<p>Ci vollero altri 14 anni per regolare definitivamente la faccenda, dopodichè Plimsoll si dedicò a regolamentare i carichi sul ponte.</p>
<p>L'opinione pubblica era ovviamente schierata con lui: una curiosità: il celebre logo della Underground di Londra riproduce appunto la Plimsoll mark.</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">45562</guid><pubDate>Mon, 23 May 2016 08:50:18 +0000</pubDate></item><item><title>Nave Scuola San Tommaso Itn Ortona</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/28777-nave-scuola-san-tommaso-itn-ortona/</link><description><![CDATA[
<p>Ecco un video preso da youtube della nave scuola San Tommaso dell'istituto tecnico nautico di Ortona su cui sono imbarcato come collaboratore.</p>
<p>Forse l'unica unita del genere in Italia.</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=o2F-t1iYAr4" rel="external nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=o2F-t1iYAr4</a></p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=t4mWMRx4tTM" rel="external nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=t4mWMRx4tTM</a></p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=mweAnhA2ebQ&amp;feature=related" rel="external nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=mweAnhA2ebQ&amp;...feature=related</a></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">28777</guid><pubDate>Tue, 06 Jan 2009 12:54:07 +0000</pubDate></item><item><title>Sulle Condizioni Della Marina Mercantile Italiana Al 31 Dicembre 1914</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/44988-sulle-condizioni-della-marina-mercantile-italiana-al-31-dicembre-1914/</link><description><![CDATA[<p><a href="http://www.digibess.it/fedora/repository/openbess:TO043-00673-0072" rel="external nofollow">Trovato mentre cercavo notizie sul <em>Vesuvio</em>, nave che ebbe la rara distinzione (per un bastimento da carico italiano dell'epoca) di iniziare e concludere la sua lunga vita senza mai mutare nome o bandiera. Interessa?</a></p>]]></description><guid isPermaLink="false">44988</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2015 23:00:09 +0000</pubDate></item><item><title>Mas Per L'armamento Difensivo Di Mercantili</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/44680-mas-per-larmamento-difensivo-di-mercantili/</link><description><![CDATA[<p>I più sapranno, qui, dell'esistenza dei Catapult Armed Merchantmen, le navi mercantili Alleate che, durante la seconda guerra mondiale, erano dotate di un aereo da caccia e relativa catapulta per la propria difesa. Ma non avevo mai sentito che, nel precedente conflitto mondiale, nella marina mercantile italiana si fosse ricorso ad un espediente di simile ispirazione, sebbene di diversa natura: <a href="https://news.google.com/newspapers?nid=950&amp;dat=19170409&amp;id=3rwNAAAAIBAJ&amp;sjid=BFQDAAAAIBAJ&amp;pg=4089,5360121&amp;hl=it" rel="external nofollow">piroscafi "equipaggiati" con MAS (in versione antisommergibili) a difesa contro gli U-Boote</a>.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">44680</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2015 15:59:30 +0000</pubDate></item><item><title>Inaugurazione Nuovo Canale Di Suez</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/44572-inaugurazione-nuovo-canale-di-suez/</link><description><![CDATA[
<p>Con sorprendente tempismo (un anno!) è stato approntato il raddoppio del canale di Suez, che verrà inaugurato Giovedì con vari capi di stato e con la stessa nave, Marhoussa, che solcò per prima il canale "vecchio" nel 1869. <a href="http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/shippingecantieri/2015/08/04/pronto-nuovo-canale-suezopera-faraonica-voluta-da-sisi_62317b2f-62eb-43d5-a7d3-014be1c74451.html" rel="external nofollow">http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/shippingecantieri/2015/08/04/pronto-nuovo-canale-suezopera-faraonica-voluta-da-sisi_62317b2f-62eb-43d5-a7d3-014be1c74451.html</a></p>
<p>
L'opera è faraonica, soprattutto calcolando i tempi strettissimi. Nell'articolo Ansa si fa notare l'entusiasmo egiziano (i finanziamenti sono stati raccolti in buona parte da provati tramite obbligazioni). Qui, invece, un articolo più critico sia sull' impresa che sulle conseguenze <a href="http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/legitto-costruisce-canale-suez-cattive-notizie-in-arrivo-per-mediterraneo/" rel="external nofollow">http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/legitto-costruisce-canale-suez-cattive-notizie-in-arrivo-per-mediterraneo/</a></p>
<p> </p>
<p>
Il sito ufficiale del canale è questo <a href="http://www.suezcanal.gov.eg/sc.aspx?show=69" rel="external nofollow">http://www.suezcanal.gov.eg/sc.aspx?show=69</a></p>
<p> </p>
<p>
<img src="http://i58.tinypic.com/6pc587.jpg" alt="6pc587.jpg"></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">44572</guid><pubDate>Wed, 05 Aug 2015 06:38:57 +0000</pubDate></item><item><title>Ritrovamento Relitto Piroscafo Francesco Crispi</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/44541-ritrovamento-relitto-piroscafo-francesco-crispi/</link><description><![CDATA[
<p>ciao a tutti</p>
<p> </p>
<p>su La Nazione del 1 Luglio 2015 c'è un lungo articolo a pg. 14-15 dedicato al ritrovamento del piroscafo Francesco Crispi ad opera di Guido Gay, lo stesso che ha trovato il relitto della corazzata Roma. Sempre sul medesimo articolo si parla anche del ritrovamento, ad opera del medesimo Guido Gay, del relitto del sommergibile inglese HMS Saracen, che silurò il Crispi nell'aprile 1943, mentre trasportava in Corsica truppe per l'occupazione dell'isola. Leggo che il Franceco Crispi era in convoglio con un altro mercantile e con la torpediniera Giuseppe La Masa (un tre pipe Pattison-Odero).</p>
<p> </p>
<p>Ho cercato foto o disegni del Crispi ma senza successo, a parte una sola foto in rete.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Su un altro topic in questo forum:</p>
