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La Marina Militare Italiana Dal 1961 Al 1970


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Questa discussione ha avuto 181 risposte

#1 BUFFOLUTO

BUFFOLUTO
  • Capo di 1a classe
  • 1928 Messaggi:
  • Gender:Male
  • Location:TARANTO

Inviato 25 agosto 2010 - 08:56

INDICE

Pagina 1

Post. 1
Indice

Post. 2
Bibliografia

Post. 3
La Marina Militare Italiana dal 1961 al 1970

Post. 4
Trasformazione incrociatore lanciamissili Garibaldi

Post. 5
Immagini incrociatore Garibaldi
(4 foto)

Post. 6
Immagini incrociatore Garibaldi
(4 foto)

Post. 7
Immagini incrociatore Garibaldi
(4 foto)

Post. 8
Immagini incrociatore Garibaldi
(4 foto)

Post. 9
Unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale

Post. 10
Elenco unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 tabelle)

Post. 11
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 12
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 13
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 14
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 15
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 16
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 17
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 18
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 19
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 20
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Pagina 2
http://www.betasom.i...w...34505&st=20

Post. 21
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 22
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto

Post. 23
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(4 foto)

Post. 24
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(3 foto)

Post. 25
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(3 foto)

Post. 26
Immagini unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale
(3 foto)

Post. 27
Unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970

Post. 28
Elenco unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970

Post. 29
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 30
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 31
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 32
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 33
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 34
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 35
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 36
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 37
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 38
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 39
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 40
Immagini unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Pagina 3
http://www.betasom.i...w...34505&st=40

Post. 41
Unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970

Post. 42
Elenco unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970

Post. 43
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 44
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 45
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 46
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 47
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 48
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 49
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 50
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 51
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 52
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 53
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 54
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 55
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(5 foto)

Post. 56
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 57
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 58
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(2 foto)

Post. 59
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 60
Immagini unità cedute dall'U.S.Navy in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)


Pagina 4
http://www.betasom.i...w...34505&st=60

Post. 61
Unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970

Post. 62
Elenco delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
Cantieri di costruzione

Post. 63
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 64
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 65
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 66
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(5 foto)

Post. 67
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 68
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 69
ADDENDA 1 (Francesco De Domenico)

Post. 70
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 71
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 72
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 73
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 74
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 75
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 76
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 77
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 78
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 79
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 80
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Pagina 5
http://www.betasom.i...w...34505&st=80

Post. 81
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(5 foto)

Post. 82
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 83
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 84
ADDENDA 2 (Francesco De Domenico)

Post. 85
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 86
intervento di Totiano

Post. 87
intervento di De Domenico

Post. 88
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(5 foto)

Post. 89
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 90
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 91
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 92
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 93
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 94
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 95
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 96
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 97
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 98
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 99
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(5 foto)

Post. 100
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Pagina 6
http://www.betasom.i...w...4505&st=100

Post. 101
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 102
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 103
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 104
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 105
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 106
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(4 foto)

Post. 107
ADDENDA 3 (Francesco De Domenico)

Post. 108
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(2 foto)

Post. 109
Intervento di Lefa

Post. 110
Intervento di De Domenico

Post. 111
Intervento di Totiano

Post. 112
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(2 foto)

Post. 113
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(3 foto)

Post. 114
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(2 foto)

Post. 115
Intervento di Bartom

Post. 116
Immagini delle unità di costruzione nazionale a partire dal 1951 in servizio nel periodo 1961-1970
(6 foto)

Post. 117
Aviazione per la Marina
scheda tecnica Grumman S2F-1 Tracker

Post. 118
Intervento di De Domenico

Post. 119
Intervento di De Domenico

Post. 120
Intervento di De Domenico

Pagina 7
http://www.betasom.i...w...4505&st=120


Post. 121
Intervento di De Domenico

Post. 122
Aviazione per la Marina Grumman Tracker S2F- 1 (S2-A)
(4 foto)

Post. 123
Aviazione per la Marina Grumman Tracker S2F- 1 (S2-A)
(4 foto)

Post. 124
Aviazione per la Marina Grumman Tracker S2F- 1 (S2-A)
(4 foto)

Post. 125
Aviazione per la Marina Grumman Tracker S2F- 1 (S2-A)
(4 foto)

Post. 126
Aviazione per la Marina Grumman Tracker S2F- 1 (S2-A)
(3 foto)

Post. 127
Aviazione della Marina Elicotteri Agusta-Bell AB-47J / AB-47J3
testo

Post. 128
Aviazione della Marina Elicotteri Agusta-Bell AB-47J / AB-47J3
(3 foto)

Post. 129
Aviazione della Marina Elicotteri Agusta-Bell AB-47J / AB-47J3(3 foto)

Post. 130
Aviazione della Marina Sikorsky HSS-1/HSS-1N (SH-34G/SH-34J) Seabat
testo

Post. 131
Aviazione della Marina Sikorsky HSS-1/HSS-1N (SH-34G/SH-34J) Seabat
tabelle dotazione e caratteristiche

Post. 132
Aviazione della Marina Sikorsky HSS-1/HSS-1N (SH-34G/SH-34J) Seabat
(4 foto)

Post. 133
Aviazione della Marina Sikorsky HSS-1/HSS-1N (SH-34G/SH-34J) Seabat
(4 foto)

Post. 134
Aviazione della Marina Sikorsky HSS-1/HSS-1N (SH-34G/SH-34J) Seabat
(4 foto)

Post. 135
Aviazione della Marina Sikorsky HSS-1/HSS-1N (SH-34G/SH-34J) Seabat
(4 foto)

Post. 136
Aviazione della Marina Sikorsky HSS-1/HSS-1N (SH-34G/SH-34J) Seabat
(3 foto)

Post. 137
Aviazione della Marina Sikorsky HSS-1/HSS-1N (SH-34G/SH-34J) Seabat
(4 foto)

