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Il Mare Nelle Canzoni Italiane


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Questa discussione ha avuto 159 risposte

#1 Febea

Febea
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Inviato 09 luglio 2009 - 11:15

Sarà per questa estate leggera e particolare, sarà per la musica che mi accompagna, mi segue e mi insegue in molte ore del giorno e della notte, sarà perché "onda su onda il mar mi ha portato qui" che ho deciso di scrivere...
Qualche precisazione: non ho alcuna pretesa di completezza dato che riporto le canzoni che conosco e che mi son venute in mente, l'ordine sparso è il criterio delle citazioni, e tralascio volutamente le canzoni di artisti stranieri.
Chi vuole aggiungere qualche altra strofa, ben volentieri...

edit: aggiungo un elenco delle cazoni postate finora:
Paolo Conte, Onda su onda
Fred Buscaglione, Guarda che luna
Vasco Rossi, Basta poco:




Paolo Conte, Onda su onda:
"[...]Onda su onda
il mare mi porterà
alla deriva,
in balia di una sorte bizzarra e cattiva...
onda su onda,
mi sto allontanando ormai...
la nave è una lucciola persa nel blu...
mai più mi salverò... [...]

Paolo Conte, Una giornata al mare:
”Una giornata al mare
solo e con mille lire
sono venuto a vedere
quest’acqua e la gente che c’è
il sole che splende più forte
il frastuono del mondo cos’è
cerco ragioni e motivi di questa vita
ma l’epoca mia sembra fatta di poche ore
cadono sulla mia testa le risate delle signore
Guardo una cameriera
non parla è straniera
dico due balle ad un tizio
seduto su un’auto più in la
un’auto che sa di vernice,
di donne, di velocità
e laggiù sento tuffi nel mare,
nel sole o nel tempo chissà,
bambini gridare,
palloni danzare [...]"

Daniele Silvestri, A me ricordi il mare:
"A me ricordi il mare
e non per le vacanze
che abbiamo fatto insieme
Ma per il tuo ondeggiare
tra il gesto di chi afferra
e quello di chi si trattiene [...]"

Little Tony, Mare profumo di mare:
"Mare profumo di mare
con l'amore io voglio giocare
è colpa del mare
del cielo e del mare [...]"

Giuni Russo, Un'estate al mare:
"[...] Un'estate al mare
voglia di remare
fare il bagno al largo
per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni
un'estate al mare
stile balneare
con il salvagente per paura di affogare [...]"

Fred Bongusto, Una rotonda sul mare:
"Una rotonda sul mare
Il nostro disco che suona
Vedo gli amici ballare
Ma tu non sei qui con me [...]"

Vinello, Stessa spiaggia stesso mare:
"Per quest'anno non cambiare
stessa spiaggia stesso mare
per poterti rivedere
per tornare per restare insieme a te
e come l'anno scorso
sul mare col pattino
vedremo gli ombrelloni
lontano lontano
nessuno ci vedrà vedrà vedrà [...]"

Vianello, Con le pinne fucile ed occhiali:
"Con le pinne fucile ed occhiali
quando il mare e'una tavola blu
sotto un cielo di mille colori
ci tuffiamo con la testa all'in giu',splash
mentre tutta la gente e'assopita
sulla sabbia bruciata dal sol
ci scambiamo nell'acqua salata
un dolcissimo bacio d'amor [...]"

Gino Paoli, Sapore di sale:
"Sapore di sale, sapore di mare
che hai sulla pelle, che hai sulle labbra
quando esci dall'acqua e ti vieni a sdraiare
vicino a me, vicino a me [...]"

Lucio Battisti, La canzone del sole:
“Ma ti ricordi le onde grandi e noi
gli spruzzi e le tue risa
cos'è rimasto in fondo agli occhi tuoi
la fiamma è spenta o è accesa?
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me... [...]"

Claudio Baglioni, E tu:
“Accoccolati ad ascoltare il mare
quanto tempo siamo stati
senza fiatare [...]”

Claudio Baglioni, Io dal mare:
"[...]dal mare venni e amare mi stremò
perché infiammare il mare non si può
aveva forse nervi e fruste di uragani
scure anime profonde
tra le vertebre di vetro e schiuma
urla di leoni le onde [...]"

Riccardo Cocciante, Se stiamo insieme:
" [...] e quante volte ho visto
dalla prua di una barca
tra spruzzi e vento
l'immensità del mare
spandersi dentro e
come una carezza calda
illuminarmi il cuore [...]"

Luca Carboni, Mare mare:
“[...] Mare, mare mare, ma che voglia di arrivare lì
da te, da te, sto accelerando e adesso ormai ti prendo
mare, mare mare, sai che ognuno c'ha il suo mare dentro il cuore,
sì... e ogni tanto gli fa sentire l'onda [...]"

Raoul Casadei, Ciao ciao mare:
"[...] ciao ciao ciao ciao mare!
anche se c'è tanto freddo
io ti vengo a salutare.
ciao ciao ciao ciao mare!
Il ricordo dell'estate
si risveglia nel mio cuore [...]"

Negramaro, Neanche il mare:
“[...] ed io fra le stelle
vengo a cercare quel sorriso
che neanche il mare sa di avere
e non mi importa
quanto il cielo dovrà aspettare
a lui io dirò che neanche il mare pensa di avere grandezza uguale [...]"

Gianna Nannini, Notti senza cuore:
“[...] Notti senza nome da far tremare il cielo dove c'è una via d'uscita
che trascina via da qui in un volo bellissimo in un mare bellissimo
e mi sembra bellissimo sopra un mare bellissimo [...]”

Stadio, Come piogga in mare:
“[...] Dopo di te la tua assenza ha reso inutile anche me
Come pioggia in mare [...]"

Stadio, Universi sommersi:
“[...]Noi con i nostri universi sommersi,
noi nella vita del mare dispersi, però [...]”

Stadio, Fra il cielo e il mare:
“[...]E adesso è come che
penda fra il cielo e il mare
questo dolore che
che lo so solo io [...]”

Laura Pausini, Tra te e il mare:
"Non ho più paura di te
tutta la mia vita sei tu
Vivo di respiri che lasci qui
che consumo mentre sei via
Non posso più dividermi tra te e il mare
non posso più restare ferma ad aspettare [...]"

Antonello Venditti, Alta marea:
"[...]Tu sei dentro di me come l'alta marea
che scompare e riappare portandoti via [...]"

Marco Masini, Ci vorrebbe il mare:
"Ci vorrebbe il mare che accarezza i piedi
mentre si cammina verso un punto che non vedi [...]"

Umberto Tozzi, Gente di mare:
"A noi che siamo gente di pianura
Navigatori esperti di città
Il mare ci fa sempre un po paura
Per quella idea di troppa libertà [...]"

Renato Zero, Spiagge:
"[...] Un'altra vela va,
Fino a che non scompare,
Quanti segreti che,
Appartengono al mare [...]"

