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Malta C3


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Questa discussione ha avuto 8 risposte

#1 Pinin

Pinin
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Inviato 06 gennaio 2011 - 01:29

http://www.worldwar....Battccnnpdf.pdf

Foto inedite dell'adestramento Sesia, Fasana posamine con sistema di scale fornite dal Corpo dei Vigili del Fuoco.

#2 de domenico

de domenico
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Inviato 09 gennaio 2011 - 09:27

Un documento molto interessante, Pinin. Vediamo di integrarlo e correggerlo.
Nelle foto da 9 a 14, quelle con i bragozzi, la località decisamente non è Baratti, ma Castiglioncello, Calafuria o Antignano, comunque la zona del Romito (subito sotto Livorno). Le foto dell'esercitazione di Baratti con i bragozzi sono pubblicate sul libro di Mariano Gabriele, "Operazione C3 Malta" dell'USMM.
Le foto 21 a 24 e 34 presentano uno dei tre posamine DURAZZO, BUCCARI, PELAGOSA, che vennero adattati per far parte della Forza Navale Speciale per Malta.
La nave della foto 8 dovrebbe essere un posamine della coppia (ex tedesca) CROTONE/VIESTE.
Le foto 3/4, 11, 19 (credo) e 34 presentano il vecchio incrociatore BARI (sempre ex tedesco), nave capoflottiglia dell'Operazione C3 e dello sbarco in Corsica.
Le foto 27, 28, 29/30 presentano una delle 4 (quattro) navi cisterna per acqua/posamine/navi da sbarco SESIA, GARIGLIANO, TIRSO, SCRIVIA.
Parlando delle motozattere, le uniche unità da sbarco adatte allo scopo, naturalmente non si dice mai che erano copie fedeli prodotte su licenza delle tedesche MFP, quasi si fosse di fronte ad un altro prodotto dell'italico ingegno...
Il livello di improvvisazione e di pressappochismo (posamine, bragozzi, traghetti delle FF.SS., navi cisterna) che caratterizza la Forza Navale Speciale è, come ben si vede nelle immagini, stupefacente. Le operazioni da sbarco sono un'attività fortemente professionale, che richiede naviglio specializzato, truppe addestrate, ecc. Se la Kriegsmarine rinunciò ben volentieri alla Unternehmen Seeloewe, in cui si era imbarcata sin dall'inizio controvoglia, una ragione ci sarà pur stata...

Modificata da de domenico, 09 gennaio 2011 - 08:32 .


#3 bussolino

bussolino
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Inviato 09 gennaio 2011 - 12:08

Un documento molto interessante, Pinin. Vediamo di integrarlo e correggerlo.
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Il livello di improvvisazione e di pressappochismo (posamine, bragozzi, traghetti delle FF.SS., navi cisterna) che caratterizza la Forza Navale Speciale è, come ben si vede nelle immagini, stupefacente. Le operazioni da sbarco sono un'attività fortemente professionale, che richiede naviglio specializzato, truppe addestrate, ecc. Se la Kriegsmarine rinunciò ben volentieri alla Unternehmen Seeloewe, in cui si era imbarcata sin dall'inizio controvoglia, una ragione ci sarà pur stata...



da base artica,marco

complimenti x info ed foto.
be.. :s20: de domenico , e allora la Ns partecipazione alla comquista di creta da parte dei ns potenti mezzi navali da sbarco (vedi momorie di coccia) ?? :s03: :s68:

saluti marco

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#4 darth

darth
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Inviato 09 gennaio 2011 - 05:23

Bel documento che metterò vicino al libro dell'USMM citato
da De Domenico.


Saluti

Claudio

Modificata da darth, 09 gennaio 2011 - 05:25 .

Saluti Claudio / Darth

 

Ogni UOMO che cade per un ideale in cui ha creduto è degno di rispetto e memoria;
qualunque sia stata la parte in cui ha combattuto.


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#5 de domenico

de domenico
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Inviato 09 gennaio 2011 - 05:28

Bel documento che metterò vicino al libro dell'USMM citato
da De Domenico.


Saluti

Claudio



Ciao Claudio, come stai? Vedi, Mariano Gabriele è stato il professore con cui ho sostenuto l'esame di "Storia e Politica Navale" nella vecchia facoltà di Scienze Politiche (1963 o 1964); Alberto Santoni era il suo assistente ...