Post. 138
Intervento di De Domenico

Post. 139
Intervento di De Domenico

Post. 140
Aviazione della Marina Elicottero Agusta-Bell AB-204AS/ASW
testo

Pagina 8
http://www.betasom.i...w...&start=140#

Post. 141
Aviazione della Marina Elicottero Agusta-Bell AB-204AS/ASW
tabella degli elicotteri in carico alla MMI
caratteristiche tecniche

Post. 142
Aviazione della Marina Elicottero Agusta-Bell AB-204AS/ASW
(4 foto)

Post. 143
Aviazione della Marina Elicottero Agusta-Bell AB-204AS/ASW
(4 foto)

Post. 144
Aviazione della Marina Elicottero Agusta-Bell AB-204AS/ASW
(4 foto)

Post. 145
Aviazione della Marina Elicottero Agusta A-106
testo
caratteristiche tecniche

Post. 146
Aviazione della Marina Elicottero Agusta A-106
(3 foto)

Post. 147
Aviazione della Marina Elicottero Agusta A-106
(4 foto)

Post. 148
Cronologia della storia dell'Aviazione navale italiana dalle origini fino agli anni al 1970

Post. 149
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
testo

Post. 150
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 151
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 152
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 153
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 154
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 155
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 156
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 157
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 158
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 159
Armamento imbarcato durante il periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 160
intervento di Marat

Pagina 9

http://www.betasom.i...w...4505&st=160

Post. 161
intervento di Marpola

Post. 162
intervento di Bartom

Post. 163
Elettronica di bordo periodo 1951÷1970
testo
Sistemi elettronici imbarcati nel periodo 1951÷1970
Centrali Direzione di Tiro imbarcate nel periodo 1951÷1970
Apparecchiature SONAR imbarcate nel periodo 1951÷1970
(1 foto)

Post. 164
Elettronica di bordo periodo 1951÷1970
(4 foto)

Post. 165
Elettronica di bordo periodo 1951÷1970
(4 foto)

Post. 166
Elettronica di bordo periodo 1951÷1970
(4 foto)

Post. 167
Elettronica di bordo periodo 1951÷1970
(4 foto)

Post. 168
Elettronica di bordo periodo 1951÷1970
(4 foto)

Post. 169
Elettronica di bordo periodo 1951÷1970
(4 foto)

Post. 170
Elettronica di bordo periodo 1951÷1970
(4 foto)

Post. 171
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
grafici comparativi sul dislocamento della flotta

Post. 172
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
elenco alfabetico unità in servizio periodo 1961-1970

Post. 173
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 174
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 175
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 176
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 177
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 178
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 179
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(4 foto)

Post. 180
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(4 foto)

Pagina 10

http://www.betasom.i...w...4505&st=180

Post. 181
Analisi conclusiva periodo 1961÷1970
(3 foto)

Modificata da BUFFOLUTO, 12 maggio 2011 - 06:01 .

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#2 BUFFOLUTO

BUFFOLUTO
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Inviato 28 agosto 2010 - 07:26

BIBLIOGRAFIA

Vorrei rinnovare a Francesco De Domenico la mia gratitudine per l’apporto d’informazioni, che contribuiscono ad arricchire particolari aspetti della trattazione.

Un sincero ringraziamento lo rivolgo a Stefano Cioglia, Paolo Reggiani, Giovanni Soprano e il Comandante Odisseo per l’apporto di materiale fotografico, gran parte già conosciuto dagli utenti di Betasom, che ho preferito ripresentare per comodità di consultazione.


LA MARINA ITALIANA Quarant'anni in 250 immagini (1946-1987) Erminio Bagnasco
Supplemento alla Rivista Marittima N. 6 - Giugno 1988

ALMANACCO STORICO DELLE NAVI MILITARI ITALIANE 1861-1995 Giorgio Giorgerini e Augusto Nani Ufficio Storico della Marina Militare - Roma 1996

UNITA’ VELOCI COSTIERE ITALIANE Erminio Bagnasco Ufficio Storico della Marina Militare - Roma 1998

LA MARINA MILITARE ITALIANA 1959 Erminio Bagnasco, Giorgio Giorgerini, Augusto Nani
Supplemento della Rivista LE VIE DEL MARE n° 12 - Dicembre 1958

DAL TRATTATO DI PACE ALLA LEGGE NAVALE Lo sviluppo della Marina Militare dal 1945 al 1975
Michele Cosentino Supplemento alla Rivista Marittima N. 4 - Aprile 1996

DALLA LEGGE NAVALE AL TERZO MILLENNIO La Marina Militare dal 1975 al 2000 Michele Cosentino Supplemento alla Rivista Marittima N. 10 - Ottobre 2000

I SOMMERGIBILI DI MONFALCONE Alessandro Turrini
Supplemento alla Rivista Marittima N. 11 - Novembre 1998

ESPLORATORI FREGATE CORVETTE ED AVVISI ITALIANI 1861-1968 Franco Bargoni e Franco Gay
Ufficio Storico della Marina Militare - Roma 1969

LE TORPEDINIERE ITALIANE 1881-1964 Ufficio Storico della Marina Militare 2^ Edizione 1974

ORIZZONTE MARE incrociatori leggeri classe "Condottieri" gruppo "Montecuccoli" Vol. 7/I Elio Andò
Edizione dell'Ateneo s.p.a. Roma 1982

ORIZZONTE MARE incrociatori leggeri classe "Condottieri" gruppo "Montecuccoli" Vol. 7/II Elio Andò
Edizione dell'Ateneo s.p.a. Roma 1982

Navi italiana della 2^ guerra mondiale - nuova serie incrociatori leggeri classe "Luigi di Savoia duca degli Abruzzi" Vol 8/I Franco Gay
Ermanno Albertelli Editore 1993

Navi italiana della 2^ guerra mondiale - nuova serie incrociatori leggeri classe "Luigi di Savoia duca degli Abruzzi" Vol 8/II Franco Gay
Ermanno Albertelli Editore 1993

ORIZZONTE MARE immagini A7 incrociatori leggeri classe “Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi” Franco Bargoni Edizione dell’Ateneo s.p.a. - 1982