Enrico Ruggeri, Il mare d’inverno:
“Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero
visto alla tv
e verso l'interno
qualche nuvola dal cielo
che si butta giù [...]"

Lucio Dalla, Ma come fanno i marinai:
"[...] che cosa gliene frega
di trovarsi in mezzo al mare
a un mare che più passa il tempo
e più non sa di niente
su questa rotta inconcludente
da Genova a New York
ma come fanno i marinai
a fare a meno della gente
e rimanere veri uomini però [...]"

Modificata da Totiano, 17 settembre 2009 - 12:48 .

Quella musica continuava, era una canzone che diceva e non diceva,
l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato…
quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare…


Paolo Conte, Boogie

#2 Totiano

Totiano
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Inviato 14 luglio 2009 - 07:19

che bel post, brava Febea!

non trovo in effetti altri brani da aggiungere, però mi ha colpito il fatto che sei arrivata perfino al romagnolisimo Casadei! :s03:

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#3 Febea

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Inviato 14 luglio 2009 - 08:29

Grazie Totiano...



Fred Buscaglione, Guarda che luna:
"[…] Ma guarda che luna, guarda che mare,
in questa notte senza te vorrei morire
perché son solo a ricordare e vorrei poterti dire
guarda che luna, guarda che mare! […]"

Vasco Rossi, Basta poco:
"[…] e intanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica […]"

Luciano Ligabue, Il centro del mondo:
"[…] Portami ovunque portami al mare
portami dove non serve sognare […]"

Luciano Ligabue, Ancora in piedi:
[…] persi o no siamo ancora in piedi
siamo ancora che, siamo ancora chi,
siamo ancora chi, siamo ancora che ne so...
è un mare pieno di zattere
è un mare pieno di salvagenti
è un mare con qualche isola
Sopravvissuti a vecchi e nuovi dolori
che aspettiamo i vaccini, nel frattempo chissà […]

Modificata da Febea, 17 luglio 2009 - 11:17 .

Quella musica continuava, era una canzone che diceva e non diceva,
l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato…
quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare…


Paolo Conte, Boogie

#4 Anteo

Anteo
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Inviato 14 luglio 2009 - 10:33

Ringrazio Febea di averci ricordato queste bellissime canzoni.
"Una rotonda sul mare" dell'indimenticabile Fred Bongusto, rimane per me in assoluto la migliore.
Forse sara' perche' mi rievoca piacevoli serate ballando sulla nota "mattonella" nel tentativo molto improbabile di un approccio con le coetanee d'allora....... :s68:
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#5 gichiano

gichiano
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Inviato 16 luglio 2009 - 12:16

Cara Elena,
a quest'ora tarda trovo il tuo bel post sul mare e le canzoni e mi piace aggiungere così all'impronta Creuza de ma' di De Andrè, musica straordinaria sul rapporto dei genovesi col mare, coi suoi suoni e i suoi colori.
Rimanendo a Genova citerei anche, sempre di Conte, Genova per noi.

Con quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più.

Eppur parenti siamo un po'
di quella gente che c'è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.[/size]

Sono poi completamente in accordo con te nel mettere ai primissimi posti Una giornata al mare, ancora di Conte, che è uno dei miei autori preferiti, per la sua struggente malinconia e per la poesia delle parole.

Ritornerò volentieri domani a dare qualche altro contributo più pensato.

#6 iy7597

iy7597
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Inviato 16 luglio 2009 - 01:23

Lucio Dalla - Com'è profondo il mare (1977)
[...] Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare [...]

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l'oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare [...]

Bello questo topic, me gusta :s20:

Modificata da iy7597, 16 luglio 2009 - 01:29 .


#7 gichiano

gichiano
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Inviato 16 luglio 2009 - 04:07

E c'è De Gregori con questa splendida canzone.

Titanic e scusatemi se la riporto integralmente ma altrimenti non la si può capire.

La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento
e puzza di sudore nel boccaporto
e odore di mare morto.
Signor Capitano, mi stia a sentire
ho belle pronte le mille lire,
in prima classe io voglio viaggiare
su questo splendido mare.
Ci sta mia figlia che ha quindici anni
ed a Parigi ha comprato un cappello,
se ci invitasse al suo tavolo a cena stasera
come sarebbe bello.
E con l'orchestra che ci accompagna
con questi nuovi ritmi americani
saluteremo la Gran Bretagna
col bicchiere fra le mani
e con il ghiaccio dentro al bicchiere
faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale e a questa luna gigante.
Ma chi l'ha detto che in terza classe
che in terza classe si viaggia male
questa cuccetta sembra un letto a due piazze
ci si sta meglio che in ospedale.
A noi cafoni ci hanno sempre chiamati
ma qui ci trattano da signori
che quando piove si puo' star dentro
ma col bel tempo veniamo fuori
su questo mare nero come il petrolio
ad ammirare questa luna metallo
è quando suonano le sirene
ci sembra quasi che canti il gallo
ci sembra quasi che il ghiaccio
che abbiamo nel cuore
piano piano si vada a squagliare
in mezzo al fumo di questo vapore
di questa vacanza in alto mare.
E gira gira gira gira l'elica
e gira gira che piove e nevica
per noi ragazzi di terza classe
che per non morire si va in America.
Il marconista sulla sua torre
le lunghe dita celesti nell'aria
riceveva messaggi d'auguri
per questa crociera straordinaria
e trasmetteva saluti e speranze
in quasi tutte le lingue del mondo
comunicava tra Vienna e Chicago
in poco meno di un secondo.
E la ragazza di prima classe
innamorata del proprio cappello
quando la sera lo vide ballare
lo trovo' subito molto bello.
Forse per via di quegli occhi di ghiaccio
cosi difficili da evitare
penso' magari con un po' di coraggio
prima dell'arrivo mi faro' baciare.
E com'e' bella la vita stasera
tra l'amore che tira e un padre che predica
per noi ragazze di prima classe
che per sposarsi si va in America
per noi ragazze di prima classe
che per sposarsi si va in America
per noi ragazze di prima classe
che per sposarsi si va in America.
che per sposarsi si va in America.


Voglio solo ricordare che l'autore non parla mai di ciò che sta per accadere. Sono presenti invece, e non a caso secondo me, tre versi con la parola ghiaccio:

e con il ghiaccio dentro al bicchiere

ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore

Forse per via di quegli occhi di ghiaccio.