<p> </p>
<p><a href="https://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=42396" rel="">http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=42396</a></p>
<p> </p>
<p>ho letto del Cesare Battisti, affondato a Massaua per incidente o sabotaggio nel 1936, un altro piroscafo della medesima compagnia, la Transatlantica Italiana:</p>
<p> </p>
<p><a href="http://nauticots.forumattivo.com/t143-cesare-battisti-transatlantica-italiana-1922" rel="external nofollow">http://nauticots.forumattivo.com/t143-cesare-battisti-transatlantica-italiana-1922</a></p>
<p> </p>
<p>Nel topic in questione leggo che il Cesare Battisti era gemello di altre navi (<em>Leonardo Da Vinci</em>, <em>Nazario Sauro</em>, <em>Giuseppe Mazzini</em>, <em>Francesco Crispi</em>, <em>Ammiraglio Bettolo</em>).</p>
<p> </p>
<p>Sarei curioso perciò di sapere se fosse possibile reperire i disegni dello scafo, se non del Crispi, almeno di un suo gemello.</p>
<p> </p>
<p>ciao grazie a tutti</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">44541</guid><pubDate>Mon, 27 Jul 2015 20:00:17 +0000</pubDate></item><item><title>Maria Giovanna</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/44513-maria-giovanna/</link><description><![CDATA[
<p>Sarei interessato a ricevere notizie dello schooner italiano  (o goletta) Maria Giovanna.</p>
<p>Notizie precedenti alla sua catura da parte della Royal Navy del gennaio 1941.</p>
<p>In particolare anno e cantiere di costruzione, armatore e d altro...</p>
<p> </p>
<p>Si conosce molto di più relativamente al suo periodo trascorso sotto il comando di Palmer nel corso dell'assedio di Tobruk.</p>
<p>Grazie. Peppe - F21</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">44513</guid><pubDate>Fri, 17 Jul 2015 08:26:46 +0000</pubDate></item><item><title>Aiutatemi Ad Identificare La Nave In Questo Dipinto</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/39629-aiutatemi-ad-identificare-la-nave-in-questo-dipinto/</link><description><![CDATA[
<p>... grazie! E' un quadro, appartenente a mio nonno, data probabilmente ai primi decenni dell'900 o poco prima. E' possibile, ma tutt'altro che certo, che la nave possa aver gravitato su Genova (dove ha risieduto per un certo tempo). Mi scuso se questa non è la sezione più adatta.</p>
<p> </p>
<p><img src="https://lh3.googleusercontent.com/-C4xunDseR4Q/UAhX4GU-eUI/AAAAAAAAA-Q/wWQguprConM/s144/quadro%2520nonno.jpg" alt="quadro%2520nonno.jpg"></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">39629</guid><pubDate>Thu, 19 Jul 2012 19:03:16 +0000</pubDate></item><item><title>Quando I Comandanti Non Si Chiamavano Schettino</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/44005-quando-i-comandanti-non-si-chiamavano-schettino/</link><description><![CDATA[
<p>Il 9.12.1899 il piroscafo inglese William Symington, diretto a Venezia con un carico di carbone, a causa delle locali pessime condimeteo, andava ad incagliare in un bassofondo al traverso di Punta Fossone (Chioggia). Gli sforzi per rimetterlo in galleggiamento iniziati con il getto di parte del carico furono vani; il rimanente venne allibato su “burchi” al ristabilirsi delle condizioni del mare, ma il disincaglio avvenne solamente nel febbraio 1900 a seguito dell'esaurimento/tamponamento delle vie d'acqua, eseguito dai palombari.</p>
<p>Qualche giorno dopo, il 17.12 il capitano W. K. Bayfield, comandante del piroscafo sopraffatto dal senso di colpa, dall'onta e dal disonore, allontanandosi notte tempo dall'albergo dove alloggiava, si suicidava gettandosi in mare dalla diga di Chioggia. Il corpo venne ritrovato il giorno successivo da alcuni pescatori.</p>
<p>Non vi erano state vittime, carico, scafo e macchina erano coperti dalla Sicurtà Marittima Britannica (Lloyd's di Londra).</p>
<p>Il piroscafo immobilizzato dalle gravi avarie al telaio di poppa, timone e linea d'asse venne rimorchiato ed  immesso il primo marzo 1900 in uno dei bacini del R. Arsenale di Venezia per le riparazioni alla stiva e successivamente alla Giudecca per la resa a destinazione del rimanente carico.</p>
<p>Le ulteriori riparazioni, della durata stimata di 4 mesi, verranno eseguite a Trieste.</p>
<p> </p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/p9MSfY2jj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/xq90/909/MSfY2j.jpg" alt="MSfY2j.jpg"></a></p>
<p>Il piroscafo Symington a secco. Bacino R. Arsenale di Venezia</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">44005</guid><pubDate>Sun, 15 Feb 2015 20:34:43 +0000</pubDate></item><item><title>Cisterna Tarvisio</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/23952-cisterna-tarvisio/</link><description><![CDATA[
<p>Posto due sezioni di questa interessante cisterna, tratte da un piano di costruzione dei modellisti Bolognesi.</p>
<p> </p>
<p>Regia Nave Cisterna Tarvisio del 1927.</p>
<p>Domanda:</p>
<p> </p>
<p>Da ambo i lati, per buona parte dello scafo sotto la linea di galleggiamento, si sviluppano questi cassoni.</p>
<p>Chiedo ai piu' esperti, a cosa servivano con precisione ? forse per proteggersi da i siluri ? immagino fossero riempiti d'acqua.</p>
<p> </p>
<p>Grazie saluti.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us" rel="external nofollow"><img src="http://img135.imageshack.us/img135/5065/tarvisio1ki4.jpg" alt="tarvisio1ki4.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us" rel="external nofollow"><img src="http://img152.imageshack.us/img152/4711/tarvisio2ay0.jpg" alt="tarvisio2ay0.jpg" /></a></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">23952</guid><pubDate>Tue, 18 Mar 2008 17:50:06 +0000</pubDate></item><item><title>I Rimorchiatori "ursus"</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/43630-i-rimorchiatori-ursus/</link><description><![CDATA[
<p style="font-weight:normal;"><em>“<span style="font-style:normal;">Ursus” è un tradizionale eponimo societario della</span><i> </i><span style="font-style:normal;">R.R. Panfido-Venezia: varie unità, infatti, si susseguirono nel corso dei decenni tramandando lo stesso nome.</span></em></p>