Navi italiana della 2^ guerra mondiale - nuova serie incrociatori leggeri classe "Capitani romani" Vol 9 Elio Andò Ermanno Albertelli Editore 1994

ALMANACCO NAVALE 1964-65 Giorgio Giorgerini e Augusto Nani Rivista Marittima Roma

DIMENSIONE CIELO aerei italiani nel dopoguerra vol. 12 Emilio Brotzu e Giancarlo Garello Edizioni dell’Ateneo & Bizzarri - Roma 1978

L'AVIAZIONE DELLA MARINA MILITARE Allegato al Notiziario della Marina N. 5 - Maggio 1996

L'insegnamento e l'opera di Ugo Tiberio Allegato al Notiziario della Marina N. 10 - Ottobre 1998

MARINELETTRO E IL RADIOTELEMETRO ITALIANO Lo sviluppo e l'evoluzione del radar navale (1933-1943) Enrico Cernuschi
Supplemento alla Rivista Marittima N. 5 - Maggio 1995

Articolo SILURANTI “DI TRANSIZIONE” di Erminio Bagnasco pubblicato sulla Rivista STORIA MILITARE N.197-ANNO XVIII Febbraio 2010

Ala rotante rassegna dell’elicottero Anno XVI – n. 4-6 aprile-giugno1971 Edita a cura delle Costruzioni Aeronautiche Giovanni AgustaS.p.A.

Marina Militare scelte e programmi anni ’80 DOSSIER jp4 Supplemento al N. 5/1980 di JP4 Mensile di Aeronautica

IL MEZZO AEREO NELLA LOTTA ANTISOM DOSSIER jp4 Supplemento al N. 2/1984 di JP4 Mensile di Aeronautica

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Inviato 29 agosto 2010 - 10:21

La Marina Militare Italiana dal 1961 al 1970

Nel 1961 l’ingresso in servizio del primo incrociatore lanciamissili e della prima unità portaelicotteri sancì
l’avvio di un programma di modernizzazione per la Marina Militare Italiana, che se non riuscì a concretizzarsi
nella quantità auspicabile fu solamente per i soliti problemi di carattere economico; portò comunque,
sulla soglia del decennio successivo, la flotta italiana ad un livello di qualità senz’altro eccellente;
fu per questo che il periodo 1961-1970 viene generalmente considerato l’inizio del processo
dell’ammodernamento postbellico della flotta militare, caratterizzato da alcune principali innovazioni:
Introduzione del missile come arma antiaerea a lunga e media portata.
Utilizzo dell’elicottero come vettore d’arma per la lotta antisom, imbarcato su unità di medio e grande dislocamento;
la fregata Luigi Rizzo fu la prima unità portaelicotteri.
Realizzazione di un complesso da 76/62 mm automatico, che costituì l’arma di base per la difesa antiaerea ravvicinata,
adottata da tutte le unità in servizio.
Ripresa e sviluppo della componente subacquea con la costruzione nazionale dei quattro battelli della classe “Toti”.
Introduzione di apparati motori costituiti da turbine a gas, imbarcati prima sulle motocannoniere e poi sulla nave scuola San Giorgio.
Sviluppo della potenzialità dell’Aviazione per la Marina con l’acquisizione di nuovi aerei ed elicotteri, maggiormente idonei alla lotta antisom.
Sviluppo della componente elettronica di costruzione nazionale, da affiancare a quella di provenienza americana.

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Inviato 31 agosto 2010 - 03:22

Trasformazione dell’incrociatore Giuseppe Garibaldi

Quelli della classe “Duca degli Abruzzi” furono gli ultimi due incrociatori leggeri costruiti nel periodo anteguerra, il cui progetto fu un miglioramento dei buoni risultati ottenuti con la costruzione della classe “Condottieri”, formata da Raimondo Montecuccoli, Muzio Attendolo, Emanuele Filiberto Duca d’Aosta e Eugenio di Savoia.
Le migliorie introdotte nella progettazione e costruzione degli incrociatori Duca degli Abruzzi e Garibaldi furono possibili grazie all’esperienza acquisita dalla realizzazione della precedente classe e richiesero un aumento del dislocamento, che per le nuove unità superò le 9.000 t, con un incremento di dimensioni, che portarono la lunghezza f.t. dello scafo a 187 metri; risultarono quindi tra le più lunghe unità della Regia Marina, precedute solamente da Littorio, Vittorio Veneto, Roma, Trieste, Trento e Bolzano.
Entrato in servizio nel 1937 il Garibaldi fu impegnato attivamente nel periodo prebellico in attività addestrative e nel 1939, inquadrato nell’VIII Divisione, fu impiegato per l’appoggio navale durante l’occupazione dell’Albania; intenso fu anche l’impegno durante il periodo bellico e durante la cobelligeranza italiana, al fianco degli alleati, fu dislocato in Atlantico.
Nel corso degli anni ’50 iniziò a delinearsi chiaramente l’importanza del missile, come strumento unico e necessario, per la difesa a lungo e medio raggio da contrapporre alla costante e seria minaccia aerea, rappresentata da velivoli sempre più sofisticati ed agguerriti, che ormai l’artiglieria di bordo non era più in grado di contrastare in maniera efficace; sempre con l’occhio vigile puntato a future soluzioni, la Marina italiana, seguendo l’esempio dell’U.S.Navy, che aveva modificato l’armamento degli incrociatore Boston e Camberra, che nel 1956 erano rientrati in servizio armati di due impianti per il lancio di missili “Terrier”, pensò di sfruttare l’occasione dei lavori di ammodernamento, previsti per l’incrociatore Garibaldi, per preparare un esteso progetto di trasformazione allo scopo di realizzare e sperimentare la prima unità lanciamissili italiana.
L’unità nel 1954 fu trasferita presso l’Arsenale di La Spezia e fino al 1957 fu sottoposta a lavori di smantellamento tali da essere ridotta allo scafo nudo; dal 1957 fino al 1961 tutte le sovrastrutture furono completamente ricostruite; l’abolizione delle due caldaie del quinto compartimento (zona poppiera) permise l’adozione di un unico singolare fumaiolo, allargato verso la base per permettere il raccordo con le tre caldaie rimaste in esercizio; fu realizzato un albero di trinchetto costituito da un voluminoso quadripode, per consentire il sostegno delle numerose apparecchiature radar e TLC; a poppavia dell’unico fumaiolo l’albero di maestra fu installato un altro robusto quadripode per il sostegno dell’antenna del radar di ricerca aerea a lunga distanza “Argos 5000”; si approfittò del progetto di trasformazione per realizzare nella tuga poppiera quattro pozzi per il lancio di missili balistici a medio raggio tipo “Polaris”; per questa ragione la poppa ad incrociatore fu sostituita con una a geometria squadrata, caratterizzata da specchio piatto e leggermente inclinato; tutto questo rese possibile un aumento del volume e il miglioramento dell’assetto idrodinamico per poter sostenere il peso dei missili e la loro spinta durante il lancio; per evitare rischi d’infiltrazioni d’acqua e migliorare la tenuta verso eventuali nubi radioattive, fu lasciata solamente la fila di “hublot” superiore del castello di prora, aumentando così il bordo libero; l’armamento fu completamente rinnovato: tutte le torri da 152/55 mm furono abolite e sostitute con due delle torri binate da 135/45 mm (in seguito portato a 135/53 mm), destinate agli incrociatori della classe “Capitani Romani”; in considerazione dell’inefficacia delle artiglieria da 40 mm in funzione antiaerea, queste armi furono sostituite da otto cannoni singoli da 76/62 mm a.a. ” O.T.O. Melara, moderno cannone automatico a lungo sperimentato a bordo della nave esperienze Carabiniere.