E De Andrè con Parlando del naufragio della London Valour

I marinai foglie di coca digeriscono in coperta
Il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall'Inghilterra
Il pasticciere di via Roma sta scendendo le scale
ogni dozzina di gradini trova un mano da pestare
ha una frusta giocattolo sotto l'abito da té

E la radio di bordo è una sfera di cristallo
dice che il vento si farà lupo il mare si farà sciacallo
Il paralitico tiene in tasca un uccellino blu cobalto
ride con gli occhi al circo Togni quando l'acrobata sbaglia il salto

E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli
i marinai uova di gabbiano piovono dagli scogli
Il poeta metodista ha spine di rosa nelle zampe
per fare pace con gli applausi per sentirsi più distante
la sua stella si è oscurata da quando ha vinto la gara di sollevamento pesi

E con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva
ruba l'amore del capitano attorcigliandole la vita
Il macellaio mani di seta si è dato un nome da battaglia
tiene fasciato dentro il frigo nove mascelle antiguerriglia
ha un grembiule antiproiettile tra il Giornale e il gilè

E il pasticciere e il poeta e il paralitico e la sua coperta
si ritrovano sul molo con sorrisi da cruciverba
a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi
e il pomeriggio a dimenticarlo con le sue pipe e i suoi scacchi
e si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni
contro ogni sorta di naufragi e di altre rivoluzioni
e il macellaio mani di seta distribuì le munizioni


Dove il mare è citato una sola volta ma eccome se è presente.

Modificata da gichiano, 17 luglio 2009 - 11:17 .


#8 iy7597

iy7597
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Inviato 16 luglio 2009 - 11:31

Strettamente legata a Titanic (tanto che spesso nei concerti viene eseguita immediatamente dopo).

Francesco De Gregori - Muscoli Del Capitano

Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano.
Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene.
Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero,
fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita.
E poi il capitano, se vuole, si leva l'ancora dai pantaloni
e la getta nelle onde e chiama forte quando vuole qualcosa,
c'è sempre uno che gli risponde.
Ma capitano non te lo volevo dire,
ma c'è in mezzo al mare una donna bianca,
così enorme, alla luce delle stelle,
che di guardarla uno non si stanca.

Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali,
ed ha un motore di un milione di cavalli
che al posto degli zoccoli hanno le ali.
La nave è fulmine, torpedine, miccia,
scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d'acciaio,
pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.
In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento,
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo.
E il capitano disse al mozzo di bordo
"Giovanotto, io non vedo niente.
C'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente".

#9 Febea

Febea
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Inviato 17 luglio 2009 - 11:54

Mi fa piacere leggere i vostri apprezzamenti, ma anche e soprattutto leggere i vostri contributi... :s01:

Aggiungo anche questa recente canzone cantata da ben cinquantasei artisti italiani: con i loro particolari timbri di voce e i loro inconfondibili stili di interpretazione hanno dato vita ad un progetto musicale che si prefigge di infondere coraggio nelle persone dell'Abruzzo che hanno vissuto il dramma del terremoto, e, allo stesso tempo, di contribuire alla ricostruzione delle zone donneggiate destinando i ricavati delle vendite. :s20:

Artisti uniti per l'Abruzzo, Domani:
"[...] Tra le nuvole e il mare c'è una stazione di posta
uno straccio di stella messa lì a consolare
sul sentiero infinito
del maestrale [...]
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare
con un pò di fortuna
si può dimenticare [...]
Tra le nuvole e il mare si può andare e andare
sulla scia delle navi di là del temporale
e qualche volta si vede
una luce di prua
e qualcuno grida: Domani![...]"
Quella musica continuava, era una canzone che diceva e non diceva,
l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato…
quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare…


Paolo Conte, Boogie

#10 ammiraglia88

ammiraglia88
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Inviato 17 luglio 2009 - 08:08

Qui si tocca il mare quasi di sfuggita (pochissime righe) ... ma è in mezzo, proprio "su navi" ...

Andrea Bocelli - Partirò

" ...
paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te
adesso si li vivrò
con te partirò
su navi per mari
che io lo so
no no non esistono più
con te io li vivrò
Quando sei lontana
sogno all'orizzonte
e mancan le parole..."

#11 gichiano

gichiano
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Inviato 17 luglio 2009 - 10:01

Di Dalla abbiamo dimenticato la notissima Caruso.

Qui dove il mare luccica,
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza
davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza,
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce,
e ricomincia il canto.

Vide le luci in mezzo al mare,
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare
nella bianca scia di un'elica
sentì il dolore nella musica,
si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza,
quelli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima,
e lui credette di affogare


Faccio seguire alla triste canzone di Dalla l'allegra e anche cattiva E la barca tornò sola dell'orchestrina di Renato Carosone.

E la barca tornò sola.
Sola, sola.

E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.

Erano tre fratelli pescatori,
con una mamma nera,
ed una barca bianca
e con tre cuori ancora da creatura.

E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa

Il mare urlava cupo quella sera
e il legno della incognita straniera
cercava aiuto in tutto quell'orrore.
Chi rischierà la vita per salvare
la bionda forestiera. Chi sarà.

Chi sarà. Mah!
Mare crudele.
Mare crudele.
Mare crudele.

Mare, mare crudele,
come puoi cantare
nelle notti scure
quando piange il cuore.

Mare, se di un amore
soffocasti in gola
l'ultima speranza,
l'ultima parola.

Mare crudele.
Mare crudele.
Mare crudele.
Mare crudele.

E la barca tornò sola.

Glu glu glu … glu glu glu … glu glu glu

E la barca tornò sola.

E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.


Il glu glu glu era del batterista Gegè Di Giacomo amatissimo dal pubblico televisivo degli anni Cinquanta e Sessanta e ovviamente anche da me.
Ancora oggi quando ascolto la canzone rido di gusto.

Per oggi finisco con la ricerca della tradizione popolare calabrese di Domenico Modugno con la ben nota 'U pisci spada.

– Ah lu vitti, lu vitti! Ah, lu vitti 'mmenzu lu mari, beddi mei…
Lu vitti, pigghiati la varca e curriti! Curriti ca l'haju vistu, beddi..
Beddi figghi dativi da fari! Ecculu ca veni! Ecculu ca veni!
Beddu, figghiu, vaj, daj, curri, pi sant'Antoniu! Curri ca l'avemu pigghiatu.. –

« Daje, daje, lu vitti, lu vitti! Pigghia la fiocina! Accídilu, accídilu, aahaaà! »

Te pigghiaru la fimminedda,
drittu drittu 'ntra lu cori
e chiancìa di duluri
ahi ahi ahi ahi ahi ahi…

E la varca la strascinava
e lu sangu ni currìa,
e lu masculu chiancìa
ahi ahi ahi ahi ahi ahi…

E lu masculu
parìa 'mpazzutu,
cci dicìa:
– Bedda mia nun chianciiri,
bedda mia nun chianciri
dimmi tìa chi haju 'a fari? –

Rispunnìa la fimminedda
cu 'nu filu 'i filu 'i vuci:
– Scappa, scappa, amuri miu,
ca si no t'accidinu! –

– No, no, no,
no, amuri miu!
Si tu mori
vogghiu muriri
'nzieme a tìa!


Che narra la triste storia di un pesce spada che si fa uccidere dopo che la sua compagna era stata colpita a morte dall'arpione dei pescatori nello stretto di Messina.

#12 malaparte

malaparte
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Inviato 19 luglio 2009 - 06:39

Avete dimenticato quella che internazionalmente è più famosa... :s02: Santa Lucia...