<p><span style="font-weight:normal;">Prendo spunto per queste riflessioni, prendendo in esame alcune immagini pubblicate da Giannpietro Zucchetta e Lourdes Vecchione nel loro pregevole testo “<em>R.R. Panfido &amp; C. s.r.l. - dal 1880 rimorchiatori a Venezia</em>” e da altre apparse nel volume “ </span><span><span style="font-weight:normal;"><em>In guerra sul mare. Navi e marinai italiani nel secondo conflitto mondiale</em>” di Erminio Bagnasco, Parma, Ermanno Albertelli Editore, 2005; purtroppo, per quest'ultima, essendo esaurita l'opera a magazzino, ho dovuto giocoforza accontentarmi della ottima riedizione pubblicata in 4 volumetti nei Dossier di Storia Militare.</span></span></p>
<p><span><span style="font-weight:normal;">Secondo gli autori Zucchetta e Vecchione</span></span><span><span style="font-weight:normal;">, il capostipite della serie degli <em><span><i><span style="font-weight:normal;">Ursus </span></i></span></em><span><span style="font-weight:normal;">appartenenti alla</span></span><em><span><i><span style="font-weight:normal;"> <em><span><span style="font-weight:normal;">S.A. R.R. </span></span></em><span><span style="font-weight:normal;">Panfido</span></span></span></i></span></em><span><span style="font-weight:normal;"><span><span style="font-weight:normal;"> (questa era la ragione sociale originaria)</span></span></span></span><em><span><i><span style="font-weight:normal;"> </span></i></span></em> sarebbe il rimorchiatore </span></span><span><span style="font-weight:normal;">in legno</span></span><em><b>,</b> </em>costruito a Nantes nel 1918, di 407,17 t.s.l., delle dimensioni di<em> m. 43,10 x 8,29 x 3,72 , </em>alternativa<em> a </em>triplice espansione da 745 ci.</p>
<p>La visita di prima classifica venne effettuata dal R.I.Na. a Venezia nel settembre 1932. (cfr. libro R.I.Na. 1940) ma il registro di classificazione, le numerose immagini, la memoria storica del personale navigante e dei tanti addetti ai lavori confermano la costruzione <span style="font-weight:normal;">essere in acciaio .</span></p>
<p> </p>
<p><em><a href="https://imageshack.com/i/eyuSLHm1j" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/800x600q90/538/uSLHm1.jpg" alt="uSLHm1.jpg"></a></em></p>
<p> </p>
<p>L'<em>Ursus  </em>verrà confiscato dalla R. Marina all'inizio del conflitto, iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato e rinominato F 94.  Affonderà a Lagosta il 31 dicembre 1941, silurato dal smg britannico Rorqual.</p>
<p> </p>
<p><em><a href="https://imageshack.com/i/eylLJMfLj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/640x480q90/538/lLJMfL.jpg" alt="lLJMfL.jpg"></a></em></p>
<p><em>Erminio Bagnasco op. cit, parte prima, foto n°128: Il Rimorchiatore requisito Ursus (F 94 di 407 tsl, già appartenente alla Soc. Rimorchiatori Riuniti Panfido di Venezia, ripreso in una giornata di "bora" al largo di Bocca di Lido, durante una missione di pilotaggio foraneo effettuata pochi giorni prima della sua perdita in acque Dalmate....</em></p>
<p> </p>
<p>La didascalia apposta dal dr. Zucchetta a questa immagine mi lascia perplesso<em>.</em></p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/exydeu85j" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/640x480q90/537/ydeu85.jpg" alt="ydeu85.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p>E' una nota foto, priva di attribuzione e non datata, dell'archivio Giacomelli, ma risulta evidente che si tratta dell'Ursus,  costruzione in acciaio. Cfr le successive immagini dell'Ursus durante le operazioni di <span style="font-style:normal;">recupero</span> <span style="font-style:normal;">del</span> Cesare Battisti a Massaua <span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">nel 1936</span></span> e quella coeva alla realizzazione della riva e ponte dell'Impero anch'essa risalente al 1936.</p>
<p>Non mi pare sussistano dubbi, anche la datazione risulterebbe, pertanto, inesatta</p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/ipyXNpNvj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/640x480q90/673/yXNpNv.jpg" alt="yXNpNv.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p><a href="https://imageshack.com/i/eyedQwKAj" rel="external nofollow"><img src="http://imagizer.imageshack.us/v2/640x480q90/538/edQwKA.jpg" alt="edQwKA.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>                                                                                                                                                                                                          continua</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">43630</guid><pubDate>Mon, 24 Nov 2014 18:19:29 +0000</pubDate></item><item><title>Navi Come Centrali Elettriche Mobili</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/41259-navi-come-centrali-elettriche-mobili/</link><description><![CDATA[
<p>Da Guardian Weekly di questa settimana. Qui in edizione on-line</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.guardian.co.uk/world/2013/apr/11/turkish-power-ship-lights-on-lebanon" rel="external nofollow">http://www.guardian.co.uk/world/2013/apr/11/turkish-power-ship-lights-on-lebanon</a></p>
<p> </p>
<p>Riassumendo:</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><b><span>Il Fatmagul Sultan è stata creata per ovviare alle frequenti carenze di energia elettrica in un paesi che si stanno rapidamente industrailizzando. Di proprietà e gestione turca, ha 11... fumaioli? ciminiere? (steel stacks or chimneys) .</span></b></p>
<p><b><span>E' stata ancorata davanti a Beiruit ai primi dell' anno, in seguito ad un accordo da 370 milioni di dollari per tre anni tra il governo libanese e e la compagnia energetica turca , la Karadeniz Holding. La nave fornisce giornalmente 188 MW di elettricità a basso costo. A giugno, con l' arrivo di una seconda "power ship" turca, si arriverà a 270 MW, in modo da fornire elettricità durante l' estate, quando la richiesta raggiunge i 3000 MW.</span></b></p>