Naturalmente la ragione principale della trasformazione era la concreta necessità di affidare la difesa della nave, contro l’aggressione aera a media e lunga distanza, ad un sistema missilistico in grado di lanciare una coppia di missili a doppio stadio, che potevano essere simultaneamente guidati verso due distinti bersagli; questa prerogativa poteva essere realizzata solamente se il sistema di lancio fosse supportato da un complesso di apparecchiature elettroniche moderne: il radar “Argos” 5000 aveva il compito di agganciare il bersaglio a lunga distanza per poi passarlo al radar tridimensionale, che aveva il compito di stabilire direzione, distanza e quota con maggiore precisione; i due sistemi guida missili avevano il compito di guidare, lungo il raggio di emissione elettromagnetico, i missili per colpire il bersaglio; tutto questo però non poteva accadere senza un processo di acquisizione e coordinamento dei dati, il cui compito era demandato alla Centrale Operativa di Combattimento, che rappresentava il cuore del sistema di difesa ed offesa della nave.
La presenza dei pozzi per il lancio di missili tipo “Polaris” a bordo del nuovo Garibaldi ebbe una valenza tecnica e un risvolto di carattere politico; la fase di sperimentazione dei missili negli anni ’50, come proseguimento dello sviluppo di quelli realizzati in Germania verso la fine del secondo conflitto mondiale, ebbe termine nello stesso decennio; si profilò quindi la possibilità di utilizzare missili balistici imbarcati su unità di superficie per contrapporre una valida minaccia contro obiettivi nemici a grande distanza; nacquero così i “Polaris” dei quali si prevedeva e si studiava la possibilità dell’imbarco su navi mercantili; la soluzione si mostrò troppo ostica tecnicamente per essere adottata, per cui con l’avvento della propulsione nucleare a bordo di sottomarini si scelse questo mezzo come vettore, meno intercettabile ma economicamente molto più oneroso; la Marina italiana, nonostante tutto, era fermamente convinta che il lancio di missili “Polaris” potesse essere effettuato anche da navi di superficie, con soluzioni molto più convenienti sotto il profilo dei costi di realizzazione; si colse l’occasione dei lavori di trasformazione del Garibaldi per rendere esecutivo un progetto già preparato, che fu realizzato con un costo equivalente alle spese da sostenere per l’acquisto di uno dei nuovi cannoni da 76/62 mm; il risvolto politico fu causato dalla politica pacifista dell’epoca, che dimenticando l’antico motto romano “contro la spada lo scudo e la spada”, contribuì affinché la prosecuzione del progetto fosse completamente abbandonato, che tuttavia rappresentò un simbolo dell’ingegnosa intraprendenza italiana.
Il Garibaldi si presentò nel 1961 dopo la trasformazione con un nuovo aspetto completamente diverso ed irriconoscibile rispetto all’eleganza delle forme della nave originale; rappresentava, a tutti gli effetti, il primo decisivo passo della Marina italiana verso un lento ma costante processo di modernizzazione delle sue unità e delle sue strutture operative e logistiche.
L’attività del Garibaldi si protrasse per dieci anni e come nave ammiraglia della Squadra Navale imbarcò il CINCNAV; fu sottoposta a brevi periodi di manutenzione, durante i quali furono apportate alcune modifiche: il miglioramento della dispersione dei fumi di scarico del fumaiolo con l’adozione di una cappa per convogliare gli scarichi verso poppa; fu sostituita l’antenna del radar a lunga distanza “Argos 5000” con una nuova di disegno diverso e più leggera, probabilmente per diminuire la resistenza al vento tipica di antenne di dimensioni così grandi; fu realizzata una tughetta direttamente alla base della torre di comando; fu modificato l’albero di trinchetto, costituito da un quadripode, rendendolo più compatto nella struttura superiore.
Nel 1967 il Garibaldi compiva il suo 30° anno di servizio, ma non fu l’età a decretare la sua dismissione, ma piuttosto motivi di ordine economico che all’inizio degli anni ‘60 si evidenziarono in maniera preoccupante per il futuro della nostra Marina.
Nel 1971 l’unità fu posta in disarmo, rendendo disponibile l’esperienza di un equipaggio ben addestrato per armare il nuovo incrociatore lanciamissili portaelicotteri Vittorio Veneto.