Sul mare luccica
l'astro d'argento.
Placida è l'onda;
prospero è il vento.
Venite all'agile
Barchetta mia!
Santa Lucia, Santa Lucia

Con questo zeffiro
così soave,
oh! com'è bello
star sulla nave!
Su passeggeri
venite via!
Santa Lucia, Santa Lucia.


E poi La biondina in gondoleta, dove la mettiamo?

La biondina in gondoleta
l’altra sera gò menà;
dal piasser la povareta
la s’ha in boto indormensà.

La dormiva su ‘sto brasso,
mì ogni tanto la svegiava,
mì ogni tanto la svegiava.

E la barca che ninava,
la tornava a indormensar,
e la barca che ninava
la tornava a indormensar.
ecc.


Mi sa che si andiamo ad attingere anche al repertorio tradizionale.... :s68:

#13 Charlie Bravo

Charlie Bravo
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Inviato 19 luglio 2009 - 01:03

Molto bello questo post ( ... e pericolosissimo per gli effetti collaterali ... ) :

You Tube è una miniera :

http://www.youtube.c...p;v=04QkwmMW8-o
http://www.youtube.c...h?v=r461Aa5ZDCM

E poi c'è anche questa che non mi sembra sia stata citata ... "Quando Calienta el Sol" dei goliardici Los Marcellos Ferial :

http://www.youtube.c...h?v=_vb7oVxIsvE

Oppure 1950 " ... in questo vento di mare e di pini nel nostro anno tra la guerra e il 2000 ", " ..forse attraverserà l'Oceano lontano da noi ... " ecc :

http://www.youtube.c...feature=related

TANGO & ITALIAN TANG FOREVER


#14 Odisseo

Odisseo
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  • Location:Messina

Inviato 19 luglio 2009 - 01:21

Molto bello questo post ( ... e pericolosissimo per gli effetti collaterali ... ) :

:s03: ... e poi sarei io quello che mette in moto la macchina del tempo ?

http://www.youtube.c...h?v=rEXWkGFdzCE

#15 Charlie Bravo

Charlie Bravo
  • Capo di 1a classe
  • 4404 Messaggi:
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Inviato 19 luglio 2009 - 01:28

:s03: ... e poi sarei io quello che mette in moto la macchina del tempo ?



:s43: :s21:

... sai com'è ... ne uccide più la musica che la spada ...

TANGO & ITALIAN TANG FOREVER


#16 malaparte

malaparte
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Inviato 19 luglio 2009 - 01:32

MMMMM.....già che siamo (quasi, be' non proprio, ma quasi....) già da un pezzo cercavo su You tube o simili un coro che mi piace da matti....Il Coro dei Gondolieri, dal Marin Faliero di Donizetti (atto II, scena I, per la precisione...)
Quello che dice:

Siamo i figli della notte che vaghiam per l'aura bruna
l'eco sol dell'onde rotte della torbida laguna
corrisponde al nostro canto che di pianto è messaggero...ecc ecc.

Lo sto ascoltando ora.....Dio . quant'è torbido!!!! :s14: :s20:
Qualcuno mi sa dire dove si trova in rete (così ve lo rifilo...)

Modificata da malaparte, 19 luglio 2009 - 01:36 .


#17 Charlie Bravo

Charlie Bravo
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Inviato 19 luglio 2009 - 01:41

Ciao Malaparte, nella sez. MP3 di InternetBookshop c'è qualcosa del Marin Faliero di Donizetti ma non credo poi si possa diffondere in chiaro.

TANGO & ITALIAN TANG FOREVER


#18 Odisseo

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Inviato 19 luglio 2009 - 02:02

Pochi brani sulla rete ... :s02: Ho trovato solo il libretto.

http://www.teatrolaf...2faliero_gd.pdf

Ciao

#19 malaparte

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Inviato 19 luglio 2009 - 02:23

Mi sa che ci stiamo allontanando dalle intenzioni iniziali di Febea.. D'altra parte, questo significa che siamo reattivi alle provocazioni, no??

Sempre restando a Donizetti ( il coro di cui sopra è irrintracciabile per la pubblicazione in rete; ricordo che una volta Marcuzzo è riuscito a recitare e mettere in post una bella Peghiera del Marinaio; gli si può chiedere se usando lo stesso sistema è disposto a fare anche il detto coro... :s10: )
Cmq sempre mare è, e sempre Donizetti: Me voglio fa' 'na casa 'n miezzo o mare

Scegliete voi quale preferire. Io ho scelto.

Ps: le smorfie della Bartoli sono dovute al fatto che stava cantando per un teatro, non per you tube; l'impalcatura capillare della Tebaldi è un must della fashion d'epoca. Non fatevi condizionare da tali faccende.

http://www.youtube.c...h?v=rEpdNgXfa3c

http://www.youtube.c...h?v=ieCAawRjkKE

#20 GM Andrea

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Inviato 19 luglio 2009 - 07:54

Ps: le smorfie della Bartoli sono dovute al fatto che stava cantando per un teatro, non per you tube; l'impalcatura capillare della Tebaldi è un must della fashion d'epoca. Non fatevi condizionare da tali faccende.


La Bartoli regna. Soprattutto quando - come nel video in questione - canta non in un teatro, ma nel Teatro (l'Olimpico di Vicenza, pregevole opera del Geom. Palladio).

In quella occasione la Bartoli si è pure cimentata nella spettacolosa aria Agitata da due venti, dalla vivaldiana Griselda. Un'altra aria decisamente marinaresca.

http://www.youtube.c...h?v=rISjBGOtHhs

Agitata da due venti,
freme l'onda in mar turbato
e 'l nocchiero spaventato
già s'aspetta a naufragar.
Dal dovere da l'amore
combattuto questo core
non resiste e par che ceda
e incominci a desperar.


 


#21 malaparte

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Inviato 19 luglio 2009 - 08:11

Accidenti! Spettacolare ( e non parlo del teatro) :s12: Ma come fa?

#22 GM Andrea

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Inviato 19 luglio 2009 - 08:20

Accidenti! Spettacolare ( e non parlo del teatro) :s12: Ma come fa?


Come faceva don Toni a scrivere brani consimili, per di più.
Per commemorare un evento per metà navale (difesa di Corfù dai Turchi, 1716) Vivaldi scrisse, in onore del Maresciallo Schulenburg, al servizio della Serenissima, la strepitosa Juditha Triumphans.
Tanto per dare un'idea, ecco la Bartoli interpretare lo schiavo Vagaus quando si accorge che il padrone Oloferne ha letteralmente perso la testa (ah ah. battuta facile) per la scaltra Giuditta.

http://www.youtube.c...h?v=nktpT9ZXHeA


Tornando a temi marinareschi, che dire dell'arrivo di Otello a Cipro (dall'omonima opera, ovviamente. testo a latere):

http://www.youtube.c...h?v=-3_nmmxicwE

V'è da dire che però Otello sarebbe arrivato a Cipro su una galera, non su un vascello, e tanto meno a vele spiegate in un fortunale.