<p><b><span>In Libano la richiesta di energia cresce a una media tra il 6% e l' 8% annuale, soprattutto negli ultimi due anni, per l' ingresso di centinaia di migliaia di rifugiati dalla Siria.</span></b></p>
<p><b><span>Le power ships non sono una soluzione definitiva, ma provvisoria in attesa di riconversione degli impianti convenzionali già esistenti.</span></b></p>
<p><b><span>La nave è una delle sette della Karadeniz, che ha lanciato il progetto nel 2007. La compagnia sostiene che le navi sono "enviroment friendly," amiche dell' ambiente. Queste navi hanno già operato nel porto di Basra in Iraq, e a Karachi, dove però le operazioni sono state sospese per problemi legali. Si stanno considerando progetti per Libia e altri stati africani. Il problema è che in certi paesi mancano le infratrutture per navi grandi quindi si sta studiando di costruirne più piccole. </span></b></p>
<p><b><span>Il Libano potrebbe diventare esportatore di energia nel futuro, se i campi di idrocarburi presenti nel suo territorio si riveleranno ricchi di petrolio e gas. Al solito, c'è il problema confinario tra Libano, Israele e Cipro...</span></b></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">41259</guid><pubDate>Tue, 23 Apr 2013 09:25:11 +0000</pubDate></item><item><title>Pale Vere O Coreografia?</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/43256-pale-vere-o-coreografia/</link><description><![CDATA[
<p>Secondo voi le pale del battello sono vere oppure fanno parte della coreografia?</p>
<p><a href="http://img843.imageshack.us/i/09062013381.jpg/" rel="external nofollow">http://img843.imageshack.us/i/09062013381.jpg/</a></p>
<p>Quando sono stato su quel battello, che fa servizio di linea sul lago di Garda, ho visto che le pale ruotano davvero nell'acqua ma osservando la foto noto un turbinio a poppa. Mi chiedo se c'è un'elica oppure no.</p>
<p>Qualcuno sa darmi una risposta?</p>
<p>Grazie,</p>
<p>Nichelio</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">43256</guid><pubDate>Sun, 10 Aug 2014 14:25:41 +0000</pubDate></item><item><title>Reperti Dalle Nostre Navi Di Massaua</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/43200-reperti-dalle-nostre-navi-di-massaua/</link><description><![CDATA[
<p>Le ho tenute da parte in attesa che il nostro Leopard,  ricercatore dei mercantili autoaffondati a Massaua  <a href="http://www.ilcornodafrica.it/st-melecascapaflow.pdf" rel="external nofollow">http://www.ilcornodafrica.it/st-melecascapaflow.pdf</a> si decidesse a scendere a valle...e offrirgli un "banchetto" (be', n'zomma.... <img src="https://www.betasom.it/forum/uploads/emoticons/default_unsure.png" alt=":unsure:"> ) corredato di queste posate.</p>
<p>Ma siccome non si decide, lo dichiaro pubblicamente.</p>
<p>L'anno scorso, a Nairobi, una mia amica reggiana, residente da tantissimi anni  (decenni...) in Africa, mi ha narrato la storia di queste posate.</p>
<p>Suo marito, noto imprenditrore , nel dopoguerra con una società aveva avuto l'idea  di esplorare i relitti abbandonati nel porto di Massaua, quelli dei mercantili autoaffondati.</p>
<p>I sub recuperarono parecchio, ma poi, come succede. l'impresa non ebbe successo...fatto sta che la società si sciolse, e al marito della mia amica rimasero solo quantità di argenteria. L'amica, saggiamente, consolò il marito dicendo: "Senti, abbiamo posate per i figli, i nipoti e i pronipoti....!!"</p>
<p>E anche per le amiche di passaggio a Nairobi....queste forchette mi sono state donate dalla cara N.</p>
<p> </p>
<p><img src="http://i61.tinypic.com/29kxjmg.jpg" alt="29kxjmg.jpg"></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><img src="http://i59.tinypic.com/29414b9.jpg" alt="29414b9.jpg"></p>
<p> </p>
<p><img src="http://i61.tinypic.com/29kxjmg.jpg" alt="29kxjmg.jpg"></p>
<p> </p>
<p><img src="http://i60.tinypic.com/23rq1hv.jpg" alt="23rq1hv.jpg"></p>
]]></description><guid isPermaLink="false">43200</guid><pubDate>Mon, 21 Jul 2014 16:30:22 +0000</pubDate></item><item><title>Primo Messaggio Sos Della Storia Pir. Slavonia</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/43049-primo-messaggio-sos-della-storia-pir-slavonia/</link><description><![CDATA[
<div>Isole Azzorre - 10 Giugno 1909</div>
<br /><div> </div>
<br /><div>A quanto pare il primo messaggio di S.O.S. nella storia, (Save Our Souls, Salvate le nostre anime), fu inviato il 10 Giugno 1909 dal piroscafo SS SLAVONIA (10.600 tonn) al comando del Capitano Arthur George Dunning ed appartenente alla compagnia Britannica CUNARD,  in navigazione sulla rotta New York - Gibilterra, mentre naufragava al largo dell'arcipelago delle Azzorre, a sud dell' isola Flores.</div>
<br /><div> </div>
<br /><div>Il motivo del naufragio va ricercato nell'eccessivo avvicinamento a terra (inchino già all'epoca??), a quanto pare su richiesta dei passeggeri stessi, erano presenti dei fitti banchi di nebbia e ad errori di rotta di avvicinamento a terra (rilevamenti errati), per cui questo naufragio è da addebitare ad errore umano.</div>
<br /><div> </div>
<br /><div>per maggiori dettagli si può consultare quanto riportato nel rapporto della commissione d'inchiesta.</div>
<br /><div> </div>
<br /><div>per altre fonti vedi link <a href="http://www.plimsoll.org/resources/SCCLibraries/WreckReports2002/19702.asp" rel="external nofollow">http://www.plimsoll.org/resources/SCCLibraries/WreckReports2002/19702.asp</a>
</div>
<br /><div>altre info : <a href="http://trove.nla.gov.au/ndp/del/article/10733649" rel="external nofollow">http://trove.nla.gov.au/ndp/del/article/10733649</a>
</div>
<br /><div><a href="http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9B02EED71738E033A2575AC2A9609C946897D6CF" rel="external nofollow">http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9B02EED71738E033A2575AC2A9609C946897D6CF</a></div>