Date significative della vita dell’incrociatore Giuseppe Garibaldi

Dicembre 1933 Impostazione dell’unità presso i Cantieri Navali Riuniti dell’Adriatico, Trieste.
21 Aprile 1936 Varo.
20 Dicembre 1937 Entrata in servizio.
13 Giugno 1938 Consegna della bandiera di combattimento a Palermo.
5 Marzo 1938 Partecipazione alla rivista navale nelle acque di Napoli in onore del Cancelliere tedesco Adolf Hitler.
Aprile 1939 Partecipazione all’occupazione dell’Albania.
7÷10 Luglio 1940 Battaglia di Punta Stilo.
1 Marzo 1941 Trasferimento a Brindisi.
4 Marzo 1941 Bombardamento di Piqueras.
26÷29 Marzo 1941 Scontro di Gaudo.
2-3 Maggio 1942 Trasferimento a Messina.
27-28 Maggio 1942 Trasferimento a Taranto in conseguenza del bombardamento del porto di Messina.
2 Luglio 1942 Trasferimento a Navarrino.
9-11 Novembre 1942 Trasferimento ad Augusta e poi a Messina.
3-5 Maggio 1943 Trasferimento a Genova.
9 Settembre 1943 Partenza per La Maddalena.
10 Settembre 1943 In rotta verso Malta.
4-5 Ottobre 1943 Trasferimento a Taranto.
7-8 Maggio 1944 Trasferimento a Freetown.
23 Marzo – 3 Aprile 1944 Trasferimento da Freetown a Taranto con sosta a Gibilterra per imbarcare un radar inglese da installare in Arsenale.
1954÷1957 Lavori di smantellamento nell’Arsenale M.M. di La Spezia.
1957÷1961 Lavori di rimodernamento e trasformazione in incrociatore lanciamissili.
3 Novembre 1961 Rientrato in servizio dopo la trasformazione.
11 Novembre 1962 Prove di lancio a San Juan di Portorico dei primi missili “Terrier”.
1963 Lavori di modifica della cappa del fumaiolo.
31 Agosto 1963 Lancio di un simulacro di missile balistico nel golfo di La Spezia.
1964-1965 Sostituzione dell’antenna del radar Argos 5000
25 Agosto 1966 – 20 Aprile 1967 Lavori di manutenzione durante i quali fu modificata la parte superiore dell’albero di trinchetto.
20 Febbraio 1971 Disarmo.
16 Novembre 1976 Radiazione.

Caratteristiche e dati dell’incrociatore lanciamissili Garibaldi dopo il rientro in servizio nel 1961
(tra parentesi i dati originali al suo ingresso in servizio nel 1937)

Dislocamento standard: 9.802 t (9.195 t)
Dislocamento carico normale: 11.305 t (10.735 t)
Dislocamento pieno carico: 11.600 t (11.350)
Lunghezza f.t.: 187 m
Lunghezza tra p.p.: 171,8 m
Larghezza max: 18,9 m
Immersione media a p.c.: 6,8 m
Apparato Motore: 6 caldaie a tubi d’acqua subverticali, con surriscaldatori di vapore – 2 gruppi di Turbine Parsons con riduttori – 2 eliche tripale (8 caldaie nel 1937)
Potenza: 85.000 HP (100.000 HP)
Velocità massima: 30 nodi (33 nodi)
Combustibile dotazione massima: 1.700 t di nafta (1.728 t)
Autonomia: 4.500 miglia a 18 nodi (4.125 miglia a 12,7 nodi)
Equipaggio: 47 ufficiali e 618 sottufficiali e marinai (29 ufficiali e 611 sottufficiali e marinai)

Dotazione radar ed elettronica di bordo
1 radar di scoperta aerea a grande distanza Selenia Argos 5000 con portata massima di 500 Km, la cui antenna originale fu sostituita con altra più leggera e meno voluminosa nel 1966
1 radar tridimensionale di scoperta aerea a media distanza Frescan AN/SPS-39 con portata di 300 Km
1 radar di scoperta aero-navale Westinghouse AN/SPS-6 con portata di 250 Km
1 radar di scoperta all’orizzonte e su angoloidi sito molto piccoli della portata di 90 Km
1 radar di scoperta di superficie e navigazione Selenia MM-SPQ-2 con portata di 50 Km
2 radar direttori guida-missili Sperry AN/SPG-55
5 centrali per direzione di tiro per i cannoni da 135/45 mm e 76/62 mm
1 C.O.C. (Centrale Operativa di Combattimento)
1 C.A.R. (Centrale Antidisturbo Radio)
1 C.A.D.T. (Centrale Assegnazione Designazione Tiro)



Armamento
1 rampa binata per il lancio di missili a due stadi superficie-aria General Dynamics (Convair) SAM-N-7/ RIM-2 Terrier
4 pozzi sperimentali per il lancio di missili balistici a due stadi Lockheed Polaris
4 cannoni in torri binate da 135/45 mm (sostituiti in seguito con altrettanti da 135/53 mm)
8 cannoni a.a. in impianti singoli O.T.O. Melara da 76/62 mm

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Inviato 09 settembre 2010 - 08:15

Unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale

Nella trattazione relativa al periodo 1951-1960, per evidenziare la ripresa dell’attività dei cantieri navali italiani,
sono state inserite in un gruppo a parte cinque unità (San Marco, Bombarda, Crisalide, Farfalla e Proteo),
in costruzione durante la guerra e terminate presso i rispettivi canteri navali solamente nella prima metà degli anni ’50;
in questa trattazione, riferita al periodo 1961-1970, si è invece ritenuto opportuno unificare i due gruppi,
aggiungendo anche il sommergibile Pietro Calvi ex Bario, entrato in servizio nel 1961, le cui vicende saranno rese note più avanti.

Ad eccezione della nave scuola Amerigo Vespucci, che nel 2006 ha compiuto il suo 75° anno di servizio e
che mi auguro possa proseguire ancora per moltissimi anni la sua attività, alla fine della quale si auspica possa diventare museo nazionale,
occorrerà considerare l’inevitabilità che questo gruppo, composto da 134 unità per un dislocamento di 91.113 t,
sarà a mano a mano destinato ad una rapida estinzione a causa dell’obsolescenza delle unità, logorate da un’intensa attività bellica e postbellica.