Modificata da GM Andrea, 19 luglio 2009 - 08:26 .


 


#23 malaparte

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Inviato 19 luglio 2009 - 08:39

Non aggiungo commenti, per non dimostrare la mia plateale incoscienza....ma come diavolo fa ad andare di colpo ai toni bassi e poi tornare al soprano????Ai tempi del prete rosso i castrati credo fossero tutti sull'alto....o no????Sembra di sentire due voci distinte!

Bellissima la scenografia dell'Otello, dove è stata fatta????

#24 GM Andrea

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Inviato 19 luglio 2009 - 08:50

Che io sappia c'erano anche soprani, ma tieni presente che comunque - anche se contralti - avevano un'estensione amplissima.

Oggi queste arie sono talora eseguite da controtenori.

Sulle scene: parrebbero zeffirelliane, ma di sicuro non sono quelle del suo film sul Moro.


 


#25 NightRider

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Inviato 20 luglio 2009 - 10:01

Aggiungo alla lista "Panama" di Ivano Fossati


Di andare ai cocktails con la pistola
non ne posso più
piña colada o coca cola
non ne posso più

Di trafficanti e rifugiati
ne ho già piena la vita
oh maledetta traversata
non sarà mai finita, ma

Vedete a nove nodi appena
si è un punto fisso nel mare
che sa di nafta e lo nasconde
con l'odore del té e dell'erba da fumare.

Oh mamaçita Panama dov'è
ora che stiamo in mare
sull'orizzonte ottico non c'è
si dovrà pur vedere
signori ancora del té
il nostro porto di attracco darà segno di sé.

Quando a Londra il comando
di questa galera mi sembrò un affare
un comandante per quanto giovane
dovrebbe stare in mare

La compagnia non fece storie
no no no e lo credo bene
portare esplosivo ai fuoriusciti
mica a tutti conviene.

Oh mamaçita Panama dov'è
ora che stiamo in mare
sull'orizzonte ottico non c'è
si dovrà pur vedere
signori ancora del té
il nostro porto di attracco darà segno di sé.

Della francese che si sente sola
non ne posso più
sta a proravia di un camerire
che invece guarda giù

Con l'ambasciata portoricana
è al quinto mambo stasera
chissà le facce sapessero di agitarsi
su una polveriera.

Di andare ai cocktails con la pistola
non ne posso più
piña colada o coca cola
non ne posso più

Signori un ultimo té
il nostro porto di attracco non dà segno di sé.





Ecco qui una esibizione dal vivo.

#26 Red

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Inviato 20 luglio 2009 - 11:05

Una canzone che mi piaceva tanto
cantare da ragazzo :

IL MARE

Dalla bianca e lucente scogliera
ogni sera di te parlo al mar
ed al mare confido ogni sera
la più bella canzone d'amor.

Il mare è la voce del mio cuor
è la voce del tuo cuor
che ci unisce ancora

I miei baci a te
i tuoi baci a me
ce li porta il mare


Mi sembra che era cantata da Sergio Bruni.


RED

P.S.: Aggiungo una mia piccola poesia (se così può chiamarsi)

NOTTE IN SPIAGGIA

Disteso stavo sulla rena,
godevo la notte serena,
la luna tutto illuminava,
la rena me e l'onda
che arrivava.

Disteso stavo già da ore
ed ore quando all'orizzonte
vidi un bagliore,
il sole s'innalzò sopra del mare
ridando ad ogni cosa il suo colore

Red

Modificata da Red, 21 luglio 2009 - 08:11 .

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#27 gichiano

gichiano
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Inviato 21 luglio 2009 - 09:11

Proprio oggi ascoltavo un vecchio cd con la canzone di Modugno L'uomo in frack, nell'ultima parte viene citato il mare che alla fine accoglierà ciò che rimane della vita dell'uomo che si è ucciso.

È giunta ormai l'aurora,
si spengono i fanali,
si sveglia a poco a poco
tutta quanta la città.
La luna si è incantata,
sorpresa e impallidita,
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.

Sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
e nella luce bianca
galleggiando se ne van
un cilindro,
un fiore
e un frack.

Galleggiando dolcemente
e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare,
verso il mare se ne va.
Chi mai sarà, chi mai sarà
quell'uomo in frack.

Adieu, adieu, adieu, adieu,
addio al mondo,
ai ricordi del passato,
ad un sogno mai sognato,
ad un attimo d'amore
che mai più
ritornerà.


Ancora Conte con un brevissimo cenno al mare nella sua Aguaplano.

... Scendi pilota,
fammi vedere, scendi
a bassa quota,
che guardi meglio
e possa raccontare
cos'è che luccica sul grande mare...
Strano ma vero, è proprio un pianoforte da concerto...


Nello scatenatissimo rock di Capitan Uncino di Bennato alla fine si parla anche di mare.

Io sono il professore della rivoluzione
Della pirateria io sono la teoria
Il faro illuminante
Ma lo capite o no? Ve lo rispiegherò
Per scuotere la gente, non bastano i discorsi
Ci vogliono le bombe
Io ero un benestante, non mi mancava niente
Ma i soldi di papà, li spendo tutti qua
A combattere sul fronte
Chi si arruolerà! Un bel tatuaggio avrà!
Ma da quel trampolino, io a chi non vuol firmare
Lo sbatto giù nel mare
Si batte la fiacca eh?
Io mi sacrifico per voi
E questo il vostro ringraziamento?

Ho trovato anche diverse canzoni napoletane dove, ovviamente, il mare abbonda, e non solo per le rime, ma mi serve un po' di tempo per raccogliere i testi.

Modificata da gichiano, 21 luglio 2009 - 09:26 .


#28 Febea

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Inviato 25 luglio 2009 - 11:57

E' doveroso riportare il frutto di un brainstroming operato da ben sei teste che, sebbene sotto gli effetti della Bruce's sbornia :s49: , hanno lavorato alacremente sfruttando i tempi morti causati da una lunga colonna d'auto :s14: ... e hanno così confermato una impareggiabile elesticità mentale nonché cultura musicale. :s20: :s20:


Andrea Bocelli, Il mare calmo della sera:
"[...] Se dentro l'anima
tu fossi musica,
se il sole fosse dentro te,
se fossi veramente
dentro l'anima mia,
allora sì che udir potrei
il mare calmo della sera,
nel mio silenzio
il mare calmo della sera."


Orietta Berti, Finché la barca va:
"[...] Finché la barca va lasciala andare,
Finché la barca va tu non remare,
Finché la barca stai a guardare,
Quando l'amore viene il campanello suonerà,
Quando l'amore viene il campanello suonerà [..]"


Franco I e Franco IV, Ho scritto t'amo sulla sabbia:
"Ho scritto t'amo
sulla sabbia
e il vento
a poco a poco
se l'è portato via
con sè [...]"