<br /><div><a href="http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=940CE4D91539E733A25751C1A9609C946897D6CF" rel="external nofollow">http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=940CE4D91539E733A25751C1A9609C946897D6CF</a></div>
<br /><div><a href="http://www.wrecksite.eu/wreck.aspx?150613" rel="external nofollow">http://www.wrecksite.eu/wreck.aspx?150613</a></div>
<br /><div> </div>
<br /><div>In soccorso della sfortunata nave, accorsero altre due navi, Prinzess Irene e Batavia, che ricevettero la trasmissione della richiesta di soccorso, salvando cosi i 373 passeggeri ed i 225 uomini dell'equipaggio.</div>
<br /><div> </div>
<br /><div>Il Capitano, in questo caso, fu l'ultimo ad abbandonare la nave.</div>
<br /><div> </div>
<br /><div>I reperti recuperati dal relitto sono conservati nel locale museo.</div>
<br /><div> </div>
<br /><div> </div>
<br /><div>Saluti</div>
<br /><div> </div>
<br /><div>Claudio / Darth</div>
<br />]]></description><guid isPermaLink="false">43049</guid><pubDate>Tue, 10 Jun 2014 21:21:48 +0000</pubDate></item><item><title>Un Naufragio In Adriatico</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/42638-un-naufragio-in-adriatico/</link><description><![CDATA[
<blockquote data-ipsquote="" class="ipsQuote" data-ipsquote-contentcommentid="411135" data-ipsquote-contentapp="forums" data-ipsquote-contenttype="forums" data-ipsquote-contentclass="forums_Topic" data-ipsquote-contentid="42638" data-ipsquote-username="Totiano" data-cite="Totiano" data-ipsquote-timestamp="1345544234"><div>
<p>in fin dei conti anche questo è un manifesto pubblicitario...</p>
<p> </p>
<p>Manifesto pubblicitario compignia di navigazione "Sansone Forli" di Ravenna</p>
<p>--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</p>
<p><strong>Autore:</strong></p>
<p>non noto</p>
<p><strong>Anno:</strong></p>
<p>1907</p>
<p><strong>Comittente:</strong></p>
<p>compagnia di navgazione Sansone Forli</p>
<p><strong>Fonte immagine: </strong></p>
<p>libro "il porto di Ravenna" a cura de "Il Romagnolo"</p>
<p> </p>
<p><a href="http://imageshack.us/photo/my-images/405/scansione0001cy.jpg/" rel="external nofollow"><span><img src="http://img405.imageshack.us/img405/4549/scansione0001cy.jpg" alt="scansione0001cy.jpg"></span></a></p>
</div></blockquote>
<p> </p>
<p>A questa linea, nel 1911 venne adibito il <em>Romagna</em> !</p>
<p> </p>
<p>La ditta Forlì e Bellenghi si trasformò nel 1902 in ditta Sansone Forlì, che nel 1908 costituì la "Società Romagnola di Navigazione" in nome collettivo, con sede in Ancona e il capitale di L. 300.000, sottoscritto dal Forlì, da Sante Ghezzo, da Pietro Cagnoni............</p>
<p>da:  DALL'ADRIATICO DESTINAZIONE ORIENTE E AMERICHE Trasporti marittimi di linea, volume secondo, di Francesco Oliari e Lamberto Radogna, Cavallotti Editore, Milano 1975.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>L'antefatto: 15 giugno 1911. Uno spaventoso ciclone sull'Adriatico. Scene di terrore a Trieste, velieri affondati in porto – 27 morti.</p>
<p>Un'altro fortunale da scirocco, dopo pochi mesi dalla precedente causò un altra tragedia del mare: Riporto integralmente gli articoli della Gazzetta di Venezia del 25. 11. 1911</p>
<p> </p>
<p><i>Il piroscafo “Romagna” affondato</i></p>
<p>Sessanta annegati</p>
<p>Trieste, 24</p>
<p><i>Il piroscafo italiano Romagna, il quale fa rotta settimanale tra Trieste e Ravenna, ed arriva a Trieste ogni venerdì, stanotte, all'altezza di Rovigno, in seguito al forte scirocco, si capovolse ed affondò. A bordo aveva circa 70 persone di cui 60 annegarono e 10 cioè otto uomini dell'equipaggio e due passeggeri, padre e figlio, furono salvati dal piroscafo del Lloyd Tirol e portati a Trieste.</i></p>
<p>Tra gli annegati si trovano 49 passeggeri e 11 uomini dell'equipaggio. I due passeggeri che furono salvati sono il proprietario del caffè “Fabris” e un suo bambino di 5 <i>anni.</i></p>
<p>Chi sono le persone salvatesi</p>
<p>Trieste, 24</p>
<p>Nella catastrofe del piroscafo Romagna, affondatosi presso Rovigno, si salvarono solamente dieci persone cioè due passeggeri, che sono il proprietario di un caffè di Trieste, a nome Ercole Savorani nativo di Ravenna e suo figlio di 15 (sic) <i>anni, anch'egli a nome Ercole; ed otto marinai, cioè il primo ufficiale Rambelli Gino di 26 anni, da Ravenna, il nostromo Edoardo Graziatto di 31 anni da Venezia, Buonaccorsi Giovanni, marinaio, di 49 anni da Viareggio, Benedetti Clorindo, di 36 anni, da Viareggio, Panzales Giuseppe, marinaio, di anni 29, da Carloforte di Sardegna, De Rosa Salvatore, di anni 18 di Terranova nella Sardegna, Plutis, marinaio, di anni 22, da Sulina (Rumenia) e il macchinista meccanico Vianello Arnoldo, di anni 27.</i></p>
<p>Al momento del disastro, sul piroscafo si trovavano 49 passeggeri e 21 persone di equipaggio.</p>
<p>Il cordoglio del Cons. Comunale di Trieste</p>
<p>Trieste, 24</p>
<p>All'inizio dell'odierna seduta serale del Consiglio comunale, questi unanimamente espresse il suo cordoglio per la sciagura toccata al piroscafo Romagna e rispettivamente ai passeggeri e marinai naufragati, ed incaricò la Giunta di prendere al caso le necessarie ulteriori misure in proposito.</p>
<p> </p>
<p>Ampio risalto alla tragedia venne dato dalla stampa nazionale, in particolar modo da quella più vicina alla marineria adriatica.</p>
<p>Il quotidiano “L'Adriatico” dava altri particolari raccapriccianti del naufragio.</p>
<p> </p>
<p><i>Un pietoso naufragio presso Venezia</i></p>
<p>Un piroscafo capovolto – Sessanta annegati</p>
<p>Strazianti particolari</p>
<p>(nostro dispaccio particolare)</p>
<p>TRIESTE, 24, ore 11.50. - Il secondo capitano del piroscafo Romagna naufragato, Gino Rambelli, salvatosi miracolosamente, narra che l'equipaggio costituito da romagnoli, sardi, anconetani e veneziani si accorse subito del grave pericolo cui andava incontro.</p>