Francesco

#6 Guest_giovannibandenere_*

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Inviato 09 gennaio 2011 - 09:31

Esprimo una mia opinione.
Giustamente l'autore ha intitolato il testo "I battaglioni CC.NN. M da sbarco" e quindi non intende trattare l'operazione bensì vuole evidenziare il ruolo degli Emmerossa; sia per Malta, sia per Corsica. Non posso eccepire alcunchè all'autore da 'sto punto di vista. Ma tale deve restare e in effetti l'autore lo resta.
Mi sembra tuttavia un pò agiografico quando dice che quello era "l’unico reparto di unità da sbarco insieme al btg. San marco della Regia Marina". Casomai, al limite, sarebbe vero il viceversa; ammesso che gli Emmerossa, che erano fanteria trasportata via mare, fossero equiparabili ai sammarchisti e che questi fossero battaglione.
L'ultimo capoverso poteva anche evitarselo, tipo le donne che smaniavano per loro; e poi anche il fante più modesto andava incontro alla morte senza essere un legionario, lo sappiamo tutti.
Per i miei gusti è decisamente troppo agiografico.
Gli Emmerossa hanno trovato un posto nella storia d'Italia nel bene o nel male a seconda dei gusti e non eccepisco.
In senso più lato, molto meglio che abbiamo rinunciato alla C3, in quelle condizioni ci avrebbero allisciato la boatta

#7 darth

darth
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Inviato 10 gennaio 2011 - 06:24

Ciao a tutti,
in particolare a Francesco, ti ho scritto sulla posta privata!!
Mi sembra di capire che conoscendo l'autore gia hai letto il libro
e sai come è impostato!!!
io questo libro l'avevo iniziato a leggere, poi preso da 2000 cose sia private che di lavoro
ho lasciato li, ma questo post mi sta incuriosendo molto.

quello della conquista di Malta è un argomento che mi affascina molto
certo che però a giudicare dai mezzi presentati nelle foto
viene da una parte da sorridere ma dall'altra ti si rizzano i capelli.


u saluto a tutti

Claudio / Darth

Saluti Claudio / Darth

 

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#8 de domenico

de domenico
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Inviato 10 gennaio 2011 - 08:10

Il libro - come spesso i libri di storia in Italia - rimane un po' troppo ancorato ai documenti ufficiali. E' una disamina accurata e dettagliata degli studi, dei piani, delle direttive del Comando Supremo, della Marina, dell'Esercito, dell'Aeronautica, ma - essendo il tutto rimasto sulla carta, per nostra fortuna - non si sforza troppo di arrivare ad un giudizio d'insieme, che certo non avrebbe potuto essere benevolo, dal momento che il carattere di improvvisazione dell'intera operazione salta fuori da ogni pertugio, da ogni canto.
E' un po' come i libri sulla Unternehmen Seeloewe, la "Operazione Leone Marino", cioè il mancato sbarco tedesco al di là della Manica nel settembre 1940. Ma lì almeno i preparativi erano una cosa grandiosa, coinvolgevano centinaia e centinaia di navi mercantili, di chiatte del Reno, di cargo costieri olandesi, di rimorchiatori, il tutto da preparare e adattare alle esigenze di un'operazione anfibia nell'arco di un paio di mesi... Gli inglesi ne ebbero paura sul serio, altro che C3..
Le nostre esperienze recenti di carattere anfibio, dopo quelle infelici della guerra di Spagna, erano limitate allo sbarco in Albania (senza opposizione) nel giugno 1939; per non parlare poi, come giustamante ricorda Marco Bussolino, dei motovelieri mandati al massacro a Creta nel maggio 1941. L'unica cosa buona dell'operazione C3 è stata la decisione di costruire le 65 motozattere su modello MFP, preziose, robuste, buone per tutti gli usi: almeno finalmente (ma troppo tardi per Malta) avevamo un naviglio che meritava il nome di anfibio, e non i bragozzi o i motoscafi lagunari (con tutto il rispetto per l'Adriatico), e che poteva sbarcare anche veicoli e blindati, e non solo (un poco di) fanteria. Anche lo sbarco in Corsica nel novembre 1942 non ha incontrato alcuna opposizione: se ci fosse stata, come in Marocco e in Algeria negli stessi giorni contro gli alleati, non so come sarebbe andata a finire.

Modificata da de domenico, 10 gennaio 2011 - 08:16 .


#9 Pinin

Pinin
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Inviato 10 gennaio 2011 - 08:22

Grazie de domenico.

Foto 17,18,19 sembra anche navi cisterna per acqua/posamine/navi da sbarco SESIA, GARIGLIANO, TIRSO, SCRIVIA.

Le foto 3/4... presentano il vecchio incrociatore BARI (sempre ex tedesco), nave capoflottiglia dell'Operazione C3 e dello sbarco in Corsica.


D'accordo. Poppa.

La nave della foto 8 dovrebbe essere un posamine della coppia (ex tedesca) CROTONE/VIESTE.


D'accordo.




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