Sergio Cammariere, Dalla pace del mare lontano:
"Dalla pace del mare lontano
Fino alle verdi e trasparenti onde
Dove il silenzio non ha più richiamo
E tutto si confonde
Dalle lagune grigie e nere
Dal faticare senza riposo
Dalla sete alla fame allo spavento
Al più segreto tormento
Avemmo padri avemmo madri
Fratelli amici e conoscenti
Ed imparammo a dare un nome nuovo
Ai nostri sentimenti
E così un giorno a camminare
Su questa terra sotto a un sole avaro
Per un amore che sembrava dolce e
E si é scoperto amaro

Ma è solo un'eco nel vento
Nel vento che mi risponde
Venga la pace dal mare lontano
Venga il silenzio dalle onde

E in mezzo al mare c'è un punto lontano
Così lontano dalle case e dal porto
Dove la voce delle cose più care
E' soltanto un ricordo
Ma da quel punto in poi
Non si distingue più
La linea d'ombra confonde
Ricordi e persone nel vento

Avemmo padri avemmo madri
Fratelli amici e conoscenti
Ed imparammo a dara un nome nuovo
Ai nostri sentimenti
E così un giorno a camminare
Sopra la terra sotto al sole avaro
Per un amore che sembrava dolce
E si é scoperto amaro [...]"


Banco del mutuo soccorso, Moby Dick:
"Grande Moby Dick, dove saranno tutti gli amanti che hai
dolce Moby Dick, nessuno ti ha baciata mai.
Grande Moby Dick, regina madre segui le stelle che sai
non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.
La sorte corre nella tua scia colpo di coda e vola via.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
Moby Dick, bada a te se t'innamorerai.
E vola via colpendo al cuore la luna
Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più.
Non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.
Dormi Moby Dick, spegni le ali e dormi sicura se vuoi
tanto i cavalieri del Santo Graal, non ti raggiungeranno mai.
E vola via sopra un vascello fantasma
e vola via verso una terra promessa
Moby Dick bada a te se t'innamorerai.
E danzerai sopra una stella marina
e danzerai colpendo al cuore la luna
chi impazzì dietro a te non tornò mai più."


Fabio Concato, Fiore di maggio:
"Tu che sei nata dove c'è sempre il sole
sopra uno scoglio che ci si può tuffare
e quel sole ce l'hai dentro il cuore
sole di primavera
su quello scoglio in maggio è nato un fiore.
E ti ricordi c'era il paese in festa
tutti ubriachi di canzoni e di allegria
e pensavo che su quella sabbia
forse sei nata tu
o a casa di mio fratello non ricordo più.
E ci hai visto su dal cielo
ci hai provato e piano sei venuta giù
un passaggio da un gabbiano
ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.
Ma che bel sogno era maggio e c'era caldo
noi sulla spiaggia vuota ad aspettare
e tu che mi dicevi guarda su quel gabbiano
stammi vicino e tienimi la mano.
E ci hai visto su dal cielo
ci hai provato e piano sei venuta giù
un passaggio da un gabbiano
ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.
Tu che sei nata dove c'e' sempre il sole
sopra uno scoglio che ci si può tuffare
e quel sole ce l'hai dentro il cuore
sole di primavera
su quello scoglio in maggio è nato un fiore"


Riccardo del Turco, Luglio:
"Luglio col bene che ti voglio
vedrai non finirà ia ia ia ia
luglio m'ha fatto una promessa
l'amore porterà ia ia ia ia
anche tu
in riva al mare
tempo fa
amore amore
mi dicevi luglio
ci porterà fortuna
poi non ti ho vista più
vieni da me c'è tanto sole
ma ho tanto freddo al cuore
se tu non sei con me
luglio si veste di novembre
se non arrivi tu ia ia ia ia
luglio sarebbe un grosso sbaglio
non rivedersi più ia ia ia ia
ma perché
in riva al mare
non ci sei
amore amore
ma perché non torni
è luglio da tre giorni
e ancora non sei qui
vieni da me c'è tanto sole
ma ho tanto freddo al cuore
se tu non sei con me
luglio stamane al mio risveglio
non ci speravo più ia ia ia ia
luglio credevo in un abbaglio
e invece ci sei tu ia ia ia ia
ci sei tu
in riva al mare
solo tu
amore amore
e mi corri incontro
ti scusi del ritardo
ma non m'importa più
luglio ha ritrovato il sole
non ho più freddo al cuore
perché tu sei con me [...]


Francesco Guccini, Canzone della bambina portoghese:
"E poi e poi, gente viene qui e ti dice
Di sapere già ogni legge delle cose
E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco
di verità fatte di formule vuote
E tutti, sai, ti san dire come fare,
Quali leggi rispettare, quali regole osservare,
Qual e' il vero vero,
E poi, e poi, tutti chiusi in tante celle,
Fanno a chi parla più forte
Per non dir che stelle e morte fan paura.

Al caldo del sole, al mare scendeva la bambina portoghese
Non c'eran parole, rumori soltanto come voci sospese.
Il mare soltanto, e il suo primo bikini amaranto,
Le cose più belle e la gioia del caldo alla pelle.

Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare;
O sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare;
Sentì che era un punto al limite di un continente,
Sentì che era un niente, l'Atlantico immenso di fronte.

E in questo sentiva qualcosa di grande
Che non riusciva a capire, che non poteva intuire;
Che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, e l'oceano infinito;
Ma il caldo l'avvolse, si sentì svanire e si mise a dormire.
E fu solo del sole, come di mani future.
Restaron soltanto il mare e un bikini amaranto.

E poi e poi, se ti scopri a ricordare,
Ti accorgerai che non te ne importa niente.
E capirai che una sera o una stagione
Son come lampi, luci accese e dopo spente.
E capirai che la vera ambiguità
E' la vita che viviamo, il qualcosa che chiamiamo esser uomini,
E poi, e poi, che quel vizio che ci ucciderà
Non sara' fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro,
Cioè vivere"


Franco Battiato, Summer of a solitary beach:
"Passammo l'estate
su una spiaggia solitaria
e ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto
e sulla sabbia un caldo tropicale
dal mare.
E nel pomeriggio
quando il sole ci nutriva
di tanto in tanto un grido copriva le distanze
e l'aria delle cose diventava
irreale.

Mare mare mare voglio annegare
portami lontano a naufragare
via via via da queste sponde
portami lontano sulle onde.

A wonderful summer
on a solitary beach
against the sea
"le grand hotel Sea-Gull Magique"
mentre lontano un minatore bruno
tornava.