<p>Partito il vapore alle ore 21.30 di ieri sera da Porto Corsini, fu verso le due antimeridiane della notte scorsa raggiunto dall'uragano.</p>
<p>Cavalloni spaventosi coprivano da poppa a prora il piroscafo ed irrompevano da ogni parte. Il capitano, intuito il gravissimo pericolo, chiamò i passeggeri sopra coperta. Fu un momento di inesprimibile angoscia, specialmente allorquando si è spenta la luce elettrica e il piroscafo incominciò a sbandarsi minacciando di naufragare.</p>
<p>Vedendo il vapore inabissarsi, sfuggirono da tutti i petti urla disperate, mentre venivano calate in mare due barche di salvataggio. La prima, contenente venti persone, è, in un batter di ciglio, sparita. L'altra, nella quale mi trovavo anch'io, ha potuto raggiungere, dopo sovrumani sforzi, il piroscafo del Lloyd austriaco Tyrol.</p>
<p> </p>
<p>Trieste, 24, ore 20.- Il piroscafo proveniente da Ravenna naufragò all'alba, fra Orsera e Rovigno a dodici miglia dalla costa. Imperversava un violento uragano di scirocco; il mare era agitatissimo. Un'ondata fece piegare il piroscafo, il quale aveva merci sopra coperta. Queste rotolarono, le onde lo riempirono d'acqua e il piroscafo affondò in un vortice orrendo.</p>
<p>Aveva a bordo 46 passeggeri, donne e fanciulli quasi tutti italiani, 3 macchinisti fuori servizio, 21 uomini di equipaggio. Si salvarono in una scialuppa soltanto due passeggeri il sig. Ercole Savorani, proprietario del caffè Fabris di Trieste e suo figlio di cinque anni. Inoltre si salvarono otto dell'equipaggio. Dalle prime indagini si da molta causa del naufragio al maltempo, ma anche alla disordinata e poco razionale caricazione delle merci. Il capitano Speranza è fra le vittime. I dieci salvati furono in balia delle onde per alcune ore, quando furono avvistati dal Tirolo (sic)del Lloyd, capitano Zamara, proveniente dal Pireo che li salvò.</p>
<p>Essi sono come istupiditi. Non sanno raccontare quello che hanno veduto. La nottata era perfida. Il piroscafo sebbene nuovo e di costruzione moderna rollava orribilmente. Nessuno dormiva. Erano i passeggeri sulla sala d'aspetto addossati l'uno all'altro. Ogni tanto un colpo di mare li faceva arrotolare (sic) <i>per terra. Le donne erano in ispasimi. Il capitano aveva un bel da fare per tranquillarle quando s'udì un crak, il piroscafo sbandò, l'acqua entrò a frotte. Si urlava: Si salvi chi può. Poi....un gorgoglio lungo, lungo....la morte!</i></p>
<p> </p>
<p>Una delle tante tragedie del mare i cui dettagli sono poco conosciuti. E' invece nota l'ubicazione del relitto che, nonostante l'asserito capovolgimento si trova, in assetto di navigazione, esattamente a 12 miglia per 347° dall'entrata del porto di Rovigno.</p>
<p>Le cronache dell'epoca parlano ripetutamente di vapore e piroscafo, ma in realtà si trattava della primo mercantile dotato di motori diesel, Sulzer. In verità non è propriamente corretto, in quanto lo Stabilimento Tecnico Triestino, concessionario per l'Austria - Ungheria della Sulzer, già nel 1907 aveva costruito una piccola unità dotata di apparato diesel, di sole 70 tsl, la <em>Brioni</em> adibita al trasporto passeggeri da Pola a Brioni, isola di proprietà di Giorgio Hütterott, all'epoca presidente dello S.T.T. Più un vaporetto che una motonave.</p>
<p> </p>
<p>Altri particolari si possonotrovare qui:</p>
<p><a href="http://www.cherini.eu/pdf/navalmeccanica.pdf" rel="external nofollow">http://www.cherini.eu/pdf/navalmeccanica.pdf</a></p>
<p><a href="http://www.mediterraneanav.it/storia-lunga" rel="external nofollow">http://www.mediterraneanav.it/storia-lunga</a></p>
<p><a href="http://www.murena.net/relitti/romagna.htm" rel="external nofollow">http://www.murena.net/relitti/romagna.htm</a></p>
<p> </p>
<p>Probabilmente non conoscendo questa documentazione il Murena Tech Team non diede risalto all'identità dei due unici passeggerei superstiti.</p>
<p>Lo storico caffè Fabris, in attività dal 1857, è tutt'ora esistente ma è stato ceduto a proprietà cinese. Il piccolo  Ercole Savorani, (aveva effettivamente allora cinque anni) miracolosamente scampato al naufragio è il nonno dell'attore teatrale Lino Savorani, ben conosciuto dai triestini per aver impersonato Bortolo (delle Maldobrie) nella datata trasmissione radiofonica “La Cittadella”.</p>
<p>A Lino Savorani, dopo la sua scomparsa, venne intitolato lo slargo antistante il Politeama Rossetti a Trieste.</p>
<p> </p>
<p>Per primi visitammo il relitto integro in tutte le sue parti e lo identificammo dalla scritta sulla ruota del timone.</p>
<p>L'ignota afferratura ci era stata segnalata con discreta approssimazione da un amico, pescatore croato. Era il 1991, non era ancora operativa la costellazione GPS e impiegammo per la ricerca il Loran C</p>
<p>Altra circostanza singolare: ho avuto rapporti di lavoro con il diretto discendente del comandante in seconda del Romagna, che esercitava la mia medesima attività professionale.</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">42638</guid><pubDate>Tue, 18 Mar 2014 11:54:07 +0000</pubDate></item><item><title>Pontone Galleggiante " Ursus "</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/27471-pontone-galleggiante-ursus/</link><description><![CDATA[<p>Vorrei parlare di questo pontone galleggiante che è ststo per anni il vanto delle costruzioni navali del Cantiere San Marco di Trieste, spero che possa interessare a qualcuno.   Da corazzata roma. Costruzionenello Stabilimento Tecnico Triestino,presso il Cantiere San Marco di TriesteNumero di costruzione:485, impostato nell'aprile 1913,data del varo:28 gennaio 1914, data del completamento dicembre 1931. Stazza lorda:1.505 tonnellate,dimensioni di stazza: 53,75x23,68x3,90 metri. Apparato motore: diesel elettrico su 2 eliche- potenza: 400 cavalli per asse ( nel 1975 è stato sostituito l'apparato motore e la potenza portata a 750 cavalli per asse. Velocità 4 nodi, capacità di sollevamento: gancio principale max 150 ton, gancio secondario 50 ton, gancio del carrello scorrevole 10 ton, altezza massima della gru: 75 metri.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">27471</guid><pubDate>Thu, 16 Oct 2008 12:13:18 +0000</pubDate></item><item><title>600.000!</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/42442-600000/</link><description><![CDATA[