Gli unici due incrociatori rimasti in servizio erano il Garibaldi, al quale è stata dedicata una trattazione a parte, ed il Montecuccoli;
quest’ultimo già dal 1949, dopo lavori che avevano comportato piccole modifiche, era stato destinato al processo
di formazione nautica per gli Allievi di Seconda Classe dell’Accademia Navale di Livorno; fu però solamente
nel periodo ottobre 1953÷giugno 1954 che l’unità fu sottoposta ad un ciclo di lavori più estesi, che ne modificarono l’aspetto originale;
in particolare le modifiche riguardarono principalmente la zona centrale della nave: modifica del fumaiolo prodiero
e della plancia di comando, installazione di un robusto albero per il sostegno delle antenne delle nuove apparecchiature radar imbarcate;
naturalmente tutto l’armamento subì delle modifiche: eliminazione della torre 2 da 152 mm e un incremento sensibile
di complessi antiaeri costituito da armi “Bofors” da 40/56 mm, che sostituirono tutte le mitragliere da 37/54 mm;
l’attività addestrativa dell’incrociatore si protrasse fino al 1964, anno in cui fu posto in disarmo.

Con lo scopo di sostituire il Montecuccoli, nella sua funzione di nave scuola, era già in programma un ciclo di lavori per il San Giorgio,
che a partire dal 1963 fino al 1965 fu trasferito a La Spezia per essere sottoposto a trasformazione, che prevedeva nuovi spazi
per ospitare a bordo gli Allievi dell’Accademia Navale, la sostituzione dell’apparato motore, l’adeguamento dell’armamento
secondo i recenti concetti in merito alla difesa antiaerea e naturalmente un miglioramento dell’elettronica di bordo.

Constatati i buoni risultati ottenuti dalla motocannoniera MC 491, che entrata in servizio nel 1963 sperimentava
un nuovo apparato motore composto da due motori diesel e da una turbina a gas nella combinazione CODAG (COmbined Diesel And Gas),
si colse l’occasione per sperimentare la stessa soluzione per il San Giorgio, che destinato ad effettuare lunghe crociere addestrative,
avrebbe avuto possibilità di effettuare un lungo ed accurato collaudo delle rivoluzionarie turbine a gas,
che si potesse rendere utile per la soluzione ottimale da adottare per le nuove unità, la cui costruzione era prevista per il decennio successivo.
Con un apparato motore composto da quattro diesel con potenza massima totale di 16.600 CV e due turbine a gas con potenza totale di 15.200 CV;
ne conseguì una velocità massima di 28 nodi con autonomia di 1.900 miglia ed una velocità di crociera, con soli diesel,
di 18 nodi ed autonomia di 5.560 miglia.
L’adeguamento dell’armamento ai nuovi standard comportò l’abolizione della torre
N. 2 da 127/38 mm e tutti gli impanti Bofors da 40/70 mm, sostituiti da tre complessi da 76/62 mm O.T.O. Melara,
asserviti a centrali di direzione del tiro “Orion 3”; furono eliminati anche gli antiquati sistemi antisom, costituiti
dai lanciabombe laterali a corta gittata e dalla tramoggia scarica bombe poppiera; furono sostituiti con una nuova arma
da utilizzare contro battelli subacquei, costituita da un impianto triplo di lancio di siluri filoguidati da 324 mm;
vorrei evidenziare un aspetto sulla scelta dell’unità da sottoporre per la trasformazione in nave scuola;
poiché lo stato di efficienza dell’apparato motore non poteva avere influenza, in quanto sarebbe stato completamente sostituito,
la preferenza tra il San Marco ed il San Giorgio si concentrò sullo stato dello scafo; trattandosi di unità realizzate nel periodo bellico,
in cui spesso i materiali utilizzati per la costruzione non furono sempre di ottima qualità, fu condotto un accurato esame
dello scafo e furono individuati e posti in rilievo tutte le zone deteriorate; nonostante questa deficienza, che interessò tutte
le navi costruite durante l’ultima guerra mondiale, non fu negata a nessuna di esse una buona longevità, che nel caso
del San Giorgio e della corvetta Ape si protrasse fino al termine degli anni ’70.

I tre cacciatorpediniere superstiti della seconda guerra mondiale Granatiere, Grecale e Carabiniere nel corso degli anni ’50
erano stati sottoposti a sostanziali lavori di trasformazione ed erano stati classificati “fregate veloci antisom”;
trattandosi comunque di unità ormai obsolete ed usurate, la prima fu posta in disarmo nel 1957, mentre le altre due,
sul finire dello stesso decennio, furono rimosse dai compiti di squadra e destinate ad altri compiti; dal 1959 al 1960 il Grecale
subì un ulteriore trasformazione per renderlo idoneo ad imbarcare il Comando della Squadra navale, giacché dopo il disarmo
del Duca degli Abruzzi e l’indisponibilità per lavori del Garibaldi non c’era altra unità idonea ad assumere il ruolo di nave ammiraglia;
l’armamento fu completamente sbarcato, ad eccezione di un impianto binato da 40/56 mm; furono eliminate tutte l
e sovrastrutture a poppavia del fumaiolo, allungato il castello di prora fino quasi ad estrema poppa e fu realizzata
una capiente tuga a proravia della plancia; l’unità rimase in servizio fino al 1964, anno in cui fu posta in disarmo;
nel 1958 il Carabiniere fu trasferito a La Spezia e posto in riserva; il 12 gennaio 1960 fu classificato nave sperimentale;
durante la sua attività collaudò a lungo il nuovo cannone da 76/62 mm O.T.O. Melara; rimase in servizio fino
al 14 gennaio 1965, giorno in cui fu celebrata la cerimonia del suo ultimo ammaina bandiera.

Delle sette torpediniere superstiti della numerosa classe “Spica”, cinque di esse furono disarmate nel corso degli anni ’50;
solamente Libra e Sagittario restarono in attività fino al 1964, anno del loro disarmo.