Mare mare mare voglio annegare
portami lontano a naufragare
via via via da queste sponde
portami lontano sulle onde... "


Pierangelo Bertoli, Il pescatore:
"Getta le tue reti
buona pesca ci sarà
e canta le tue canzoni
che burrasca calmerà
pensa pensa al tuo bambino
al saluto che ti mandò
e tua moglie sveglia di buon mattino
con Dio di te parlò
con Dio di te parlò
Dimmi dimmi mio Signore
dimmi che tornerà
l'uomo mio difendi dal mare
dai pericoli che troverà
troppo giovane son io
ed il nero è un triste colore
la mia pelle bianca e profumata
ha bisogno di carezze ancora
ha bisogno di carezze ora
Pesca forza tira pescatore
pesca e non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
quando la sua furia diventa grande
e la sua onda è un gigante
la sua onda è un gigante
Dimmi dimmi mio Signore
dimmi se tornerà
quell'uomo che sento meno mio
ed un altro mi sorride già
scaccialo dalla mia mente
non indurmi nel peccato
un brivido sento quando mi guarda
e una rosa egli mi ha dato
una rosa lui mi ha dato
Rosa rossa pegno di amore
rosa rossa malaspina
nel silenzio della notte ora
la mia bocca gli è vicina
no per Dio non farlo tornare
dillo tu al mare
è troppo forte questa catena
io non la voglio spezzare
io non la voglio spezzare
Pesca forza tira pescatore
pesca non ti fermare
anche quando l'onda ti solleva forte
e ti toglie dal tuo pensare
e ti spazza via come foglia al vento
che vien voglia di lasciarsi andare
più leggero nel suo abbraccio forte
ma è così cattiva poi la morte
è così cattiva poi la morte
Dimmi dimmi mio Signore
dimmi che tornerà
quell'uomo che sento l'uomo mio
quell'uomo che non saprà
che non saprà di me,
di lui e delle sue promesse vane
di una rosa rossa qui tra le mie dita
di una storia nata già finita
di una storia nata già finita
Pesca forza tira pescatore
pesca non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
e si placa e tace senza resa
e ti aspetta per ricominciare
e ti aspetta per ricominciare"


Pierangelo Bertoli, Sera di Gallipoli:
"Cosi è passata la domenica
sul mare sugli scogli, fino a che
il sole non si è
deciso ad andar giù,
sulla pelle ci rimane il sale del mare.
Giriamo le vie di Gallipoli
Rolando, Sandro ed io in libertà,
liberamente qui possiamo stare noi,
soli tra le vecchie mura bianche di calce.
Porto di pescatori e gente povera
che invecchia sull'uscio di una sola stanza,
che mai sarà di questo nostro restare insieme?
Sandro, quando finirà la nostra attesa?
Quando, chetato il mare,
senza più una parola,
le spalle curve, andremo in cerca della luna.
Scalzi giocano a calcio sulla strada
bambini che crescono solo per andarsene,
che mai sarà di questo nostro restare insieme?
Rolando, quando ce ne andremo tutti via di qua?
Quando, chetato il mare,
senza più una parola,
le spalle curve, andremo in cerca della luna.
Un volto appare ad una finestra, ed è
un volto senza sesso e senza età;
amici, amici miei, dev'essere così
scorderemo il nostro stare insieme di adesso"


Ivano Fossati, Questi posti davanti al mare:
"Le ragazze di Firenze vanno al mare
le ragazze di Firenze vanno all'amore
le ragazze di Milano han passo di pianura
che è bello da vedere
che è bello da incontrare
in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra il mare
quando il vento riscalda a suo tempo
il mare.

Le ragazze di Torino han smesso di lavorare
alle sette hanno smesso di lavorare
e anche il treno da Torino è un treno di pianura
però dovrà arrivare
però dovrà arrivare
in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra il mare
fin da Pavia si pensa al mare
fin da Alessandria si sente il mare
dietro un curva improvvisamente
il mare.

E noi che siamo gente di Riviera
dove passano i cuori d'avventura
e noi non ci sappiamo perdonare
di non sapere ballare
sapendo troppo aspettare.

E noi non ci sappiamo vestire
e noi non ci sappiamo spogliare
e noi non ci sappiamo raccontare
quand'è il momento raccontare
nei bar davanti al mare.

Le ragazze di Firenze vanno al mare
hanno tutte cuori da rivedere
le ragazze di Milano han' quel passo di pianura
che è bello da incontare
che è bello da ricordare
in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra
quando il vento raffredda a suo tempo
il mare."


Ne ho ancora delle altre, ma il tempo stringe... alla prossima!!! :s55:
Quella musica continuava, era una canzone che diceva e non diceva,
l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato…
quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare…


Paolo Conte, Boogie

#29 gichiano

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Inviato 25 luglio 2009 - 07:54

Si sa che nelle vacanze si ascolta molta musica e il mare oltre che viverlo nuotando spesso qui dove abito lo ascolto nelle parole delle canzoni.
Eccone qualche altra.

La mia cantante preferita in una delle sue più belle canzoni.

Gianna Nannini
Aiuto

Onde rotte lucernari piedi
scalzi siamo veri
qualche volta senti male la tristezza
scende le scale
Remi in barca non ce n'è
dieci notti senza te
suona a scatti l'armonica
s'interrompe quella musica
Proprio quando non ci sei
aiuto
ma non voglio dirlo mai
aiuto
Non ci penso nuoterai ecologico semmai

batte il cuore dentro la radio
mi emozioni vai al diavolo
C'è un oceano in città tetti bassi qua e là
nei traguardi dell'amore
siamo naufraghi senza pudore
Proprio quando non ci sei
aiuto
ma non voglio dirlo mai
aiuto
Mare caldo mare blu
bacio il cielo che cade giù
mare amaro ma tu che vuoi
stai cercando il cuore di una femmina
Terre agre sotto il sole
quanta gente vuole amore
ma discorsi non vuoi più sentire
bacio il cielo scusa non so morire


De Gregori in coppia con Giovanna Marini nel 1972 cantava Il naufragio del Sirio.

E da Genova
in Sirio partivano
per l'America a varcare,
varcare i confin.

Ed a bordo
cantar si sentivano,
tutti allegri del suo,
del suo destin.

Urtò il Sirio
un orribile scoglio.
Di tanta gente la misera,
la misera fin.

Padri e madri
bracciava i suoi figli
che si sparivano tra le onde,
tra le onde del mar.

E fra loro
un vescovo c’era,
dando a tutti
la sua benedizion.

E fra loro (lerì)
un vescovo c’era (lerà),
dando a tutti (lerì)
la sua benedizion!


Una grandissima Gabriella Ferri sempre in quegli anni.

Tutti ar mare

Tutti ar mare,
tutti ar mare
a mostra' le chiappe chiare,
co' li pesci,
in mezzo all'onne,
noi s'annamo a diverti'.
....
Il ritornello continua sempre lo stesso ma la magia sta nella voce di Gabriella.


Gli anni Sessanta con il primo Morandi.

Notte di ferragosto

Notte di ferragosto,
calda la spiaggia
e caldo il mare.
Freddo questo mio cuor
senza te.

Notte di ferragosto,
il mio pensiero
torna da te.
Forse tra le tue braccia
c'è lui, c'è lui.

E mi accorgo di amarti
ogni giorno di più,
anche se mi ripeto
che l'amore non c'è
non c'è, non c'è.


Occhi di ragazza

Occhi di ragazza,
quanti cieli
quanti mari che m'aspettano.
Occhi di ragazza, se vi guardo
vedo i sogni che farò.