<p>Seul: varata una nave da 600mila tonnellate di stazza e lunga 488 metri<br /><br />Seul, 9 febbraio 2014 – La Prelude FLNG (floating liquefied natural gas) è una nave galleggiante per l’estrazione, lo stoccaggio e il trasporto di gas di petrolio liquefatto, costruita per la Royal Dutch Shell.È la più grande nave mai realizzata, ed è lunga 488 metri, larga 74 metri, realizzata utilizzando più di 260.000 tonnellate di acciaio.Durante il funzionamento, dovrebbe pesare più di 600.000 tonnellate, più di cinque volte il peso della portaerei più grande.<br />Lo scafo è stato varato il 6 dicembre 2013 ed entrera’ in servizio a fine 2016.<br />Essa è stata costruita nel cantiere navale sudcoreano delle Samsung Heavy Industries sull’isola di Geoje con un costo,al momento, di circa 4 miliardi di dollari che lievitera’ a 10 miliardi di dollari quando saranno finiti i lavori per le cabine per gli uomini che lavoreranno a bordo,la costruzione di un sistema di estrazione e raffreddamento dei gas allo stato liquido e un enorme piattaforma a poppa per l’atterragio di elicotteri. Il suo utilizzo è previsto presso le coste di Broome in Australia nordoccidentale, a circa 400 chilometri di distanza da esse. Ogni anno la nave ha la capacità di trattenere 5,3 milioni di tonnellate di gas naturale liquido, condensato e GPL. È previsto che questa nave rimanga ancorata nelle acque Broome dopo la scoperta nel 2007 di un enorme pozzo di gas dalla Shell, per altri 25 anni.<br />La societa’ petrolifera,unitamente al cantiere, stanno gia’ progettando una nave ancora piu’ grande e chiamato ”Project Gorgon”.</p>
<p>------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</p>
<p>Da "L' INFORMATORE NAVALE" 09 Febbraio 2014</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">42442</guid><pubDate>Sun, 09 Feb 2014 21:50:05 +0000</pubDate></item><item><title>Pirocisterne Recco, Dentice Ed Alabama</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/42333-pirocisterne-recco-dentice-ed-alabama/</link><description><![CDATA[
<p>Un altro rompicapo cui ho cercato di venire a capo riguarda tre delle 256 navi rimaste bloccate fuori dagli stretti allo scoppio della guerra: le navi cisterna <em>Alabama</em>, <em>Dentice</em> e <em>Recco</em>.</p>
<p> </p>
<p>Secondo Dobrillo Dupuis nel suo “Forzate il blocco!” del 1976, sia l’<em>Alabama</em> che il <em>Dentice</em>, aventi a bordo rispettivamente 10.000 ed 8.000 t di petrolio, si trovavano in quel momento al largo del Venezuela e fu loro ordinato di rifugiarsi a Maracaibo, dove tuttavia non sarebbero potute entrare a causa del loro elevato pescaggio. L’incrociatore francese <em>Jeanne d’Arc</em> trovò l’<em>Alabama</em> vicino alla costa e le ordinò di seguirlo, ma il comandante dell’<em>Alabama</em> (chi era?) cercò invece di mandare la nave all’incaglio. Il <em>Jeanne d’Arc</em> allora aprì il fuoco, colpendo subito le cisterne prodiere dell’<em>Alabama</em>, che esplosero, incendiando la nave. I naufraghi, molti dei quali gravemente ustionati, andarono alla deriva per giorni su delle zattere prima di raggiungere la costa. Nel frattempo la <em>Jeanne d’Arc</em> aveva trovato anche la <em>Dentice</em>, ma prima che la nave francese avesse il tempo di agire, il comandante della <em>Dentice</em> portò la sua nave ad incagliarsi su un’isoletta, e poi la incendiò per evitarne la cattura. L’equipaggio rifiutò di essere soccorso dal <em>Jeanne d’Arc</em>, per evitare la prigionia, e dopo qualche giorno riuscì a riparare una delle scialuppe ed a raggiungere la costa.</p>
<p> </p>
<p>“Navi mercantili perdute” dà però una versione completamente differente. L’<em>Alabama</em> si sarebbe rifugiata a Maracaibo e sarebbe stata cannoneggiata da navi francesi, ma senza incendiarsi ed affondare; sarebbe stata invece portata all’incaglio e l’equipaggio avrebbe volutamente allagato sala macchine e cisterne per evitare la cattura. La nave sarebbe poi stata recuperata dal Venezuela e poi rivenduta agli Stati Uniti, per i quali navigò come panamese <em>Osmond</em> sino alla demolizione, avvenuta nel 1946.</p>
<p>La <em>Dentice</em> il 10.6.1940 si sarebbe trovata a Puerto Cabello nel Venezuela e lì sarebbe rimasta sino alla sua cattura (preceduta, probabilmente, da sabotaggio da parte dell’equipaggio) il 3.5.1941, dopo di che il Venezuela l’avrebbe venduta agli Stati Uniti (…e poi?)</p>
<p> </p>
<p>Ora, come si spiegano queste discrepanze, e quali sono le versioni corrette?</p>
<p> </p>
<p>Anche più oscuro, se possibile, è il caso della <em>Recco</em>. Al pari di diverse altre unità fu internata a Santa Cruz de Tenerife, ma il 19.4.1941, come altri mercantili italiani prima di lei e come altri avrebbero fatto dopo, lasciò quel porto diretta in Francia insieme alla nave cisterna <em>Sangro</em>. Ora, “Navi mercantili perdute” e fonti Internet tra cui questo pdf con la storia delle navi dell’AGIP: <a href="http://www.viverein.org/public/album%20navi%20verticale%20bianco%20finale%201.pdf" rel="external nofollow">http://www.viverein.org/public/album%20navi%20verticale%20bianco%20finale%201.pdf</a> e, cosa rilevante, un Intellingence Report (<a href="http://www.defence.gov.au/sydneyii/FinalReport/Report/images/NAA.006.0335.pdf" rel="external nofollow">http://www.defence.gov.au/sydneyii/FinalReport/Report/images/NAA.006.0335.pdf</a>; pagina 12) ed un Weekly Report del War Cabinet (<a href="http://ukwarcabinet.s3.amazonaws.com/documents/cab-66-16-23-0001.pdf" rel="external nofollow">http://ukwarcabinet.s3.amazonaws.com/documents/cab-66-16-23-0001.pdf</a>), asseriscono che la <em>Recco</em> fu intercettata il 3.5.1941 dall’incrociatore ausiliario HMS <em>Hilary</em> (che qualche tempo dopo catturò anche un’altra pirocisterna sulla stessa rotta, la <em>Gianna M.</em>), si autoaffondò per evitare la cattura e l’equipaggio fu recuperato al completo e fatto prigioniero, passando il resto della guerra in prigionia in Gran Bretagna. Il rapporto dell’Intelligence, in particolare, dà qualche particolare (intercettazione avvenuta alle 11.30 del 3 maggio 350 miglia a nord delle Azzorre, tentativo britannico di salvare la nave) e specifica anche la composizione dell’equipaggio catturato: il comandante (capitano di lungo corso Castagnola, sebbene lì non sia nominato), otto ufficiali e 21 marinai.</p>