Orsa ed Orione, che facevano parte della classe “Pegaso”, svolsero servizio di squadra fino al 1957-1958;
in seguito furono destinate al servizio bersaglio in sostituzione delle vecchie torpediniere Abba e Mosto;
a questo scopo sbarcarono il pezzo poppiero da 100/47 mm, che fu sostituito da un’apparecchiatura ottica, detta “pollaio”,
per permettere l’osservazione degli scarti del tiro contro bersagli rimorchiati; a prora, sulla sinistra del castello di prora,
fu installata una catapulta di lancio per gli aerei bersaglio radiocomandati (B.R.C.); una piccola tuga fu realizzata
a proravia della plancia per permettere il ricovero dei radiobersagli; Orsa e Orione si alternarono, secondo le varie esigenze,
in quest’attività avendo a disposizione un solo equipaggio; furono rispettivamente disarmati nel 1964 e nel 1965.

Anche per le 22 corvette superstiti della classe “Gabbiano”, dopo il ventesimo anno d’interrotta attività s’iniziò a presentarsi
il momento della cessazione del servizio; le prime ad essere poste in disarmo furono quelle più usurate;
alcune continuarono a comporre le varie sessioni della Scuola Comando, affiancate dalle unità della classe “Albatros”, Farfalla e Sibilla
furono impiegate per il servizio bersaglio e le altre in compiti vari; nel periodo 1963-1964 la corvetta Ape
fu sottoposta a lavori di trasformazione in nave appoggio incursori per l’addestramento degli uomini del Comsubin;
il castello di prora fu allungato, fu realizzata una tuga a proravia della plancia, tutto l’armamento fu sbarcato
ad eccezione di due mitragliere da 20/70 mm, poste nella zona prodiera, mentre a poppa furono installate tutte
le attrezzature necessarie per l’attività degl’incursori.

Nessuno dei sommergibili della classe “Tritone 2^ serie”, impostati a partire dal 1942 fu completato prima dell’8 settembre 1943;
il Bario era ancora sullo scalo dei C.R.D.A di Monfalcone, quando fu annunciato l’Armistizio; fu catturato dai tedeschi e denominato U.IT. 7;
varato nel 23 gennaio 1944 fu poi affondato in seguito a bombardamento alleato; recuperato nel maggio 1945 e trasferito a Taranto,
rimase in Arsenale fino al 1953; rimesso sullo scalo dei Cantieri Navali di Taranto fu completamente ricostruito
secondo criteri operativi più moderni; lo scafo venne allungato, modificata la zona poppiera con lo sbarco del lanciasiluri A/D
e la sostituzione delle due linee d’assi con una singola, dando avvio ad una consuetudine che sarà adottata anche per
le classi “Toti”, “Sauro” e “Todaro”; eliminata la vecchia falsa torre fu adottata una “vela” (anche quest’ innovazione
fu poi adottata dai successivi battelli realizzati a partire dalla fine degli anni ‘60), per cui nel complesso risultò uno scafo completamente ridisegnato;
l’ originale apparato motore fu sostituito con due gruppi diesel MAN da 1270 HP accoppiati su di un unico asse insieme ai motori elettrici;
per l’agguato e l’ andatura silenziosa fu adottato un motore elettrico ausiliario di 75 HP; fu installato lo “schnorkel”
per la navigazione in immersione con i motori termici e consentire la ricarica delle batterie di accumulatori;
gli fu dato il nome di Pietro Calvi solamente dopo il varo e prima della consegna alla Marina Militare; il motivo del suo recupero e
della ricostruzione può essere spiegato semplicemente dalla necessità di creare e sperimentare un nuovo tipo di battello secondo l
’esperienza maturata durante l’impiego bellico e alla luce degli studi eseguiti nei confronti dei battelli tedeschi del tipo “XXI”.

Il programma, preparato nel 1956, di ammodernamento di tutte le motosiluranti nazionali fu limitato, perché si riscontrò
la sconvenienza economica a proseguirlo, solamente a quattro unità: MS 472, MS 473, MS 474, MS 481, che costituirono la 42ª Squadriglia;
le altre MS 471, MS 475, MS 482, MS 483, MS 484 furono tutte poste in disarmo tra il 1962 ed il 1964 e poi radiate;
il criterio seguito per prolungare la vita operativa delle quattro unità, destinate ad essere ammodernate,
fu quello di ottenere delle versatili unità da impiegare, mediante una rapida conversione dell’armamento,
in funzione di tre versioni: cannoniera (2 mitragliere da 40/56 mm), silurante (1 mitragliera da 40/56 mm e
2 lanciasiluri ad impulso laterale da 450 mm) e posamine (2 mitragliere da 40/56 mm e 8 mine da fondo).

Una doverosa precisazione va fatta per quanto riguarda il Proteo: fu varato nel 1943 presso i C.N.R. di Ancona
come rimorchiatore da recupero: nel settembre dello stesso anno fu catturato dai tedeschi e rimorchiato incompleto a Trieste per l’allestimento;
nel 1945 fu affondato, recuperato nel 1949, alato sullo scalo di Ancona, varato a giugno del 1951 ed entrato in servizio
nella M.M.I. il 24 agosto 1951 col nome di Perseo; in seguito fu denominato nuovamente Proteo.
[Fonte: Reinhart Schmelzkopf, Fremde Schiffe in deutscher Hand 1939-1945 (navi straniere in mano tedesca), Strandgut, Cuxhaven, 2004].
[Fonte rivista LE MARINE del 1967] “L’Unità fu varata dai tedeschi nel dicembre 1943. Condotta a Venezia e successivamente a Trieste
fu affondata dagli stessi tedeschi nel 1944. Recuperata dalla Marina Inglese fu consegnata prima alla Jugoslavia e successivamente riconsegnata all’Italia.
Riportata ad Ancona fu nuovamente alata sullo scalo e varata, definitivamente, nel giugno 1951”.