Partiremo insieme per un viaggio,
per città che non conosco.
Quante primavere che verranno
che felici ci faranno
sono già negli occhi tuoi.

Modificata da gichiano, 25 luglio 2009 - 07:57 .


#30 gichiano

gichiano
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Inviato 30 luglio 2009 - 09:10

Un nutrito gruppo di canzoni napoletane.

'A LUNA E 'O MARE
Diceva 'a luna janca: "Oje mare, mare...nun voglio fá cchiù luce quann'è 'a sera...Mme dispiace pe' sti marenare,ma, a stu paese, nun ce vengo cchiù...Ccá se spassano a fá 'ammorequann'io sóngo chiara chiara...E nun sannoca pur'io tengo nu core,comm''o tiene pure tu...Oje mare, mare...a Napule só' tutte 'nnammurate,'e ffemmene só' troppo appassiunate...Mme ne vaco...Accussí voglio vedécomme fanno senz''e me..."IIE rispunnette 'o mare: "Oje luna, luna...chi, meglio 'e te, mme pò dá cchiù ragione?Ma tu t''e gguarde sulo, pe' furtuna,mentr'io nun saccio cchiù che suppurtá...Varchetelle a centenare...Vase, lacreme, suspire...E po' doppo,siente 'e dicere: - E' stu mareca peccato ce fa fá! -Oje luna, luna...a Napule só' tutte 'nnammurate...'e ffemmene só' troppo appassiunate...Mme ne vaco,accussí voglio vedécomme fanno senza 'e me!..."IIINu viecchio piscatore ca sentettechistu trascurzo fatto dint''a notte,"Tu nun capisce, oje luna, - lle dicette -si te ne vaje che male ce puó' fá!?...Ccá se magna pane e ammore,ccá se canta pe' stu mare...E si, overo,tutt'e duje tenite core,nun ce avit''a abbanduná!..."'A luna e 'o mare,sentenno stu pparlá doce e curtese,dicettero: "Chi 'o lassa stu paese?Va' nce 'o ddiceca restammo sempe ccá...pe' delizia 'e 'sta cittá!"

La ben nota A Margellina di E.A. Mario.

Quanno fa notte, 'nterra Margellina,se sceta 'o mare e canta chianu chiano...Se fa cchiù doce ll'aria d''a marina...Pure 'e ssirene cantano 'a luntano,quanno è scurata notte a Margellina...E cu 'sta luna, dint''e ssere 'e 'state,io vularría durmí ma nun è cosa:mme scetano da 'o suonno, sti sserate,'o mare 'e Margellina e ll'uocchie 'e Rosa!E cu 'sta luna, dint''e ssere 'e 'state,...........................................................IIStelle ch'ascite 'ncielo tutt''e ssere,ca ll'aria doce fa mená suspire...io ne cunosco doje e sóngo nere...e só' lucente...e só' duje uocchie nire...stelle ca state 'ncielo tutt''e ssere...E cu 'sta luna, dint''e ssere 'e 'state,...........................................................IIIA Margellina, addó' se danno 'e vase,ce corre 'o core e ce ha pigliato ll'uso:Se scetano 'e ffigliole dint''e ccasee, da luntano, corrono annascusoa Margellina addó' só' doce 'e vase!...E cu 'sta luna, dint''e ssere 'e 'state,...........................................................


O marenariello cantata da Andrea Bocelli

Ritornello
Vicin' ô mare
facimmo 'ammore,
a core a core,
pe' nce spassá.

Piscatore e Pusilleco

Ritornello
Dorme il mare... Rema, rema.
Tutto è pace intorno a me.
Ma perché,
ma perché mi hai lasciato,
mentre io muoio, questa notte, per te!

Dorme il mare... O mia bella vieni!
In cielo la luna sale e va.
Vita mia!
Vita mia mi vuoi bene?
Ma se è un sogno non farmi svegliare.

Dorme il mare... Rema, rema.

ma perché mi hai lasciato,
mentre io muoio, questa notte, per te!

Dorme il mare... O mia bella vieni!
In cielo la luna sale e va.
Vita mia!
Vita mia mi vuoi bene?
Ma se è un sogno non farmi svegliare.

Dorme il mare... Rema, rema.


Maruzzella di Renato Carosone.


Ohé!
Chi sente?
E chi mo canta appriesso a me?
ohé,
pe' tramente
s'affaccia 'a luna pe' vedé!
Pe' tutta 'sta marina
'a Pròceda a Resína,
se dice: "Guarda llá,
na femmena che fa!"

Maruzzella, Maruzzè'...
t'hê miso dint'a ll'uocchie 'o mare
e mm'hê miso 'mpiett'a me
nu dispiacere...
Stu core mme faje sbattere
cchiù forte 'e ll'onne
quanno 'o cielo è scuro...
Primma me dice "sí",
po', doce doce, mme faje murí...
Maruzzella, Maruzzé'...

Ohé!
Chi mm'ajuta?
Si tu nun viene a mm'ajutá?
Ohé,
mm'è venuta
na voglia ardente 'e te vasá.
E vieneténne oje bella...
e damme 'sta vucchella
ca, pe' mm'avvelená,
'e zùccaro se fa...


Maruzzella, Maruzzè'...



A Marechiare di Salvatore di Giacomo.
Che ricordo essere il motivo conduttore del bel film di Nanni Loy Le quattro giornate di Napoli.

Quanno spónta la luna a Marechiare,
pure li pisce nce fanno a ll'ammore...
Se revòtano ll'onne de lu mare:
pe' la priézza cágnano culore...

Quanno sponta la luna a Marechiare.

A Marechiare ce sta na fenesta:
la passiona mia ce tuzzuléa...
Nu garofano addora 'int'a na testa,
passa ll'acqua pe' sotto e murmuléa...

A Marechiare ce sta na fenesta....

Chi dice ca li stelle só' lucente,
nun sape st'uocchie ca tu tiene 'nfronte!
Sti ddoje stelle li ssaccio i' sulamente:
dint'a lu core ne tengo li ppónte...

Chi dice ca li stelle só' lucente?

Scétate, Carulí', ca ll'aria è doce...
quanno maje tantu tiempo aggi'aspettato?!
P'accumpagná li suone cu la voce,
stasera na chitarra aggio purtato...

Scétate, Carulí', ca ll'aria è doce!...



E per finire questa infornata 'Na sera 'e maggio

Quanno vien'a 'appuntamento
guarde 'o mare, guard' 'e ffronne.
S' i' te parlo nun rispunne,
staje distratta comm'a che.

Io te tengo dint' 'o core,
sóngo sempe 'nnammurato
ma tu, invece, pienze a n'ato
e te staje scurdanno 'e me.

Quanno se dice si, tiènelo a mente,
nun s' ha da fá murí nu core amante.
Tu mme diciste si 'na sera 'e maggio
e mo tiene 'o curaggio 'e mme lassá.

Modificata da gichiano, 30 luglio 2009 - 09:15 .





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