<p>Dupuis, invece, in “Forzate il blocco!” descrive la partenza di <em>Recco</em> e <em>Sangro </em>da Santa Cruz, un incidente capitato all’ancora della prima, il momento della loro separazione una volta che ebbero lasciato il porto (la <em>Sangro</em> fu poi catturata dall’HMS <em>Camito</em> ed insieme a questi affondata da un U-Boot mentre dirigeva per l’Inghilterra, con perdita di quasi tutto l’equipaggio) e poi dice che della <em>Recco</em> non si ebbero più notizie: scomparve con tutto l’equipaggio e non è dato sapere se saltò su una mina o fu silurata. Da un utente del Forum Marinearchiv ho appreso che anche l’edizione del “Navi mercantili perdute” del 1977 diceva della <em>Recco</em> che “Nulla si seppe della sua sorte”. Ora, se tutto l’equipaggio della <em>Recco</em> era stato salvato – ed i documenti dell’epoca sopra linkati dovrebbero darne conferma –, al suo rientro della prigionia qualcuno avrà pur dovuto riferire di quanto accaduto, no? Com’è possibile che ancora nel 1976-1977 l’USMM e le fonti italiane sembrassero essere all’oscuro di quanto accaduto alla pirocisterna e la dessero come scomparsa con tutto l’equipaggio?</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">42333</guid><pubDate>Tue, 21 Jan 2014 17:36:31 +0000</pubDate></item><item><title>Drammatico Varo: Muore Un Ufficiale Della Marina Mercantile</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/42161-drammatico-varo-muore-un-ufficiale-della-marina-mercantile/</link><description><![CDATA[
<p>Ho letto questa drammatica notizia in rete e che vi giro:</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/13_dicembre_14/colpito-un-gancio-muore-operaio-il-varo-una-nave-fincantieri-010a14f6-649b-11e3-bf08-7326d8b40f20.shtml" rel="external nofollow">http://www.corriere.it/cronache/13_dicembre_14/colpito-un-gancio-muore-operaio-il-varo-una-nave-fincantieri-010a14f6-649b-11e3-bf08-7326d8b40f20.shtml</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description><guid isPermaLink="false">42161</guid><pubDate>Sat, 14 Dec 2013 12:33:09 +0000</pubDate></item><item><title>Richiesta Sos, X Ferry Boat In Hong Kong</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/33044-richiesta-sos-x-ferry-boat-in-hong-kong/</link><description><![CDATA[
<p>da base artica, marco</p>
<p>salve a tutti, sopratutto a quelli che sanno piu di tutt :s41: i.</p>
<p>tra varii modelli sto pianificando progettazione in 1:50 di una nave un po speciale in RC.</p>
<p>vi ee qualcuno che sa in merito ai traghetti a 2 piani ( esempio meridian star- foto foto)della ster line di hong kong, vedi foto allegata , loro misure e magari ha qulache disegni..no?</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Star_Ferry" rel="external nofollow">http://en.wikipedia.org/wiki/Star_Ferry</a></p>
<p><a href="http://www.unlawyer.net/photos/?a=the-star-ferry-and-the-hong-kong-tram" rel="external nofollow">http://www.unlawyer.net/photos/?a=the-star...-hong-kong-tram</a></p>
<p>anche se cinesate :s03:  sarebbe bello se qualcuno fa miracolino... :s20: </p>
<p>salutoni marco</p>
<p> </p>
<p><a href="http://img231.imageshack.us/i/content110.jpg/" rel="external nofollow"><img src="http://img231.imageshack.us/img231/3953/content110.jpg" alt="content110.jpg" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>ps.    io avevo scritto alla compagnia locale ma mi hanno risposto che il tutto ee  :s12: top segret....?? ...costruiti nel 60???</p>
<p> fortuna che non ho chiesto su unita militari. :s03:</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">33044</guid><pubDate>Fri, 26 Mar 2010 12:03:38 +0000</pubDate></item><item><title>The Ferris Wooden Cargo Ships Of World War I</title><link>https://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/42030-the-ferris-wooden-cargo-ships-of-world-war-i/</link><description><![CDATA[
<p>da base artica, marco</p>
<p> </p>
<p>trovato</p>	<a href="http://www.cocatrez.net/Water/FerrisShips/FerrisShips.html" rel="external nofollow">http://www.cocatrez.net/Water/FerrisShips/FerrisShips.html</a><p> </p>
<p>con bellissimi disegni per fare modello di:<img src="http://www.cocatrez.net/Water/FerrisShips/Ferris_D1.jpg" alt="Ferris_D1.jpg" /></p>
<p> </p>
<p>nave mercantile WW1 USA costruita in 750 navi con scafo in.... legno.</p>
<p> </p>
<p>da sito sopra indicato:</p>	In April 1917, after much debate, the United States entered World War I, which had been raging in Europe for nearly 3 years. It very quickly appeared to the U.S. Shipping Board (USSB) that the country would not have enough ships to bring supplies, food, and ammunition to support the U.S. troops, especially in view of the effectiveness of the German U-Boats. The Emergency Fleet Corporation (EFC) therefore decided to contract for 703 wooden cargo steamships to supplement its budding fleet of steel cargo ships. This created great controversy; at the time, wood was already obsolete for large ship building, and even reciprocating steam engines were considered old-fashioned. The main type of wooden ship followed the Theodore "Ferris" design (USSB design #1001), a 270' long, coal-fired, "three-island" ship of 3,500 deadweight tons.<p> </p>
<p>salutoni marco.</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">42030</guid><pubDate>Wed, 20 Nov 2013 13:38:14 +0000</pubDate></item></channel></rss>