Con lo scopo di avere un'idea più chiara della vicenda del Proteo aggiungo una nota di De Domenico che potrebbe essere di chiarimento:
"Gli jugoslavi occuparono Trieste il 1° maggio 1945 (contrariamente agli accordi presi con gli Alleati, che arrivarono con i neozelandesi solo il giorno dopo) e se ne andarono solo dopo 40 giorni, portandosi dietro tutto quello che potevano (tra cui alcune motozattere). Ma evidentemente non fecero in tempo a recuperare navi affondate (a proposito: l'autoaffondamento tedesco sarà di fine aprile-inizio maggio 1945, non certo del 1944), né è verosimile che gli inglesi abbiano recuperato il relitto e poi lo abbiano consegnato a loro nel 1949"

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Elenco delle unità in servizio nel decennio 1961-1970 superstiti della seconda guerra mondiale

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Rimorchiatore Abbazia radiato negli anni ’60 dopo essere affondato in porto a Napoli per un colpo di mare;
Affondato come bersaglio a fine estate 1983 nei pressi di Salto di Quirra, colpito da unmissile OTOMAT Teseo
lanciato dalla fregata Maestrale (fonte dell’informazione Francesco De Domenico).


Addenda 1:

BOMBARDA ex UJ 206 ex BOMBARDA
PIETRO CALVI ex BARIO ex UIT 7 ex BARIO


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Taranto, 9 maggio 1965.


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Inviato 12 settembre 2010 - 08:08

Unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970

Nel decennio 1961-1970 questo gruppo era costituito da 83 unità per un dislocamento di 54.848 t;
la corvetta Alabarda, che al termine degli anni ’50 aveva subìto lavori di trasformazione
per essere trasformata in nave sede di comando, prestò attività in questo ruolo fino ai primi anni
del nuovo decennio; divenuto operativo l’incrociatore lanciamissili Giuseppe Garibaldi,
nave Alabarda fu ormeggiata affiancata al Grecale alla stazione torpediniere di Taranto
e posta in riserva; fu poi trasferita a La Spezia e dopo la radiazione, avvenuta l’1 luglio 1968,
subì dei lavori di adattamento per essere ceduta alla fondazione Garaventa di Genova, in sostituzione del vecchio Crotone.

Le navi Diana e Gazzella continuarono il servizio in compiti ausiliari: la prima come nave idrografica e
la seconda alle dipendenze della Scuola Motoristi di La Maddalena.

Nel corso degli anni ’50 tutte le motosiluranti di tipo “Vosper”, insieme alla motocannoniera MC 485, furono disarmate e radiate;
quelle del tipo “Higgins” invece continuarono ad operare nel loro ruolo fino al settembre 1964, quando la 44ª Squadriglia Motosiluranti,
alla quale erano aggregate, si sciolse; tutte le unità furono poi impiegate in altri compiti: già nel periodo 1962-1963 la motosilurante MS 441
aveva subìto alcuni lavori di trasformazione a La Spezia per essere idonea a compiti addestrativi da parte del Combusin,
per cui passò alla dipendenza del Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo Tesei; la MS 444 fu resa disponibile per
la Scuola Motoristi di La Maddalena; mentre tutte le altre furono poste in riserva alle dipendenze della 42ª Squadriglia, formata dalle unità
superstiti del tipo “C.R.D.A.” ; dopo alcuni lavori di ripristino le MS 442, MS 451 e MS 452 il 12 marzo 1966 furono
cedute alla Guardia di Finanza “in temporaneo uso gratuito”, denominate rispettivamente Brigadiere Giannotti, Tenente Lombardo e
Finanziere Feliciani e restituite alla M.M.I. nel 1969; nello stesso anno le MS 443 e MS 453, dopo analoghi lavori eseguiti per la MS 441,
furono assegnate al Comsubin.

I dragamine meccanici classe “300” e quelli amagnetici classe “Anemone” o “Fiori”, divenuti ormai vetusti e non più idonei al servizio di dragaggio,
furono tutti radiati verso la metà degli anni ’60.

Modificata da BUFFOLUTO, 30 settembre 2010 - 07:06 .

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#28 BUFFOLUTO

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Inviato 12 settembre 2010 - 08:13

Elenco delle unità ottenute con acquisizioni varie in servizio nel periodo 1961-1970

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ADDENDA 2

ALABARDA ex britannico HMS LARNE J.274
DAINO ex B2 ex americano US 36 ex tedesco M 803
ANEMONE ex HMS BYMS 2009 ex HMS BYMS 9
BEGONIA ex HMS BYMS 2073 ex HMS BYMS 73
BIANCOSPINO ex HMS BYMS 2012 ex HMS BYMS 12
GERANIO ex HMS BYMS 2014 ex HMS BYMS 14
GLADIOLO ex HMS BYMS 2042 ex HMS BYMS 42
MUGHETTO ex HMS BYMS 2023 ex HMS BYMS 23
NARCISO ex HMS BYMS 2024 ex HMS BYMS 24
OLEANDRO ex HMS BYMS 2027 ex HMS BYMS 27
ORCHIDEA ex HMS BYMS 2037 ex HMS BYMS 37
DR 301 ex HMS BURRA T.158
DR 302 ex HMS CUMBRAE T.154
DR 303 ex HMS UNST T.213
DR 304 ex HMS STAFFA T.159
DR 305 ex HMS FILLA T.212
DR 306 ex HMS EGILSAY T.215
DR 307 ex HMS MINUET T.131
DR 308 ex HMS TWOSTEP ex TARANTELLA T.142
DR 309 ex HMS GRAIN T.360
DR 310 ex HMS OTHELLO T.76
DR 311 ex HMS MOUSA T.295
DR 312 ex HMS GAVOTTE T.115
DR 313 ex HMS FOULA T.203
DR 314 ex HMS ENSAY T.216
DR 315 ex HMS STROMA T.150
DR 316 ex HMS HORNPIPE T.120

ADIGE ex US Navy YW-92
FLEGETONTE ex US Navy YW-95 (?)
TANARO ex US Navy YW-99
ISONZO ex US Army Y-77
TICINO ex US Army Y-79
MONTECRISTO ex US Army ST-762 ex DPC 79


Modificata da Totiano, 05 ottobre 2010 - 06:14 .

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